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45° all’ombra

Catastrofe? Catastrofe per la nave e per l’umanità che la popola: colonizzatoli che l’Africa ha indurito o, al contrario, prosciugato d’ogni vigore, avventurieri, ufficiali in licenza, mandre di apatici coolus decimati dalla febbre… Catastrofe per quell’Huret che, imbarcatosi con la moglie piena di rancore e il figlio moribondo, passa dalla…
nauseante prostrazione del mal di mare alla vorticosa esaltazione del giucco, dell’avventura. E il galante commissario; le signore i cui sigilli morali si sciolgono con grande facilità al sensuale calore dei tropici ; il medico di bordo, augure scettico e generoso; la particolare “accelerazione” impressa alle reazioni psicologiche di ciascuno dal senso del pericolo incombente… In questa atmosfera, tra questi personaggi Georges Simenon svolge una vicenda ricca, appassionante e, soprattutto, “vera”.

44 Charles Street

Dopo la fine della sua storia d’amore con Todd, avvocato e collezionista d’arte newyorkese, Francesca Thayer è distrutta. Negli ultimi sei anni ha condiviso con lui ogni cosa, nel lavoro e nella vita. Compreso il suo sogno più grande: aprire una galleria per artisti emergenti e comprare una casa d’epoca nel Village. Ora, improvvisamente sola, rischia di dover rinunciare a tutto. O forse no. Fatti due conti, a Francesca non resta che una soluzione per far fronte al mutuo: cercare dei coinquilini. Pubblica quindi un annuncio, nonostante il parere contrario della madre. Arrivano così a vivere con lei Eileen, giovane insegnante appena approdata in città; Chris, affascinante designer, separato e con un figlio di sette anni che vede a weekend alternati; e infine Marya, famosa autrice di libri di cucina vedova da poco. Con il passare del tempo, fra i quattro avviene un cambiamento profondo: da conviventi casuali ad amici, fino a formare un’unica, vera famiglia. Tutti insieme, sotto lo stesso tetto, imparano ad affrontare le luci e le ombre della vita quotidiana. Mentre l’aroma della squisita cucina di Marya si diffonde nelle stanze, nella grande casa di Charles Street tornano le risate, qualche volta anche i singhiozzi, e in ciascuno rinasce la speranza. Persino Francesca sarà costretta a ricredersi e ad arrendersi a quello che, appena un anno prima, le era sembrato impossibile: aprire di nuovo il suo cuore a qualcuno. Danielle Steel firma una luminosa e intensa storia di affetti e trasforma “Charles Street” in un luogo che non vorremmo più lasciare. Perché solo l’amore riesce a farci sentire veramente a casa.
**
### Sinossi
Dopo la fine della sua storia d’amore con Todd, avvocato e collezionista d’arte newyorkese, Francesca Thayer è distrutta. Negli ultimi sei anni ha condiviso con lui ogni cosa, nel lavoro e nella vita. Compreso il suo sogno più grande: aprire una galleria per artisti emergenti e comprare una casa d’epoca nel Village. Ora, improvvisamente sola, rischia di dover rinunciare a tutto. O forse no. Fatti due conti, a Francesca non resta che una soluzione per far fronte al mutuo: cercare dei coinquilini. Pubblica quindi un annuncio, nonostante il parere contrario della madre. Arrivano così a vivere con lei Eileen, giovane insegnante appena approdata in città; Chris, affascinante designer, separato e con un figlio di sette anni che vede a weekend alternati; e infine Marya, famosa autrice di libri di cucina vedova da poco. Con il passare del tempo, fra i quattro avviene un cambiamento profondo: da conviventi casuali ad amici, fino a formare un’unica, vera famiglia. Tutti insieme, sotto lo stesso tetto, imparano ad affrontare le luci e le ombre della vita quotidiana. Mentre l’aroma della squisita cucina di Marya si diffonde nelle stanze, nella grande casa di Charles Street tornano le risate, qualche volta anche i singhiozzi, e in ciascuno rinasce la speranza. Persino Francesca sarà costretta a ricredersi e ad arrendersi a quello che, appena un anno prima, le era sembrato impossibile: aprire di nuovo il suo cuore a qualcuno. Danielle Steel firma una luminosa e intensa storia di affetti e trasforma “Charles Street” in un luogo che non vorremmo più lasciare. Perché solo l’amore riesce a farci sentire veramente a casa.

365 Racconti Erotici Per Un Anno (Atlantide)

365 autori, 365 racconti, 365 storie di passione, 365 declinazioni dell’eros, 365 modi di parlare di sesso
Un’antologia che non ha eguali, un esperimento grandioso che ha portato 365 autori a esprimersi su una materia tanto controversa quanto popolare come l’erotismo, facendolo ogni volta in modi completamente diversi, con una freschezza e una originalità che hanno del sorprendente.365 racconti selezionati su oltre 3000 che hanno partecipato a un’affascinante kermesse letteraria per dare vita a una raccolta che sta facendo discutere e continuerà a farlo per molto tempo, senza alcuna preclusione nel mischiare autori professionisti con scrittori al loro esordio letterario.Un’antologia assolutamente da non perdere, per trascorrere ogni giorno dell’anno in compagnia di un racconto dai risvolti imprevedibili.Contiene, fra gli altri, racconti di:Alan D. AltieriDanilo AronaCristiana AstoriBarbara BaraldiLuigi De PascalisStefano Di MarinoGiulio LeoniMauro MarcialisGianfranco NerozziClaudia SalvatoriAlda Teodorani
Nato a Milano nel 1962, Franco Forte è giornalista professionista, traduttore, sceneggiatore e Direttore Editoriale delle collane da edicola Mondadori (Gialli, Urania e Segretissimo). Ha pubblicato per Mondadori i romanzi bestseller Il segno dell’untore (2012), Roma in fiamme (2011), I Bastioni del Coraggio (2010), Carthago (2009), La Compagnia della Morte (2009), Operazione Copernico (2009), i cui diritti di traduzione cinematografica sono stati acquistati da Dino De Laurentiis, e La stretta del Pitone (Mursia, 2005), Il figlio del cielo e L’orda d’oro (Mondadori, 2000) – da cui ha tratto uno sceneggiato TV su Gengis Khan prodotto da Mediaset – China killer (Marco Tropea/Il Saggiatore, 2000). Sempre per Mediaset ha scritto la sceneggiatura di un film tv su Giulio Cesare e ha collaborato a serie televisive quali RIS e Distretto di polizia. Il suo esordio come narratore risale al 1990, con il romanzo Gli eretici di Zlatos (Editrice Nord). Direttore responsabile della rivista Writers Magazine Italia ([www.writersmagazine.it](http://www.writersmagazine.it)) ha pubblicato Il Prontuario dello scrittore (Delos Books), un manuale di scrittura creativa per gli autori esordienti.

36 domande per farti innamorare di me

36 domande per farti innamorare di me by Vicki Grant
Hildy ha diciotto anni e frequenta l’ultimo anno di liceo. Di buona famiglia, è una studentessa modello fin troppo rispettosa delle regole.
Paul ha quasi diciannove anni, non ha un lavoro fisso ed è meravigliosamente sfrontato e intrigante. Hildy e Paul non si conoscono e appartengono chiaramente a mondi distanti anni luce. È probabile che non si sarebbero mai incontrati se non avessero deciso di partecipare, ognuno per le proprie ragioni, a un esperimento organizzato dal dipartimento di psicologia dell’università. Una ricerca che si propone di rispondere a un quesito semplice quanto ambizioso: può l’amore – sentimento nobilissimo e raro di cui grondano romanzi, film e canzoni pop – essere “pilotato” se non addirittura costruito a tavolino? Per capirlo, Hildy e Paul (vedi alla voce cavie) dovranno rispondere insieme a un questionario di 36 domande.
Di risposta in risposta, alternando le risate ai pianti e passando attraverso arrabbiature, segreti inconfessabili, bugie, fughe improvvise e ritorni inaspettati potrebbero accorgersi che forse, al di là delle loro evidenti differenze, qualcosa di profondo li unisce. Che si tratti di quella cosa che inizia per A di cui tutti sembrano andare in cerca?
*36 domande per farti innamorare di me* è un romanzo fresco, moderno, pieno di “cuore” e di humour che, nel momento stesso in cui lo avrete terminato, vi lascerà con il desiderio bruciante di trovare subito uno sconosciuto tutto vostro con il quale rispondere al questionario. E, forse, trovare l’amore.

3 per la vecchia luna

Ora che la Luna comincia a rivelare il suo vero volto, che ha un «suo» satellite artificiale, e che presto, secondo le previsioni, rivelerà ogni suo antico mistero all’uomo che per primo calpesterà la sua superficie, ci sembra giunto il momento di rivolgere un ultimo sguardo al nostro vecchio satellite: uno sguardo tradizionale, quale la fantascienza di domani non potrà forse più permettersi. In chiave umoristica con Raymond Jones, in chiave eroica con H.B. Fyfe, in chiave minacciosa con Fritz Leiber, compiamo dunque questo felice giro conclusivo intorno alla prima grande ispiratrice della letteratura fantascientifica.
Indice:
Raymond F. Jones – Una gita (Rider in the Sky, 1964)
H. B. Fyfe – Una marcia (Moonwalk, 1958)
Fritz Leiber – Un’incognita (Deadly Moon, 1964)
Copertina di Karel Thole

2017 – Contessa Per Scommessa

PROLOGO
Pur essendo un uomo, piace anche a me leggere qualcosa di romantico. Da un po’ di anni leggo volentieri romanzi tipo Regency, immedesimarmi nel mondo di Jane Austen; nel milleottocento: tra Conti, Duchi, cavalli e carrozze, duelli e danze, dolci dame e giovani debuttanti.
Però mi piacciono anche i romanzi contemporanei. Dove giovani e caparbi ragazzi/ragazze si fanno strada in un mondo fatto di superficialità, facilità e a volte dispregio della personalità (troppe volte la propria). Dove tutto è dovuto, dove si può prendere senza dare, dove il sentimento è per il più delle volte calpestato dall’interesse, dove il sesso libero viene normalmente consumato prima di conoscere il vero significato di amare.
Allora ho pensato… perché non mescolare insieme i due mondi?
Come deve sentirsi al giorno d’oggi oggi una giovane cameriera se un giorno un Duca, un vero Duca (anche bello oltretutto) le chiedesse di sposarlo per fare di lei la sua Contessa?
Niente di strano se fossimo nel milleottocento e rotti. Invece ci troviamo in pieno ventunesimo secolo, durante una manifestazione anarchica di protesta “Anti TAV” contro lo stato sovrano e contro un mondo imprenditoriale, dove l’unico scopo è l’interesse personale e sociale, schiacciando tutti come fossero formiche?
Samantha è consapevole che è solo una presa di forza. Che la Contessa madre vuole obbligare suo figlio Alberto ad un matrimonio forzato pur di salvaguardare un titolo storico ormai sulla via del decesso dando un erede al casato. Ed è proprio Lui, che non vuole assolutamente saperne di sposarsi, a spiegarle e a proporle -quasi a pregarla- di essere la sua finta fidanzata per due intere settimane dietro lauto compenso. Lo scopo è quello di boicottare una scommessa fatta con la Contessa madre e fare naufragare il suo desiderio di diventare nonna.
Ma cosa può accadere se una tipetta peperoncina come Sam, poco consone all’etichetta, si scontra nel bel mondo dell’alta società?
NOTE DELL’AUTORE
Secondo me, un buon libro, come un buon film, non deve incutere tristezza, timore, ansia. Ma deve accompagnarci sotto le lenzuola con il sorriso sulle labbra per farci addormentare sereni. Deve smuovere i sentimenti, la voglia di essere vivo, il desiderio di amare ed essere amati e, perché no! Anche farti un po’ piangere. Ma non dal dolore, ma dalla commozione che solo un vero sentimento può donarti.
Mi piacciono molto i romanzi ambientati nel 1.800, con Duchi, Conti, Ladies e giovani debuttanti. Mi attrae quel loro modo di comportarsi e di vivere. L’onore, il rango, i duelli e la priorità della discendenza.
Ma mi piacciono allo stesso modo quelli ambientati nel nostro secolo. Dove la vita è più reale, dove tutto è più diretto. Dove i giovani vivono le loro esperienze nella piena libertà legata alla parità dei diritti, alla precarietà del lavoro, al bisogno di essere autonomi economicamente.
E allora mi sono posto una domanda: è possibile mischiare assieme questi due mondi?
Ne è uscito un romanzo simpatico e divertente, ambientato tra Vicenza, Venezia e il Tirolo austriaco. Tipologie di vita così diverse che sembra incredibile che possano coesistere: eppure.
Mi auguro che il romanzo vi possa stuzzicare e spingervi a leggerlo.
Giampietro Pegoraro
[email protected]
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### Sinossi
PROLOGO
Pur essendo un uomo, piace anche a me leggere qualcosa di romantico. Da un po’ di anni leggo volentieri romanzi tipo Regency, immedesimarmi nel mondo di Jane Austen; nel milleottocento: tra Conti, Duchi, cavalli e carrozze, duelli e danze, dolci dame e giovani debuttanti.
Però mi piacciono anche i romanzi contemporanei. Dove giovani e caparbi ragazzi/ragazze si fanno strada in un mondo fatto di superficialità, facilità e a volte dispregio della personalità (troppe volte la propria). Dove tutto è dovuto, dove si può prendere senza dare, dove il sentimento è per il più delle volte calpestato dall’interesse, dove il sesso libero viene normalmente consumato prima di conoscere il vero significato di amare.
Allora ho pensato… perché non mescolare insieme i due mondi?
Come deve sentirsi al giorno d’oggi oggi una giovane cameriera se un giorno un Duca, un vero Duca (anche bello oltretutto) le chiedesse di sposarlo per fare di lei la sua Contessa?
Niente di strano se fossimo nel milleottocento e rotti. Invece ci troviamo in pieno ventunesimo secolo, durante una manifestazione anarchica di protesta “Anti TAV” contro lo stato sovrano e contro un mondo imprenditoriale, dove l’unico scopo è l’interesse personale e sociale, schiacciando tutti come fossero formiche?
Samantha è consapevole che è solo una presa di forza. Che la Contessa madre vuole obbligare suo figlio Alberto ad un matrimonio forzato pur di salvaguardare un titolo storico ormai sulla via del decesso dando un erede al casato. Ed è proprio Lui, che non vuole assolutamente saperne di sposarsi, a spiegarle e a proporle -quasi a pregarla- di essere la sua finta fidanzata per due intere settimane dietro lauto compenso. Lo scopo è quello di boicottare una scommessa fatta con la Contessa madre e fare naufragare il suo desiderio di diventare nonna.
Ma cosa può accadere se una tipetta peperoncina come Sam, poco consone all’etichetta, si scontra nel bel mondo dell’alta società?
NOTE DELL’AUTORE
Secondo me, un buon libro, come un buon film, non deve incutere tristezza, timore, ansia. Ma deve accompagnarci sotto le lenzuola con il sorriso sulle labbra per farci addormentare sereni. Deve smuovere i sentimenti, la voglia di essere vivo, il desiderio di amare ed essere amati e, perché no! Anche farti un po’ piangere. Ma non dal dolore, ma dalla commozione che solo un vero sentimento può donarti.
Mi piacciono molto i romanzi ambientati nel 1.800, con Duchi, Conti, Ladies e giovani debuttanti. Mi attrae quel loro modo di comportarsi e di vivere. L’onore, il rango, i duelli e la priorità della discendenza.
Ma mi piacciono allo stesso modo quelli ambientati nel nostro secolo. Dove la vita è più reale, dove tutto è più diretto. Dove i giovani vivono le loro esperienze nella piena libertà legata alla parità dei diritti, alla precarietà del lavoro, al bisogno di essere autonomi economicamente.
E allora mi sono posto una domanda: è possibile mischiare assieme questi due mondi?
Ne è uscito un romanzo simpatico e divertente, ambientato tra Vicenza, Venezia e il Tirolo austriaco. Tipologie di vita così diverse che sembra incredibile che possano coesistere: eppure.
Mi auguro che il romanzo vi possa stuzzicare e spingervi a leggerlo.
Giampietro Pegoraro
[email protected]

20 poesie d’amore e una canzone disperata

Pablo Neruda non è stato soltanto il celebrato cantore dell’impegno civile, della libertà e degli ideali, ma ha toccato nella sua attività poetica tutti i grandi temi dell’esistenza: l’amore, l’amicizia, il viaggio, l’erotismo, la riflessione sulla letteratura. Questa scelta antologica intende riflettere tutti questi interessi e offrire al lettore la possibilità di apprezzare la produzione di un grande poeta di questo secolo.

1918. L’influenza spagnola. La pandemia che cambiò il mondo

Può una pandemia cambiare il mondo? Nel 1918 è successo. L’influenza spagnola è stata il killer più feroce del XX secolo: uccise in soli due anni milioni di persone. Tra le vittime anche artisti e intellettuali del calibro di Guillaume Apollinaire, Egon Schiele e Max Weber. Nonostante l’entità della tragedia, le conseguenze sono rimaste a lungo offuscate dalla devastazione della prima guerra mondiale e relegate a un ruolo secondario. Laura Spinney ricostruisce la storia della pandemia seguendone le tracce in tutto il globo, dall’India al Brasile, dalla Persia alla Spagna, dal Sudafrica all’Ucraina. Inquadrandola da un punto di vista scientifico, storico, economico e culturale, l’autrice le restituisce il posto che le spetta nella storia del Novecento quale fattore in grado di dare forma al mondo moderno, influenzando la politica globale e il nostro modo di concepire la medicina, la religione, l’arte. Attraverso queste pagine si legge il passato, ma si può tentare di immaginare il futuro: la prossima pandemia influenzale, le armi a disposizione per combatterla e i potenziali punti deboli dei nostri sistemi sanitari. Arriveremmo preparati ad affrontare un’eventuale emergenza?

1912 + 1

8 novembre 1913: la contessa Maria Tiepolo, moglie del capitano Carlo Ferruccio Oggioni, uccide l’attendente del marito, il bersagliere Quintilio Polimanti. Per qualche giorno l’Italia si distoglie da altri pensieri per concentrarsi sulla contessa, che i giornali definiscono subito «bellissima», mentre descrivono il Polimanti come «bel giovane, alto, capelli biondi e ricciuti». Poi la vicenda scompare, perché incalzano altre novità: il tango che arriva da Parigi, il furto della Gioconda. Ma, quando si apre il processo, la curiosità generale è di nuovo fortissima. Ora si tratta di decidere: che cosa motivò quel colpo di pistola? La difesa dell’onore? O si può insinuare il sospetto di una passione? «Nell’aula della Corte d’Assise d’Oneglia vapora e aleggia “L’amante di Lady Chatterley” di Lawrence». Ma l’assurdità del processo vuole che alla passione si alluda solo come a qualcosa di improbabile e funesto, così come – in coerenza con lo stile di una certa Italia tronfia e trita di quegli anni – il magistrato per nominare le donne parla di «sesso gentile». Più di mille lettere anonime giunsero in tribunale durante i giorni del processo. Evidentemente quella storia toccava un groppo di pathos, terrore e sogno.
Sciascia avvia questo libro come una «divagante passeggiata nel tempo», nell’Italia del «1912 + 1» (come scrisse una volta D’Annunzio per esorcizzare il fatidico tredici), ma poi si abbandona a scavare con affilato scalpello nelle testimonianze spesso vacue ed esilaranti del processo. Perseguendo due poetiche apparentemente inconciliabili, quella della digressione e quella della concisione, egli riesce a gettare la massima luce su un oggetto proprio quando sembra parlare d’altro: evoca un clima storico sprofondando nei dettagli del processo Tiepolo e illumina il processo Tiepolo vagando fra D’Annunzio e i futuristi, il patto Gentiloni e la guerriglia in Libia, Pirandello e Huxley. Profondo conoscitore di quell’Italia dove ogni pasticcio tende a presentarsi come un limpido accordo, così come nel caso Tiepolo un omicidio passionale tendeva a presentarsi come difesa della decenza, Sciascia ha voluto scrivere la cronaca di un processo pieno di pompose incongruenze: non giudicando, ma lasciando lievitare i fatti per leggerne la filigrana, che si rivela alla fine nettissima e oscura.

120 Rue de la Gare

Primi anni Quaranta. C’è la guerra. Nestor Burma è appena tornato dal campo di prigionia e vede per caso Colomer, suo socio all’agenzia investigativa Fiat Lux prima che venisse chiusa, davanti alla stazione di Perrache. Proprio quando i due si riconoscono e stanno per incontrarsi dopo tanto tempo, Colomer cade a terra, freddato da un colpo di pistola. Prima di morire, però, riesce a sussurrare all’amico un indirizzo: 120, rue de la Gare. Lo stesso che Burma aveva sentito ripetere all’ospedale militare da un prigioniero colpito da amnesia. Sulla scena del delitto c’è una ragazza armata. È lei l’assassina? Partendo dal rebus del misterioso indirizzo, iniziano le indagini. Ad aiutare l’investigatore ci saranno il poliziotto Florimond Faroux e la bella Hélène Chatelain, ex segretaria della Fiat Lux che, sospettata di nascondere qualcosa, verrà addirittura pedinata dalla polizia…
Torna in libreria uno dei capolavori di Léo Malet: la prima inchiesta dell’affascinante Nestor Burma. Un romanzo che non può mancare nelle librerie di chi colleziona la serie, ma anche un’ottima occasione per fare la conoscenza del detective anarchico e delle sue avventure.
«Malet è, giustamente, ritenuto fra le voci più alte del noir francese».
Giancarlo de Cataldo
«Maestro del noir, Malet è giudicato, non a torto, migliore di Simenon».
Corrado Augias
«Un mito».
Gianni Mura, «il Venerdì di Repubblica»
«Uno dei detective più riusciti del noir novecentesco. Un classico. E basta».
Fabrizio d’Esposito, «il Fatto Quotidiano»
«Difficile immaginare la politicità dei noir di Dominique Manotti, Fred Vargas, Jean-Claude Izzo, Didier Daeninckx senza Malet… È stato un grande scrittore di noir».
Benedetto Vecchi, «il manifesto»
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### Sinossi
Primi anni Quaranta. C’è la guerra. Nestor Burma è appena tornato dal campo di prigionia e vede per caso Colomer, suo socio all’agenzia investigativa Fiat Lux prima che venisse chiusa, davanti alla stazione di Perrache. Proprio quando i due si riconoscono e stanno per incontrarsi dopo tanto tempo, Colomer cade a terra, freddato da un colpo di pistola. Prima di morire, però, riesce a sussurrare all’amico un indirizzo: 120, rue de la Gare. Lo stesso che Burma aveva sentito ripetere all’ospedale militare da un prigioniero colpito da amnesia. Sulla scena del delitto c’è una ragazza armata. È lei l’assassina? Partendo dal rebus del misterioso indirizzo, iniziano le indagini. Ad aiutare l’investigatore ci saranno il poliziotto Florimond Faroux e la bella Hélène Chatelain, ex segretaria della Fiat Lux che, sospettata di nascondere qualcosa, verrà addirittura pedinata dalla polizia…
Torna in libreria uno dei capolavori di Léo Malet: la prima inchiesta dell’affascinante Nestor Burma. Un romanzo che non può mancare nelle librerie di chi colleziona la serie, ma anche un’ottima occasione per fare la conoscenza del detective anarchico e delle sue avventure.
«Malet è, giustamente, ritenuto fra le voci più alte del noir francese».
Giancarlo de Cataldo
«Maestro del noir, Malet è giudicato, non a torto, migliore di Simenon».
Corrado Augias
«Un mito».
Gianni Mura, «il Venerdì di Repubblica»
«Uno dei detective più riusciti del noir novecentesco. Un classico. E basta».
Fabrizio d’Esposito, «il Fatto Quotidiano»
«Difficile immaginare la politicità dei noir di Dominique Manotti, Fred Vargas, Jean-Claude Izzo, Didier Daeninckx senza Malet… È stato un grande scrittore di noir».
Benedetto Vecchi, «il manifesto»
### L’autore
Léo Malet est né à Montpellier en 1909. Attiré par l’écriture et l’anarchie, il décide à l’âge de 16 ans de ” monter ” à Paris, où pour survivre il effectue une multitude de petits métiers. En 1930, il fait la connaissance d’André Breton et découvre le surréalisme, dont il devient un familier. Après la guerre, Léo Malet rencontre Louis Chavance qui lui suggère d’écrire des romans policiers, un genre encore inexistant en France. Malet produit alors d’alertes contrefaçons de *Hard boiled* américains qu’il signe des pseudonymes de Frank Harding ou Léo Latimer. En 1943, il publie sous son véritable nom, *120 rue de la gare*, un roman policier très français qui met en scène pour la première fois l’illustre Nestor Burma. C’est en 1953, lors d’une promenade, que Léo Malet aura l’idée de faire de son privé un nouveau ” piéton de Paris “. *Le soleil naît derrière le Louvre* inaugure la série des *Nouveaux Mystères de Paris*, un an après. Chroniques réalistes de la vie des quartiers parisiens, *Les Nouveaux Mystères de Paris* donnent définitivement à son personnage ses lettres de noblesse. Avec 55 titres (dont 29 consacrés à Nestor Burma), Léo Malet a bien mérité des Lettres françaises. Il est mort en 1996.

101 storie Zen

«Lo Zen non è una setta ma un’esperienza». Da questa esperienza, che ha al suo centro la nozione di *satori*, «illuminazione», è nata una letteratura immensa, dalle numerose ramificazioni, a partire dal sesto secolo in Cina (sotto il nome di Ch’an) e a partire dal dodicesimo secolo fino ai nostri giorni in Giappone (sotto il nome di Zen). Ciò che in Occidente ha finito per presentarsi spesso come moda banale è dunque una ricchissima tradizione religiosa, senza la quale è impensabile una grande parte della filosofia, della letteratura e dell’arte estremo-orientali. Per avvicinarsi a questo intricato complesso poche introduzioni sono altrettanto giuste nel tono, svelte e amabili come questa raccolta di storie Zen curata da Nyogen Senzaki e Paul Reps. Il lettore vi troverà una scelta dalla «Raccolta di pietre e di sabbia» di Muju, maestro giapponese del tredicesimo secolo, e da altri testi classici Zen, sino alla fine del secolo diciannovesimo. Con sobrietà e grazia Senzaki e Reps hanno saputo presentare in rapidi tratti apologhi capitali o ignoti, intrecciandoli con felice precisione, in modo che il lettore possa entrare in contatto immediato con le grandi questioni (e con le grandi soluzioni) dello Zen, contatto che troverebbe ben più difficilmente affidandosi a ponderosi manuali, contrari già nella loro costruzione allo spirito Zen – per eccellenza imprendibile e paradossale, irridente verso ogni sapienza soddisfatta, spesso nascosto dietro gli schermi del vuoto e del non sapere. *101 storie zen* è apparso per la prima volta nel 1939.

101 modi per riconoscere il tuo principe azzurro

Il “principe azzurro” è decisamente fuori moda nel terzo millennio: un tizio su un cavallo bianco, con la calzamaglia e la piuma sul cappello davanti a una metropolitana non è il massimo dell’erotismo… Eppure tra le mille insidie di tutti i rospi del mondo si nascondono ancora degli uomini che possono fare di una semplice donna una principessa, ma per trovarli bisogna imparare a scartare tutti gli altri. Ecco allora i 101 preziosissimi consigli contenuti in questo libro per capire come riconoscere un principe azzurro e scappare a gambe levate davanti agli inaffi dabili, ai mammoni, agli sposati, agli egoisti, ai prepotenti e ai pazzi. Questo “manuale di sopravvivenza” nasce dalla volontà di Federica Bosco di condividere con le lettrici la sua esperienza, quella delle sue amiche e delle tante ragazze che le hanno scritto in questi anni per raccontare i fallimenti e le frustrazioni di chi si ostina a voler per forza cavare sangue da una rapa, affi nché nessuno vi dica più: «Ma li trovi tutti tu quelli strani?».
*Non è in nessun modo il tuo principe azzurro se…
Se non ti chiama
Se ti porta fuori solo di mercoledì
Se la vostra relazione va tenuta nascosta
Se ti dice he sei grassa
Se non fa sesso con te
Se fa sesso con la tua migliore amica (o con tua sorella)
Se sua mamma lo chiama più di 7 volte al giorno
Se prima di te è già stato con tua nonna, tua madre e tua sorella
Se usa il tuo rossetto
Se durante le notti di luna piena ulula
Se sul petto ha un tatuaggio di Padre Pio
Se ti legge la posta
Se dimentica di dirti che è sposato
Se sei la sua principale fonte di guadagno
Se parla sempre e solo di sé*