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L’oro di Poseidone

Dopo sei mesi passati nelle foreste della Germania Marco Didio Falco ritorna alla sua amata Roma per scoprire che la sua casa alla Suburra è stata svaligiata e che lui si ritrova senza un sesterzo. La situazione non è nuova per il nostro eroe. Questa volta il denaro gli serve per poter finalmente sposare la sua aristocratica fidanzata, Elena Giustina. Anche i suoi servigi come investigatore sembrano non interessare più molti e l’unico cliente disposto ad assoldarlo è proprio sua madre. Qualcuno infatti ha fatto il nome di Festus, il defunto fratello di Didio, in relazione a certi traffici e sua madre vuole scoprire la verità.

L’origine: Un accenno

«All’interno del collegio non avevo potuto constatare alcun mutamento di rilievo, se non il fatto che la stanza cosiddetta di soggiorno nella quale eravamo stati educati al nazionalsocialismo era adesso diventata una cappella, e al posto del podio su cui prima della fine della guerra era salito Grünkranz per insegnarci la dottrina della Grande Germania c’era adesso un altare, e alla parete dove prima c’era il ritratto di Hitler pendeva adesso una grande croce, e al posto del pianoforte che, suonato da Grünkranz, aveva accompagnato i nostri inni nazionalsocialisti come “Die Fahne hoch!” oppure “Es zittern die morschen Knochen” c’era adesso un harmonium. L’intero ambiente non era stato nemmeno ritinteggiato, evidentemente mancavano i soldi, sicché nel punto dove adesso era appesa la croce si poteva ancora scorgere la macchia, bianchissima e vistosa sulla superficie grigia della parete, dove per anni era stato appeso il ritratto di Hitler». In questo primo volume della sua autobiografia, Bernhard ha voluto subito raccontare un periodo della sua vita a cui risale il manifestarsi di una lesione insanabile in lui: i mesi passati durante la guerra nel Convitto nazionalsocialista di Salisburgo, fra macerie e angherie, e i mesi passati nello stesso collegio, ora chiamato Johanneum, e retto da sacerdoti cattolici, sempre fra angherie, all’inizio di una ottusa pace. Nell’intima compenetrazione salisburghese fra nazismo e cattolicità, nella vocazione della città al suicidio (una delle più alte percentuali europee) e all’Arte Universale, nella scuola come offesa permanente, nella capacità locale di cancellare la memoria e sovrapporre una nobile decorazione a un fondo putrido, Bernhard riconosce una costellazione atroce e beffarda alla quale da sempre ha tentato di sottrarsi: e qui la presenta e la ripercorre in pagine ossessive, implacate. Il piccolo Thomas Bernhard, al Convitto nazionalsocialista, suonava il violino nella «stanza delle scarpe», «piena zeppa di centinaia di scarpe dei suoi compagni intrise di sudore, accatastate su scaffali di legno marcio». Suonare il violino era per lui una preparazione al suicidio – e un modo di sfuggire al suicidio, concentrandosi nell’atto del suonare. Anni dopo sarà lo scrivere stesso, per Bernhard, una metodica esplorazione dell’orrore – e insieme l’unica mossa efficace per sfuggirgli. “L’origine” apparve per la prima volta nel 1975.

L’origine dell’uomo e la scelta in rapporto col sesso

L’origine dell’uomo e la selezione sessuale (titolo originale The Descent of Man, and Selection in Relation to Sex) è il volume pubblicato da Charles Darwin nel 1871, elaborato in seguito alla formulazione della teoria della selezione naturale. A differenza del suo volume più noto, L’origine delle specie per mezzo della selezione naturale (On the Origin of Species by Means of Natural Selection), l’origine dell’uomo viene pubblicato a poca distanza dal suo completamento, pur essendo l’idea fondamentale proposta già da tempo presente nella mente del naturalista inglese. Come egli stesso ricorda “Non appena mi convinsi, nel 1837 o ’38, che le specie erano mutabili, non potei fare a meno di credere che l’uomo dovesse essere regolato dalla stessa legge”, quindi l’origine dell’uomo è la naturale conseguenza della sua teoria sulla selezione naturale.

(source: Bol.com)

L’origine del male

Un caso molto insolito per Ellery Queen: può un cane morto uccidere? E’ quello che ossessiona Laurel Hill, che ha visto il padre morire dopo che gli è stato recapitato un pacco anonimo contenente il cadavere di un cane. Ed ora tocca a Roger Priam, socio del padre di Laurel, anche a lui arrivano stani avvertimenti, macabri e spaventosi, che minacciano la sua vita e la sua sanità mentale. Chi c’è dietro questi orribili avvertimenti? Qual’è l’Origine del Male?.

L’orgoglio di Chanur

Nessuno a Meetpoint Station aveva mai visto un alieno come quello: totalmente privo di peli sul corpo, coi denti piccoli e senza punte e con le dita prive di artigli, vestito soltanto di un misero straccio intorno alla vita. Tully, questo era il nome dell’alieno, era l’unico superstite di un’astronave di una razza intelligente fino ad allora sconosciuta e che si autodenominava “umana”. Prigioniero dei barbari e infidi kif, che avevano sadicamente trucidato tutti i suoi compagni, Tully aveva colto l’unica occasione per fuggire che gli si era presentata e si era rifugiato a bordo dell’Orgoglio di Chanur, una nave appartenente alla razza leonina degli hani. Pyanfar, la coraggiosa comandante dell’astronave, si rese subito conto dell’importanza dell’alieno, che poteva significare tutto un nuovo genere di commercio con un’altra civiltà intelligente nella Galassia: difficilmente però poteva rendersi conto delle difficoltà cui sarebbe andata incontro. Perché i terribili kif e i loro alleati erano tutt’altro che disposti a lasciarsi sfuggire dalle mani le informazioni che avrebbe potuto dare il fuggitivo, informazioni che potevano essere la gloria o la rovina di tutte le razze che si radunavano al punto di contatto di Meetpoint Station.

L’ordine irreversibile

A cavallo degli anni trenta, mentre il mondo sta inesorabilmente dirigendo verso la seconda guerra mondiale, uomini di pochi scrupoli cercano di far propendere l’ideale bilancia del più forte verso questa o quella fazione. Ecco che sullo scacchiere internazionale si fronteggiano spie e mandanti alla ricerca del segreto capace di ribaltare le sorti di un potenziale conflitto. È un periodo non facile, in cui vengono consolidate, definite o disattese alleanze; un periodo in cui vengono alla luce nuove ed incommensurabili ricchezze; un periodo in cui, almeno nel pericoloso mondo degli intrighi, la guerra è già iniziata. René Rochas d’Epernay, titolato campione automobilistico, non riesce a fare da semplice spettatore del suo tempo. Con coraggio e determinazione lotta per la libertà, diventando presto un essenziale ed insostituibile protagonista. Il paesaggio passa con disinvoltura dai tramonti rosso fuoco del Messico, ai deserti dell’Islam che spengono l’arsura nell’Oceano, all’Italia in festa per il passaggio della Mille Miglia, sempre accompagnando i caratteri e le descrizioni di personaggi che cercano di cambiare i destini del mondo, seppure con fini totalmente differenti. Justine ed Hélène hanno in comune una amicizia profonda ed una bellezza invidiabile. Saranno proprio quelli i principali motivi che le renderanno partecipi, loro malgrado, di disegni e segreti così grandi, partoriti dalle menti più pericolose di quei tempi.

L’ordine e le stelle

Cade è il nome di un Tiratore dell’Ordine degli Armati, nella Terra di un lontano futuro; gli Armati sono gli asceti della guerra, coloro che combattono per la loro Stella e per l’Imperatore, ammaestrati dai dettami della Filosofia Klin, antica diecimila anni. Soltanto loro, tra tutti gli abitanti del pianeta, hanno il diritto di portare la Pistola, segno della loro professione, arma proibita ai nobili e ai plebei. L’Ordine impone una dura disciplina di vita: l’Armato deve amare l’Imperatore sopra ogni altra persona, perché cosi gli ordina la Filosofia Klin; l’Armato deve essere fedele al Mastro di Potenza, il sinistro despota che governa le sorti del mondo; l’Armato deve adorare il Tiratore Supremo, l’incarnazione vivente dell’Ordine, maestro di ogni virtù e di ogni bontà, che vive in un luogo segreto tra le misteriose Caverne di Washington. Ma un giorno il Tiratore Cade conosce una splendida ragazza… e si trova proiettato in un mondo completamente diverso da quello conosciuto nelle Case Capitolari dell’Ordine. Un mondo nel quale tutte le verità della fede sono messe in dubbio… un mondo che disperatamente lotta per sopravvivere all’esaurimento totale di tutte le fonti di energia.

L’orbita spezzata (Urania)

Gran parte del genere umano ama odiare e c’è sempre qualcuno disposto a sfruttare la situazione. Come nella celebre saga di van Vogt, anche qui c’è una potente corporazione di venditori d’armi – la Gottschalk – che all’improvviso decide di abbassare i prezzi per aumentare le vendite fra i neri americani (che nel futuro vivranno in speciali riserve, ribollendo di un odio secolare). La corsa agli armamenti provoca un’inflazione di morti, mentre ognuno è pronto ad affrontare la fazione nemica o semplicemente il vicino di casa. A questo punto i computer della Gottschalk sono costretti a fare la più nera, questa sì, delle previsioni: la clientela dei negozi d’armi si sterminerà in pochi mesi, con il crollo totale del mercato. Come rimediare? La risposta in un romanzo che Philip K. Dick ha definito “enorme e tentacolare, un’opera superba che riesce ad afferrare immediatamente l’attenzione del lettore”.
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### Sinossi
Gran parte del genere umano ama odiare e c’è sempre qualcuno disposto a sfruttare la situazione. Come nella celebre saga di van Vogt, anche qui c’è una potente corporazione di venditori d’armi – la Gottschalk – che all’improvviso decide di abbassare i prezzi per aumentare le vendite fra i neri americani (che nel futuro vivranno in speciali riserve, ribollendo di un odio secolare). La corsa agli armamenti provoca un’inflazione di morti, mentre ognuno è pronto ad affrontare la fazione nemica o semplicemente il vicino di casa. A questo punto i computer della Gottschalk sono costretti a fare la più nera, questa sì, delle previsioni: la clientela dei negozi d’armi si sterminerà in pochi mesi, con il crollo totale del mercato. Come rimediare? La risposta in un romanzo che Philip K. Dick ha definito “enorme e tentacolare, un’opera superba che riesce ad afferrare immediatamente l’attenzione del lettore”.

L’ora di Wulfgar

In seguito all’incontro con un vecchio amico avvenuto per le strade di Luskan, il barbaro Wulfgar intraprende un lungo cammino irto di insidiosi pericoli e inattesi ostacoli che lo condurrà alla redenzione. Il suo viaggio sembrerà aver fine sulle cime ventose della Spina dorsale del mondo, ma la costante perseveranza che lo anima lo premierà e Wulfgar potrà finalmente riconquistare la vita che credeva di avere perduto per sempre.
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L’Ora Di Pietra

I suoi primi tredici anni Immacolata, per tutti Imma, li ha vissuti dove è nata, in un paese del profondo Sud, non lontano da Napoli, dove la legge è quella dettata dal boss locale e le donne sono costrette a chinare il capo di fronte al volere – o al rifiuto – dei loro uomini. Già segnata da un grande dolore durante l’infanzia e testimone, non vista, di un terribile delitto, Imma cresce cercando di dominare la propria indole selvatica e indipendente: ma quando, in seguito a un suo gesto di coraggiosa ribellione, la famiglia decide di mandarla al Nord, nascondendola a casa di una zia che lei quasi non conosce, Imma si trova all’improvviso a fare i conti con se stessa. Le lunghe ore solitarie tra le mura dell’appartamento della “zia scaduta” diventano per Imma la sfida più grande. Ferma dietro la finestra che è il suo solo contatto col mondo, aspetta la magica “ora di pietra”, in cui per la strada non passa nessuno, le foglie degli alberi sono immobili e nessuna scia solca il cielo. Ma la vita reale non si ferma mai, e solo violando la prigione che le è stata imposta Imma potrà conoscere il giovane venditore di libri usati che le offrirà la più meravigliosa delle evasioni: seguendo con trepidazione le vicende di Anna Frank, quelle di Michele Amitrano – protagonista di Io non ho paura – o di Oliver Twist, Imma supererà la nostalgia delle sue campagne assolate e assassine e troverà ancora una volta il coraggio per uno slancio di libertà.
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L’ora della verità

L’ora della verità è, tra i romanzi di James Hadley Chase, uno dei più singolari, anche perché almeno nel finale, l’autore concede al suo protagonista un barlume di speranza. Come in altri racconti di Chase, la Nemesi storica, che è una costante nella sua tematica, si trova al centro della vicenda. Jeff Halliday, un uomo arrivato al successo, alla celebrità, è inseguito implacabilmente dal proprio passato. Giovanissimo, sbandato, ha avuto un breve incontro con una donna, Rima, sbandata quanto lui, un incontro che si è risolto in un episodio di violenza, in un delitto per il quale Jeff potrebbe essere chiamato a rispondere di favoreggiamento, se non peggio. Sono trascorsi parecchi anni, ma, mentre lui ha ritrovato la giusta rotta, Rima è precipitata in un abisso di abiezione. E sarà lei a porre Jeff Halliday di fronte al più atroce dilemma che possa attentare la coscienza di un uomo.

L’ora della vendetta

L’impero di Vedessos è assediato da nemici: un pretendente ne usurpa il trono, un despota cui nulla importa delle orde barbare e delle dissidie tra i piccoli regni rivali che stanno sgretolando l’impero e che pretende soltanto di soddisfare tutti i suoi insaziabili appetiti vessando e depredando con tasse terre e cittadini. Pochi osano ribellarsi alla sua tirannia, e presto anch’essi saranno privati della loro vita e le loro teste finiranno in cima a qualche palo come esempio per gli altri. Solo un nome mantiene alte le speranze di libertà: Maniakes.

L’ora della paura

Prendete autori del calibro di Stephen King, Charles L. Grant, Ramsey Campbell, David Campton, Greg Egan e Brian Lumley e metteteli insieme. Il risultato sarà un’antologia brillante e raffinata, difficile da dimenticare.

L’ora del lupo

Il suo nome è Michael Gallatin. È una spia abilissima, un amante appassionato e… un lupo mannaro. Capace di mutare improvvisamente forma, di uccidere silenziosamente o con furia selvaggia, ha già dato prova delle sue abilità contro Rommel, in Africa. Ora deve affrontare la sua missione più delicata e rischiosa: scoprire e sventare il piano segreto dei nazisti noto come “Pugno di ferro”. Da un lancio col paracadute nella Francia occupata alla dilagante corruzione di Berlino, dalle braccia di una donna bellissima all’abbraccio gelido della macchina di morte ideata da un folle, Gallatin si apre la strada verso la verità spaventosa del “Pugno di ferro”. Ma quando mancano solo poche ore al D-Day, si trova intrappolato nella rete distruttiva ordita dai nazisti…

L’ora del leone

All’aereoporto di New York una squadra di agenti speciali sta aspettando un volo, con a bordo un terrorista libico, noto come “il Leone”. Sembra un’operazione di routine, ma è l’inizio di una terribile partita, senza regole né tregua. Ben presto l’intera America viene attraversata da una scia di sangue. Per sopravvivere non sono più ammessi indugi: sta per scoccare l’ora del Leone.
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L’Ora Del Dragone

L’ora del dragone by Robert E. Howard
Comandante dell’esercito di Aquilonia, Conan, imprigionato dal Re Numedide geloso dei suoi successi, riesce a fuggire e, pastosi a capo di una rivolta di ufficiali, succede al Re. Persa e riconquistata la corona, questa avventura lo vede saldamente sul trono di Aquilonia, che sta vivendo un periodo di pace e prosperità. Ma le oscure forze di una magia antichissima sono all’opera contro di lui nella confinante terra di Nemedia, e Conan dovrà fare ricorso a tutta la sua forza per avere ragione di un nemico estremamente pericoloso. Leggendo le storie di Conan, si ha l’impressione di vederlo balzare vivo dalle pagine: Howard è un narratore di razza, e nel campo della Fantasy pochissimi autori possono stargli alla pari.
Robert E. Howard
nacque nel 1906 in Texas e concluse la sua brevissima vita a Cross Plains, nel 1936. Dotato di una vena creativa inesauribile, scrisse non solo racconti fantasy, ma anche commedie, gialli, racconti storici e d’avventura. Accanto al ciclo di Conan, della sua vasta produzione va ricordato almeno quello di Solomon Kane (già pubblicato dalla Newton Compton).