66465–66480 di 75864 risultati

Spade contro la morte

La terra di Nehwon è il mondo immaginario creato da Fritz Leiber intorno alle avventure dei due personaggi di Fafhrd e del Gray Mouser: il barbaro gigantesco venuto dal nord e il piccolo spadaccino intrigante che bazzica un poco con la magia (una sorta di clerico vagante medievale). I due personaggi furono creati nel 1934 da Leiber e dal suo amico Barry Fischer: Fafhrd è la caricatura eroicomica dello stesso Leiber, mentre il piccolo Mouser è l’alter ego di Fischer. Insieme, Leiber e Fischer scrissero una prima stesura dell’ultimo racconto della serie cronologica, I signori di Quarmall, poi Fischer lasciò l’attività di scrittore per quella più prosaica di progettista di imballaggi (“attività un po’ mouseriana” commenta Leiber, “ma assai impegnativa, che non gli lasciò tempo per la narrativa.” “La spada Cesello infilzò barattoli di colla, il pugnale Zampino la sparse sul cartone ondulato. Non ho mai letto che da uno dei suoi imballaggi siano saltate fuori anguille velenose di Lankhmar o ragni giganti di Klesh, ma continuo a nutrirne fondate speranze”). Leiber iniziò in quegli anni Le spade di Lankhmar e altri racconti più brevi, che apparvero in seguito sulla rivista “Unknown” (Le gemme nella foresta, La casa dei ladri, La torre che ululava); di questa prima produzione, Il gambetto dell’adepto venne pubblicato in volume nel 1947, in una raccolta di opere di Leiber. In seguito, le avventure di Fafhrd e del Gray Mouser rimasero ferme per vari anni, fino a quando Cele Goldsmith, che dirigeva la rivista “Fantastic”, chiese a Leiber di scrivere nuove storie con gli stessi personaggi. Per lei Leiber terminò la stesura di Le spade di Lankhmar nel 1961 e completò I signori di Quarmall. Poi, nel periodo tra il 1960 e il 1970, elaborò gradualmente anche la geografia di Nehwon e gli aspetti della città di Lankhmar (L’empio Graal, 1962; Il bazar del bizzarro, 1963; Tempi magri a Lankhmar, 1959). Si trattava di racconti aventi lo scenario e i personaggi in comune, ma ancora privi di una connessione cronologica. Il suggerimento di disporli in successione venne a Leiber da parte di Donald Wollheim, che allora dirigeva le collane di fantascienza degli Ace Books. A partire dal 1967, Leiber scrisse altre storie che descrivono il retroterra dei due personaggi, e la Ace Books pubblicò tutta la serie: cinque volumetti con una caratteristica in comune; nel titolo di ogni libro compare la parola swords, spade. Il primo libro, “Spade e diavolerie”, comprese L’empio Graal con due nuovi brani: Le donne delle nevi (giovinezza di Fafhrd) e Brutto incontro a Lankhmar (incontro tra il Gray Mouser e Fafhrd). Il materiale apparso negli anni ’40 mila rivista “Unknown” costituì il secondo volume, “Spade contro la morte”. Il terzo volume, “Spade nella nebbia” comprese le storie scritte per Cele Goldsmith agli inizi degli anni ’60, con l’aggiunta di quel Gambetto dell’adepto che era stato scritto nel 1937 e pubblicato dieci anni dopo. Quarmall costituì il pezzo forte del quarto volume. Ai quattro volumi di racconti e al quinto volume contenente il romanzo Le spade di Lankhmar se ne sono aggiunti altri due, “Spade tra i ghiacci”, contenente episodi successivi alla “guerra contro i ratti” delle Spade di Lankhmar, e, oltre dieci anni dopo un settimo, “Il Cavaliere e il Fante di Spade”, che completa la serie. I sette volumi vengono proprosti secondo l’ordine di lettura consigliato dall’autore, che non è quello con cui sono stati stampati. I Primi quattro volumi in Italia sono stati inizialmente stampati in un volume unico, IL MONDO DI NEWHON, e in seguito ristampati divisi in due libri ciascuno contenente due volumi, LE DONNE DELLE NEVI e SPADE NELLA NEBBIA.

Spade contro la magia

La terra di Nehwon è il mondo immaginario creato da Fritz Leiber intorno alle avventure dei due personaggi di Fafhrd e del Gray Mouser: il barbaro gigantesco venuto dal nord e il piccolo spadaccino intrigante che bazzica un poco con la magia (una sorta di clerico vagante medievale). I due personaggi furono creati nel 1934 da Leiber e dal suo amico Barry Fischer: Fafhrd è la caricatura eroicomica dello stesso Leiber, mentre il piccolo Mouser è l’alter ego di Fischer. Insieme, Leiber e Fischer scrissero una prima stesura dell’ultimo racconto della serie cronologica, I signori di Quarmall, poi Fischer lasciò l’attività di scrittore per quella più prosaica di progettista di imballaggi (“attività un po’ mouseriana” commenta Leiber, “ma assai impegnativa, che non gli lasciò tempo per la narrativa.” “La spada Cesello infilzò barattoli di colla, il pugnale Zampino la sparse sul cartone ondulato. Non ho mai letto che da uno dei suoi imballaggi siano saltate fuori anguille velenose di Lankhmar o ragni giganti di Klesh, ma continuo a nutrirne fondate speranze”). Leiber iniziò in quegli anni Le spade di Lankhmar e altri racconti più brevi, che apparvero in seguito sulla rivista “Unknown” (Le gemme nella foresta, La casa dei ladri, La torre che ululava); di questa prima produzione, Il gambetto dell’adepto venne pubblicato in volume nel 1947, in una raccolta di opere di Leiber. In seguito, le avventure di Fafhrd e del Gray Mouser rimasero ferme per vari anni, fino a quando Cele Goldsmith, che dirigeva la rivista “Fantastic”, chiese a Leiber di scrivere nuove storie con gli stessi personaggi. Per lei Leiber terminò la stesura di Le spade di Lankhmar nel 1961 e completò I signori di Quarmall. Poi, nel periodo tra il 1960 e il 1970, elaborò gradualmente anche la geografia di Nehwon e gli aspetti della città di Lankhmar (L’empio Graal, 1962; Il bazar del bizzarro, 1963; Tempi magri a Lankhmar, 1959). Si trattava di racconti aventi lo scenario e i personaggi in comune, ma ancora privi di una connessione cronologica. Il suggerimento di disporli in successione venne a Leiber da parte di Donald Wollheim, che allora dirigeva le collane di fantascienza degli Ace Books. A partire dal 1967, Leiber scrisse altre storie che descrivono il retroterra dei due personaggi, e la Ace Books pubblicò tutta la serie: cinque volumetti con una caratteristica in comune; nel titolo di ogni libro compare la parola swords, spade. Il primo libro, “Spade e diavolerie”, comprese L’empio Graal con due nuovi brani: Le donne delle nevi (giovinezza di Fafhrd) e Brutto incontro a Lankhmar (incontro tra il Gray Mouser e Fafhrd). Il materiale apparso negli anni ’40 mila rivista “Unknown” costituì il secondo volume, “Spade contro la morte”. Il terzo volume, “Spade nella nebbia” comprese le storie scritte per Cele Goldsmith agli inizi degli anni ’60, con l’aggiunta di quel Gambetto dell’adepto che era stato scritto nel 1937 e pubblicato dieci anni dopo. Quarmall costituì il pezzo forte del quarto volume. Ai quattro volumi di racconti e al quinto volume contenente il romanzo Le spade di Lankhmar se ne sono aggiunti altri due, “Spade tra i ghiacci”, contenente episodi successivi alla “guerra contro i ratti” delle Spade di Lankhmar, e, oltre dieci anni dopo un settimo, “Il Cavaliere e il Fante di Spade”, che completa la serie. I sette volumi vengono proprosti secondo l’ordine di lettura consigliato dall’autore, che non è quello con cui sono stati stampati. I Primi quattro volumi in Italia sono stati inizialmente stampati in un volume unico, IL MONDO DI NEWHON, e in seguito ristampati divisi in due libri ciascuno contenente due volumi, LE DONNE DELLE NEVI e SPADE NELLA NEBBIA.

Spada

Filippo Bornardone entra a Parigi in uno splendido mattino d’autunno. Arriva da Napoli, in tasca porta una lettera di raccomandazione per il capitano dei moschettieri, d’Artagnan. Al fianco esibisce orgoglioso una spada in puro acciaio di Pomigliano. Ha lo sguardo limpido e fiducioso del soldato e nelle orecchie il fascino esaltante dei racconti dello zio che l’ha educato al mito dei quattro spadaccini di Francia. Ma il suo entusiasmo dura poco. Appena sceso dalla carrozza un malinteso lo fa cadere in una serie vorticosa di eventi che determineranno il suo destino, votandolo alla più audace delle imprese: diventare moschettiere del re catturando Aramis, il cavalier d’Herblay, nemico giurato della corona. E mentre il giovane insegue il suo sogno e il suo nemico in un incalzare di fughe, agguati e scontri, alle sue spalle si tessono gli abili intrighi di una nazione ormai corrotta ma che non ha perduto il proprio fascino abbagliante. Così la sua ricerca spasmodica di giustizia si mescola ai piani di un’aristocrazia allo sbando, rovinata dai debiti di gioco e dalla sete di potere, che però ancora mantiene intatto il brio dei salotti, l’accortezza disincantata delle dame e la spregiudicatezza dei politici.
**

Space

La grande saga dello spazio: cronaca, storia, scienza, umanità, invenzione nel romanzo dedicato all’impresa spaziale americana. Dall’ottobre 1944 ai giorni nostri, dalle prime bombe volanti ai progetti Gemini e Apollo: verso Marte, Giove, Saturno… Partecipe in prima persona del programma spaziale americano per il suo incarico nell’Advisory Council della NASA, James A. Michener, acclamato autore di grandi, epiche saghe quali La baia e L’alleanza, è entrato in contatto con uomini e donne che si muovono sul grandioso palcoscenico che ha per spettatori il mondo e che sono volti ad un’unica meta: il dominio sullo spazio.

Sottomessa E Ribelle – Volume 4-6

Liz lavora ancora per la Goodman & Brown, dove si realizza tanto dal punto di vista professionale che personale accanto all’affascinante miliardario Sacha Goodman. Ma la relazione tra i due giovani è rapidamente offuscata dalle ombre del passato tumultuoso di Sacha. Mentre Liz deve far fronte alla presenza minacciosa di Natalia e di Allisson, Sacha tenta di rassicurare la sua giovane amante sui suoi sentimenti sempre più profondi. Ma sarà sufficiente a sconfiggere le avversità? Nessuno, e neanche Liz, può immaginare il terribile dramma che sta per accadere…

Sotto la neve

È la vigilia di Natale e durante una tempesta di neve un treno viene bloccato in aperta campagna. Alcuni passeggeri, stanchi di aspettare, decidono di raggiungere a piedi la stazione più vicina, ma smarriscono la strada e solo dopo molto girovagare, e ormai allo stremo delle forze, trovano rifugio in una villa isolata. Al suo interno non c’è nessuno, eppure il camino è acceso e la tavola è apparecchiata per il tè. In cucina il bollitore è sul fuoco e, curiosamente, c’è un coltello sul pavimento. Mentre i nuovi arrivati cercano di organizzarsi, alla villa giungono un anziano passeggero del treno, che mostrerà di possedere straordinarie capacità deduttive, e uno strano figuro che si fa chiamare Smith e che ha tutta l’aria di essere un avanzo di galera. Ma le sorprese non sono finite: viene trovata una lettera dal significato oscuro, la porta di una camera – che non può che essere vuota – si apre e si chiude come se dentro ci fosse qualcuno, e durante una spedizione esplorativa all’esterno, sotto la neve che continua a cadere sempre più fitta, viene rinvenuto… Giallo, orrore e mistero si rincorrono e si passano di continuo la mano in questo affascinante romanzo del 1937, finora inedito in Italia, che mostra in pieno tutte le straordinarie capacità narrative dell’autore.

Sotto il lenzuolo

… Era scomparsa anche Grete… La chiamai, andai nel salotto, ma non vi era traccia né della donna, né della camicia… Ritornai in camera da letto piuttosto seccato. Non sapevo cosa fare perché, ovviamente, non potevo rivestirmi senza un indumento così indispensabile. Non riuscivo poi a capire dove si fosse cacciata Grete. Mi avvicinai al letto e tirai giù le coperte con un gesto di rabbia. Sotto il lenzuolo notai un piccolo rigonfiamento, tirai su e vidi la mia camicia… Come diavolo aveva fatto a ficcarsi sotto le lenzuola?…

Sorpresa finale

Basta! Stufa di due fratelli troppo premurosi, Tate Whitelaw decide di fuggire dal ranch di famiglia e di partire “all’avventura”. Per fortuna il destino sembra favorirla, perché la prima persona che le offre un passaggio e addirittura un lavoro è… sì, è proprio un angelo biondo e con due occhi azzurri cui è impossibile resistere tanto che Tate accetta la sua proposta senza pensare che sta seguendo uno sconosciuto. Dov’è finita la sua indipendenza, se ora l’unico desiderio è baciare Adam Philips a perdifiato? Le sorprese non sono finite, perché…

Sopravvissuta

La nuova razza di telepati mutanti guidati da Doro domina la Terra mentre fra le stelle si annida una nuova sfida mortale tra gli umani sopravvissuti a una pestilenza e soggetti a inquietanti mutazioni e gli umanoidi Kohn, con il corpo ricoperto da una folta pelliccia cangiante… Il nuovo elettrizzante romanzo della Saga dei Patternist.

Sopra il mare, sotto la terra

Una mappa antichissima rivela l’esistenza di una tomba millenaria, che nasconda uno straordinario segreto… comincia così, un’avventura che ci porterà lontano, sotto la terra e sopra il mare, alla scoperta di mondi misteriosi, tra amicizie leggende e sorprendenti prodigi.
Un romanzo avvincente, uno dei migliori esempi contemporanei di “fantasy” per adolescenti.

Sono Stato Fortunato – Autobiografia

Ogni vita è caratterizzata da avvenimenti e incontri che la rendono interessante, ma se la vita è quella di un uomo che ha avuto la fortuna di nascere due volte, la prima come ingegnere e la seconda come scrittore, le storie da raccontare si moltiplicano.
Alla soglia dei novant’anni l’ingegnere-filosofo più amato d’Italia torna in libreria con una nuova autobiografia, ampliata dai ricordi, dagli aneddoti e dalle riflessioni che hanno colorato la sua seconda vita, quella che inizia con la pubblicazione di *Così parlò Bellavista*. Il primo libro diventa dunque lo spartiacque di una storia che spazia dai primi amori ai recenti successi, raccontata attraverso le persone e le esperienze che l’hanno resa straordinaria. E ciò che all’apparenza può sembrare irreale altro non è che un’esistenza felice, trascorsa *relativamente* bene, dice lui, perché *grazie a Dio* qualche contrarietà l’ha avuta.
Con la stessa coinvolgente grazia con cui ha raccontato i compagni di scuola, i primi amori, il lavoro di informatico, ma soprattutto la sua Napoli, Luciano De Crescenzo fruga nei cassetti della memoria per offrire ai lettori la narrazione inedita di una vita che lo ha reso tifoso, umorista, filosofo, atleta, ottimista, buono, fortunato, ingegnere, presepista, pressappochista, dubbioso, felice, ma soprattutto scrittore.
**
### Sinossi
Ogni vita è caratterizzata da avvenimenti e incontri che la rendono interessante, ma se la vita è quella di un uomo che ha avuto la fortuna di nascere due volte, la prima come ingegnere e la seconda come scrittore, le storie da raccontare si moltiplicano.
Alla soglia dei novant’anni l’ingegnere-filosofo più amato d’Italia torna in libreria con una nuova autobiografia, ampliata dai ricordi, dagli aneddoti e dalle riflessioni che hanno colorato la sua seconda vita, quella che inizia con la pubblicazione di *Così parlò Bellavista*. Il primo libro diventa dunque lo spartiacque di una storia che spazia dai primi amori ai recenti successi, raccontata attraverso le persone e le esperienze che l’hanno resa straordinaria. E ciò che all’apparenza può sembrare irreale altro non è che un’esistenza felice, trascorsa *relativamente* bene, dice lui, perché *grazie a Dio* qualche contrarietà l’ha avuta.
Con la stessa coinvolgente grazia con cui ha raccontato i compagni di scuola, i primi amori, il lavoro di informatico, ma soprattutto la sua Napoli, Luciano De Crescenzo fruga nei cassetti della memoria per offrire ai lettori la narrazione inedita di una vita che lo ha reso tifoso, umorista, filosofo, atleta, ottimista, buono, fortunato, ingegnere, presepista, pressappochista, dubbioso, felice, ma soprattutto scrittore.

Sono stato fortunato – autobiografia

Sono stato fortunato – autobiografia by Luciano De Crescenzo
Ogni vita è caratterizzata da avvenimenti e incontri che la rendono interessante, ma se la vita è quella di un uomo che ha avuto la fortuna di nascere due volte, la prima come ingegnere e la seconda come scrittore, le storie da raccontare si moltiplicano.
Alla soglia dei novant’anni l’ingegnere-filosofo più amato d’Italia torna in libreria con una nuova autobiografia, ampliata dai ricordi, dagli aneddoti e dalle riflessioni che hanno colorato la sua seconda vita, quella che inizia con la pubblicazione di *Così parlò Bellavista*. Il primo libro diventa dunque lo spartiacque di una storia che spazia dai primi amori ai recenti successi, raccontata attraverso le persone e le esperienze che l’hanno resa straordinaria. E ciò che all’apparenza può sembrare irreale altro non è che un’esistenza felice, trascorsa *relativamente* bene, dice lui, perché *grazie a Dio* qualche contrarietà l’ha avuta.
Con la stessa coinvolgente grazia con cui ha raccontato i compagni di scuola, i primi amori, il lavoro di informatico, ma soprattutto la sua Napoli, Luciano De Crescenzo fruga nei cassetti della memoria per offrire ai lettori la narrazione inedita di una vita che lo ha reso tifoso, umorista, filosofo, atleta, ottimista, buono, fortunato, ingegnere, presepista, pressappochista, dubbioso, felice, ma soprattutto scrittore.

Sono come il fiume che scorre

In queste pagine non solo le convinzioni dell’autore riguardo al destino del mondo e dell’uomo, ma anche i risvolti autobiografici. La raccolta di racconti è inoltre preceduta da un’introduzione in cui Paulo Coelho racconta come è diventato scrittore.
**

Sonetti Lussuriosi

”Sonetti lussuriosi” è una raccolta di sonetti a sfondo erotico del poeta toscano Pietro Aretino, risalenti al 1526. L’opera consiste in due libri che raccolgono rispettivamente sedici e tredici composizioni.

Pietro Aretino è conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso, fra cui i conosciutissimi ”Sonetti lussuriosi”.
Figura di letterato amato quanto discusso, se non odiato (e per molti fu semplicemente un arrivista ed uno spregiudicato cortigiano). Per questa che oggi potrebbe apparire incoerenza fu, per molti versi, un modello dell’intellettuale rinascimentale, autore anche degli apprezzati ”Ragionamenti”.
La figura di Pietro Aretino ha segnato in un certo qual modo il XVI secolo contribuendo in maniera determinante al definitivo superamento della visione teologica ed etica propria dell’età di mezzo.

Il libro è illustrato con i disegni di Édouard-Henri Avril (Paul Avril).

(source: Bol.com)