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A proposito di Elsie

A proposito di Elsie by Joanna Cannon
**La storia che noi scriviamo nel mondo è in grado di andare oltre i nostri errori. Anche quelli più grandi.**
«Sono tre le cose che dovete sapere su Elsie. La prima è che è la mia migliore amica. La seconda è che sa sempre come farmi sentire meglio. E la terza… è un po’ più lunga da spiegare…»
Florence, ottantaquattro anni, è caduta nel suo appartamentino nella residenza per anziani a Cherry Tree Home. Ma non è questo che la sconvolge, perché sa che presto qualcuno verrà a soccorrerla: è che sta per svelare, finalmente, dopo tanti anni, un segreto che riguarda lei, la sua amica Elsie e un uomo che credeva morto da più di mezzo secolo e che invece ha fatto irruzione nel suo presente, proprio lì a Cherry Tree Home. E svolgendo con fatica, caparbietà e tanto coraggio le fila del suo passato, allineando ricordi come libri su uno scaffale, Florence scoprirà che nella sua vita, come in quella di chiunque, c’è molto di più di quello che credeva, che i fili sottili che la legavano agli altri sono in realtà legami indissolubili, che un gesto che aveva creduto un tragico errore era stato in realtà un gesto d’amore.
A proposito di Elsie racconta con delicatezza e sensibilità una storia di amicizia. Di quelle amicizie che si fanno da bambini e che ti rendono la persona adulta che sarai. E senza le quali non puoi vivere.

A Perdifiato

‘Covacich è uno degli scrittori piú vigorosi della nuova letteratura italiana’.

Claudio Magris, ‘Il Corriere della Sera’

‘A perdifiato restituisce con una prosa sincopata e coraggiosa, in costante debito d’ossigeno, la folle corsa dell’uomo verso il disastro’.

Franco Marcoaldi, ‘la Repubblica’

Dario Rensich è arrivato sesto alla maratona di New York. Un risultato lusinghiero, quanto basta per diventare un apprezzato allenatore della Federazione, che lo manda in Ungheria con l’incarico di preparare per la maratona un gruppo di giovani mezzofondiste, determinate ad afferrare l’occasione per emergere. Un tormentoso iter per l’adozione di Fiona, la bimba che lui e la moglie Maura ‘aspettano’, sembra sia giunto alle ultime battute proprio in coincidenza con la partenza di Dario per Szeged, la cittadina in riva al Danubio. Il fiume in agonia, inquinato dal cianuro, accompagna l’allenamento delle sette ambiziose diciottenni, tra le quali spicca l’imperscrutabile, magnetica Agota…
Segnato dalla disciplina della corsa, A perdifiato è un romanzo sul fuggire. Un libro inquieto, carico di forza e ambiguità, in cui tutte le vicende, come l’appassionante maratona finale, accelerano assumendo una piega sempre piú imprevedibile.

(source: Bol.com)

A Ogni Svolta

A ogni svolta by Brenna Aubrey
**Allora, vuoi diventare un eroe?**
L’amministratore delegato e milionario Adam Drake ha superato un passato difficile per riuscire a prendere le redini della sua vita e costruire il suo impero digitale. L’ultimo pezzo va al suo posto quando trova l’amore con la brillante blogger, Mia Strong. E adesso si sente in cima al mondo.
**La tua principessa è in un altro castello.**
Finché Mia all’improvviso rompe con lui, lasciandolo all’oscuro. Adam capisce che lei ha bisogno del suo aiuto, ma che è troppo testarda o spaventata per chiederlo. Più lui tenta di prendere il controllo, più lei si allontana. Non è un problema che possa risolvere firmando un assegno o scrivendo qualche brillante riga di codice.
**Dovrà scavare più a fondo e prendersi dei rischi… o rischiare di perderla per sempre.**

A nudo

Recitare, sorridere, dimenticare. Queste sono tre parole che Alex Bohlen ha imparato bene e, all’alba del suo nuovo film, sembra non esserci altro che questo mantra. E l’alcool: la panacea per tutti i suoi mali. Un passato da cancellare, un futuro ancora troppo nebuloso e una sessualità da tenere nascosta, per non perdere la fama ottenuta, sono tutto ciò che caratterizza la sua vita. Almeno finché non gli viene messo alle calcagna il giovane Niyol, assistente dalle origini navajo, assunto dal suo agente per non permettere ad Alex di eccedere nel bere e portare a termine le riprese del nuovo film.
Ma Niyol è troppo serio, troppo ligio al dovere: troppo bello. Una tentazione continua che rischia di far esplodere ogni sicurezza, ogni punto certo. Se un punto certo è mai esistito prima di lui…
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### Sinossi
Recitare, sorridere, dimenticare. Queste sono tre parole che Alex Bohlen ha imparato bene e, all’alba del suo nuovo film, sembra non esserci altro che questo mantra. E l’alcool: la panacea per tutti i suoi mali. Un passato da cancellare, un futuro ancora troppo nebuloso e una sessualità da tenere nascosta, per non perdere la fama ottenuta, sono tutto ciò che caratterizza la sua vita. Almeno finché non gli viene messo alle calcagna il giovane Niyol, assistente dalle origini navajo, assunto dal suo agente per non permettere ad Alex di eccedere nel bere e portare a termine le riprese del nuovo film.
Ma Niyol è troppo serio, troppo ligio al dovere: troppo bello. Una tentazione continua che rischia di far esplodere ogni sicurezza, ogni punto certo. Se un punto certo è mai esistito prima di lui…

A nome tuo

Si comincia con un viaggio per mare. C’è una nave militare che risale la costa dall’Albania a Trieste, sulla nave uno scrittore che lungo quell’Adriatico smagliante ripercorre la storia imperfetta e dilaniata di tutte le vite di frontiera. Nascosta in cabina trova una capricciosa compagna di viaggio, eccitante come una fantasia. Lui si è imbarcato quasi per caso, recalcitrante “ambasciatore di cultura” nei paesi della costa orientale. Lei scappa e ricompare, lo attira e lo intrappola. Vuole una storia, vuole la sua. Il tema dell’identità, triestino quant’altri mai, è il vero nucleo di questo libro. Declinato in una storia avvincente – anzi due – si manifesta in tutta la sua complessità. Da dove veniamo, che lingua parliamo, cosa mostriamo di noi, come ci raccontiamo a noi stessi e agli altri. Se alla fine quello che ci cattura è un vertiginoso gioco di specchi, è perché lo scrittore è un prestigiatore. Nasconde le mani mentre seguiamo il volo della colomba. Oppure mostra le mani per dire: guarda, questa è la mia magia. Non c’è scrittore in Italia oggi che più di Mauro Covacich abbia scelto questa seconda strada. Seguire le tracce del suo percorso letterario significa davvero fare un viaggio dentro la finzione, per osservare la scrittura nel suo farsi e in filigrana la vita che scorre fuori e dentro i margini del foglio.

A neve ferma

«*«Un intrico di amori e avventure in una pasticceria: spassosa e ironica metafora dei “pasticci” della nostra vita.»*»
**Paola Mastrocola**
Emma Trisciuoglio, aiutante pasticcera laureata in Storia con una tesi sulla Stele di Rosetta, perde l’amore tre giorni dopo averlo trovato. La signora Elena, invece, l’amore lo insegue invano da trent’anni, e comincia ad avere un po’ il fiatone. Per fortuna c’è Camelia, che s’innamora senza difficoltà di chiunque incontri. Il problema di Camelia, casomai, è il quaderno di ricette che le ha lasciato in eredità suo nonno, scritto in un codice misterioso. Peccato, perché forse, se riuscisse a decifrarlo, potrebbe vincere il concorso «Una stella per Natale». Lei, però, preferirebbe non partecipare neanche. Emma, invece, parteciperebbe volentieri, anche se Andrea non la ama più. Bianca è l’unica a cui il concorso non interessa, è troppo impegnata nella sua battaglia contro un giovane dottore ripetutamente ladro. Aggiungete la pregiata Pasticceria Delacroix, un’attrice francese, un apprendista coi piercing e gli imponderabili effetti di un film dei fratelli Wachowski, e preparatevi a qualche ora di intenso divertimento, tra amori al cioccolato e sfide all’ultimo, dolcissimo assaggio.
**Stefania Bertola** vive nei pressi di Torino, città dov’è nata. Traduttrice, sceneggiatrice, autrice e conduttrice radiofonica, lavora attualmente come autrice per la televisione. Ha pubblicato: *Luna di Luxor* (1989), *Se mi lasci fa male* (1997), *Ne parliamo a cena* (2005), *Aspirapolvere di stelle* (2002), *Biscotti e sospetti* (2004), *A neve ferma* (2006), *La soavissima discordia dell’amore* (2009), *Il primo miracolo di George Harrison* (2010), *Romanzo rosa* (2012), *Ragazze mancine* (2013) e *Ragione & sentimento* (2017).
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### Recensione
**Ditini di Bimba e crema Stalin per Camelia**
*Gambarotta Bruno*, Tuttolibri – La Stampa
“A neve ferma” non è, come il titolo potrebbe indurre a credere, un instant book sulle olimpiadi di Torino testé concluse, bensì, come sanno tutti coloro che frequentano i ricettari, una metafora per indicare lo stadio finale a cui deve giungere l’albume delle uova quando viene sbattuto. Stefania Bertola, esibendo una bravura che cresce di libro in libro, allestisce uno spassoso teatrino ambientandolo nel mondo della pasticceria di alta qualità e in uno dei quartieri chic di Torino, quello che inizia al di là del Po e si arrampica sulle pendici della collina. Ritornano le sue eroine trentenni, le ragazze che “hanno il terrore di entrare nel tunnel della normalità” perché sanno che poi non riuscirebbero più ad uscirne. Concrete nella vita pratica, sognatrici in quella sentimentale, vivono in un vortice perpetuo, accettano la precarietà del mondo che le circonda con uno sguardo limpido e disincantato, si credono calcolatrici e sono ingenue e solidali con le loro simili. Queste ragazze ricordano la “parrucchiera di Francoforte” di un lontano saggio di Hans Magnus Enzensberger che per sopravvivere nel suo ambiente doveva essere dotata di un bagaglio di conoscenze di molto superiore a quello di Melantone, il riformatore del ‘500 che conosceva a memoria tutti i libri sacri. Non faremo al lettore il dispetto di raccontargli la trama; diremo solo che c’è di mezzo un codice segreto. (Oggi come oggi, se in un romanzo non ci metti un codice da decifrare non sei nessuno). Qui almeno il codice è plausibile, famigliare, tutti in casa ne abbiamo uno, è il quaderno di ricette trasmesso di madre in figlia: bastano due generazioni a renderlo quasi incomprensibile. Nel romanzo passa da un nonno, Ermanno Picchi di Monsummano, celebre pasticciere degli Anni 30, alla nipote Camelia, che è stata in collegio dalle suore e non ha nessuna vocazione per la sublime arte dolciaria. Chi invece ce l’ha è la protagonista del romanzo, Emma Trisciuoglio, figlia di un pugliese e di una biellese che, dopo il liceo classico e la laurea in lettere con una tesi sulla Stele di Rosetta, dà sfogo alla sua passione andando a lavorare come aiuto pasticciera nel mitico laboratorio della premiata Pasticceria Delacroix, i cui titolari discendono dalla famiglia del celebre pittore Eugène. Tutta la vicenda ruota attorno al concorso “Una Stella per Natale” a cui possono partecipare i dieci migliori pasticcieri del mondo, con annessi scherzi dell’amore e del caso. I quindici capitoli del libro sono intitolata ad altrettanti dolci, non c’è similitudine che non sia legata al tema della pasticceria: “A Elena era quasi uscito fuori il cervello dalla felicità: se lo sentiva tamburellare contro le tempie come pasta sfoglia che gonfia nel forno!”. Le trovate esilaranti montano come zabaglione, le invenzioni perfide candiscono la pasta compatta del romanzo. Nonno Ermanno era famoso per la Crema Ottobre, “il dolce che ha fatto piangere Stalin che pure “era politicamente contrario ai dolci, diceva che erano roba da borghesi, specialmente i dolci al cucchiaio. Ce l’aveva a morte con i dolci al cucchiaio. Li considerava molto di destra. Poi però alla fine si decise ad assaggiare la Crema Ottobre, e sembra che sia rimasto secco, proprio. L’ha mangiata tutta e poi si è messo a piangere, e ha abbracciato il nonno”. Le suore del Convento delle Spinose Madri del Cuore Trafitto nel Chianti educano Camelia e preparano dolci che si chiamano Ditini di Bimba, Lacrimucce di Maria, Sospiri di Gesù Stanco, Baci di Santa all’Armagnac. Stefania Bertola non si nega niente e di tanto in tanto, come il Manzoni dei Promessi Sposi, fa sentire la voce dell’autore, piena di superiore saggezza: “Tante volte è meglio che un uomo non sappia che cosa sta facendo la sua fidanzata in quel momento”; “Siamo pasticcieri torinesi. Un’altra cultura. Evoluti, curiosi, ma comunque portati a uno stile di vita in cui il sesso di gruppo può entrare solo marginalmente”; “L’uomo che legge romanzi d’amore preferisce pensare che la donna sia naturalmente priva di peli”. L’uomo che legge romanzi di Stefania Bertola preferisce pensare che dopo questo ne arrivi subito un altro. Nei suoi romanzi c’è sempre un personaggio lettore bulimico e un altro che scrive; qui sono uniti nello stesso personaggio di Bianca, l’amica e collega di Emma che sta scrivendo un giallo ambientano a Moncalieri nell’800 che ha come protagonista padre Denza il fondatore della meteorologia italiana e che, nonostante l’abito talare, ha una storia d’amore poiché “Bianca detesta i gialli in cui il protagonista non fa sesso con nessuno”. L’invenzione del notaio Mongilardi che ha scritto e pubblicato un libro sulle Sante del Biellese (Santa Ortensia, Santa Graziella, Santa Ernesta, Santa Ermenegilda trafitta da un rinoceronte fuggito da un circo di stanza a Biella) ci vendica delle quintalate di libri inutili prodotti dai cultori di storia locale. Chiudiamo con un’avvertenza per le lettrici sensibili: leggendo, o meglio, divorando il romanzo di Stefania, ho secreto risate e succhi gastrici. Conclusione, ho preso due chili. Non ditemi poi che non vi avevo avvertite.
### Sinossi
«*«Un intrico di amori e avventure in una pasticceria: spassosa e ironica metafora dei “pasticci” della nostra vita.»*»
**Paola Mastrocola**
Emma Trisciuoglio, aiutante pasticcera laureata in Storia con una tesi sulla Stele di Rosetta, perde l’amore tre giorni dopo averlo trovato. La signora Elena, invece, l’amore lo insegue invano da trent’anni, e comincia ad avere un po’ il fiatone. Per fortuna c’è Camelia, che s’innamora senza difficoltà di chiunque incontri. Il problema di Camelia, casomai, è il quaderno di ricette che le ha lasciato in eredità suo nonno, scritto in un codice misterioso. Peccato, perché forse, se riuscisse a decifrarlo, potrebbe vincere il concorso «Una stella per Natale». Lei, però, preferirebbe non partecipare neanche. Emma, invece, parteciperebbe volentieri, anche se Andrea non la ama più. Bianca è l’unica a cui il concorso non interessa, è troppo impegnata nella sua battaglia contro un giovane dottore ripetutamente ladro. Aggiungete la pregiata Pasticceria Delacroix, un’attrice francese, un apprendista coi piercing e gli imponderabili effetti di un film dei fratelli Wachowski, e preparatevi a qualche ora di intenso divertimento, tra amori al cioccolato e sfide all’ultimo, dolcissimo assaggio.
**Stefania Bertola** vive nei pressi di Torino, città dov’è nata. Traduttrice, sceneggiatrice, autrice e conduttrice radiofonica, lavora attualmente come autrice per la televisione. Ha pubblicato: *Luna di Luxor* (1989), *Se mi lasci fa male* (1997), *Ne parliamo a cena* (2005), *Aspirapolvere di stelle* (2002), *Biscotti e sospetti* (2004), *A neve ferma* (2006), *La soavissima discordia dell’amore* (2009), *Il primo miracolo di George Harrison* (2010), *Romanzo rosa* (2012), *Ragazze mancine* (2013) e *Ragione & sentimento* (2017).

A misura d’uomo

Fabbrico è un piccolo paese sulla mappa dell’Emilia, poche anime, due strade, i campi intorno, il cielo d’ovatta. È qui che nasce l’amicizia tra Davide e Valerio, ed è qui che una sera d’estate Davide incontra Anela e se ne innamora. Anela diventa il perno e lo scoglio su cui si infrange la loro amicizia. Così Valerio a un certo punto sceglie di andarsene, Davide si perde e perde quell’unica, preziosa occasione di felicità. A Fabbrico vivono anche gli altri personaggi di questa storia: Elena e Mario, Maddalena, Luigi, Giuseppe e la vecchia Bice, che al bar accoglie tutti per un caffè o una sambuca. Con una lingua ipnotica e pennellate rapide e materiche, “A misura d’uomo” di Roberto Camurri è un romanzo in racconti: storie di amore e di amicizia, di fiducia e di tradimento, di vita e di morte dove tutti i personaggi lottano per liberarsi da un inspiegabile senso di colpa trovando infine, nella propria terra, la risposta per dare sostanza e forma alla memoria e al tempo.
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A futura memoria: Se la memoria ha un futuro

Leonardo Sciascia ha denunciato dalle pagine di quotidiani e settimanali italiani la realtà sulla mafia. Lo scrittore, prendendo spunto da diversi fatti di cronaca, è stato tra i primi a sottoporre all’opinione pubblica il fenomeno mafioso in termini concreti, non come fatto eversivo dell’ordine costituito bensì come sistema parallelo e speculare rispetto allo Stato e alle sue leggi. Senza temere di scuotere gli animi più conformisti, ha rotto in questo modo il silenzio che uomini e istituzioni mantenevano rigorosamente su tale annoso problema.

A Cura De Schopenhauer

A Cura de Schopenhauer by Irvin D. Yalom
Irvin D. Yalom, autor do aclamado romance “Quando Nietzsche Chorou”, (bestseller em 20 países), regressa com o seu trabalho mais brilhante até hoje. “A Cura de Schopenhauer” leva-nos à mente de um homem sensível, a quem a iminência da morte o leva a fazer um balanço da sua vida. Yalom tece simultaneamente a teia da história verídica da vida do filósofo Arthur Schopenhauer e envolve-a na narrativa, provocando uma leitura compulsiva e oferecendo uma lição sobre a influência do filósofo alemão no pensamento contemporâneo. Uma maravilhosa aventura emocional e intelectual, de deslumbrante intensidade.

A cosa serve questo pulsante?: Autobiografia

“Ero brufoloso, portavo la giacca a vento e dei jeans a zampa di elefante con Purple e Sabbath scritto a penna sulle cosce, e guidavo un motorino scassato e rumorosissimo. E sì, volevo diventare un batterista…” Bruce Dickinson, leggendario frontman degli Iron Maiden, è uno dei più iconici cantanti e autori della storia. Ma oltre a vantare una carriera musicale di grande successo, è anche pilota di linea per una compagnia aerea, imprenditore, speaker motivazionale, produttore di birra, scrittore, deejay radiofonico, sceneggiatore per il cinema, e come se non bastasse è anche un campione di scherma a livello internazionale: davvero uno degli uomini più eccezionali e interessanti del mondo. “A cosa serve questo pulsante?” è molto più di un memoir: è una riflessione sugli alti e bassi della vita. Con la sua voce intensa e scanzonata, Bruce ripercorre le imprese esplosive della sua eccentrica infanzia inglese e il folgorante successo degli Iron Maiden, racconta la filosofia della scherma e la sua esaltante esperienza come pilota di boeing, fino ad arrivare alla recente lotta contro il cancro. Coraggioso, sincero, energico e divertente come le performance del suo autore, A cosa serve questo pulsante? è un viaggio intimo nella vita, nel cuore e nella mente di un’autentica leggenda del rock.

A come alibi

Paziente, metodica, sensibile e decisamente simpatica, Kinsey Millhone, «investigatrice privata con regolare licenza dello stato della California», fa parte della ristrettissima schiera dei grandi protagonisti della narrativa gialla. In questo romanzo, che ha segnato il suo sorprendente esordio, è alle prese con un caso che tutti vorrebbero dimenticare: l’assassinio di Laurence Fife. Un caso «vecchio» di otto anni, un omicidio passionale, una brutta faccenda chiusa per tutti. Per tutti tranne che per la moglie della vittima, Nikki Fife. Per la giuria non c’erano stati dubbi: Nikki aveva il movente, la possibilità e l’occasione, e la condannò. Ora Nikki è fuori sulla parola e ha un solo pensiero in mente: dimostrare la sua innocenza e scoprire la verità. E incarica Kinsey Millhone di farlo…

traduzione di Elsa Pelitti

A chi appartiene la notte

Irene Fontana è una giornalista d’inchiesta, messa fuori gioco dalla sua ostinazione a svelare corruzioni e tutelare i diritti dei cittadini. La Contessa è la casa di sua nonna, la casa delle sue vacanze di bambina. Due piani in sasso e una mansarda, in cima a una delle colline dell’Appennino reggiano. Su tre lati, ettari di campi a coltivazione. Sul quarto, il bosco, l’unica terra che non le appartiene. È tornata a vivere lì. Tutto il suo mondo era crollato in meno di un mese e in quello che restava non c’era nulla che le interessasse. Così, ha ricominciato dall’inizio.
Filippo cade dalla Pietra di Bismantova una notte d’estate. Irene è lì, per puro caso, il giorno dopo, quando rimuovono il suo corpo.
La madre del ragazzo non crede al suicidio e chiede aiuto a Irene. Lei parte dalla vita di Filippo, dai suoi amici, dalle sue frequentazioni. Scopre un locale, lo Snoopy, dove nel giorno di chiusura si organizzano festini piuttosto estremi. Incontra un uomo, il Pittore, un artista che vive isolato in una casa museo, in compagnia della sue sculture da incubo. Questa è, in verità, solo una parte di un quadro ben più complesso che parte da lontano. Un patto fondato nel dopoguerra per garantire prosperità. Cinque famiglie, in cinque frazioni diverse dell’Appennino, giovani vite in cambio di un futuro più saldo. «Uno per generazione, perché il patto si trasmette e si eredita. Una vita per la vita di tutti. Bisogna prenderli giovani, quando hanno tutta la vita davanti, il potenziale integro.» Inseguire la vita di Filippo si trasforma in una discesa all’inferno. Ma ciò che appartiene alla notte, appartiene alla notte, le illusioni durano un istante e quando se ne vanno non sono mai esistite. Come i sogni, i miraggi, i miracoli, i demoni.
Fogli scrive il suo romanzo più convinto e convincente, con quel nero che è il colore degli incubi, ma è anche il sordo rumore della verità, il primo da imparare a distinguere.
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### Sinossi
Irene Fontana è una giornalista d’inchiesta, messa fuori gioco dalla sua ostinazione a svelare corruzioni e tutelare i diritti dei cittadini. La Contessa è la casa di sua nonna, la casa delle sue vacanze di bambina. Due piani in sasso e una mansarda, in cima a una delle colline dell’Appennino reggiano. Su tre lati, ettari di campi a coltivazione. Sul quarto, il bosco, l’unica terra che non le appartiene. È tornata a vivere lì. Tutto il suo mondo era crollato in meno di un mese e in quello che restava non c’era nulla che le interessasse. Così, ha ricominciato dall’inizio.
Filippo cade dalla Pietra di Bismantova una notte d’estate. Irene è lì, per puro caso, il giorno dopo, quando rimuovono il suo corpo.
La madre del ragazzo non crede al suicidio e chiede aiuto a Irene. Lei parte dalla vita di Filippo, dai suoi amici, dalle sue frequentazioni. Scopre un locale, lo Snoopy, dove nel giorno di chiusura si organizzano festini piuttosto estremi. Incontra un uomo, il Pittore, un artista che vive isolato in una casa museo, in compagnia della sue sculture da incubo. Questa è, in verità, solo una parte di un quadro ben più complesso che parte da lontano. Un patto fondato nel dopoguerra per garantire prosperità. Cinque famiglie, in cinque frazioni diverse dell’Appennino, giovani vite in cambio di un futuro più saldo. «Uno per generazione, perché il patto si trasmette e si eredita. Una vita per la vita di tutti. Bisogna prenderli giovani, quando hanno tutta la vita davanti, il potenziale integro.» Inseguire la vita di Filippo si trasforma in una discesa all’inferno. Ma ciò che appartiene alla notte, appartiene alla notte, le illusioni durano un istante e quando se ne vanno non sono mai esistite. Come i sogni, i miraggi, i miracoli, i demoni.
Fogli scrive il suo romanzo più convinto e convincente, con quel nero che è il colore degli incubi, ma è anche il sordo rumore della verità, il primo da imparare a distinguere.

A che cosa serve la coppia

A che cosa serve la coppia? Willy Pasini cerca di dare una risposta che tenga conto di tutti i diversi aspetti coinvolti: psicologici, sessuali, sociologici e giuridici e soprattutto dei diversi tipi di coppia. Dopo aver illustrato sulla base di numerosi casi clinici, sondaggi statistici ed esempi tratti dalla vita quotidiana le patologie della coppia moderna, Pasini passa nella seconda parte del libro a trattare le nuove terapie della coppia, ovvero i modi di uscire dalla impasse in cui oggi si trovano molti partner di qualsiasi età e condizione. problema della mancanza di “alterità” del partner e superare i rischi dell’amore narcisistico per il “medesimo”. Prefazione di Ermanno Genre.

A cena con Darwin

A cena con Darwin: Cibo, bevande ed evoluzione by Jonathan Silvertown
«*Dalla prima portata di ostriche all’ultima stilla di vino, il racconto di Silvertown sull’evoluzione della nostra dieta è un’esperienza sontuosa. A cena con Darwin combina storia naturale, biografia, archeologia e biologia, mescolando il tutto in storie gastronomiche che renderanno luminoso il vostro pranzo.*»
**Richard Wrangham, autore di L’intelligenza del fuoco. L’invenzione della cottura e l’evoluzione dell’uomo**
**Uova, latte e farina** sono gli ingredienti fondamentali di una torta, ma sono anche il prodotto di milioni di anni di evoluzione e rappresentano in quel contesto una soluzione geniale al problema della riproduzione fuori dall’acqua. Per le uova, l’idea era circondare l’uovo fecondato con una piccola porzione di mare, arricchito di nutrienti, e chiudere il tutto in un guscio resistente alla disidratazione e alle infezioni. Lo inventarono i dinosauri e va ancora di moda. Se pensassimo a questo quando apriamo la dispensa, toccheremmo letteralmente con mano l’evoluzione darwiniana mentre prepariamo la cena.
Anche il latte ha una storia analoga: è l’invenzione per eccellenza dei mammiferi, che avevano il problema di nutrire i loro piccoli senza poter deporre uova. La farina, infine – una polvere di semi triturati – è l’equivalente vegetale dell’uovo: il sistema che hanno escogitato le piante per colonizzare la terraferma. Questi tre ingredienti sono così nutrienti per un motivo molto chiaro: si sono evoluti nel corso di milioni di anni proprio per nutrire.
Ogni cibo che mangiamo ha un’affascinante storia evolutiva alle spalle: e gli uomini hanno sviluppato la capacità di mangiare ben 4000 specie vegetali. A partire da questo, **Jonathan Silvertown** si diverte a illustrarci, tra un’infinità di storie affascinanti, uno strano menù evoluzionistico, composto di più portate (o capitoli): una *entrée*, una contestualizzazione storica, e poi frutti di mare, zuppa, pesce, carne, verdura, spezie, dolce, formaggio, vino e molta convivialità.
*A cena con Darwin* delinea un **tour gastronomico** del gusto del genere umano che ci aiuta a comprendere l’origine delle nostre diete e dei cibi che sono stati centrali per millenni nelle nostre culture. Nel viaggio incontriamo microbi, funghi, animali e vegetali, l’evoluzione del nostro senso del gusto e dell’olfatto, gli aromi che ci inebriano e quelli che ci repellono, sempre con la selezione naturale darwiniana a farci da bussola lungo il cammino.
Un affresco sontuoso in cui cibo, scienza e società umana si mescolano inestricabilmente tra loro, imbandendo una mensa ricca e variegata, alla quale ci invita, sorridente, l’autore.

A caccia di un angelo

La bionda che entra nell’ufficio dell’investigatore privato di Los Angeles, Elvis Cole, è la cosa più bella che lui abbia mai visto. Accanto a lei, il famoso magnate Bradley Warren. Se non fosse stato per il sorriso della bionda e per l’assegno in bianco che Warren gli offre, Cole li avrebbe buttati fuori. Bradley Warren ha perso qualcosa di molto prezioso che appartiene a qualcun altro: un manoscritto giapponese del XVIII secolo, chiamato “Hagakure”. È una specie di vangelo dei samurai. E vale tre milioni di dollari. Qualcuno lo ha sottratto dalla cassaforte nella villa di Warren a Beverly Hills. Cole deve solo rintracciarlo. Assieme al socio Joe Pike, parte alla ricerca della temibile mafia giapponese che opera a Los Angeles, la famigerata “yakuza”. Come se non bastasse, scompare Mimi, la figlia di Warren il quale furibondo licenzia Cole per incapacità. Ma Elvis è cocciuto e continua le indagini per conto suo fino ad arrivare a una insospettabile e amara verità.

A caccia di ombre

Abby Sinclair si definisce un “pesce pilota”, uno di quei piccoli pesci che nuotano insieme agli squali e ne raccolgono i residui di cibo. Come consulente per un’agenzia di sicurezza di Los Angeles, lei fa lo stesso, solo che i pesci insieme a cui nuota sono stalker, come Raymond Hickle, e i residui che racimola sono frammenti di informazioni essenziali per comporre i profili psicologici dei soggetti come lui. Abby si insinua nella vita di Hickle per scoprire se la fissazione di questo individuo solitario per la conduttrice televisiva Kris Barwood possa sfociare in una minaccia per la vita di lei. Ha imparato a sue spese che il confine tra amore e ossessione può essere sottile e che la verità, a volte, viene a galla quando ormai è troppo tardi. Ma su Raymond Hickle i suoi dubbi svaniscono presto. In un’adrenalinica corsa contro il tempo e contro nemici spietati e imprevedibili, Abby dovrà mettere in campo tutta la sua esperienza e la sua audacia per salvare Kris e se stessa.