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Il grafologo di Gastown

A Gastown, città futuristica quasi perfetta, il grafologo Benjamin Lucas vive con sarcasmo l’inutilità del proprio mestiere, mostrando una profonda insofferenza nei confronti della tecnologia e della scienza, che hanno preso il sopravvento nella vita di tutti i giorni. Le scelte dei Consiglieri che governano la città estremizzano la salvaguardia dell’ambiente e mirano all’assoluta felicità dei gastownesi; al contrario, Benjamin non prenderà mai sul serio la legge che vieta l’uso del legno e dei suoi derivati per far fronte ai problemi climatici, poiché la carta è necessaria al suo lavoro. Ma la tranquilla e pacifica Gastown nasconde una verità e qualcuno sta tentando di mettere il grafologo nei guai.

Il Gradino di Venere

Sul pianeta Venere – secondo i dati trasmessi dalle sonde americane ogni vita è impossibile: non c’è acqua, l’atmosfera è irrespirabile, la temperatura supera i 300 gradi centigradi. Quand’ecco un sensazionale annuncio: astronauti sovietici sono sbarcati sul pianeta e comunicano che le condizioni di vita sono tollerabili. Ma gli stessi astronauti chiedono anche urgentissimamente e disperatamente aiuto, perché a causa di un incidente non possono più tornare indietro. Che cosa c’e sotto questo incredibile messaggio? Come stanno veramente le cose? Agli americani non resta che andare a vedere di persona.
Copertina di Karel Thole

Il globo, la mappa, il mondo

Per molti commentatori politici americani, quelli più riflessivi, l’11 settembre 2001 ha segnato l’inizio della terza guerra mondiale. Comunque essa vada a finire, una cosa è certa: per comprendere il mondo dovremo pensarlo diversamente, e rinunciare a molti dei modelli che fin qui abbiamo adoperato. Di fatto, la mappa e il globo sono modelli opposti del mondo, e l’una esclude l’altro. Dalla prima, anzi dalla tecnica di riduzione di questo a quella, discende la prospettiva e tutte le forme del territorio cui siamo abituati, secondo un rapporto che è l’esatto contrario di quel che a scuola ci hanno insegnato: la mappa non è la copia del mondo, ma è il mondo la copia della mappa. Ecco in quale senso davvero dopo l’11 settembre nulla sarà più come prima, ed ecco perché ciò di cui abbiamo urgentemente bisogno è, prima d’altro, una nuova geografia.

Il giustiziere

Il Giustiziere ha colpito dodici volte in sette anni. Una media terrificante… e ogni volta un biglietto indirizzato alla polizia per permettere a quest’ultima di recuperare… una testa mozzata, Sì, perché il Giustiziere non si limita ad uccidere le sue vittime, ma le decapita anche. Ma chi è il misterioso Giustiziere? E come mai si accanisce contro persone che non sono inermi cittadini, ma individui ricercati dalla polizia? Qual è la molla che lo spinge? I funzionari di polizia sono furiosi contro quest’uomo che li tiene in scacco, ma non riescono a capire chi sia. E i colpi di scena continuano a succedersi senza tregua.

Il giudizio di Eva

Dopo la Guerra di Un Giorno l’umanità si ritrova a vivere in un mondo dopo-olocausto, falcidiata da epidemie e costretta a iniziare da zero, vivendo spesso da selvaggi. In questo mondo Edgar Pangborn ambienta le sue storie, create partendo dalla rielaborazione dei miti cristiani. Dopo l’antologia “”Davy, e oltre”” (n. 274), Bluebook presenta “”Il giudizio di Eva””: personaggi diversi ma stessa ambientazione. Eva Newman vive isolata con la madre cieca quando arrivano alla sua casa tre uomini, con esperienze diverse. Eva, nella sua innocenza e nella sua ignoranza delle “”cose della vita””, fa loro una semplicissima domanda: «Che cos’è l’amore?» La missione dei tre uomini, nel mondo distrutto del dopo-olocausto, sarà di trovare una risposta a questa domanda e sottoporla al giudizio di Eva…

Il giudizio

In tutto l’Oregon non c’è nessuno che abbia una mente giuridica più brillante del giudice Calvin Jeffries e non c’è nessuno più attaccato al potere e meno all’etica professionale. La giustizia che amministra è spesso crudele: ne sa qualcosa l’avvocato Joseph Antonelli che agli inizi della carriera fu costretto a subire una lezione umiliante. Così, quando Jeffries viene trovato pugnalato a morte in un parcheggio, sono in pochi a rimpiangerlo. Del delitto è accusato un senzatetto che, reo confesso, si toglie la vita in carcere. Il clamore suscitato dal caso non si è ancora spento che un secondo giudice viene ucciso con le stesse modalità.

Il giudice beffato

«Anche là dove si sente che il marchese si appoggia a qualche trovata narrativa tradizionale (i letti che si sfasciano sotto il peso dell’innamorato impaziente, la caduta boccaccesca del signor di Fontanis nel brago dei porci, la farsa degli spiriti nel castello infestato e così via), si avverte che l’odio diviene ispirazione creativa e suggerisce una quantità straordinaria di invenzioni metaforiche e verbali, tutte a spese della povera vittima – uno zotico giudice di provincia che pretende di impalmare un fiore di fanciulla innamorata – che viene di volta in volta graffiato, frustato, spennacchiato, smerdato, o a spese della magistratura, della società o della storia di Provenza che anche là dove quasi non c’entrano, si prendono la loro parte di critica». Remo Ceserani
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### Sinossi
«Anche là dove si sente che il marchese si appoggia a qualche trovata narrativa tradizionale (i letti che si sfasciano sotto il peso dell’innamorato impaziente, la caduta boccaccesca del signor di Fontanis nel brago dei porci, la farsa degli spiriti nel castello infestato e così via), si avverte che l’odio diviene ispirazione creativa e suggerisce una quantità straordinaria di invenzioni metaforiche e verbali, tutte a spese della povera vittima – uno zotico giudice di provincia che pretende di impalmare un fiore di fanciulla innamorata – che viene di volta in volta graffiato, frustato, spennacchiato, smerdato, o a spese della magistratura, della società o della storia di Provenza che anche là dove quasi non c’entrano, si prendono la loro parte di critica». Remo Ceserani

Il giro del mondo in sei milioni di anni (Intersezioni Vol. 492)

… in fondo alle gambe non abbiamo radici, ma piedi: piedi di cui ci serviamo dall’alba dei tempi per il colossale viaggio che impegna l’umanità fin da quando ha mosso i primi, timidi passi sul suolo
A volergli credere Esumim avrebbe partecipato a tutte le grandi migrazioni dell’umanità: “ci siamo divertiti – ripete
sempre – non si stava mai fermi!”. È l’immaginario testimone di un viaggio iniziato sei milioni di anni fa, il cui primo passo – quello di scendere dagli alberi – ha dato avvio alla lunga catena di migrazioni attraverso la quale i nostri antenati hanno colonizzato il pianeta. Quante umanità diverse – dagli Austrolopiteci a Neandertal, a Homo sapiens – si sono succedute e incrociate sulla Terra? Quali percorsi hanno seguito, dalla loro prima uscita dall’Africa fino alla diffusione in tutto il pianeta? Nella genetica, la guida per ricostruire una diaspora mai conclusa, espressione del nostro ancestrale nomadismo.
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### Sinossi
… in fondo alle gambe non abbiamo radici, ma piedi: piedi di cui ci serviamo dall’alba dei tempi per il colossale viaggio che impegna l’umanità fin da quando ha mosso i primi, timidi passi sul suolo
A volergli credere Esumim avrebbe partecipato a tutte le grandi migrazioni dell’umanità: “ci siamo divertiti – ripete
sempre – non si stava mai fermi!”. È l’immaginario testimone di un viaggio iniziato sei milioni di anni fa, il cui primo passo – quello di scendere dagli alberi – ha dato avvio alla lunga catena di migrazioni attraverso la quale i nostri antenati hanno colonizzato il pianeta. Quante umanità diverse – dagli Austrolopiteci a Neandertal, a Homo sapiens – si sono succedute e incrociate sulla Terra? Quali percorsi hanno seguito, dalla loro prima uscita dall’Africa fino alla diffusione in tutto il pianeta? Nella genetica, la guida per ricostruire una diaspora mai conclusa, espressione del nostro ancestrale nomadismo.

Il Giovane Holden

Sono passati cinquant’anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell’aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua “infanzia schifa” e le “cose da matti che gli sono capitate sotto Natale”, dal giorno in cui lasciò l’Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ciascuno vi ha letto la propria rabbia, ha assunto il protagonista a “exemplum vitae”, e ciò ne ha decretato l’immenso successo che dura tuttora. È fuor di dubbio, infatti, che Salinger abbia sconvolto il corso della letteratura contemporanea influenzando l’immaginario collettivo e stilistico del Novecento, diventando un autore imprescindibile per la comprensione del nostro tempo. Holden come lo conosciamo noi non potrebbe scrollarsi di dosso i suoi “e tutto quanto”, “e compagnia bella”, “e quel che segue” per tradurre sempre e soltanto l’espressione “and all”. Né chi lo ha letto potrebbe pensarlo denudato del suo slang fatto di “una cosa da lasciarti secco” o “la vecchia Phoebe”. Uno dei libri del Novecento che tanto ha ancora da dire negli anni Duemila.

Il giovane Holden

Sono passati cinquant’anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell’aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua “infanzia schifa” e le “cose da matti che gli sono capitate sotto Natale”, dal giorno in cui lasciò l’Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ciascuno vi ha letto la propria rabbia, ha assunto il protagonista a “exemplum vitae”, e ciò ne ha decretato l’immenso successo che dura tuttora. È fuor di dubbio, infatti, che Salinger abbia sconvolto il corso della letteratura contemporanea influenzando l’immaginario collettivo e stilistico del Novecento, diventando un autore imprescindibile per la comprensione del nostro tempo. Holden come lo conosciamo noi non potrebbe scrollarsi di dosso i suoi “e tutto quanto”, “e compagnia bella”, “e quel che segue” per tradurre sempre e soltanto l’espressione “and all”. Né chi lo ha letto potrebbe pensarlo denudato del suo slang fatto di “una cosa da lasciarti secco” o “la vecchia Phoebe”. Uno dei grandi libri del Novecento che ha ancora tanto da dire negli anni Duemila.

Il giorno perfetto per un delitto

**Un thriller che ti tiene sospeso fino all’ultima pagina

Le indagini del commissario Diana

Quando la violinista Ines Salis viene raggiunta da un proiettile in pieno viso, nessuno sa spiegarsi cosa ci facesse in quella strada deserta di Alarcò, nella costa sud della Sardegna.** Il caso va risolto in fretta, perché la fama della località turistica è minata da alcuni eventi accaduti nelle ultime settimane. Tra questi, l’arresto per traffico di cocaina di Oscar Berti, la cui innocenza Ines stava cercando di dimostrare, e l’omicidio di un notabile del paese. Sulle vicende indaga la squadra del commissario Diana e, senza spostarsi da Torino, anche l’annoiato commissario Rossini, che tenta ufficiosamente di capire se il ragazzo, che era stato suo consulente, non sia stato vittima di ritorsioni per un vecchio caso. Quando si tratta di traffici illeciti, infatti, i muri crollano e le distanze si accorciano, comprese quelle tra Sardegna e Piemonte. Ma sono davvero la droga e l’arresto di Oscar Berti le cause del destino di Ines Salis?

**Dall’autrice del bestseller Un posto tranquillo per un delitto

Non basta sapere cosa vuole nascondere di sé una persona. È fondamentale capire da chi la nasconde

Hanno scritto del suo romanzo precedente:**

‘È un thriller che sta nei confini del genere ma che sfiora al tempo stesso il racconto di cronaca, si avvita nell’inchiesta impegnata e accenna al romanzo corale, prima di arrivare alla soluzione. L’autrice dimostra una buona gestione dei tempi narrativi. Ci si appassiona in fretta alla vicenda e ancora più in fretta ai personaggi.’
Corriere della Sera

Barbara Sessini

È nata a Iglesias nel 1978. Si è laureata in filosofia a Cagliari e da oltre dieci anni vive a Torino. È giornalista professionista e ha collaborato con diverse testate. Attualmente si occupa di fisco e diritto per un quotidiano specializzato nell’informazione giuridico-economica. Dopo Un posto tranquillo per un delitto, torna a pubblicare con la Newton Compton con Il giorno perfetto per un delitto.

(source: Bol.com)

Il giorno finisce presto

“Sono venuta a prendere la sua anima”: è con queste improbabili parole che una sconosciuta si presenta alla porta di Jenny, vedova quarantenne di notevole fascino e bellezza e pittrice di un certo talento. “Sono le due e un quarto, adesso. Domani alle due e un quarto lei morirà.” Non importa che chi le pronuncia abbia un’aria un po’ smarrita da Esercito della Salvezza e non importa che sia magari un’ex alcolizzata fuggita dall’ospedale psichiatrico, quell’assurda profezia mette in moto un’inquietudine ossessiva in chi l’ha ricevuta, in cui la paura, il senso di fugacità di una vita che appare all’improvviso vuota e inutile, si unisce a un desiderio di aggrapparsi a qualcosa, a un amore, a una fede, che possa fermare l’inesorabile scorrere del tempo tra le dita. È la notte di Mezz’Estate, il giorno più lungo dell’anno, una festa di felliniana malinconia e quasi felliniani personaggi, in cui un attore fallito fa recitare ai suoi burattini la leggenda di Ognuno, e le coppie si formano e si disfano a passo di danza in un gioco ambiguo di seduzione e smascheramenti. Ci sono già tutti i grandi temi di Bergman in questo coinvolgente dramma giovanile, messo in scena per la prima volta a Göteborg nel 1947 e finora inedito in Italia, in particolare *Il Settimo Sigillo* e *Il posto delle fragole* : il misterioso incombere di una morte annunciata, la sensazione di non aver mai vissuto, quel riconoscersi creature superflue smarrite nelle tenebre, cui non resta che prendersi per mano e invocare un Dio in cui non credono, e quella lucida e intensa “resa dei conti” con se stessi che sarà la cifra costante dei personaggi bergmaniani.

Il giorno dopo Roswell

Philip J. Corso, colonnello dell’Intelligence militare statunitense, nel 1961 gestì in totale segretezza parte dei materiali derivati dall’incidente UFO di Roswell. Una storia destinata a restare per sempre nell’ombra se, poco prima di morire, Corso non avesse citato in giudizio il Pentagono, confermando in un affidavit la veridicità delle rivelazioni contenute nel suo libro “The Day After Roswell”. Vi si leggeva: «Nel 1961 venni in possesso del cosiddetto “Roswell File”. L’archivio conteneva rapporti di autopsia, fascicoli e reperti tecnologici recuperati dal veicolo extraterrestre precipitato a Roswell, New Mexico nel 1947. Ho letto i documenti relativi ad una creatura che vidi nel 1947 a Fort Riley, nel Kansas e la cui autopsia fu eseguita al Walter Reed Hospital, istituto in quel periodo sotto la giurisdizione del citato in giudizio. Il referto autoptico faceva riferimento all’essere come a un’Entità Biologica Extraterrestre».
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Il giorno di Chaminuka

Ben Holt non ama gli estranei. Ha scelto di vivere in una sorta di isolamento, nella sua fattoria nel cuore dell’Africa tropicale, anche adesso che tutt’intorno infuria la guerriglia. Ma, all’improvviso, tre persone si inseriscono nella sua vita. La prima è Beth, la vedova di suo figlio, venuta apposta dall’Inghilterra per conoscere l’uomo che secondo lei ha condizionato l’esistenza del marito. Poi c’è Moyo, il giovane rivoluzionario convinto che la nuova Africa potrà nascere soltanto dopo la sparizione dei coloni come Holt. Infine Rufu, un uomo pericoloso e instabile, deciso a estendere il suo potere con il terrore. E le strade di tutti e tre si incontreranno alla fattoria del vecchio Ben, in un gran finale, che viene a coronare una vicenda già di per sé esemplare.

Il giorno della vendetta P2

Il tenente Jim McCarthy è un uomo nato e cresciuto in un mondo d’incubo: da anni l’umanità è in lotta con gli Chtorr, una razza repellente di giganteschi vermi calati da un altro pianeta per i loro scopi di conquista. Decimata da pestilenze e malattie, la specie umana combatte tuttavia con le unghie e coi denti: e adesso è venuto il momento, per Jim McCarthy (già membro delle Forze Speciali), di svolgere un corso speciale al Mode per prepararsi all’ultima sfida. McCarthy è un soldato incallito da anni di esperienze allucinanti, ma anche per lui il Mode è una prova delle più ardue; e proprio quando sta per prepararsi, ancora una volta, a entrare in azione, viene catturato da un gruppo di terroristi che collaborano con gli Chtorr. Per il tenente Jim McCarthy si profila una missione doppiamente pericolosa: resistere al lavaggio del cervello dei collaborazionisti e raccogliere, dall’interno, informazioni vitali su questo nucleo armato di potenziali nemici della Terra. Si conclude con questo numero spettacolare Il giorno della vendetta, una nuova e appassionante vicenda dell’umanità contro i suoi nemici di sempre, gli Chtorr.