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Montagne di una vita

Dal Monte Bianco al K2, dal Cervino alla Patagonia, in questo libro il celebre alpinista lombardo salda molti conti aperti. Anzitutto con quel ventenne appassionato di montagna che sognava l’amicizia e l’Himalaya e che invece fu costretto a maturare, in quota, attraverso cocenti delusioni. Poi con le nuove e schiettamente disprezzate tecniche di arrampicata estrema. Infine con i colleghi scalatori, tanto più critici quanto più invidiosi. Quella “cricca di lillipuziani sedicenti innovatori”, che lo porterà a scendere, disgustato, dalle montagne. Il libro non è solo occasione di polemica ma anche cronaca diretta e dettagliata della sua testarda ricerca dei limiti del possibile.
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Monsieur Croche

Acuti e irriverenti, severi fino alla stroncatura o talmente ironici da risultare dissacranti, gli scritti critici di Claude Debussy costituiscono una delle testimonianze più sfrontate mai offerte dalla critica musicale e una fucina sorprendente ed eclettica di riflessioni sulla scena contemporanea e sulle indimenticabili opere del passato.
Presentati talvolta in forma di conversazione con un certo Monsieur Croche, ineffabile alter ego dell’autore, e ospitati a partire dal 1901 sulle riviste culturali e sui quotidiani più autorevoli del Novecento – La Revue blanche, Gil Blas, Musique e Le Figaro –, gli articoli e le recensioni di Debussy rivelano, nel loro tono sublimemente anarchico, il lato più intimo del compositore francese e, insieme, gli immaginari sonori che ne hanno nutrito la profonda sensibilità. Da queste pagine traspaiono la sua insofferenza per artisti come Gluck, Berlioz e Saint-Saëns e l’amore incondizionato per Rameau, Musorgskij e Carl Maria von Weber. Debussy vi matura le sue considerazioni più profonde e rivoluzionarie sui deleteri metodi del conservatorio nell’educazione dei giovani compositori, sul repertorio anacronistico dei teatri d’opera parigini e sulla nascente cultura di massa che, sull’onda di un incontrollabile progresso scientifico, proprio in quegli anni fa germinare l’industria discografica.
Monsieur Croche, che per la prima volta il Saggiatore presenta in Italia, porta finalmente alla luce tutti gli scritti di Claude Debussy, restituendo interezza al suo pensiero e alla verve che ha scandalizzato i suoi contemporanei. Un’attività, quella di critico, che per Debussy ha rappresentato un ulteriore esercizio di libertà espressiva e che apre nuovi sentieri per avvicinarsi alla sua storia e alla sua opera, per sfiorare la natura misteriosa e irriducibile della creazione musicale e per riscoprire, da questa angolazione privilegiata, la scena artistica più fertile e policroma del xx secolo.
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### Sinossi
Acuti e irriverenti, severi fino alla stroncatura o talmente ironici da risultare dissacranti, gli scritti critici di Claude Debussy costituiscono una delle testimonianze più sfrontate mai offerte dalla critica musicale e una fucina sorprendente ed eclettica di riflessioni sulla scena contemporanea e sulle indimenticabili opere del passato.
Presentati talvolta in forma di conversazione con un certo Monsieur Croche, ineffabile alter ego dell’autore, e ospitati a partire dal 1901 sulle riviste culturali e sui quotidiani più autorevoli del Novecento – La Revue blanche, Gil Blas, Musique e Le Figaro –, gli articoli e le recensioni di Debussy rivelano, nel loro tono sublimemente anarchico, il lato più intimo del compositore francese e, insieme, gli immaginari sonori che ne hanno nutrito la profonda sensibilità. Da queste pagine traspaiono la sua insofferenza per artisti come Gluck, Berlioz e Saint-Saëns e l’amore incondizionato per Rameau, Musorgskij e Carl Maria von Weber. Debussy vi matura le sue considerazioni più profonde e rivoluzionarie sui deleteri metodi del conservatorio nell’educazione dei giovani compositori, sul repertorio anacronistico dei teatri d’opera parigini e sulla nascente cultura di massa che, sull’onda di un incontrollabile progresso scientifico, proprio in quegli anni fa germinare l’industria discografica.
Monsieur Croche, che per la prima volta il Saggiatore presenta in Italia, porta finalmente alla luce tutti gli scritti di Claude Debussy, restituendo interezza al suo pensiero e alla verve che ha scandalizzato i suoi contemporanei. Un’attività, quella di critico, che per Debussy ha rappresentato un ulteriore esercizio di libertà espressiva e che apre nuovi sentieri per avvicinarsi alla sua storia e alla sua opera, per sfiorare la natura misteriosa e irriducibile della creazione musicale e per riscoprire, da questa angolazione privilegiata, la scena artistica più fertile e policroma del xx secolo.

Molto obbligato, Jeeves!

Pelham Grenville Wodehouse (Guildford, Surrey, 1881 – Southampton, New York, 1975) è il più importante scrittore umoristico del ‘900 e ancora oggi uno dei più popolari. Le sue opere – circa 90 romanzi e svariate raccolte di racconti, oltre a commedie e soggetti per film – sono pubblicate regolarmente in non meno di 25 lingue. Il suo personaggio più famoso, una figura ormai proverbiale, è Jeeves, l’impeccabile e onnisciente maggiordomo al servizio di Bertie Wooster, giovane signore che si caccia sempre nei guai. I due sono protagonisti di 12 romanzi e numerosi racconti.

Molto lontano da casa

Irene Bobs ama la guida veloce e pericolosa. Suo marito Titch è il miglior venditore d’auto nelle campagne del sud est dell’Australia, anche se succube delle angherie e dell’invadenza del padre. Insieme, Irene e Titch si iscrivono alla Redex Trial, una brutale gara automobilistica che parte da Sydney e attraversa tutto il continente, lungo strade da cui nessun’auto può uscire indenne. I due coinvolgono nell’impresa come navigatore Willie Bachhuber, campione di quiz radiofonici e maestro di scuola fallito, per guidarli lungo le curve e le insidie del percorso. Il viaggio e i suoi pericoli faranno emergere segreti, diffidenze, sospetti e verità celate tra i membri dello strambo equipaggio. Il nuovo romanzo di Peter Carey, due volte vincitore del Booker Prize, è una storia ad alta velocità, capace di sorprendere e divertire a ogni pagina tanto i lettori quanto gli stessi protagonisti, mentre si addentrano in un mondo sempre più lontano dal paese rassicurante
che conoscono.
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### Sinossi
Irene Bobs ama la guida veloce e pericolosa. Suo marito Titch è il miglior venditore d’auto nelle campagne del sud est dell’Australia, anche se succube delle angherie e dell’invadenza del padre. Insieme, Irene e Titch si iscrivono alla Redex Trial, una brutale gara automobilistica che parte da Sydney e attraversa tutto il continente, lungo strade da cui nessun’auto può uscire indenne. I due coinvolgono nell’impresa come navigatore Willie Bachhuber, campione di quiz radiofonici e maestro di scuola fallito, per guidarli lungo le curve e le insidie del percorso. Il viaggio e i suoi pericoli faranno emergere segreti, diffidenze, sospetti e verità celate tra i membri dello strambo equipaggio. Il nuovo romanzo di Peter Carey, due volte vincitore del Booker Prize, è una storia ad alta velocità, capace di sorprendere e divertire a ogni pagina tanto i lettori quanto gli stessi protagonisti, mentre si addentrano in un mondo sempre più lontano dal paese rassicurante
che conoscono.

Molte vite, molti maestri

Quando si parla del ‘senso della vita’, ci si chiede innanzitutto cosa succeda dopo la morte. Secondo Weiss e le testimonianze dei suoi pazienti, lo spirito o l’anima o la coscienza continuerebbe a vivere, non morirebbe mai; fluttuerebbe sopra il corpo, ripercorrerebbe la vita appena vissuta, si ricaricherebbe di energia attraverso la luce, incontrerebbe la propria figura spirituale, i propri familiari e comincerebbe il suo percorso di apprendimento nell’Aldilà. Un altro modo, senza dubbio rasserenante, di vedere la nostra esistenza terrena.” Molte vite, molti Maestri è uno di quei libri che fanno epoca. Uscito oltre venti anni fa negli Stati Uniti, ha aperto nuovi scenari sulla nostra visione della vita dopo la morte. Nonostante gli scetticismi e le critiche, la storia di Catherine, paziente del dottor Weiss che durante una seduta di ipnosi rievoca ricordi di vite precedenti, ha imposto a tutti un dubbio difficile da liquidare, una speranza a cui si può credere. Questo enorme successo mondiale viene riproposto adesso in edizione speciale con una introduzione di Roberto Giacobbo, esperto di questioni ai confini della conoscenza e da anni amico e compagno di discussioni di Brian Weiss.
(source: Bol.com)

Mogador

Il giovane banchiere Patrick Elff fugge precipitosamente all’estero quando viene indagato per loschi traffici finanziari. La meta è Mogador, la città sulle coste dell’Atlantico oggi nota come Essaouira, la città natale del fantomatico Monsieur Pereira. Patrick lo ha conosciuto mesi prima in un elegantissimo albergo parigino, e in quella occasione l’uomo gli ha chiesto di chiudere un occhio sullo spostamento di 13 milioni di euro su una sua società con sede a Kiev. Approdato a Mogador con i soli vestiti che ha addosso, dopo un passaggio all’hammam, Patrick si ritrova nella dimora di Khadija, una donna molto carismatica, che si contorna di una serie di personaggi alquanto sui generis: un imam centenario cieco, tre ragazze avvenenti, il “libico”, il giovane Karim e la figlia di Khadija, una bambina di dieci anni che conquista tutti per la sua capacità seduttiva. Questo tuffo in un mondo a lui completamente estraneo, fatto di rituali e valori lontanissimi dalla sua cultura di appartenenza e dal suo vissuto, permette a Patrick di osservare con curiosità eventi che diventano motivo di confronto e riflessione sulla propria vita e di scoprire le pulsioni più maligne che sono dentro di lui. Particolarmente efficace è la caratterizzazione dei due personaggi principali, le due figure agli antipodi che dominano il romanzo: Patrick, l’occidentale che si autodefinisce “uomo senza volontà” e che, sia nei rapporti sia nel lavoro, si adegua sempre agli altri e alle situazioni, subendole; e Khadija, la donna che, nonostante gli svantaggi della propria condizione iniziale, tiene in mano le redini della propria vita e manipola con grande maestria persone e situazioni per piegarle al proprio volere.
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Modernità in polvere

Mentre gli studi sulle identità collettive ci hanno finora spiegato quali siano state le mutazioni strutturali che hanno consentito lo sviluppo del nazionalismo e la sua diffusione su scala planetaria, questo libro, che è già un classico delle scienze sociali, spiega con efficaci esempi etnografici come gli effetti della globalizzazione stiano fortemente influenzando il modo in cui noi pensiamo alla “nostra” comunità. Sempre più svincolata dai confini nazionali a causa del duplice incontrollabile flusso planetario dell’informazione e dei popoli migranti, la comunità che aveva trovato nello spazio nazionale un nido sicuro deve oggi inventarsi nuove forme e nuovi linguaggi. Appadurai sonda la grammatica di queste nuove appartenenze, fornendoci strumenti analitici indispensabili per riflettere sulla complessità del processo di globalizzazione.

Modernità e olocausto

Sia la memoria collettiva sia la letteratura scientifica hanno tentato di eludere il significato più profondo dell’olocausto, riducendolo a un episodio della storia millenaria dell’antisemitismo o considerandolo un incidente di percorso, una barbara ma temporanea deviazione dalla via maestra della civilizzazione. A queste rassicuranti interpretazioni l’autore contrappone una spietata analisi di quanto accadde nei campi di sterminio non come una sorta di “malattia” sociale, ma come fenomeno legato alla condizione “normale” della società. Secondo Bauman l’olocausto è inestricabilmente connesso alla logica della modernità così come si è sviluppata in Occidente. La razionalizzazione e la burocratizzazione tipiche della civiltà occidentale sono state condizione necessaria del genocidio nazista: esso fu l’esito dell’incontro fra lo sconvolgimento sociale causato dalla modernizzazione, con il suo portato di angosciose insicurezze, e i poderosi strumenti di ingegneria sociale creati dalla modernità stessa. La lezione dell’olocausto va dunque appresa nella sua radicalità, specie in un mondo ancora una volta travagliato da concitate trasformazioni e rinnovati problemi di convivenza fra culture ed etnie.

Mitologie del futuro prossimo

Con le sue allucinate e allucinanti narrazioni Ballard non finisce mai di sorprenderci, emozionarci, entusiasmarci, ma anche, diciamolo pure, di irritarci. Che cosa vuole significare? Con chi ce l’ha? Da che parte sta? Che senso hanno in definitiva le sue torbide atmosfere e le sue mortali angosce, i suoi incubi eternamente ricorrenti? Questa antologia dei suoi ultimi racconti, proprio perchè spinge l’ambiguità oltre ogni limite, ci fornisce probabilmente una chiave di interpretazione. Gli incubi più neri di Ballard assolvono paradossalmente una funzione liberatoria: sono altrettanti “viaggi al termine della notte” che finiscono (come nella storia che dà il titolo alla raccolta) per riportare letteralmente “verso il sole”. Mentre è in situazioni apparentemente “rosa” (come nei “Saluti da Las Palmas”, nel “Sorriso” o nell’atroce “Riunione di famiglia”) che Ballard si riafferma come il più lucido, impassibile e spietato tra i moderni profeti di orrori.
INDICE
MITOLOGIE DEL FUTURO PROSSIMO Myths of the Near Future (1982)
SALUTI DA LAS PALMAS Having a Wonderful Time (1978)
FANTASIE INCESTUOSE A Host of Furious Fancies (1980)
ZODIACO 2000 Zodiac 2000 (1978)
NOTIZIE DAL SOLE News from the Sun (1982)
TEATRO DI GUERRA Theatre of War (1977)
GUERRA FINITA The Dead Time (1977)
IL SORRISO The Smile (1976)
SOLARIUM Motel Architecture (1978)
RIUNIONE DI FAMIGLIA The Intensive Care Unit (1977)
STELLA FUGGITIVA – Saggio The Runaway Star (1981) ISAAC ASIMOV

Mitologia classica

I miti classici hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia dell’umanità; per secoli questi racconti di amori non corrisposti, di creazione e morte hanno continuato a essere narrati per spiegare l’inspiegabile, per appassionare o calmare i bambini, per rinforzare i codici sociali e l’identità culturale delle comunità e molto altro ancora. Un viaggio nel mondo di Zeus, Eracle, Medusa e Odisseo, da cui emergono parole di saggezza valide ancora oggi, dopo migliaia di anni. Una guida più completa ai miti e alle leggende degli antichi greci e romani. Un testo di consultazione utile per il ricco contenuto storico e culturale, scritto da un’esperta del settore. Illustrato a colori, con più di trecento immagini dalle più importanti gallerie d’arte, musei e collezioni private di tutto il mondo.

Mistici e maghi del Tibet

“Quando mi accinsi a visitare il Tibet, non fu, come molti possono credere,, allo scopo di vedervi fenomeni bizzarri. Mi proponevo di studiare sul luogo una deformazione particolare della dottrina buddhista nella sua commistione nello sciamanesimo dei Peuns: il lamaismo. Fu ‘per caso’ che mi accadde nel corso delle mie peregrinazioni attraverso il Tibet, di assistere al prodursi di fatti straordinari., Ma più che sui fatti stessi, la mia attenzione si fermava sulla personalità di coloro che ne erano gli attori, e sulle idee che essi nutrivano a loro riguardo.” Forse nessun libro ha contribuito come questo a dare agli occidentali una conoscenza diretta del Tibet, dei prodigiosi eventi che vi si verificano e dello straordinario potere psichico dei suoi maghi e dei suoi mistici. È tradotto in tutte le lingue europee ed è citato come un classico da tutti gli orientalisti.
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Mistica del sesso

“Mistica del sesso” raccoglie saggi e racconti inediti di Anaïs Nin dai primi anni Trenta fino agli anni Settanta. In queste pagine Anaïs Nin spiega come nasce una storia, legge con passione alcune tra le opere e gli autori più importanti del nostro secolo, si scaglia contro chi, lasciata affievolire la propria luce, si è consegnata a una vita inutile perché immobile, senza slanci. Ma, soprattutto, disegna la donna del futuro, quella che lei stessa ha tentato di essere con i propri libri e le proprie scadalose scelte di vita.

Mistero siciliano

**Le indagini della zia Poldi

Tra Miss Marple e Jessica Fletcher
Zia Poldi è la nuova signora del giallo**

Vista mare. Sole. Riposo. E buon vino con cui stordirsi fino allo svenimento definitivo. Questo cerca la zia Poldi quando si trasferisce da Monaco di Baviera a Torre Archirafi, in Sicilia. Ma non ha fatto i conti con la famiglia del suo defunto marito, che non ha alcuna intenzione di lasciarla alla propria solitudine, né con un evento imprevisto che accende inaspettatamente il suo interesse: Valentino, un ragazzo che spesso la aiuta in casa, sparisce all’improvviso. Figlia di un commissario di polizia, Poldi capisce, grazie al suo infallibile intuito, che Valentino non si è semplicemente allontanato. Deve essergli successo qualcosa. Da sola, Poldi decide di intraprendere una vera e propria indagine. Seguendo tracce e indizi e guidata dal suo eccezionale istinto, si mette alla ricerca del ragazzo, ed è proprio lei a scoprirne, sulla spiaggia, il corpo senza vita. Ma a quel punto il caso si complica, perché sulla scena compare il commissario Vito Montana, poco propenso ad avere tra i piedi una Miss Marple tedesca, per giunta affascinante. Eppure dovrà ben presto ricredersi: perché Poldi diventerà un personaggio chiave per l’evolversi delle indagini.

Un autore tradotto in 7 Paesi
70.000 copie vendute in Germania

‘Un giallo ricco d’atmosfera, ironico e con una protagonista incredibile.’

‘Non si tratta del classico romanzo giallo. Questo libro trae la sua forza dagli eccentrici personaggi principali, dalle loro bizzarre azioni e da uno stile brillante.’
Main-Post

‘Il romanzo perfetto per l’estate, nel quale si respira il modo di vivere degli italiani e con una investigatrice grandiosa.’
Donna

‘Lo sguardo di Mario Giordano sulla Sicilia è sia entusiasta che critico, perché riflette il punto di vista tedesco sulle cose.’
Madame

‘Una delle riflessioni più argute sul rapporto tra italiani e tedeschi che la narrativa contemporanea possa offrire.’
Deutschlandradio

‘Mario Giordano ha dato vita a un personaggio straordinario, una deliziosa detective, e a un vivace ritratto della società siciliana.’
The Times – Libro del mese

‘Un libro vivo, con profumi e sapori che accendono i sensi.’
The Spectator

‘Giordano è un abile romanziere. L’originalità della trama, i personaggi eccentrici e lo stile vivace rendono la lettura di questo libro un autentico piacere.’
Times Literary Supplement

Mario Giordano

è nato nel 1963 a Monaco di Baviera e vive a Colonia. Scrive romanzi, libri per ragazzi e sceneggiature.

(source: Bol.com)

Mistero alla torre di Londra

Londra, Dicembre 1377. Sir Ralph Whitton, governatore della Torre, viene trovato assassinato in una stanza chiusa a chiave dall’interno. Ed è solo il primo di una lunga e macabra serie di misteri. Per fortuna ad indagare vengono chiamati il frate domenicano Athelstan e il Coroner della città Sir John Cranston.

Mistero a Villa del Lieto Tramonto

«Tic tac, tic tac, tic tac.» A Villa del Lieto Tramonto, ridente casa di riposo immersa nella foresta vicino a Helsinki, è l’ora del caffè e, come al solito, Irma e Siiri, due vivaci novantenni ospiti della residenza, amano trascorrere quel momento in perfetto relax. Dopo le partite a canasta, le lezioni di ginnastica dolce, il whiskino prescritto dal medico o le riunioni del gruppo per la memoria, un’oretta di svago ci vuole per scambiarsi ricordi di giovinezza o spettegolare sul funerale del giorno, che è pur sempre una festa e un avvenimento per curare il proprio look. Ma soprattutto, l’ora del caffè dà l’occasione per criticare il regolamento e l’incuria del personale specializzato, quello che figli e nipoti, per guarire i sensi di colpa, chiamano “servizi di eccellenza”. Per fortuna dalla Villa si può anche uscire, andare in giro in tram per rifarsi l’occhio con le bellezze della capitale finlandese, e così a Siiri, Irma e alla loro terza compagna, Anna-Liisa, capita di osservare, con bonario sarcasmo, le stranezze del mondo moderno che le circonda. A turbare la routine delle tre amiche è però un fatto terribile: la morte, in circostanze misteriose, del giovane cuoco, sempre gentile e pieno di allegria, accompagnata da una serie di episodi inquietanti che rivelano il lato sinistro di quel rifugio, ora non più così accogliente. Provette Miss Marple, Siiri, Irma e Anna-Liisa si trasformano in intraprendenti investigatrici per venire a capo degli enigmi nascosti tra le mura dell’amena residenza in un mistery arguto che tocca sapientemente le corde del giallo e della commedia, con un pizzico di suspense e molto, irresistibile, dark humor finlandese.

Misteri D’Italia

Michele Sindona e Roberto Calvi, Enrico Mattei e Mauro De Mauro, il caso Castellari, la strage di Gioia Tauro e Antonino Gioé, il poliziotto Antonio Ammaturo, la banda della Uno bianca e Graziella Campagna. Mafia, trame omicide, poteri oscuri, nuovi criminali. L’Italia non è quello che sembra. Una voce esce dal buio e racconta tutto ciò che ci eravamo dimenticati.
«Non è stato facile mettere giú questo libro, che raccoglie i dieci casi di Blu Notte – Misteri Italiani andati in onda su Rai3 tra l’ottobre e il dicembre del 2001. Il testo dei miei interventi c’era, ed era, proprio per mia deformazione di scrittore, già abbastanza adatto ad essere letto oltre che sentito.
Ma le mie parole, tutti i miei questa è la storia di, i se fosse un romanzo, gli invece no e gli a questo punto succede qualcosa di strano, non avrebbero avuto molto senso senza le interviste ai protagonisti e ai testimoni dei casi e, soprattutto, senza le immagini di repertorio, antico o recente che fosse. Cosí ho cercato di rendere anche quelle, raccontandole là dove il copione di ogni puntata le prevedeva (nel libro, sono le parti in corsivo). Ho provato a ricostruire i toni delle voci, il movimento dei personaggi, la pasta in bianco e nero dei filmati. Non so se ci sono riuscito, ma giuro che ci ho provato».