67041–67056 di 74503 risultati

L’assenza

Max Fischer ha trent’anni. Vive a Los Angeles, è un cartoonist di successo. La sua ultima storia d’amore è stata un disastro, ma quando incontra Lily Aaron e il figlio Lincoln se ne innamora subito. Insieme formano una coppia perfetta: inutile perdere tempo, i due decidono di sposarsi e Max adotta il bambino. Ogni cosa sembra andare per il meglio, ma qualcosa non torna. Ci sono strane discrepanze, strani inciampi e vuoti nella storia che Lily gli racconta; il suo ex marito sembra poi essersi dissolto nel nulla, quasi fosse un fantasma, una pura invenzione. Ma se non c’è nessun uomo nel passato di Lily, chi è il padre del bambino? E perché, con il passare degli anni, Lincoln arriverà a odiare a tal punto Max e la madre da tentare di ucciderli?
**

L’assassino di mia moglie

Gli hanno detto che Bret Taylor è il suo nome. Che è un ufficiale di Marina. Un giorno molto lontano, gli hanno detto che sua madre era morta. Taylor è in un ospedale psichiatrico: ma chi gli potrà mai ricucire nella memoria questo strappo della sua vita ? Lorraine: che fine ha fatto Lorraine? E Paula, chi è Paula? È sua moglie? È il suo angelo custode? È la sua nemica? È lui l’assassino di sua madre? Lui che… ecco il ricordo, il barlume… ha gioito dell’affondamento della sua nave? Lorraine, dunque, è stata assassinata! L’uomo senza volto, un nano nell’immensa notte di maggio, percorreva il vialetto ed entrava nella casa… Bret Taylor, attraverso una tragica lotta con la sua memoria, col buio della sua vita, vuole, deve raggiungere la verità, deve fare giustizia, e per questo deve ricostruire – ricordo per ricordo – il suo passato. Solo quando il tragico segreto sarà svelato, Bret potrà riconoscersi.

L’Assassino Del Lago

L’assassino del lago by Pietro Garanzini
Le indagini dell’ispettore Ferrari
Tre omicidi si susseguono e nulla sembra legare tra loro le vittime, ma l’ispettore Ferrari non è disposto a fidarsi delle apparenze
L’ispettore di polizia Mario Ferrari si trova a indagare su tre misteriosi omicidi avvenuti in rapida successione. Apparentemente, le tre vittime hanno poco in comune a parte l’età: una aveva 29 anni e gli altri due 28. Eppure, tutti e tre i ragazzi sono stati prima storditi e poi uccisi con una pistola d’epoca, una rarissima Luger. Aiutato dal vice ispettore Matheoud e dalle preziose ricerche dell’agente Nanetti, Ferrari scaverà nel passato delle vittime per risolvere un caso capace di mettere a dura prova il suo fiuto raffinato, costringendolo a tornare più volte sui suoi passi. E la chiave di tutto potrebbe essere nascosta proprio nel luogo in cui, molto tempo prima, è iniziata la spirale di morte: uno specchio d’acqua dalla superficie cristallina, che nasconde terribili segreti.
«Tutto torna e la narrazione è precisa, rigorosa. Un ottimo giallo!»
«È una storia che è riuscita ad agganciarmi fin da subito, grazie alla caratterizzazione del protagonista, riuscitissima.»
«Sospetti e depistaggi fanno di questa indagine una delle più appassionanti che ho letto negli ultimi tempi. Grandioso il finale.»
«Un intreccio sofisticato, un ispettore dal carattere spigoloso, paesaggi montani e il lago, con le sue atmosfere sinistre, sono gli ingredienti di questo bel giallo italiano.»
**Pietro Garanzini**
è nato a Novara nel 1978. Ha cambiato vita molte volte, ma l’unica costante è stata sempre la grande passione per la montagna che l’ha reso una Guida Alpina certificata UIAGM, con specializzazione Canyoning e lavori in fune. Ha viaggiato in Nepal, Argentina, Norvegia e Russia. Oltre alla passione per la montagna, ha sempre coltivato quella per la scrittura: L’assassino del lago, non a caso, mette al centro del giallo un paesaggio montano.

L’assassinio di Miranda

Miranda Shaw è una ricca e attraente vedova. Grady Keaton è il bagnino del più esclusivo club nautico di Santa Felicia. I due si incontrano e scocca il colpo di fulmine. Ma sarà vero amore? Tomas Aragon, avvocato della donna, ha più di un dubbio, anche perché conosce la reputazione da dongiovanni di Grady. E i dubbi diventano angoscianti quando i due amanti spariscono contemporaneamente dalla città e, poco dopo, alcuni gioielli appartenuti a Miranda si materializzano improvvisamente in un ‘asta pubblica. Aragon, che ha già indagato su altri casi complicati, si mette alla ricerca della coppia scomparsa, ma non immagina neanche lontanamente cosa lo aspetta. A volte le apparenze ingannano, e persino gli omicidi non sono quello che sembrano… Margaret Millar, maestra del giallo psicologico e profonda conoscitrice dell’animo umano, scrive una storia bizzarra e imprevedibile come la vita.

L’assassinio del Commendatore. Libro primo

Una borsa con qualche vestito e le matite per disegnare. Quando la moglie gli dice che lo lascia, il protagonista di questa storia non prende altro: carica tutto in macchina e se ne va di casa. Del resto che altro può fare? Ha trentasei anni, una donna che l’ha tradito, un lavoro come pittore di ritratti su commissione che porta avanti senza troppa convinzione dopo aver messo da parte ben altre aspirazioni artistiche, e la sensazione generale di essere un fallito. Cosí inizia a vagabondare nell’Hokkaidō, tra paesini di pescatori sulla costa e ryōkan (le tipiche pensioni a conduzione famigliare giapponesi) sulle montagne. Finché un vecchio amico gli offre una sistemazione: potrebbe andare a vivere nella casa del padre, lasciata vuota da quando questi è entrato in ospizio in preda alla demenza senile. Il giovane ritrattista accetta, anche perché il padre dell’amico è Amada Tomohiko, uno dei pittori piú famosi e importanti del Giappone: abitare qualche tempo nella casa che fu sua, per quanto isolata in mezzo ai boschi, è una tentazione troppo forte. Quando si trasferisce lí, il nostro protagonista capisce che la sua decisione ha dato il via a una serie di eventi che cambieranno per sempre la sua vita… anzi, la sua realtà. Prima lo intuisce quando scopre un quadro che Amada Tomohiko aveva nascosto nel sottotetto subito dopo averlo dipinto, molti decenni prima: è una scena misteriosa e apparentemente indecifrabile, che però trasuda una violenza maligna e indicibile. Poi ne avrà la certezza quando, una notte, sente il suono flebile eppure inconfondibile di una campanella provenire dal folto del bosco. Facendosi coraggio decide di seguire quel suono che sembra aver attraversato dimensioni sconosciute: dietro un piccolo tempio abbandonato, in mezzo agli alberi, c’è un tumulo di pietre. C’è davvero qualcuno – o qualcosa – che agita una campanella lí sotto? L’assassinio del Commendatore (di cui questo Idee che affiorano è il primo volume) è il grandioso ritorno di Murakami Haruki alle atmosfere fantastiche e sospese di 1Q84: un’indagine sulla forza riparatrice dell’arte e quella distruttrice della violenza; su come sopravvivere ai traumi individuali (ad esempio la fine di un amore) e a quelli collettivi (una guerra, un disastro); sul fare tesoro della propria fragilità e diventare ciò che si è. «Murakami dipinge l’abisso interiore del suo protagonista con movimenti circolari, mettendo in scena un gioco, profondo non meno che arguto, di specchi e doppi, magia e realtà, mistero e indagine psicologica». «Rolling Stone» «Ne L’assassinio del Commendatore il genio di Murakami si muove magistrale tra realtà e allucinazione». «Der Spiegel»
**

L’assassina di Belleville

L’assassina di Belleville by Serge Quadruppani
Durante una rapina in un supermercato, due tizi prendono in ostaggio tre persone: una giovane donna, il direttore del negozio e un tale che tiene sottobraccio una cartella. Quando la brutta avventura sembra finita, la ragazza sparisce assieme alla cartella piena di preziosi documenti. E inizia a mettere a segno un colpo dopo l’altro. Di lei si conosce soltanto il nome, Juliette. È forse Juliette Weiss, la professoressa di italiano? Oppure Juliette Lenoir, la grafica? O invece Juliette Grey, la disoccupata dagli amori fugaci? Chiunque sia, va fermata al più presto. Ma battere a tappeto un quartiere come Belleville non è roba per poliziotti in divisa: l’unico che può farcela è Emile Krachevski…

L’Asino D’Oro

E l’unico romanzo antico in latino pervenuto interamente ad oggi; e insieme al Satyricon di Petronio, pervenutoci solo parzialmente, costituisce l’unica testimonianza del romanzo antico in lingua latina.

L’ascesa dei Deryni

Immaginatevi che il Galles non sia proprio il Galles. Provate a pensare ad esso come a Gwynedd, terra di magia e di avventura, immersa nelle nebbie incantate e misteriose dell’Inghilterra medievale. Provate a pensare che l’Inghilterra non sia proprio l’Inghilterra, quanto piuttosto lo scenario di un meraviglioso, indimenticabile Medioevo, parallelo, carico – come quello storico a noi noto – di molte luci e poche ombre, ma in cui la magia è una forza potente e scoperta, insinuata anche fra le alte gerarchie della Chiesa, e in cui la lotta per la supremazia fra gli Uomini e la razza telepate dei Deryni scandisce l’intero corso della storia. Se tutto questo vi è possibile, siete entrati nel mondo incantato di Gwynedd, così com’è scaturito dalla fantasia di Katherine Kurtz, e potete ora percorrerlo, in compagnia del giovane principe Kelson, condividendone il fato. Un trono, legittimamente, lo attende. Un trono cui è legato il destino degli Undici Regni di Gwynedd; ma sulla sua strada c’è Charissa, la maga Deryni che ha già assassinato suo padre e che ora alimenta la ribellione contro di lui!

L’artista della fuga

Chi è Nola Brown?
Nola è un mistero.
Nola è un problema.
E Nola dovrebbe essere morta.
Il suo corpo è stato trovato su un aeroplano misteriosamente precipitato dal cielo mentre lasciava una base militare segreta in Alaska. L’ufficiale comandante conferma: è morta. Anche il governo US conferma. Ma Jim “Zig” Zigarowski ha appena scoperto la verità: Nola è ancora viva. E sta fuggendo. Zig lavora alla base militare aeronautica di Dover, dove cerca di sistemare i corpi dei militari caduti nelle missioni segrete dell’Esercito americano. Nola era un’amica della figlia di Zig, e una volta le aveva salvato la vita. Mentre scava nel suo passato, scopre che i problemi seguono Nola ovunque. Artista di guerra dell’Esercito americano e soldato addestrato, durante la sua ultima missione Nola ha visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere e che le ha fatto guadagnare un nemico: uno che farà di tutto per farla stare zitta. Insieme, Nola e Zig hanno due possibilità: svelare un gioco di prestigio ai più alti livelli del potere, oppure morire nel tentativo di smascherare il segreto più misterioso dell’Esercito americano – una cospirazione che affonda le proprie radici secoli prima e che arriva fino alla storia del più grande artista della fuga: Harry Houdini.
Il thriller che ha sconvolto l’America. La consacrazione definitiva di Brad Meltzer, che con questo romanzo mozzafiato ha conquistato la scena in maniera definitiva catturando l’attenzione di tutti, dai maestri del thriller ai lettori.
«L’artista della fuga è un romanzo-fionda. Brad Meltzer, con mano esperta, lo tira indietro e lo lascia andare, lanciando l’eroina più atipica in un thriller ad alto rischio e ad alta tensione che non vi lascerà prendere fiato. Un consiglio: allacciate le cinture!».
Michael Connelly
«Questo romanzo è come un siluro che per 400 pagine squarcia le acque più profonde prima dell’impatto. Godetevi uno dei migliori thriller di sempre».
David Baldacci
«Meltzer è un maestro e qui è al suo apice. Era dai tempi di Uomini che odiano le donne che non si vedeva un personaggio del genere. Preparatevi a conoscere Nola».
Harlan Coben
**
### Sinossi
Chi è Nola Brown?
Nola è un mistero.
Nola è un problema.
E Nola dovrebbe essere morta.
Il suo corpo è stato trovato su un aeroplano misteriosamente precipitato dal cielo mentre lasciava una base militare segreta in Alaska. L’ufficiale comandante conferma: è morta. Anche il governo US conferma. Ma Jim “Zig” Zigarowski ha appena scoperto la verità: Nola è ancora viva. E sta fuggendo. Zig lavora alla base militare aeronautica di Dover, dove cerca di sistemare i corpi dei militari caduti nelle missioni segrete dell’Esercito americano. Nola era un’amica della figlia di Zig, e una volta le aveva salvato la vita. Mentre scava nel suo passato, scopre che i problemi seguono Nola ovunque. Artista di guerra dell’Esercito americano e soldato addestrato, durante la sua ultima missione Nola ha visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere e che le ha fatto guadagnare un nemico: uno che farà di tutto per farla stare zitta. Insieme, Nola e Zig hanno due possibilità: svelare un gioco di prestigio ai più alti livelli del potere, oppure morire nel tentativo di smascherare il segreto più misterioso dell’Esercito americano – una cospirazione che affonda le proprie radici secoli prima e che arriva fino alla storia del più grande artista della fuga: Harry Houdini.
Il thriller che ha sconvolto l’America. La consacrazione definitiva di Brad Meltzer, che con questo romanzo mozzafiato ha conquistato la scena in maniera definitiva catturando l’attenzione di tutti, dai maestri del thriller ai lettori.
«L’artista della fuga è un romanzo-fionda. Brad Meltzer, con mano esperta, lo tira indietro e lo lascia andare, lanciando l’eroina più atipica in un thriller ad alto rischio e ad alta tensione che non vi lascerà prendere fiato. Un consiglio: allacciate le cinture!».
Michael Connelly
«Questo romanzo è come un siluro che per 400 pagine squarcia le acque più profonde prima dell’impatto. Godetevi uno dei migliori thriller di sempre».
David Baldacci
«Meltzer è un maestro e qui è al suo apice. Era dai tempi di Uomini che odiano le donne che non si vedeva un personaggio del genere. Preparatevi a conoscere Nola».
Harlan Coben

L’artiglio del Falco d’Argento

Per quattro lunghi giorni, Keli ha atteso il segno, la visione destinata a sancire il suo passaggio dall’adolescenza all’età adulta: ha tremato di fame, freddo e paura, sperando così di ricevere il suo nome di uomo e di comprendere la missione a lui assegnata nel mondo. L’unica breccia nel silenzio ostinato che gli dèi sembrano riservargli è l’apparizione di un falco d’argento, che ghermisce il braccio del ragazzo e, fissandolo coi suoi occhi nerissimi, gli affida un messaggio oscuro e inquietante: Sii un Artiglio per il tuo popolo.
**

L’Arte Italiana in Quindici Weekend E Mezzo

Flavio Caroli è uno storico dell’arte dalle indiscusse capacità narrative. In questo saggio che diventa un romanzo, dialoga con un’amica di lunga data accompagnandola per quindici weekend e mezzo alla scoperta di grandi artisti, monumenti universalmente noti e gioielli nascosti (scelti dopo una oculatissima scrematura) nei luoghi nevralgici dell’arte italiana.** **Passeggiando per le vie dei centri storici o raggiungendo musei fuoriporta, ci presenta in un racconto ricco di immagini protagonisti come Andrea Mantegna, che si può incontrare nella basilica di Sant’Andrea, a Mantova, non solo attraverso le sue opere ma anche sotto forma di un busto scolpito posto nella Cappella funeraria, e promette: «Si innamorerà dello sguardo lontano di chi vede la grandezza del passato, e subito dopo ne percepisce la caducità e la cenere, e non può che rifugiarsi nella melanconia, e dar vita, con quella, agli unici antidoti concessi agli umani, che sono l’arte e la bellezza». A Venezia, dopo una sosta allo storico Harry’s Bar, ci propone l’incontro con Giovanni Bellini alle Gallerie dell’Accademia: «La linea belliniana incontra la linea introspettiva dell’arte occidentale, con una carta in più, risolutiva: la luce come elemento realistico, drammatico e drammatizzante». Ai grandi artisti e alle loro imprescindibili opere affianca aneddoti poco noti, come l’importanza della Cascina Pozzobonelli di Milano, senza la quale il Castello Sforzesco non sarebbe come lo vediamo oggi. Un graffito presente nel portico mostra infatti l’aspetto originario del castello, con la Torre del Filarete, crollata nel 1521: fu su questa immagine che l’architetto Luca Beltrami si basò per ricostruire la torre fra il 1892 e il 1905.
Un percorso nella storia dell’arte che si fa via via racconto personale: «Ricordi quando io ero poco più che un ragazzo, e tu mi sgridavi perché – a tuo dire – perdevo tempo con gli artisti, invece di occuparmi di te?». Oggi le opere di alcuni di quegli artisti, gli avanguardisti degli anni Sessanta appartenenti alla corrente dell’Arte Povera, sono raccolte** **al Castello di Rivoli, cui dedicare un ultimo, mezzo weekend: «Incontrerai le grandi metafore insite nell’occupazione dello spazio: metafore legate al naufragio della civiltà classica in Jannis Kounellis; metafore della socialità in Luciano Fabro; metafore dell’infinita ambiguità dei linguaggi che generano l’immagine figurativa in Giulio Paolini».
La felice penna di Flavio Caroli ci indica la via per comprendere appieno il patrimonio artistico italiano, nella convinzione che i capolavori sono il riassunto dei pensieri più profondi di un’epoca storica, e costituiscono «l’apertura visionaria verso il tempo che verrà».
**
### Sinossi
Flavio Caroli è uno storico dell’arte dalle indiscusse capacità narrative. In questo saggio che diventa un romanzo, dialoga con un’amica di lunga data accompagnandola per quindici weekend e mezzo alla scoperta di grandi artisti, monumenti universalmente noti e gioielli nascosti (scelti dopo una oculatissima scrematura) nei luoghi nevralgici dell’arte italiana.** **Passeggiando per le vie dei centri storici o raggiungendo musei fuoriporta, ci presenta in un racconto ricco di immagini protagonisti come Andrea Mantegna, che si può incontrare nella basilica di Sant’Andrea, a Mantova, non solo attraverso le sue opere ma anche sotto forma di un busto scolpito posto nella Cappella funeraria, e promette: «Si innamorerà dello sguardo lontano di chi vede la grandezza del passato, e subito dopo ne percepisce la caducità e la cenere, e non può che rifugiarsi nella melanconia, e dar vita, con quella, agli unici antidoti concessi agli umani, che sono l’arte e la bellezza». A Venezia, dopo una sosta allo storico Harry’s Bar, ci propone l’incontro con Giovanni Bellini alle Gallerie dell’Accademia: «La linea belliniana incontra la linea introspettiva dell’arte occidentale, con una carta in più, risolutiva: la luce come elemento realistico, drammatico e drammatizzante». Ai grandi artisti e alle loro imprescindibili opere affianca aneddoti poco noti, come l’importanza della Cascina Pozzobonelli di Milano, senza la quale il Castello Sforzesco non sarebbe come lo vediamo oggi. Un graffito presente nel portico mostra infatti l’aspetto originario del castello, con la Torre del Filarete, crollata nel 1521: fu su questa immagine che l’architetto Luca Beltrami si basò per ricostruire la torre fra il 1892 e il 1905.
Un percorso nella storia dell’arte che si fa via via racconto personale: «Ricordi quando io ero poco più che un ragazzo, e tu mi sgridavi perché – a tuo dire – perdevo tempo con gli artisti, invece di occuparmi di te?». Oggi le opere di alcuni di quegli artisti, gli avanguardisti degli anni Sessanta appartenenti alla corrente dell’Arte Povera, sono raccolte** **al Castello di Rivoli, cui dedicare un ultimo, mezzo weekend: «Incontrerai le grandi metafore insite nell’occupazione dello spazio: metafore legate al naufragio della civiltà classica in Jannis Kounellis; metafore della socialità in Luciano Fabro; metafore dell’infinita ambiguità dei linguaggi che generano l’immagine figurativa in Giulio Paolini».
La felice penna di Flavio Caroli ci indica la via per comprendere appieno il patrimonio artistico italiano, nella convinzione che i capolavori sono il riassunto dei pensieri più profondi di un’epoca storica, e costituiscono «l’apertura visionaria verso il tempo che verrà».

L’arte di uccidere

Un cadavere vestito da Farone egizio, un’automobile guidata da un morto, un uomo impiccato in una strada fantasma sono gli ingredienti di un micidiale manicaretto di morte. Secondo volume che vede come protagonista l’ispettore Bencolin.

L’arte di amare (eNewton Classici)

**Edizione integrale
Testo latino a fronte
Cura e traduzione di Cesare Vivaldi
«Se c’è qualcuno tra i tanti lettori che non conosce l’arte di amare mi legga, poi potrà amare con stile».**
È un manuale che diverte e incuriosisce, quello di Ovidio: una geniale e colorata sequenza di scene maliziose, di quadri brillanti; un inno all’eros, ora sussurrato, ora gridato. La seduzione e l’amplesso sono per Ovidio un’arte vera e propria, al pari di quella oratoria o di quella militare. Serve talento, ma la si può imparare. E nei suoi versi ha confezionato un elegante repertorio di casistica amorosa, un vero e proprio catechismo del corteggiamento e dell’atto amatorio che, ammonisce il poeta, ha come supremo fine la totale soddisfazione di entrambi i partner.
**Ovidio**
nacque a Sulmona nel 43 a.C. Di famiglia benestante, fu mandato a Roma a studiare eloquenza e a tentare la carriera pubblica. Si segnalò presto come poeta con gli *Amores*, cui seguiranno le *Heroides *e la tragedia *Medea*, andata perduta. La sua opera più famosa resta *Le metamorfosi*. Esiliato a Tomi, sul Mar Nero, nell’8 d.C., vi morì nel 17. La Newton Compton ha pubblicato in edizione integrale con testo latino a fronte anche *L’arte di amare – Come curar l’amore – L’arte del trucco* e *Le metamorfosi*.
**
### Sinossi
**Edizione integrale
Testo latino a fronte
Cura e traduzione di Cesare Vivaldi
«Se c’è qualcuno tra i tanti lettori che non conosce l’arte di amare mi legga, poi potrà amare con stile».**
È un manuale che diverte e incuriosisce, quello di Ovidio: una geniale e colorata sequenza di scene maliziose, di quadri brillanti; un inno all’eros, ora sussurrato, ora gridato. La seduzione e l’amplesso sono per Ovidio un’arte vera e propria, al pari di quella oratoria o di quella militare. Serve talento, ma la si può imparare. E nei suoi versi ha confezionato un elegante repertorio di casistica amorosa, un vero e proprio catechismo del corteggiamento e dell’atto amatorio che, ammonisce il poeta, ha come supremo fine la totale soddisfazione di entrambi i partner.
**Ovidio**
nacque a Sulmona nel 43 a.C. Di famiglia benestante, fu mandato a Roma a studiare eloquenza e a tentare la carriera pubblica. Si segnalò presto come poeta con gli *Amores*, cui seguiranno le *Heroides *e la tragedia *Medea*, andata perduta. La sua opera più famosa resta *Le metamorfosi*. Esiliato a Tomi, sul Mar Nero, nell’8 d.C., vi morì nel 17. La Newton Compton ha pubblicato in edizione integrale con testo latino a fronte anche *L’arte di amare – Come curar l’amore – L’arte del trucco* e *Le metamorfosi*.

L’arte di amare – Come curar l’amore – L’arte del trucco

L’arte di amare – Come curar l’amore – L’arte del trucco by Publio Ovidio Nasone
Cura e traduzione di Cesare Vivaldi
Testo latino a fronte
Edizioni integrali
Il far bene l’amore, il saper sedurre, conquistare e poi trattenere a sé la persona desiderata è per Ovidio un’arte vera e propria, al pari di quella oratoria o di quella militare. Autentico breviario della raffinatezza e della frivolezza di una società gaudente e mondana, giunta ormai all’apice della sua potenza, i tre poemetti proposti nel volume sono un esempio di erotismo elegante, un repertorio di casistica amorosa, un catechismo del corteggiamento e dell’atto amatorio che, insegna Ovidio, con sapiente indugiare e repentino affrettarsi deve compiersi con la totale soddisfazione di entrambi i partner. Il genio di Ovidio si rivela in una serie vivacissima e colorata di scene maliziose e brillanti, inno a una giovinezza che sta fuggendo, tra teneri sussurri, grida e dolcezze.
«Se c’è qualcuno tra i tanti lettori che non conosce l’arte di amare mi legga, poi potrà amare con stile.»
Ovidio
Publio Ovidio Nasone nacque a Sulmona nel 43 a.C. Di famiglia benestante, fu mandato a Roma a studiare eloquenza e a tentare la carriera pubblica. Si segnalò presto come poeta con gli Amores, cui seguiranno le Heroides e la tragedia Medea, andata perduta. La sua opera più famosa resta Le metamorfosi. Esiliato a Tomi, sul Mar Nero, nell’8 d.C., vi morì nel 17. La Newton Compton ha pubblicato in edizione integrale con testo latino a fronte L’arte di amare – Come curar l’amore – L’arte del trucco e Le metamorfosi.

L’arte di amare

L’amore è indispensabile all’esistenza. Eppure, in molto casi, ne si ignora il vero significato. Per lo più l’amore viene scambiato con il bisogno di essere amati. In questo modo un atto creativo, dinamico e stimolante si trasforma in un tentativo egoistico di di piacere. Ma il vero amore – sostiene Fromm – è un sentimento molto più profondo, che richiede sforzo e saggezza, umiltà e coraggio, ma soprattutto è qualcosa che si può imparare.