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Silenzi e segreti

Inghilterra, 1887
Dopo un soggiorno di sei mesi in Italia, Lady Julia Grey torna a Belmont Abbey, l’abbazia sconsacrata che è diventata la dimora della sua famiglia, per trascorrere il Natale con parenti e amici. All’improvviso, la serenità delle feste viene turbata da una macabra scoperta: il cadavere del reverendo Lucian Snow giace sulle gelide lastre di pietra dell’antica cappella, gli occhi spalancati e fissi nel vuoto; in piedi accanto a lui c’è Lucy, la cugina di Julia, che stringe fra le mani un candelabro di ferro grondante di sangue. Convinta che la giovane donna non sia in realtà la vera colpevole, Julia chiede a Nicholas Brisbane, l’uomo che alcuni mesi prima l’aveva aiutata a scoprire l’assassino di suo marito e che da allora lei cerca invano di dimenticare, di aiutarla a smascherare l’assassino. E mentre l’attrazione tra lei loro torna a divampare, a poco a poco si delinea uno scenario agghiacciante, fatto di silenzi e segreti, tradimenti e mezze verità.

Silenzi e misteri (eLit)

Serie: ”Lady Julia Grey Mysteries” – Vol. 3. Londra, 1888 – Lady Julia Grey decide di far visita all’enigmatico Nicholas Brisbane a Grimsgrave Hall, l’antico maniero in cui lui si è stabilito, per scoprire che cosa si nasconda dietro il suo bizzarro comportamento. Perché Nicholas ha improvvisamente disdetto il suo precedente invito? E soprattutto perché ha chiesto, in cambio dei servigi resi al governo inglese, la cessione di quella tenuta ormai in rovina nel bel mezzo delle brughiere dello Yorkshire? Con la sua decisione ha forse qualcosa a che vedere la bellissima e gelida Ailith Allenby, che ancora abita nella dimora dei suoi avi? In realtà, come scopre ben presto l’intraprendente Julia, tutto il villaggio è intessuto di misteri e di inconfessabili segreti. E come sempre accade quando c’è Nicholas nei paraggi, presto il suo soggiorno si tinge di giallo…

I romanzi della serie:
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Silenzi e veleni
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Silenzi e segreti
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Silenzi e misteri
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Silenzi e sussurri
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Silenzi e complotti

(source: Bol.com)

Silenzi e complotti

Londra, 1889 – Un bottone dorato è l’unico indizio concreto che Julia e Nicholas Brisbane hanno in mano per scovare l’assassino di Madame Séraphine, sedicente medium morta per avvelenamento proprio sotto i loro occhi. Chi aveva interesse a ucciderla? Un cliente deluso dalle sue mistificazioni? Oppure la mite, scialba Agathe, stanca di vivere nell’ombra della bella e spregiudicata sorella? O addirittura Bellmont, il fratello maggiore di Julia, politico bacchettone che con Séraphine si era concesso una compromettente scappatella? Tra le complicazioni create dalla bizzarra famiglia March, dagli altrettanto bizzarri domestici e dai parenti gitani di Nicholas, qualcuno attenta alla vita di Julia e, per risolvere lo spinoso caso, Brisbane dovrà affidarsi non solo alla scienza e al suo acume investigativo, ma anche alla curiosità e all’intuito femminile della sua incontenibile moglie.
Una storia drammatica e appassionante, pervasa da una sottile vena di humour.
Quinto appuntamento con le appassionanti indagini di Lady Julia Grey.

Signore Della Morte

Lugo, secondo genito della dinastia Birka, appartiene al popolo vichingo. Cresciuto dal padre come un guerriero, non sa cosa sia l’amore. Per lui esistono solo la supremazia e il desiderio, l’appagamento. Accampato con i suoi uomini lungo le rive di Røros, saccheggiano il villaggio nel cuore della notte, uccidendo uomini e donne. È in questa occasione che i suoi occhi si posano per la prima volta su Celine. Indomita e selvaggia, tenta in tutti i modi di difendersi dai brutali attacchi del nemico, finché Lugo non ha la meglio sulla giovane. Attraverseranno il mare per raggiungere Neubourg, dove Lugo le farà conoscere la schiavitù. Ma il destino riserva sentieri oscuri per il giovane vichingo. Ferito gravemente, dovrà fare i conti con la Morte in persona. Cosa nascondono da sempre Lugo e Celine? Chi sono veramente?Lui è il Signore della Morte e la Morte rivendica le loro anime. «Credevi che morendo ti saresti sbarazzata di me? Tu sei mia, Celine. Non puoi sfuggirmi e ti perseguiterò anche oltre la morte.»«La verità è che tu non sei diverso da quegli animali dei tuoi guerrieri! Tu, loro, cosa importa? Siete tutti uguali! Sei solo un bastardo!»Lugo le sorrise spavaldo. «Bene, ora che hai appreso la realtà inizia a farci i conti.»E la baciò.La Neubourg Series è composta dai seguenti volumi e vanno letti nel seguente ordine:Brave Signora dei Draghi vol.1Signore D’Inverno – Il bacio mortale vol.2Signora del Tempo – Il tempo non concede perdono vol.3Signore della Morte – PREQUELPotete trovare l’autrice su Facebook: Chiara Mineo Autrice

Siamo stati così felici

Anna e Paolo hanno rispettivamente venti e diciotto anni quando si incontrano, nell’ottobre del 1947. Vivono in una cittadina del Nord e, come tutti a quell’epoca, desiderano la pace, la tranquillità, un po’ di benessere. Ma i tempi sono ancora di conflitto: c’è la paura di uno scontro tra USA e URSS. Anna ha la tessera del PCI, Paolo invece è più tiepido, quasi distaccato dagli eventi. Ma la drammaticità di quei giorni lo colpisce con forza davanti all’apparizione nella vita di Anna del padre, un comandante partigiano sfuggito alle vendette dei sostenitori di Tito contro gli stalinisti. La sua presenza imprigiona l’esistenza di Anna, al punto da obbligarla a seguirlo in una fuga in un paese dell’Est. L’amore con Paolo è durato solo un anno. Ma accade che…

Sia fatta la tua volontà

‘Un romanzo che fa male, e poi fa bene.’Marco LodoliTieni questo libro vicino a te anche quando avrai voltato l’ultima paginaLuca Lazzarini, detto Lazzaro, ha ventisei anni, un auto a metano, e un sacco di problemiVive in un paesino nella nebbiosa pianura bolognese, è ancora vergine, non proprio bello e di una timidezza patologica. Vivacchia Luca, lavora a testa bassa per dimenticare i suoi insuccessi, le sue serate sono fatte di pochi amici fidati e qualche partitella a carte con i vecchietti del circolo Arci. Un fratello ritardato di cui vergognarsi e una madre che ancora non gli ha perdonato di essersene andato di casa completano il quadro. Una vita senza colore, la sua, nell’attesa del grande amore. Ma di tempo Luca non ne ha più. Una brutta tosse trascurata, lunghe analisi mediche e una diagnosi che non lascia scampo. Insieme all’angoscia e alla paura arriva, però, anche la fede e ha la voce di Don Edoardo, il sacerdote degli anni del catechismo, perso di vista da anni. Ed è questo incontro a far nascere in Lazzaro il desiderio di voler dare un senso al tempo che gli rimane. E così, anche l’incontro con Anna, prostituta dal viso bellissimo e dall’atroce passato, riesce a fargli superare definitivamente la paura di vivere e di morire.Un romanzo gioioso ancorché straziante, un inno alla speranza, una preziosa lezione per chi ha perso di vista la bellezza del mondo.’…È un romanzo davanti al quale ogni commento è superfluo, un messaggio d’amore e di speranza che non può far altro che rinfrancare, esortare a cogliere le opportunità della vita prima che un evento catastrofico la sconvolga per sempre.’ Pupi Avati’Teniamolo ancora un po’ questo libro, lì sul comodino, anche quando avremo voltato l’ultima pagina. E di sera, magari, prima di chiudere gli occhi, diamoci uno sguardo. Si fa così con i regali. Perché questo romanzo è un regalo, di quelli preziosi.’Avvenire’Con ironia, fermezza e coraggio, Stefano è stato in grado di ripercorrere le tappe della sua esperienza, e il suo libro è una testimonianza toccante e profonda di una vita resa straordinaria dall’intensità con la quale è stata vissuta.’Katia Cocchi, moglie di Stefano BaldiRicca di elementi autobiografici e scritta con un’ironia pungente e spietata, questa è l’ultima testimonianza che Stefano Baldi ci ha lasciato prima di andarsene.Stefano Baldiè morto di tumore il 10 gennaio 2009, a trentaquattro anni. Ha finito di scrivere Sia fatta la tua volontà pochi giorni prima della sua scomparsa. Questo è il suo unico romanzo.

(source: Bol.com)

Si chiama Violante

Secolo XIV, Sardegna catalana. Donna Violante Carroz, prima feudataria donna, personaggio storico di cui le cronache restituiscono un’immagine sbiadita, sbarca sull’Isola in un settembre luminoso nel golfo salmastro della città bianca: Cagliari. Un velo nero le copre il volto. In testa e pesante sul cuore un compito sproporzionato e non voluto: governare il feudo di una parte montuosa della Sardegna. E’ invisa ai più e soprattutto ai potenti locali Violante, per questa inaudita successione femminile del feudo, ottenuta con prepotenza dal nonno Berengario, per salvare i domini dei Carroz. Violante inizia così il percorso dei castelli, da quello di Cagliari, di cortigiani ruvidi e infidi, passando per quello di San Michele brulicante di uno scomodo passato familiare che apprende dalla voce di una loquace donna di corte, fino al castello di Quirra che abbraccia dalla rupe il feudo di valli profonde. Accompagnata da una sensibilità fanciullesca che alimenta con ricordi agrodolci della madrepatria, Donna Violante è chiamata a responsabilità e decisioni che non sente sue, aliena da una visione dominatrice e perciò figura femminile sorprendentemente moderna in un medioevo bellicoso. Ad ossessionarla ma anche a guidarla è un tracciato onirico, vera narrazione parallela di incubi e visioni, maledizioni e leggende. Realtà pietrosa e fiabesco si mescolano, in una dualità che risponde alla Violante creatura eterea ma con un cuore mosso da passioni terrene.

Shooting up. Storia dell’uso militare delle droghe

Tutte le storie di guerra, dall’antichità ai giorni nostri, sono anche storie di droga. Quasi senza eccezioni, combattenti e soldati, governi e organizzazioni militari, nel corso dei secoli, hanno sfruttato il potenziale bellico di alcol e sostanze stupefacenti. I primi furono gli opliti omerici in viaggio verso Troia, poi le truppe di Annibale, i guerrieri dell’Amazzonia e i berserker vichinghi. Nel mondo antico, oppio, funghi allucinogeni o piante con poteri energetici sono spesso parte dei riti tribali, delle cerimonie per risvegliare lo spirito guerriero. Con la nascita della “guerra moderna” e lo sviluppo degli eserciti nazionali, l’uso di droghe diventa un’abitudine diffusa. I soldati al fronte assumono calmanti per tenere a bada gli incubi e il dolore, e stimolanti per dominare la paura e trovare la forza per andare all’attacco. I vertici militari spesso fingono di ignorare o addirittura agevolano la diffusione di sostanze psicotrope tra le truppe. La droga diventa un’arma a tutti gli effetti. Dalla diffusione della cocaina tra i piloti francesi e tedeschi durante la prima guerra mondiale, all’utilizzo del Pervitin con cui la Wehrmacht sbaragliò le resistenze di mezza Europa con incursioni lampo, dall’abuso di psicofarmaci ed eccitanti dei marines in Vietnam, agli esperimenti con l’LSD durante la guerra fredda, fino ai miscugli di polvere da sparo ed eroina sniffati dai soldati bambino in Africa, ?ukasz Kamie?ski osserva i campi di battaglia da un’inedita prospettiva.

Shock economy. L’ascesa del capitalismo dei disastri

Che cos’hanno in comune l’Iraq dopo l’invasione americana, lo Sri-Lanka post-tsunami, New Orleans dopo l’uragano Katrina, le dottrine ultraliberiste della Scuola di Chicago e alcuni esperimenti a base di elettroshock finanziati negli anni Cinquanta dal governo americano? Secondo Naomi Klein, l’idea che sia utile cancellare un intero tessuto sociale per costruire da zero un’utopia, quella dell’ultraliberismo. L’autrice denuncia un capitalismo di conquista che sfrutta cinicamente i disastri.
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Shock

Deborah Cochrane e Joanna Meissner, laureande all’Università di Harvard, rispondono a un’inserzione della clinica Wingate, specializzata nel trattamento della sterilità. Si cercano donatrici di ovuli e i ricercatori offrono alle volontarie 45.000 dollari. Le due ragazze accettano senza indugio. Ma la curiosità di sapere se la donazione è andata a buon fine non avrà risposta. Insospettite, le due protagoniste cominceranno ad indagare fino a svelare un segreto ai confini dell’etica e della scienza.

Sharp Objects

Otto anni dopo essere andata via da Wind Gap, la cittadina soffocante in cui è nata e cresciuta, Camille Preaker lascia Chicago per tornare in quel minuscolo avamposto cattolico del Missouri battista, luogo sperso nel nulla, dove la gente si illude di sapere come stare al mondo. È il giornale per cui lavora a spedirla laggiù, in seguito alla scomparsa della piccola Natalie Keene. Caso che somiglia a quello di un’altra bambina svanita nel nulla poco tempo prima, ricomparsa il giorno dopo nel letto di un torrente, strangolata. Aveva solo nove anni. Anche il cadavere di Natalie viene rinvenuto ben presto e la comunità di Wind Gap deve arrendersi all’evidenza: la mano che si è abbattuta con brutale meticolosità sulle due bambine è la stessa. A rivelarlo è un unico, macabro dettaglio. Con caparbietà, Camille porta avanti la propria indagine sfidando le rigide norme sociali di una cittadina bigotta e pettegola, ma soprattutto è costretta ad affrontare la madre, una donna fredda e manipolatrice, ammirata dai vicini e temuta dentro casa, da cui era fuggita ancora ragazza. L’inchiesta si gonfia come un fiume in piena e Camille non è più in grado di tenere a freno i ricordi e il male che contengono.
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Sharon e mia suocera: se questa è vita

Una donna palestinese, colta, intelligente e spiritosa, tiene un “diario di guerra”. Gli israeliani sparano ma, nella forzata reclusione fra le pareti domestiche,”spara” anche la madre del marito, una suocera proverbiale. In pagine scoppiettanti di humour e di lucidità politica e sentimentale, i colpi bassi di Sharon e del suo governo finiscono per fare tutt’uno con le idiosincrasie della suocera petulante, con la quale l’autrice si trova a trascorrere in un involontario tete à tete il tempo dell’assedio. Ma, come la guerra, neanche l’avventura cominciata con Sharon e mia suocera finisce ed ecco che Su ad Amiry con Se questa è vita ci regala una nuova puntata del suo irresistibile diario di guerra e di vita quotidiana dai Territori occupati. Con l’indiavolato humour che la contraddistingue e sfoderando un’ormai piena e affilata sapienza narrativa, ci conduce da una stazione all’altra del calvario palestinese, facendoci piangere, ridere, sdegnare, riflettere, connettere, ricordare. Portandoci, con tono lieve e tragicomico, a scoprire i piccoli e grandi contrattempi del vivere nel devastato scenario mediorientale. AI centro del suo affresco narrativo, come sempre, l’ingombrante e svagata suocera Umm Salim, che resiste alla brutalità dell’occupazione militare con abitudini da tempi di pace, orari, buone maniere. Attorno a lei un balletto indiavolato di vicini di casa, parenti, amici, funzionari israeliani, spie e collaboratori, cani, muri in costruzione, paesaggi splendidi e violati, check- point e soldati.

Shan

Un impianto nucleare segretissimo di straordinaria importanza economica e strategica, situato in una remota provincia cinese: i servizi segreti degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica, impegnati in una spietata lotta sotterranea per la supremazia mondiale, vanno alla ricerca di questo obiettivo e si battono all’ultimo sangue. Come pedine del wei qi, antichissimo gioco cinese di alta strategia, i quattro protagonisti portano a compimento la loro partita mortale, la cui posta è il nuovo assetto del mondo.
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Shakespeare non l’ha mai fatto

Shakespeare non l’ha mai fatto by Charles Bukowski
“Ricordo poco della serata, abbiamo bevuto e mangiato e bevuto e bevuto” Scritto nel 1979, Shakespeare non l’ha mai fatto è il resoconto del viaggio che lo scrittore e la sua compagna Linda Lee intraprendono in Europa. Rivediamo Parigi e Nizza con gli occhi di Bukowski, gonfi per il poco sonno e frequentemente di malumore per le continue sbronze, ma soprattutto la provincia tedesca che gli aveva dato i natali. Non certo nelle loro caratteristiche geografiche bensì in quelle umane: gli amici artisti, i parenti di Linda, il vecchio zio tedesco e l’accoglienza di un pubblico che ama i suoi scritti nonostante l’autore continui a eccedere in comportamenti fuori dalla norma, persino scorbutici. Un diario di viaggio, dunque, ma soprattutto una serie di aneddoti, di storie di vita, in cui il grande scrittore continua a sorprenderci con le sue genuine quanto maledette rivelazioni sul senso dell’esistenza, la morte e l’amicizia. Il viaggio si srotola tra reading, presentazioni televisive e cene nel corso delle quali Bukowski non fa proprio nulla per conquistare il suo pubblico. Ma in questo sta la sua forza e originalità: presentarsi al mondo semplicemente per quello che è, senza nascondere le proprie umane debolezze, scrivendo alla fine un inedito viaggio sentimentale, composto di poesie e appunti di vita vera.

Shakespeare in nero

NELLA CITTÀ NATALE DI WILLIAM SHAKESPEARE, UN’AGGHIACCIANTE SERIE DI DELITTI Sull’inclito sepolcro del Poeta S’addensano le nubi del mistero: Ignota è la ragione più segreta Del ratto d’un fanciullo forestiero. Un folle che s’aggira nel paese Si macchia di terribili assassini. E lascia come firma alle sue imprese Due versi minacciosi e sibillini. Un uomo della legge, ed il migliore Nel dare soluzione a casi oscuri, Affronta la sciarada: è l’ispettore Di celebre virtù Riccardo Jury.

Shadowhunters. The mortal instruments. Prima trilogia

Shadowhunters. The mortal instruments. Prima trilogia by Cassandra Clare
Quando Clary entra per la prima volta al Pandemonium Club di New York è convinta di essere una ragazza come tante che va a ballare in un locale alla moda. Ma seguendo un affascinante ragazzo dai capelli blu nel magazzino del locale, vede tre guerrieri coperti di rune tatuate circondarlo e trafiggerlo con una spada di cristallo. Vorrebbe chiamare aiuto, ma non rimane nessun cadavere, nessuna goccia del sangue nero esploso sull’elsa e soprattutto nessuno da accusare, perché quei guerrieri sono creature di un’altra dimensione e solo lei può vederli. Clary non sa ancora che il mondo è popolato da Nascosti, Figli della Notte, Fate e dai Nephilim, implacabili cacciatori di demoni. Gli Shadowhunters. Soprattutto Clary non sa di essere una di loro. Ma lo scoprirà presto. Prima di quanto pensi. E la sua vita ne sarà sconvolta per sempre.