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Flirt

Per via del suo lavoro di Risvegliante, Anita Blake riceve spesso richieste a dir poco bizzarre. Ma non le era mai capitato che, nell’arco di poche ore, un uomo e una donna le domandassero di riportare in vita il rispettivo coniuge: il primo perché non sopporta l’idea di vivere senza la moglie, l’altra per vendicarsi del marito dopo anni d’infedeltà. Anita ovviamente si rifiuta di mettere i suoi poteri al servizio di capricci personali, tuttavia, non appena si allontana dalla sede della Animators Inc., viene affiancata da due leoni mannari, i quali la informano che Micah, Nathaniel e Jason sono sotto il tiro di tre cecchini, pronti a fare fuoco se lei si rifiuterà di seguirli. La Sterminatrice si lascia quindi condurre in un cimitero, protetto da un incantesimo capace d’interrompere il suo contatto mentale con Jean-Claude, e scopre che i rapitori sono stati assoldati da una delle persone che lei aveva messo alla porta quella mattina. Anita non ha scelta: se non vuole perdere gli uomini più importanti della sua vita, deve obbedire agli ordini…
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Flashback

In un futuro in cui la recessione economica ha messo in ginocchio gli Stati Uniti e non solo, una nuova droga chiamata flashback si è diffusa per tutto l’Occidente: la gente si rifugia nei ricordi felici e volta le spalle al futuro. Nick Bottoni, un ex detective del dipartimento di polizia di Denver, lui stesso consumatore di flashback, viene assunto dal vecchio consigliere miliardario Hiroshi Nakamura per rintracciare chi, sei anni prima, ha ucciso il suo unico figlio Keigo, che si trovava negli Stati Uniti per girare un documentario sulla dipendenza degli americani da quella droga. Nick Bottoni dovrà tornare a visitare il luogo del delitto, interrogare di nuovo i vecchi sospetti e testimoni e riesaminare nella sua mente tutti i ricordi dell’indagine di allora: un viaggio in un’America devastata, per salvare sé stesso e suo figlio, e per portare alla luce uno dei segreti più oscuri che siano mai esistiti.
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I fiumi di porpora

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«Grangé sa dominare perfettamente l’arte della suspense.»Fabio Gambaro, L’Espresso«Una storia di follie che si incrociano in una continua sovrapposizione di vittime e carnefici.»Alessandro Perissinotto, ttL-La StampaVicino a Grenoble viene rinvenuto un cadavere orrendamente mutilato. Nella vicina regione del Lot viene profanata la tomba di un bambino di dieci anni scomparso in circostanze misteriose. I due casi si intrecciano, e così anche i destini dei due poliziotti incaricati delle indagini, tra false piste, macabre scoperte, gelosie professionali e vendette familiari, fino all’orrore che ha dato inizio alla carneficina: un delirio scientifico che aveva condotto a un folle e crudele esperimento genetico. Un thriller che trova il perfetto equilibrio tra azione e psicologia, intelligenza dell’intreccio e fascino dei paesaggi.

Il fiume dei cadaveri

I corpi senza vita di tre prostitute vengono ritrovati nei pressi del fiume che attraversa Spokane, nello stato di Washington. Nelle mani, accuratamente lavate e private delle unghie, le vittime stringono due biglietti da venti dollari. Mentre la polizia annaspa tra labili indizi e centinaia di segnalazioni, un’ondata di sangue senza precedenti continua a spazzare la città. Spunta il nome di un ex carcerato, tre volte omicida, Lenny Ryan, e gradualmente si fa strada l’ipotesi che l’assassino del fiume sia proprio lui. È così che la pensano gli infallibili esperti che l’FBI ha inviato sul posto. Solo la detective Caroline Mabry ha dei dubbi…
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I fisici

Scritta nel 1962 e ambientata nel salotto di una sofisticata
clinica elvetica per malattie mentali, questa commedia in due
atti viene condotta con le armi della farsa e di un grottesco
tinto di cabarettismo. Durrenmatt vi affronta, attraverso un
continuo capovolgimento dell’azione scenica, rivelazioni e
sempre nuovi personaggi, il tema epocale della responsabilità
dello scienziato di fronte al genere umano. Formalmente “giallo
poliziesco” con tanto di cadaveri e poliziotti – solidi poliziotti
svizzeri che puzzano di vino e tabacco – sul palcoscenico, la
pièce è di fatto una sapiente metafora della nostra condizione
nell’èra nucleare.Muovendo infatti dalla considerazione che
“un dramma che tratti di fisici deve essere paradossale”,
Durrenmatt avverte che se “il contenuto della fisica riguarda
solo i fisici, i suoi effetti riguardano tutti”, ma “ciò che riguarda
tutti può essere può essere risolto solo da tutti”. In questa
pièce dagli incalzanti sovvertimenti “siamo sempre ad un passo
da Hitchcock”, notava Ladislao Mittner, siamo cioè
nell’inquietante condizione di chi non sa sino alla fine da
che parte stia la verità.

La fisica del Karma – Seconda parte

Nota: seconda parte di “The Karma Affair”, la prima è in “[La fisica del Karma – prima parte](https://www.goodreads.com/book/show/15829436.La_fisica_del_Karma___prima_parte “La fisica del Karma – prima parte”)”
La dottrina indiana del Karma corrisponde a ciò che i Greci chiamavano palingenesi o metempsicosi ovverossia reincarnazione delle anime. Secondo filosofi come Schopenhauer, psicologi come Jung e fisici teorici come Pauli, questa dottrina non è così pazzesca come sembra. Ma se allora qualcuno proprio in base al principio di Pauli e alle esperienze sul neutrino scoprisse un modo per impedire agli spiriti di reincarnarsi? Se laboratori e depositi nucleari si trasformassero in un diabolico strumento per bloccare la legge cosmica del Karma? Il grandioso, stupefacente romanzo di Arsen Darray che presentiamo diviso in due fascicoli, si fonda appunto su questa possibilità e la sviluppa fino alle sue più inimmaginabili conseguenze.
Indice della Prima parte:
I Nascita di una tecnologia
II I fatti del 1992
III La cattura degli spiriti
Indice della Seconda parte:
IV Le carovane
V Plutonium
VI L’ultima battaglia
Attenzione – Questa seconda parte della Fisica del Karma può essere studiata anche da chi, eventualmente, avesse mancato la prima. Basti sapere che Aspic, l’eterno nemico di Jack, è il fisico che ha tentato di fermare la legge del Karma e la reincarnazione delle anime.
Copertina di Karel Thole

Firmino

Sinossi
Firmino è un topo nato in una libreria di Boston negli anni Sessanta. È il tredicesimo cucciolo della nidiata, il più fragile e malaticcio. La mamma ha solo 12 mammelle e Firmino rimane l’unico escluso dal nutrimento. Scoraggiato, si accorge che deve inventarsi qualcosa per sopravvivere e comincia ad assaggiare i libri che ha intorno. Scopre che i libri più belli sono i più buoni. E diventa un vorace lettore, cominciando a identificarsi con i grandi eroi della letteratura di ogni tempo. In un finale di struggente malinconia, Firmino assiste alla distruzione della sua libreria ad opera delle ruspe per l’attuazione del nuovo piano edilizio.

Firelight. La ribelle

Discendiamo dai draghi. Siamo dei mutaforma che hanno sviluppato la capacità di apparire umani per sfuggire ai Cacciatori. Viviamo nascosti nelle foreste remote, volando solo di notte, dispiegando le ali quando nessuno può vederci. Siamo Draki. Io mi chiamo Jacinda e sono il tesoro del mio branco, l’unica capace di soffiare ancora fuoco. Ma dopo aver infranto per l’ennesima volta le regole che proteggono la vita della nostra comunità, sono stata costretta a fuggire insieme a mia madre e mia sorella. Ci siamo sepolte vive in un’anonima cittadina, dove sono costretta a mantenere l’aspetto umano con il rischio di dimenticare la mia vera natura. Finché non mi sono ritrovata nella stessa scuola del mio Cacciatore. È possibile una simile coincidenza? Oppure questo bellissimo e pericoloso ragazzo non è quello che la sua famiglia vorrebbe far credere?

Firdaus. Storia di una donna egiziana

Il Cairo, 1974. In una cella del carcere di Qanatir, una donna attende impassibile il momento dell’impiccagione. Il suo nome è Firdaus, la sua professione prostituta, il suo delitto l’assassinio di un uomo. Fiera e sprezzante, dicono di lei che abbia persino rifiutato la grazia, determinata a decidere da sola il proprio destino. Nata in una famiglia contadina, a diciannove anni viene data in sposa a un uomo anziano, che la sottopone a ogni genere di violenza. Fuggita dalla casa del marito, scoprirà ben presto che la propria bellezza può aprirle le porte della libertà: Firdaus non avrà mai più un padrone, sarà l’unica proprietaria del suo corpo. Diventa così una prostituta di successo, sceglie da sola i suoi clienti e può ormai permettersi vestiti, profumi e gioielli preziosi. Ma quando ancora una volta si troverà di fronte alla crudeltà maschile, l’unica scelta possibile sarà farsi giustizia da sola.
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Fiori rossi per belle

Colt è uno psicopatico, un assassino sanguinario e un commerciante di morte, al punto da essere stato definito il “male assoluto” dall’ultimo agente federale che ha provato a catturarlo, senza successo. Adesso tocca a Belle White cercare di incastrarlo e sa che si tratta della missione più pericolosa della sua vita. Pericolosa perché Colt potrebbe scoprirla e ucciderla… oppure pericolosa per il motivo esattamente opposto. Inoltre, una volta entrata nel mondo spietato e seducente del killer, Belle riuscirà a uscirne? Si troverò invischiata in una relazione disturbante e pericolosa, ad alto tasso di adrenalina e seduzione. Perché anche il male assoluto ha una sua terribile attrattiva, come Belle scoprirà presto.
“«Mi fai paura. Cioè… non sono mica scema, mi fai una paura fottuta».
«Ti ho detto che non ti ammazzo».
«Non è per quello».
«Vieni qua» concluse Colt.
Belle si sdraiò su di lui e lui la circondò con le braccia. Belle era convinta che sentisse il suo cuore battere all’impazzata sotto al maglione e il suo respiro troppo veloce.
Colt le accarezzò la schiena prima sopra poi sotto al maglione.
«Shh…» le sussurrò. «Ti verrà un infarto».
Belle emise una risatina nervosa. Lui sorrise.
«Dunque… c’erano una volta una lepre e una tartaruga…» mormorò, facendo camminare le dita sulla sua schiena. «…La lepre prendeva sempre in giro la tartaruga…». Le slacciò il reggiseno. «…Perché era leeenta…». Si voltò e aspettò finchè lei non fu sdraiata su un fianco vicino a lui.
«Un bel giorno la tartaruga si stancò…». Le sfilò il maglione.
«E disse: forse sarò lenta, ma scommetto che se facciamo una gara io arriverò prima di te…».
Le slacciò i pantaloni e le sfilò anche quelli.
«La lepre rispose: non è possibile, come pensi di fare?».
La accarezzò sul collo, poi la baciò nello stesso punto. «Ma la tartaruga le chiese se non aveva per caso paura di perdere, e la lepre accettò la sfida…»
Colt sorrise e le mostrò le mani.
«Una lepre e una tartaruga. Non sono sicuro di ricordare proprio tutto» annunciò, appoggiandole entrambe sulle sue spalle.”
CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO
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### Sinossi
Colt è uno psicopatico, un assassino sanguinario e un commerciante di morte, al punto da essere stato definito il “male assoluto” dall’ultimo agente federale che ha provato a catturarlo, senza successo. Adesso tocca a Belle White cercare di incastrarlo e sa che si tratta della missione più pericolosa della sua vita. Pericolosa perché Colt potrebbe scoprirla e ucciderla… oppure pericolosa per il motivo esattamente opposto. Inoltre, una volta entrata nel mondo spietato e seducente del killer, Belle riuscirà a uscirne? Si troverò invischiata in una relazione disturbante e pericolosa, ad alto tasso di adrenalina e seduzione. Perché anche il male assoluto ha una sua terribile attrattiva, come Belle scoprirà presto.
“«Mi fai paura. Cioè… non sono mica scema, mi fai una paura fottuta».
«Ti ho detto che non ti ammazzo».
«Non è per quello».
«Vieni qua» concluse Colt.
Belle si sdraiò su di lui e lui la circondò con le braccia. Belle era convinta che sentisse il suo cuore battere all’impazzata sotto al maglione e il suo respiro troppo veloce.
Colt le accarezzò la schiena prima sopra poi sotto al maglione.
«Shh…» le sussurrò. «Ti verrà un infarto».
Belle emise una risatina nervosa. Lui sorrise.
«Dunque… c’erano una volta una lepre e una tartaruga…» mormorò, facendo camminare le dita sulla sua schiena. «…La lepre prendeva sempre in giro la tartaruga…». Le slacciò il reggiseno. «…Perché era leeenta…». Si voltò e aspettò finchè lei non fu sdraiata su un fianco vicino a lui.
«Un bel giorno la tartaruga si stancò…». Le sfilò il maglione.
«E disse: forse sarò lenta, ma scommetto che se facciamo una gara io arriverò prima di te…».
Le slacciò i pantaloni e le sfilò anche quelli.
«La lepre rispose: non è possibile, come pensi di fare?».
La accarezzò sul collo, poi la baciò nello stesso punto. «Ma la tartaruga le chiese se non aveva per caso paura di perdere, e la lepre accettò la sfida…»
Colt sorrise e le mostrò le mani.
«Una lepre e una tartaruga. Non sono sicuro di ricordare proprio tutto» annunciò, appoggiandole entrambe sulle sue spalle.”
CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO

Il fiore delle perle

Scampata miracolosamente alla morte, Than-Kiù il Fiore delle Perle, vive una sofferta guarigione nel ricordo del fratello Hang-Tu caduto per la libertà e del mancato amore di Romero che ha seguito Teresita. Inutilmente consolata dai fedeli Pram-Li e Sheu-Kin, riceve la visita di Hong, valoroso capo degli insorti. Dallo stesso apprende che la nave su cui erano imbarcati Romero e la bella rivale, preda dei pirati, risulta arenata sulle coste di Mindanao. Forte di un debito di gratitudine verso colui che non era mai riuscita a distogliere da Teresita, Than-Kiù decide di portare loro aiuto. Dopo inutili tentativi di dissuasione, Hong e i due fedeli decidono di seguirla. Il viaggio, in incognito verso Mindanao, non è scevro di di pericoli e oltre gli spagnoli di cui devono eludere la sorveglianza dovranno scontrarsi coi terribili pirati malesi ed i ferocissimi tagliatori di teste. Fra mille pericoli e difficoltà, Il Fiore delle Perle avrà modo di apprezzare il valore e l’abnegazione di Hong che non nasconde la sua passione per lei. Liberati Romero e Teresita, Than-Kiù nel congedarsi da loro confesserà apertamente il suo amore per Hong.

Fiore d’Arabia

Il principe Harres Aal Shalaan è un uomo con una missione: salvare un ostaggio dalle mani di una pericolosa tribù, ostile alla famiglia reale, e ottenere da lui informazioni utili per la sopravvivenza del regno. L’operazione ha solo parzialmente successo, dato che, nonostante l’incredibile coraggio, Harres viene ferito ed è costretto a vagare tra le dune arroventate dal sole. Per fortuna il prigioniero è salvo e ora anche libero. Unico particolare, non si tratta di un uomo, ma della più eccitante creatura che lo sceicco abbia mai visto. Talia Burke, però, non dimostra troppa gratitudine al suo salvatore; è diffidente, e turbata dalla insopprimibile attrazione che prova per il fiero principe. E quando, come un miraggio, un’oasi lussureggiante li accoglie, i sensi si risvegliano al piacere.
(source: Bol.com)

Il fioraio di Peron

L’Argentina di ieri e quella di oggi, unite da una storia che, tra crisi e trasformazioni, resta pervicace nelle sue linee di fondo e in cui il peronismo riemerge periodicamente quale collante politico e culturale di una nazione. Nazione ben strana, del resto, in cui apparente spensieratezza italiana e apparente tragicità spagnola hanno dato luogo a una curiosa sintesi, che differenzia il paese da tutto il resto dell’america latina. Il romanzo narra episodi in gran parte veri, ma ciò è irrilevante: ciò che è vero al di là di ogni dubbio è il contesto umano e sociale che emerge nel narrare la vicenda di un fioraio italiano giunto vicino alle sedi del potere, e quella parallela di un erede che ne cerca le tracce. Il simbolo più significativo di tutto ciò è la casa rosada, così chiamata – impariamo – perché tinta con sangue bovino all’epoca della costruzione. Un colore tenue e piacevole, dunque, che allude a una crudeltà sempre pronta a trasudare, fatta di prepotenza e pulsioni autoritarie.
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Fino a prova contraria

Bennie Rosato, giovane avvocato, è abituata a muoversi con sicurezza in tribunale come nelle strade malfamate di Philadelphia e nei file dei computer. Ma rimane sconvolta quando apprende che Mark, suo socio ed ex amante, è stato ucciso e che lei è l’indiziata principale. Di sicuro qualcuno vuole incastrarla, sfruttando la mancanza di un alibi e la presenza di un valido movente.