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Nel Nome Della Croce: La Distruzione Cristiana Del Mondo Classico

«*Nixey ha una grande storia da raccontare e la racconta in maniera eccezionale.*»
**The Guardian – Tim Whitmarsh**
«*Un libro devastante, scritto con prosa vivida e scorrevole. Catherine Nixey svela un livello di intolleranza e di anti- intellettualismo che ricorda i notiziari di oggi, e invece è vecchio di secoli.*»
**BBC – Anita Anand**
«*Il testo elegante e feroce di Nixey dipinge un’immagine oscura ma avvincente della vita all’epoca del «trionfo» del cristianesimo, rammentandoci non solo le vicende del nostro passato, ma anche quanto quell’eco riverberi ancora nel nostro presente. *»
**Michael Scott, autore di Mondi antichi**
«*Catherine Nixey ha scritto un libro coraggioso, illuminante e provocatorio, che mette in crisi le idee comunemente accettate sul primo cristianesimo e spiega come e perché, ai suoi esordi, quel credo si diffuse tanto velocemente ovunque. Nixey è una guida brillante e iconoclasta in un mondo che a molti risulterà sconosciuto, sorprendente e inquietante. *»
**Peter Frankopan, autore di Le vie della seta**
*Nel nome della croce* parla dell’affermazione del cristianesimo nel IV secolo, ma dal punto di vista dei pagani e della cultura greco-romana. Da quella prospettiva, non c’è niente di eroico da celebrare e non mancano i documenti per testimoniarlo. Dalla ricostruzione degli eventi narrata da Catherine Nixey risulta evidente come il mondo classico fosse molto più tollerante di quanto comunemente si pensi e come i primi cristiani, o almeno molti fra loro, fossero molto più intolleranti e – più spesso di quanto ci si aspetterebbe – violenti.
L’autrice ci guida nel corso dei secoli cruciali della tarda Antichità, portandoci ad Alessandria, Roma, Costantinopoli e Atene, mostrandoci torme minacciose di fanatici incitati da personaggi che non di rado in seguito saranno chiamati santi. La distruzione di Palmira, il linciaggio della filosofa neoplatonica Ipazia, la chiusura definitiva della millenaria Accademia ateniese e una quantità di altri episodi mostrano un volto nuovo e inaspettato di quei tempi difficili. Quando infine il cristianesimo divenne religione di Stato nell’impero, le leggi finirono l’opera di rimozione della cultura classica, imponendo a tutti la conversione al nuovo credo e condannando all’oblio gran parte della raffinata e antichissima cultura greco-romana. Si aprirono così, di fatto, le porte al millennio oscuro del Medioevo.
Sono innumerevoli le opere che abbiamo perduto per sempre a causa del fanatismo profondo che animò quel periodo: magnifiche statue fatte a pezzi, roghi pubblici di libri, templi devastati, bassorilievi divelti, palazzi rasi al suolo. Dal punto di vista cristiano fu il periodo del «trionfo», ma per chi desiderava restare fedele agli antichi culti pagani e allo stile di vita tradizionale fu invece una sconfitta definitiva, al punto che lo scontro frontale tra la cristianità e il mondo classico che risuona in queste pagine non può non richiamare, fatalmente, le cronache dell’odierno Medio Oriente.
La storica e giornalista Catherine Nixey ci regala un libro coraggioso, che scuote le coscienze e rovescia le prospettive, e lo fa con una prosa serrata e incalzante, tenendo incollato il lettore alla pagina, mentre racconta un trionfo di crudeltà, violenze, dogmatismo e fanatismo là dove non pensavamo esistesse.

Nel nome della croce

‘Nixey ha una grande storia da raccontare e la racconta in maniera eccezionale.’
The Guardian – Tim Whitmarsh

‘Un libro devastante, scritto con prosa vivida e scorrevole. Catherine Nixey svela un livello di intolleranza e di anti- intellettualismo che ricorda i notiziari di oggi, e invece è vecchio di secoli.’
BBC – Anita Anand

‘Il testo elegante e feroce di Nixey dipinge un’immagine oscura ma avvincente della vita all’epoca del ‘trionfo’ del cristianesimo, rammentandoci non solo le vicende del nostro passato, ma anche quanto quell’eco riverberi ancora nel nostro presente. ‘
Michael Scott, autore di Mondi antichi

‘Catherine Nixey ha scritto un libro coraggioso, illuminante e provocatorio, che mette in crisi le idee comunemente accettate sul primo cristianesimo e spiega come e perché, ai suoi esordi, quel credo si diffuse tanto velocemente ovunque. Nixey è una guida brillante e iconoclasta in un mondo che a molti risulterà sconosciuto, sorprendente e inquietante. ‘
Peter Frankopan, autore di Le vie della seta

‘Questo libro rivela quel che abbiamo perduto quando il cristianesimo ha vinto.’
The Times

Nel nome della croce parla dell’affermazione del cristianesimo nel IV secolo, ma dal punto di vista dei pagani e della cultura greco-romana. Da quella prospettiva, non c’è niente di eroico da celebrare e non mancano i documenti per testimoniarlo. Dalla ricostruzione degli eventi narrata da Catherine Nixey risulta evidente come il mondo classico fosse molto più tollerante di quanto comunemente si pensi e come i primi cristiani, o almeno molti fra loro, fossero molto più intolleranti e – più spesso di quanto ci si aspetterebbe – violenti.
L’autrice ci guida nel corso dei secoli cruciali della tarda Antichità, portandoci ad Alessandria, Roma, Costantinopoli e Atene, mostrandoci torme minacciose di fanatici incitati da personaggi che non di rado in seguito saranno chiamati santi. La distruzione di Palmira, il linciaggio della filosofa neoplatonica Ipazia, la chiusura definitiva della millenaria Accademia ateniese e una quantità di altri episodi mostrano un volto nuovo e inaspettato di quei tempi difficili. Quando infine il cristianesimo divenne religione di Stato nell’impero, le leggi finirono l’opera di rimozione della cultura classica, imponendo a tutti la conversione al nuovo credo e condannando all’oblio gran parte della raffinata e antichissima cultura greco-romana. Si aprirono così, di fatto, le porte al millennio oscuro del Medioevo.
Sono innumerevoli le opere che abbiamo perduto per sempre a causa del fanatismo profondo che animò quel periodo: magnifiche statue fatte a pezzi, roghi pubblici di libri, templi devastati, bassorilievi divelti, palazzi rasi al suolo. Dal punto di vista cristiano fu il periodo del ‘trionfo’, ma per chi desiderava restare fedele agli antichi culti pagani e allo stile di vita tradizionale fu invece una sconfitta definitiva, al punto che lo scontro frontale tra la cristianità e il mondo classico che risuona in queste pagine non può non richiamare, fatalmente, le cronache dell’odierno Medio Oriente.
La storica e giornalista Catherine Nixey ci regala un libro coraggioso, che scuote le coscienze e rovescia le prospettive, e lo fa con una prosa serrata e incalzante, tenendo incollato il lettore alla pagina, mentre racconta un trionfo di crudeltà, violenze, dogmatismo e fanatismo là dove non pensavamo esistesse.

(source: Bol.com)

Nel nome del padre

‘Biondillo intraprende la difficile e benemerita strada della riflessione sul maschile. Amaro, e importante.’
Loredana Lipperini, Il Venerdì di Repubblica su Nel nome del padre
‘Uno scrittore di razza. Un umorismo poetico, trasognato e irresistibile. Da non perdere.’
Giancarlo De Cataldo
È la notte di Natale, in un mondo che si prepara a festeggiare, comunque e ovunque. È la notte di Natale per tutti, ma non per Luca, che è solo in casa, abbrutito dall’alcol e dal dolore, sul punto di compiere un atto disperato, sconsiderato, l’ultimo. E forse non lo può fermare nemmeno il telefono, che squilla a vuoto. Come è arrivato a questo punto? In una serie di flashback incrociati, terribilmente a fuoco e allo stesso tempo lacunosi come la sua memoria, ripercorriamo la storia d’amore di Luca e Sonia, la decisione di creare una famiglia, la nascita della piccola Alice, e poi via via tutti i passi, in fondo banali, che conducono una coppia alla distruzione. Il calvario di Luca è quello di molti padri separati, a cui la moglie impedisce di vedere i figli approfittando in modo subdolo di un vuoto legislativo che vede gli uomini pieni di obblighi ma privi di diritti. E mentre cerca di fare chiarezza in sé e nel suo passato, in un circolo che sembra senza uscita, a Luca non resta che lottare, con incredulità, rabbia, incontrando altri uomini nella sua situazione, studiando maniacalmente le leggi, cercando di far pagare il meno possibile a sua figlia… Una storia di oggi, comune e insieme unica.
(source: Bol.com)

Nel nido delle tartarughe

La tartaruga marina torna a deporre le uova nel luogo dove è nata, poi scompare nell´oceano senza rivedere i suoi piccoli
Cara Rutledge si lascia alle spalle Chicago e un´insignificante relazione sentimentale per raggiungere la casa sulla spiaggia dove ha passato i giorni più intensi della sua giovinezza. E ben presto impara un nuovo entusiasmante modo di vivere… Entrando a far parte dei volontari che tutelano i nidi di tartaruga…La vita le sorriderà!

Nel muro

Nel fitto di un bosco di uno dei monti dell’Italia settentrionale un uomo ritrova una baita appartenuta ai suoi antenati. Decide di ristrutturarla, per andarci a vivere e sfuggire così alla crudeltà del mondo che lo circonda.
Ma, mentre lavora, un colpo di piccone bene assestato cambia per sempre la sua vita. Dietro la calce, in un’intercapedine del muro, trova i corpi mummificati di tre donne. E si accorge che sulla loro carne sono stati incisi dei segni, quasi lettere dell’alfabeto di una lingua misteriosa e sconosciuta. Qual è la storia delle tre donne? Chi le ha nascoste lì? Qual è il terribile messaggio che quelle lettere vogliono comunicare? Ed è possibile che la cerva dagli occhi buoni che sbuca ogni sera dal bosco voglia davvero proteggere l’uomo e rivelargli qualcosa?
Mentre le tre mummie cominciano a infestare i suoi pensieri e i suoi sogni, trasformandoli in incubi e allucinazioni, l’uomo si mette alla ricerca della verità, una ricerca che può portarlo alla perdizione definitiva o alla salvezza. O forse a entrambe.
Mauro Corona, dopo anni in cui si era dedicato a forme più brevi, torna al romanzo vero e proprio. E lo fa con un libro di eccezionale forza letteraria, intenso, appassionante, commovente, un libro che racconta la maestosità della natura e la cattiveria degli uomini, denso di immagini indimenticabili – per esempio quella del pivason, l’uccello-vampiro, e del suo spaventoso verso, presagio di morte – e di momenti di straordinario lirismo, come la scena in cui il protagonista scende in una foiba e dentro una pozza d’acqua scopre un piccolo essere di cui si sente improvvisamente e inaspettatamente fratello.
Con *Nel muro*, Corona torna a raccontare i boschi, gli animali e gli uomini della sua terra, e rivela ancora una volta il suo talento narrativo, quella scrittura sorgiva che sa arrivare dritta al cuore del lettore, la sua capacità di unire un’immaginazione gotica e tenebrosa all’accuratezza realistica delle situazioni e dei luoghi, di scrivere pagine terribili e dolci al tempo stesso.
In una frase, *Nel muro* segna il ritorno al romanzo di uno dei più grandi scrittori italiani.
**
### Sinossi
Nel fitto di un bosco di uno dei monti dell’Italia settentrionale un uomo ritrova una baita appartenuta ai suoi antenati. Decide di ristrutturarla, per andarci a vivere e sfuggire così alla crudeltà del mondo che lo circonda.
Ma, mentre lavora, un colpo di piccone bene assestato cambia per sempre la sua vita. Dietro la calce, in un’intercapedine del muro, trova i corpi mummificati di tre donne. E si accorge che sulla loro carne sono stati incisi dei segni, quasi lettere dell’alfabeto di una lingua misteriosa e sconosciuta. Qual è la storia delle tre donne? Chi le ha nascoste lì? Qual è il terribile messaggio che quelle lettere vogliono comunicare? Ed è possibile che la cerva dagli occhi buoni che sbuca ogni sera dal bosco voglia davvero proteggere l’uomo e rivelargli qualcosa?
Mentre le tre mummie cominciano a infestare i suoi pensieri e i suoi sogni, trasformandoli in incubi e allucinazioni, l’uomo si mette alla ricerca della verità, una ricerca che può portarlo alla perdizione definitiva o alla salvezza. O forse a entrambe.
Mauro Corona, dopo anni in cui si era dedicato a forme più brevi, torna al romanzo vero e proprio. E lo fa con un libro di eccezionale forza letteraria, intenso, appassionante, commovente, un libro che racconta la maestosità della natura e la cattiveria degli uomini, denso di immagini indimenticabili – per esempio quella del pivason, l’uccello-vampiro, e del suo spaventoso verso, presagio di morte – e di momenti di straordinario lirismo, come la scena in cui il protagonista scende in una foiba e dentro una pozza d’acqua scopre un piccolo essere di cui si sente improvvisamente e inaspettatamente fratello.
Con *Nel muro*, Corona torna a raccontare i boschi, gli animali e gli uomini della sua terra, e rivela ancora una volta il suo talento narrativo, quella scrittura sorgiva che sa arrivare dritta al cuore del lettore, la sua capacità di unire un’immaginazione gotica e tenebrosa all’accuratezza realistica delle situazioni e dei luoghi, di scrivere pagine terribili e dolci al tempo stesso.
In una frase, *Nel muro* segna il ritorno al romanzo di uno dei più grandi scrittori italiani.

Nel momento

“Resoconto di un amore che brucia e consola, con ritratti di donna tra i più felici di De Carlo. Belle pagine di un lirismo effusivo… una scrittura di massima naturalezza.”
Giovanni Pacchiano, Corriere della Sera
“Incantati dall’abilità di narratore di Andrea De Carlo, ci ritroviamo alla fine, quasi all’improvviso, a chiederci Come, è già finito?…”
Ferruccio Parazzoli, Famiglia Cristiana
“Andrea De Carlo accetta un rischio altissimo… ma centra un nodo bruciante.”
Franco Brevini, Panorama
“Una maestria narrativa tale da tenerti inchiodato alla lettura… un crescendo emotivo travolgente.”
Michela Trecca, La Gazzetta del Mezzogiorno
Książka ma 189 stron.

Nel letto di un highlander (I Romanzi Extra Passion) (Trilogia McCabe Vol. 1)

Figlia di re Alexander di Scozia, Mairin Stuart, alla morte del padre, eredita giovanissima l’ambita fortezza di Neamh Alainn e viene subito nascosta in un’abbazia per sottrarla alle mire del temibile *laird* Duncan Cameron. Dopo anni di ricerche, un luogotenente di Cameron scova la ragazza e la rapisce, ma, mentre torna alla fortezza con lei e i suoi uomini, inaspettatamente un bambino prova a rubare loro un cavallo e viene catturato. Mairin lo difende come una furia, convinta che il piccolo sia in grave pericolo, e scopre che si tratta del figlio di Ewan McCabe, capo dell’omonimo clan e acerrimo nemico di Cameron. Così, dopo una rocambolesca fuga insieme al bambino, Mairin incontrerà Ewan…
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### Sinossi
Figlia di re Alexander di Scozia, Mairin Stuart, alla morte del padre, eredita giovanissima l’ambita fortezza di Neamh Alainn e viene subito nascosta in un’abbazia per sottrarla alle mire del temibile *laird* Duncan Cameron. Dopo anni di ricerche, un luogotenente di Cameron scova la ragazza e la rapisce, ma, mentre torna alla fortezza con lei e i suoi uomini, inaspettatamente un bambino prova a rubare loro un cavallo e viene catturato. Mairin lo difende come una furia, convinta che il piccolo sia in grave pericolo, e scopre che si tratta del figlio di Ewan McCabe, capo dell’omonimo clan e acerrimo nemico di Cameron. Così, dopo una rocambolesca fuga insieme al bambino, Mairin incontrerà Ewan…

Nel cuore dello Yamato

Uno dopo l’altro, cinque personaggi prendono la parola per raccontare le proprie vicende che, spaziando in epoche diverse e intrecciandosi fra loro, offrono un ritratto lucido della storia politica ed economica del Giappone dal dopoguerra in poi. La logica del lavoro e il ferreo rispetto delle regole condizionano la vita privata e sentimentale: c’è chi li accetta in nome della rinascita del paese, chi finisce per morirne e chi preferisce prenderne le distanze a caro prezzo. La posizione sociale pesa sulle scelte personali e stabilisce le sorti degli individui attraverso matrimoni combinati, trasferimenti improvvisi sul lavoro, in una lotta fra l’affermazione della libertà e l’accettazione passiva. Sullo sfondo, misteriosi segreti sull’epoca delle deportazioni in Siberia, su sconvenienti scelte sessuali, su dolorosi suicidi determinano i rapporti umani.
Sovrano regna l’amore nella sua complessità: l’amore di coppia, sacrificato o portato al sommo compimento, l’amo­re fra genitori e figli, l’amore per una cultura e tradizioni che affondano le loro radici in un passato remoto, conducendo il lettore nel cuore del paese, anticamente chiamato Yamato.
Dopo Il peso dei segreti, anche in questa nuova pentalogia, Aki Shimazaki riesce a creare personaggi che si fissano nella memoria, a far vivere sulla pagina sentimenti profondi e contraddittori con scrittura asciutta e priva di sentimentalismi, fotografica nell’essenziale evocazione di fiori e piante dal valore simbolico, del cielo e della natura, presenze immancabili e totemiche nelle sue storie. E con un tributo all’amore inatteso e sorprendente nella sua totalizzante bellezza, si chiude Nel cuore dello Yamato.
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### Sinossi
Uno dopo l’altro, cinque personaggi prendono la parola per raccontare le proprie vicende che, spaziando in epoche diverse e intrecciandosi fra loro, offrono un ritratto lucido della storia politica ed economica del Giappone dal dopoguerra in poi. La logica del lavoro e il ferreo rispetto delle regole condizionano la vita privata e sentimentale: c’è chi li accetta in nome della rinascita del paese, chi finisce per morirne e chi preferisce prenderne le distanze a caro prezzo. La posizione sociale pesa sulle scelte personali e stabilisce le sorti degli individui attraverso matrimoni combinati, trasferimenti improvvisi sul lavoro, in una lotta fra l’affermazione della libertà e l’accettazione passiva. Sullo sfondo, misteriosi segreti sull’epoca delle deportazioni in Siberia, su sconvenienti scelte sessuali, su dolorosi suicidi determinano i rapporti umani.
Sovrano regna l’amore nella sua complessità: l’amore di coppia, sacrificato o portato al sommo compimento, l’amo­re fra genitori e figli, l’amore per una cultura e tradizioni che affondano le loro radici in un passato remoto, conducendo il lettore nel cuore del paese, anticamente chiamato Yamato.
Dopo Il peso dei segreti, anche in questa nuova pentalogia, Aki Shimazaki riesce a creare personaggi che si fissano nella memoria, a far vivere sulla pagina sentimenti profondi e contraddittori con scrittura asciutta e priva di sentimentalismi, fotografica nell’essenziale evocazione di fiori e piante dal valore simbolico, del cielo e della natura, presenze immancabili e totemiche nelle sue storie. E con un tributo all’amore inatteso e sorprendente nella sua totalizzante bellezza, si chiude Nel cuore dello Yamato.

Nel cuore della notte

È trascorso qualche anno da quando abbiamo salutato la famiglia Aubrey. Le bambine non sono più tali: i corsetti e gli abiti si sono fatti più attillati, le acconciature più sofisticate; l’ozio delle giornate estive è solo un ricordo. Oggi le Aubrey sono giovani donne, e ognuna ha preso la sua strada: le gemelle Mary e Rose sono due pianiste affermate e vivono le difficoltà che comporta avere un talento straordinario. La sorella maggiore, Cordelia, ha abbandonato le velleità artistiche per sposarsi e accomodarsi nel ruolo di moglie convenzionale. La cugina Rosamund, affascinante più che mai, lavora come infermiera. La madre comincia piano piano a spegnersi, mentre il padre è sparito definitivamente. Poi c’è lui, il piccolo Richard Quin, che si è trasformato in un giovane seduttore brillante e, sempre più, adorato da tutti. La guerra, che piomberà sulla famiglia come una catastrofe annunciata, busserà anche alla sua porta, e sconvolgerà ogni cosa. Mentre l’Inghilterra intera è costretta a separarsi dai suoi uomini, l’universo delle Aubrey si fa sempre più esclusivamente femminile: gli uomini e l’amore rimangono un grande mistero, un terreno inesplorato da attraversare, pagine ancora tutte da scrivere che, forse, troveranno spazio nel prossimo volume di questa appassionante saga familiare. Dopo La famiglia Aubrey, Nel cuore della notte è il secondo capitolo della trilogia di Rebecca West. ‘Uno dei migliori libri scritti nel Novecento. Sto parlando del suono che quel libro emette, del suo peso nella memoria, del suo modo di disporsi nel tempo, dei suoi colori, del suo modo di accoppiarsi con l’attenzione del lettore…’. Alessandro Baricco ‘Una ricostruzione narrativa che si apparenta per tono di voce e coloritura morale a certi grandi romanzi dickensiani, ma con il valore aggiunto di una solidità affettiva che invece richiama alla memoria il quadretto della famiglia colta e povera per eccellenza, quello della famiglia March di Piccole Donne di Louisa May Alcott’. Alessia Gazzola, ‘La Lettura – Corriere della Sera’ ‘Milioni di famiglie riempiono la letteratura, ma negli Aubrey c’è dell’altro: c’è la sostanza profonda e necessaria dell’essere-famiglia nell’ottica più verace che si possa immaginare’. Leonetta Bentivoglio, ‘Robinson – la Repubblica’

(source: Bol.com)

Nel buio che precede l’alba

Canada, 1919. la Grande Guerra è finita e una vecchia indiana Cree aspetta il treno che riporterà a casa il miglior amico di suo nipote Xavier, il ragazzo che lei ha cresciuto come un figlio e che è morto al fronte, così diceva il telegramma. Niska è venuta sola in questa città troppo sporca e rumorosa – e troppo piena di bianchi che guardano in modo strano – dopo aver pagaiato per giorni sulla sua canoa, dalle foreste incontaminate dell’Ontario in cui vive, unica pellerossa ad aver rifiutato il confino nelle riserve. Dal treno scende per ultimo qualcuno, un vecchio, pensa lei. Si trascina sulle stampelle, una gamba dei pantaloni – ripiegata – pende a mezz’aria, vuota. Ma quando si avvicina riconosce in quella larva d’uomo il nipote. “Il fantasma di mio nipote,” osserva guardandolo negli occhi spenti. E intuisce che dietro quello che sembra un semplice scambio di nomi si nasconde un mistero doloroso.
Ma Niska non fa domande, perché piccoli fuochi si sono già accesi nella sua mente di donna sacra, e ha visto cose orribili – una trincea, l’orrore dei cadaveri riversi, i compagni trucidati, un amico perduto – e quegli occhi vuoti le dicono che le ferite del fisico sono nulla rispetto al male dell’anima.
“Ti porto a casa,” gli dice. Xavier non risponde, non parla, si inietta qualcosa di nascosto. Niska sa che è stato là dove non si ritorna e che è venuto unicamente per morire, ma lei cercherà di curarlo, mentre la canoa scivola lungo il fiume cristallino, nel solo modo che sa: con le parole. “Se sceglierò bene le parole, è parlerò da quel luogo profondo che non dice bugie, sono sicura che lui mi sentirà…”
Così, giorno dopo giorno, lo culla con le storie della propria infanzia: le doti di veggente e i poteri ereditati dal padre, la solitudine che comporta l’essere una sciamana, l’amore proibito e pericoloso per un cacciatore francese. E gli narra del suo popolo, i Cree: le cacce per combattere la fame, le tradizioni, il legame con la madre Terra. Xavier ascolta e ricorda, sempre sospeso tra il mondo dei vivi e quello dei morti, e si rivede bambino con l’amico inseparabile Elijah. Dorme spesso, ma il sonno indotto dalla morfina è tormentato da incubi terribili in cui rivive gli orrori della guerra, in cui grida il nome del compagno. Il suo delirio fa da contrappunto al silenzio del Grande Nord e alla voce di Niska – quasi una ninnananna – che gli insegna di nuovo, come quando era piccolo, ad ascoltare le forze che governano il nostro destino.
Sulla sponda innevata, una lince guida la loro canoa, li precede, li ispira. E quando, nel buio che precede l’alba, in un rito Niska squarcia il velo del futuro e sente Xavier chiedere perdono all’amico, sa che finalmente stanno per arrivare nella terra dei padri, a casa.
Il viaggio che Niska e Xavier compiono insieme è come il viaggio di tre giorni che serve a un indiano per raggiungere il regno dei grandi spiriti, e là trovare la pace, ma la canoa di Niska si spinge molto più lontano nei nostri cuori, perché porta con sé un messaggio, per chiunque abbia voglia di ascoltare: la forza dell’amore contro la sterilità dell’odio, l’innocenza della Natura contro la devastazione degli uomini. E lancia altissimo un grido per opporsi alla guerra, stola follia che corrompe lo spirito e trasforma gli uomini in belve crudeli.
Commovente, tragico, suggestivo e pervaso da un’intensa spiritualità – quella che nasce dalla terra, dalle nostre radici, dalle tradizioni – , Nel buio che precede l’alba è un romanzo potente, come da tempo aspettavamo di leggere, in cui il passato si intreccia con il presente, il sogno con il racconto, la disperazione con la speranza, il silenzio del Grande Nord con gli strepiti della guerra più sanguinosa che l’umanità abbia combattuto. Con una scrittura straordinaria che alterna scene di rara e dolente forza epica alle magiche suggestioni delle leggende indiane, Nel buio che precede l’alba si imprime nel cuore e nella memoria, come i suoi indimenticabili protagonisti.

Nei tuoi occhi oltre il sole

Sarà fatta giustizia per il piccolo Nicky: questo è l’unico obiettivo di Mirea. Un pirata della strada ha spento il sorriso del suo amato fratellino e nulla, fatta eccezione per la sua sete di vendetta, sembra in grado di riportare la serenità nella sua vita.
Un giorno nella sua vita arriva Christian, artista dal fascino irresistibile che, poco alla volta, porterà di nuovo la luce nel suo cammino, strappandola a un’esistenza buia e sofferta. Ma non è tutto oro quello che luccica e il misterioso ragazzo sbucato dal nulla sembra nascondere un segreto…
Romanzo intrigante, con colpi di scena inaspettati. Una storia d’amore che sconfina nel genere noir. Una lettura che lascia un segno nell’angolo più profondo del cuore, da cui nascono valori forti come Amore e Perdono.
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### Sinossi
Sarà fatta giustizia per il piccolo Nicky: questo è l’unico obiettivo di Mirea. Un pirata della strada ha spento il sorriso del suo amato fratellino e nulla, fatta eccezione per la sua sete di vendetta, sembra in grado di riportare la serenità nella sua vita.
Un giorno nella sua vita arriva Christian, artista dal fascino irresistibile che, poco alla volta, porterà di nuovo la luce nel suo cammino, strappandola a un’esistenza buia e sofferta. Ma non è tutto oro quello che luccica e il misterioso ragazzo sbucato dal nulla sembra nascondere un segreto…
Romanzo intrigante, con colpi di scena inaspettati. Una storia d’amore che sconfina nel genere noir. Una lettura che lascia un segno nell’angolo più profondo del cuore, da cui nascono valori forti come Amore e Perdono.

Nei tuoi occhi c’è tutto

Tutto ciò che Allison desidera è diplomarsi per curare i bambini affetti da autismo. E non le importa se, per pagarsi gli studi, deve lavorare come cameriera in un ristorante: sa che aiutare gli altri è il suo destino, e pazienza se deve aspettare un po’.
Poi, un giorno, gli occhi azzurri di Cedric Callahan si fissano nei suoi. E Allison si convince che il destino le abbia riservato una magnifica sorpresa. Tanto inaspettata quanto travolgente.
Invece il destino non c’entra affatto. Perché Cedric ha pianificato con estrema cura quell’incontro. E ha pianificato anche il seguito… tranne innamorarsi di quella ragazza dolcissima.
Perché l’ha voluta conoscere? E perché le farà credere che sia stato tutto casuale, anche quando l’amore e la passione saranno dirompenti? Ma non si può mentire all’infinito e, quando la verità verrà a galla, la vita di entrambi cambierà per sempre…

(source: Bol.com)

Nei tuoi occhi (eLit)

Westerling series 3

Lo sapeva che avrebbe reagito così, ma lei non se ne sarebbe andata da quella villa se prima il caro dottor Alex Westerling non avesse ascoltato fino all’ultima sillaba la verità che lei era venuta a svelargli. Però… perché sua sorella non l’ha avvertita che era anche l’uomo più sexy del pianeta?

Una donna con gli occhi così belli non può mentire… Forse. Alex Westerling ha aperto la porta di casa a una donna splendida ma soprattutto decisa a fargli confessare una colpa che lui non ricorda di aver commesso. Che cosa nasconde l’infermiera Jenny Phillips in quello strano fagotto?

(source: Bol.com)

Nefertiti. La regina del sole

Bella, carismatica e indomabile, la regina Nefertiti ha un’unica debolezza: l’amore assoluto che la lega al marito, il faraone Akhenaton. Un amore che sembra in pericolo da quando il sovrano ha accolto nel suo letto una seconda moglie, Kiya, principessa dei Mitanni. E non importa che quel matrimonio abbia il preciso scopo di rinsaldare un’alleanza militare contro la minaccia degli Ittiti: la sete di potere di Kiya supera anche quella di Nefertiti e la donna tesse ben presto una rete di alleanze con funzionari corrotti e senza scrupoli, mettendo in grave pericolo le sorti dell’intero Paese e la vita stessa della regina… Tuttavia l’espansione degli Ittiti sembra irrefrenabile e, quando il regno dei Mitanni viene da loro sottomesso, la capitale egizia, Tebe, piomba nel terrore di un attacco che segnerebbe la fine di un’intera civiltà. Il destino è nelle mani di Akhenaton e di Nefertiti, nella loro volontà di restare uniti, di assicurare finalmente la pace al loro popolo. Ma basterà la protezione di Aton, dio del sole, per dare un futuro luminoso all’Egitto? Con piglio da maestro, Christian Jacq torna ad appassionare i lettori con le vicende di una donna eccezionale, protagonista di una straordinaria avventura nel cuore dell’antico Egitto.
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Nebbia sul Naviglio e altri racconti gialli e neri

Venti racconti scritti per giornali e riviste tra il 1936 e il 1948, raccolti in «tre tempi» della carriera dello scrittore – spiega il curatore del volume Roberto Pirani cui si deve il loro ritrovamento – che documentano per la prima volta le tappe del lungo percorso «noir» di Scerbanenco, di quel «noir» da molti ancora legato esclusivamente alle opere degli anni Sessanta.
I testi del 1936-37, in puro stile hardboiled, sembrano soggetti di un film di Scorsese o Abel Ferrara o Tarantino: fulminanti gangster stories di un mondo spietato dove l’unico barlume risulta essere una certa lealtà primordiale. Negli anni 1942-43 si collocano racconti d’ossessione e di crudo sarcasmo nell’invisibile ma sensibile presenza della guerra mondiale. Nel terzo momento – 1946-48 – infine, si dispiega liberamente e ad ampio raggio il gusto nero del narratore: dall’incubo apocalittico all’apologo sulla violenza, dalle bizzarrie letali di magia nera alle cronache della periferia milanese del dopoguerra; figurine piegate sotto il plumbeo grigiore di una pioggia insistente pare che si allontanino, davanti agli occhi del lettore, verso il loro destino. Piccoli capolavori sconosciuti che svelano aspetti sorprendenti di Scerbanenco, definito da Oreste del Buono una «autentica macchina per scrivere».

Nebbia a Tangeri

Una città magica. Un doppio mistero nascosto tra le pagine di un vecchio romanzo. Un libro, Nebbia a Tangeri, e un nome, Paul Dingle, scarabocchiato su un taccuino. Sono gli unici indizi che Flora ha a disposizione per ritrovare l’uomo misterioso che, incontrato per caso in un bar di Madrid, le ha regalato emozioni che credeva sopite per sempre. Perché adesso che lo sconosciuto sembra sparito nel nulla, smettere di desiderarlo è come smettere di respirare: semplicemente impossibile. Così la prudente Flora si lascia tutto alle spalle e parte alla volta di Tangeri, per cercare l’autrice del romanzo e scoprire chi è davvero Paul Dingle, personaggio di carta e insieme protagonista in carne e ossa della notte che le ha stravolto la vita. Coinvolgente, esotico e pieno di svolte inattese, Nebbia a Tangeri è la storia di un doppio amore proibito che si snoda tra passato e presente. Per raccontare, attraverso un romanzo nascosto tra le pagine di un altro romanzo, la vertigine del desiderio e i misteri più profondi del cuore. ‘Un romanzo di formazione e un romanzo che parla d’amore, nelle sue forme malate. Una storia di leggende e canti. Ma è anche un racconto che gioca con l’arte e con l’esistenza’ – Jessica Chia, la Lettura, Corriere della Sera

(source: Bol.com)