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Così giocano le bestie giovani

Così giocano le bestie giovani by Davide Longo
Nelle campagne intorno a Torino gli operai di un cantiere ferroviario rinvengono le ossa di uomini e donne uccisi con un colpo alla nuca: una fossa comune. Il caso viene affidato al commissario torinese Arcadipane, ma rimane nelle sue mani per una notte soltanto: il mattino dopo una task force, specializzata in analisi dei siti storici, è già sul posto a requisire i reperti, che risalirebbero alla Seconda guerra mondiale. Arcadipane potrebbe accettare gli ordini e farsi da parte, concentrandosi sulla crisi di mezz’età che lo tormenta, ma qualcosa non gli torna: troppa rapidità nello stabilire cosa sono quelle ossa e perché sono lì. Decide perciò di proseguire l’indagine in autonomia. L’analisi di un femore requisito gli dà ragione: porta i segni di un intervento chirurgico datato anni settanta. È giunto il momento di coinvolgere il suo vecchio superiore: Corso Bramard, ora insegnante nella remota provincia torinese, ma come sempre investigatore dall’intuizione sopraffina. Quando si scopre che il femore analizzato appartiene al principale sospettato per l’incendio alla sede torinese dell’Msi in cui restò ucciso uno dei militanti, le indagini affondano nel periodo più nero della nostra storia postbellica. Dopo Il mangiatore di pietre e Il caso Bramard, Davide Longo torna a intrecciare al teso rompicapo del delitto la riflessione su vicende umane e politiche dimenticate. In primo piano, scolpiti dai silenzi tesi tra le loro parole, Arcadipane e Corso, due uomini e investigatori agli antipodi ma uniti dall’intuito, dal bisogno di verità e dall’umorismo.

Cose che voglio dire alle mie figlie

È un amore grandissimo quello che Barbara nutre per le sue quattro figlie. Un amore che non le impedisce comunque di vedere i loro problemi e i loro difetti. Lisa che, nonostante i suoi trentanni, non riesce ancora a prendere impegni “da grande”; Jennifer, intrappolata in un matrimonio in crisi; Amanda, sempre in giro per il mondo, in cerca di un introvabile qualcosa, e infine Hannah, la figlia del secondo marito, che ha solo sedici anni ed è nel pieno di un’adolescenza difficile. Barbara ha sempre retto le redini della famiglia con dolcezza e comprensione, ma ora non c’è più tempo: una malattia la sta portando via. Decide allora di scrivere alle figlie per raccontare il suo passato, per spiegare alcune scelte, per far capire alle ragazze l’immenso bene che le avvolgerà per sempre. E nelle parole della madre, tra una rivelazione sconcertante e un tenero ricordo, Lisa, Jennifer, Amanda e Hannah troveranno la forza e il coraggio di affrontare i loro problemi, e capiranno che la vita, come l’amore, riserva sempre una seconda, meravigliosa possibilità…

Cose

Cose: Per una filosofia del reale by Felice Cimatti
«*Le cose sono mute, in un senso radicale, non come è muto qualcuno che ha perso la parola, ma mute come una roccia, una foglia, una nuvola, una penna su un tavolo. Le cose non parlano perché non sanno che farsene del linguaggio. Quindi questo libro, che pretende di dare la parola alle cose, non potrebbe esistere.*»
C’è un vantaggio ad essere una cosa, ad esempio una palla da biliardo. Non hai bisogno di spiegare nulla: rotoli, finisci in una buca, stai al mondo, tutto qui. Al contrario di un essere umano, che invece sta sempre a chiedersi perché esiste, da dove viene e dove va. L’umano (si) racconta storie, mentre le cose non parlano, o se «parlano» lo fanno solo perché
noi ci abbiamo infilato dei dispositivi per «comunicare», fra loro e con noi.
Di per sé, le cose non sanno che farsene del linguaggio. Invece il linguaggio esiste proprio per parlare delle cose. Ma come si può parlare delle cose, allora? Oggi è di moda il realismo, ma anche il realismo più intransigente non smette di essere un realismo parlato. Di nuovo sentiamo ripetere che vogliamo le cose, e solo le cose: fatti, non parole! Giusto, giustissimo. Ma poi ecco che ci si mette a parlare delle cose, e così torniamo al punto di partenza. Gli umani hanno un problema con le cose, è evidente, ne parlano sempre, ma non riescono mai a farne esperienza. Come ci ricorda la storia del re Mida, che riceve da Dioniso il dono di poter trasformare in oro tutto quello che tocca. Ma in questo modo Mida può toccare soltanto oro.
Alla fine, per sopravvivere, dovrà implorare il dio di privarlo di quel potere. Ci capita lo stesso con le cose, che sono sempre cose parlate, catalogate, immaginate, temute. Delle cose e basta, invece, non sappiamo nulla. Questo libro prova a immaginare un percorso verso le cose. Prova cioè a immaginare un realismo possibile, ma consapevole del problema insolubile che le cose pongono agli esseri umani. Si comincia con la scienza, che delle cose diffida, e a ragione; si passa quindi per la filosofia, che spesso è stata ingenerosa con le cose; poi la letteratura e la psicoanalisi, spesso altrettanto incapaci di vedere le cose semplicemente per quel che sono. Infine si conclude con alcuni tentativi artistici, perché in fondo gli unici realisti davvero intransigenti sono proprio gli artisti. E gli animali.

Cosa non farei per trovare un fidanzato

Cosa non farei per trovare un fidanzato: Tratto da una storia vera. La tua. by La Pina, Federico Giunta
**IN AMORE TI SENTI TUTTA SBAGLIATA? NON SEI LA SOLA.**
**A dire cosa fare son bravi tutti.**
**Ma cosa NON fare?**
**Quello non te lo dice mai nessuno.**
**Finora.**
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La soluzione che tutte aspettano finalmente c’è. In questo libro di ecologia sentimentale La Pina e Federico Giunta spiegano una volta per tutte cosa evitare se vuoi trovare un fidanzato. È un lavoro sporco, ma qualcuno doveva pur farlo.
*I fatti e le persone raccontati in questo libro non sono puramente casuali. Riguardano voi, le vostre amiche, vostra sorella, le vostre cugine e le colleghe dell’ufficio. Forte rischio di immedesimazione nei personaggi. Fatevi coraggio e buona lettura.*
«Siamo state tutte lasciate almeno una volta nella vita. Tutte ci siamo abbrutite ascoltando le canzoni sbagliate, indossando outfit orrendi. A un certo punto, però, bisogna reagire. La verità è che ogni giorno che passate a compiangervi è un giorno lontano dal vostro prossimo amore. Ok. È vero. Detta così sembra troppo facile. Perché quando si sta di merda si sta di merda, è inutile dirvi che dovete smettere di soffrire perché è come dire a uno che sta morendo di sete: ‘Non hai sete’. Allora facciamo un programma preciso. Crogiolatevi. Avete diritto a crogiolarvi nel dolore, ma non per più di tre mesi. In questi primi tre mesi vale tutto: l’ascolto delle canzoni strappacuore a ripetizione, il controllo ossessivo dei suoi social, sfogliare le foto in cui eravate felici insieme, lo stato di donnuta (mezza donna, mezza tuta), farsi pena, mangiare dal frigo, lavarsi poco. Persino il ciappo è concesso in questi tre mesi. Se vale tutto, vale tutto. Meglio toccare il fondo definitivamente, ma allo scadere del novantesimo giorno, bisogna alzarsi, vestirsi, via i baffi, via la ricrescita, manicure, pedicure e aprire la finestra. La vita ricomincia. La vita deve ricominciare. Tanto lui non torna, e se torna almeno vi trova in ordine.»

Cosa importa se non posso correre

Un giorno in casa editrice arrivò un manoscritto. La singolare lettera di accompagnamento diceva: Da anni sono immobile e tenuta in vita da un ventilatore polmonare e vivo una difficile ma sorprendente avventura che ho sentito il bisogno di raccontare “a cuore aperto” con autoironia e senza nascondermi”. Fu quel sorprendente a conquistarci. Ora quel manoscritto è diventato un libro. Marinella Raimondi era una donna brillante e realizzata, nella famiglia e nel lavoro, finché sulla soglia dei quarant”anni un ciclone chiamato SLA, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, ha sconvolto la sua vita, ha devastato il suo corpo e le ha strappato ogni movimento negandole persino il respiro, che può ricevere solo da una macchina: il respiratore, suo metallico padrone. Se il suo corpo da anni è immobile, la sua mente al contrario corre, e Marinella racconta. Racconta il presente di una malattia atroce e il passato della nostra terra e della sua famiglia: luoghi che non ci sono più, lo scorrere delle stagioni, i profumi… Spesso ride di sé o delle sciocchezze di coloro che credono di correre, osservate dalla sua immobile saggezza. Questa è la strana avventura di Marinella Raimondi, che viaggia su e giù per il tempo e per il mondo in perenne stato di empatia con chi la circonda, mentre il suo corpo resta inerte. Nel suo racconto, eredità preziosa dedicata ai piccoli nipoti, spiega anche come è riuscita a scrivere: una complicata apparecchiatura informatica e un colpo dato al mouse contraendo le gambe per ogni singola lettera, l”unico movimento che la malattia le concede.Lei, testarda, scrive e narra per noi, invocando contro ogni sfortuna il proprio amore per la vita, quasi a proibirci di essere fragili e depressi.

Corteggiando Stazy

Jordan è l’ultimo dei fratelli Hunter a essere ancora scapolo, eppure non ha alcuna intenzione di capitolare. Finché non si innamora di Stazy, la sua vicina di casa. Troppi uomini ronzano però attorno alla donna dei suoi sogni. C’è solo un modo per liberarsene!

Corteggiando Gaye

ROMANTICO INVERNO VOL. 2 – Per Jonathan lei è una scommessa. Ma perché la bella Gaye non vuole proprio saperne di lui? Forse perché è un ricco industriale con fama da playboy? No, dev’esserci qualcosa di più. Come potrebbe espugnare quella fortezza? Proponendole un matrimonio, ad esempio? Neanche per sogno!

Corteggiando Abbie

ROMANTICO INVERNO VOL. 1 – Per Jarrett è un colpo di fulmine. Appena conosce Abbie viene subito conquistato dal suo fascino e non riesce a capire perché una donna così bella e giovane rifiuti l’amore. Anche Abbie si scopre fortemente attratta da lui, ma ha sofferto molto in passato e adesso non vuole lasciarsi andare…

Corso Di Ipnosi

“Corso di Ipnosi è un manuale pratico che possa consentire di sviluppare le abilità di ipnotista nel modo più semplice possibile. Anche per chi ha deciso di avvicinarsi a questa disciplina senza alcuna conoscenza pregressa e affinché possa sviluppare le proprie abilità nel totale rispetto di chi ha di fronte, migliorando allo stesso tempo il loro stato emotivo.” Giudizio: ★★★★★ Ipnosi: Corso di Ipnosi. Tecniche e Metodologie di Induzione della Trance per Praticare l’Ipnosi a Beneficio degli Altri. Ipnosi conversazione e altre strategie per autoipnosi, ansia, regressiva e non verbale.COME IPNOTIZZARE IN MODO SICURODa cosa dipende la riuscita di una buona induzione di ipnosi e come scegliere i soggetti più adatti.Quali sono i soggetti che non bisogna assolutamente ipnotizzare e perché.Come curare la sicurezza fisica prestando massima attenzione all’ambiente in cui si opera.Come svegliare il soggetto alla fine della sessione di ipnosi e cosa fare se il soggetto non si sveglia.COSA FARE PRIMA DELL’INDUZIONE IPNOTICACome creare sintonia tra te e il soggetto prima di iniziare l’induzione di ipnosi.Come avere un buon rapport verbale e non verbale.Come sviluppare le tue abilità nel creare rapport.Come trasmettere sicurezza e presenza durante l’induzione grazie all’uso di un tono di voce caldo e profondo.COME ESEGUIRE L’INDUZIONE DI IPNOSI ERICKSONIANACome eseguire il ricalco e guida verbale alternando cinque descrizioni e un ordine.Cosa vuol dire incorporare e come far in modo che questo non disturbi il processo d’ipnosi.Come descrivere lo stato interno del soggetto per rendere più profonda la trance.Come creare una forte suggestione nel soggetto.Come sviluppare la capacità di dire truismi e usare un linguaggio morbido.COME ESEGUIRE L’INDUZIONE DI ELMANLe sei fasi dell’induzione di Elman: quali sono le tecniche di ipnosi e cosa comportano.Come e perché è fondamentale contare all’indietro per approfondire la trance.Cosa fare se il soggetto fallisce il test e perché questo accade.Quando usare l’induzione di Erickson e quando quella di Elman.COME DARE LE SUGGESTIONI: GLI SCRIPTCosa sono gli script di ipnosi e quando e come usarli.Come trasformare la conoscenza in un atto pratico.Come predisporre il soggetto per la trance facendo parlare in modo coinvolgente.

Corsican option. Il professionista

Dopo il dramma della Guyana francese, Chance Renard è sparito dalla circolazione lasciando il posto a Chance LaVolpe, mercenario indipendente. Si è stabilito a Parigi, e nel giro è noto come il Professionista, risolutore di faccende delicate e pericolose. Come l’eredità del boss Cargese: un boccone troppo grosso che fa gola a molti. L’unica erede è la giovane Oxana e tutti, tranne Chance, sono contro di lei… Il volume è il secondo di una serie, tuttora in corso di pubblicazione da “Segretissimo”.
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Corrispondenza di guerra per codardi

Chris è l’inviato del London Times da Los Angeles dove si occupa di gossip. Una mattina il suo caporedattore gli propone di andare in Iraq come giornalista embedded. Mezzo addormentato, risponde di sì e si ritrova nel deserto iracheno con un battaglione di marines. Descrive la paura provata da un uomo che si sente nel posto sbagliato al momento sbagliato, non certo l’immagine dell’inviato di guerra impavido. Pagine di black-humour sono dedicate al crollo delle Torri Gemelle. Destino vuole che Chris sbarchi a New York come corrispondente economico e che il giorno dopo si trovi ad appena tre isolati di distanza dal WTC quando inizia il crollo. Divertente la preparazione in vista della partenza, con Ayres che fa acquisti nei negozi più alla moda di Los Angeles, come se la meta non fosse l’Iraq in guerra ma qualche isola tropicale. In Iraq si rende conto che i giornalisti non godono di privilegi ma sono soltanto bersagli tra una serie di bersagli. Ma l’esperienza è servita a fargli passare l’ansia. Dice con ironia: “Non ho più paura di eventuali bombe nella metropolitana. Stamattina cantavo sotto la doccia perché l’acqua era calda e perché nessuno stava cercando di uccidermi”.
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Corridoi di sangue

Nelle gallerie della sotterranea si nasconde la morte. Nei corridoi della metropolitana qualcuno – o qualcosa – è in agguato per uccidere. Il buio è il suo santo protettore, l’odore di chiuso e di muffa che aleggia nei tunnel è il suo ambiente naturale. I treni sfrecciano, urlano, spariscono in un attimo: ma quando tornano il silenzio e la calma quell’essere d’ombra e violenza omicida torna indisturbato ad agire. Su uno dei temi classici dell’orrore moderno (i labirinti sotterranei delle metropoli) un romanzo sanguinoso e scattante, una storia diversa al ritmo della paura e dell’ossessione.

Corridoi del tempo

La Terra è sovrappopolata. La pressione demografica fa nascere enormi problemi, che il governo mondiale cerca di risolvere utilizzando tutti i moderni ritrovati. Due anime, due teorie si scontrano ai massimi livelli: c’è chi vuole usare metodi “naturali” per abbassare il numero degli abitanti, e c’è chi vorrebbe utilizzare il nuovo sistema di viaggi nel tempo per spostare nel passato, il più lontano possibile, interi agglomerati urbani. Ma cosa si piò fare quando, per mancanza di mezzi appropriati, un’intera cittadina svanisce nel tempo? Come recuperare quei poveretti? Pochi sono i krononauti esperti, e solo al migliore di essi verrà affidato quest’immane compito: ma riuscirà Konteau a ritrovare i dispersi quando ad alto livello si trama per la sua disgrazia?

Corpo contundente

Ernest Fletcher è bello, ricco e gradevole. Amici e parenti lo chiamano Ernie, le donne in genere « il caro Ernie ». Tutti lo stimano e gli vogliono bene. Eppure, una sera viene trovato nel suo studio con la testa sfondata. L’agente Glass, che risulta il primo a vedere il cadavere, dichiara di averlo trovato alle 10,05; ma altre persone sono entrate nello studio prima di lui e dalle loro deposizioni risulta che nessuna di loro ha avuto il tempo materiale per commettere il delitto. Neppure un certo signor X, che alcuni hanno visto e nessuno sa chi sia, può avere avuto il tempo di sfondare la testa di Ernie. Se il suo cadavere non fosse la prova palpabile del contrario, ci sarebbe da pensare che Ernest Fletcher non è mai stato ucciso. È questa incongruenza che tormenta il sergente Hemingway, finché una nuova vittima, uccisa nello stesso modo, non viene a confermare il primo delitto. La polizia brancola nel buio e le sue indagini non risparmiano nessuno, ma chi ha un movente non avrebbe avuto il tempo e chi potrebbe aver avuto il tempo non ha la forza o il movente…

Corpo a corpo: le interviste impossibili

Tredici grandi autori in un corpo a corpo impossibile e straordinario: ognuno di loro sceglie un amore lontano, un maestro, un doppio, un nemico. E gli fa un sacco di domande. Immaginate che Tex Willer esca dalle vignette, cappello in mano, esclamazioni in bocca, e che passeggi sulla terra spaesatissimo. Immaginate che incontri Gianrico Carofiglio, che da sempre lo ama. Immaginate cosa si direbbero. Fate lo stesso esercizio altre dieci volte, pensando a dieci incontri impossibili che diventano più veri del vero. Andrea Camilleri, con la sua consueta arguzia, induce Venerdì a esprimere le sue sfrontatissime teorie su Robinson e sullo schiavismo. Piergiorgio Odifreddi, matematico impertinente, incrocia Galileo Galilei in carne e ossa, portandolo a rivivere parola per parola la sua abiura. Alessandro Baricco e Victoria Cabello intervistano in duetto telepatico Rossini. E immaginate che Antonio Scurati confessi Garibaldi; che Carlo Lucarelli possa parlare con Edgar Allan Poe; che Walter Siti incontri Ercole, dio borgataro; che Vinicio Capossela discuta di musica con Bach; che Emma Dante s’imbatta in Polifemo; che Tommaso Pincio pungoli Kurt Cobain; che Gianmaria Testa chiacchieri con Fred Buscaglione. Insomma, il gioco è questo: si chiede ad alcuni grandi scrittori, artisti, musicisti, intellettuali del nostro tempo di scegliere un personaggio, rovistando nel tempo lungo della Storia. Può essere un personaggio letterario o mitologico o storico o immaginario: l’importante è che ci pensino molto bene, perché deve trattarsi non di un personaggio qualsiasi, ma del loro personaggio. Di qualcuno a cui hanno delle domande da fare. E anche inventarsi le risposte diventa una forma d’interrogazione o di rispecchiamento, se ci si lascia guidare da un’ossessione, da una simmetria, dall’ironia o dalla complicità. Un gioco nuovo che si misura con la tradizione: erano i primi anni Settanta quando la Rai rivolse lo stesso singolare invito ad alcuni dei maggiori scrittori e intellettuali italiani, tra cui Calvino, Eco, Sciascia, Manganelli, Sanguineti e – nella doppia veste di autori e registi – Sermonti e Camilleri stesso. Ne vennero fuori delle indimenticabili interviste radiofoniche, interpretate dagli stessi scrittori e dai grandi attori del tempo, raccolte poi in un volume da Bompiani nel 1975 e da Donzelli nel 2006. Le nuove “Interviste impossibili” qui pubblicate sono state invece pensate per il palcoscenico, per essere recitate dal vivo in luoghi teatrali canonici o insoliti: molte sono già andate in scena con grande successo all’Auditorium Parco della Musica di Roma, per la regia di Gabriele Vacis, altre avranno una nuova e imprevedibile vita teatrale.