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Vince l’attrazione

Cutter pensa che agire sia meglio che perdersi in chiacchiere. Jessica invece è convinta che il dialogo sia la chiave della felicità. Uno dei due si sbaglia. O forse no. Una gara di beneficenza a suon di appuntamenti è il terreno perfetto per mettere alla prova entrambe le teorie. Eppure seguire l’istinto pare l’unica via, soprattutto perché, quando sono insieme, il pilota-ragazzaccio e la maestra della seduzione fanno scintille.
I romanzi della miniserie “Amori e Motori”:
Passione e bon ton
Il matrimonio di Carlee
La lunga estate calda
Vince l’attrazione
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### Sinossi
Cutter pensa che agire sia meglio che perdersi in chiacchiere. Jessica invece è convinta che il dialogo sia la chiave della felicità. Uno dei due si sbaglia. O forse no. Una gara di beneficenza a suon di appuntamenti è il terreno perfetto per mettere alla prova entrambe le teorie. Eppure seguire l’istinto pare l’unica via, soprattutto perché, quando sono insieme, il pilota-ragazzaccio e la maestra della seduzione fanno scintille.
I romanzi della miniserie “Amori e Motori”:
Passione e bon ton
Il matrimonio di Carlee
La lunga estate calda
Vince l’attrazione

Villetta con piscina

Marc Schlosser è un medico di famiglia. Riceve la mattina, dalle otto e mezza all’una. Venti minuti circa a paziente cosí spartiti: un minuto per capire quello che c’è da capire e gli altri diciannove per inscenare una parvenza di interesse. E i pazienti se ne vanno via soddisfatti, prendendo per una meticolosa e inusuale attenzione quella che non è altro che una messa in scena. Di recente, però, un increscioso incidente ha turbato la tranquilla esistenza di Marc. Dopo il funerale di Ralph Meier, la star televisiva dalla figura imponente e la voce stentorea, Judith, la moglie dell’attore, ha fatto irruzione nello studio di Schlosser scagliando a terra una sedia e strillando ripetutamente ‘Assassino!’. È passato un anno e mezzo da quando Ralph Meier si era materializzato in quella stessa sala d’aspetto. Aveva il suo solito atteggiamento, quella prorompente fisicità che si acquista soltanto con regolari abbuffate in ristoranti che abbiano ottenuto una o piú stelle Michelin o con copiosi barbecue nel cortile di casa. Ma era malato, profondamente malato. Nel suo corpo, le cellule maligne si erano già rivoltate contro quelle sane. Marc ha capito subito che occorreva un intervento drastico, un first strike, un bombardamento a tappeto che avrebbe messo K.O. tutte le cellule maligne in un colpo solo. Eppure ha tranquillizzato l’attore, dicendogli che non c’era nulla di serio di cui preoccuparsi. E un anno e mezzo dopo Meier, il viso magro al posto di quello pienotto di un tempo, ha ingoiato un bicchierino letale per non lasciare alla malattia il gusto di portarselo via. Omicidio premeditato? Crudele assassinio? Sono vere le accuse di Judith? La commissione disciplinare medica dovrà appurare esattamente questo. L’Olanda non è mica l’America, dove per una diagnosi sbagliata un avvocato ti può rovinare. In Olanda se l’hai fatta grossa, rimedi un’ammonizione o al piú una sospensione di qualche mese. E davanti alla commissione medica Marc punta esattamente su questo. Sostiene di averla forse fatta grossa, di essere incorso in un grave errore medico come ne capitano tanti nella ricca e un po’ distratta Olanda. Non può mica dire la verità! Non può mica raccontare di una villetta con piscina affittata dai Meier, dove la famiglia Schlosser ha trascorso alcuni giorni d’estate, tra abbuffate, relax e amicizia! E di sua figlia Julia, tredici anni e lunghi capelli biondi, ritrovata ferita e in stato d’amnesia sulla spiaggia, la stessa notte in cui Ralph Meier, il donnaiolo dallo sguardo osceno, il sessantenne che in piscina giocava ad abbassare il costume alle adolescenti, era sparito per tanto, troppo tempo! Dopo La cena, il romanzo in cui un gruppo di adolescenti costringe a scelte drammatiche i propri genitori, Herman Koch torna a descrivere magistralmente il cinismo dei rapporti sociali odierni, l’oscurità e il malessere penetrati nel cuore stesso della famiglia contemporanea

(source: Bol.com)

Villa triste

Per non andare a combattere in Algeria – siamo ai primi degli Anni Sessanta – un giovane francese di cui sappiamo molto poco, va a rifugiarsi in una stazione termale affacciata su un lago dell’Alta Savoia, a pochi chilometri dalla Svizzera. Volendo nascondere la sua identità, si presenta come un discendente di una nobile famiglia russa: il conte Chmara. Dopo qualche tempo, incontra una ragazza molto affascinante che ha qualche anno più di lui: Yvonne. Lei dichiara di essere una attrice che ha appena finito di partecipare al film di un regista tedesco, girato proprio da quelle parti. I due si innamorano e, nella località turistica che col suo Casino, i ricevimenti, i campi da tennis, i concorsi di bellezza, sembra essere attrezzata di tutto punto per proporsi come una imitazione sbiadita e volgare della Costa Azzurra in cui un tempo avevano folleggiato Francis Scott Fitzgerald e sua moglie Zelda, e W.S. Maugham avrebbe sfogato fino all’ultimo il suo pessimo umore, vivono una lunga estate di passione e di bugie. Yvonne fa parte di quegli esseri misteriosi – sempre gli stessi – che, come sentinelle, se ne stanno ai bivi della nostra esistenza e, nel momento stesso in cui li incontriamo, ci travolgono. Il finto conte Chmara è un apolide della vita, alla ricerca del passato e del tutto. Sono, entrambi, protagonisti di “quel momento della giovinezza in cui tutto è sul punto di precipitare e presto sarà troppo tardi per tutto”. È inevitabile che, insieme, costruiscano una vicenda drammaticamente esemplare. Villa triste, il romanzo che Patrick Modiano scrisse quando ancora non aveva compiuto trent’anni, è un romanzo inquietante, a tratti ironico e “cattivo”, fascinosamente rétro, percorso da una potente vena d’erotismo. Modiano, in questo, è un maestro. Conosce perfettamente la misura. E quali sono i gesti, quali sono le parole, quali sono i luoghi, in cui si nasconde il desiderio. Giorgio Montefoschi

(source: Bol.com)

Vikings. La saga di Ragnar Lodbrok

Da sempre i vichinghi hanno colpito il nostro immaginario: possenti guerrieri, bellicosi conquistatori forgiati dalle gelide terre del Nord. Abili costruttori di navi in grado di solcare le acque con rara velocità, quasi invisibili agli occhi del nemico. Un popolo che ha per eroi valorosi condottieri, invincibili sul campo di battaglia. Uomini i cui nomi evocano il clangore delle armi, il grido di paesi messi a ferro e fuoco, e che rimangono indissolubilmente legati a un destino di gloria anche dopo la morte. È così che la Storia li tramanda. E dalle nebbie della leggenda, un personaggio emerge in tutta la sua potenza: è Ragnar Lodbrok, ardente di una febbre di conquista che l’ha condotto dove altri avevano solo sognato di arrivare. Non abbiamo prova irrevocabile della sua esistenza, alcuni lo identificano con il capo vichingo che saccheggiò Parigi nell’845, altri con quel Raginarius cui il re franco Carlo il Calvo donò delle terre nell’840, altre cronache ancora narrano di un re norreno di nome Ragnall che razziò l’Irlanda. Il mito s’intreccia alla verità storica nel racconto delle gesta di questo guerriero tenace, sicuro, protetto e guardato con favore dagli dèi. Questo libro racchiude le antiche saghe che hanno tramandato la sua storia, quella delle sue mogli, dei suoi figli e di un intero, straordinario popolo.

(source: Bol.com)

Vieni da me

Stati Uniti, oggi. Il capitano Ryland Miller e la sua unità speciale si offrono volontari per partecipare a un esperimento top secret, mirato ad aumentare le loro capacità psichiche e a trasformarli in invincibili “armi umane”. Dopo i primi successi, però, accade qualcosa d’inspiegabile e alcuni uomini muoiono tra sofferenze atroci. Ben presto, Ryland si convince che l’unica speranza di sopravvivere per lui e i suoi compagni sia evadere da quella sorta di prigione, ma i suoi piani sono sconvolti dall’arrivo di Lily, una scienziata che, sin dall’infanzia, ha dimostrato notevoli capacità telepatiche e che potrebbe far luce sul mistero. Tra Ryland e la giovane donna si scatena infatti un’attrazione fisica e mentale irresistibile, che tuttavia nessuno coglie e che sfugge soprattutto al padre di Lily, responsabile dell’esperimento, cui però non sfugge l’enorme rischio che stanno correndo quegli uomini. Prima di poter agire, tuttavia, lo scienziato viene brutalmente ucciso. La sola traccia che lascia dietro di sé è un ultimo, disperato messaggio telepatico a Lily…
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Viaggio Tra gli Errori Quotidiani Di Sicurezza Informatica

Non è un libro tecnico ma raccomandazioni alla portata di chiunque, un misto tra un simposio alla macchinetta del caffè e dei racconti paradossali. Anche se non è un libro tecnico, alcuni esperti dovrebbero leggerlo, per sorridere o per rendersi conto, poiché loro hanno già fatto un gran bel lavoro, che il novanta per cento dei problemi di sicurezza IT che rimangono in azienda è legato al fattore umano. Questa breve analisi nasce da una rielaborazione di centinaia di mail, raccomandazioni e formazione che negli anni ho ripetutamente inviato a colleghi e collaboratori che tendevano a trascurare la sicurezza informatica o a viverla come una necessaria scocciatura. Nel frattempo i problemi di sicurezza nel mondo IT sono aumentati in misura esponenziale e la trascuratezza è spesso rimasta lo spirito guida dell’utilizzatore medio dei sistemi informativi, sia a casa sia in azienda. Ho affrontato la maggior parte degli aspetti dal lato dell’utente finale, utilizzando dove possibile un approccio narrativo poiché mi sembra il più indicato per fare un tipo di divulgazione semplice e sufficientemente efficace. Da un punto di vista professionale, invece, non nascondo una certa preoccupazione per come la sicurezza informatica è interpretata da alcune aziende. Termino questa premessa con una battuta che gira da anni tra gli addetti informatici: “La maggior parte dei problemi di un computer solitamente gli sta seduto davanti”. Con questa battuta s’intende rendere evidente l’importanza del fattore umano nella gestione dei sistemi informatici e della sicurezza e di come questo fattore rappresenta sempre più spesso l’anello debole della catena nel mondo della sicurezza IT.
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### Sinossi
Non è un libro tecnico ma raccomandazioni alla portata di chiunque, un misto tra un simposio alla macchinetta del caffè e dei racconti paradossali. Anche se non è un libro tecnico, alcuni esperti dovrebbero leggerlo, per sorridere o per rendersi conto, poiché loro hanno già fatto un gran bel lavoro, che il novanta per cento dei problemi di sicurezza IT che rimangono in azienda è legato al fattore umano. Questa breve analisi nasce da una rielaborazione di centinaia di mail, raccomandazioni e formazione che negli anni ho ripetutamente inviato a colleghi e collaboratori che tendevano a trascurare la sicurezza informatica o a viverla come una necessaria scocciatura. Nel frattempo i problemi di sicurezza nel mondo IT sono aumentati in misura esponenziale e la trascuratezza è spesso rimasta lo spirito guida dell’utilizzatore medio dei sistemi informativi, sia a casa sia in azienda. Ho affrontato la maggior parte degli aspetti dal lato dell’utente finale, utilizzando dove possibile un approccio narrativo poiché mi sembra il più indicato per fare un tipo di divulgazione semplice e sufficientemente efficace. Da un punto di vista professionale, invece, non nascondo una certa preoccupazione per come la sicurezza informatica è interpretata da alcune aziende. Termino questa premessa con una battuta che gira da anni tra gli addetti informatici: “La maggior parte dei problemi di un computer solitamente gli sta seduto davanti”. Con questa battuta s’intende rendere evidente l’importanza del fattore umano nella gestione dei sistemi informatici e della sicurezza e di come questo fattore rappresenta sempre più spesso l’anello debole della catena nel mondo della sicurezza IT.

Viaggio all’inferno

Il corpo martoriato di uno studente viene rinvenuto su una lugubre e desolata banchina della Senna. Decisa a far luce sulla tragica morte del ragazzo, Sarah, la sua matrigna, avvia una propria indagine, affiancata da un ex sergente dei Servizi Speciali dell’Aereonautica. La loro impresa si rivela però complessa e rischiosa: infatti, si trovano a combattere istituzioni segrete – lecite e meno -, nonchè il misterioso burattinaio di un traffico internazionale di eroina… Una spy-story emozionante, di superba qualità

Viaggio a Norimberga

‘Se oggi mi chiedo quale fu il vero movente che mi ha portato in autunno dal Canton Ticino a Norimberga – un viaggio durato due mesi – mi coglie l’imbarazzo’ scrive Hermann Hesse all’inizio di questo libro di memorie. Nel 1925 aveva deciso infatti di lasciare il suo eremo in Svizzera e di accogliere l’invito a tenere una serie di pubbliche letture in Germania: proprio lui che riconosceva di essere ‘un uomo restio ai viaggi e alle frequentazioni umane’, lui che trovava la prospettiva di esibirsi in pubblico ‘talvolta spaventosa’. Non era d’altro canto un momento qualsiasi: ‘… la vita mi costava un’insolita, eccessiva fatica, e ogni idea di cambiamento, trasformazione, fuga non poteva che essermi gradita’. Una fuga, però, da indugiante, meditabondo flâneur, fatta di soste prolungate e deviazioni e incontri con vecchi amici, che lo conduce da Locarno a Zurigo, da Baden alla natia Svevia, da Ulma ad Augusta e a Norimberga, per terminare infine a Monaco, con la visita a Thomas Mann. Un viaggio, ‘in sé insignificante e fortuito’, che diventa una discesa nel passato e nella propria coscienza, e si traduce in un’intensa confessione intima, dove Hesse ci parla dei suoi amori letterari – primo fra tutti Hölderlin, fatale scoperta infantile – e dell’avversione per il mondo moderno; dell’insofferenza per ‘la fabbrica culturale’ (‘nessuno è più vanitoso, nessuno più assetato di plauso e consenso dell’intellettuale’) e del penoso fardello della fama – e, quale antidoto alla disperazione, dell’umorismo, ‘ponte sospeso sopra il baratro tra realtà e ideale’.

(source: Bol.com)

Viaggiatori viaggianti. Da Bob Marley a Che Guevara. Giro del mondo in quattordici racconti

Dall’America Latina di Ernesto Guevara al Cile di Pablo Neruda, dalla Venezia di Corto Maltese all’Africa del ”Paziente inglese” o dei rasta di Bob Marley, fino a Ryszard Kapuscinski e Bruce Chatwin, un giornalista ripercorre i passi di personaggi indimenticabili, raccontando, oggi, i luoghi e gli incontri che ne hanno segnato le storie. Un grande viaggio letterario che si nutre di reportage e visioni, alla ricerca di ciò che è accaduto (e può quindi essere raccontato) e di ciò che, dell’esistenza di ognuno, può essere soltanto immaginato. Questa edizione è arricchita, rispetto alla precedente, di cinque nuovi racconti, da Arthur Rimbaud alle donne del deserto.

(source: Bol.com)

Vetri di mare

Honora e suo marito adorano la loro nuova casa: così, quando il proprietario offre loro di acquistarla, non ci pensano due volte. Ma siamo nel 1929 e il crollo della Borsa sconvolge l’economia di tutti gli Stati Uniti e la stabilità economica di tutte le famiglie. Il marito di Honora, costretto a lavorare come operaio in una fabbrica vicina, partecipa attivamente alle lotte sindacali e la vita della coppia finisce per intrecciarsi sempre più con le storie di altri personaggi. Al punto da mettere in discussione persino il loro matrimonio.
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Vestito Di Ricordi

Tomás e Juan Velasco dirigono l’azienda frutticola di famiglia, nella meravigliosa Siviglia, in terra di Spagna, dove sono cresciuti grazie all’amore di Adela, madre del fratello maggiore, che ha perdonato il tradimento del marito.
Insieme a loro, nella villa coloniale ereditata dalla donna, vivono la piccola Adela – che porta il prezioso nome della compianta nonna – e la governante Consuelo che si occupa principalmente della bambina e dell’intera gestione della casa.
Ci sono ombre nel passato di Tomás che lo rendono inquieto e l’arrivo dall’Italia della giovane Adele – che diventerà l’educatrice della bambina – le riporterà prepotentemente in superficie.
Riuscirà a fare breccia nel suo cuore e a offrirgli il futuro che non si aspetta più da tempo?
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### Sinossi
Tomás e Juan Velasco dirigono l’azienda frutticola di famiglia, nella meravigliosa Siviglia, in terra di Spagna, dove sono cresciuti grazie all’amore di Adela, madre del fratello maggiore, che ha perdonato il tradimento del marito.
Insieme a loro, nella villa coloniale ereditata dalla donna, vivono la piccola Adela – che porta il prezioso nome della compianta nonna – e la governante Consuelo che si occupa principalmente della bambina e dell’intera gestione della casa.
Ci sono ombre nel passato di Tomás che lo rendono inquieto e l’arrivo dall’Italia della giovane Adele – che diventerà l’educatrice della bambina – le riporterà prepotentemente in superficie.
Riuscirà a fare breccia nel suo cuore e a offrirgli il futuro che non si aspetta più da tempo?

Vespertine

Possono un prete e una rockstar rispondere alla chiamata dell’amore? Diciassette anni fa, l’amicizia tra Jasper Hendricks e Nicholas Blumfeld si è trasformata in una relazione d’amore segreta. Hanno trascorso mesi idilliaci finché la chiamata di Jasper al sacerdozio è diventata impossibile da ignorare. Sconvolto, Nicky ha seguito la sua strada verso la celebrità nel mondo del rock, ma non ha mai smesso di guardarsi indietro. Oggi Jasper è un prete dichiaratamente gay e lavora duramente per aiutare i giovani vulnerabili della comunità LGBTQ. È determinato a portare cambiamenti nella Chiesa e nel mondo. Rispettato, ammirato e a proprio agio con la sua identità, Jasper ha a lungo ignorato la solitudine. Nicky, noto come Nico Blue, chitarrista e cantautore della band Vespertine, ha conquistato i cuori di milioni di ammiratori. Lui e la band hanno girato il mondo, incendiando i fan con la loro musica. Stordito dalle droghe e alimentato dalla rabbia, Nicky si sente completamente solo. Quando i componenti della band sono costretti a disintossicarsi, torna a casa, dove tutto è iniziato. Le carriere di Jasper e Nicky hanno dominato le loro vite sin da quando si sono separati da adolescenti. Quando si rivedono, devono scegliere tra i fantasmi persistenti del passato o la promessa di un nuovo futuro.

Vertigo

Benjamin “Buck” Buckler è un ex capitano SAS. Nessuno ha mai parlato di un suo errore, di una sua sconfitta, eppure lui sente il bisogno di dare un taglio al passato e voltare pagina. Lo fa con un nuovo lavoro, con un nuovo team. E soprattutto con un nuovo capo, il ricco ed enigmatico David Langdon, detto GD. Quando GD scompare, Buck incontra la donna che vive con lui, la brasiliana Alex Xavier, misteriosa e pericolosamente irresistibile. E Buck si troverà di fronte a un grande dilemma: scegliere tra la lealtà e le ben più profonde ragioni del cuore.
Vertigo è il primo romanzo della serie GD Team.

Verso un sapere dell’anima

Il libro può essere considerato come il manifesto del pensiero polivalente di Maria Zambrano. In esso si mostra infatti la genesi delle due forme di ragione, mediatrice e poetica, che ne hanno guidato tutta l’attività filosofica intrecciandosi con una costante riflessione sulla storia della filosofia e della cultura europea, la sua crisi e i suoi fallimenti dei quali l’Europa intera era arrivata ormai a soffrire mortalmente. La sfida vitale che il filosofare di Maria Zambrano assume è dettata dalla necessità, non solo teorica ma esistenziale e politica, del “rinnovamento di un’amicizia perduta” attraverso un sapere dell’anima.
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Verso ovest

Chicago, 1893. La Città Bianca, sede dell’Esposizione mondiale colombiana, in occasione dei quattrocento anni della scoperta dell’America. Gli Stati Uniti proclamano al mondo la loro volontà di potenza e il cammino che hanno fatto in poco più di un secolo di storia. Il giovane Frederick Jackson Turner sale sul podio per esporre la sua relazione su “Il significato della frontiera nella storia americana”. Nello stesso momento Buffalo Bill si sta esibendo nel suo grandioso spettacolo, Wild West, che porterà in tournée persino in Europa. Cosa hanno in comune l’uomo di spettacolo il cui nome divenne sinonimo di cowboy e il giovane ricercatore che fondò su una nuova base il racconto della storia degli Stati Uniti? Bruno Cartosio parte da questo binomio per raccontare il mito della frontiera americana, il suo significato per la storia di quel paese, la sua vitalità e la sua capacità di assorbire contraddizioni, passi falsi, bugie – e, in ultima analisi, di costruire un pezzo di storia americana e mondiale. Un viaggio fantasmagorico tra leggenda e realtà storica, cercando di separarle ma al tempo stesso misurando costantemente quanto l’una ha influenzato e determinato l’altra. Con uno sguardo sempre critico, Cartosio mostra come la costruzione di un mito, esportato in tutto il mondo dalla forza dei film western di Hollywood (che erano le pellicole preferite persino da Stalin), abbia fin da subito, ben prima di Ombre rosse e I magnifici sette, coperto una realtà segnata da crimini, sfruttamento e imperialismo, e sia servito a una nazione tutta da inventare per forgiare una parte importante della propria identità.

(source: Bol.com)