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Il giardino segreto

L’inverno è alle porte, Kaede e Kataoka sono ritornati in Giappone e Shizukuishi ritrova il calore del tempo trascorso insieme e si sente finalmente un po’ più a casa. A breve, tuttavia, dovrà andarsene: ha deciso di vivere con Shin’ichiro, e si mettono all’allegra ricerca di un posto dove abitare, tra appartamenti improbabili e agenti immobiliari dalle dubbie capacità. Le persone, però, non sono sempre ciò che sembrano, e questo vale anche per Shin’ichiro. Un viaggio nel passato sarà sufficiente a spezzare tutti gli equilibri, gettando Shizukuishi nella disperazione ma consentendole anche di crescere…

Il giardino di Rama

È il secolo XXIII. Una misteriosa, inafferrabile, inquietante intelligenza aliena, proveniente dalle lontane distese interstellari, annuncia a pochi eletti un terrificante programma. Gli orgogliosi, progrediti, sofisticati abitanti della Terra non sono che una delle tante forme di vita meritevoli di catalogazione…
Con l’inganno, duemila esseri umani vengono deportati al di fuori del sistema solare, nei pressi di uno sterminato porto spaziale, dove per loro è stato allestito un Nuovo Eden, il cosiddetto Giardino di Rama, che riproduce perfettamente un incontaminato habitat terrestre. Vi saranno lasciati, liberi di agire e di organizzarsi, all’unico scopo di essere analizzati. In un ambiente ideale, in un Nuovo Eden, riuscirà l’uomo nel drammatico tentativo di fondare una “nuova” comunità, basata su “vecchi” princìpi di giustizia e di fratellanza?
Amori, passioni, gelosie, raffinatissimi esperimenti scientifici e ancestrali violenze si intrecciano nell’eterna vicenda umana: la lotta tra il bene e il male, l’aspirazione alla conoscenza delle più profonde verità, l’angosciosa solitudine di fronte all’infinito. Dopo Incontro con Rama e Rama II, divenuti due classici della moderna fantascienza, Arthur C. Clarke e Gentry Lee offrono con Il giardino di Rama, nel quale si fondono magistralmente tutti gli elementi che caratterizzano i diversi “filoni” della fantascienza, un nuovo, straordinario episodio dell’avventura dell’uomo nei mondi della fantasia e dell’immaginazione.

Il giardino delle ombre

Londra, 1754. I Pleasure Gardens di Vaux Hall sono il luogo più allegro della città, pieno di musica, luci e colori. Qualcuno però li ha scelti per uccidere. Era una ragazza bellissima e viziosa. Il suo corpo faceva impazzire gli uomini e 0 portava alla rovina. Ora il suo cadavere giace in un vialetto buio e nessuno ricorda più di averla conosciuta e di averla amata. Solo un giudice cieco e un giovane farmacista hanno deciso che anche per lei deve esserci giustizia.

Il giardino dei supplizi

Mirbeau scrisse “II giardino dei supplizi” nel 1899, un anno dopo l’Affare Dreyfus. Da allora, la letteratura di Mirbeau si inasprì ulteriormente nel segno di una critica radicale della società occidentale e delle sue regole morali, delle istituzioni politiche, dei falsi ideali. Uomo di penna e di azione, Mirbeau conciliò i suoi istinti primigeni nella prosa del “Jardin”, mettendo in scena una crisi travestita dai panni colorati del romanzo esotico. Alla fine di un viaggio allucinatorio, rito di passaggio scandito dalle febbri, dal chinino e dalla corruzione, il lettore è preso per mano e condotto nelle viscere infernali del supplizio. Considerato per anni un romanzo pornografico e provocatorio, “II giardino dei supplizi” è in verità uno spietato affresco di denuncia sostenuto dal racconto di un uomo che, inseguendo la verità, finisce per distruggere se stesso. La scrittura onirica e surreale di Mirbeau offusca, segmentando la narrazione, il tema ciclico del romanzo che avvolge la vicenda come un hortus conclusus: nel continuo alternarsi di vita e morte, corruzione e rinascita, peccato e virtù, Mirbeau celebra ciò che, senza ombre di banalità, avrebbe solamente chiamato vita.
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Il Giardino Dei Ciliegi (L’amareneto): Versione Filologica

Il giardino dei ciliegi (L’amareneto): Versione filologica by Anton Cechov, Anton Cehov, Bruno Osimo
Postfazione
Ho pensato di tradurre Il giardino dei ciliegi quando mi sono accorto che gli alberi in questione non sono ciliegi, ma amareni. Il dramma ruota intorno all’impoverimento della famiglia dovuto proprio al fatto che le amarene non sono trasportabili (e quindi commerciabili) a meno di sottoporle prima a procedimenti di conservazione (marinatura). Sono proprio i procedimenti che non sono più noti, e che causano la decadenza, con tutto ciò che ne deriva. Manca il tramandarsi di generazione in generazione dei “metodi di famiglia”, delle “tradizioni” che hanno fatto di questo, il più grande amareneto della regione, una fonte di ricchezza.
Quanto al “giardino”, la parola russa sad si usa in locuzioni come fruktovyj sad, “giardino della frutta”, ma che noi chiamiamo «frutteto», zoologičeskij sad, “giardino degli animali”, ma che noi chiamiamo «zoo», botaničeskij sad, “giardino botanico”, ma che noi chiamiamo «orto botanico» e così via. Quindi risulta evidente che la resa «giardino dei ciliegi» è rozza e frettolosa (il che ovviamente non giustifica che non sia stata corretta nei centodieci anni successivi). Soprattutto, non è il giardino di casa, come pensano tutti gli italofoni a teatro, ma ettari ed ettari di campo coltivato a frutta. Non so se è più bello o meno bello, ma certamente è diverso.
Anche in tutto il resto la mia traduzione ha una sola ambizione: la precisione. Se mai una compagnia teatrale deciderà di usarla per un allestimento, ci lavorerà sopra, con o senza il mio aiuto. Io ho cercato di produrre battute recitabili, ma non sono né attore né regista. E non c’è nulla di peggio di un traduttore che sceglie una formulazione immaginandosela abbinata a una certa intonazione, senza rendersi conto che quella intonazione è solo nella sua testa, ma non ci sono appigli né di punteggiatura né di altro tipo che possano suggerirla (a parte la telepatia, che forse non è un criterio del tutto scientifico).
Il barin, la bàrynâ, il mugìk e altri realia sono rimasti tali. Nella maggior parte dei casi, sono parole reperibili nei dizionari di italiano. Per qualsiasi commento, suggerimento, critica vi prego di scrivermi. C’è di bello che gli ebook si possono correggere anche dopo averli venduti (e comprati). Buona lettura!
Milano, 7 luglio 2014
Bruno Osimo
Nota sulla traslitterazione
Nel 1995 l’ente internazionale di uniformazione ISO ha pubblicato un aggiornamento della norma (R 9) sulla traslitterazione latina delle lingue scritte con caratteri cirillici. Con questa versione, si è raggiunto lo scopo fondamentale di ottenere una corrispondenza biunivoca tra carattere cirillico e carattere latino. Se, prima, alcuni singoli caratteri cirillici erano traslitterati con due caratteri latini, ora anche questi caratteri corrispondono a un solo carattere latino, ciò che permette non solo di traslitterare dal cirillico al latino, ma anche dal latino al cirillico senza conoscere nessuna delle lingue coinvolte.

Il Giardino Dei Ciliegi

Il giardino dei ciliegi by Anton Cechov, Katia Zelaghi (traduttore)
Il giardino dei ciliegi è uno dei quattro capolavori teatrali di Anton Cechov, dove sono ben presenti i tratti essenziali della poetica dello scrittore russo. L’attitudine rassegnata e dolente di fronte ad un ineluttabile sempre sottinteso, l’attenzione quasi morbosa per il dettaglio psicologico aberrante e rivelatore, la capillare ricostruzione di atmosfere più che di vicende, si esaltano in un tipo di rapporto di rappresentazione che, escludendo il protagonista, instaura sulla scena una sorta di livellamento. I personaggi di Cechov subiscono una sorta di estraniazione e di incomunicabilità, anticipazione dei motivi fondamentali della drammaturgia moderna. L’opera narra le vicende di un’aristocratica russa e della sua famiglia di ritorno nella loro proprietà, che comprende anche un grande giardino dei ciliegi, in seguito messa all’asta per riuscire a pagare l’ipoteca. Principalmente la storia ruota intorno alle varie possibilità per conservare la tenuta, ma la famiglia non si adopera in questo senso e alla fine è costretta a lasciare la proprietà; la scena finale infatti mostra i personaggi che se ne vanno mentre il rumore degli alberi abbattuti fa da sottofondo.

Il giardino dai mille colori

Sage odia sua madre… o almeno, crede di odiarla. Ma dalle pagine di un suo sbiadito diario, che ne racconta tuta la vita, Sage scopre una donna appassionata che ha amato sua figlia al punto tale da avere la forza di rinunciare a lei, pur di rispettare un debito d’ onore contratto tanto tempo prima nei confronti del marito.
IL GIARDINO DAI MILLE COLORI è una storia d’ amore, di sacrificio, di abnegazione e di immensi e appassionanti slanci affettivi. Penny Jordan, ancora una volta, ci ha saputo regalare un indimenticabile romanzo denso di azione e di sottile introspezione psicologica.

Il giapponese cannibale

La storia vera di Issei Sagawa, uno studente giapponese timido e pieno di complessi, nel 1981 a Parigi per un corso post-laurea. Un giorno invita a casa un’amica olandese di cui è innamorato per farle leggere poesie in tedesco.

Il giallo d’epoca

Estate da brivido con questa affascinante antologia di racconti terrificanti, ad opera dei più famosi autori anglosassoni. Apre il volume il romanzo breve “L’anaconda”, di Matthew Gregory Lewis, una storia di amore e di morte, in cui la tensione sale gradualmente fino all’esplosione liberatoria finale. Tra gli altri autori che seguono, vi segnaliamo in particolar modo H.P. Lovecraft, che con il racconto “Tra le mura di Eryx” ha scritto una delle sue migliori opere del più puro orrore fantascientifico, e una schiera di scrittori come J.S. Fletcher, J.S. Le Fanu, John Ferguson, Ernest Bramah e altri ancora che costituiranno un’interessante novità anche per i lettori più smaliziati.

Il ghigno d’avorio

Nell’ufficio di Lew Archer appare una signora energica e misteriosa che lo assume per rintracciare Lucy Champion giovane infermiera di colore. La ragazza, che lavorava al suo servizio, è sparita portando con sé alcune cose che avevano un valore relativo, ma la donna si rifiuta di dare ad Archer informazioni più precise sulle ragioni del suo incarico. Evita addirittura di dirgli il suo cognome, gli dice che si chiama Oona e, dopo un botta e risposta sarcastico, se ne va stizzita. Archer è abituato agli incarichi destinati a rivelarsi delle rogne. Ma forse è così solo perché non sa farsi gli affari suoi, è un maledetto impiccione con un senso morale che non demorde mai. Così, una volta rintracciata Lucy, si mette a pedinarla e davanti ai suoi occhi comincia a dispiegarsi uno scenario intricato, pieno di lati oscuri. E non appena scoprirà Lucy ammazzata nella squallida camera di un motel, Archer vedrà la vicenda legarsi a quella della scomparsa da casa del ricco Charles Singleton, in un succedersi di delitti e nuovi sospetti che, come al solito, lo porteranno a varcare la soglia dietro cui si nascondono i torbidi retroscena dell’alta borghesia californiana.

Il Genio Criminale

Quando parliamo di crimine, pensiamo immediatamente a storie efferate, intessute di crudeltà e di sangue. Ma il crimine non è fatto solo di violenza e paura, e spesso le imprese dei suoi protagonisti ci stupiscono per intelligenza, talento creativo e, talvolta, guizzi di vera e propria genialità. Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi tornano insieme per guidarci attraverso le incredibili vicende di quanti della propria attività criminale sono riusciti a fare ”un’arte”: da Vincenzo Peruggia, che un giorno del 1911 si mise sotto il braccio la Gioconda di Leonardo e se ne andò indisturbato dall’uscita di servizio del Louvre, a Ted Kaczynski, più noto come Unabomber, che ha tenuto in scacco l’fbi per quasi vent’anni, fino alla celebre evasione da Alcatraz di Frank Morris e dei fratelli Anglin, che sono riusciti a scappare da uno dei penitenziari più sicuri del mondo. Nelle storie di genialità che Lucarelli e Picozzi ci raccontano c’è sempre qualcosa di davvero straordinario, potremmo dire unico: qualcosa che ci fa dimenticare che, in fondo, stiamo parlando di criminali.
(source: Bol.com)

Il gaucho insostenibile

L’americano più triste del mondo visto su un marciapiede di Città del Messico e l’ultimo pomeriggio passato con lui. Un avvocato argentino, nel pieno della crisi finanziaria del suo paese, si riconverte in impossibile gaucho della pampa, sperando forse di fermare il tempo del declino, o più probabilmente credendo nell’eterno ritorno. L’inchiesta di un detective su un killer seriale nel mondo dei topi di fogna, sulla falsariga ironica di Kafka o seguendone alla lontana una malinconica citazione. Un mansueto scrittore argentino, inopinatamente baciato dal successo, a Parigi cerca il regista che nei suoi film lo anticipa o lo plagia e trova una strana felicità. Un adolescente e un assassino dominati dalla religione. Cinque racconti seguiti da due conferenze: una, di radicale pessimismo e incantevole nostalgia, sul sesso, i libri e il viaggiare, le tre inutili passioni dominanti; e la seconda, polemica e iconoclasta, sulla leggibilità come categoria di giudizio supremamente futile in letteratura: “una letteratura non vale niente se non è accompagnata da qualcosa di più del mero atto di sopravvivere”. In questo ultimo libro pubblicato da Bolaño, prima della morte prematura, forse più che altrove si percepisce compiutamente l’esattezza di una definizione: “il malizioso erede di Borges. E l’eredità consiste nel rovistare in esperienze banalissime, segnate da una vena di bizzaria, elevandole ad avventure movimentate, cercando verità che nessuno trova o in cui nessuno crede.
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Il gatto con gli stivali (E altre fiabe)

Un’antologia degli indimenticabili protagonisti dell’infanzia. Le migliori fiabe tradotte in Italiano da Collodi, il padre di Pinocchio. Su tutte spicca Il gatto con gli stivali, chi potrà resistere alla sua furbizia?
L’Antologia contiene le seguenti fiabe:
Barba-blu
La bella addormentata nel bosco
Cenerentola
Puccettino
Pelle d’asino
Le Fate
Cappuccetto Rosso
Il gatto con gli stivali
Enrichetto dal ciuffo
La Bella dai capelli d’ oro
L’uccello turchino
La Gatta Bianca
La Cervia nel bosco
Il Principe Amato
La Bella e la Bestia
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### Sinossi
Un’antologia degli indimenticabili protagonisti dell’infanzia. Le migliori fiabe tradotte in Italiano da Collodi, il padre di Pinocchio. Su tutte spicca Il gatto con gli stivali, chi potrà resistere alla sua furbizia?
L’Antologia contiene le seguenti fiabe:
Barba-blu
La bella addormentata nel bosco
Cenerentola
Puccettino
Pelle d’asino
Le Fate
Cappuccetto Rosso
Il gatto con gli stivali
Enrichetto dal ciuffo
La Bella dai capelli d’ oro
L’uccello turchino
La Gatta Bianca
La Cervia nel bosco
Il Principe Amato
La Bella e la Bestia