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La storia: romanzo

‘A La Storia’, romanzo pubblicato direttamente in edizione economica nel 1974 e ambientato a Roma durante e dopo l’ultima guerra (1941-47), Elsa Morante ha consegnato la massima esperienza della sua vita. È la sua opera piú letta e, come tutti i libri importanti, anche quella che piú ha fatto discutere. Cesare Garboli, nell’introduzione a questa edizione tascabile, traccia un bilancio critico sul romanzo a piú di vent’anni dalla prima pubblicazione. Completano il volume la cronologia della vita e delle opere, la bibliografia generale e quella specifica relativa al dibattito su ‘La Storia’.

‘A La Storia’, romanzo pubblicato direttamente in edizione economica nel 1974 e ambientato a Roma durante e dopo l’ultima guerra (1941-47), Elsa Morante ha consegnato la massima esperienza della sua vita. È la sua opera piú letta e, come tutti i libri importanti, anche quella che piú ha fatto discutere. Cesare Garboli, nell’introduzione a questa edizione tascabile, traccia un bilancio critico sul romanzo a piú di vent’anni dalla prima pubblicazione. Completano il volume la cronologia della vita e delle opere, la bibliografia generale e quella specifica relativa al dibattito su ‘La Storia’.

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Storia, Filosofia Della Storia, Sociologia E Materialismo Storico

Storia, Filosofia della Storia, Sociologia e Materialismo Storico by Antonio Labriola
Storia, Filosofia della Storia, Sociologia e Materialismo Storico

Storia, Filosofia della Storia, Sociologia e Materialismo Storico by Antonio Labriola
Storia, Filosofia della Storia, Sociologia e Materialismo Storico

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Storia vera di Piero d’Angera, che alla crociata non c’era (stampa 1981)

Riuscirò un giorno a metterlo in scena ‘sto testo! Quando l’ho pensato, ormai un sacco d’anni fa, ero all’Odeon di Milano e dovetti soprassedere alla messa in scena per il fatto che quel teatro manca di soffitto quindi, a incominciare dal gioco del volo di Piero, non si potevano realizzare un infinito numero di situazioni sceniche.
In più mi servivano almeno dieci attori oltre a quelli, tredici, che eravamo, senza contare i pupazzi, i mascheroni e le macchine per i trucchi. Noi eravamo una compagnia senza sovvenzioni, come ancora oggi del resto, per realizzare un allestimento del genere. Di certo, rileggendolo dopo tanti anni, questo è il testo che più mi sollecita ad inventare soluzioni e ritmi nuovi, giochi di pantomima e tante altre movimentate situazioni. Credo che una volta sul palco, in prova, con attori svelti ed agili, disposti a spaccarsi testa e gambe, e anche il sedere, dentro questo spettacolo ci si potrebbe divertire moltissimo… e scusate se è poco.

Riuscirò un giorno a metterlo in scena ‘sto testo! Quando l’ho pensato, ormai un sacco d’anni fa, ero all’Odeon di Milano e dovetti soprassedere alla messa in scena per il fatto che quel teatro manca di soffitto quindi, a incominciare dal gioco del volo di Piero, non si potevano realizzare un infinito numero di situazioni sceniche.
In più mi servivano almeno dieci attori oltre a quelli, tredici, che eravamo, senza contare i pupazzi, i mascheroni e le macchine per i trucchi. Noi eravamo una compagnia senza sovvenzioni, come ancora oggi del resto, per realizzare un allestimento del genere. Di certo, rileggendolo dopo tanti anni, questo è il testo che più mi sollecita ad inventare soluzioni e ritmi nuovi, giochi di pantomima e tante altre movimentate situazioni. Credo che una volta sul palco, in prova, con attori svelti ed agili, disposti a spaccarsi testa e gambe, e anche il sedere, dentro questo spettacolo ci si potrebbe divertire moltissimo… e scusate se è poco.

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Storia umana della matematica

I matematici sono uomini come tutti gli altri, alle prese con un talento spesso precoce, imperativo e solitario. Cosí le loro grandi scoperte sono anche vicende di padri e figli, balistica e cibernetica, amori e fallimenti, ostinazione e fortuna. Attraverso le storie di sei matematici veri e uno finto, Chiara Valerio ci racconta la seduzione della piú inafferrabile delle scienze esatte.

Se la letteratura nasce quando qualcuno urla al lupo e il lupo non c’è, e la fisica comincia quando qualcuno capisce come accendere il fuoco strofinando le pietre, la matematica quando nasce? La matematica nasce perché gli esseri umani sono impazienti. Torneranno i lupi, saranno piú di noi? Quanto ci vuole per accendere il fuoco con i sassi? Gli esseri umani hanno bisogno di segnare il tempo, un prima un dopo. E per segnare il tempo si sono inventati i numeri: allineare sassolini uno dietro l’altro, annodare un filo, stabilire una successione. È questa la storia avvincente e vertiginosa che ci racconta Chiara Valerio, attraverso le vite di sette matematici – sei veri e uno finto. Perché la matematica è una forma di immaginazione che educa all’invisibile, e allora ripercorrere le vite di chi ha così esercitato la fantasia ci permette di capire quella grammatica che descrive e costruisce il mondo ricordandoci costantemente che siamo umani. Per capire come János Bolyai, matematico, abbia risolto il problema delle parallele, bisogna tornare indietro di una vita, a Farkas Bolyai, suo padre, matematico. Senza Mauro Picone, giovane matematico, sull’altopiano della Bainsizza – lo stesso di Emilio Lussu – l’esercito italiano non avrebbe mai potuto fare la guerra. Se Alan Turing, il risolutore di Enigma, desiderava ardentemente essere una macchina, Norbert Wiener, il padre della cibernetica, non avrebbe mai e poi mai voluto essere un bambino prodigio: entrambi tuttavia progettavano automi. Se Lev Landau, fisico e matematico valentissimo, non muore in un incidente sulla strada che da Mosca porta a Dubna, è perché in ospedale, oltre ai medici migliori di tutte le Russie, arrivano i fisici piú preparati di tutte le Russie. Chiara Valerio ci dimostra come ragione e sentimento, irrazionale e razionale, reale e immaginario non siano concetti opposti ma possibilità dell’essere. La capacità di calcolare il mondo lo determina nel momento stesso in cui lo descrive, attraversando i confini, le epoche storiche e le generazioni. La matematica nasce perché gli esseri umani sono fatti della stessa sostanza di cui è fatto il tempo.

(source: Bol.com)

I matematici sono uomini come tutti gli altri, alle prese con un talento spesso precoce, imperativo e solitario. Cosí le loro grandi scoperte sono anche vicende di padri e figli, balistica e cibernetica, amori e fallimenti, ostinazione e fortuna. Attraverso le storie di sei matematici veri e uno finto, Chiara Valerio ci racconta la seduzione della piú inafferrabile delle scienze esatte.

Se la letteratura nasce quando qualcuno urla al lupo e il lupo non c’è, e la fisica comincia quando qualcuno capisce come accendere il fuoco strofinando le pietre, la matematica quando nasce? La matematica nasce perché gli esseri umani sono impazienti. Torneranno i lupi, saranno piú di noi? Quanto ci vuole per accendere il fuoco con i sassi? Gli esseri umani hanno bisogno di segnare il tempo, un prima un dopo. E per segnare il tempo si sono inventati i numeri: allineare sassolini uno dietro l’altro, annodare un filo, stabilire una successione. È questa la storia avvincente e vertiginosa che ci racconta Chiara Valerio, attraverso le vite di sette matematici – sei veri e uno finto. Perché la matematica è una forma di immaginazione che educa all’invisibile, e allora ripercorrere le vite di chi ha così esercitato la fantasia ci permette di capire quella grammatica che descrive e costruisce il mondo ricordandoci costantemente che siamo umani. Per capire come János Bolyai, matematico, abbia risolto il problema delle parallele, bisogna tornare indietro di una vita, a Farkas Bolyai, suo padre, matematico. Senza Mauro Picone, giovane matematico, sull’altopiano della Bainsizza – lo stesso di Emilio Lussu – l’esercito italiano non avrebbe mai potuto fare la guerra. Se Alan Turing, il risolutore di Enigma, desiderava ardentemente essere una macchina, Norbert Wiener, il padre della cibernetica, non avrebbe mai e poi mai voluto essere un bambino prodigio: entrambi tuttavia progettavano automi. Se Lev Landau, fisico e matematico valentissimo, non muore in un incidente sulla strada che da Mosca porta a Dubna, è perché in ospedale, oltre ai medici migliori di tutte le Russie, arrivano i fisici piú preparati di tutte le Russie. Chiara Valerio ci dimostra come ragione e sentimento, irrazionale e razionale, reale e immaginario non siano concetti opposti ma possibilità dell’essere. La capacità di calcolare il mondo lo determina nel momento stesso in cui lo descrive, attraversando i confini, le epoche storiche e le generazioni. La matematica nasce perché gli esseri umani sono fatti della stessa sostanza di cui è fatto il tempo.

(source: Bol.com)

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Storia prima felice, poi dolentissima e funesta

È una cronaca famigliare, desunta dalle lettere, dalle testimonianze e dai documenti che per oltre un secolo sono stati conservati nella famiglia dell’autore: la storia di un bisnonno e di una bisnonna, di un siciliano e di una parmigiana, Gaetano Citati e Clementina Sanvitale, del loro amore romanzesco e della loro tragica morte. Questa cronaca è un ritratto fedele dell’Ottocentoromantico: la vita discreta nella piccola corte di Parma, attorno a maria luigia d’Asburgo, dove il tempo è rallentato; la vita misera e vagabonda degli esiliati carbonari italiani; la vita pittoresca in Algeria tra il 1842 e il 1848; il 1848 in Italia e il suo fallimento; Alessandria d’Egitto al tempo deltaglio dell’istmo di Suez _ sono raffigurati da una mano che ama i piccoli tocchi discreti ed eleganti. Tra un episodio e l’altro, Pietro Citati gioca con i quadri e i libri che ama: ora fa un omaggio a Parmigianino, ora a Baudelaire, ora a Flaubert, ora a Omero. Alla fine, quando il libro è chiuso, il lettore si rende conto che questa cronaca famigliare, forse senza volontà e coscienza di chi l’ha scritta, è divenuta un romanzo.

È una cronaca famigliare, desunta dalle lettere, dalle testimonianze e dai documenti che per oltre un secolo sono stati conservati nella famiglia dell’autore: la storia di un bisnonno e di una bisnonna, di un siciliano e di una parmigiana, Gaetano Citati e Clementina Sanvitale, del loro amore romanzesco e della loro tragica morte. Questa cronaca è un ritratto fedele dell’Ottocentoromantico: la vita discreta nella piccola corte di Parma, attorno a maria luigia d’Asburgo, dove il tempo è rallentato; la vita misera e vagabonda degli esiliati carbonari italiani; la vita pittoresca in Algeria tra il 1842 e il 1848; il 1848 in Italia e il suo fallimento; Alessandria d’Egitto al tempo deltaglio dell’istmo di Suez _ sono raffigurati da una mano che ama i piccoli tocchi discreti ed eleganti. Tra un episodio e l’altro, Pietro Citati gioca con i quadri e i libri che ama: ora fa un omaggio a Parmigianino, ora a Baudelaire, ora a Flaubert, ora a Omero. Alla fine, quando il libro è chiuso, il lettore si rende conto che questa cronaca famigliare, forse senza volontà e coscienza di chi l’ha scritta, è divenuta un romanzo.

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Storia perfetta dell’errore

”Siamo tutti nati da cose imperfette. Siamo tutti incerti, in equilibrio precario. Qualsiasi bellezza di cui possiamo risplendere è scavata dentro questa fragilità.” Pietro Zangheri, paleoantropologo, ama la precisione. Che si tratti di organizzare una cena o di datare un reperto preistorico, non vuole che nulla sia lasciato al caso. Ama anche le imprese difficili, e infatti sogna di superare il temutissimo esame per l’ottavo dan di kendo. Infine, ama Selene, una giovane traduttrice che ha gli occhi neri e sembra fatta di fuoco: lui progetta, lei scombina; lui misura ogni gesto, lei gioca solo d’istinto; lui tace e riflette, lei si accende e divampa. Quando Selene scopre di soffrire di un disturbo che la rende ancora più imprevedibile, fugge lontano, convinta che Pietro, ossessionato dalla perfezione, non possa stare accanto a una come lei. Non sa che il suo uomo ha il cuore saldo e paziente, e ha già un piano per riconquistarla: le racconterà le storie degli ”errori” più meravigliosi di sempre. Come quello di Galileo, che puntando il cannocchiale nella direzione sbagliata è riuscito a vedere la Luna; o quello di Michelangelo, che ha dato vita al suo David da un blocco di marmo bozzuto e scadente. Dagli errori genetici, motore dell’evoluzione, a quelli umanissimi che ogni giorno ci fanno cadere, rialzare, perdere e innamorare, Roberto Mercadini trova il modo più tenero e delicato per ricordarci che è proprio dal caos e dall’imperfezione che nascono le cose più belle.

(source: Bol.com)

”Siamo tutti nati da cose imperfette. Siamo tutti incerti, in equilibrio precario. Qualsiasi bellezza di cui possiamo risplendere è scavata dentro questa fragilità.” Pietro Zangheri, paleoantropologo, ama la precisione. Che si tratti di organizzare una cena o di datare un reperto preistorico, non vuole che nulla sia lasciato al caso. Ama anche le imprese difficili, e infatti sogna di superare il temutissimo esame per l’ottavo dan di kendo. Infine, ama Selene, una giovane traduttrice che ha gli occhi neri e sembra fatta di fuoco: lui progetta, lei scombina; lui misura ogni gesto, lei gioca solo d’istinto; lui tace e riflette, lei si accende e divampa. Quando Selene scopre di soffrire di un disturbo che la rende ancora più imprevedibile, fugge lontano, convinta che Pietro, ossessionato dalla perfezione, non possa stare accanto a una come lei. Non sa che il suo uomo ha il cuore saldo e paziente, e ha già un piano per riconquistarla: le racconterà le storie degli ”errori” più meravigliosi di sempre. Come quello di Galileo, che puntando il cannocchiale nella direzione sbagliata è riuscito a vedere la Luna; o quello di Michelangelo, che ha dato vita al suo David da un blocco di marmo bozzuto e scadente. Dagli errori genetici, motore dell’evoluzione, a quelli umanissimi che ogni giorno ci fanno cadere, rialzare, perdere e innamorare, Roberto Mercadini trova il modo più tenero e delicato per ricordarci che è proprio dal caos e dall’imperfezione che nascono le cose più belle.

(source: Bol.com)

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Storia europea della letteratura italiana III

Per la prima volta una storia della letteratura dell’Italia unita arriva fino ai giorni nostri, fino ai romanzi di Camilleri, di Ammaniti, di Melania Mazzucco, di Aldo Nove e di Simona Vinci.
In questo volume, infatti, Asor Rosa non si limita a ripercorrere le ultime fasi di quella modernità iniziata ed esplosa nei due volumi precedenti, ma analizza ugualmente ‘il declino del moderno’, o postmoderno che dir si voglia, caratterizzato dalla crisi dei ‘disegni generali’, delle ideologie, della persuasione di scrivere per cambiare l’uomo e la storia.
Un Novecento lungo in cui vengono ridefiniti gli statuti letterari che avevano contraddistinto l’operare degli scrittori nelle epoche precedenti. La letteratura come presa di posizione elitaria puntava tutto sulla distinzione e sull’originalità, viceversa nella società di massa il valore viene ricollocato dove ci sia il gradimento di molti se non di tutti. Questa è una delle cesure piú rilevanti raccontate in questo libro. Ma se la storia letteraria del Novecento (e Duemila) è un momento di grandi trasformazioni e radicali cambiamenti, è anche un percorso di permanenze forti. Come per la poesia, che con Montale e altri autori ha rappresentato il vertice qualitativo del secolo scorso, e che ancora oggi, secondo Asor Rosa, rappresenta il piú forte segnale di continuità con la tradizione.

Storia europea della letteratura italiana I. Le origini e il Rinascimento.
Storia europea della letteratura italiana II. Dalla decadenza al Risorgimento.
(source: Bol.com)

Per la prima volta una storia della letteratura dell’Italia unita arriva fino ai giorni nostri, fino ai romanzi di Camilleri, di Ammaniti, di Melania Mazzucco, di Aldo Nove e di Simona Vinci.
In questo volume, infatti, Asor Rosa non si limita a ripercorrere le ultime fasi di quella modernità iniziata ed esplosa nei due volumi precedenti, ma analizza ugualmente ‘il declino del moderno’, o postmoderno che dir si voglia, caratterizzato dalla crisi dei ‘disegni generali’, delle ideologie, della persuasione di scrivere per cambiare l’uomo e la storia.
Un Novecento lungo in cui vengono ridefiniti gli statuti letterari che avevano contraddistinto l’operare degli scrittori nelle epoche precedenti. La letteratura come presa di posizione elitaria puntava tutto sulla distinzione e sull’originalità, viceversa nella società di massa il valore viene ricollocato dove ci sia il gradimento di molti se non di tutti. Questa è una delle cesure piú rilevanti raccontate in questo libro. Ma se la storia letteraria del Novecento (e Duemila) è un momento di grandi trasformazioni e radicali cambiamenti, è anche un percorso di permanenze forti. Come per la poesia, che con Montale e altri autori ha rappresentato il vertice qualitativo del secolo scorso, e che ancora oggi, secondo Asor Rosa, rappresenta il piú forte segnale di continuità con la tradizione.

Storia europea della letteratura italiana I. Le origini e il Rinascimento.
Storia europea della letteratura italiana II. Dalla decadenza al Risorgimento.
(source: Bol.com)

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Storia europea della letteratura italiana I: Le origini e il Rinascimento

Dopo avere innovato profondamente la storiografia letteraria con un’opera collettiva come la *Letteratura italiana* Einaudi, da lui ideata e diretta, Alberto Asor Rosa ridisegna questa volta interamente in prima persona gli intrecci fra opere, uomini, luoghi, condizioni storiche ed economiche che dànno vita alla nostra tradizione letteraria. Un approccio che ha comportato un rinnovato confronto diretto con le opere, favorendo uno straordinario impegno critico a fianco di quello storiografico e fuso con esso. Dunque molta passione nel suggerire nuove chiavi interpretative per leggere e apprezzare in profondità Dante o Boccaccio, maggiori e minori, ed estrema lucidità nell’individuare il filo di un’identità nazionale attraverso la letteratura, che è nello stesso tempo contestualizzazione nelle piú generali radici europee. Radici che sono molteplici: latine e cristiane, ma anche preromane e barbariche.
Una storia letteraria nuova per molti aspetti, non ultimo quello della periodizzazione scelta da Asor Rosa, che sottolinea la continuità fra Medioevo e Rinascimento ponendo la vera frattura e la nascita della modernità alla fine del Cinquecento, con la trasformazione dei modelli culturali europei e il drastico ridimensionamento della letteratura italiana a livello internazionale.
*Storia europea della letteratura italiana II. Dalla decadenza al Risorgimento.*
*Storia europea della letteratura italiana III. La letteratura della Nazione.*
**
### Sinossi
Dopo avere innovato profondamente la storiografia letteraria con un’opera collettiva come la *Letteratura italiana* Einaudi, da lui ideata e diretta, Alberto Asor Rosa ridisegna questa volta interamente in prima persona gli intrecci fra opere, uomini, luoghi, condizioni storiche ed economiche che dànno vita alla nostra tradizione letteraria. Un approccio che ha comportato un rinnovato confronto diretto con le opere, favorendo uno straordinario impegno critico a fianco di quello storiografico e fuso con esso. Dunque molta passione nel suggerire nuove chiavi interpretative per leggere e apprezzare in profondità Dante o Boccaccio, maggiori e minori, ed estrema lucidità nell’individuare il filo di un’identità nazionale attraverso la letteratura, che è nello stesso tempo contestualizzazione nelle piú generali radici europee. Radici che sono molteplici: latine e cristiane, ma anche preromane e barbariche.
Una storia letteraria nuova per molti aspetti, non ultimo quello della periodizzazione scelta da Asor Rosa, che sottolinea la continuità fra Medioevo e Rinascimento ponendo la vera frattura e la nascita della modernità alla fine del Cinquecento, con la trasformazione dei modelli culturali europei e il drastico ridimensionamento della letteratura italiana a livello internazionale.
*Storia europea della letteratura italiana II. Dalla decadenza al Risorgimento.*
*Storia europea della letteratura italiana III. La letteratura della Nazione.*

Dopo avere innovato profondamente la storiografia letteraria con un’opera collettiva come la *Letteratura italiana* Einaudi, da lui ideata e diretta, Alberto Asor Rosa ridisegna questa volta interamente in prima persona gli intrecci fra opere, uomini, luoghi, condizioni storiche ed economiche che dànno vita alla nostra tradizione letteraria. Un approccio che ha comportato un rinnovato confronto diretto con le opere, favorendo uno straordinario impegno critico a fianco di quello storiografico e fuso con esso. Dunque molta passione nel suggerire nuove chiavi interpretative per leggere e apprezzare in profondità Dante o Boccaccio, maggiori e minori, ed estrema lucidità nell’individuare il filo di un’identità nazionale attraverso la letteratura, che è nello stesso tempo contestualizzazione nelle piú generali radici europee. Radici che sono molteplici: latine e cristiane, ma anche preromane e barbariche.
Una storia letteraria nuova per molti aspetti, non ultimo quello della periodizzazione scelta da Asor Rosa, che sottolinea la continuità fra Medioevo e Rinascimento ponendo la vera frattura e la nascita della modernità alla fine del Cinquecento, con la trasformazione dei modelli culturali europei e il drastico ridimensionamento della letteratura italiana a livello internazionale.
*Storia europea della letteratura italiana II. Dalla decadenza al Risorgimento.*
*Storia europea della letteratura italiana III. La letteratura della Nazione.*
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### Sinossi
Dopo avere innovato profondamente la storiografia letteraria con un’opera collettiva come la *Letteratura italiana* Einaudi, da lui ideata e diretta, Alberto Asor Rosa ridisegna questa volta interamente in prima persona gli intrecci fra opere, uomini, luoghi, condizioni storiche ed economiche che dànno vita alla nostra tradizione letteraria. Un approccio che ha comportato un rinnovato confronto diretto con le opere, favorendo uno straordinario impegno critico a fianco di quello storiografico e fuso con esso. Dunque molta passione nel suggerire nuove chiavi interpretative per leggere e apprezzare in profondità Dante o Boccaccio, maggiori e minori, ed estrema lucidità nell’individuare il filo di un’identità nazionale attraverso la letteratura, che è nello stesso tempo contestualizzazione nelle piú generali radici europee. Radici che sono molteplici: latine e cristiane, ma anche preromane e barbariche.
Una storia letteraria nuova per molti aspetti, non ultimo quello della periodizzazione scelta da Asor Rosa, che sottolinea la continuità fra Medioevo e Rinascimento ponendo la vera frattura e la nascita della modernità alla fine del Cinquecento, con la trasformazione dei modelli culturali europei e il drastico ridimensionamento della letteratura italiana a livello internazionale.
*Storia europea della letteratura italiana II. Dalla decadenza al Risorgimento.*
*Storia europea della letteratura italiana III. La letteratura della Nazione.*

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Storia di una vita (Italian Edition)

“La memoria custodisce ciò che sceglie di custodire. Come il sogno, anche la memoria cerca di attribuire agli eventi un qualche significato.” Aharon Appelfeld in questo libro autobiografico accetta infine il confronto con la propria memoria. Impresa dolorosa che scortica l’anima perché la sua memoria nasconde l’esperienza di un’infanzia spezzata dall’orrore della Storia, nasconde la solitudine di un bambino costretto a vagare da solo per mesi nei boschi con l’incubo di essere riconosciuto, nasconde il suo peregrinare per mezza Europa fino all’arrivo in Israele e il suo difficile inserimento in una nuova realtà. Appelfeld sfida il dolore e disseppellisce quei ricordi che per poter continuare a vivere aveva spinto nelle zone buie e cieche della propria memoria, ci racconta la lotta di un ragazzo che ricostruisce la propria identità a partire dallo sradicamento degli affetti, della cultura, della lingua.
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“La memoria custodisce ciò che sceglie di custodire. Come il sogno, anche la memoria cerca di attribuire agli eventi un qualche significato.” Aharon Appelfeld in questo libro autobiografico accetta infine il confronto con la propria memoria. Impresa dolorosa che scortica l’anima perché la sua memoria nasconde l’esperienza di un’infanzia spezzata dall’orrore della Storia, nasconde la solitudine di un bambino costretto a vagare da solo per mesi nei boschi con l’incubo di essere riconosciuto, nasconde il suo peregrinare per mezza Europa fino all’arrivo in Israele e il suo difficile inserimento in una nuova realtà. Appelfeld sfida il dolore e disseppellisce quei ricordi che per poter continuare a vivere aveva spinto nelle zone buie e cieche della propria memoria, ci racconta la lotta di un ragazzo che ricostruisce la propria identità a partire dallo sradicamento degli affetti, della cultura, della lingua.
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Storia di una sconfitta. La Seconda guerra mondiale raccontata dai generali del Terzo Reich

Fine della seconda guerra mondiale: i generali e gli ammiragli di Hitler cadono prigionieri degli Alleati, vengono interrogati e rispondono su come e perché sono stati battuti e costretti alla resa senza condizioni.
Basil Liddell Hart, uno dei più acuti e famosi storici dell’arte militare del nostro tempo, sfrutta l’irripetibile occasione di incontrare i prigionieri e ripercorre le campagne di Francia, di Russia, d’Africa, dei Balcani, rivisitando i campi di battaglia in Occidente e in Oriente nella particolarissima ottica di quell’esercito che, dopo aver trionfato ovunque, non riuscì a vincere la guerra. I più alti rappresentanti del Terzo Reich espongono con mirabile franchezza e sincerità i loro trionfi e i loro errori, così come le divergenze che ebbero con il loro Führer.
Una storia di coraggio, di follia politica, di trionfi ed errori, di astuzie matematiche e audaci strategie. Un punto di passaggio obbligato per comprendere l’avvenimento più importante del XX secolo.

Fine della seconda guerra mondiale: i generali e gli ammiragli di Hitler cadono prigionieri degli Alleati, vengono interrogati e rispondono su come e perché sono stati battuti e costretti alla resa senza condizioni.
Basil Liddell Hart, uno dei più acuti e famosi storici dell’arte militare del nostro tempo, sfrutta l’irripetibile occasione di incontrare i prigionieri e ripercorre le campagne di Francia, di Russia, d’Africa, dei Balcani, rivisitando i campi di battaglia in Occidente e in Oriente nella particolarissima ottica di quell’esercito che, dopo aver trionfato ovunque, non riuscì a vincere la guerra. I più alti rappresentanti del Terzo Reich espongono con mirabile franchezza e sincerità i loro trionfi e i loro errori, così come le divergenze che ebbero con il loro Führer.
Una storia di coraggio, di follia politica, di trionfi ed errori, di astuzie matematiche e audaci strategie. Un punto di passaggio obbligato per comprendere l’avvenimento più importante del XX secolo.

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Storia di una matita. A casa

È da tempo, ormai, che Lapo ha lasciato il suo paesino di campagna per trasferirsi in una grande città e inseguire il suo sogno: diventare un illustratore. Le dolci colline, i campi di grano e il mare quieto di casa sua sono un ricordo sempre più lontano, fino a quando Driiiin! Lapo riceve una telefonata: suo padre, conosciuto da tutti come Cespuglio di More per via della chioma sempre aggrovigliata, ha bisogno di lui. Per Lapo è giunto il momento di mettere i sogni da parte e tornare a casa. Ma ad aspettarlo c’è un’incredibile avventura, fatta di amicizie vecchie e nuove, di tramonti, di alberi speciali e di matite colorate! Un tuffo nel passato e nella natura che svela a Lapo un profondo segreto: i sogni non vanno trascurati, ma coltivati, perché, proprio come piccoli semi, sono in grado di dare vita a grandi storie.

(source: Bol.com)

È da tempo, ormai, che Lapo ha lasciato il suo paesino di campagna per trasferirsi in una grande città e inseguire il suo sogno: diventare un illustratore. Le dolci colline, i campi di grano e il mare quieto di casa sua sono un ricordo sempre più lontano, fino a quando Driiiin! Lapo riceve una telefonata: suo padre, conosciuto da tutti come Cespuglio di More per via della chioma sempre aggrovigliata, ha bisogno di lui. Per Lapo è giunto il momento di mettere i sogni da parte e tornare a casa. Ma ad aspettarlo c’è un’incredibile avventura, fatta di amicizie vecchie e nuove, di tramonti, di alberi speciali e di matite colorate! Un tuffo nel passato e nella natura che svela a Lapo un profondo segreto: i sogni non vanno trascurati, ma coltivati, perché, proprio come piccoli semi, sono in grado di dare vita a grandi storie.

(source: Bol.com)

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Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

I gabbiani sorvolano la foce dell’Elba, nel mare del Nord. Banco di aringhe a sinistra stride il gabbiano di vedetta e Kengah si tuffa, insieme agli altri. Ma quando riemerge, il resto dello stormo è volato via, e il mare è una distesa di petrolio. A stento spicca il volo, raggiunge la terra ferma, poi stremata precipita su un balcone di Amburgo. C’è un gatto, su quel balcone, un gatto nero grande e grosso di nome Zorba, cui la gabbiana morente affida l’uovo che sta per deporre, non prima di aver ottenuto da lui tre solenni promesse. E se per mantenere le prime due sarà sufficiente l’amore del gatto, per la terza ci vorrà una grande idea e l’aiuto di tutti. In questo racconto, che ha la grazia di una fiaba e la forza di una parabola, il grande scrittore cileno tocca i temi a lui più cari: l’amore per la natura, la solidarietà, la generosità disinteressata. Ma soprattutto riconosce all’uomo un ruolo fondamentale: non solo distruttore e inquinatore, ma anche salvatore, in un messaggio di speranza di altissimo valore poetico.

I gabbiani sorvolano la foce dell’Elba, nel mare del Nord. Banco di aringhe a sinistra stride il gabbiano di vedetta e Kengah si tuffa, insieme agli altri. Ma quando riemerge, il resto dello stormo è volato via, e il mare è una distesa di petrolio. A stento spicca il volo, raggiunge la terra ferma, poi stremata precipita su un balcone di Amburgo. C’è un gatto, su quel balcone, un gatto nero grande e grosso di nome Zorba, cui la gabbiana morente affida l’uovo che sta per deporre, non prima di aver ottenuto da lui tre solenni promesse. E se per mantenere le prime due sarà sufficiente l’amore del gatto, per la terza ci vorrà una grande idea e l’aiuto di tutti. In questo racconto, che ha la grazia di una fiaba e la forza di una parabola, il grande scrittore cileno tocca i temi a lui più cari: l’amore per la natura, la solidarietà, la generosità disinteressata. Ma soprattutto riconosce all’uomo un ruolo fondamentale: non solo distruttore e inquinatore, ma anche salvatore, in un messaggio di speranza di altissimo valore poetico.

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Storia Di Un Romanzo

Parigi, anni Trenta: un giovane scrittore americano vive un personalissimo esilio volontario per ritrovarsi e scrivere il suo secondo romanzo. Questo l’antefatto narrativo di “Storia di un romanzo”, racconto straordinario di come nasca un’opera letteraria. Thomas Wolfe narra se stesso; dà consigli, informazioni, suggerimenti su cosa occorra scrivere per fare buona letteratura. L’ossessione che si nasconde dentro ogni pagina è la paura di non farcela o di non saper raccontare più nulla. Ma anche il perfetto contrario: l’entusiasmo quasi travolgente per una creatività che giorno dopo giorno riemerge e resiste, nonostante le ansie del mondo. *Storia di un romanzo* è un bellissimo racconto autobiografico, la testimonianza spesso struggente e memorabile di un’esperienza totale, come nella migliore tradizione del Novecento. La letteratura torna ad essere una scommessa di passione: il più alto azzardo possibile.

Parigi, anni Trenta: un giovane scrittore americano vive un personalissimo esilio volontario per ritrovarsi e scrivere il suo secondo romanzo. Questo l’antefatto narrativo di “Storia di un romanzo”, racconto straordinario di come nasca un’opera letteraria. Thomas Wolfe narra se stesso; dà consigli, informazioni, suggerimenti su cosa occorra scrivere per fare buona letteratura. L’ossessione che si nasconde dentro ogni pagina è la paura di non farcela o di non saper raccontare più nulla. Ma anche il perfetto contrario: l’entusiasmo quasi travolgente per una creatività che giorno dopo giorno riemerge e resiste, nonostante le ansie del mondo. *Storia di un romanzo* è un bellissimo racconto autobiografico, la testimonianza spesso struggente e memorabile di un’esperienza totale, come nella migliore tradizione del Novecento. La letteratura torna ad essere una scommessa di passione: il più alto azzardo possibile.

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Storia di Quirina, di una talpa e di un orto di montagna

Quirina è un’anziana signora che vive in orgogliosa solitudine in un piccolo paese delle Alpi, dove accudisce un orto-giardino che è tutta la sua gioia, uno spazio armonioso che vuole opporsi all’insensato disordine del mondo. Finché una mattina di maggio fa una scoperta che la sconvolge: il prato è sconciato da serie di monticelli di terra che rivelano la presenza di una talpa. Comincia una guerra senza quartiere, in cui vecchi rimedi e credenze popolari si alternano con le nuove tecnologie, in un crescendo che troverà una conclusione inaspettata. L’intrusa scatena interrogativi e inquietudini, evoca memorie che sembravano perdute. Quirina arriva a scoprire con sorpresa che del «bravo minatore» hanno parlato in toni ammirati anche Shakespeare e Primo Levi… Abbandonando i territori prediletti del romanzo storico, Ernesto Ferrero ha scritto una favola lieve e profonda. La accompagnano i poetici disegni di un’inedita Paola Mastrocola, che agli animali ha dedicato tante indimenticabili storie.

Quirina è un’anziana signora che vive in orgogliosa solitudine in un piccolo paese delle Alpi, dove accudisce un orto-giardino che è tutta la sua gioia, uno spazio armonioso che vuole opporsi all’insensato disordine del mondo. Finché una mattina di maggio fa una scoperta che la sconvolge: il prato è sconciato da serie di monticelli di terra che rivelano la presenza di una talpa. Comincia una guerra senza quartiere, in cui vecchi rimedi e credenze popolari si alternano con le nuove tecnologie, in un crescendo che troverà una conclusione inaspettata. L’intrusa scatena interrogativi e inquietudini, evoca memorie che sembravano perdute. Quirina arriva a scoprire con sorpresa che del «bravo minatore» hanno parlato in toni ammirati anche Shakespeare e Primo Levi… Abbandonando i territori prediletti del romanzo storico, Ernesto Ferrero ha scritto una favola lieve e profonda. La accompagnano i poetici disegni di un’inedita Paola Mastrocola, che agli animali ha dedicato tante indimenticabili storie.

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la Storia di Pietro

Raccolta speciale degli articoli e degli interventi per il centesimo compleanno di Pietro Ingrao
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### Sinossi
Raccolta speciale degli articoli e degli interventi per il centesimo compleanno di Pietro Ingrao

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