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Morte apparente

Le cicatrici sul volto e il gelo nell’anima, il giornalista Henning Juul torna al lavoro ma non alla vita dopo il misterioso incendio in cui ha perso il figlio. A strapparlo dal torpore di una morte apparente è il caso che sta turbando una Oslo che si credeva al sicuro, un delitto che porta il marchio della Shari”a. Fustigata, lapidata, mutilata di una mano, la giovane Henriette Hagerup è stata sepolta fino al busto, ”come un’esile rosa solitaria”, in una tenda bianca sulla collina di Ekeberg. I media sguinzagliano i loro migliori segugi, la polizia batte ogni pista plausibile, ma mentre i sospetti si concentrano su Mahmoud, il fidanzato pachistano legato alle bande del narcotraffico, il fiuto di Henning non si ferma ai comodi pregiudizi. Chi era veramente la bella studentessa di cinema, così ammirata, così intrigante nel suo talento anticonformista? E cosa nasconde il film sull’islam che la ragazza stava girando insieme all’amica Anette? In un crescendo di tensione, la trama di morte si infittisce intorno a un’indagine che insegue la verità dove finisce la coscienza e inizia l’ossessione, e che diventa per Henning un faccia a faccia con i propri fantasmi, fino al brusco risveglio che ha il cacciatore quando si accorge di essere la preda.

(source: Bol.com)

Morte al sesto giorno

Karen si voltò a guardare la propria immagine nello specchio, con aperta ostilità. Nella luce velata, i corti capelli castani, arruffati intorno al volto capriccioso, le davano un’aria da bambina spaventata. Certo, più da bambina che da donna. L’effetto era accresciuto dalla camicia da notte troppo ampia, che sottolineava la sua figura minuta, Si sentì ancora più triste e sperduta.
Suo marito Dan si è trasferito in California per lavoro. Karen sente la sua mancanza e lo vuole raggiungere insieme alla loro figlia, la piccola Connie. Sarà un viaggio lungo e faticoso ma le cose tra lei e Dan non vanno molto bene, c’è un legame da ricucire. Sì, lui l’ha tradita, ma è sicura di non avere proprio nessuna responsabilità in quanto è accaduto? Karen deve superare alcuni problemi psicologici che minano il suo equilibrio e vuole dimostrare prima di tutto a se stessa di essere in grado di organizzare la sua vita e quella della figlia senza cedere alla depressione. Per andare da New York a Los Angeles in automobile dovranno attraversare tutti gli Stati Uniti, ma è molto più economico che andare in aereo. Karen ha deciso in fretta, per evitare qualsiasi ripensamento, ma ha avuto la fortuna di trovare quasi per caso Winnie, sorella dell’amministratore del condominio, una compagna di viaggio che in cambio di un passaggio a ovest, è pronta ad alternarsi alla guida e a dividere la noia delle lunghe ore in auto. Winnie è una donna allegra e piace alla bambina… Eppure in lei c’è qualcosa che mette i brividi a Karen…

Morte al piano di sopra

Cosa si nasconde dietro la misteriosa scomparsa di Sir Hector Montague? Una storia di intricate vicende sentimentali e di enigmatiche profezie che ruotano intorno ad Hamilton Street, un’anonima strada londinese…

Morte a Plum Island

Ferito nell’adempimento del proprio dovere, il detective della Squadra Omicidi della polizia di New York, John Corey, sta trascorrendo un periodo di convalescenza nell’isola di Plum Island, tra contadini, pescatori e… assassini. Assassini, sì, perché una giovane coppia di scienziati viene trovata uccisa da due colpi di pistola alla testa e, ben presto, John si rende conto di non trovarsi di fronte a un semplice tentativo di rapina sfociato in tragedia ma a qualcosa di ben più grave. Le vittime erano biologi specializzati nello studio di rari virus ed è facile immaginare un loro coinvolgimento in un traffico di armi batteriologiche di livello mondiale.
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Morsa di ghiaccio

Otto scienziati delle Nazioni Unite si recano al Circolo Polare Artico per studiare la possibilità di utilizzare, rimorchiandoli fino ai porti nordici, enormi blocchi di ghiaccio. Il motivo: il mondo sta vivendo una crisi gravissima, per una feroce carestia causata da una siccità senza precedenti. Ma quando gli scien-ziati sistemano sessanta bombe a tempo sulla banchisa, prima che essi abbiano la possibilità di ritirarsi al campo base, si veri-fica un violento terremoto. E un enorme iceberg si stacca e va alla deriva, isolando gli otto uomini in disperata compagnia delle bombe.

Morire per le idee

CON UN’APPENDICE SUL CASO GIUDIZIARIO L’opera pasoliniana va letta come un tutt’uno, in cui le diverse fasi di un lavoro artistico complesso e articolato (dalla poesia alla narrativa, dal teatro al cinema, dal giornalismo alla critica letteraria) tendono a intersecarsi continuamente all’interno di un discorso creativo “aperto’ e “mobile’. In altre parole quella di Pasolini è una grande opera “totale’, all’interno della quale è difficile scindere i diversi “generi’. A partire da questa premessa il libro di Roberto Carnero indaga l’opera pasoliniana senza scindere i diversi aspetti della sua produzione, ma anzi riportando le diverse esperienze e i diversi momenti del lavoro pasoliniano alla coerenza di un percorso artistico unico. Un’opera, quella di Pasolini, strettamente legata alla vicenda biografica del suo autore. Per questo “una vita letteraria”, che Carnero ci aiuta a riscoprire e a percorrere in capitoli a metà tra il “tematico’ e il “biografico’. Il volume si presenta come un profilo di Pasolini, agile e aggiornato: una monografia critica adatta sia per gli studenti (delle università e delle scuole secondarie) sia, più in generale, per tutti i lettori interessati ad avvicinarsi a Pasolini in maniera informata. In un’apposita appendice (contenente, tra l’altro, un’intervista inedita a Walter Veltroni) si dà conto della controversa questione della morte di Pasolini, a partire dalle clamorose novità emerse negli ultimi mesi.

(source: Bol.com)

Morire è un attimo

L’indagine del maggiore Aldo Morosini nell’Eritrea italiana
Eritrea, 1935. Mentre crescono le tensioni internazionali e l’Italia mussoliniana si prepara alla guerra con l’Abissinia, nella città di Massaua vengono commessi due omicidi. Un noto imprenditore cittadino e un impiegato di banca vengono trovati decapitati. I sospetti si concentrano su agenti del Negus Hailé Selassié, coinvolti nelle settimane precedenti in sanguinosi scontri di frontiera con le truppe italiane.
Ma il maggiore Aldo Morosini, dell’Arma dei Carabinieri, non è per nulla convinto di questa versione. Malgrado la ricomparsa di un vecchio amore, che ridesta in lui una fiamma mai sopita, cerca con testardaggine altre piste investigative. E, con l’aiuto del fedele sottufficiale Barbagallo e dello sciumbasci Tesfaghì, segue le tracce di una vecchia scimitarra e di una foto ingiallita dal tempo.
Indizi che faranno riemergere dal passato una torbida vicenda di interessi e tradimenti. E costringeranno Morosini a inseguire l’assassino nell’infernale deserto della Dancalia e sui rigogliosi altopiani di Cheren e Asmara.

Morire alla giornata

Bunker protetti da cemento e sacchi di sabbia, tra filo spinato e sbarramenti anticarro. Edifici squarciati e palme decapitate dai bombardamenti, esplosioni d’artiglieria in lontananza. Sembra un campo di battaglia: è il lungomare di Beirut. In un’atmosfera di spettrale desolazione si avventura John Guillermin, che dopo il recente attentato all’ambasciata americana si è visto proiettare dalla sua scrivania di analista della CIA a un ruolo operativo. Per il quale non è addestrato. Oggi deve incontrare un informatore e quasi spera che non si presenti. Qualcuno invece arriva, un giovane arabo: non è lui. Guillermin si rilassa, altri cinque minuti e rientrerà alla base. Un attimo dopo la prima pallottola lo raggiunge alla nuca, la seconda penetra nell’orecchio destro e gli trapassa il cranio. Ora a Langley capiranno che per muoversi in un paese devastato da anni di guerra civile ci vogliono gli uomini adatti. Come Malko Linge. E se la missione è sventare i piani di un gruppo terroristico che prepara un attentato spettacolare, il Principe delle Spie è nato adatto.

Morgana

Nash Kirkland, noto sceneggiatore di film dell’orrore, chiede una consulenza a Morgana Donovan, diretta discendente di una famiglia di streghe e stregoni. Dapprima scettico circa i poteri di questa affascinante ragazza, ben presto Nash si deve ricredere. E infatti, con lei, si ritrova a condividere successo e … amore. Ma l’amore con Morgana è una sensazione che non ha dimensioni terrene, purtroppo. E così, la loro relazione è destinata ad avere vita breve. Quando tutto pare perduto, però…

Morgan e Lucia

Il più grande desiderio di Lucia Santiago sarebbe quello di prendere i voti nell’accogliente convento in cui è stata educata, ma è il 1587 e purtroppo si sa che in quest’epoca le fanciulle, soprattutto se di nobili natali, devono sottostare incondizionatamente alle volontà dei padri.
E questo padre in particolare vuole che la sua splendida figlia lasci la natia Spagna e si imbarchi alla volta di Cuba, per sposarne il governatore.
Mal glie ne incoglie, però.
La nave su cui viaggia Lucia viene infatti abbordata dai corsari e la ragazza si ritrova tremante al cospetto del terrore dei mari: Morgan Scott, ovvero il famigerato El Diablo.
Bello e spietato, intelligente e crudele, Morgan è un aristocratico inglese che un tragico evento ha trasformato in un feroce pirata mosso da un odio eterno e implacabile verso tutti gli spagnoli.
E, nel trovarsi di fronte l’atterrita giovane…

Montmorency

Montmorency, raffinato gentiluomo dai modi ricercati. Scarper, ladro astuto e senza scrupoli. Abiti di sartoria e l’elegante suite di un albergo di lusso per il primo; sudici stracci da lavoro e una squallida stanza in una pensione di quart’ordine per il secondo. Due esistenze lontanissime, ma una sola persona a viverle. Perché il confine fra rispettabilità e bassifondi è molto più sottile di quello che immaginate.

Monster planet

Dodici anni. Il tempo trascorso da quando il flagello dei non morti si è scatenato. Un flagello che ha progressivamente ridotto l’uomo da dominatore a preda e che ha tramutato il mondo nel ”pianeta dei mostri”. Dalle rovine spettrali di New York e Los Angeles, attraverso interi oceani di sangue, fino alla desolazione annientata del Continente Nero, gli umani sono ridotti a poche comunità assediate da insaziabili legioni di zombi. Eppure, tra i corpi mummificati che camminano, i subdoli deliri di onnipotenza dei ”nuovi druidi” e l’incessante ringhio delle armi d’assalto, potrebbe esistere una verità ancora più profonda, ancora più emorragica.

Monster Nation

Dalle tenebre, lo tsunami di cannibalismo e orrore che ha annientato gli Stati Uniti continua a dilagare. Al suo passaggio, restano solo disperazione, consunzione, devastazione. In questo mondo al limite estremo, a Bannerman Clark, capitano della Guardia nazionale, è affidata una missione peggio che impossibile: scoprire cosa sta accadendo e fermarlo. Prima che anche Los Angeles, come già New York, sprofondi nel baratro dominato dai morti che camminano. E la chiave dell’enigma, tragica, orrida ironia, potrebbe essere nascosta nella mente di un non morto. Dopo “Zombie Island” (“Monster lsland”), esplorazione di un universo dominato dall’orrore, “Monster Nation” ci riporta all’origine stessa del male: a quando i morti hanno cominciato a risorgere.

Monsieur Pain

Mentre muore, travolta dalla guerra civile, la Repubblica spagnola, a Parigi agonizza di un male inspiegabile César Vallejo, massimo poeta ispanoamericano. La moglie, in un estremo tentativo, chiede l’intervento di un seguace del mesmerismo, la pratica ipnotistica e la teoria controversa del magnetismo animale. L’uomo è monsieur Pain, fragile spettatore degli eventi, la cui drammaticità lo sfiora, ma che restano a lui inafferrabili. Egli tenta di incontrare Vallejo per curarlo, ma qualcuno glielo impedisce. Pain lentamente affonda in una Parigi dimessa ed elusiva, incontra personaggi di ogni tipo, episodi strani che gli mandano messaggi che non sa decifrare, mentre la sua stessa figura sembra sfumare come in una dissolvenza cinematografica.
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Monsieur Croche: Tutti gli scritti

Acuti e irriverenti, severi fino alla stroncatura o talmente ironici da risultare dissacranti, gli scritti critici di Claude Debussy costituiscono una delle testimonianze più sfrontate mai offerte dalla critica musicale e una fucina sorprendente ed eclettica di riflessioni sulla scena contemporanea e sulle indimenticabili opere del passato.Presentati talvolta in forma di conversazione con un certo Monsieur Croche, ineffabile alter ego dell’autore, e ospitati a partire dal 1901 sulle riviste culturali e sui quotidiani più autorevoli del Novecento – La Revue blanche, Gil Blas, Musique e Le Figaro –, gli articoli e le recensioni di Debussy rivelano, nel loro tono sublimemente anarchico, il lato più intimo del compositore francese e, insieme, gli immaginari sonori che ne hanno nutrito la profonda sensibilità. Da queste pagine traspaiono la sua insofferenza per artisti come Gluck, Berlioz e Saint-Saëns e l’amore incondizionato per Rameau, Musorgskij e Carl Maria von Weber. Debussy vi matura le sue considerazioni più profonde e rivoluzionarie sui deleteri metodi del conservatorio nell’educazione dei giovani compositori, sul repertorio anacronistico dei teatri d’opera parigini e sulla nascente cultura di massa che, sull’onda di un incontrollabile progresso scientifico, proprio in quegli anni fa germinare l’industria discografica.Monsieur Croche, che per la prima volta il Saggiatore presenta in Italia, porta finalmente alla luce tutti gli scritti di Claude Debussy, restituendo interezza al suo pensiero e alla verve che ha scandalizzato i suoi contemporanei. Un’attività, quella di critico, che per Debussy ha rappresentato un ulteriore esercizio di libertà espressiva e che apre nuovi sentieri per avvicinarsi alla sua storia e alla sua opera, per sfiorare la natura misteriosa e irriducibile della creazione musicale e per riscoprire, da questa angolazione privilegiata, la scena artistica più fertile e policroma del xx secolo.