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Che ci faccio qui?

In questo libro Bruce Chatwin raccolse, negli ultimi mesi prima della morte, quei pezzi dispersi della sua opera che avevano segnato altrettante tappe di una sola avventura, di tutta una vita intensa come «un viaggio da fare a piedi». Qui lo vedremo spuntare nei luoghi più disparati e fra le persone più opposte: al seguito di Indira Gandhi mentre annota un diario esilarante o in visita da Ernst Jünger, alla ricerca dello yeti o in quartieri malfamati di Marsiglia, o in Africa mentre si scatena un colpo di Stato, a cena con Diana Vreeland o con Werner Herzog nel Ghana o con un geomante cinese a Hong Kong. I numerosi lettori di Chatwin sanno che egli fu, prima ancora che un romanziere e un saggista, qualcuno che è *sempre in viaggio* e osserva ogni esperienza con lo sguardo penetrante di chi, a partire da qualsiasi cosa, vuole andare il più lontano possibile. Con lui riscopriamo che il tono di fondo del narratore in genere è quello del viaggiatore che si ferma a ricordare ciò che ha visto. Il timbro, l’asciuttezza, l’icasticità della prosa di Chatwin sono stati uno dei grandi e preziosi doni letterari degli ultimi decenni. E proprio alla fine di queste pagine Chatwin ci svela, con un guizzo finale di mirabile teatralità, che dietro l’arte della sua prosa ha sempre operato un consiglio che una volta gli diede Noel Coward, «il Maestro»: «Non si lasci mai intralciare da preoccupazioni artistiche».

Chapagne per uno

Povero Archie Goodwin! Potevano capitargliene, di guai, ma come quello di lasciar commettere un assassinio sotto il suo naso!… Secondo ogni pronostico la bella Fay Usher dovrebbe essersi uccisa. Ha minacciato più volte di avvelenarsi e portava sempre con sé una fialetta di cianuro.

Changeless

È metà pomeriggio, per ogni lupo mannaro che si rispetti dovrebbe essere il momento della giornata dedicato al sonno più profondo, eppure a casa di Alexia Tarabotti oggi qualcosa non va: svegliata di soprassalto da un grido, la nostra eroina si accorge che suo marito, Lord Maccon, non è tranquillamente a letto addormentato, ma sta ululando alla finestra. Neanche il tempo di capire che cosa succede che questi fugge. Scompare. Lasciandola sola ad affrontare un esercito di soldati dai poteri soprannaturali, una pletora di fantasmi e, soprattutto, la regina Vittoria. Infuriata come non mai. Ma Alexia è in possesso di due armi di difesa micidiali che la proteggono da ogni insidia: il suo parasole all’ultima moda e un’ammaliante cortesia. Le indagini la condurranno fin nella remota e selvaggia Scozia, in mezzo a clan di licantropi di cui riuscirà – con incredibile abilità, e grazie ai suoi poteri di «senz’anima» – a rovesciare le dinamiche interne volgendole a proprio favore.

Chanel non fa scarpette di cristallo

Cosa succederebbe se, anziché limitarsi a trasformare in storie la propria fantasia, gli autori delle fiabe più famose avessero stretto un patto con il diavolo condannando le proprie creature a uscire dalle pagine dei libri per affrontare i vizi e le virtù della quotidianità? Donne favolose si troverebbero a vivere in un mondo che non è decisamente un regno fatato né un posto per principesse, dove la realtà è fatta di lavori noiosi, problemi da risolvere e uomini davvero molto diversi dai principi azzurri. Una vita complicata, senza considerare che i termini del famoso patto stipulato alle loro spalle prevede una clausola fondamentale: la ragazza che nel corso della sua esistenza normale dovesse incontrare il vero amore perderebbe, insieme all’immortalità, anche il ricordo del tempo che fu, lasciando scivolare nell’oblio le antiche fiabe raccontate a tutte le bambine del mondo. Così, mentre alle porte del cuore di Beatrice, Maddalena e Penelope già bussano i rispettivi cavalieri, il divertente romanzo di Barbara Fiorio propone alle sue protagoniste l’eterno conflitto tra amore romantico e vita reale: chi vincerà?
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### Sinossi
Cosa succederebbe se, anziché limitarsi a trasformare in storie la propria fantasia, gli autori delle fiabe più famose avessero stretto un patto con il diavolo condannando le proprie creature a uscire dalle pagine dei libri per affrontare i vizi e le virtù della quotidianità? Donne favolose si troverebbero a vivere in un mondo che non è decisamente un regno fatato né un posto per principesse, dove la realtà è fatta di lavori noiosi, problemi da risolvere e uomini davvero molto diversi dai principi azzurri. Una vita complicata, senza considerare che i termini del famoso patto stipulato alle loro spalle prevede una clausola fondamentale: la ragazza che nel corso della sua esistenza normale dovesse incontrare il vero amore perderebbe, insieme all’immortalità, anche il ricordo del tempo che fu, lasciando scivolare nell’oblio le antiche fiabe raccontate a tutte le bambine del mondo. Così, mentre alle porte del cuore di Beatrice, Maddalena e Penelope già bussano i rispettivi cavalieri, il divertente romanzo di Barbara Fiorio propone alle sue protagoniste l’eterno conflitto tra amore romantico e vita reale: chi vincerà?

Cetaganda

Miles Vorkosigan e il cugino Ivan, rampolli della nobiltà di Barrayar, sono in missione diplomatica: la destinazione è Cetaganda, una civiltà planetaria dove l’ingegneria genetica è un’arte. L’idea è quella di guadagnarsi una facile gloria con una tranquilla missione di routine, ma le cose si complicano: l’imperatrice di Cetanga muore per cause naturali, mentre la sua ancella incontra lo stesso destino, ma in modo assai meno “naturale”. Siccome c’è di mezzo Miles il mistero s’infittisce e i due finiscono nel cuore di un enigma, la cui chiave è un misterioso programma genetico…
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Cesare: Il grande giocatore

Ognuno ha la propria immagine di Cesare. C’è chi lo vede come un conquistatore o il fondatore di un nuovo ordine, un condottiero temerario o un elegante scrittore, un capo di Stato clemente e generoso oppure il freddo e subdolo artefice di un piano sottile e tortuoso per abbattere la Repubblica. Tra tutti questi aspetti si nasconde il mistero di un uomo. In mezzo agli interrogativi che la figura di Cesare pone, quella che emerge viva e vitale in questo libro è l’immagine complessa di un uomo capace di affascinare amici e nemici e in grado di lasciare un’impronta duratura nella Storia, dando vita a una costruzione politica che ha travalicato i secoli.
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### Sinossi
Ognuno ha la propria immagine di Cesare. C’è chi lo vede come un conquistatore o il fondatore di un nuovo ordine, un condottiero temerario o un elegante scrittore, un capo di Stato clemente e generoso oppure il freddo e subdolo artefice di un piano sottile e tortuoso per abbattere la Repubblica. Tra tutti questi aspetti si nasconde il mistero di un uomo. In mezzo agli interrogativi che la figura di Cesare pone, quella che emerge viva e vitale in questo libro è l’immagine complessa di un uomo capace di affascinare amici e nemici e in grado di lasciare un’impronta duratura nella Storia, dando vita a una costruzione politica che ha travalicato i secoli.

Cesare, il genio e la passione

Il quinto volume della saga dedicato a Roma. Cesare, la guerra gallica, un crescendo di trionfi, l’ostilità della vecchia Roma senatoria e l’amore del popolo. La ribellione, il passaggio del Rubicone, la guerra civile, Pompeo, Catone Uticense, Cicerone… Le gesta, le passioni, le emozioni di un eroe geniale, affascinante, titanico, uno dei pochi uomini che hanno cambiato realmente il corso della Storia.

Cesare Padrone Di Roma

Dall’alto delle vette innevate delle Alpi, Cesare guarda la Gallia distendersi ai suoi piedi. Non pensa più ai lunghi anni passati in Spagna, alle insidie e alle congiure di Roma, ai giochi di potere di Pompeo, Crasso, Catilina. Il suo è il destino di un condottiero, di un conquistatore, e in Gallia, in questa terra fredda ma rigogliosa, tra popoli ostili e fieri, Cesare, come un nuovo Alessandro, realizzerà i suoi sogni: sconfiggerà le tribù celtiche una dopo l’altra, portando ovunque il nome, le leggi, le strade di Roma. Si spingerà fino alla misteriosa Britannia, dove mai si era posato piede romano, e infine affronterà, insieme ai suoi fidati generali Bruto e Marco Antonio, l’avversario più duro, Vercingetorige, che ha riunito tutte le tribù della Gallia, per l’ultima disperata battaglia contro Roma. E quando tutto questo sarà finito, altre sfide si profileranno all’orizzonte, altre conquiste. La più importante lo attende al di là del Rubicone, nella sua stessa Roma, la città in nome della quale ha combattuto senza tregua. Il dado è tratto, e non si può tornare indietro.
(source: Bol.com)

Cesare (Einaudi)

Cesare Garboli era un critico folgorante, che scriveva per capire. Rosetta Loy è una grande scrittrice che ci racconta il loro incontro; e l’affinità assoluta, piú lunga di una vita. I silenzi nella casa dell’entroterra toscano e le serate con la pioggia che riga i vetri, i gatti ad accompagnarli ovunque, a eccezione di quelli neri, presaghi di nefaste profezie. In questa memoria sentimentale Cesare appare sia tra le pagine dei suoi libri che nelle sue furie imprevedibili. Da adolescente con il ciuffo davanti agli «occhi stupefatti e sbarrati che fissano incantati il futuro che li aspetta», al trentenne inviato in Vietnam, che non riesce a scrivere nemmeno una riga, stravolto dall’orrore che gli si presenta davanti. O mentre dà battaglia sulla scacchiera a Carlo Caracciolo in interminabili partite che lo vedono impegnato con regine, re, alfieri e pedoni. Grande amico di Natalia Ginzburg, Elsa Morante e Fellini. Lettore dall’intelligenza inarrivabile e uomo di infuocate passioni. Questo libro non è una resa docile al ricordo, ma il suo contrario. Perché, come scrive Metastasio nel celebre sonetto molto amato da Cesare, «Siam navi all’onde algenti, | lasciate in abbandono. | Impetuosi venti | i nostri affetti sono, | ogni diletto è scoglio. | Tutta la vita è mar».
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### Sinossi
Cesare Garboli era un critico folgorante, che scriveva per capire. Rosetta Loy è una grande scrittrice che ci racconta il loro incontro; e l’affinità assoluta, piú lunga di una vita. I silenzi nella casa dell’entroterra toscano e le serate con la pioggia che riga i vetri, i gatti ad accompagnarli ovunque, a eccezione di quelli neri, presaghi di nefaste profezie. In questa memoria sentimentale Cesare appare sia tra le pagine dei suoi libri che nelle sue furie imprevedibili. Da adolescente con il ciuffo davanti agli «occhi stupefatti e sbarrati che fissano incantati il futuro che li aspetta», al trentenne inviato in Vietnam, che non riesce a scrivere nemmeno una riga, stravolto dall’orrore che gli si presenta davanti. O mentre dà battaglia sulla scacchiera a Carlo Caracciolo in interminabili partite che lo vedono impegnato con regine, re, alfieri e pedoni. Grande amico di Natalia Ginzburg, Elsa Morante e Fellini. Lettore dall’intelligenza inarrivabile e uomo di infuocate passioni. Questo libro non è una resa docile al ricordo, ma il suo contrario. Perché, come scrive Metastasio nel celebre sonetto molto amato da Cesare, «Siam navi all’onde algenti, | lasciate in abbandono. | Impetuosi venti | i nostri affetti sono, | ogni diletto è scoglio. | Tutta la vita è mar».

Cercatori d’oro

Una squadra di sbirri parigini è alle prese con una catena di efferati omicidi: le vittime, tutte di sesso femminile, vengono ritrovate con la mano destra mozzata. Indizi? Nessuno. Moventi? Nessuno. A poco a poco, però, negli inquirenti si insinua un sospetto: lungi dal colpire a caso, forse l’assassino sta eseguendo un piano minuziosamente predisposto; forse sta cercando qualcosa, o qualcuno; forse i suoi omicidi partono da lontano e portano altrettanto lontano. Alla fine, per svelare il mistero e fermare l’ecatombe, i flic del giudice Nadia Lintz dovranno lanciarsi in un doppio salto mortale, nello spazio e nel tempo, lungo una strada già percorsa da migliaia di vecchi, donne e bambini…

Cercatemi domani, sarò morto

Una ricca signora di mezza età, mentre veglia il secondo marito, più morto che vivo, manda un legale di origine messicana, nel Sud-America, in cerca del primo marito che l’ha piantata, anni addietro, fuggendo con una messicana. Perché voglia ritrovarlo non è ben chiaro. Per aiutarlo, come dice? L’avvocato lo cerca. L’uomo pare davvero irreperibile. Ma la sua storia vien fuori subito: finito in carcere per loschi traffici, si è ammalato e poi è sparito. Morto? Evaso? I documenti ufficiali non dicono nulla. Penosamente, quasi facendosi strada a fatica nella sporcizia concreta e morale, l’avvocato svolge le sue indagini, ma ogniqualvolta sta per apprendere qualcosa, chi deve dirglielo muore malamente. Chi è che arriva sempre prima dell’investigatore? È il fuggitivo che cancella le proprie tracce?

Cercando te

Cercando te (Searching for Someday) by Jennifer Probst
**Cuori Solitari #1
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Kate ha deciso di rinunciare per sempre all’amore, almeno per quanto riguarda lei personalmente. Ha un dono: è in grado di percepire se tra due persone si può stabilire una relazione sentimentale, un dono che si tramanda in famiglia da generazioni e che non sembra applicarsi a lei stessa. Per questo, Kate ha deciso almeno di sfruttarlo professionalmente e, insieme a due amiche, ha aperto a New York un’agenzia matrimoniale, Kinnection. Ma quando un uomo furibondo fa irruzione nel suo ufficio accusandola di essere una truffatrice, le cose assumono una piega del tutto imprevista: per dimostrare di aver ragione Slade la sfida a trovare un’anima gemella per lui. Irritata dall’atteggiamento, ma decisa ad accogliere la sfida, Kate si butta nella ricerca solo per scoprirsi perdutamente innamorata di questo giovane e avvenente avvocato che minaccia di trascinarla in tribunale.
**Jennifer Probst **è autrice della serie ***Cuori solitari***, di cui fanno parte:
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*Cercando te***
***Trovando te***
***Sognando te***
***Aspettando te***
***Desiderando te***
***Volendo te***

Cento ore di paura

Alla facoltà di biologia, non insegnano gastronomia. E non è una materia in cui uno possa cavarsela improvvisando. Se ne accorge, a proprie spese, Alison Goodrich quando tenta di spacciarsi per cuoca finita, allo scopo d’intrufolarsi in una casa dove vuole svolgere certe sue indagini. Del resto, nell’ambiente in cui riesce a introdursi, sembra che tutti, più o meno, siano sotto mentite spoglie… i padroni di casa, gli Eckersall, hanno certamente qualcosa da nascondere, e così il loro giardiniere, e così la segretaria… e persino i vicini di casa. Alison è sull’orlo della disperazione: sua sorella, Sally, era a servizio in casa Eckersall, e di lì è scomparsa misteriosamente. I « padroni » affermano che è scappata con il boy friend, e la polizia si è accontentata di questa spiegazione. Ecco perché Alison si improvvisa investigatrice… ma anche questo è un mestiere che non ti insegnano a Biologia. Eppure, è proprio vero che il bisogno aguzza l’ingegno. E così, fra una cantonata e l’altra,Alison riuscirà a scoprire che fine ha fatto sua sorella Sally.

Cella 2455 braccio della morte

Il primo romanzo di Caryl Chessman, scritto clandestinamente dalla cella con l'aiuto del suo legale e la compiacenza di alcuni secondini, è un'opera cruda e sconvolgente, un vero classico riscoperto. La lunga ballata di un condannato a morte diventa lo spunto per una riflessione lucida sulla pena capitale e la sua follia. La storia di Chessman è un caso esemplare, ma quello che la rende straordinaria è la qualità dell'uomo, la sua forza morale e l'assoluta determinazione. Un esempio per altri detenuti in cerca di vera redenzione. Edward Bunker lo citò più volte come suo maestro e indicò nel loro incontro a San Quintino la vera ispirazione della sua futura carriera di scrittore. Ma chi era Caryl Chessman? Alla fine degli anni Quaranta un misterioso criminale gettò nello sgomento e nel terrore la città di Los Angeles; l'uomo agiva di notte, aggrediva le giovani coppie che si appartavano in auto nelle zone periferiche, rapinava i ragazzi e poi costringeva le ragazze a seguirlo. Spesso usava loro violenza. Il suo marchio di fabbrica era l'uso di un'uniforme della polizia e di una torcia con la quale, dopo avere raggiunto l'auto delle coppie, proiettava una forte luce rossa, rassicurante perché associata a quella delle forze dell'ordine. Da qui nacque la leggenda del "bandito della luce rossa", che commise una trentina di delitti prima che la polizia di Los Angeles riuscisse a catturarlo. O meglio, a catturare un giovane sbandato che sulla base di alcune incerte testimonianze la polizia assicurò essere il colpevole. Il suo nome era Caryl Chessman. Processato sotto gli occhi dell'intero Paese, venne condannato a morte e trasferito nello speciale braccio del carcere di San Quintino. Chessman riuscì a ottenere una lunga serie di rinvii dell'esecuzione, con ricorsi al governatore e alla Corte Suprema in cui dimostrava la propria innocenza. "Cella 2455" è il più importante dei quattro romanzi autobiografici che Chessman scrisse in carcere, nonostante il veto posto dall'autorità giudiziaria, un romanzo sulle spaventose e angosciose condizioni di un condannato a morte, il primo testo di genere. Un libro che, negli anni Sessanta, ebbe una diffusione mondiale e un notevole successo di critica e di pubblico (più di dieci edizioni in Italia, milioni di copie in tutto il pianeta). E divenne un'arma nelle mani degli "abolizionisti" della pena capitale, per dimostrare che, se anche fosse stato lui il "bandito della luce rossa", il Chessman di dieci anni dopo era "un altro uomo, al di là di ogni ragionevole dubbio".
Quando nel gennaio 1948 fu catturato dalla polizia di Los Angeles, Caryl Chessman era un ventisettenne spiantato che aveva trascorso metà della sua vita in carcere. La sua battaglia contro la sentenza capitale, durata dodici anni, suscitò una fortissima ondata emotiva e sensibilizzò l'opinione pubblica sul problema. Chessman proclamò fino all'ultimo la sua innocenza e disse di conoscere il nome del vero colpevole, che non avrebbe svelato per tutelare i suoi cari. Nel 2007 il nome potrebbe essere svelato.

Cavanna, l’uomo che inventò Coppi

Riconosceva i campioni dai fianchi, poi ne studiava il collo e il torace, infine ne ascoltava il cuore. Parlava in dialetto, odiava il bastone bianco, si toglieva il basco solo quando cominciava a massaggiare. Le sue mani erano come occhi: vedevano, anzi di più, prevedevano. Biagio Cavanna era Il mago di Novi, l’orbo di Novi, l’omon di Novi. Gareggiò con Girardengo, massaggiò Guerra, scoprì Coppi, lanciò Milano e Carrea, Gismondi e Filippi. E fondò una scuola di ciclismo che era un incrocio tra un collegio universitario e un monastero benedettino. Vita, morte e miracoli di Cavanna:testi di Candido Cannavò, Giuseppe Castelnovi, Carlo Delfino, Nazareno Fermi, Mario Fossati, Claudio Gregori, Rino Negri, Marco Pastonesi e Franco Rota, poesia di Francesca Grazzini, testimonianza di Ada Cavanna.

Cavalli selvaggi

Texas, 1949. Lacerato ogni legame che lo stringeva alla terra e alla famiglia, John Grady Cole sella il cavallo e insieme all’amico Rawlins si mette sull’antica pista che conduce alla frontiera e più in là al Messico, inseguendo un passato nobile e, forse, mai esistito. Attraverso la vastità di un territorio maestoso e senza tempo, i due cowboy, cui si aggiunge il tragico e selvaggio Blevins, intraprendono un viaggio mitico che li porterà fin nel cuore aspro e desolato dei monti messicani. Qui la vita sembra palpitare allo stesso ritmo dei cavalli bradi e gli occhi di Alejandra possono “in un batter di cuore sconvolgere il mondo”.