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Il diario del vampiro. La maschera

Elena Gilbert e i suoi amici sono riusciti a salvare Fell’s Church dalle forze del male. Ma hanno dovuto pagare un caro prezzo: la morte di Damon, l’affascinante vampiro che ha lottato con tutte le forze contro suo fratello Stefan per conquistare il cuore dell’amata Elena. Ora Elena e Stefan sono finalmente insieme e nulla sembra poter ostacolare la loro felicità. Eppure Elena non riesce a dimenticare Damon, e di notte continua a sognarlo. Mentre la ragazza sente crescere dentro di sé la passione e il tormento, segni inquietanti come presagi rivelano un pericolo imminente per Elena e i suoi amici: i loro nomi cominciano ad apparire uno dopo l’altro in strane circostanze, come in un nefasto annuncio di morte. E questo non è che l’inizio di un altro terribile incubo, perché una nuova minaccia incombe su Fell’s Church: una catastrofe di proporzioni immani si sta avvicinando…La saga che ha ispirato la serie TV The Vampire DiariesTra i venti autori più venduti in Italia Lisa Jane Smithè una delle scrittrici di urban fantasy più amate al mondo: i suoi libri sono stati tradotti in numerosi Paesi e hanno conquistato il cuore di due generazioni di fan. La Newton Compton ha pubblicato in Italia il suo primo romanzo La notte del solstizio, e le sue saghe di maggior successo: Il diario del vampiro (Il risveglio, La lotta, La furia, La messa nera, Il ritorno, Scende la notte, L’anima nera, L’ombra del male, Mezzanotte, L’alba, La maschera, La genesi, Sete di sangue e Strane creature); Dark visions; I diari delle streghe; La setta dei vampiri e Il gioco proibito. Le saghe Il diario del vampiro e I diari delle streghe sono diventate serie TV. Scoprite tutto su Lisa Jane Smith visitando i siti www.ljanesmith.net e www.lasettadeivampiri.com

(source: Bol.com)

Diario del ladro

Il «Diario del ladro» è un autoritratto particolare. Vi leggiamo i vagabondaggi di Jean Genet attraverso l’Europa negli anni trenta, i suoi amori passeggeri e tutte le attività di un marginale, di un piccolo delinquente, dalla prostituzione alla mendicità, dal traffico d’oppio all’estorsione. La scena si apre su “La Criolla”, dancing bordello di Barcellona e, tra prigioni e meublé, esaurisce i suoi effetti nel baraccone di una fiera, il «Palazzo degli Specchi». Il ladro omosessuale muta identità nel corso dell’opera, sino a prendere le sembianze di un teppista che mette paura, deruba e ricatta i clienti, forte della sua giovinezza e dell’odio che prova per loro.

Diario del Che in Bolivia

“Il Che considerava la sua morte come naturale e probabile nel corso del processo rivoluzionario, e non mancò mai di sottolineare, specialmente nei suoi ultimi scritti, che questa eventualità non avrebbe impedito la marcia inevitabile della rivoluzione nell’America Latina. Nel diario del Che possiamo constatare quanto reali fossero le sue possibilità di successo e quanto straordinario il potere catalizzatore della guerriglia, da lui puntualizzati nei suoi appunti.” Fidel Castro (dalla Prefazione). Edizione speciale per i cinquant’anni di Giangiacomo Feltrinelli Editore.

Diario (vero) di una squillo di lusso a Manhattan

Nancy Chan è bella, elegante, colta e simpatica ed è una squillo. Vive e lavora nell’Upper East Side di Manhattan. Il suo lavoro le piace, le fa conoscere gente interessante, le permette un tenore di vita alto e le lascia molto tempo libero da passare con Matt, il fidanzato. Con mille equilibrismi riesce a destreggiarsi splendidamente: di giorno fidanzata modello e di notte richiestissima squillo per Vip. Tutto fila liscio, fino a quando Matt non le chiede di sposarlo.

I diari di casa March

Il dottor March, chirurgo con moglie malaticcia e giovane amante, vive in casa con quattro gemelli e una cameriera trentenne alcolizzata. E’ costei che scopre il diario di uno dei figli, in cui sono annotati particolari su delitti da lui commessi. La poveretta si rende subito conto di avere a che fare con un pazzo ma non è in grado di denunciarlo: finirà ammazzata, come l’amante del dottore.

Il diamante dell’harem

Venezia 1604. Una gondola fende l’acqua nera come il petrolio. La lanterna dell’imbarcazione illumina fiocamente il volto pensieroso di Paul Pindar, mercante dell’onorevole Compagnia del Levante.
L’uomo si trova ormai a Venezia da diversi mesi e consuma le sue notti e il suo denaro tra gioco d’azzardo e cortigiane. Ma niente riesce a fargli dimenticare Celia, la sua promessa sposa, rapita dai turchi per la pelle di luna e i biondi capelli. La sua bellezza l’ha resa una delle favorite del sultano. Ma ora il suo destino è sconosciuto. Nessuno sa se sia ancora rinchiusa tra i cancelli dorati dell’harem di Costantinopoli, un mondo proibito e impenetrabile, o se sia scomparsa per sempre.
Eppure, proprio quando Paul ha quasi perso la speranza di ricontrarla, ecco che fra i vicoli veneziani inizia a serpeggiare una voce sempre più insistente. Si dice che in città sia nascosta una misteriosa pietra, L’Azzurro del sultano, un diamante blu dal valore inestimabile appartenuto al sovrano di Costantinopoli.
Pindar non ha dubbi: deve impossessarsene a tutti i costi. È convinto che il gioiello lo ricondurrà in qualche modo a Celia. Ma la strada è irta di pericoli. Perché molti altri sono disposti a uccidere pur di averlo.
L’unica in grado di aiutarlo è Annetta, una monaca che si trova in un convento di clausura nella laguna veneziana. La ragazza non è una suora come tutte le altre. Il suo è un passato oscuro, indissolubilmente legato all’harem.
Mentre l’ossessione del mercante per il misterioso diamante aumenta sempre più, diventa chiaro che ci sono altre forze segrete in gioco. Il diamante è reale, o si tratta solo di un tranello per trascinarlo verso la rovina?

I diabolici

«Una sorta di interminabile attacco di cuore»: così è stato definito “I diabolici”, che – unanimemente considerato un classico della letteratura noir – non ha perso un grammo del suo torbido fascino: come dimostrano i commenti dei giovani blogger francesi, i quali scoprono stupefatti quanto l’attuale letteratura psicologica francese «à suspense» debba a un libro che ai loro occhi appare «di un’incredibile modernità», dotato di «un intrigo perfetto» e di «una tensione che fino all’ultimo non ti dà un attimo di tregua». Come nei migliori romanzi di Simenon, quello che conta qui è la progressiva perdita, da parte del protagonista, della percezione della realtà, il suo sprofondare sempre più allucinato in una vertigine di angoscia e di terrore in cui i deliri si accavallano ai ricordi d’infan­zia e a un lacerante senso di impotenza. Nei “Diabolici” compaiono per la prima volta alcuni dei marchi di fabbrica della sterminata, formidabile produzione di Boileau e Narcejac: lo schema triangolare, l’am­bienta­zio­ne provinciale e piccoloborghese, il motivo del colpevole tormentato dal rimorso e dalla paura, la contiguità fra innocenza e colpa; e soprattutto l’inversione dei ruo­li: in un’autentica spirale di orrore, l’as­sassino si trasforma in una vittima braccata da «colei che non c’è più» – la donna che sa di aver ucciso. Non a caso Francis Lacassin (sceneggiatore di molti Maigret televisivi e grande studioso di Simenon) ha scritto che proprio grazie a Pierre Boileau e Thomas Narcejac «il romanzo poliziesco senza poliziotti è diventato una variante tragica del romanzo tout court».

Di Una Vita

Di una vita è l’essenza delle mie radici: radici che ho affondato nel terreno incessantemente, radici che con i versi sono affiorate alla mia coscienza, radici che costituiscono il mio essere. L’amore per la patria e per la libertà, la necessità di non dimenticare la storia, la fraternità che unisce tutti i popoli, la giusta parità tra i due sessi, la bellezza interiore, l’importanza della famiglia, la preziosità dell’amicizia, il valore inestimabile della vita e la semplicità della natura, delle feste, delle stagioni, degli elementi naturali sono luci che illuminano la mia vita, sono stelle che brillano sulla mia vita, ancora giovane, che voglio sia vissuta sognando, cercando, a volte, di evadere dal mondo, chiudendo gli occhi e scrivendo.Non dimenticando mai che c’è sempre una speranza.

Di tutte le ricchezze

Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere ai margini di un bosco: è una nuova stagione della vita, vissuta con consapevolezza e arricchita dai ricordi e dalle conversazioni che Martin intrattiene con il cane Ombra e con molti altri animali bizzarri e filosofi. In questa solitudine coltiva la sua passione di studioso per la poesia giocosa e per il Catena, un misterioso poeta locale morto in manicomio. Questa tranquillità, che nasconde però strani segreti, è turbata dall’arrivo di una coppia che viene a vivere in un casale vicino: un mercante d’arte in fuga dalla città e Michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. L’apparizione di Michelle, simile a una donna conosciuta da Martin nel passato, gonfia di vento, pensieri e speranze i giorni del buon vecchio professore. Il ritmo del cuore e il ritmo della vita prendono una velocità imprevista. Una velocità che una sera, a una festa di paese, innesca il vortice di un fantastico giro di valzer. Leggende, sogni, canzoni, versi di un poeta che la tradizione vuole folle e suicida, telefonate attese, contattisti rock, cinghiali assassini, visite di colleghi inopportuni, comiche sorprese, goffi corteggiamenti e inattese tentazioni – tutto riempie di nuova linfa una stagione che si credeva conclusa, e che si riapre sul futuro come un’alba. Martin e tutti quelli che lo circondano sembrano chiusi in un bozzolo di misteri: si tratta di attendere la farfalla che ne uscirà.

Di morto in peggio: Il ciclo di Sookie Stackhouse 8

Sookie Stackhouse sta per ritrovarsi in guai della peggior specie. La comunità di Bon Temps, Louisiana, è ancora scossa a causa di due duri colpi: il disastro naturale costituito dall’uragano Katrina e l’orribile attentato che ha causato un’esplosione durante il summit di vampiri a Rhodes. Sookie Stackhouse è viva ma ancora stordita e tutto ciò che desidera è che le cose tornino alla normalità. Ma questo non sembra destinato a succedere. Troppi vampiri sono rimasti uccisi o feriti, e la tigre mannara che era diventata il suo ragazzo, Quinn, figura fra i dispersi. Le cose stanno cambiando, che piaccia o meno a mannari e a vampiri, e Sookie, amica del branco e unita da un legame di sangue a Eric, capo della locale comunità di vampiri, si trova inevitabilmente coinvolta nelle battaglie che seguiranno.

Di me diranno che ho ucciso un angelo

è quasi l’alba. Aurora, di ritorno da una festa, sta per addormentarsi sul tram che la porta a casa. Forse è stanca e stordita, forse sta solo fantasticando, ma lo sconosciuto che all’improvviso le rivolge la parola ha un fascino così misterioso da non sembrare umano. In un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà, Aurora ascolta la sua storia. La storia di un angelo caduto sulla terra per amore di una demone, deciso a compiere un lungo viaggio alla scoperta dei sentimenti umani per divenire mortale. Un’avventura che forse non è soltanto una fiaba, perché raccontare una storia – e ascoltarla – è il primo passo per farla diventare reale.

Di là dal fiume e tra gli alberi

In questo romanzo, come nelle altre opere di Hemingway, c’è tutto il suo autore. Le sovrapposizioni tra il protagonista e lo scrittore americano sono continue, né Hemingway cerca di limitarle. C’è tutto Hemigway nel colonnello Cantwell e tutto Cantwell è in Hemingway. Richard Cantwell è un colonnello della fanteria dell’esercito degli Stati Uniti d’America, retrocesso dal grado di generale. Ha 50 anni ed è malato di cuore. Dopo una vita passata a combattere, cacciare, bere, agire, il colonnello sente costante accanto a sé la presenza della morte ma tenta di esorcizzarla cercando di continuare come se nulla fosse, anzi cercando di vivere ancora più a fondo le sue passioni ed i suoi amori. Hemingway, partendo da queste premesse, ci porta a vivere le ultime ore del colonnello Cantwell.