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La bambina della sesta luna. Tutta la storia

Nina potrebbe essere una normalissima ragazzina che frequenta la quinta elementare (aiuto! ci sono gli esami) e vive con le zie a Madrid, poiché i genitori hanno un incarico molto importante che li porta all’estero di continuo. Tutto appare molto semplice, da principio. Ma c’è quella strana voglia a forma di stella sulla mano, uguale a quella di suo nonno Misha, un alchimista che vive a Venezia. Proprio quella stella è un segno del destino di alchimista che aspetta anche Nina, un futuro che comincia improvvisamente, una notte, quando il nonno muore in modo misterioso. Nina raggiunge Venezia, accompagnata dal suo cane Adone e dal gatto Platone, pronta a capire cosa stia succedendo. Il nonno aveva predisposto tutto per la piccola nipote, che ritrova una sorta di passaggio di consegne alchemico e una serie di strumenti per affrontare un lungo e pericoloso viaggio nel mistero. Sesta Luna e le sue caratteristiche fondamentali. Età di lettura: da 8 anni.

La bambina che non sapeva piangere

La bambina che non sapeva piangere: Una nuova inchiesta di Max Gilardi by Elda Lanza
«*Un Camilleri in gonnella!*»
**Marco Vichi**
«*La sua scrittura è sempre elegante, colta. I suoi omicidi sono in punta di penna.*»
**la Repubblica**
«*Dalla sua fantasia irrompe la cronaca con delitti da risolvere su e giù per l’Italia, intrighi, il bel mondo, la vita di strada.*»
**La Stampa**
«*Un’autrice che non smette di sorprendere.*»
**la Repubblica**
La notizia è su tutti i giornali: il ricco barone De Brusset è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco nella sua abitazione milanese. Sul luogo del delitto, gli agenti hanno trovato anche la figlia Gilla, diva della televisione caduta in disgrazia, sporca di sangue e sconvolta. Il linciaggio mediatico è immediato, e la posizione di Gilla sembra indifendibile, tanto più che la donna, in stato catatonico per il trauma, non può testimoniare. Nessuno ritiene che il caso necessiti di chiarimenti. Nessuno, tranne Max Gilardi. Per lui, novello Ulisse, in perenne tensione tra il richiamo dell’avventura e la nostalgia della sua Napoli, sta per cominciare il gran viaggio. Elda Lanza, giunta al suo quinto libro incentrato sull’avvocato partenopeo, ci accompagna con naturalezza in un cammino che attraversa l’Italia intera. Un dipinto garbato e colmo di umanità, un’orchestrazione di personaggi estremamente reali, un intricato gioco di figure che risultano, al contempo, sorprendenti e familiari. Un romanzo sfaccettato e prezioso, dove l’indagine di Max Gilardi non fa che incorniciare la ricerca della sua Penelope. Una storia sorprendente, che cattura e trascina senza mai perdere la sua distintiva eleganza.

La ballata di Sadjoe e altri racconti

Per Tabachnik, manager di una piccola etichetta discografica a New York, la giornata di oggi è chiaramente uno di quei momenti cruciali della vita in cui è vietato sbagliare. Se n’è andato al Redrüm, uno dei locali rock di tendenza newyorchesi, per ascoltare una band di cui si dice un gran bene e, invece della band, ha scoperto i Taints, il gruppo di spalla o, meglio, la cantante del gruppo. Non è una bellezza e neppure molto intonata ma attira magneticamente lo sguardo! Mentre cantava, si muoveva come una gatta nel suo abitino verde bottiglia metallizzato, corto al punto che, durante l’esibizione, Tabachnik non ha fatto altro che flettere le ginocchia e piegare la testa per guardarle le mutandine.
Ora, nella sala vip del locale, Molly Minx, così si chiama la cantante, se ne sta seduta composta, con la schiena dritta, le gambe appoggiate su un cuscino, le mani affondate nella piega del grembo e il viso rotondo che le spicca sotto i capelli irsuti e biondissimi. Tabachnik non può sbagliare! La ragazza è veramente un porcellino salvadanaio che aspetta solo di essere aperto! Nello stesso istante, a migliaia di chilometri di distanza, tra i monti della Cecenia, è una giornata cruciale anche per il giovane soldato Leksi. Ha diciotto anni, è russo e sta camminando nei boschi innevati della Cecenia in compagnia di una vecchia.
La vecchia si trascina dietro una pala come se fosse una slitta. È una donna cecena e, come ha detto il commilitone Nicolaj, «ha messo al mondo nemici, che a loro volta metteranno al mondo altri nemici». Leksi deve ammazzarla…
Nelle otto storie che compongono questo libro, ci imbattiamo in quegli istanti della vita in cui la gioia e il dolore, il trionfo e l’umiliazione, la vittoria e la sconfitta prendono un’intensità unica e irripetibile. Attraverso una straordinaria galleria di personaggi (il manager Tabachnik, il soldato Leksi, la star del football sul viale del tramonto, l’attrice che riceve finalmente una parte degna delle sue ambizioni, il ragazzo che ruba le ceneri del padre della sua ex), David Benioff, l’autore della *Venticinquesima ora*, ci offre «una raccolta di racconti alla Hemingway» (Entertainment Weekly) in cui si rivela come «uno dei più promettenti scrittori della sua generazione» (George Pelecanos).

La ballata di Jolie Blon

Due omicidi con stupro. Le vittime – un’adolescente classica brava ragazza e una prostituta tossicodipendente – hanno poco o nulla in comune. Il musicista blues Bobby Hulin sembra essere il primo naturale sospettato. Il detective Robicheaux sente però che non c’è lui dietro quei crimini. Emerge una rete di collegamenti che porta a una ricca famiglia dell’aristocrazia terriera, i LaSalle. Cercando di far luce sulla vicenda, l’ex poliziotto cajun si imbatte in una serie di personaggi sinistri, dal boss mafioso padre della prostituta uccisa a un enigmatico venditore di bibbie, per finire con una diabolica figura al servizio dei LaSalle.

La ballata delle prugne secche

Pulsatilla è la vera benedizione del nostro tempo: sta alla condizione della ragazza d’oggi come la Nutella alla merenda, come Bertinotti al cachemire, come “Babbo” a “Natale”. Entrate nel suo fantastico mondo e spiatela tra le braccia di papà e mamma (che si aspettavano un maschietto, e tiè, guarda cosa ti viene fuori), nei primi giochi d’amore, nelle emozioni e negli inciampi, nelle illusioni dell’anima e nelle ossessioni del corpo. Lasciatevi trascinare dalla sua strepitosa ironia e ridete con lei di tutti i miti della meglio gioventù: dalla consultazione dei I-Ching alle “diete da fame”, dal rimorchio su Internet alla fenomenologia del viril sesso. L’idea dell’opera nasce da una semplice indagine: non si è mai sentito un uomo che vorrebbe rinascere donna, non si è mai sentita una donna che vorrebbe rinascere donna. Tirate voi le somme.
Książka ma 120 stron.

La balera da due soldi

‘Una notte… Saranno state più o meno le tre… Camminavamo in rue… No, il nome della via neanche glielo dico… Una strada qualsiasi. Da lontano vediamo una porta che si apre… C’era una macchina accostata al marciapiede… Un tizio esce spingendone un altro… Anzi no, non è che lo spinga… Immagini uno che si porta a spasso un manichino e vuole farlo camminare come se fosse un vecchio amico!… Lo ficca in macchina, si siede al volante… Il mio socio mi lancia un’occhiata e siamo già sul paraurti posteriore… Non per niente allora mi chiamavano il Gatto!… Giriamo per un sacco di strade… Il tizio che guida ha l’aria di cercare qualcosa, di essersi sbagliato… Alla fine arriva al canale Saint-Martin, e allora capiamo cosa cerca… Ha indovinato anche lei, eh?… Il tempo di aprire e richiudere la portiera, e il corpo era già a mollo…’.(Le inchieste di Maigret 9 di 75)
(source: Bol.com)

La baia dell’amore

Finalmente un punto fermo per Romy MacDonald! Figlia di un diplomatico inglese, Romy decide di stabilirsi nello chalet sulla baia di San Francisco che la prozia Prudence le ha lasciato in eredità. Lo chalet cade a pezzi e Romy inizia con entusiasmo i lavori di sistemazione e ristrutturazione. Andrebbe tutto bene se non fosse per il suo unico vicino, un superorganizzato sommozzatore, l’affascinante Chase O’Donoghue, che ha messo gli occhi sullo chalet e sul terreno circostante per realizzare un suo ambizioso progetto. E fra Romy e Chase le ostilità cominciano subito!

La baia dei pirati: assalto al copyright

Scaricare senza pagare – musica, film, software, videogame, libri – è l’attività più popolare in rete. Nonostante leggi sempre più severe, la violazione del copyright è ormai dilagante. Spaziando fra Stati Uniti, Italia e Svezia, questa inchiesta racconta l’emergere di una nuova modalità di pensiero, che inneggia al saccheggio della proprietà intellettuale come atto di disubbidienza civile. Fa parlare le moltitudini di pirati. Documenta le ragioni tecniche, sociali e politiche, e gli interessi, che impediscono la repressione di un fenomeno tanto eversivo. Spiega perché i principi su cui si basa il copyright siano ormai obsoleti, anzi dannosi, incompatibili con il fiorire della libera comunicazione elettronica.
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La bacchetta del fato

Volume conclusivo della serie IL MEGLIO DI WEIRD TALES, curata da Gianni Pilo. In questo volume i racconti: La bacchetta del fato di Jack WILLIAMSON, La rosa di Gaon di Clifford BALL, La taverna disabitata di Stanton A. COBLENTZ, Il lamento della morte di Paul ERNST, Chi sta chiamando, il fantasma? di Harold LAWLOR, e Il sentiero dimenticato di August DERLETH.

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello (Gli Adelphi)

Oliver Sacks è un neurologo, ma il suo rapporto con la neurologia è simile a quello di Groddeck con la psicoanalisi. Perciò Sacks è anche molte altre cose: «Mi sento infatti medico e naturalista al tempo stesso; mi interessano in pari misura le malattie e le persone; e forse anche sono insieme, benché in modo insoddisfacente, un teorico e un drammaturgo, sono attratto dall’aspetto romanzesco non meno che da quello scientifico, e li vedo continuamente entrambi nella condizione umana, non ultima in quella che è la condizione umana per eccellenza, la malattia: gli animali si ammalano, ma solo l’uomo cade radicalmente in preda alla malattia». E anche questo va aggiunto: Sacks è uno scrittore con il quale i lettori stabiliscono un rapporto di tenace affezione, come fosse il medico che tutti hanno sognato e mai incontrato, quell’uomo che appartiene insieme alla scienza e alla malattia, che sa far parlare la malattia, che la vive ogni volta in tutta la sua pena e però la trasforma in un «intrattenimento da “Mille e una notte”». Questo libro, che si presenta come una serie di casi clinici, è un frammento di tali “Mille e una notte” – e ciò può aiutare a spiegare perché abbia raggiunto negli Stati Uniti un pubblico vastissimo. Nella maggior parte, questi casi – ma Sacks li chiama anche «storie o fiabe» – fanno parte dell’esperienza dell’autore. Così, un giorno, Sacks si è trovato dinanzi «l’uomo che scambiò sua moglie per un cappello» e «il marinaio perduto». Si presentavano come persone normali: l’uno illustre insegnante di musica, l’altro vigoroso uomo di mare. Ma in questi esseri si apriva una voragine invisibile: avevano perduto un pezzo della vita, qualcosa di costitutivo del sé. Il musicista carezza distrattamente i parchimetri credendo che siano teste di bambini. Il marinaio non può neppure essere ipnotizzato perché non ricorda le parole dette dall’ipnotizzatore un attimo prima. Che cosa vive, se non sa nulla di ciò che ha appena vissuto? Rispetto alla normalità, che è troppo complessa per essere capita, e tende a opacizzarsi nell’esperienza comune, tutti i «deficit» o gli eccessi di funzione, come li chiama la neurologia, sono squarci di luce, improvvisa trasparenza di processi che si tessono nel «telaio incantato» del cervello. Ma queste storie terribili e appassionanti tendono a rimanere imprigionate nei manuali. Sacks è il mago benefico che le riscatta, e per pura capacità di identificazione con la sofferenza, con la turba, con la perdita o l’infrenabile sovrabbondanza riesce a ristabilire un contatto, spesso labile, delicatissimo, sempre prezioso per i pazienti e per noi, con mondi remoti altrimenti muti. Questo è il libro di un nuotatore «in acque sconosciute, dove può accadere di dover capovolgere tutte le solite considerazioni, dove la malattia può essere benessere e la normalità malattia, dove l’eccitazione può essere schiavitù o liberazione e dove la realtà può trovarsi nell’ebbrezza, non nella sobrietà». “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” è stato pubblicato per la prima volta a Londra nel 1985.
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### Sinossi
Oliver Sacks è un neurologo, ma il suo rapporto con la neurologia è simile a quello di Groddeck con la psicoanalisi. Perciò Sacks è anche molte altre cose: «Mi sento infatti medico e naturalista al tempo stesso; mi interessano in pari misura le malattie e le persone; e forse anche sono insieme, benché in modo insoddisfacente, un teorico e un drammaturgo, sono attratto dall’aspetto romanzesco non meno che da quello scientifico, e li vedo continuamente entrambi nella condizione umana, non ultima in quella che è la condizione umana per eccellenza, la malattia: gli animali si ammalano, ma solo l’uomo cade radicalmente in preda alla malattia». E anche questo va aggiunto: Sacks è uno scrittore con il quale i lettori stabiliscono un rapporto di tenace affezione, come fosse il medico che tutti hanno sognato e mai incontrato, quell’uomo che appartiene insieme alla scienza e alla malattia, che sa far parlare la malattia, che la vive ogni volta in tutta la sua pena e però la trasforma in un «intrattenimento da “Mille e una notte”». Questo libro, che si presenta come una serie di casi clinici, è un frammento di tali “Mille e una notte” – e ciò può aiutare a spiegare perché abbia raggiunto negli Stati Uniti un pubblico vastissimo. Nella maggior parte, questi casi – ma Sacks li chiama anche «storie o fiabe» – fanno parte dell’esperienza dell’autore. Così, un giorno, Sacks si è trovato dinanzi «l’uomo che scambiò sua moglie per un cappello» e «il marinaio perduto». Si presentavano come persone normali: l’uno illustre insegnante di musica, l’altro vigoroso uomo di mare. Ma in questi esseri si apriva una voragine invisibile: avevano perduto un pezzo della vita, qualcosa di costitutivo del sé. Il musicista carezza distrattamente i parchimetri credendo che siano teste di bambini. Il marinaio non può neppure essere ipnotizzato perché non ricorda le parole dette dall’ipnotizzatore un attimo prima. Che cosa vive, se non sa nulla di ciò che ha appena vissuto? Rispetto alla normalità, che è troppo complessa per essere capita, e tende a opacizzarsi nell’esperienza comune, tutti i «deficit» o gli eccessi di funzione, come li chiama la neurologia, sono squarci di luce, improvvisa trasparenza di processi che si tessono nel «telaio incantato» del cervello. Ma queste storie terribili e appassionanti tendono a rimanere imprigionate nei manuali. Sacks è il mago benefico che le riscatta, e per pura capacità di identificazione con la sofferenza, con la turba, con la perdita o l’infrenabile sovrabbondanza riesce a ristabilire un contatto, spesso labile, delicatissimo, sempre prezioso per i pazienti e per noi, con mondi remoti altrimenti muti. Questo è il libro di un nuotatore «in acque sconosciute, dove può accadere di dover capovolgere tutte le solite considerazioni, dove la malattia può essere benessere e la normalità malattia, dove l’eccitazione può essere schiavitù o liberazione e dove la realtà può trovarsi nell’ebbrezza, non nella sobrietà». “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” è stato pubblicato per la prima volta a Londra nel 1985.

L’ultima tentazione

Inghilterra, 1820 Dopo il suicidio di una delle sue numerose amanti, l’affascinante libertino Luc, la cui fama di seduttore imperversa in tutti i salotti londinesi, decide di ritirarsi in un villaggio sperduto della Cornovaglia e rinunciare al sesso per un anno. Ma quando incontra la bionda Bliss tener fede alla promessa è impossibile. Giovane, indomita e bella da mozzare il fiato, la ragazza lo rende schiavo del proprio desiderio. Più di quanto abbia mai fatto qualsiasi altra donna prima. Davanti a quel corpo sensuale, tutti i buoni propositi di Luc vacillano ritrascinandolo nell’antico gioco della seduzione di cui è maestro. Ma, per la prima volta, c’è anche dell’altro a spingerlo verso la ragazza. E infatti, quando lei si caccia nei guai con la legge a causa del giro di contrabbando di cui è responsabile, Luc si offre di sposarla per controllarla ed evitarle di compiere altri reati. E Bliss, che a sua volta è irrimediabilmente attratta da lui, accetta. Non sarà un matrimonio d’amore, certo. Su questo Luc è chiaro da subito… Ma notte dopo notte, gioco proibito dopo gioco proibito, il più incallito donnaiolo di Londra scoprirà che forse vale la pena di darsi a una donna sola.

L’oro nascosto

Frank, Joe e i loro amici hanno deciso di fare un campeggio nei folti boschi a nord della città. Tutto è tranquillo, tutto fila liscio ma come al solito non manca l’imprevisto costituito da una irriverente e inattesa ospite mortale: una pallottola di carabina che per poco non combina guai. E’ solo il primo di molti altri incidenti che porteranno i nostri due fratelli alla ricerca lunga e disperata di un sacco colmo di pepite d’oro, nascosto tanti e tanti anni prima in una vecchia miniera abbandonata da un cercatore d’oro poi scomparso. Con la tormenta che aiuta i malfattori, la situazione si fa disperata…

L’occhio dello zar

Pekkala un tempo era conosciuto come l’Occhio di smeraldo: il più famoso detective di tutta la Russia, il braccio destro dello zar, l’uomo a cui l’ultimo dei Romanov aveva affidato la sicurezza della sua famiglia e di tutto il paese. Ora, dopo la Rivoluzione, è solo il prigioniero 4745-P nel campo di lavoro della Siberia, dove è riuscito a sopravvivere per nove anni, e per il resto del mondo è un uomo morto e sepolto. Ma una possibilità di salvezza si presenta quando è Stalin stesso a convocarlo per chiedere il suo aiuto per risolvere un mistero che dura dal 1918. Lo zar e la sua famiglia non sono stati fucilati dai rivoluzionari come afferma la propaganda del partito: qualcuno li ha liberati o eliminati all’insaputa dei bolscevichi. La missione di Pekkala è scoprire che cosa sia successo davvero ai Romanov e trovare il loro tesoro scomparso. Il suo premio è la libertà per sé e la donna che ama. Il prezzo del fallimento è la morte. Ambientato nella Russia brutale e paranoica del periodo stalinista, “L’occhio dello zar” è il primo romanzo della serie che seguirà le avventure di Pekkala fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale.

L’innocente

Alle volte non è facile stabilire il confine tra colpa e innocenza. Che cosa succede quando il male ci viene inferto da chi dovrebbe difenderci? Chi è colpevole: colui che produce il male coscientemente oppure chi, in buona fede, crea danni e dolore anche maggiori? Il male è tanto più brutale quando si presenta dietro l’alibi del bene, tanto più violento quando è inconsapevole. È l’estate più torrida del secolo. Matteo, un ragazzino di dodici anni orfano di padre e grande appassionato di musica, è seduto in auto al fianco della mamma nel breve viaggio da un paese di campagna alla città vicina, dove sarà interrogato dal Giudice per un presunto abuso subito due anni prima. Un viaggio di formazione, un crescendo emotivo fino all’incontro fondamentale in quella che lui chiama la “Stanza delle parole”. Giudice e Psicologa svolgono il loro necessario compito, ma proprio questo forse è alla radice del male che infliggeranno al “minore”, come lo chiamano. Minore, appunto. Quasi fosse un dettaglio marginale di una storia tra adulti, in cui lui non è che una voce. Il viaggio di ritorno sarà breve, e segnerà per Matteo il vero spartiacque tra il mondo dell’infanzia e il suo trovarsi troppo presto “grande”. Con questo strappo il ragazzo troverà dentro di sé la capacità di reagire e di riconoscere finalmente l’ambivalenza delle parole, come della vita. Scritta in una lingua discreta, in ascolto del vivido mondo interiore di Matteo, “L’innocente” è una storia portatrice di una delicatezza senza pelle, che pone domande, più che azzardare risposte. Un romanzo che tocca uno tra i temi più dolorosi e attuali della contemporaneità, raccontato dal punto di vista di un bambino. Un viaggio che accompagna il lettore dietro al velo fumoso delle parole, con lo stesso stupore con cui l’infanzia scopre il volto della realtà adulta dietro le apparenze.

L’incantesimo

Un ragazzino che crede a tutto e un anziano mago che non crede più a nulla. Cosa potrebbe unirli se non il corso della storia e un’incredibile avventura?
Praga, 1934: Mosche Goldenhirsch, figlio quindicenne del vecchio rabbino, perde la testa per un leggendario mago del circo, conosciuto come l’Uomo Mezzaluna, e per la sua graziosa assistente. Mosche scappa di casa e si unisce alla loro carovana, lentamente in viaggio verso la Germania. Riesce a sfuggire alla furia omicida dei campi di sterminio e diventa un illusionista di successo, negli Stati Uniti, con il nome d’arte di Grande Zabbatini.
Los Angeles, 2007: Max Cohn, dieci anni, scappa dalla finestra della sua cameretta per andare a trovare il Grande Zabbatini, ormai stufo e anziano. Il ragazzino è convinto che solo la sua magia e i suoi incantesimi possano far tornare insieme i genitori prima che il divorzio venga firmato.
Una storia divertente e struggente, capace di viaggiare per epoche e continenti; un romanzo sulla fragilità della vita, sulla separazione, la perdita e la forza dei desideri che, come per incantesimo, possono diventare realtà.
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### Sinossi
Un ragazzino che crede a tutto e un anziano mago che non crede più a nulla. Cosa potrebbe unirli se non il corso della storia e un’incredibile avventura?
Praga, 1934: Mosche Goldenhirsch, figlio quindicenne del vecchio rabbino, perde la testa per un leggendario mago del circo, conosciuto come l’Uomo Mezzaluna, e per la sua graziosa assistente. Mosche scappa di casa e si unisce alla loro carovana, lentamente in viaggio verso la Germania. Riesce a sfuggire alla furia omicida dei campi di sterminio e diventa un illusionista di successo, negli Stati Uniti, con il nome d’arte di Grande Zabbatini.
Los Angeles, 2007: Max Cohn, dieci anni, scappa dalla finestra della sua cameretta per andare a trovare il Grande Zabbatini, ormai stufo e anziano. Il ragazzino è convinto che solo la sua magia e i suoi incantesimi possano far tornare insieme i genitori prima che il divorzio venga firmato.
Una storia divertente e struggente, capace di viaggiare per epoche e continenti; un romanzo sulla fragilità della vita, sulla separazione, la perdita e la forza dei desideri che, come per incantesimo, possono diventare realtà.