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L’isola degli animali

Sono gli anni che precedono la seconda guerra mondiale e l’eccentrica famiglia inglese dei Durrell vive oziosamente sull’isola greca di Corfù. Gerald, il più piccolo, è un bambino di dieci anni con uno spirito di osservazione acuto e ricco di arguzia. Ha un’immensa passione per il mondo naturale e soprattutto per ogni genere di animali, e dal suo punto di vista la fertile Grecia assomiglia a un paradiso terrestre. Ogni giorno ci sono nuovi insetti da collezionare, nuovi pesci da studiare, nuove esplorazioni da compiere in groppa alla paziente asinella Sally e accompagnato da quel brontolone del cane Roger. La natura entusiasma Gerry molto più di quanto facciano mamma e fratelli, l’altra singolare fauna che il ragazzo non manca di osservare con disincanto e ironia. Margo, la sorella, è in perenne lotta con il suo aspetto fisico e cerca strampalate vie per curare sovrappeso e acne. Il fratello Leslie è un patito delle armi da caccia e, sdraiato all’ombra, passa il suo tempo a leggere trattati di balistica, senza grandi velleità di concretizzare alcunché. Larry, il fratello maggiore e futuro scrittore di successo, trascorre le sue giornate a deridere i famigliari con caustiche battute, salvo poi invitare a casa gli amici più stravaganti e improbabili. E mamma è una svampita vedova che adora i suoi figli e governa con levità e tolleranza in quella grande villa piena di stanze. Attorno ai Durrell c’è il mondo dei greci, quel mondo fatto di dura fatica tra gli ulivi, le viti e il mare sotto il cocente sole mediterraneo, e la piccola comunità degli espatriati per i quali il rombo dei cannoni che si stanno preparando nel cuore dell’Europa è lontano anni luce. In mezzo a questa umanità di cui racconta esilaranti aneddoti di vita quotidiana, Gerald trova il suo mentore nel dottor Stephanides, un medico e scienziato che lo prende a cuore e lo guida a un apprendimento più sistematico della zoologia. A dargli le maggiori soddisfazioni è però sempre l’incanto della natura: un’emozionante pesca al polipo a mezzanotte, un bianco barbagianni o una famiglia di porcospini da accudire come animali domestici, la magia dell’accoppiamento delle lumache, gli svolazzi del gufo Ulisse che tutte le sere torna a casa per cena riempiono le giornate del piccolo naturalista con un entusiasmo e una curiosità che, pagina dopo pagina, contagiano il lettore.

Io non ho paura

Dopo Ti prendo e ti porto via , Niccolò Ammaniti in questo romanzo va al cuore della sua narrativa, con una storia tesa e dal ritmo serrato, un congegno a orologeria che si carica fino a una conclusione sorprendente: e mette in scena la paura stessa. Michele Amitrano, nove anni, si trova di colpo a fare i conti con un segreto cosí grande e terribile da non poterlo nemmeno raccontare. E per affrontarlo dovrà trovare la forza proprio nelle sue fantasie di bambino, mentre il lettore assiste a una doppia storia: quella vista con gli occhi di Michele e quella, tragica, che coinvolge i grandi di Acqua Traverse, misera frazione dispersa tra i campi di grano. Il risultato è un racconto potente e di assoluta felicità narrativa, dove si respirano atmosfere che vanno da Clive Barker alle Avventure di Tom Sawyer , alle Fiabe italiane di Calvino. La storia è ambientata nell’estate torrida del 1978 nella campagna di un Sud dell’ltalia non identificato, ma evocato con rara forza descrittiva. In questo paesaggio dominato dal contrasto tra la luce abbagliante del sole e il buio della notte, Ammaniti alterna a colpi di scena sapienti, la commedia, il mondo dei rapporti infantili, la lingua e la buffa saggezza dei bambini, la loro tenacia, la forza dell’amicizia e il dramma del tradimento. E insieme tratteggia un indimenticabile campionario di adulti. Romanzo della scoperta di sé attraverso un rischio estremo, e la necessità di affrontarlo, lo non ho paura diventa un addio struggente all’età dei giochi e dello stupore, all’energia magica che ci fa lottare contro i mostri. E si insinua sotto pelle in ciascuno di noi, come una tenera pugnalata nel petto.

L’io della mente. Fantasie e riflessioni sul sé e sull’anima

Accostando a testi fondamentali di Turing, Hofstadter, Searle, Dennett, curiose e suggestive incursioni nella narrativa in compagnia di Borges, Lem, Miedaner, gli autori ci presentano molte delle principali questioni aperte sull’argomento. Cos’è una mente? Una macchina può pensare? Gli animali hanno una soggettività? Una copia fisicamente esatta di me stesso sarebbe “me”? Queste domande ed altre vengono toccate nel libro, e in molti casi in modo da disorientare il lettore.

Introduzione alla storia del cinema

Organizzato come un percorso in quattordici tappe, “Introduzione alla storia del cinema” parte dalle origini del racconto cinematografico e si snoda attraverso la grande stagione del muto in Europa e in America, fino alle più recenti tendenze del cinema contemporaneo. Dalla nascita di Hollywood all’espressionismo tedesco, dal cinema classico al realismo poetico francese, dai grandi autori alla ricerca indipendente e sperimentale, il libro ripercorre le tappe della storia del cinema e dei film con una pluralità di approcci interpretativi che, intrecciandosi armonicamente, arricchiscono la visione d’insieme. Accanto a un discorso di carattere generale sugli autori e le tendenze principali di ogni periodo o corrente, vi sono anche finestre di approfondimento, dedicate a problemi di natura tecnica ed estetica, che vanno al di là dei limiti geografico-temporali dei singoli capitoli: dal colore nel cinema muto alla questione del piano-sequenza, fino all’uso degli effetti speciali. Il libro curato da Paolo Bertetto si avvale dei contributi di studiosi come Lino Micciché, Giorgio Tinazzi, Giulia Carluccio, Dario Tomasi, Giaime Alonge, Federica Villa e Silvio Alovisio, coniugando felicemente le singolarità e le specificità metodologiche degli autori in una visione d’insieme ricca e articolata.

Intrighi d’Italia: Dalla morte di Cavour alla Grande guerra: le trame nascoste che non ci sono sui libri di storia

Nel 1912 Giovanni Giolitti raccomandava “molta prudenza nell’aprire gli archivi del nostro Risorgimento”, perché “non è bene sfatare leggende che sono belle”. Comprensibile, forse, in un Paese ancora giovane e fragile. Purtroppo, per molti aspetti, il suo monito è stato preso alla lettera per un secolo intero e l’effetto si è esteso ben oltre i confini del racconto (epico) dell’Unità d’Italia. Così, pur con qualche virtuosa eccezione, la storiografia ufficiale e, per ricaduta, la divulgazione scolastica hanno spesso preferito accontentarsi di una versione edulcorata dei fatti, che nulla spiega di cosa sia poi diventato il nostro Paese. Eppure la dittatura dei poteri forti, il ricorso all’assassinio politico, gli usi impropri e deviati dei servizi segreti, la trattativa con la criminalità organizzata e altri vizi italici contemporanei hanno radici e precedenti proprio in quel pezzo del nostro passato. Proseguendo il lavoro iniziato con “1861”, Giovanni Fasanella e Antonella Grippo hanno ricostruito e riscritto alcuni fra i più interessanti misteri d’Italia, lungo un arco di sessant’anni dai giorni dell’Unità, attingendo a documenti inediti, atti giudiziari mai consultati dagli storici e preziosi (nonché poco utilizzati) archivi stranieri. Dalla “morte per salasso” di Cavour alle trame oscure dietro il regicidio di Umberto I, dall’avventura coloniale in Libia voluta dai poteri economici fino alla strage del teatro Diana a Milano, la storia d’Italia rivive in un succedersi di eventi drammatici che hanno proiettato le loro ombre inquietanti fino a oggi. In un Paese come il nostro, affetto da sistematica amnesia sulla propria storia, questo libro contribuisce a demolire quella “cultura dell’indicibilità” che rende opaco il potere e accettabili le menzogne di Stato, alimenta le aree grigie in cui trovano copertura relazioni pericolose e contagia tutti noi con un’idea dagli effetti funesti: non può esistere una verità storica condivisa. **
### Sinossi
Nel 1912 Giovanni Giolitti raccomandava “molta prudenza nell’aprire gli archivi del nostro Risorgimento”, perché “non è bene sfatare leggende che sono belle”. Comprensibile, forse, in un Paese ancora giovane e fragile. Purtroppo, per molti aspetti, il suo monito è stato preso alla lettera per un secolo intero e l’effetto si è esteso ben oltre i confini del racconto (epico) dell’Unità d’Italia. Così, pur con qualche virtuosa eccezione, la storiografia ufficiale e, per ricaduta, la divulgazione scolastica hanno spesso preferito accontentarsi di una versione edulcorata dei fatti, che nulla spiega di cosa sia poi diventato il nostro Paese. Eppure la dittatura dei poteri forti, il ricorso all’assassinio politico, gli usi impropri e deviati dei servizi segreti, la trattativa con la criminalità organizzata e altri vizi italici contemporanei hanno radici e precedenti proprio in quel pezzo del nostro passato. Proseguendo il lavoro iniziato con “1861”, Giovanni Fasanella e Antonella Grippo hanno ricostruito e riscritto alcuni fra i più interessanti misteri d’Italia, lungo un arco di sessant’anni dai giorni dell’Unità, attingendo a documenti inediti, atti giudiziari mai consultati dagli storici e preziosi (nonché poco utilizzati) archivi stranieri. Dalla “morte per salasso” di Cavour alle trame oscure dietro il regicidio di Umberto I, dall’avventura coloniale in Libia voluta dai poteri economici fino alla strage del teatro Diana a Milano, la storia d’Italia rivive in un succedersi di eventi drammatici che hanno proiettato le loro ombre inquietanti fino a oggi. In un Paese come il nostro, affetto da sistematica amnesia sulla propria storia, questo libro contribuisce a demolire quella “cultura dell’indicibilità” che rende opaco il potere e accettabili le menzogne di Stato, alimenta le aree grigie in cui trovano copertura relazioni pericolose e contagia tutti noi con un’idea dagli effetti funesti: non può esistere una verità storica condivisa.

Un intero attimo di beatitudine

Lui era alla ricerca di qualcosa. Lei aveva bisogno di essere trovata. Arianna Brandi non è certo una ragazza che passa inosservata: capelli rossi come il fuoco e occhi pieni di rabbia. La rabbia di chi ha già perso tutte le cose che contano davvero: la famiglia, l’innocenza, la voglia di credere nel futuro. Infatti, da quando il padre se n’è andato, sparito nel nulla senza lasciare traccia, la vita di Arianna non è stata più la stessa. Qualcosa si è spezzato, e lei ha cercato rifugio nelle compagnie sbagliate, tra alcol, feste e notti infinite. Le cose cambiano il giorno in cui Arianna viene bocciata e la madre la costringe a lavorare nel bar di un piccolo paese alle porte di Siena. Per Arianna quello è l’inferno, l’estate peggiore che possa immaginare. Almeno fino al momento in cui incontra Daniel. Lui è tutto ciò che Arianna non è: timido, riservato, serio. Se ne sta seduto in un angolo del bar con una vecchia macchina fotografica tra le mani, sempre solo. Tra i due l’amore scoppia come una scintilla inaspettata, sorprendente. Lui la trascina nel suo universo misterioso, lei trova il modo di ricucire i pezzi della propria vita. Daniel sembra essersi materializzato dal nulla per salvarla, per portarla via sul suo cavallo bianco come un cavaliere dall’armatura scintillante. Eppure Arianna non sa che il ragazzo che le ha rubato il cuore nasconde un segreto. E che, forse, sarà lei a salvare lui. Dalla penna di un’autrice straordinaria, una storia romantica e indimenticabile sull’amore e sulle seconde possibilità. Quelle che la vita ci regala, sempre e comunque. A diciotto anni, l’amore può cambiare tutto. In un solo, indimenticabile istante.

Insonnia d’amore

**Il libro più scandaloso che leggerete quest’anno
Matt e Hannah si sono conosciuti online.
Ma la loro passione è dannatamente reale.**
Matt Sky ha ventotto anni e una vita perfetta. Ha appena ricevuto un’eredità favolosa, esce con una bellissima ragazza e i suoi quattro libri sono diventati bestseller. Su di loro non c’è il vero nome di Matt, ma sono firmati con uno pseudonimo, M. Pierce. Le cose vanno in modo molto diverso per Hannah Catalano. Il suo ragazzo è un disastro e il lavoro la stressa, senza appassionarla. Ma tutto cambia quando Matt e Hannah si conoscono online. Stanno entrambi cercando qualcuno con cui scrivere un romanzo a quattro mani, con poche semplici regole: niente nomi, niente foto. In fondo, che male c’è? La loro relazione è sicura, protetta dall’anonimato e assolutamente innocente… Le cose potrebbero continuare così per sempre, ma quando Matt vede per caso una foto di Hannah, rimane folgorato. E più il tempo passa e meno riesce a togliersela dalla testa. Ogni notte il pensiero di lei lo assale. Quando il destino deciderà di farli finalmente incontrare, la passione riuscirà a vincere paure e inibizioni?
**Puoi desiderare qualcuno che non hai mai incontrato?**
«Scritto con cura, complesso e vibrante, con una sensualità oscura che vi farà arrossire e desiderare di andare avanti allo stesso tempo.» 
**Christina Lauren, autrice bestseller di New York Times e USA Today**
**M. Pierce**
è lo pseudonimo di un autore bestseller che vive in Colorado. **
### Sinossi
**Il libro più scandaloso che leggerete quest’anno
Matt e Hannah si sono conosciuti online.
Ma la loro passione è dannatamente reale.**
Matt Sky ha ventotto anni e una vita perfetta. Ha appena ricevuto un’eredità favolosa, esce con una bellissima ragazza e i suoi quattro libri sono diventati bestseller. Su di loro non c’è il vero nome di Matt, ma sono firmati con uno pseudonimo, M. Pierce. Le cose vanno in modo molto diverso per Hannah Catalano. Il suo ragazzo è un disastro e il lavoro la stressa, senza appassionarla. Ma tutto cambia quando Matt e Hannah si conoscono online. Stanno entrambi cercando qualcuno con cui scrivere un romanzo a quattro mani, con poche semplici regole: niente nomi, niente foto. In fondo, che male c’è? La loro relazione è sicura, protetta dall’anonimato e assolutamente innocente… Le cose potrebbero continuare così per sempre, ma quando Matt vede per caso una foto di Hannah, rimane folgorato. E più il tempo passa e meno riesce a togliersela dalla testa. Ogni notte il pensiero di lei lo assale. Quando il destino deciderà di farli finalmente incontrare, la passione riuscirà a vincere paure e inibizioni?
**Puoi desiderare qualcuno che non hai mai incontrato?**
«Scritto con cura, complesso e vibrante, con una sensualità oscura che vi farà arrossire e desiderare di andare avanti allo stesso tempo.» 
**Christina Lauren, autrice bestseller di New York Times e USA Today**
**M. Pierce**
è lo pseudonimo di un autore bestseller che vive in Colorado.

Indomito

Il sogno di Jason Wilder, di alzare la Coppa Stanley per la seconda occasione, si è infranto in una notte. Un errore ha fatto crollare tutto ciò di cui gli importava, come se si trattasse di tessere del domino. Con un futuro incerto nelle leghe professionistiche di hockey, Jason si è trasformato nell’ombra dell’uomo esuberante che non ha mai conseguito alcun titolo sportivo. Stanco di rivivere la sua tragedia personale, si è rifugiato a Lake Placid, New York, in cerca di tranquillità. Ma la “tranquillità” è l’ultima cosa che troverà, nell’imbattersi faccia a faccia con una persona che lo disprezzerà senza nasconderlo: Ava. Infatti, lei, è l’unica donna che Jason ha provato, senza riuscirci, a dimenticare.
Nel leggere l’allettante offerta di un annuncio di lavoro, Ava Carpelli non esita a fare domanda di impiego. Ha bisogno di denaro per mantenere suo figlio piccolo, Ben. Quando si presenta al colloquio di lavoro, crede che si tratti di uno scherzo crudele del destino. Il suo primo impulso, quando incontra Jason Wilder, al di là della sontuosa scrivania, è quello di girarsi e andarsene, soltanto il suo buon senso economico le impedisce di farlo. Vedere Jason riaccende vecchi risentimenti che credeva dimenticati, ma Ava ha ben chiaro che la sua priorità è il benessere di Ben. Inoltre, è convinta che non ci sarà nessun ostacolo nel continuare ad odiare Jason con la stessa forza con cui un tempo lo amava.
In questa partita in cui i giocatori hanno come obiettivo di vincere e abbattere le resistenze dell’altro; chi segnerà il punto sul tabellone? Il gioco è iniziato.
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### Sinossi
Il sogno di Jason Wilder, di alzare la Coppa Stanley per la seconda occasione, si è infranto in una notte. Un errore ha fatto crollare tutto ciò di cui gli importava, come se si trattasse di tessere del domino. Con un futuro incerto nelle leghe professionistiche di hockey, Jason si è trasformato nell’ombra dell’uomo esuberante che non ha mai conseguito alcun titolo sportivo. Stanco di rivivere la sua tragedia personale, si è rifugiato a Lake Placid, New York, in cerca di tranquillità. Ma la “tranquillità” è l’ultima cosa che troverà, nell’imbattersi faccia a faccia con una persona che lo disprezzerà senza nasconderlo: Ava. Infatti, lei, è l’unica donna che Jason ha provato, senza riuscirci, a dimenticare.
Nel leggere l’allettante offerta di un annuncio di lavoro, Ava Carpelli non esita a fare domanda di impiego. Ha bisogno di denaro per mantenere suo figlio piccolo, Ben. Quando si presenta al colloquio di lavoro, crede che si tratti di uno scherzo crudele del destino. Il suo primo impulso, quando incontra Jason Wilder, al di là della sontuosa scrivania, è quello di girarsi e andarsene, soltanto il suo buon senso economico le impedisce di farlo. Vedere Jason riaccende vecchi risentimenti che credeva dimenticati, ma Ava ha ben chiaro che la sua priorità è il benessere di Ben. Inoltre, è convinta che non ci sarà nessun ostacolo nel continuare ad odiare Jason con la stessa forza con cui un tempo lo amava.
In questa partita in cui i giocatori hanno come obiettivo di vincere e abbattere le resistenze dell’altro; chi segnerà il punto sul tabellone? Il gioco è iniziato.

Incontri proibiti: la passione

Dopo essere stata rapita e sottoposta a esperimenti sessuali, la dottoressa Alexandra Blake sta cercando di tornare alla sua vita di sempre. Ma non è facile, perché ormai è troppo coinvolta nel gioco perverso che l’ha spinta a esplorare il lato oscuro del desiderio e l’ha lasciata preda di un inebriante miscuglio di sensazioni. Prigioniera di emozioni travolgenti cui non riesce più a rinunciare, Alexandra deve cercare di conciliare le decisioni del passato con le scelte del futuro. Sa che la chiave per accedere ai segreti che vorrebbero conoscere i suoi rapitori e il suo amante Jeremy è nascosta dentro di lei, ma l’unico modo per trovarla è lasciarsi condurre in un altro lungo viaggio alla scoperta di nuovi e sempre più sconvolgenti rituali erotici. Fino a scoprire a cosa sembra essere destinata… Si lascerà travolgere dalla passione?

Ikigai. Il metodo giapponese: Trovare il senso della vita per essere felici

L’ikigai è nascosto in ciascuno di noi, basta trovarlo. Insieme possiamo scoprire come. Dal Giappone un metodo per giungere alla conoscenza di sé, alla scoperta di ciò che dà senso e realizzazione alla propria quotidianità. Lo scopo? Trovare il proprio ikigai, la propria ragione di vita, e sentire finalmente di condurre un’esistenza piena, soddisfacente e degna di essere vissuta. Ikigai è una parola magica, così magica che non ne esiste una traduzione semplice nelle lingue occidentali. Possiamo definirlo ”la ragione di esistere”, ”il motore della vita”, o ancora meglio ”ciò per cui vale la pena di alzarsi la mattina”. Ognuno di noi possiede il proprio, anche se non tutti ne sono consapevoli: è la premessa fondamentale per vivere una vita sana, soddisfacente e, semplicemente, felice. Esempio ne sono gli abitanti dell’isola giapponese di Okinawa, dove il tasso di ultracentenari è tre volte superiore a quello delle quattro isole più grandi del paese: la loro consapevolezza riguardo al proprio ikigai, unita a uno stile di vita sano e rilassato, li rende una tra le popolazioni più longeve e felici del pianeta. Ispirandosi a loro e suggerendo esercizi pratici che guidano al riconoscimento dei valori e degli obiettivi veramente importanti per ciascuno nella vita, l’autrice ci insegna a riconoscere cosa ci trasmette energia, curiosità, positività, realizzazione personale, fiducia in noi stessi, progettualità. In altre parole, cosa ci serve per essere felici.

Hystopia

Siamo in una versione alternativa e distopica degli anni Settanta: John F. Kennedy non è stato assassinato ed è anzi sopravvissuto a diversi attentati fino a giungere a un terzo mandato, lo stato del Michigan è occupato da bande di motociclisti psicotici, la guerra del Vietnam non è mai finita e si trascina a oltranza, spogliata di ogni scopo e di tutti i significati geopolitici. Per contenere i disordini causati dal surplus di reduci traumatizzati, un’agenzia governativa ha sviluppato una tecnica che consente ai veterani di relegare i ricordi più orribili in un angolo inaccessibile della mente e un’intera parte del Michigan è stata dedicata alla riabilitazione e alla reintegrazione di questi soggetti. Quando la cura fallisce, però, i reduci diventano ancora più violenti…Hystopia si presenta con un artificio classico: un libro dentro un libro, romanzo postumo scritto da un reduce di ventidue anni, Eugene Allen, toltosi la vita a causa dello shock subito in combattimento e del suicidio della sorella con disturbi mentali.Con un’inventiva degna di Wallace o Vonnegut e una ferocia che ricorda McCarthy, Means ci accompagna in un viaggio tra Americhe concentriche sempre più ipertrofiche, danneggiate e deliranti, dove la guerra non ha inizio né fine: semplicemente è, e forse, come la vita, esiste solo per generare traumi. **
### Recensione
*Hystopia* is a thrilling novel – daring, immensely readable and also unexpectedly funny. David Means is that lucky (and brilliant) writer: a man in full possession of a vision. (Richard Ford)
Brilliant. Nothing but. *Hystopia* goes straight to the heart of the American darkness, that most strange and twisted place where our wars, those perfect storms of high-tech mayhem and idiot blunder, cohabit with what we love to advertise as our virtue, our freedoms, our God-blessed mission to save the world. David Means’s extraordinary book bends history-to paraphrase one of the novel’s characters-no less violently than we’ve bent ourselves with our non-stop warmaking of the past fifty years. (Ben Fountain, author of Billy Lynn’s Long Halftime Walk)
Brilliant . . . the writing is beautiful and exuberant, moving and funny, and always one step ahead. The descriptions of getting stoned are as vivid as the landscapes. Means’s characters live in a state of constant sensory attention that keeps them always attuned to the texture of tar, the smell of lakes and trees, the taste of carbon (Christine Smallwood *Harper’s* )
A riveting, hypnotic dystopia of Vietnam combat veterans during the (fictional) second JFK administration. Amazing writing-not for the faint of heart. Nuggets of beauty glowing in a pan of pain. (Jonathan Shay, author of Achilles in Vietnam and Odysseus in America)
Means’ work is precise, relentless, unsentimental, an art of missed opportunities and missed connections, tracing, more than anything, the inevitability of loss. These same themes mark his first novel but in a manner we haven’t seen before. It’s not just the difference between long and short, although one of the pleasures of this dark and complex work is to see Means stretch out. Even more, however, it’s the novel’s manic energy, its mix of realism and satire… this is not a traditional narrative. Rather, it offers a mélange of reference points-Starkweather, John Kennedy Toole (the novel is constructed as a book within a book, written by a suicide), and even, with its editor’s notes and contextual material, Nabokov-set in a world that has unraveled in its own apocalyptic way… Means’ first novel is a compelling portrait of an imagined counterhistory that feels entirely real. ( *Kirkus Review (starred review)* )
Means delivers his long-anticipated debut novel, a compelling, imaginative alternative-history tale about memory and distress… By turns disturbing, hilarious, and absurd, Means’ novel is also sharply penetrating in its depiction of an America all too willing to bury its past. ( *Booklist (starred review)* )
### Descrizione del libro
Unique, deeply personal and visionary, an extraordinary work of fiction, written in conversation with some of the greatest war narratives, from *The Iliad* to the Rolling Stones’ ‘Gimme Shelter’.

Homo sapiens – Breve storia naturale della nostra specie

L’uomo che studia se stesso è di fronte a una delle sfide più affascinanti della conoscenza. L’autore ci accompagna attraverso la storia naturale dell’uomo in quanto specie animale, una fra le tante, pur con tutte le sue formidabili peculiarità.
Dopo aver gettato uno sguardo agli albori dell’antropologia come scienza, si confrontano le caratteristiche fondamentali dell’Homo sapiens con quelle delle scimmie antropomorfe. Si parla di evoluzione e della teoria che spiega l’evoluzione in base alla selezione naturale.
Il volume si conclude con un’incursione nel tempo profondo, attraverso la narrazione di alcuni episodi-chiave della ricerca dell’anello mancante, metà uomo e metà scimmia, che ci possa ricongiungere fino in fondo al mondo naturale. **

Hello World

« *Una guida splendidamente accessibile che salta con leggerezza da una storia all’altra senza risparmiare al lettore domande difficili… Merita un posto nelle classifiche dei bestseller.* »
**The Times – Oliver Moody** « *Sapientemente raccontato, informato e con un tocco di leggerezza.* »
**Adam Rutherford, autore di Breve storia di chiunque sia mai vissuto** « *La chiamata alle armi, magistrale e divertente, di Hannah Fry dovrebbe essere letta da tutti gli esseri umani che affidano, senza pensarci, il loro destino agli algoritmi. Perché dovete sapere, ragazzi, che il futuro messo in mano alle macchine potrebbe ritorcersi contro di noi.* »
**David Rowan, editore di Wired UK** «Hello World!», Buongiorno mondo! Da quasi cinquant’anni, chiunque si cimenti per la prima volta nello studio della programmazione informatica si imbatte in questa frase. La si trova nel primo esercizio di qualsiasi manuale, fin dai primi anni settanta: l’esercizio consiste nel compilare un breve programma il cui effetto sia quello di far comparire sullo schermo quelle due parole inglesi, al tempo stesso scherzose e profetiche. Il computer risponde, ed è subito l’alba di un nuovo mondo, quello delle macchine.
Gli algoritmi sono tutt’intorno a noi, e noi affidiamo loro le nostre vite, sempre di più, spesso senza neppure accorgercene. Hannah Fry, che li conosce bene, ci racconta in questo libro delizioso i segreti che animano le schede logiche dei computer, le promesse e i limiti della *computer science* , gli scenari un po’ distopici e un po’ grotteschi che si prospettano nel nostro imminente futuro tecnologico.
Vieni accusato di un crimine? Come vorresti che venisse determinato il tuo destino? Da un giudice o da un algoritmo? L’algoritmo sarà sicuramente più razionale e meno soggetto a errori di giudizio, ma un giudice in carne e ossa potrà sempre guardarti negli occhi prima di pronunciare la sentenza. Cosa scegli? Eccoci nell’era degli algoritmi, la storia di un futuro non poi così lontano nel quale le macchine comanderanno incontrastate e prenderanno decisioni importanti in campo sanitario, nei trasporti, nella finanza, nella sicurezza, in tutto ciò che guarderemo, in ogni luogo in cui andremo e persino nella decisione di chi mandare in prigione. Ma quanto possiamo fidarci di loro? Che tipo di futuro vogliamo?
Queste domande sono al centro di *Hello World* , un libro che solleva il velo sui meccanismi di funzionamento dei programmi che ci stanno prendendo la mano, ne dimostra il potere e ne mette in risalto i limiti. Rimane da domandarsi se gli algoritmi siano davvero migliori degli esseri umani che stanno rimpiazzando.

Il Grande Carrello

Da dove arriva il cibo che compriamo al supermercato? Chi ne decide il prezzo e la disposizione sugli scaffali? Chi paga davvero il costo delle offerte promozionali? Qual è l’impatto sulla qualità dei prodotti che mangiamo? Due giornalisti, autori delle più importanti inchieste sulle filiere agro-alimentari, ci svelano i segreti che si nascondono dietro gli scaffali dei supermercati.

Godbody

A volte l'ultimo lavoro di un artista rappresenta il coronamento della sua opera, e raccoglie in sé quanto questi ha espresso per tutta la propria vita. Con Godbody, Sturgeon è riuscito a fare esattamente questo". Così scrive nell'introduzione alla prima edizione americana di Godbody, del 1986, Robert A. Heinlein, uno dei molti scrittori (nel novero rientrano anche Kurt Vonnegut e Stephen King) appassionati dell'arte narrativa di Theodore Sturgeon. Ma chi è Godbody, il protagonista del libro? E perché questo romanzo, pubblicato a neppure un anno di distanza dalla morte del proprio autore, è considerato il suo più controverso ed è rimasto fino ad oggi inedito in Italia? Per usare ancora le parole di Heinlein: "Alcuni avranno l'impressione che si tratti di materiale decisamente pornografico. Altri lo considereranno una tenera e delicata storia d'amore. Alcuni lo denunceranno come scandaloso e sacrilego. Altri ancora lo vedranno come straordinariamente e meravigliosamente rispettoso. Tutti loro hanno ragione: leggetelo, godetevelo, rileggetelo e datelo a chi amate".

IL GIOVANE CESARE

La giovinezza e l’irresistibile ascesa del dittatore romano ripercorsa dallo stesso Cesare alla vigilia delle idi di marzo, scritta dal grande romanziere e studioso inglese Rex Warner. Uno straordinario romanzo storico che ripercorre in forma di falso memoir la vita del condottiero romano, negli anni tumultuosi e violenti della fine della repubblica, per interrompersi appena prima del passaggio del Rubicone e della successiva conquista del potere assoluto.
Attraverso lo sguardo freddo e misurato di un Cesare ormai maturo, l’autore ricostruisce in modo vivido ed efficace il mondo dell’antica Roma e dei suoi principali protagonisti: Pompeo, Cicerone, Catone, Bruto rivivono attraverso le parole del loro mentore, amico o nemico Cesare. Servendosi della voce del suo protagonista, Rex Warner tesse con maestria una tela che riproduce con esattezza storica e affascinante capacità narrativa l’evoluzione del sistema di potere romano, la lotta per la sua conquista, il conflitto tra senatori conservatori ed eroi della repubblica e, non ultimo, scava nella psicologia complessa di uno dei grandi protagonisti della storia romana in un classico senza tempo.

Rex Warner (Birmingham, 1905 – Wallingford, 1986) oltre che poeta e romanziere è stato anche un insigne classicista e un illustre traduttore dal greco e dal latino, celebre soprattutto per le sue traduzioni delle opere di Senofonte e Cesare. Durante gli studi al Wadham College di Oxford, fu amico e collaboratore di W.H. Auden e Cecil Day Lewis, e tra le più prestigiose firme della rivista «Oxford Poetry». Durante la sua carriera accademica Warner ha insegnato in numerose università americane ed è stato direttore del British Institute ad Atene. All’inizio della sua carriera di scrittore si dedicò soprattutto a romanzi di impianto allegorico – tra cui ricordiamo The Wild Goose Chase (1937), tradotto poi in Italia negli anni Ottanta da Carlo Fruttero, e The Aerodrome (1941) – per concentrarsi in seguito su romanzi storici di ambientazione classica, per i quali ottenne numerosi premi, tra cui il prestigioso James Tait Black Memorial Prize.