65905–65920 di 75864 risultati

Weird tales

Finalmente riproposte le pagine di quella che da tutti gli appassionati di fantascienza americani, è considerata una Rivista di Fantascienza ”mitica”. Su Weird Tales infatti, sono apparsi i più bei nomi della fantasy e della Fantascienza degli ”Anni d’Oro”, ed in quantità quale mai nessun’altra pubblicazione analoga può vantare. Nei trent’anni di vita che l’hanno contraddistinta, il suo fascino presso i lettori è andato aumentando sempre più, talché oggi, a trent’anni di distanza dalla sua chiusura, si può tranquillamente affermare che si è assicurata un posto inalienabile nella storia della letteratura fantastica. Questo volume che vi proponiamo è il primo di una serie che ci auguriamo lunga e interessante, perché i racconti inediti da estrapolare dalle pagine di questa leggendaria Rivista sono veramente una quantità incredibile, e tutti di alto livello. Anthony M. Rud: ”Qualcosa di viscido” (Ooze); Abraham Merritt: ”Le donne del bosco” (The Women of the Wood); Bram Stoker: ”L’ospite di Dracula” (Dracula’s guest); John M. Leahy: ”Nella tenda di Amundsen” (In Amundsen’s Tent); H.P. Lovecraft: ”L’antica pista” (The Ancient Track); Donald Wandrei: ”Gli uomini-albero di M’bwa” (The Tree-men of M’bwa); Otis A. Kline: ”L’albero della forca” (The Gallows Tree); Rober E. Howard: ”Il nero segugio della morte” (Black Hound of Death); August W. Derleth: ”La casa delle imposte chiuse” (The Shuttered house); H.P. Lovecraft: ”Psychopompos” (Psychopompos); Seabury Quinn: ”La bella in ghiaccio” (Frozen Beauty); Robert E. Howard: ”Colonne d’incubo” (Haunting Columns); H.P. Lovecraft: ”Oltre le mura del sonno” (Beyond the Wall of Sleep); Vincent Starrett: ”La canzone di Cordelia” (Cordelia’s Song); Henry Kuttner: ”Elak di Atlantide” (ciclo completo); G.G. Pendaves: ”Il Monaco Nero” (The Black Monk); Leah B. Drake: ”I Lupi Mannari” (They Run Again); Lester Del Rey: ”La Croce di Fuoco” (Cross of Fire).

Watchtower

Primo dei tre volumi nei quali si articola il Ciclo de “Le Cronache di Tornor”, WATCHTOWER ci mostra l’incontro tra i Guerrieri della Morte e i Guerrieri della Danza. Elizabeth A. Lynn è sicuramente una delle migliori tra le più giovani autrici che si sono cimentate nel campo della Heroic Fantasy, e l’enorme successo ottenuto da questo Ciclo che vi presentiamo, l’ha collocata immediatamente tra gli scrittori più richiesti dagli appassionati per quanto attiene questo specifico settore della letteratura fantastica. Il primo volume della Trilogia, ci mostra il mondo dov’è situata la Torre di Tornor, un mondo popolato da Guerrieri, Danzatori e Amanti. Un mondo reso cupo dalla guerra, ma al contempo rilucente per il senso dell’onore, dove la più mortale delle Arti Marziali è anche la più bella nel dare la morte. Un Ciclo, questo de “Le Cronache di Tornor”, che non dimenticherete mai.

Washington Square

«Washington Square» spiega Franco Cordelli nella sua introduzione “è un bellissimo romanzo, un romanzo che precede di alcuni anni i più celebri racconti di Anton echov. Un nome sorprendente da accostare a quello di uno scrittore tanto ‘arido’ come era James, eppure non casuale. In Washington Square predomina, soprattutto nel finale, nelle memorabili pagine retrospettive, quelle dei ‘bilanci’ e degli addii, un tono crepuscolare, quasi di mestizia, e comunque di acuto, lancinante raccoglimento”.
**
### Sinossi
«Washington Square» spiega Franco Cordelli nella sua introduzione “è un bellissimo romanzo, un romanzo che precede di alcuni anni i più celebri racconti di Anton echov. Un nome sorprendente da accostare a quello di uno scrittore tanto ‘arido’ come era James, eppure non casuale. In Washington Square predomina, soprattutto nel finale, nelle memorabili pagine retrospettive, quelle dei ‘bilanci’ e degli addii, un tono crepuscolare, quasi di mestizia, e comunque di acuto, lancinante raccoglimento”.

Warm Bodies

Warm bodies by Isaac Marion
R è un ragazzo in piena crisi esistenziale: è uno zombie. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, ma nutre molti sogni. La sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, ma dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un giorno, mentre ne divora il cervello, R assaggia i ricordi di un ragazzo. Di lì a poco, per lui cambierà ogni cosa; intreccia una relazione con la ragazza della sua vittima, Julie, e sarà per lui un’esplosione di colori nel paesaggio grigio e monotono che lo circonda. Perché l’amore per lei lo trasformerà in un uomo (e in un morto) diverso, più combattivo e consapevole. Di qui avranno inizio una guerra feroce contro i suoi compagni d’un tempo e una rinascita dalle conseguenze inimmaginabili.

Warcross

Per i milioni di persone che si connettono ogni giorno, Warcross non è solo un gioco, è un modo di essere. Per alcuni rappresenta una via di fuga dalla realtà, per altri una fonte di profitto. La giovane hacker Emika Chen sbarca il lunario braccando i giocatori entrati nel giro delle scommesse illegali. Ma l’ambiente dei cacciatori di taglie, oltre a essere pericoloso, è molto competitivo. Sempre al verde, per racimolare una somma di denaro di cui ha urgentemente bisogno, Emika hackera la partita inaugurale del Campionato di Warcross e, senza volerlo, si ritrova dentro il gioco. È certa che il suo errore le costerà l’arresto, e l’ultima cosa che si aspetta è la telefonata del creatore di Warcross, l’affascinante miliardario giapponese Hideo Tanaka, con una proposta impossibile da rifiutare. Un volo per Tokyo ed Emika si ritrova catapultata nel mondo che fino a quel momento aveva solo potuto sognare. Ma presto le sue indagini sveleranno l’esistenza di un oscuro complotto le cui implicazioni vanno ben oltre i confini dell’universo di Warcross.

Waly Y Emily (Trilogía Steampunk III)

Se vi aspettate aeronavi, tecnologie avanzatissime alimentate a vapore, protesi robotiche e quant’altro, questo libro non fa per voi.
Lo steampunk è un adorabile sottogenere che vede l’introduzione di una tecnologia avanzata in un contesto storico passato; un’ambientazione che si è arricchita di immagini e luoghi comuni grazie alla più recente narrativa occidentale, agli anime giapponesi e anche ai videogiochi.
Paul Di Filippo, che pure usa – per la prima volta – il termine inserendolo nel titolo di un’opera, mostra di intendere lo steampunk in modo completamente differente; secondo modalità del tutto simili alla redazione dell’antologia-manifesto del cyberpunk Mirrorshades, questo nuovo genere è innanzitutto un’operazione metaletteraria.
Con i suoi tre romanzi brevi, questa trilogia steampunk omaggia tre momenti letterari, artistici e culturali dell’epoca vittoriana, ricalcandone lo stile letterario, riproducendo la forma mentis dell’epoca, in un complesso di citazioni esibite e nascoste che arricchiscono la pagina e che non smettono mai di sorprendere.
Se in Vittoria l’ambientazione è quella classica, l’Inghilterra appunto vittoriana, e l’introduzione del fantastico si limita alla creazione di un ibrido umano-animale, secondo i gusti dell’epoca e con dosi abbondanti di ironia, nel lungo racconto successivo, Ottentotti, l’autore sapientemente mescola questioni allora scientifiche, come la superiorità razziale, con ambientazioni che si potrebbe definire “fantastoriche”, con congiure di antichi ordini di cavalieri, feticci magici, e così via, spostando l’azione nell’America puritana, in un gioco di riflessi tra i nuovi Stati Uniti e la vecchia madre patria europea.
Il vero capolavoro è però l’ultimo racconto, Walt ed Emily, i cui protagonisti sono i poeti Walt Whitman ed Emily Dickinson: più delle avventure prettamente fantastiche che li vedono protagonisti, a sorprendere davvero il lettore è la plausibilità di un incontro che storicamente mai avvenne. Eppure è questo il racconto più visionario, in cui il presunto viaggio dei due poeti nelle vaste terre dell’Aldilà ha il sapore delle visioni più deliranti di Lovecraft.

Wake. Cronache dell’incubo

Janie ha solo diciassette anni ma le sue notti non sono animate dai sogni innocui di una ragazzina. Perché Janie ha un potere assolutamente incontrollabile: quello di entrare nei sogni degli altri. Cadere nel vuoto, fare sesso estremo, camminare nuda sotto lo sguardo indifferente di tutti: Janie ha provato questo e molto altro. Conosce i sogni di chi la circonda, può leggere nella mente degli altri e partecipare ai loro incubi e alle loro fantasie. Ma non può parlarne con nessuno: tutti la prenderebbero per pazza. E così Janie vive nel silenzio, cercando a tutti i costi di nascondere nell’ombra della sua stanza un angoscioso segreto che è anche la sua maledizione. Fino a quando, una notte, un incubo la fa urlare e risvegliare tra i brividi. Per la prima volta non è stata solo testimone, ma anche protagonista di un gioco perverso e terrificante…
**

W o il ricordo d’infanzia

“In questo libro ci sono due testi semplicemente alternati; potrebbe quasi sembrare che non abbiano niente in comune, eppure sono inestricabilmente intrecciati, come se nessuno dei due potesse esistere da solo, come se soltanto il loro incontro, quella debole luce che gettano l’uno sull’altro, potesse rivelare ciò che non è mai detto apertamente nell’uno, mai detto apertamente nell’altro, ma solo nella loro fragile intersezione. Uno di questi testi è interamente immaginario: è un romanzo di avventure, la ricostruzione, arbitraria ma minuziosa, di una fantasia infantile attorno a uno stato retto dall’ideale olimpico. L’altro testo è un’autobiografia: il racconto frammentario di una vita di bambino durante la guerra, un racconto povero di exploit e di ricordi, fatto di brani sparsi, di assenze, di oblio, di dubbi, di ipotesi, di magri aneddoti. Il racconto di avventure, in confronto, ha qualcosa di grandioso, o forse di sospetto. Perché comincia con una storia e, all’improvviso, si lancia in un’altra storia: in questa interruzione, in questa frattura che sospende il racconto sul filo di non si sa quale attesa, si trova il luogo di origine di questo libro, quei punti di sospensione in cui si sono impigliati i fili spezzati dell’infanzia e la trama della scrittura.” (G. P.)
**

Vuoto assoluto

Questo è un libro che non esiste, come dichiara il suo titolo. Non che le sue pagine siano bianche: si tratta invece di una raccolta di recensioni a romanzi, racconti, saggi mai scritti, di autori immaginari. Nell’introduzione anch’essa mai scritta, ma appena citata si legge: «Le letterature ci hanno parlato fin qui di personaggi immaginari. Noi ci spingeremo più in là: immaginarie saranno le opere… Scrivere un romanzo è un modo di perdere la propria libertà creativa. Recensire libri, poi, è galera ancor più ignobile. Dello scrittore si può dire quanto meno che si è imprigionato da solo nel soggetto che ha scelto. Ma il critico è in una condizione assai peggiore: come il galeotto al suo banco, il recensore è inchiodato all’opera che esamina. Lo scrittore perde la libertà nei propri, il critico nei libri altrui». Ma se l’opera è immaginaria e immaginaria la critica, ciò significa riacquistare il massimo della libertà d’invenzione, salpare per un viaggio dove il nulla coincide con la realtà. Unico ancoraggio, la recensione in testa al volume — il cerchio si chiude prima di aprirsi — che è una stroncatura proprio di Vuoto assoluto: Lem contesta se stesso prima di iniziare. Il nulla che parla di sé, il critico che dichiara di essere tutt’uno con l’autore inesistente di inesistenti opere. Il paradosso dilaga fino a investire e mettere in forse l’esistenza di chi legge. E quel che si vuole. Lem è universalmente noto come uno dei massimi scrittori di fantascienza e dai suoi romanzi sono stati tratti film famosi come Solaris. Ma questo è un altro Lem, poco noto, per noi fino ad oggi inedito, ma più interessante e geniale. E un Lem saggista o pseudosaggista, autore di prose che mimano il discorso scientifico a fini letterari o filosofici. L’imitazione è il suo tema costante. Che cos’è imitazione e che cos’è realtà è difficile dirlo, soprattutto di questi tempi. La personetica, ad esempio (in Non serviam, una delle recensioni di questo libro) è la scienza della simulazione su computer di esseri dotati di coscienza. L’essenza di queste creature, ci spiega Lem, è puramente matematica, dunque assolutamente immateriale (il supporto materiale è un normale calcolatore). Però esse soffrono, godono, pensano. Imitano gli uomini o sono uomini? E gli uomini, non saranno anch’essi di essenza puramente matematica? Che cos’è mai la materia, questa «cosa» per eccellenza, che tocchiamo e crediamo esista al di là di ogni dubbio, mentre conoscerla significa poi vederla svanire in astrazioni? La scienza non più occasione ma oggetto di letteratura. L’universo come gioco, la Fisica Intenzionale, la cultura di massa dell’isola di Robinson, la rigorosa dimostrazione, che porta all’assurdo della teoria delle probabilità, dell’impossibilità della vita. Questi alcuni dei temi delle recensioni. L’ultima, una lezione Nobel, spiega come una nuova cosmogonia scientifica sia sorta dalla lettura di un’opera letteraria (alla Lem), che dà input a un universo creato perciò dall’arte e dalla finzione. Un gioco di specchi che sfiora la vertigine.

Vuoi giocare?

Da tempo, padre Newberry si era convinto che i preti cattivi venissero spediti a predicare lì, nel gelido e selvaggio Wisconsin. Ma di quale cattiveria possono mai essersi macchiati due dei suoi più assidui (per non dire bigotti) parrocchiani per finire uccisi proprio in chiesa, in un’alba gelida e impietosa? E perché quei due non hanno mai rivelato al mondo di essere benestanti anzi, enormemente ricchi?

Vortice galattico

Oltre l’orlo della galassia si trova una colonia di uomini il cui ricordo è andato quasi perduto nei secoli. Ora l'”Enterprise” si lancia negli spazi sfidando i pericoli di ogni genere, alla ricerca di un “sentiero stellare” che riapra le comunicazioni con quel piccolo avamposto di umani. Ma la via delle stelle non è mai facile: tra alieni bellicosi, uragani galattici e minacce al di là di qualsiasi immaginazione, ogni missione stellare è sempre un’avventura ricca di incognite. Kirk dovrà ancora una volta affrontare l’ignoto, e dimostrare che l’equipaggio dell'”Enterprise” non è una schiera di malvagi demoni.

Vortice di paura

Prescott e Marjorie si amano. Decidono di sposarsi. Giovane e bello lui, splendida e ricca lei. Una vita felice li attenderebbe se Prescott non avesse incontrato Leona. Il sogno del giovane sì trasforma in un incubo. Leona lo ricatta e Prescott, esasperato, infuria su di lei finché si ritrova fra le mani un corpo esanime. Nascondere quel corpo, sposarsi, e continuare a vivere come se niente fosse accaduto, ora è il suo obiettivo. Ma il ricordo della donna lo perseguita e Prescott fugge per allontanarsi da quel fantasma. Fugge, alimentandosi di allucinazioni, ma quel cibo è amaro come il veleno. E uccide!

Vortice – The X Files

Gli agenti federali Mulder e Scully vengono assegnati ai casi irrisolti che l’FBI vuole sbrigare con discrezione e rapidità, prima che venga resa pubblica l’esistenza delle forze soprannaturali, o innaturali, o forse incredibilmente naturali, che li hanno originati. È un viaggio nient’affatto facile, che richiede una buona dose di sangue freddo davanti a morti efferate e insensate, di intelligenza per seguire le indagini, e di equilibrio mentale per accettare la soluzione senza cadere in preda al panico e al terrore. Non sono situazioni irreali, che coinvolgono temporaneamente e non lasciano tracce: sono casi ai limiti della realtá, il cui confine nebuloso e confuso ci costringe dubitanti e palpitanti a chiederci se non potrebbe accadere anche qui, anche a noi, perché la ragione si rifiuta di confermarcene l’impossibilità. I due agenti, un uomo e una donna che rifuggono da canoni e pregiudizi, per affiatamento e complementaritá sono i piú adatti a svelare i presunti misteri, senza fermarsi di fronte a nulla, nemmeno agli aspetti piú insoliti, raccapriccianti, eppure logici e inconfutabili, della vita, oppure della morte. E quella che si trovano ad affrontare in Vortice è una delle morti piú agghiaccianti e dolorose che si possano immaginare: le vittime sono state scorticate vive, ma come, e da chi o da cosa, e per quale motivo? Non sarà facile scoprirlo, e Mulder e Scully ci riusciranno solo mettendo a repentaglio la loro vita.

Vorrei Che Fosse Amore

Sulla carta, la vita di Emily Haxby è perfetta. A soli ventinove anni è un avvocato di successo in uno dei più grossi studi legali di New York, vive in un loft nel Village e ha un fidanzato stupendo, Andrew.E dire che, due anni prima, quando aveva acconsentito ad andare a un temibilissimo appuntamento al buio organizzato da amici, Emily non aveva alcun desiderio di innamorarsi. I flirt non le erano mai mancati e fino a quel momento si era convinta di poter bastare a se stessa; fino a quel momento, perché dopo aver conosciuto quel ragazzo simpatico e brillante, bello ma non in modo terrorizzante, le sue prospettive erano decisamente cambiate.Quando però, dopo mesi di puro amore, sesso e complicità, Andrew è sul punto di farle la fatidica domanda, l’incanto si spezza. Emily non si sente pronta e si convince che quel passo equivalga a dire addio alla felicità. Perché niente dura in eterno, neppure i legami più forti: una dura verità che ha imparato a proprie spese da giovanissima, alla morte della madre.Così, in preda all’ansia, in una giornata di pioggia Emily pone fine alla storia più importante della sua vita. All’inizio cerca di riempire il vuoto lasciato da Andrew folleggiando per locali notturni con la sua migliore amica, immergendosi in una causa molto importante per la sua carriera e occupandosi del nonno; ma, in breve, comprende che quell’esistenza solitaria non fa per lei.Forse è arrivato il momento di smettere di avere paura. Forse esistono persone per cui vale la pena di lasciarsi andare e rischiare tutto.

Volo di paglia

Agosto 1942. Sono mesi che Tommaso attende il giorno della grande festa organizzata in paese per ammirare insieme a Camillo i prestigiatori, il mangiafuoco e le bancarelle di giocattoli nuovi. Ai due amici si unisce Lia, la bambina più bella della classe, con cui Camillo trascorre le giornate tuffandosi tra le balle di fieno e rincorrendosi per i campi. Ma Lia è la figlia di Gerardo Draghi, il ras fascista che con il suo manipolo di camicie nere spadroneggia nella zona e che esercita il suo fare prepotente anche tra le mura della Valle, la casa padronale della famiglia Draghi. La stessa in cui, cinquant’anni dopo, altri due bambini, Luca e Lidia, giocheranno tra le stanze ormai in rovina, confrontandosi con i mostri della loro fantasia e i fantasmi che ancora abitano quei luoghi. Sullo sfondo di una campagna piacentina dalle tinte delicate e dai contorni arcaici, si intrecciano le storie di un passato dimenticato e di un presente a cui spetta il compito di esorcizzarne la violenza.
In Volo di paglia, Laura Fusconi dà prova di uno stile dai toni lirici e al tempo stesso giocosi, come lo sono i bambini protagonisti, su cui incombono le ombre del mondo degli adulti e dei loro segreti. Un potente romanzo d’esordio in cui l’attenzione all’infanzia e al suo immaginario si traduce in una scrittura di grande sensibilità e precisione.
«La scrittura di questa autrice genera strani tremori».
Luciano Funetta
«Laura Fusconi ci racconta il dolore dei bambini con la misura degli scrittori di razza».
Alcide Pierantozzi
«È sempre più raro incontrare una nuova voce letteraria come questa».
Gianluigi Ricuperati
**
### Sinossi
Agosto 1942. Sono mesi che Tommaso attende il giorno della grande festa organizzata in paese per ammirare insieme a Camillo i prestigiatori, il mangiafuoco e le bancarelle di giocattoli nuovi. Ai due amici si unisce Lia, la bambina più bella della classe, con cui Camillo trascorre le giornate tuffandosi tra le balle di fieno e rincorrendosi per i campi. Ma Lia è la figlia di Gerardo Draghi, il ras fascista che con il suo manipolo di camicie nere spadroneggia nella zona e che esercita il suo fare prepotente anche tra le mura della Valle, la casa padronale della famiglia Draghi. La stessa in cui, cinquant’anni dopo, altri due bambini, Luca e Lidia, giocheranno tra le stanze ormai in rovina, confrontandosi con i mostri della loro fantasia e i fantasmi che ancora abitano quei luoghi. Sullo sfondo di una campagna piacentina dalle tinte delicate e dai contorni arcaici, si intrecciano le storie di un passato dimenticato e di un presente a cui spetta il compito di esorcizzarne la violenza.
In Volo di paglia, Laura Fusconi dà prova di uno stile dai toni lirici e al tempo stesso giocosi, come lo sono i bambini protagonisti, su cui incombono le ombre del mondo degli adulti e dei loro segreti. Un potente romanzo d’esordio in cui l’attenzione all’infanzia e al suo immaginario si traduce in una scrittura di grande sensibilità e precisione.
«La scrittura di questa autrice genera strani tremori».
Luciano Funetta
«Laura Fusconi ci racconta il dolore dei bambini con la misura degli scrittori di razza».
Alcide Pierantozzi
«È sempre più raro incontrare una nuova voce letteraria come questa».
Gianluigi Ricuperati

Volkhavaar

Questa è la storia di Shaina, la schiava, e di Volk il reietto, colui che per ottenere il potere assoluto, il potere della vita e della morte, rinunciò alla sua individualità di uomo libero per sottomettersi alle forze cosmiche che governano i cicli infiniti dai quali nascono la vita e la speranza, l’odio e la morte. È la storia delle strade parallele che essi percorrono, e di come alla fine dovranno incontrarsi per decidere le sorti, di un mondo… Volk divenuto Volkhavaar, il Potente, e Shaina guidata dalla più grande delle forze primordiali, l’amore, lungo la sua strada di schiava, affinche nessuno possa essere più schiavo. È la storia di una città posta sotto l’ombra cupa del male, ed una landa che riflette quell’ombra e l’assorbe, e non può fare nulla per combatterla.