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Il gioco della volpe

Nessuno sembrava conoscerla. Era comparsa mascherata e con un inquietante abito bianco e nero la notte dell’Epifania, nelle strade del villaggio immerse nell’oscurità. Qualcuno però sapeva chi era e qual era il suo piano, e ne aveva paura, tanto da ucciderla. Una donna dall’identità incerta, un omicidio senza movente. Per l’ispettore Jury il caso più difficile, una fitta ragnatela di segreti che sembra impossibile penetrare.

Il gioco della vita. Principi illuminanti e parole di potere per percorrere con gioia il sentiero dell’esistenza

Il ruolo delle affermazioni positive nel plasmare la nostra vita. Per conquistare la salute e la prosperità grazie all’enorme potenziale insito in ognuno di noi. Per maturare una visione del mondo più serena e produttiva. L’autrice ha distillato principi di saggezza, regole di comportamento e parole di potere (affermazioni positive) per trasformare la nostra esistenza in un’esperienza di felicità. Tutto ciò che dobbiamo cambiare è la nostra visione della vita, considerandola non campo di battaglia, ma un gioco ispirato a regole semplici e immutabili: ricevi quello che dai; odia e sarai odiato; ama intensamente e sarai inondato dall’amore.

Il gioco della verità (eLit)

SANGUE BLU – Vol. 4 – Nina Caruso è determinata a scoprire la verità sulla triste fine del fratello con l’aiuto dell’affascinante Ryan McDonough. L’attrazione tra i due è forte quanto… inevitabile. Proprio assistendo alla morte del fratello di Nina, il figlio di Sir Dominic Chiara smette di parlare. Per aiutarlo a superare il trauma viene chiamata la psicologa Sarah Hunter, che avrà il duplice compito di salvare il bambino e far battere di nuovo il cuore dell’uomo. SANGUE BLU: 1) Doveri regali (Capricci e doveri+Profilo di duca) – Sangue blu vol. 1 2) Incanto (Dolcezza d’Oriente+Il giardino delle favole+Sofisticata tentazione) – Sangue blu vol. 2 3) Doppia coppia reale (Visione d’amore+La forza della verità) – Sangue blu vol. 3 4) Il gioco della verità (Affascinanti sospetti+Dolcissima terapia) – Sangue blu vol. 4 5) Amori ritrovati (Passeggiata nel parco+Nozze a palazzo) – Sangue blu vol. 5

(source: Bol.com)

Il gioco dell’assassino

Il gioco dell’assassino by Sandra Scoppettone
Anna e la sua famiglia si sono da poco trasferiti a Blue Haven Island, nel Maine. Una sera, mentre i ragazzi del paese stanno giocando al “gioco dell’assassino”, uno di loro viene misteriosamente ucciso. Per scagionare suo fratello, Anna si mette a indagare sul delitto, e parlando con i suoi nuovi amici arriva pian piano a comporre un’inaspettata immagine della vittima, portando alla luce una verità che nessuno vuole raccontare. Finché, per arrivare a smascherare il colpevole, si troverà a rischiare la sua stessa vita…

Il gioco dell’amore e della morte

Una raccolta di diciannove racconti tinti di giallo e di nero con un unico comune denominatore: l’amore. Che si tratti di un matrimonio, come quello festeggiato da due anziani coniugi in un divertente anniversario al veleno (“Finché morte non ci separi” di Tim Maleeny) o di un appuntamento al buio dopo aver fatto conoscenza in una chat (“Cyberdate.com” di Tom Savage), in questi “corti” l’amore va a passeggio con la sua compagna più fedele, la morte, l’unica in grado di risolvere gli infiniti grattacapi che una grande passione sa riservare. Niente di più efficace di un omicidio ben architettato per porre fine a un legame, una volta infuocato, ma ormai sopraffatto dalla noia e dall’incompatibilità. Niente di meglio di una soluzione definitiva quando si tratta di rivali, la gelosia si placa con il sangue, o di vendicare la scomparsa dell’amore di una vita. Nulla come un bel suicidio per coronare il culmine di una passione infelice. Ma la morte non si limita a essere un mero strumento. Ha anche il suo côté romantico, trascendente, come quando mette in comunicazione un soldato caduto in guerra con la sua giovane vedova (“Home coming” di Charles Todd). E ha senza dubbio il suo fascino perverso, quando scatena passioni ingovernabili. Perché, se si può morire d’amore, si può anche amare di morire. O, più spesso, di far morire. Una raccolta che vi farà guardare con occhi del tutto nuovi il vostro partner, il vostro elettricista e anche il vostro cane. Sapendo che, se vuole, l’amore fa male.
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Il Gioco Dell’Amore

Il Gioco Dell’Amore by Terry Towers
A mali estremi, estremi rimedi. E questo è proprio quello che pensa Janelle Harper. Minacciata di sfratto dal suo appartamento e disperata per riuscire a trovare un modo per continuare a pagarsi gli studi di giurisprudenza, si iscrive a un reality show televisivo in cui il vincitore si porterà a casa una consistente somma di denaro. Tutto quello che deve fare è riuscire ad aprire il suo cuore spezzato, innamorarsi e convincere il pubblico che lei e chiunque sia il fortunato meritano quei soldi.
Mason Compton è un agente di polizia del dipartimento di New York di ventinove anni e ha sempre messo la carriera in cima alla lista delle priorità, ma nella sua vita manca qualcuno di speciale. Quando la sorella lo iscrive al reality show, con riluttanza, accetta. L’idea di innamorarsi nel corso di un reality show sembra troppo assurda per essere vera, ma se…
Non ci sono limiti quando dodici sexy single si giocano l’amore e un premio in denaro. Chi ha partecipato per l’amore? Chi ha partecipato solo per i soldi? E Janelle e Mason riusciranno a incontrare il vero amore reclusi in una casa di sesso, scandali e sexy single?

Il gioco del vento e della luna

Francesca, un’inquieta trentenne divisa tra la brillante carriera e la monotonia di un matrimonio quasi perfetto, decide di provare la trasgressione. Complice un aanuncio su una rivista specializzata, viene coinvolta in situazioni cariche di tensione, emozioni e paure dalle quali ne uscirà dopo un incredibile e risolutore incontro finale.
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Il gioco dei Vor

Miles Vorkosigan, figlio del primo ministro di Barrayar e fresco di accademia militare, è riuscito finalmente a ottenere la sua prima nomina, nonostante i pesanti handicap fisici e la propensione a cacciarsi guai. Ma l’Alto Comando preferisce tenerlo lontano, inviandolo all’altro capo della Galassia per svolgere un’insignificante missione. Ma dove c’è di mezzo Miles nulla può rimanere a lungo insignificante… infatti, si trova subito coinvolto in un colossale intrigo interstellare, costretto a inseguire il giovane Imperatore Gregor, vittima di un gioco di potere molto più grande di lui e prigioniero su un’astronave dei temibili mercenari Dendarii diretta al lontano Aslund. La missione non può fallire perché le conseguenze sarebbero catastrofiche per più di un pianeta… anche perché se Gregor muore, potrebbe essere lo stesso Miles a doverlo sostituire, e questo sarebbe un destino peggiore della morte! Premio Hugo 1991.

Il gioco degli occhi

All’inizio di questo libro, il terzo della sua autobiografia, Canetti ci appare circondato dai relitti fumanti del rogo in cui sono stati distrutti i libri di Kien, il protagonista di ”Auto da fé”. Attorno a sé, vede il deserto e un’incombente rovina. Poi, a poco a poco, la scena ricomincia a popolarsi, e le figure che vi si mostrano sono memorabili. Innanzitutto Hermann Broch, che ci viene incontro come ‘un uccello, grande e bellissimo, ma con le ali mozze’. Poi Hermann Scherchen, l’infaticabile direttore d’orchestra ‘sempre alla ricerca del nuovo’. Poi Anna Mahler, figlia del compositore, con la quale Canetti intreccia un complesso rapporto amoroso. Poi lo scultore Fritz Wotruba, irruento e selvaggio, come ‘una pantera nera che si nutrisse di pietra’. Infine Musil, ‘sempre in armi, pronto alla difesa e all’attacco’, nel suo totale isolamento; e Alban Berg, che si espone al mondo nella sua totale gentilezza d’animo, mentre un lieve cenno di ironia gli sfiora la bocca. E, ogni volta, in questi ritratti in movimento, avvertiamo lo straordinario dono fisiognomico di Canetti. Un gesto, un modo di respirare, un accento, una reticenza, tutto diventa cifra di una figura, emblema di un qualcosa di unico, che però svela un tratto della natura di cui siamo fatti. Dietro a quel dono riconosciamo una fonte inesauribile dello scrittore Canetti: la sua ‘passione per le persone’. A mano a mano che si delineano i profili delle figure, risalta anche, come una presenza palpabile, lo sfondo: Vienna. Di questa città, vista nei suoi ultimi anni di grandezza, nessuno ha saputo tracciare un ritratto altrettanto preciso e affascinante. Come la Vienna dell”’Uomo senza qualità”, sull’orlo della prima guerra mondiale, questa di Canetti, negli anni che precedono l’annessione nazista, è un sistema di orbite planetarie, dove conducono esistenze parallele alcune forme pure ed estreme del vero e del falso. Per Canetti, il vero erano sei o sette persone che ‘seguivano una propria strada e non se ne lasciavano distogliere da nessuno’. Il falso era un fitto ‘gracidio di rane’, che proveniva da un mondo culturale pieno di vanità e di sapienza mondana, prodigiosamente abile nel giocare le sue carte e insieme inconsistente nel suo ultimo fondo. In questi anni, Canetti attraversa tutte queste orbite incompatibili e qui le descrive con la trascinante immediatezza del romanziere. Ma il vero centro di questo sistema, il suo Sole, è una singola persona, il dottor Sonne, che vuole dire appunto ‘sole’. Osservato per lungo tempo ai tavoli del Café Museum, poi conosciuto e ammirato, quest’uomo che ‘parlava come Musil scriveva’ diventa a poco a poco il centro di gravità nella vita di Canetti, un’ombra benefica, un ‘invisibile’ Sarastro. A differenza dei tanti che si gonfiano e che si agitano, Sonne non ha, apparentemente, un’opera a cui dedicarsi e non si lascia prendere dall’eccitazione. Parla di tutto fuorché di sé, e ogni volta la sua parola illumina quella singola cosa che cade sotto il suo sguardo. In una città sonnambolica e straparlante, è colui che veglia, come la luce discreta e solitaria dietro una finestra, di notte. Col personaggio di Sonne, Canetti ha svelato uno dei suoi segreti e costruito una grande figura romanzesca. Ma non soltanto questo: ha trovato l’occulto punto di equilibrio da cui osservare i rotanti astri viennesi, che solo da quel punto diventano pienamente percepibili. ”Il gioco degli occhi” è apparso per la prima volta nel 1985.

(source: Bol.com)

Il giocatore

Griffin Mill – dirigente di una società cinematografica – passa ore a farsi riassumere “in 25 parole”, da innumerevoli soggetti e sceneggiatori, progetti da tradurre in film. Tempestato da minacciosi messaggi (probabilmente dello sceneggiatore David Kahane), egli lo trova in un cinema di periferia, litiga con lui, lo stordisce e finisce con l’affogarlo in pochi centimetri d’acqua sporca. Poi ne circuisce la fidanzata June Gudmundsdottir, e lascia per questa donna la sua segretaria-amante Bonnie, mentre un altro arrivista, Larry Levy, eterno rivale di Griffin, è sempre pronto a carpirgli il posto. Griffin, che ha ucciso un uomo che invece era innocente, continua impavido la propria carriera. Malgrado gli sforzi della detective Susan Avery, la polizia viene beffata (aveva presto sospettato di Mill, ma senza prove certe e con una testimone miope a disposizione aveva archiviato le indagini). Il mondo del cinema continua dettando le sue leggi avide e brutali, dando ai furbi e ai cinici lavoro, potere e quattrini. E nella fabbrica dei sogni – tra rivalità, cattiverie, sesso, violenza e denaro – continuano a circolare negli “studi” soggettisti e sceneggiatori, inclini ad ogni compromesso. Fra di essi, imperterrito ed inquietante, al telefono e con truci messaggi, il malvagio sconosciuto continua a perseguitare Griffin Mill.

Il Giocatore

Sotto il ricatto di un contratto capestro in una situazione finanziaria disastrosa e con meno di un mese a disposizione, la stesura stessa del romanzo “Il Giocatore” è già sotto il segno della sfida e del brivido di un gioco decisivo. Incalzato dal tempo, lo scrittore russo sembra volerne frantumare la rassicurante oggettività: c’è il tempo dell’usuraio, che si costruisce il proprio futuro sull’ipoteca del futuro altrui; il tempo degli eredi, consumato nell’attesa di una morte; il tempo dei vecchi, che hanno appreso il segreto di tornare bambini; il tempo del lavoro e dell’accumulazione, che aliena dalla vita. Ma c’è, soprattutto, il tempo del gioco, che nel rapido volgere di una pallina si rivela eternità e destino: les jeux son faits.
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Il Giocatore

Da una vita vissuta come un romanzo, un racconto serrato, sospeso tra i toni ironici e grotteschi tanto cari al conduttore radiofonico toscano, e la cruda realtà. La storia di un gioco che si trasforma in vizio e poi in malattia. Marco Baldini, fiorentino purosangue, animatore radiofonico con la passione della scrittura e il diploma di ragioniere, si mette a nudo e lo fa con l’autoironia consapevole e il sarcasmo dissacrante. Tra un prestito, un debito e una corsa di cavalli, un’autobiografia nella scia della tradizione inglese, quella che unisce storie di strada e stile nella narrazione.
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### Sinossi
Da una vita vissuta come un romanzo, un racconto serrato, sospeso tra i toni ironici e grotteschi tanto cari al conduttore radiofonico toscano, e la cruda realtà. La storia di un gioco che si trasforma in vizio e poi in malattia. Marco Baldini, fiorentino purosangue, animatore radiofonico con la passione della scrittura e il diploma di ragioniere, si mette a nudo e lo fa con l’autoironia consapevole e il sarcasmo dissacrante. Tra un prestito, un debito e una corsa di cavalli, un’autobiografia nella scia della tradizione inglese, quella che unisce storie di strada e stile nella narrazione.

Il giglio nero

1789: Jean Antoine Ducatel arriva a Parigi mentre il vento del cambiamento comincia a soffiare. La rivoluzione che sta per scoppiare offre a tutti nuove opportunità, specialmente a lui: Jean Antoine, infatti, viene da Haiti, che ancora si chiama Saint Domingue; è mulatto ed è il figlio illegittimo di un piantatore e di una schiava; arruolatosi per rispettare gli ultimi voleri paterni, si vota ora completamente al nuovo corso, l’unico in grado di offrirgli realmente le opportunità che merita. Anna Levì, invece, è sempre vissuta a Parigi, fa parte della comunità ebraica di origini spagnole e non ha mai disobbedito ai suoi genitori, almeno finché non incontra Jean Antoine. Da quel momento, le loro vite saranno indissolubilmente legate, cambiando fatalmente anche quelle di parenti e amici, mentre la rivoluzione si abbatte su Parigi e su tutta la Francia. Sullo sfondo si muovono le lotte della comunità ebraica per ottenere l’emancipazione e gli echi della rivolta degli schiavi ad Haiti, nonché i mutamenti a cui partecipano i mulatti come Jean Antoine e un certo Thomas Davy de la Paillitrie, poi ribattezzatosi Thomas Alexandre Dumas. Niente, da quel momento in poi, potrà più tornare a essere come prima.

Il gigante annegato

Si sa che l’attributo “inquietante” viene concesso con molta generosità, e molto spesso a sproposito, agli scrittori di fantascienza; ma nel caso di J. G. Ballard sarebbe difficile trovarne uno più calzante e meritato. Urania, che lo segue dal primo romanzo, (“Il vento dal nulla”, 1962), è lieta di presentare questa antologia in cui lo stesso autore ha riordinato dodici suoi tipici racconti. Cinque di questi sono già apparsi in Urania dal 1963 al 1968, altri sono inediti ma in tutti Ballard si riafferma come il grande scrittore, il magico caposcuola che ha aperto alla fantascienza inglese le strade più inusitate e ambigue dell’innaturale, del difforme, dell’allucinato.
Indice:
L’astronauta scomparso (A Question of Re-entry, 1963)
Il gigante annegato (The Drowned Giant, 1964)
L’ultima mossa (End Game, 1963)
L’uomo luminoso (The Illuminated Man, 1964)
La spiaggia (The Reptile Enclosure, 1964)
Il delta al tramonto (The Delta at Sunset, 1964)
Terminal (The Terminal Beach, 1964)
L’ultima pozzanghera (Deep End, 1961)
Le danze sul vulcano (The Volcano Dances, 1964)
Per piccina che… (Bilennium, 1961)
La Gioconda del crepuscolo di mezzogiorno (The Gioconda of the Twilight Noon, 1964)
Il Leonardo scomparso (The Lost Leonardo, 1964)
Copertina di Karel Thole
Copertina di Karel Thole