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L’uomo nell’albero

Un romanzo di Damon Knight – l’autore del Lastrico dell’inferno e del ciclo della Sea Venture, pubblicati su URANIA – è sempre un avvenimento. Soprattutto se il romanzo in questione è un inedito e rappresenta il ritorno di un grande scrittore al genere che lo ha reso famoso. In questa storia dai tratti insieme teneri e crudeli, Knight ci trasporta nell’America del dopobomba per raccontare le avventure di Gene Anderson, un ragazzo nato nell’Oregon come tanti, ma che non è come tanti. A cominciare dalla sua prodigiosa altezza – oltre tre metri – per finire con una gamma di straordinari poteri mentali, fra cui quello di “guardare nei mondi accanto”. Una storia di mutanti? Molto di più, una vera e propria odissea nel più pericoloso dei tempi possibili: il futuro sconvolto.

L’uomo leopardo

Nella Foesta Rood vagano Rinda e Remus, gemelli e principi di Parros, scampati per miracolo alla distruzione del loro regno e obiettivo dei cavalieri di Gohra, che hanno l’ordine di arrestarli e di condurli nella fortezza di Stafolos. Lì li attende la prigionia e soprattutto l’ira di Vanon, il Conte Nero di Mongaul, tristemente noto per la sua crudeltà e per il morbo terribile che lo sta consumando. La cattura, però, è impedita dall’improvvisa apparizione di un essere inquietante, un poderoso guerriero con la testa da leopardo: Guin. Per i due giovani, l’uomo leopardo è l’unica speranza contro gli spietati cavalieri e le strane creature che popolano quel luogo di frontiera tra le Terre Centrali e i Confini. Ma quello scontro non sarà l’unico che i tre compagni dovranno affrontare, anche perchè il Conte Nero è deciso a atturare quell’essere enigmatico e senza passato…
Primo romanzo di una saga il cui gusto dell’avventura, del mistero e della magia si fonde con una sensibilità tipicamente giapponese, L’uomo leopardo è il fantastico trampolino di lancio verso un mondo sorprendente, vivacissimo e animato da una schiera di personaggi indimenticabili.

L’uomo in rivolta (Tascabili. Saggi)

**Ne *L’uomo in rivolta*, pubblicato nel 1951, trova la sua più rigorosa formulazione teorica la riflessione di Camus sull’idea – fondamentale – della rivoluzione, intesa come ricerca di equilibrio, azione creatrice, unica possibilità data all’uomo per fare emergere un senso in un mondo dominato dal non senso.**
L’opera sancì la rottura definitiva di Camus con Sartre e diede origine a infinite polemiche che divisero l’avanguardia intellettuale francese ma non riuscirono a pregiudicare la validità di una lezione di coraggio, generosità e moralità che rimane attualissima ancora oggi.
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### Sinossi
**Ne *L’uomo in rivolta*, pubblicato nel 1951, trova la sua più rigorosa formulazione teorica la riflessione di Camus sull’idea – fondamentale – della rivoluzione, intesa come ricerca di equilibrio, azione creatrice, unica possibilità data all’uomo per fare emergere un senso in un mondo dominato dal non senso.**
L’opera sancì la rottura definitiva di Camus con Sartre e diede origine a infinite polemiche che divisero l’avanguardia intellettuale francese ma non riuscirono a pregiudicare la validità di una lezione di coraggio, generosità e moralità che rimane attualissima ancora oggi.

L’Uomo È Un Mendicante Che Crede Di Essere Un Re

“Cinque anni di galera non sono né pochi né facili da affrontare e superare, oggi posso dire di avercela fatta, ma vi assicuro, mi è costato tanto. Ho lottato contro i duri fortilizi del carcere e contro gli assurdi rancori di certa parte della politica e non solo di essa, che non hanno mai smesso di insidiare il mio corpo e la mia mente. Per non soccombere ho utilizzato le armi del pensiero, dell’amicizia, della fiducia, del rispetto per le Istituzioni, della speranza, dell’amore e della Fede. Non mi sono mai perso d’animo anche se ho avuto tanta paura e ho sofferto tanto. In questi 1780 giorni trascorsi in una cella, ho letto, studiato, scritto e pregato, e più il tempo passava più capivo, giorno dopo giorno, che le sbarre della mia prigione cedevano alla mia resistenza e alla mia ostinata voglia di vivere; sino a vedere il carcere diventare inquieto e confuso di fronte alla mia volontà, sino a vederlo rassegnarsi e persino a diventare fecondo. Oggi posso dire: ho vinto! Non era scontato che ci riuscissi. Voglio dirvi che in questa vittoria, tanto importante per me e la mia famiglia, c’è il contributo di voi che leggendo i miei libri mi siete vicini e mi avete fatto sentire utile ai miei compagni detenuti. Le cose che ho scritto non sono fuori di me e neppure diverse e sono servite a resistere: in carcere scrivere mi ha fatto vivere”. Totò Cuffaro
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### Sinossi
“Cinque anni di galera non sono né pochi né facili da affrontare e superare, oggi posso dire di avercela fatta, ma vi assicuro, mi è costato tanto. Ho lottato contro i duri fortilizi del carcere e contro gli assurdi rancori di certa parte della politica e non solo di essa, che non hanno mai smesso di insidiare il mio corpo e la mia mente. Per non soccombere ho utilizzato le armi del pensiero, dell’amicizia, della fiducia, del rispetto per le Istituzioni, della speranza, dell’amore e della Fede. Non mi sono mai perso d’animo anche se ho avuto tanta paura e ho sofferto tanto. In questi 1780 giorni trascorsi in una cella, ho letto, studiato, scritto e pregato, e più il tempo passava più capivo, giorno dopo giorno, che le sbarre della mia prigione cedevano alla mia resistenza e alla mia ostinata voglia di vivere; sino a vedere il carcere diventare inquieto e confuso di fronte alla mia volontà, sino a vederlo rassegnarsi e persino a diventare fecondo. Oggi posso dire: ho vinto! Non era scontato che ci riuscissi. Voglio dirvi che in questa vittoria, tanto importante per me e la mia famiglia, c’è il contributo di voi che leggendo i miei libri mi siete vicini e mi avete fatto sentire utile ai miei compagni detenuti. Le cose che ho scritto non sono fuori di me e neppure diverse e sono servite a resistere: in carcere scrivere mi ha fatto vivere”. Totò Cuffaro

L’uomo di Kiev

Basato su una vicenda realmente accaduta, “L’uomo di Kiev” è la storia di uno sconcertante caso giudiziario. È il 1911 e la Russia zarista è attraversata da frequenti scoppi di violenza antisemita. akov Bok è un ebreo che si guadagna da vivere come tuttofare; lasciato dalla moglie, cerca fortuna a Kiev dove.spacciandosi per “gentile”, riesce a farsi assumere in una fabbrica di mattoni. Ma quando accanto alla fabbrica viene ritrovato il cadavere di un bambino, si diffonde la voce che si tratti di un delitto perpetrato dagli ebrei a scopi rituali e scatta la ricerca del capro espiatorio: tradito da false testimonianze e incastrato dalla polizia,Yakov viene accusato del crimine. Rinchiuso in carcere senza processo, umiliato, abbandonato da tutti, l’uomo non smetterà di lottare con tutte le sue forze per difendere la propria innocenza. Prefazione di Alessandro Piperno.
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L’uomo di fumo

Le miniere di diamanti del Sudafrica, i campi di battaglia della Guerra Civile americana, un paesaggio vittoriano modellato sul dolore e sulle speranze infrante: questi i fondali di un romanzo dal passo epico e dall’architettura stupefacente.
Londra, 1885. In Edgware Road viene ritrovato il cadavere di una donna. La testa spiccata riaffiora a dieci miglia di distanza dalle acque melmose del Tamigi. L’ennesimo delitto orrendo che rischia di restare irrisolto in una città abitata da relitti umani, attraversata da fogne a cielo aperto, popolata da spiriti vagabondi, fasciata in una perenne nebbia sporca. Il nascondiglio perfetto per l’uomo di fumo, Edward Shade, il criminale che tutti cercano e tutti accusano.
Allan Pinkerton, il detective più celebre di tutti i tempi, è morto senza riuscire a catturarlo; e ora tocca al figlio William, che ha ereditato l’ossessione, portare a termine l’impresa fallita.
Ma anche Adam Foole, gentiluomo trasformista che viaggia accompagnato da un gigante e da una bambina, ha le sue ragioni per ritrovare Shade: e sono ragioni che alludono a un amore perduto, a una lettera, a un viluppo di segreti.

(source: Bol.com)

L’uomo delle castagne

Troppe cornacchie dietro il trattore. Saltellano freneticamente intorno a qualcosa di bianco, pallido e informe. Un maiale. Gli occhi spenti, il corpo che freme e si agita, come se provasse a spaventare le cornacchie, appollaiate a mangiare da un grosso foro di arma da fuoco sulla sua nuca. Un navigato agente di polizia, a una settimana dalla pensione, si ferma davanti alla fattoria di un vecchio conoscente, nei dintorni di Copenaghen. Qualcosa non va. Un maiale morto lasciato lì. Non si fa così, in campagna. Apre la porta d’ingresso, socchiusa, con due dita, come nei film. Per vedere una cosa che non avrebbe mai voluto vedere: sangue, un cadavere mutilato, altri corpi da scavalcare. Cammina fino all’ultima stanza, dove centinaia di omini fatti di castagne e fiammiferi – infantili, incompleti, deformi – lo guardano ciechi. Stravolto, si chiude la porta alle spalle, senza sapere che l’assassino lo sta fissando. Così si annuncia, spaventosa, la storia dell’Uomo delle castagne, un thriller di grande livello, il primo romanzo di Søren Sveistrup, autore della serie tv The Killing – il cult mondiale che ha appassionato milioni di spettatori – e sceneggiatore dell’Uomo di neve, il film tratto dal romanzo di Jo Nesbø. Un’invenzione narrativa complessa, un assassino disumano che si muove nel fondo di questo libro con una cupezza senza eguali, un’indagine condotta con angosciata bravura da due detective – uomo e donna, lui e lei – costretti a scendere mille gradini per comprendere come un’ossessione perfetta può deviare la mente di un individuo. Nemmeno Hitchcock. Perché poi un grande thriller nasce soltanto da un magnete, un chiavistello del male che attira, che vi attira inesorabilmente là, nella stanza degli omini che dondolano. Un capitolo vi lascerà il gusto di essere su una pista possibile e il seguente vi dirà di cambiare strada. Perché l’Uomo delle castagne ha pensato a tutto e ricorda ogni cosa. Gli altri, finti innocenti, hanno dimenticato.

(source: Bol.com)

L’uomo dei sogni

Quanto fa male sotterrare un sogno con le proprie mani?
Manuel vive alla giornata. Ha tagliato i ponti con il passato e seppellito ogni ambizione. Non ha una casa, non cerca una relazione stabile, non ha progetti per il domani.
Linda ha rinunciato a tutto, pur di rimanere accanto alla famiglia e sostenerla in un momento di difficoltà. Tuttavia, quanto potrà resistere, a soli venticinque anni, costretta in una vita di sacrifici?
L’incontro con Manuel risveglierà il suo cuore intorpidito, alimentando fantasie e timori, ma un ostacolo insormontabile si erge tra loro: è Giulia, la bellissima, effervescente e indomabile sorella minore di Linda. Mille incomprensioni le dividono e non potrebbero essere più diverse, ma per una volta hanno poggiato gli occhi sul medesimo obiettivo: lui.
Cosa succederà se una donna che ha perso la speranza, un uomo disilluso, una passione dirompente si ritrovano in un luogo sospeso nel tempo dove anche i sogni più nascosti possono avverarsi?
Dall’autrice di Emmeline e Rehab, una nuova, sensuale storia d’amore.
ROMANZO AUTOCONCLUSIVO
“Anche questa volta Estelle Hunt ha dato corpo a dei personaggi spettacolari, intensi e carichi di pathos.”
TRA LE BRACCIA DI UN LIBRO
“Una lettura molto scorrevole che vi terrà incollati alle sue pagine fino alla fine.”
READING IS TRUE LOVE
“Lo stile della Hunt, che avevo già avuto il piacere di conoscere in precedenza, è essenziale ma curato, moderno e ricco di immagini vivide.”
LIBRI E ALTRI DISASTRI
“La scrittura intensa di Estelle Hunt è coinvolgente, pulita e raffinata.”
ARIA’S WILD
“Consiglio questo romanzo a chiunque abbia bisogno di sentirsi capace di scalare una montagna a piedi nudi e di volare con le ali del proprio coraggio.”
THE READING’S LOVE
“Questa sua magica scrittura riesce sempre a stregarmi, a catturarmi, a farmi vivere intensamente ogni emozione o sentimento che racconta.”
LO SCAFFALE INCANTATO
“La scrittura è scorrevole e fluida e il libro si legge velocemente, i pov alternati dei protagonisti aiutano il lettore ad entrare in perfetta sintonia con le emozioni che provano.”
TRE GATTE TRA I LIBRI
“Questa storia è narrata con dolcezza e pudore, mai aggressiva, mai sopra le righe, e, tra le pieghe del racconto, qualcosa di più. Su noi donne e sul destino che scegliamo.”
FEEL THE BOOK
“Un romanzo di crescita, scelte, rivelazioni e la possibilità di vivere oltre le paure.”
LA BOTTEGA DEI LIBRI INCANTATI
“Estelle Hunt ci ha abituato a personaggi incredibili e anche in questo romanzo non si è smentita: Manuel è “L’uomo dei sogni”che non si può certo non amare e desiderare”
LA MIA BIBLIOTECA ROMANTICA
“Una storia avvincente, sensuale al punto giusto e molto coinvolgente.”
SOGNARE IN PUNTA DI PENNA
“Quello che più mi ha colpita è stata la perfetta descrizione dell’atmosfera di paese che Estelle Hunt ha inserito nella storia”
LA TESTA FRA I LIBRI
“Un libro meraviglioso che emoziona e fa sognare, e di sogni tutti noi ne abbiamo sempre bisogno.”
VANITI ROMANCE
“Estelle Hunt con il suo romanzo “L’uomo dei sogni” ci ricorda che non dobbiamo mai smettere di credere in noi stessi.”
ESMERALDA VIAGGI E LIBRI
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### Sinossi
Quanto fa male sotterrare un sogno con le proprie mani?
Manuel vive alla giornata. Ha tagliato i ponti con il passato e seppellito ogni ambizione. Non ha una casa, non cerca una relazione stabile, non ha progetti per il domani.
Linda ha rinunciato a tutto, pur di rimanere accanto alla famiglia e sostenerla in un momento di difficoltà. Tuttavia, quanto potrà resistere, a soli venticinque anni, costretta in una vita di sacrifici?
L’incontro con Manuel risveglierà il suo cuore intorpidito, alimentando fantasie e timori, ma un ostacolo insormontabile si erge tra loro: è Giulia, la bellissima, effervescente e indomabile sorella minore di Linda. Mille incomprensioni le dividono e non potrebbero essere più diverse, ma per una volta hanno poggiato gli occhi sul medesimo obiettivo: lui.
Cosa succederà se una donna che ha perso la speranza, un uomo disilluso, una passione dirompente si ritrovano in un luogo sospeso nel tempo dove anche i sogni più nascosti possono avverarsi?
Dall’autrice di Emmeline e Rehab, una nuova, sensuale storia d’amore.
ROMANZO AUTOCONCLUSIVO
“Anche questa volta Estelle Hunt ha dato corpo a dei personaggi spettacolari, intensi e carichi di pathos.”
TRA LE BRACCIA DI UN LIBRO
“Una lettura molto scorrevole che vi terrà incollati alle sue pagine fino alla fine.”
READING IS TRUE LOVE
“Lo stile della Hunt, che avevo già avuto il piacere di conoscere in precedenza, è essenziale ma curato, moderno e ricco di immagini vivide.”
LIBRI E ALTRI DISASTRI
“La scrittura intensa di Estelle Hunt è coinvolgente, pulita e raffinata.”
ARIA’S WILD
“Consiglio questo romanzo a chiunque abbia bisogno di sentirsi capace di scalare una montagna a piedi nudi e di volare con le ali del proprio coraggio.”
THE READING’S LOVE
“Questa sua magica scrittura riesce sempre a stregarmi, a catturarmi, a farmi vivere intensamente ogni emozione o sentimento che racconta.”
LO SCAFFALE INCANTATO
“La scrittura è scorrevole e fluida e il libro si legge velocemente, i pov alternati dei protagonisti aiutano il lettore ad entrare in perfetta sintonia con le emozioni che provano.”
TRE GATTE TRA I LIBRI
“Questa storia è narrata con dolcezza e pudore, mai aggressiva, mai sopra le righe, e, tra le pieghe del racconto, qualcosa di più. Su noi donne e sul destino che scegliamo.”
FEEL THE BOOK
“Un romanzo di crescita, scelte, rivelazioni e la possibilità di vivere oltre le paure.”
LA BOTTEGA DEI LIBRI INCANTATI
“Estelle Hunt ci ha abituato a personaggi incredibili e anche in questo romanzo non si è smentita: Manuel è “L’uomo dei sogni”che non si può certo non amare e desiderare”
LA MIA BIBLIOTECA ROMANTICA
“Una storia avvincente, sensuale al punto giusto e molto coinvolgente.”
SOGNARE IN PUNTA DI PENNA
“Quello che più mi ha colpita è stata la perfetta descrizione dell’atmosfera di paese che Estelle Hunt ha inserito nella storia”
LA TESTA FRA I LIBRI
“Un libro meraviglioso che emoziona e fa sognare, e di sogni tutti noi ne abbiamo sempre bisogno.”
VANITI ROMANCE
“Estelle Hunt con il suo romanzo “L’uomo dei sogni” ci ricorda che non dobbiamo mai smettere di credere in noi stessi.”
ESMERALDA VIAGGI E LIBRI

L’uomo dei dubbi (I casi dell’87º distretto Vol. 3)

Roger Broome è arrivato nella metropoli per incrementare la modesta attività che conduce in una piccola località vicina insieme alla madre, «l’unica donna bella dalla quale sia mai stato amato». Alla vigilia della partenza, euforico per il buon esito degli affari, si concede un giro per bar, ed è cosí che conosce Molly, aspirante segretaria bruttina ma disponibile. Dopo un giro di drink, i due si spostano nella camera di lui. Quella notte succede qualcosa di terribile, tanto che al mattino l’unico pensiero di Roger è cercare la piú vicina di stazione di polizia. Eppure, nel corso di una gelida giornata di febbraio, sullo sfondo della metropoli immaginaria che «non è New York ma non potrebbe esserlo di piú», tutto concorre a tenerlo lontano dall’87° distretto. Il misterioso furto di un frigorifero ai danni della padrona di casa, un mefistofelico vicino di stanza, e, soprattutto, l’incontro con la giovane Amelia, che lo seduce con i modi spigliati e la scura pelle di velluto. Con *L’uomo dei dubbi*, Ed McBain rivoluziona la serie dell’87° distretto regalandoci un Norman Bates pieno di fragilità e rovelli, e per questo ancora piú pericoloso dell’originale.
«Ed McBain è stato l’artefice della narrativa noir d’intrattenimento, la stessa che ha infiammato la fantasia dei lettori americani nell’ultimo mezzo secolo».
**Stephen King**
«*L’uomo dei dubbi* è un piccolo miracolo di tensione emotiva. Un orologio inesorabile e agghiacciante, che continua col proprio ticchettio pagina dopo pagina, che inverte valori e prospettive in maniera copernicana».
**Dalla Prefazione di Maurizio de Giovanni**
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### Sinossi
Roger Broome è arrivato nella metropoli per incrementare la modesta attività che conduce in una piccola località vicina insieme alla madre, «l’unica donna bella dalla quale sia mai stato amato». Alla vigilia della partenza, euforico per il buon esito degli affari, si concede un giro per bar, ed è cosí che conosce Molly, aspirante segretaria bruttina ma disponibile. Dopo un giro di drink, i due si spostano nella camera di lui. Quella notte succede qualcosa di terribile, tanto che al mattino l’unico pensiero di Roger è cercare la piú vicina di stazione di polizia. Eppure, nel corso di una gelida giornata di febbraio, sullo sfondo della metropoli immaginaria che «non è New York ma non potrebbe esserlo di piú», tutto concorre a tenerlo lontano dall’87° distretto. Il misterioso furto di un frigorifero ai danni della padrona di casa, un mefistofelico vicino di stanza, e, soprattutto, l’incontro con la giovane Amelia, che lo seduce con i modi spigliati e la scura pelle di velluto. Con *L’uomo dei dubbi*, Ed McBain rivoluziona la serie dell’87° distretto regalandoci un Norman Bates pieno di fragilità e rovelli, e per questo ancora piú pericoloso dell’originale.
«Ed McBain è stato l’artefice della narrativa noir d’intrattenimento, la stessa che ha infiammato la fantasia dei lettori americani nell’ultimo mezzo secolo».
**Stephen King**
«*L’uomo dei dubbi* è un piccolo miracolo di tensione emotiva. Un orologio inesorabile e agghiacciante, che continua col proprio ticchettio pagina dopo pagina, che inverte valori e prospettive in maniera copernicana».
**Dalla Prefazione di Maurizio de Giovanni**

L’UOMO CHE TREMA

Vorremmo dirvi: fidatevi. Questo è un memoir di una potenza rara. È la storia della depressione di un giovane uomo, o meglio è la storia di un giovane uomo che guarda il suo male in faccia per cercare di capire piú che può. Usando tutte le armi che ha: l’intelligenza, la forza delle parole, la letteratura, l’arte, la musica, l’ironia, la memoria. L’uomo che trema racconta, s’inoltra nel dirupo della vita di tutti i giorni, non si ferma davanti a niente. Se la sua storia è simile a quella di undici milioni di persone nel nostro Paese, il suo modo di rivelarla non ha molti paragoni.
L’uomo che trema racconta. Guarda la sua malattia come se fosse un corpo estraneo, lo viviseziona, cerca di capire qualcosa d’importante, e di farcelo capire. È in gioco il senso di tutto, per lui, che sa che piú si è depressi «piú le cose si fissano nell’attesa di farsi ghiaccio», come scriveva Cioran. E, in un certo senso, la sua cronaca è di ghiaccio. Proprio per questo emoziona nel profondo. Le reazioni del corpo e della psiche alle aggressioni chimiche dei farmaci, la paura, i vari incontri con gli psichiatri, il rapporto con la compagna e con il figlio costretti a convivere con i tumulti della malattia. Le corse per le vie di Roma, le passeggiate nei luoghi di Giuseppe Berto, autore de *Il male oscuro*. E, al culmine della sofferenza, l’appuntamento che riporta in vita un antico fantasma di famiglia, il padre ripudiato. Uno spiraglio di luce, la possibilità di pronunciare, forse, la parola «guarigione». Leggere questo libro significa immergersi nel mondo di un altro fino a sentirlo completamente tuo. Significa seguire passo dopo passo, con i sensi in allerta, il percorso da una condizione di dolore assoluto a una condizione nuova e possibile. Significa, letteralmente, essere rapiti. Perché a conquistarvi sarà la temperatura di ogni riga, la pasta della scrittura, l’intelligenza febbricitante, la qualità dello sguardo. In una parola: la voce dell’uomo che trema.
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### Sinossi
Vorremmo dirvi: fidatevi. Questo è un memoir di una potenza rara. È la storia della depressione di un giovane uomo, o meglio è la storia di un giovane uomo che guarda il suo male in faccia per cercare di capire piú che può. Usando tutte le armi che ha: l’intelligenza, la forza delle parole, la letteratura, l’arte, la musica, l’ironia, la memoria. L’uomo che trema racconta, s’inoltra nel dirupo della vita di tutti i giorni, non si ferma davanti a niente. Se la sua storia è simile a quella di undici milioni di persone nel nostro Paese, il suo modo di rivelarla non ha molti paragoni.
L’uomo che trema racconta. Guarda la sua malattia come se fosse un corpo estraneo, lo viviseziona, cerca di capire qualcosa d’importante, e di farcelo capire. È in gioco il senso di tutto, per lui, che sa che piú si è depressi «piú le cose si fissano nell’attesa di farsi ghiaccio», come scriveva Cioran. E, in un certo senso, la sua cronaca è di ghiaccio. Proprio per questo emoziona nel profondo. Le reazioni del corpo e della psiche alle aggressioni chimiche dei farmaci, la paura, i vari incontri con gli psichiatri, il rapporto con la compagna e con il figlio costretti a convivere con i tumulti della malattia. Le corse per le vie di Roma, le passeggiate nei luoghi di Giuseppe Berto, autore de *Il male oscuro*. E, al culmine della sofferenza, l’appuntamento che riporta in vita un antico fantasma di famiglia, il padre ripudiato. Uno spiraglio di luce, la possibilità di pronunciare, forse, la parola «guarigione». Leggere questo libro significa immergersi nel mondo di un altro fino a sentirlo completamente tuo. Significa seguire passo dopo passo, con i sensi in allerta, il percorso da una condizione di dolore assoluto a una condizione nuova e possibile. Significa, letteralmente, essere rapiti. Perché a conquistarvi sarà la temperatura di ogni riga, la pasta della scrittura, l’intelligenza febbricitante, la qualità dello sguardo. In una parola: la voce dell’uomo che trema.

L’Uomo Che Non C’era

Jimmy O’Brien non ha avuto una vita facile.

Nato in una famiglia molto povera e picchiato quotidianamente dal padre violento, da ragazzino riesce a scappare a morte certa piombando letteralmente tra le mani di George Finn, boss irlandese di Chicago, braccio destro di Bugs Moran, famoso rivale di Al Capone. Da quel momento in poi, Jimmy entra a far parte di un mondo fatto di violenza e cieca fedeltà al capo.

Jimmy è abituato a non esternare i propri sentimenti, l’ha imparato fin da bambino. Ma la vicinanza con il figlio di George, Henry, gli rende la vita difficile e ancora più tormentata.

L’incontro con un ragazzo di strada, poi, complica ulteriormente le cose, soprattutto quando proprio Henry decide inspiegabilmente di ospitarlo nella sua villa.

Il Natale è ormai alle porte, e l’arrivo imminente di un carico di alcolici dall’Europa potrebbe essere l’occasione tanto attesa dal clan Moran per avere la meglio su Capone.

Per assicurarsi che tutto vada per il meglio, Jimmy si affida a un poliziotto che ha sempre ricattato dopo averlo incontrato in un locale per omosessuali, David Sheena. David è luce, tanto quanto Jimmy è ombra.

In un mondo in bianco e nero, dove non c’è spazio per le debolezze, Jimmy si troverà a dover lottare per la propria vita e per quella delle persone a cui tiene, cercando di tenere a bada ciò che si agita nel suo petto e che non avrebbe mai pensato che potesse farlo sentire così vivo.

(source: Bol.com)

L’uomo che diventò donna

Herman Dudley da tanti anni ha una storia da raccontare. Per lungo tempo è rimasta incastrata dentro di lui, incapace di prendere forma. Risale ai tempi in cui era uno scapolo di diciannove anni, aveva già vagabondato in lungo e in largo per gli Stati Uniti e faceva lo stalliere in Pennsylvania. In questa storia è di fondamentale importanza un altro giovane scapolo, Tom Means, che ha due passioni, la letteratura e il mondo dei cavalli da corsa, affollato di tipi poco raccomandabili ma che a loro modo incarnano una sorta di purezza rispetto all’asfissiante american way of life. Ma il racconto prosegue, ed Herman non si sente ancora pronto ad arrivare al cuore della vicenda, perciò il lettore attende con lui il momento catartico, magnificamente intrattenuto dalle considerazioni di un giovane ragazzo, dalla consistenza profonda e insieme impalpabile, fino alle mirabili scene finali, che rendono questo racconto sul mistero della sessualità umana una delle più belle storie mai raccontate.

(source: Bol.com)

L’Uomo Che Cadde Sulla Terra

Gli incontri tra cinema e fantascienza non sono stati sempre felici. Da uno dei generi letterari più stimolanti, più ricchi d’idee, che esistano, i cineasti non hanno in genere saputo trarre che effetti grossolani o bislacchi, trame puerili, brividi truculenti. C’è stata l’eccezione di Kubrik (con Odissea 2001), e c’è ora l’eccezione di Nicolas Roeg, un regista dell’ultima, geniale leva americana, che ha scelto fra centinaia di soggetti, pare che sia un uomo molto “difficile”, il bellissimo romanzo di Walter Tevis, che apparve su Urania nel 1964, *L’uomo che cadde sulla Terra* , si può leggere in due modi. Come la storia di un extraterrestre che, vendendo all’industria i suoi mirabolanti segreti tecnologici, diventa ricchissimo e potentissimo, ma viene infine distrutto dai terrestri. O come una parabola con risonanze addiruttura evangeliche, suggestioni di un’altra “discesa sulla Terra”, di un altro breve viaggio tra gli uomini, di un altro “martirio”. E’ un libro semplice e misterioso, delicato e crudele, un gioiello isolato che non ha avuto predecessori e imitatori. Gli dedichiamo questo numero speciale, che contiene in appendice una notevole curiosità per tutti gli appassionati di cinema e di fantascienza: la sceneggiatura del film.

L’uomo bianco

Dove comincia e dove finisce, come cambia la normalità italiana? I malumori, tornatene al tuo Paese, i calci, i pugni, l’insofferenza: “Perché sei qui, negro di merda?”. Pensiamo di essere rimasti uguali a noi stessi, mentre stiamo diventando attori individuali di un cambiamento collettivo. È una scala privata, invisibile, che scendiamo passo dopo passo, fino all’intolleranza, finché qualcuno spara ai “negri”. E proprio in quel momento, se guardiamo chi impugna il fucile, vediamo materializzarsi l’uomo bianco, ciò che certamente noi siamo ma che non ci siamo mai accontentati di essere. Ma come è stato possibile regredire fino alla nostra identità biologica? Perché, abituati a dare la colpa di ogni cosa alla politica, non siamo neppure in grado di cogliere in questo rancore diffuso la sconfitta nostra, della cosiddetta società civile? Sono le domande a cui Ezio Mauro prova a rispondere in queste pagine che scavano fino all’osso della mutazione in atto e ci lasciano nudi e sgomenti davanti alla fragilità del costume collettivo. Una riflessione impeccabile sulle contraddizioni della democrazia italiana e di una politica azzerata che non sa trovare soluzioni né per la sicurezza degli uni né per la disperazione degli altri, nutrendo e nutrendosi di paura e rabbia. Per scendere nell’inferno di questa trasformazione, Mauro si fa guidare e ci guida attraverso la più simbolica storia dell’Italia recente, che ha diviso il prima dal dopo: a Macerata, il 3 febbraio 2018, Luca Traini impugna una pistola e spara a caso contro tutte le persone di colore che incontra. È un gesto che non viene dal nulla ma, al contrario, si è avvalso di un clima di legittimazione strisciante, proprio di quel senso comune parallelo che si sta muovendo dentro di noi. Siamo sconfitti una volta per tutte quando il destino degli altri non ci interpella più: “Purché non qui da noi, finiscano dove vogliono, finiscano come possono, finiscano comunque. Purché finiscano”. Non era così, non lo permettevamo a noi stessi.

(source: Bol.com)

L’uomo al piano zero

Immaginate di aver costruito un apparecchio (sul tipo di una radio-trasmittente) capace di emettere impulsi capaci a loro volta di innescare la ben nota reazione a catena in tutte le ogive nucleari attualmente esistenti in tutte le basi atomiche del mondo. Per costruire un apparecchio del genere dovreste indubbiamente aver risolto dei problemi scientifici d’una certa difficoltà… Ma se ci pensate un momento vi renderete conto che quelle difficoltà erano niente di fronte al problema che vi aspetta adesso (e che aspetta il protagonista di questo romanzo): quando e in che modo vi proponete di utilizzarlo, il vostro benefico apparecchio?