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La bibbia del gatto

«Ogni giorno quelle piccole creature mi insegnano qualcosa di nuovo, il che dimostra ancora una volta che non tutti i gatti reagiscono allo stesso modo a una determinata situazione. Si può generalizzare e affermare che alcuni faranno “questo” mentre altri no, ma la cosa più frustrante (o più affascinante, a seconda dei punti di vista) è che i gatti sono degli individui a sé e che le loro reazioni al mondo esterno dipendono sia dalla genetica che dall’esperienza». Dopo il successo di Cat detective e Cat confidential, in questo nuovo manuale Vicky Halls, un’autorità mondiale sul comportamento felino, fornisce informazioni indispensabili a tutti coloro che decidono di intraprendere una sana, allegra e proficua convivenza con uno o più mici: dall’acquisto alla cura quotidiana, dal cibo allo svago, dalla gestione dell’ansia alle coccole. Frutto di anni di esperienza e di pratica sul campo, La Bibbia del gatto è la più completa guida per ogni gattofilo, ricca di informazioni e consigli pratici, di suggerimenti e di infallibili rimedi per ogni tipo di esigenza (ed emergenza) felina.

La Bestia Sono Io

“La bestia sono io” Di Luisa D. Contemporaneo M/M
Gregory, nuovo sceriffo della Contea di Cottle in Texas, ha ben chiaro quale sarà il suo primo incarico. Sei anni prima ha trovato un cadavere in una vecchia baracca poi misteriosamente scomparso. Purtroppo, nessuno ha voluto credere alle sue parole e il caso è stato archiviato. La voglia di vendetta anima ogni suo gesto, ma un ritorno inaspettato in città porterà altro scompiglio nelle nuove indagini.
Dylan è un ragazzo chiuso, solitario, abituato a nascondersi, a far finta di non esistere; è tornato a Cottle per riprendere in mano la vita che gli è stata negata da un padre malvagio, ma il suo desiderio di ricominciare sarà messo a dura prova dai ricordi di un passato lontano ma ancora doloroso.
Gregory e Dylan sono due uomini fragili, insicuri ma pronti a tutto pur di portare a termine il loro obbiettivo: mettere in discussione ogni cosa per ottenere il loro meritato lieto fine.

La bestia nella giungla

Tra i padri del moderno romanzo e pioniere di una forma narrativa assolutamente innovativa, in questo racconto Henry James ci porta nell’Inghilterra dell’800, dove il protagonista, John Marcher, confida a una sua giovane amica il presentimento che presto la sua vita sarebbe stata rivoluzionata da un evento in agguato, tra le pieghe della sua esistenza, come una bestia nella giungla. Una delle opere più apprezzate di James, contenente probabilmente anche diversi riferimenti autobiografici, presenta i tratti distintivi della sua scrittura: l’ampio uso del monologo, l’introspezione psicologica, l’indagine delle angosce e del panico della vita di tutti i giorni, la paura che il proprio impegno, per quanto grande possa essere, non venga apprezzato e ritenuto valido. Da leggere tutto d’un fiato.

(source: Bol.com)

La bellezza del segno

‘La nostra scrittura dice molto di noi. Come il nostro volto e la nostra voce, è unica e ci assomiglia. Quando scriviamo a mano il tempo rallenta, diventa nostro, ci distacchiamo dall’assillante urgenza quotidiana, stiamo con noi stessi.’ Un libro sulla pratica, sui significati della scrittura a mano e della calligrafia, scritto da una delle più stimate calligrafe italiane.

‘Quando vi dedicate alla scrittura cercate di essere consapevoli dello spazio che vi circonda, osservate il luogo in cui vi trovate e il foglio di carta davanti a voi. Tutto questo spazio, dentro e intorno a voi, non è vuoto, ma semplicemente in attesa. Lasciate che le emozioni si diffondano lungo il braccio fino ad arrivare al cuore. Il pennino, la mano, il braccio e il cuore diventeranno una cosa sola.’ Così il calligrafo Ewan Clayton spiega come può esserci una simbiosi tra i moti del corpo e del pensiero. La scrittura a mano rappresenta una forma di autoeducazione del pensiero, lascia spazio al tempo dell’immaginazione, dell’apprendimento, della progettazione. In particolare, fare calligrafia significa superare le consuetudini: le lettere, simili ma non identiche, vengono tracciate secondo regole precise, o sapientemente deformate. All’inizio risulterà difficile, ma l’arte della calligrafia ci impone di scegliere di rallentare, e di osservare.

(source: Bol.com)

La bellezza d’Ippolita

Ad uno dei bivi del Friuli, là dove le strade si aprono verso Vienna o verso Lubiana, sorge il distributore d’Ippolita. Ed è qui, nell’andirivieni del traffico, nel fracasso dei motori, tra l’odore familiare della nafta e le facili galanterie dei camionisti che Ippolita ritrova la consapevolezza e come il gusto della sua bellezza mentre, al minuto commercio della piccola stazione di servizio, si aggiunge tutto un groviglio di casi e di sentimenti. Vivendo come ai margini della vita, avvertendola appena nel segno fuggevole sopra la targa degli autotreni, Ippolita acquista una più saggia visione delle cose, una cauta furberia e una malizia sufficiente a non lasciarsi tentare da passeggere seduzioni. Barricata dietro la sua avvenenza, ella parrebbe rappresentare, qualche attimo prima che la corsa dell’autostrada si concluda nello sfavillio notturno della città, il simbolo di una inattaccabile fortezza. Basta poco invece, l’imprevisto di una festa o un incontro, perché si compia la fatalità che da sempre covava nel corpo d’Ippolita. Questo romanzo che, sin dal suo apparire, ottenne il consenso del pubblico più vasto e insieme della critica più esigente, non sembra aver perso nulla della sua vitalità, della sua energia, del suo rigore stilistico. « Esempio non comune d’equilibrio tra istinto e grazia letteraria » venne allora definito. Ed è giudizio che si può legittimamente riprendere anche a tanta distanza di anni. Da La bellezza d’Ippolita è stato tratto un film con Gina Lollobrigida, Milva ed Enrico Maria Salerno.

La bella e la bestia

Torna Matthew Hope, il dinamico, simpatico e tenace avvocato di Calusa, Florida. E torna in uno di quei casi penali di cui è costretto, di sua volontà, ma costretto, ad occuparsi e di cui non ha molta esperienza. Stavolta è il caso George Harper, accusato di aver picchiato la moglie e di averla poi uccisa in modo brutale, ad occupare tutto il suo tempo. Michelle Harper è la vittima, la donna più bella che Matthew Hope abbia mai visto. E l’uomo accusato di essere il suo assassino è forse l’uomo più brutto che esista, tanto brutto, enorme, scimmiesco, che qualcuno lo chiama King Kong. C’è chi lo descrive violento e brutale e chi sostiene che è dolce e gentile. Qualcuno mente. Ma chi? E perché? A Matthew Hope il suo cliente non piace, ne ha paura, non gli è simpatico, eppure, nonostante tutto, nonostante tutte le prove, non è affatto convinto della sua colpevolezza. Per questo si mette a indagare e scopre una lunga storia tenebrosa, sporca, allucinante. La storia della bella e la bestia.

La Bella e la Bestia

La favola “La Bella e la Bestia” è stata tratta dalla collana “I Racconti delle Fate” di Carlo Collodi: una raccolta di fiabe che Collodi ha tradotto dal francese e che, come dice egli stesso nella prefazione, “nel voltare in italiano (…)  qua e là mi feci lecite alcune leggerissime varianti, sia di vocabolo, sia di andatura di periodo, sia di modi di dire: e questo ho voluto notare qui di principio, a scanso di commenti, di atti subitanei di stupefazione e di scrupoli grammaticali o di vocabolario. Peccato confessato, mezzo perdonato: e così sia.” Tutti i racconti di questa collana si concludono con una “morale” rivolata ai giovani lettori/lettrici; questa favola ha la particolarità di proporne due! “La Bella e la Bestia” e “Il Principe amato” sono state originariamente scritte da Jeanne-Marie Leprince de Beaumont.
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La bella addormentata

Il rapimento di Laurel, nipote dello spietato petroliere William Lennox, trascina Lew Archer negli intrighi della potente e corrotta famiglia. Sembra che la ragazza sia stata sequestrata a scopo di riscatto da un balordo di nome Harold Sherry, ma quando due cadaveri vengono ripescati nei pressi della mila dei Lennox, Archer cambia idea. Forse i crimini di oggi non sono altro che il tragico risultato di un assassinio avvenuto durante la Seconda guerra mondiale, che ha dato l’avvio a una spirale di sangue… Un grande romanzo di Ross Macdonald, l’unico vero erede di Raymond Chandler.

La Battaglia: Storia Di Waterloo

La battaglia: Storia di Waterloo by Alessandro Barbero
Uno straordinario libro scritto da uno degli intellettuali più interessanti d’Italia. Barbero, storico e romanziere, scrive romanzi che sono anche saggi storici. Franco CardiniSul campo di battaglia, in mezzo alle truppe: anche se la narrazione è dettagliata e i personaggi numerosi, non ci si stanca di leggere Barbero, che sa molto raccontare. Aurelio LepreLa prosa di Barbero avvince il lettore. Lucio VillariUna ricostruzione magistrale. Il rigore e il talento di Alessandro Barbero fanno di La battaglia un libro unico, che ci porta, come in un film, nel cuore dell’ultima battaglia di Napoleone. “Il Venerdì di Repubblica”

La battaglia del Labirinto

La guerra tra gli dei dell’Olimpo e i Titani è alle porte, e ancora una volta il Campo Mezzosangue è in pericolo: gira voce che Luke e il suo esercito siano a un passo dall’invasione. E se i confini del Campo non fossero sicuri come una volta? Per difendersi, Percy, Annabeth e Grover devono addentrarsi nel Labirinto di Dedalo, cbe forse nasconde una via d’accesso al Campo. Un tempo a Creta e ora nel sottosuolo nordamericano, il Labirinto è un mondo sotterraneo che nasconde pericoli e insidie indicibili, e gli insegnamenti di Quintus, il nuovo istruttore di tecniche da combattimento, si rivelano preziosissimi. Percy e i suoi amici lotteranno con nemici sempre più potenti e terrificanti, scopriranno la verità sulla scomparsa del dio Pan e dovranno scontrarsi con il terribile segreto custodito da Crono. L’ultima sfida ha inizio… e questo è solo la prima delle battaglie. Età di lettura: da 12 anni.
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La bastarda della Carolina

Ruth Anne Boatwright, per tutti Bone, dal padre ha ereditato solamente un certificato di nascita che la dichiara bastarda. In una famiglia nella quale amore, rabbia e prevaricazione fanno parte di un unico coacervo di sentimenti spesso incontrollati, a sorreggerla è il disperato e dolcissimo rapporto che la lega alla madre, e che neanche le violenze subite dal patrigno riusciranno a spezzare. Ambientato in una cittadina del South Carolina negli anni Cinquanta, ricco di riferimenti autobiografici, il romanzo di Dorothy Allison racconta con un’intensità senza precedenti un mondo crudele e amorevole al contempo, nel quale la brutalità maschile e la resilienza delle donne, il desiderio di rivolta e la forza dei legami familiari coesistono in un intrico indissolubile. La scrittura cristallina e di inarrivabile durezza, la profondità dello sguardo gettato sull’adolescenza, il ritratto dall’interno dei white trash e di un Sud quasi senza riscatto hanno fatto gridare la critica al capolavoro e hanno indotto a paragoni con classici quali Il buio oltre la siepe e Il giovane Holden.A pochi anni dalla sua pubblicazione, il romanzo fu al centro di una controversia legale quando una scuola decise di proibirne la lettura agli studenti; in sua difesa si schierarono anche Stephen King e la moglie Tabitha, che distribuirono copie del volume nelle biblioteche del Maine perché potesse essere letto gratuitamente.
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### Sinossi
Ruth Anne Boatwright, per tutti Bone, dal padre ha ereditato solamente un certificato di nascita che la dichiara bastarda. In una famiglia nella quale amore, rabbia e prevaricazione fanno parte di un unico coacervo di sentimenti spesso incontrollati, a sorreggerla è il disperato e dolcissimo rapporto che la lega alla madre, e che neanche le violenze subite dal patrigno riusciranno a spezzare. Ambientato in una cittadina del South Carolina negli anni Cinquanta, ricco di riferimenti autobiografici, il romanzo di Dorothy Allison racconta con un’intensità senza precedenti un mondo crudele e amorevole al contempo, nel quale la brutalità maschile e la resilienza delle donne, il desiderio di rivolta e la forza dei legami familiari coesistono in un intrico indissolubile. La scrittura cristallina e di inarrivabile durezza, la profondità dello sguardo gettato sull’adolescenza, il ritratto dall’interno dei white trash e di un Sud quasi senza riscatto hanno fatto gridare la critica al capolavoro e hanno indotto a paragoni con classici quali Il buio oltre la siepe e Il giovane Holden.A pochi anni dalla sua pubblicazione, il romanzo fu al centro di una controversia legale quando una scuola decise di proibirne la lettura agli studenti; in sua difesa si schierarono anche Stephen King e la moglie Tabitha, che distribuirono copie del volume nelle biblioteche del Maine perché potesse essere letto gratuitamente.

La bambina pericolosa

Maria Laura Gangemi: una femmina – vera, appassionata, bellissima con quella “vampa” di capelli neri ricci che le incorniciano il volto minuto – e uno sbirro, determinato fino alla testardaggine, coraggioso e tagliente. Maria Laura Gangemi è tutto questo ed è insieme la donna che, in un tiepido pomeriggio autunnale, attraversa il magnifico Giardino Bellini di Catania per godere della sua pace rigogliosa quando viene attratta da un violento litigio fra ragazzine: accostatasi al gruppo per capire di cosa si tratta, però, si trova inaspettatamente a mal partito e viene derubata del portafoglio con tutto il suo contenuto. Potrebbe essere, questa, una scena come tante di piccola criminalità minorile, se non fosse che, il giorno dopo questo episodio, viene denunciata la sparizione proprio della ragazzina che ha derubato il commissario Gangemi, Angelina. E seguendo le tracce di questa bimba cresciuta troppo in fretta Maria Laura si troverà a dover scavare nel cuore torbido e violento di una famiglia siciliana, nel cuore marcio e omertoso dell’amata e odiata Catania, e soprattutto nel proprio stesso animo. Le tracce di Angelina, infatti, portano sulle pendici dell’Etna, nei luoghi dove il commissario ha trascorso le sue estati di bambina, e sembrano condurre all’antica leggenda della “trovatura” – un tesoro per trovare il quale bisogna sacrificare l’innocenza, il sangue di un bambino innocente – e fanno riemergere come lava ustionante un terribile passato.
Książka ma 334 strony.

La bambina nel buio

Mi troveranno.
Vedranno il sangue sulle mani.
Non avranno pietà.
Come non ne ho avuta io.
1985. In una splendida villa della campagna veneta, Paolo e Manuela festeggiano i loro venti anni di matrimonio. Hanno una bambina dolcissima di undici anni, Moreschina. Tutta la buona società di Venezia è accorsa alla loro festa. Camerieri in guanti bianchi, champagne nei calici di cristallo, danze, flirt, pettegolezzi, allegria.
Eppure, dentro la gioia, vibra una nota di inquietudine. Un’ansia che cresce a ogni pagina. La festa finirà con una tragedia indicibile. 32 anni dopo, una inglesina di trent’anni, Emma Thorpe, sbarca a Venezia. Si porta dietro un segreto. E finisce in un Palazzo sul Canal Grande, che nasconde più segreti di lei.
Il proprietario è il Conte Bonaccorso Briani. Un uomo durissimo, solitario e misterioso.
Il destino mette sulla strada di Emma un seducente commissario siciliano, incallito sciupafemmine.
Indagano insieme in una Venezia affascinante e insolita, avvolta dalla nebbia, frustata dalla pioggia di novembre. In un crescendo di tensione e colpi di scena, il mistero di tanti anni prima trova finalmente soluzione.
È il mistero del buio che tutti ci abita.
Antonella Boralevi ha scritto un romanzo potente che svela il cuore delle donne e affronta con coraggio i temi cruciali dell’anima contemporanea. E ci dice che l’unica salvezza è l’amore.
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### Sinossi
Mi troveranno.
Vedranno il sangue sulle mani.
Non avranno pietà.
Come non ne ho avuta io.
1985. In una splendida villa della campagna veneta, Paolo e Manuela festeggiano i loro venti anni di matrimonio. Hanno una bambina dolcissima di undici anni, Moreschina. Tutta la buona società di Venezia è accorsa alla loro festa. Camerieri in guanti bianchi, champagne nei calici di cristallo, danze, flirt, pettegolezzi, allegria.
Eppure, dentro la gioia, vibra una nota di inquietudine. Un’ansia che cresce a ogni pagina. La festa finirà con una tragedia indicibile. 32 anni dopo, una inglesina di trent’anni, Emma Thorpe, sbarca a Venezia. Si porta dietro un segreto. E finisce in un Palazzo sul Canal Grande, che nasconde più segreti di lei.
Il proprietario è il Conte Bonaccorso Briani. Un uomo durissimo, solitario e misterioso.
Il destino mette sulla strada di Emma un seducente commissario siciliano, incallito sciupafemmine.
Indagano insieme in una Venezia affascinante e insolita, avvolta dalla nebbia, frustata dalla pioggia di novembre. In un crescendo di tensione e colpi di scena, il mistero di tanti anni prima trova finalmente soluzione.
È il mistero del buio che tutti ci abita.
Antonella Boralevi ha scritto un romanzo potente che svela il cuore delle donne e affronta con coraggio i temi cruciali dell’anima contemporanea. E ci dice che l’unica salvezza è l’amore.

La Bambina Nel Bosco

Nel corso di una gita scolastica, Emma, una bambina di soli cinque anni, si smarrisce in un bosco e gli insegnanti si mettono alla sua ricerca. Mylène, la giovane maestra di Emma, trova la piccola in una voragine ma nel tentativo di salvarla si ferisce e rimane imprigionata a sua volta. Tutto quello che può fare è spingere Emma fuori dalla buca, affidarle il suo foulard e dirle di cercare aiuto. La polizia trova velocemente la bambina e la crisi sembra risolta, ma quando a Emma viene chiesto dov’è la maestra, la risposta è spiazzante: «Non lo so». Quale terribile segreto può nascondere una bambina così piccola?