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Il violino di Hitler

**Un giallo storico tra i segreti del Vaticano e della Germania nazista**Francia 1940, sotto l’occupazione nazista. In un castello della Nièvre, Hitler, con il suo stato maggiore, assiste a un concerto del valente violinista Gustav Schultz, arruolato come ufficiale nell’esercito tedesco. Alla fine dell’esibizione, il Führer è colto da un violento attacco d’ira, distrugge lo strumento e ordina l’immediata fucilazione del musicista.Venezia. Cinquant’anni dopo.Gal Knobel, ex agente segreto israeliano specializzato nella ricerca di criminali nazisti, nonché violinista di fama mondiale, si esibisce in concerto presso il consolato francese. Alla fine del ricevimento, un misterioso cardinale lo incarica di far luce su quell’episodio dimenticato della seconda guerra mondiale, e di scoprire il motivo della collera di Hitler. Un segreto occultato da quattro secoli che affonda le sue radici nella Venezia rinascimentale. Un segreto indicibile e sconvolgente, che potrebbe mettere in dubbio la storia artistica e religiosa dell’intera Europa. Per scoprire la verità, Gal Knobel deve indagare a rischio della sua stessa vita a Parigi, Venezia, Roma e Firenze. Incappando in forze oscure e ostili alle sue ricerche persino in Vaticano, mentre una rete di nostalgici nazisti cerca in tutti i modi di occultare il segreto di Hitler per l’eternità.*”L’importante, alla fine, è aprire gli occhi e non lasciarsi incantare dalle verità fin troppo ufficiali.Anche un libro, così come della buona musica, può aiutarci nella lunga ricerca della verità assoluta.”* (Recensione su Anobii)**L’AUTORE**: Igal Shamir è nato in Palestina. Violinista di fama internazionale, ha ottenuto largo consenso presso il pubblico grazie ad opere quali: La Sinfonia N.40 di Mozart, Paganini, La Folia. Nel 1972, dal suo libro “La Cinquième Corde” fu tratto il film culto di Yves Robert “Alto, biondo e… con una scarpa nera”. Attualmente vive a Parigi.Dopo il successo del “Violino di Hitler”, è già uscito in Francia il seguito con il titolo di “Via Vaticana”.
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### Sinossi
**Un giallo storico tra i segreti del Vaticano e della Germania nazista**Francia 1940, sotto l’occupazione nazista. In un castello della Nièvre, Hitler, con il suo stato maggiore, assiste a un concerto del valente violinista Gustav Schultz, arruolato come ufficiale nell’esercito tedesco. Alla fine dell’esibizione, il Führer è colto da un violento attacco d’ira, distrugge lo strumento e ordina l’immediata fucilazione del musicista.Venezia. Cinquant’anni dopo.Gal Knobel, ex agente segreto israeliano specializzato nella ricerca di criminali nazisti, nonché violinista di fama mondiale, si esibisce in concerto presso il consolato francese. Alla fine del ricevimento, un misterioso cardinale lo incarica di far luce su quell’episodio dimenticato della seconda guerra mondiale, e di scoprire il motivo della collera di Hitler. Un segreto occultato da quattro secoli che affonda le sue radici nella Venezia rinascimentale. Un segreto indicibile e sconvolgente, che potrebbe mettere in dubbio la storia artistica e religiosa dell’intera Europa. Per scoprire la verità, Gal Knobel deve indagare a rischio della sua stessa vita a Parigi, Venezia, Roma e Firenze. Incappando in forze oscure e ostili alle sue ricerche persino in Vaticano, mentre una rete di nostalgici nazisti cerca in tutti i modi di occultare il segreto di Hitler per l’eternità.*”L’importante, alla fine, è aprire gli occhi e non lasciarsi incantare dalle verità fin troppo ufficiali.Anche un libro, così come della buona musica, può aiutarci nella lunga ricerca della verità assoluta.”* (Recensione su Anobii)**L’AUTORE**: Igal Shamir è nato in Palestina. Violinista di fama internazionale, ha ottenuto largo consenso presso il pubblico grazie ad opere quali: La Sinfonia N.40 di Mozart, Paganini, La Folia. Nel 1972, dal suo libro “La Cinquième Corde” fu tratto il film culto di Yves Robert “Alto, biondo e… con una scarpa nera”. Attualmente vive a Parigi.Dopo il successo del “Violino di Hitler”, è già uscito in Francia il seguito con il titolo di “Via Vaticana”.

Il villaggio aereo

Il villaggio aereo è un romanzo d’avventura pubblicato nel 1905. La vicenda racconta le vicissitudini di una carovana di esploratori nel cuore dell’Africa nera. In seguito a varie peripezie, della carovana sopravvivranno solo quattro persone che dovranno trovare la strada per ritornare a Libreville, sfidando la natura selvaggia dell’Africa e scampando a vari pericoli.I personaggi principali del romanzo sono: John Cort, Max Huber, Khamis che è il loro foreloper (guida locale) e Llanga, un giovane ragazzo indigeno. John Cort, americano, è appassionato di scienze naturali, razionale e pragmatico, mentre Max Huber, francese, è amante della caccia e ha un carattere emotivo e fantasioso: fra i due s’instaurerà una bella e divertente amicizia. I quattro compagni di avventura dovranno attraversare da soli la grande foresta dell’Ubanghi.Il racconto è costellato da numerosi colpi di scena che rendono la lettura appassionante e scorrevole. Durante il viaggio i nostri eroi s’imbatteranno in una tribù indigena un poco particolare che abita per l’appunto nel “villaggio aereo”. John Cort e Max Huber osserveranno con attenzione le abitudini di questi individui che sembrano essere metà scimmie e metà uomini, forse l’anello mancante nella catena dell’evoluzionismo.All’epoca della pubblicazione del romanzo, si era nel vivo del dibattito sulla teoria dell’evoluzione della specie, da quando Darwin aveva pubblicato la sua tesi, e il libro di Jules Verne affronta questo tema in maniera solo apparentemente leggera.
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### Sinossi
Il villaggio aereo è un romanzo d’avventura pubblicato nel 1905. La vicenda racconta le vicissitudini di una carovana di esploratori nel cuore dell’Africa nera. In seguito a varie peripezie, della carovana sopravvivranno solo quattro persone che dovranno trovare la strada per ritornare a Libreville, sfidando la natura selvaggia dell’Africa e scampando a vari pericoli.I personaggi principali del romanzo sono: John Cort, Max Huber, Khamis che è il loro foreloper (guida locale) e Llanga, un giovane ragazzo indigeno. John Cort, americano, è appassionato di scienze naturali, razionale e pragmatico, mentre Max Huber, francese, è amante della caccia e ha un carattere emotivo e fantasioso: fra i due s’instaurerà una bella e divertente amicizia. I quattro compagni di avventura dovranno attraversare da soli la grande foresta dell’Ubanghi.Il racconto è costellato da numerosi colpi di scena che rendono la lettura appassionante e scorrevole. Durante il viaggio i nostri eroi s’imbatteranno in una tribù indigena un poco particolare che abita per l’appunto nel “villaggio aereo”. John Cort e Max Huber osserveranno con attenzione le abitudini di questi individui che sembrano essere metà scimmie e metà uomini, forse l’anello mancante nella catena dell’evoluzionismo.All’epoca della pubblicazione del romanzo, si era nel vivo del dibattito sulla teoria dell’evoluzione della specie, da quando Darwin aveva pubblicato la sua tesi, e il libro di Jules Verne affronta questo tema in maniera solo apparentemente leggera.

Il vile agguato

Venti anni di indagini, rivelazioni, depistaggi… Così Borsellino continua a essere ucciso e noi siamo condannati a non sapere mai la verità. A Paolo Borsellino piaceva citare liberamente dal Giulio Cesare di Shakespeare una frase secondo cui “è bello morire per ciò in cui si crede. Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”. È un paradosso terribile che questi vent’anni abbiano condannato proprio lui a morire molte volte, ucciso in innumerevoli versioni da colpevoli sempre diversi, in un susseguirsi di colpi di scena che ha ormai disorientato anche i più attenti: “È stato Scarantino. No, Spatuzza. È stato Riina; no, i fratelli Graviano. È stato lo stato, lo stato mafia, la mafia stato; il doppio stato. È stato Berlusconi, o perlomeno Dell’Utri. Sono stati i servizi. Deviati. No, quelli ufficiali. Sono stati Ciancimino e Provenzano. Sono stati gli industriali del Nord. È stato il ministro Mancino. Sono stati i carabinieri”. Il fatto è che l’omicidio di Borsellino è ormai diventato uno di quei buchi neri della storia italiana, simile in questo all’affaire Moro, in cui come in un gorgo si annodano e si raccolgono tutti i misteri, i protagonisti, le inconfessabili verità di un momento storico e di un paese che ha sempre avuto molto da nascondere, in primo luogo a se stesso. “Tale è stato il destino del nostro eroe; e l’Italia non è un paese per eroi. La ricerca della verità sul suo assassinio implicava un contributo di onestà, che è stata soffocata. Difficile che si possa recuperare il tempo perduto, perché ormai quella stessa ricerca della verità è strettamente connessa (i luoghi, i palazzi di giustizia, i contesti) con la ricerca delle ragioni della disonestà di chi doveva cercarla. E dunque, diventa un’impresa quasi impossibile.” Ma quello che è possibile fare è scavare nel mosaico sepolto, separare le tessere vere da quelle false, ripulire, rimetterle in ordine e raccontarle. È ciò che Enrico Deaglio ha fatto in questo libro.

Il vichingo

Terra di Vinland, Groenlandia, undicesimo secolo dopo Cristo. L’esercito vichingo è schierato sulla riva dell’oceano, in attesa. Thorgils Leiffson, figlio del signore della Groenlandia, è pronto ad affrontare il suo primo combattimento. Di fronte ai Vichinghi, sul mare avvolto dalla nebbia, ci sono le canoe dei nemici, il piccolo popolo dalle lame affilate, che nessuno è mai riuscito a vincere. All’improvviso l’aria si riempie di un suono assordante: fra il roteare delle asce inizia lo scontro. Dopo una battaglia durissima, i nemici sono costretti ad arrendersi di fronte alla superiorità dei vichinghi. Thorgils ha vinto, ha realizzato il sogno di suo padre: la colonizzazione può finalmente aver luogo.
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Il viaggio di Arnold: Storia di un uomo nato donna

Marilyn Atzeres sta vivendo con disagio fin dai primi anni dell’infanzia: perché mai gli è stato assegnato un corpo da bambina e non uno da maschio, come sarebbe stato secondo lui più appropriato? I primi segni della femminilità che sboccia lo lasciano sgomento. I suoi genitori non lo capiscono. Finché un giorno, l’occasione che aspettava si presenta: i genitori partono, lasciandogli campo libero. Comincia da qui una trasformazione che passa attraverso travestimenti minuziosi, allenamenti estenuanti e una full-immersion nel sotterraneo mondo omosessuale dal cui confronto Arnold, nome con cui ora si fa chiamare, uscirà ancora più sicuro di essere diverso, diverso da tutti.

Il viaggio della vendetta

America-Inghilterra, 1810-1819
Intrepida e coraggiosa, la giovane Celia Sinclair arriva a Londra dalla lontana America e viene accolta con affetto dalla sua madrina, che la introduce nel mondo scintillante e fatuo dell’aristocrazia inglese. Ma Celia è dominata dal desiderio di vendicare la morte della madre e cerca con ostinazione il Visconte di Northington, l’uomo che le ha distrutto la vita. Grande è la sua sorpresa quando scopre che Robert George Colter Hampton, il nuovo Lord Northington, è il figlio del suo odiato nemico. L’angoscia che le procura l’amore per quell’individuo dal fascino travolgente e pericoloso non le lascia un attimo di tregua. Che cosa schegliere tra vendetta e amore?, si chiede Celia fra mille tormenti. E come difendersi dai pericoli e dalle insidie da cui è circondata se non affidandosi all’uomo che le ha rubato il cuore?

Il viaggio della Jerle Shannara – 2. Il labirinto

Il secondo volume del ciclo della Jerle Shannara, l’attesissimo seguito de *La strega di Ilse*.
Un gruppo di esploratori è in viaggio sulla nave volante *Jerle Shannara*, alla ricerca delle Pietre Magiche, scomparse da decenni, e di una magia potentissima di cui si è persa la memoria. Ma il viaggio è nato sotto i peggiori auspici, e la Strega di Ilse riesce a impadronirsi della nave, mentre l’ultimo druido Walker Boh, che guidava la spedizione, scompare, inghiottito nei sotterranei della città fantasma di Castledown. La Strega di Ilse si ritrova davanti un giovane che proclama di essere suo fratello Bek, creduto morto da anni, e che ora possiede la magia del canto e la Spada di Shannara. La Strega è in cerca di vendetta, Bek della verità; ma entrambi sanno che devono trovare Walker per impedire alla malefica entità di Castledown di imporre il proprio dominio sulle Quattro Terre.
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### Sinossi
Il secondo volume del ciclo della Jerle Shannara, l’attesissimo seguito de *La strega di Ilse*.
Un gruppo di esploratori è in viaggio sulla nave volante *Jerle Shannara*, alla ricerca delle Pietre Magiche, scomparse da decenni, e di una magia potentissima di cui si è persa la memoria. Ma il viaggio è nato sotto i peggiori auspici, e la Strega di Ilse riesce a impadronirsi della nave, mentre l’ultimo druido Walker Boh, che guidava la spedizione, scompare, inghiottito nei sotterranei della città fantasma di Castledown. La Strega di Ilse si ritrova davanti un giovane che proclama di essere suo fratello Bek, creduto morto da anni, e che ora possiede la magia del canto e la Spada di Shannara. La Strega è in cerca di vendetta, Bek della verità; ma entrambi sanno che devono trovare Walker per impedire alla malefica entità di Castledown di imporre il proprio dominio sulle Quattro Terre.

Il viaggio

Jack e Maddy sembrano proprio una coppia perfetta: lui è a capo di un network televisivo, lei è la sua più brillante conduttrice. Ma sotto la facciata smagliante si nasconde una dolorosa realtà: quella di un marito prepotente e manipolatore, che sottopone la moglie a un’insostenibile, insidiosa pressione psicologica per fiaccarne la volontà. Solo quando Maddy conoscerà altre tristi vicende che somigliano terribilmente alla sua troverà la forza per reagire, grazie anche al sostegno e alla comprensione di un uomo che la ama davvero.

Il viaggio

Era il tempo in cui il magnifico regno elfo di Cormanthor era dominato dai barbari, draghi malefici governavano i cieli e gli abitanti non nutrivano più fiducia in nessuno. Maghi e guerrieri minacciavano i regni poiché mossi dalla loro arrogante e rozza ignoranza anelavano alla gloria. Accadde in quel tempo che, dopo un interminabile viaggio, Elminster giungesse a Cormanthor, alle Torri del Canto, regno di Eltargrim. In quel luogo Elminster visse per più di dodici estati, dedicandosi allo studio della magia, imparando, grazie all’aiuto di una congrega di maghi sapienti, ad avvertire dentro di sé la forza della magia e a farvi ricorso per dominare il male…

Il viaggio

A volte i problemi più gravi sono quelli che non si vedono. Come gli Helmacron. Questi piccoli alieni alti due millimetri sono tornati e vogliono a tutti i costi impossessarsi del cubo della metamorfosi. Naturalmente Rachel e gli altri Animorph non hanno alcun intenzione di cederlo; e quando Rachel tenta di impedire che lo rubino, Marco ci si mette in mezzo e finisce con i piccoli alieni addirittura dentro il naso! Rachel e gli altri non possono permettere che gli Helmacron stiano dentro la testa di Marco, anche perché sono armati e potrebbero provocare gravi danni. Così gli Animorph e Ax mettono a punto un piano per caccia i piccoli alieni; ma dove si svolgerà la battaglia se non nel naso di Marco?

Il viaggiatore

Un viaggio affascinante che porta il lettore nella magica terra del Cathay ai tempi di Marco Polo. Si dice che, mentre Marco Polo si trovava sul letto di morte, amici e conoscenti lo esortassero ad ammettere che tutte le avventure da lui narrate non erano altro che ignobili menzogne.
Il vecchio condottiero allora si sollevò sui guanciali, maledisse tutti e dichiarò: “Non ho narrato neppure la metà di quello che ho veduto e fatto”.
Jennings, in queste pagine, ci racconta proprio quello che Marco Polo, il grande viaggiatore, vide, visse e patì e che non fu mai raccontato.

Il Vesuvio Universale

Il Vesuvio universale by Maria Pace Ottieri
Dalle coltivazioni della Terra dei fuochi alle fabbriche di Pomigliano, dai merluzzi di Somma Vesuviana alle strade della periferia di Ercolano, fino alla nuova Pompei nata duemila anni dopo l’eruzione del 79 d. C.: *Il Vesuvio universale *è il ritratto di una terra di prepotente bellezza, che brulica di vita e non ha intenzione di arrendersi, nemmeno alla minaccia del vulcano che la sovrasta.
«Gli abitanti del Vesuvio sono abituati a tenere conto di una vita sotterranea ricca e piena di sorprese, indipendente dalla loro volontà, estranea all’universo concettuale umano, a sentirsi frantumi di lapilli, volute di fumo, impercettibili grumi di tempo nella vertigine millenaria in cui affonda l’esistenza del vulcano».
Nel 79 d. C. Ercolano e Pompei furono distrutte dall’esplosione improvvisa e devastante del Vesuvio. Investiti dalla lava, pietrificati in un’eterna fuga fallita, i corpi di Pompei attraggono ogni anno migliaia di turisti. L’ultima eruzione del vulcano è stata nel 1944. Oggi il Vesuvio è inerte, e la sua calma apparente, replicata all’infinito sullo sfondo delle foto scattate da Posillipo. Ma se con l’obiettivo si ingrandisse al massimo quella montagna di fuoco, piú che le rocce laviche e la cenere, sarebbero nitide le case, le strade, le macchine, le persone, ammassate in paesi piú o meno piccoli, abbarbicati sui suoi fianchi. Alle pendici del Vesuvio si sviluppa, infatti, non una città, non una periferia, ma una conurbazione, un territorio con decine e decine di centri abitati che ha una densità di popolazione piú alta di quella di Milano e Roma. Da sempre qui, immemori – o noncuranti – del pericolo, gli uomini hanno tenacemente coltivato, proliferato, costruito, distrutto, inquinato, pregato. Chi vive nei paesi vesuviani sembra davvero convinto che il vulcano non si risveglierà mai piú. «Sarebbe fuorviante e frustrante cercare spiegazioni solo nell’ostinazione pervicace e incosciente», dice Maria Pace Ottieri che per capire quella terra è andata ad ascoltare le voci e le storie di chi ci vive. E allora c’è la famiglia Fortunio, che a Somma Vesuviana ha costruito un impero sul pesce dei lontani mari del Nord; c’è Tonino ‘O Stocco, che costruisce e suona tammorre che accompagnano i canti e i balli popolari; c’è Lucio Zurlo, che insegna boxe nella sua palestra in un quartiere difficile di Torre Annunziata; ci sono le voci di Radio Siani con il loro impegno per la legalità; ci sono i morti ammazzati, dal lavoro, dal terremoto, dalla povertà, o da chi nessuno osa accusare. In un’instancabile *quête* tra passato e presente, tra i fasti antichi delle ville romane e i roghi tossici della Terra dei fuochi, tra ricordi leopardiani e interi quartieri abusivi, al ritmo delle traballanti corse della Circumvesuviana, Maria Pace Ottieri intraprende un viaggio alla scoperta delle tante esistenze che resistono in bilico sul cratere.

Il vero un momento del falso

In una pineta alla periferia di Madrid viene ritrovato il corpo di Pumuky, cantante e leader di uno dei gruppi rock del momento. Morto per un colpo alla testa, a ventisette anni. Tutto fa pensare a un suicidio, ma qualcuno ipotizza che sia stato ucciso: magari dal suo migliore amico, o forse dalla sua ex, o da un pusher a cui doveva dei soldi. Il mondo di Pumuky, figlio dell’amore ‘tossico’ tra due giovani artisti, era segnato da fragilità ed eccessi: il grande vuoto per la perdita della madre, l’abuso di cocaina, l’attrazione per donne spesso più mature, l’amicizia quasi morbosa con Mario e Romano, suoi compagni nel liceo più esclusivo della città, con cui ha poi fondato la band dei Sex and Love Addicts. A raccontare la sua vita e a dare conto della sua morte vengono chiamati tredici ‘testimoni’, le persone che più gli erano vicine, legate a lui e fra loro da una fitta rete di relazioni, professionali e affettive. Donne soprattutto, una sventagliata di archetipi femminili che incarnano altrettante maniere di vivere l’amore e il sesso. C’è Olga, donna manager; Valeria, modella con ambizioni intellettuali; Sabina, psicologa affermata e affascinante; ci sono l’ambiziosa, la rassegnata, l’invidiosa… Ciascuna crede di possedere l’elemento decisivo per risolvere l’enigma, per ricostruire la verità. Ma Lucía Etxebarría sa che, oggi più che mai, in un mondo in cui è facile nascondersi dietro l’immagine, ‘il vero è un momento del falso’ – come affermava il manifesto del situazionismo – e che solo il lettore può ricomporre il puzzle e scegliere la propria versione dei fatti. Ironica, pungente e a tratti crudele, in questo romanzo l’autrice di Amore, prozac e altre curiosità mescola le tinte noir all’analisi sociologica, l’erotismo e l’intreccio sentimentale, confermandosi maestra nel raccontare le donne in tutte le loro sfaccettature, tra paure, ossessioni, complicazioni e desideri.
(source: Bol.com)

Il Vento Delle Ore

Sull’onda del ricordo e dell’emozione, la grande scrittrice messicana conduce il lettore lungo i sentieri incantati della memoria, raccontando i momenti più preziosi della sua infanzia e giovinezza a Puebla.
La zia Catita, fantasiosa e tenace, che aveva il dono di predire il futuro; il padre italiano che appena tornato dal lavoro riuniva con un fischio tutta la famiglia davanti a un piatto di pasta; Ángeles adolescente, che sognava di essere magra come Jackie Kennedy e alta come le fidanzate dei Beatles, alternando digiuni e abbuffate sulla scia di dispiaceri ed entusiasmi; il complesso rapporto con la madre, bellissima, forte e tradizionalista, che non perdonò mai la scelta di Ángeles di vivere l’amore liberamente, convivendo con un uomo senza sposarsi.
Attraverso immagini così forti da trasportare il lettore nei luoghi e nel tempo della narrazione, Ángeles Mastretta percorre con il suo stile impeccabile i grandi temi dell’esistenza: la stagione sublime della giovinezza, quella dell’amore e della morte, celebrando soprattutto l’importanza di non lasciarsi sfuggire ogni singola occasione di vita.
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### Sinossi
Sull’onda del ricordo e dell’emozione, la grande scrittrice messicana conduce il lettore lungo i sentieri incantati della memoria, raccontando i momenti più preziosi della sua infanzia e giovinezza a Puebla.
La zia Catita, fantasiosa e tenace, che aveva il dono di predire il futuro; il padre italiano che appena tornato dal lavoro riuniva con un fischio tutta la famiglia davanti a un piatto di pasta; Ángeles adolescente, che sognava di essere magra come Jackie Kennedy e alta come le fidanzate dei Beatles, alternando digiuni e abbuffate sulla scia di dispiaceri ed entusiasmi; il complesso rapporto con la madre, bellissima, forte e tradizionalista, che non perdonò mai la scelta di Ángeles di vivere l’amore liberamente, convivendo con un uomo senza sposarsi.
Attraverso immagini così forti da trasportare il lettore nei luoghi e nel tempo della narrazione, Ángeles Mastretta percorre con il suo stile impeccabile i grandi temi dell’esistenza: la stagione sublime della giovinezza, quella dell’amore e della morte, celebrando soprattutto l’importanza di non lasciarsi sfuggire ogni singola occasione di vita.

Il vento dei demoni

Un fantasma si aggira per la Storia, una pietra scagliata da Dio nella notte dei tempi, portatrice di morte per chiunque vi si avvicini. Una pietra maledetta, cardine di una travolgente avventura che si snoda lungo misteri lontani secoli.

Tutto ha inizio in un villaggio dell’Età dei Metalli, dove due tribù dalle consuetudini diversissime entrano in conflitto per il controllo della Pietra Sacra, nascosta in una grotta nota solo al re e sacerdote di uno dei clan.

Molto tempo dopo, nella Linguadoca del Duecento, una mappa segreta che porta a una caverna nei pressi di un antico castello sarà il motivo delle avventure di un giovane musico, sullo sfondo delle guerre pontificie contro l’eresia catara. E in quello stesso posto, agli inizi degli anni 30 del Novecento, arriva un personaggio ambiguo, il tedesco Otto Rahn, che in virtù delle sue ricerche occulte entrerà in contatto con lo stato maggiore nazista.

Ma la pietra rimbalza nelle brame degli uomini di potere fino ai giorni nostri, dove è oggetto di desiderio nei luoghi in cui spira il vento dei demoni Ed è proprio sullo scenario odierno che riappaiono due personaggi cari al lettore di Buticchi: Oswald Breil e Sara Terracini, la cui solida amicizia potrebbe subire un’inaspettata svolta.

Una storia in cui idealismo e ideologia, passioni assolute e sensuali, alchimia e fondamentalismo s’intrecciano nel ritmo incalzante di un romanzo capace ancora una volta di regalare grandi emozioni.

(source: Bol.com)