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Marinai perduti

La storia parla di tre marinai, tre navigatori del Mediterraneo, tre Ulisse contemporanei: il libanese Abdul Aziz, il greco Diamantis e il turco Nedim. La loro nave, l’Aldebaran (Abdul è il capitano, Diamantis è il suo secondo, Nedim è il marconista), è una vecchia carretta abbandonata nel porto di Marsiglia a causa del fallimento dell’armatore. I tre sono così costretti a un’immobilità forzata, terribile per dei marinai, che però consente alle loro avventurose storie di emergere e di fondersi l’una con l’altra. Hanno alle spalle delle storie piene di misteri, di donne che li attendono per anni oppure che li hanno abbandonati, storie di violenze e d’ingiustizie. Diamantis è alla ricerca di una donna amata in gioventù e che forse vive ancora a Marsiglia. E questo porto mediterraneo, città di accoglienza per gli esiliati di tutto il mondo e per i loro misteri, diventa il teatro dell’ultima avventura di questi tre uomini perduti. Il Mediterraneo – racconta Izzo -, dietro la sua apparenza solare e il colore blu del mare, nasconde una crudeltà, un destino tragico che riserva a molti dei suoi figli.

Marian

Chi ama i gatti riconoscerebbe un miagolio tra mille suoni. Soprattutto se è un miagolio di aiuto. Quando Eva lo sente e vede scivolare alla deriva sul Tamigi una scatola, non ci pensa due volte a buttarsi nell’acqua gelida per portarla in salvo. Quello che c’è dentro è un regalo del destino. Un gattino minuscolo, intirizzito e spaventato, con le fauci spalancate contro la mano crudele che l’ha messo lì. Pochi istanti e un sodalizio indistruttibile è nato. Eva non sa ancora che il gattino è una femmina e che sarà chiamata Marian, ma sa che non la lascerà più. Non importa se questo significa perdere sui due piedi la stanza che affitta da studentessa perché la padrona di casa odia scelleratamente i felini. Non importa trovarsi sola a Londra a vent’anni e non sapere dove andare. Marian è un nume tutelare e in breve provvede non solo a trovare un nuovo tetto per Eva, ma anche una famiglia d’elezione da Ophelia, pittrice sensibile e gattofila. È lei a spiegare a Eva che loro due si appartengono. Infatti Marian, ignorando i luoghi comuni che vogliono i gatti legati alla casa più che al padrone, considera casa solo Eva, che la porterà con sé in tutti i luoghi della sua vita. Insieme condivideranno amori, delusioni, gioie. E i numerosi viaggi, dall’Inghilterra alla Provenza, dalla Camargue a Milano, poi la Maremma. Confidente discreta e consigliere infallibile, forte della sua millenaria saggezza, Marian dimostra che, come aveva detto Ophelia, lei è il daimon di Eva, il suo spirito guida, a lei complementare e affine. “Tu hai scelto lei e lei ha scelto te. Non c’è altra spiegazione.” Tutti i grandi amori nascono così.
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### Sinossi
Chi ama i gatti riconoscerebbe un miagolio tra mille suoni. Soprattutto se è un miagolio di aiuto. Quando Eva lo sente e vede scivolare alla deriva sul Tamigi una scatola, non ci pensa due volte a buttarsi nell’acqua gelida per portarla in salvo. Quello che c’è dentro è un regalo del destino. Un gattino minuscolo, intirizzito e spaventato, con le fauci spalancate contro la mano crudele che l’ha messo lì. Pochi istanti e un sodalizio indistruttibile è nato. Eva non sa ancora che il gattino è una femmina e che sarà chiamata Marian, ma sa che non la lascerà più. Non importa se questo significa perdere sui due piedi la stanza che affitta da studentessa perché la padrona di casa odia scelleratamente i felini. Non importa trovarsi sola a Londra a vent’anni e non sapere dove andare. Marian è un nume tutelare e in breve provvede non solo a trovare un nuovo tetto per Eva, ma anche una famiglia d’elezione da Ophelia, pittrice sensibile e gattofila. È lei a spiegare a Eva che loro due si appartengono. Infatti Marian, ignorando i luoghi comuni che vogliono i gatti legati alla casa più che al padrone, considera casa solo Eva, che la porterà con sé in tutti i luoghi della sua vita. Insieme condivideranno amori, delusioni, gioie. E i numerosi viaggi, dall’Inghilterra alla Provenza, dalla Camargue a Milano, poi la Maremma. Confidente discreta e consigliere infallibile, forte della sua millenaria saggezza, Marian dimostra che, come aveva detto Ophelia, lei è il daimon di Eva, il suo spirito guida, a lei complementare e affine. “Tu hai scelto lei e lei ha scelto te. Non c’è altra spiegazione.” Tutti i grandi amori nascono così.

Maria Stuarda

Una donna coraggiosa travolta dalla Storia: così Stefan Zweig racconta Maria Stuarda, che nacque per essere regina e rimase vittima delle guerre di religione e degli intrighi di corte. Sovrana di Scozia, ma riconosciuta dai cattolici anche come monarca d’Inghilterra in opposizione alla cugina Elisabetta, Maria fu il fulcro, spesso suo malgrado, di numerosi complotti contro i protestanti. Ripercorrendo con slancio poetico la sua tormentata esistenza, Zweig sceglie di concentrarsi sugli anni del confronto con Elisabetta e del processo per alto tradimento. Ne emerge lo splendido ritratto letterario di una donna fedele ai suoi princìpi, devota al proprio credo, tragicamente umana in un’epoca devastata dal fanatismo e dalla sete di potere.
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Margherita di spine. Ascesa e caduta dell’inventore di GURU

Soldi, belle donne, suite principesche nei più costosi alberghi del mondo, e ancora ville, auto private, elicotteri, yacht… e un’azienda che continua a crescere aumentando vertiginosamente il fatturato mese dopo mese: le sue sette carte di credito strisciavano pagamenti per oltre 200.000 euro e le donne strisciavano ai suoi piedi. Una vita esagerata, condita da una creatività fuori dal comune, un istinto naturale per il marketing e una predisposizione all’eccesso, che portano Matteo Cambi a passare dal coraggio all’incoscienza, dalla lucidità manageriale al delirio di onnipotenza, fino ad arrivare a un passo dal precipizio. Attraverso la penna di Gabriele Parpiglia l’autore si racconta senza indulgenza e senza omettere nulla, con lucidità e senso critico: dalle feste faraoniche di Lele Mora e Flavio Briatore al mondo della Formula 1, dall’alcol all’inferno della cocaina, dai primi successi aziendali all’esplosione del marchio GURU in Italia e nel mondo, quando la maglietta con la margherita diventa oggetto del desiderio e simbolo indiscusso di moda. Un racconto che non dà tregua, come una corsa in discesa a tutta velocità verso la fama, i milioni, la droga. Finché il castello crolla, viene dichiarata bancarotta e si aprono le porte della prigione senza sconti per nessuno. Una condanna pesantissima. E infine la disintossicazione e il ritorno a una vita normale.
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Marco il sognatore. Il bambino che parlava alle cose

"La realtà non è sempre quella che pensiamo che sia: è anche quella che ci costruiamo dentro".

Sembra questo il leit motiv del recente libro di Nicola Bolaffi

Si cimenta così con un testo davvero interessante e solo apparentemente per bambini il giovane Nicola Bolaffi, già allievo della scuola ebraica di Torino, appartenente alla nota famiglia di filatelici e artista a tutto tondo. Per vero, la sua arte è la pittura, con la quale si misura da diversi anni con successo.

Il libro è una sorta di favola nella quale Marco, un bambino di otto anni, costretto a letto a causa di un incidente d’auto, sogna di entrare in contatto con le cose che lo circondano, e non solo. La sua fantasia e la sua immaginazione sembrano senza limiti perché lui parla alle cose e fa parlare le cose, con una scrittura veloce e piacevole che non lascia spazio alla noia. Persone, sentimenti, animali, giochi e cose di tutti i giorni si intrecciano così attraverso tante storie che si rincorrono l’un l’altra.

Marcia su Roma e dintorni

«Non pretendo di scrivere la storia del fascismo: io narro solo alcuni episodi legati alla mia vita… Il fascismo che io descriverò è il fascismo che ho visto sorgere, progredire, affermarsi… oggi ciascuno di noi porta con sé non solo idee ma anche e soprattutto passioni. Noi possiamo offrire la nostra testimonianza e le nostre impressioni: agli altri, il giudizio».
Emilio Lussu
In ventidue capitoli, brevi ma ricchi di informazioni, Emilio Lussu con un tono dolente e sarcastico insieme racconta ciò che ha visto e subíto dal 1919 al 1929, anno della sua avventurosa fuga da Lipari con Carlo Rosselli e Fausto Nitti: il sorgere e il dilagare del fascismo, soprattutto in Sardegna, manovre politiche, agitazioni di piazza, figure camaleontiche e macchiette popolari. A cominciare dai questori, giornalisti, deputati, professori, sindacalisti voltagabbana, descritti da Lussu nel loro tragico spessore.
Un documento imprescindibile rivolto in particolare alle nuove generazioni, che testimonia del contesto nazionale e delle sorti dell’Italia nel decennio di maggior abbrutimento civile della nostra storia e che rivela la forza di chi ha lottato fino all’ultimo, anche negli anni del dopoguerra, per una sinistra democratica.

Mappe Mentali Per Il Mondo Del Lavoro

Secondo le più recenti stime, circa duecento milioni di persone nel mondo usano quotidianamente le Mappe Mentali. Oggi che questo strumento ha raggiunto la sua piena maturità strategica, il loro creatore Tony Buzan insegna come applicare le Mappe Mentali al settore business, offrendo a manager, imprenditori e liberi professionisti l’opportunità di rivoluzionare il proprio modo di lavorare.Cosa sono le Mappe Mentali? Un approccio nuovo a progetti, idee e strategie.Il loro impatto visivo stimola potentemente l’immaginazione, l’associazione, la creatività e la memoria, conducendo all’esplorazione di soluzioni nuove e in precedenza inimmaginabili.Le Mappe Mentali vengono utilizzate per facilitare la gestione del tempo e dei progetti, la generazione di idee, il pensiero strategico, le negoziazioni, il controllo del rischio e altre fondamentali procedure di business.”Il Mind Mapping è contagioso perché funziona. Aiuta a percepire chiaramente l’essenziale, distinguendolo dal rumore di fondo

Manuale per ragazze rivoluzionarie

Ragazze, non c’è più tempo da perdere: bisogna fare la rivoluzione!

Care lettrici (e cari lettori) di ogni età, questo appello appena lanciato da Giulia Blasi non è una boutade, ma un invito serio, formulato dopo anni passati a osservare come si muovono uomini e donne in Italia. Una società che oggi è tecnologica, in rapida evoluzione, ma purtroppo non ancora paritaria fra i sessi in termini di rispetto, opportunità, trattamento.
Certo non si può dire che nel Novecento non siano stati fatti enormi passi avanti per le donne, basti pensare al diritto di voto o alle grandi battaglie per il divorzio e l’aborto. Ma dagli anni ’80 in poi il femminismo si è come addormentato, mentre il successo nel lavoro (e in politica, nell’arte) ha continuato a essere per lo più riservato ai maschi e in tv apparivano ballerine svestite e senza voce. Per non dir di peggio: la violenza sulle donne non si è mai fermata e chi denuncia le molestie tuttora corre rischi e prova vergogna.
Ecco perché oggi è giunto il momento che le ragazze di ogni età raccolgano il testimone delle loro nonne e bisnonne per proporre un cambiamento epocale, per fare una rivoluzione che ci porti tutti – maschi e femmine – a un mondo in cui ciascuno abbia le stesse occasioni per affermarsi secondo i propri talenti e non si senta più obbligato a aderire ai modelli patriarcali – cacciatori & dominatori vs angeli del focolare & muti oggetti di desiderio sessuale – che, spesso in forme subdole, continuano a esserci proposti.
Sembra impossibile? Non lo è! In questo saggio profondo ed elettrizzante Giulia Blasi analizza con spietata lucidità le situazioni che le donne oggi quotidianamente vivono e offre, in una seconda parte pratica del libro, consigli concreti per mettere in atto un femminismo pieno di ottimismo e spirito di collaborazione (evviva la sorellanza!) che possa rendere tutti più sereni, rispettosi, appagati e felici. Anche gli uomini.

(source: Bol.com)

Manuale di zoologia fantastica

Questo manuale borgesiano è una sorta di giardino zoologico delle mitologie, giardino la cui fauna non è composta di leoni o di giraffe, ma di sfingi, grifi e centauri. E la popolazione di questo giardino, nascendo per combinazione di esseri reali, nel centauro si coniugano cavallo e uomo, nel minotauro toro e uomo, è infinita, in quanto le possibilità dell’arte combinatoria sono pressoché infinite…

Manuale completo di fotografia: Dalla tecnica al linguaggio fotografico

Questo libro, interamente a colori e ricco di immagini esplicative, tratta in maniera completa, chiara e approfondita sia la tecnica fotografica (analogica e digitale) sia il linguaggio fotografico, per rendere il lettore padrone del mezzo e consentirgli di produrre immagini che rispecchino i suoi intenti espressivi. Il testo è adatto sia agli appassionati che vogliono costruirsi una solida base tecnica e culturale, sia alle scuole di fotografia. In questa seconda edizione è stata inserita una parte dedicata al light painting, è stata aggiunta una tabella col significato delle sigle degli obiettivi di tutte le principali marche e sono state ampliate e aggiornate le parti sulla descrizione dei vari tipi di fotocamere. Grande spazio è stato dedicato anche alle descrizioni dei vari tipi di filtri neutri e del loro uso, ai formati di file immagine, ai vari tipi e caratteristiche delle schede di memoria. È stato inoltre aggiunto un intero capitolo sui generi fotografici. Sono stati infine inseriti numerosi schemi/diagrammi riassuntivi sulle regolazioni della fotocamera, sull’esposizione, sulle linee guida relative alla fotografia di paesaggio, al ritratto e allo still life, nonché sulla realizzazione di un portfolio.
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Questo libro, interamente a colori e ricco di immagini esplicative, tratta in maniera completa, chiara e approfondita sia la tecnica fotografica (analogica e digitale) sia il linguaggio fotografico, per rendere il lettore padrone del mezzo e consentirgli di produrre immagini che rispecchino i suoi intenti espressivi. Il testo è adatto sia agli appassionati che vogliono costruirsi una solida base tecnica e culturale, sia alle scuole di fotografia. In questa seconda edizione è stata inserita una parte dedicata al light painting, è stata aggiunta una tabella col significato delle sigle degli obiettivi di tutte le principali marche e sono state ampliate e aggiornate le parti sulla descrizione dei vari tipi di fotocamere. Grande spazio è stato dedicato anche alle descrizioni dei vari tipi di filtri neutri e del loro uso, ai formati di file immagine, ai vari tipi e caratteristiche delle schede di memoria. È stato inoltre aggiunto un intero capitolo sui generi fotografici. Sono stati infine inseriti numerosi schemi/diagrammi riassuntivi sulle regolazioni della fotocamera, sull’esposizione, sulle linee guida relative alla fotografia di paesaggio, al ritratto e allo still life, nonché sulla realizzazione di un portfolio.

Manifesto per la filosofia

“Il mio “Manifesto per la filosofia” tiene, in forma esoterica e polemica, questa convinzione: la filosofia è possibile. Non siamo nell’epoca del suo declino, siamo di fronte alla difficoltà di dover fare, nelle condizioni concrete della nostra epoca, il passo in avanti necessario perché la filosofia continui. Diremo anche che il Manifesto è sostenuto dalla certezza – che anima tutto L’essere e l’evento – di disporre di una categoria assolutamente nuova della Verità, sottratta al sospetto nietzscheano. Diremo infine che il Manifesto annuncia che la questione del linguaggio, per quanto importante sia, dev’essere rimessa al suo giusto posto, e che non è vero che il linguaggio sia la condizione trascendentale del pensiero. È dal percorso di una verità che procede l’invenzione linguistica, e non l’inverso. Si tratta quindi proprio di un manifesto per la filosofia. Si tratta di dire che la diagnosi di Nietzsche è errata, che la terapia di Wittgenstein uccide il “malato”, che il montaggio storico di Heidegger dà della storia del pensiero una visione troppo sintetica per essere onesta, che il positivismo logico di Carnap è un’impostura, e così via”.
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Mani Bucate

Un fiume di soldi alle imprese e l’Italia va a picco. Perché? Questo libro entra nell’incredibile mondo delle aziende mantenute dallo Stato. Per la prima volta racconta, facendo nomi e cognomi, decine di storie di società, banche e multinazionali che hanno incassato miliardi di euro pubblici spesso senza produrre né crescita né occupazione. Fiat, Pirelli, la Saras dei Moratti e le industrie sarde (Portovesme,Vinyls,Ila, Alcoa).Ma anche giornali, radio e tv; tutto il mondo del cinema, compresi cinepanettoni e film in 3D; agricoltura e allevamento (8 milioni dei contribuenti sono serviti ai grandi marchi per farsi pubblicità), compagnie aeree, hotel e perfino skilift. Banca d’Italia e Corte dei conti sono netti: gli aiuti sono inutili. Tutti i soldi a favore del Sud hanno generato un aumento del Pil di appena lo 0,25 per cento all’anno.Poche eccellenze, molti miliardi buttati via. Eppure ogni cosa è sussidiata. Tutto quello che compriamo l’abbiamo pagato due volte, alla cassa e già prima con le tasse. Quello che gli italiani versano alle aziende è un contributo invisibile, fatto di migliaia di leggi che concedono agevolazioni fiscali, soldi a fondo perduto, garanzie sui prestiti. Con le tasse si alimentano clientele e basi elettorali. Negli ultimi dieci anni sono state avviate dall’Unione europea quasi 40.000 pratiche per aiuti italiani potenzialmente illegali. Perfino la mafia è sussidiata dallo Stato.I soldi pubblici vengono usati dalle aziende per pagare i debiti. Altre volte lo Stato paga per nuove assunzioni, ma i posti di lavoro scompaiono appena finiscono i sussidi. La politica tace. Questo sistema è alla base del declino italiano.
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Un fiume di soldi alle imprese e l’Italia va a picco. Perché? Questo libro entra nell’incredibile mondo delle aziende mantenute dallo Stato. Per la prima volta racconta, facendo nomi e cognomi, decine di storie di società, banche e multinazionali che hanno incassato miliardi di euro pubblici spesso senza produrre né crescita né occupazione. Fiat, Pirelli, la Saras dei Moratti e le industrie sarde (Portovesme,Vinyls,Ila, Alcoa).Ma anche giornali, radio e tv; tutto il mondo del cinema, compresi cinepanettoni e film in 3D; agricoltura e allevamento (8 milioni dei contribuenti sono serviti ai grandi marchi per farsi pubblicità), compagnie aeree, hotel e perfino skilift. Banca d’Italia e Corte dei conti sono netti: gli aiuti sono inutili. Tutti i soldi a favore del Sud hanno generato un aumento del Pil di appena lo 0,25 per cento all’anno.Poche eccellenze, molti miliardi buttati via. Eppure ogni cosa è sussidiata. Tutto quello che compriamo l’abbiamo pagato due volte, alla cassa e già prima con le tasse. Quello che gli italiani versano alle aziende è un contributo invisibile, fatto di migliaia di leggi che concedono agevolazioni fiscali, soldi a fondo perduto, garanzie sui prestiti. Con le tasse si alimentano clientele e basi elettorali. Negli ultimi dieci anni sono state avviate dall’Unione europea quasi 40.000 pratiche per aiuti italiani potenzialmente illegali. Perfino la mafia è sussidiata dallo Stato.I soldi pubblici vengono usati dalle aziende per pagare i debiti. Altre volte lo Stato paga per nuove assunzioni, ma i posti di lavoro scompaiono appena finiscono i sussidi. La politica tace. Questo sistema è alla base del declino italiano.

Mangia con il pane

‘La vita è un film a lieto fine, basta restare onesti e non mollare mai’ amava ripetere Paolo Farinetti, il ‘comandante Paolo’ che, a capo della XXI brigata Matteotti ‘Fratelli Ambrogio’, combatté i nazifascisti sulle colline delle Langhe durante la Resistenza. E infatti, lui non ha mai mollato, né allora né dopo. Perché Paolo, quella scelta di battersi per la giustizia e per la libertà l’ha fatta una volta per tutte. Nato da poverissimi contadini su quelle colline della ‘malora’ rese celebri da Fenoglio, il ventenne Paolo, colpito da una brutta peritonite, alla fine del 1943 rifiuta di tornare sotto le armi e sceglie di diventare un ‘ribelle’ e di ‘salire in montagna’. Dove l’iniziale avversione per la retorica guerrafondaia del fascismo matura presto in una coscienza politica chiarissima: lui e i compagni che hanno condiviso la sua scelta sono lì perché vogliono un’Italia diversa, più libera e giusta. Dapprima inquadrato nelle formazioni autonome del comandante ‘azzurro’ Mauri, Paolo, con un’intuizione decisiva, sposta il teatro operativo del suo gruppo dalla montagna alle più familiari colline albesi e alla bassa Langa, dove può contare non solo sulla conoscenza del territorio ma soprattutto sul sostegno della ‘sua’ gente pronta a offrirgli collaborazione, riparo, cibo, abiti, informazioni. Diventato il carismatico ‘comandante Paolo’ grazie alla capacità di conciliare il coraggio indomito con la prudenza e l’umanità, compie gesta tanto spericolate ed eclatanti da suscitare presto intorno a lui e alla sua brigata un alone di leggenda. Anche perché usa la forza solo se necessario, preferendo catturare prigionieri da scambiare piuttosto che uccidere. Sono imprese giudicate quasi impossibili, come i sabotaggi alla linea ferroviaria che porta ad Asti, o che hanno il sapore della beffa, come la liberazione dal carcere del capoluogo langhese di una dozzina di partigiani condannati a morte, messa a segno senza sparare un solo colpo. E poi, nell’ottobre 1944, la partecipazione alla prima occupazione di Alba, durata solo ventitré giorni, ai quali seguirono i rastrellamenti a tappeto e le ritorsioni dei nazifasciti in un autunno e un inverno durissimi. Fino al successivo tentativo di riprendere la città, azione durante la quale una sventagliata di mitra lo colpisce a una gamba. E proprio da ferito, su una scalcinata ambulanza, entrerà in Alba, definitivamente liberata il 26 aprile 1945. La sua epopea rivive oggi nel racconto appassionato e appassionante che ne fa il figlio Oscar, che per la prima volta dà voce ai ricordi di quei mesi, ascoltati dalla viva voce del padre, rivelando alcuni particolari inediti del ‘tesoro della IV armata’ e del controverso episodio della rapina del ’46 in cui lui fu ingiustamente coinvolto. Quel padre che partigiano lo è stato per sempre, le cui regole di vita erano semplici ma inderogabili: le persone sono più importanti delle cose, i dubbi sono meglio delle certezze e le critiche meglio dell’adulazione, distingui tra il difficile e l’impossibile e sappi individuare le priorità, non mollare mai. Regole riassumibili in quel ‘mangia con il pane’, il mantra che Oscar si è sentito ripetere spesso dalla nonna paterna Teresa, vero filo rosso di una filosofia di vita che attraversa le generazioni della famiglia Farinetti.
(source: Bol.com)

Malintesi d’amore

La rubrica di Lady Truelove 2

Londra, 1893.
Gestire La rubrica di Lady Truelove è un incarico piuttosto impegnativo da ereditare, soprattutto per Clara Deverill, che fatica a dispensare consigli d’amore quando lei per prima è totalmente inesperta in materia. Così, dopo avere ascoltato per caso in una sala da tè una conversazione in cui un avvenente e cinico gentiluomo suggeriva all’amico il metodo più semplice per lasciare senza ripercussioni la fidanzata, decide di pubblicare sul giornale una finta lettera per mettere sull’avviso la ragazza, sperando che questa si riconosca. Lo stratagemma funziona, con conseguenze disastrose per tutte le persone coinvolte… e inaspettatamente persino per il cuore di Clara!

(source: Bol.com)