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I fuochi di Azeroth

Morgaine e il suo fido scudiero Nhi Vanye abbandonato Shiuan, un pianeta sconvolto dai terremoti e da terribili maree e inondazioni, giungono alla terra di Azeroth, dove esiste un’altra porta stellare segnalata da fuochi alieni, un’altra porta da chiudere e sigillare per sempre. Su Azeroth però c’è un fattore nuovo, imprevisto: perché qui regnano ancora i terribili, preumani qhal, e i qhal sono al di là e al di sopra della scienza degli umani.

I figli di Beowulf

Su Camelot, un’isola del pianeta Avalon, i coloni della Terra hanno costruito un habitat perfetto e ben difeso dai Grendel. Questa razza di rettili evoluti ha già dato filo da torcere ai coloni, ma la base di Camelot è riuscita a respingerli e a prosperare. Ora i membri della prima spedizione e i loro figli si accingono ad avventurarsi sul continente principale di Avalon, convinti di poter conquistare senza sforzo nuovi spazi. Ma i Grendel non sono definitivamente sconfitti…
Copertina: Giorgia Ponticelli
* supplemento a Urania #1350

I Figli Della Follia

Jerry Sohl, autore fra i più ingegnosi, ha elaborato, questa volta, una storia da brivido, tanto più allucinante in quanto potrebbe veramente accadere. Non è insolito che ex compagni di scuola mantengano l’abitudine di ritrovarsi una volta all’anno per una cena. Questa consuetudine riunisce una volta di più a Los Angeles sette amici laureatisi nel 1942. Sette uomini riusciti nella vita. Due avvocati, un neurologo, uno studioso, un uomo d’affari, un funzionario governativo. Sono tutti soddisfatti di sé e del posto che hanno saputo conquistarsi nella società. A qualcuno il successo ha dato maggior ricchezza che ad altri, ma ognuno di quei sette uomini si può concedere un’esistenza piacevole. Quelli sposati, lo sono felicemente. Gli altri si consolano da bravi scapoli. Poi uno di loro si uccide. Un gesto che non è da lui. Ed entro poche settimane, un secondo suicidio sconvolge il piccolo gruppo di amici. Due morti talmente in-spiegabili da suscitare l’interesse della Polizia. Quando uno dei cinque rimasti sta per arrivare alla soluzione del macabro mistero, muore a sua volta. E l’incubo attanaglia i quattro superstiti finché…

I figli del diluvio

In questo romanzo l’autore sostiene un’ipotesi che si basa sulle teorie di scienziati e pensatori, come Arold C. Urey di Chicago e I. Velikovski: crepacci, vallate e crateri della Terra e della Luna sono stati prodotti da una vera e propria pioggia di meteoriti, probabilmente provenienti da una cometa che sfiorò la Terra nel periodo terziario, e i pianeti Marte e Venere non hanno sempre occupato nel sistema solare l’orbita che oggi seguono. Tale sconvolgimento sarebbe stato causato dal passaggio di una cometa, che provocò quello che in tutte le leggende e in tutte le tradizioni religiose, gli uomini chiamano il Diluvio universale. Noi saremmo quindi, secondo l’autore, i discendenti degli uomini di Marte e di Venere che, già molto progrediti e civili nel tempo in cui la Terra non aveva ancora esseri pensanti, sarebbero scesi sul nostro pianeta, sfuggendo alla distruzione, con le loro astronavi. Ciò spiegherebbe la diversa pigmentazione delle quattro razze che popolano il mondo. Su questa affascinante teoria Jimmy Guieu ha costruito un interessante, avvincente racconto. E i nostri lettori seguiranno con curiosità e con ansia la storia delle generazioni che occuparono la Terra nei tempi lontani della preistoria, la storia, che potrebbe essere vera, dei nostri progenitori bianchi, neri, rossi e gialli.
Copertina di Curt Caesar

I Drammi De’ Campi

Quest’opera fa parte della collana di libri TREDITION CLASSICS. La casa editrice tredition di Amburgo pubblica nell’ambito della collana TREDITION CLASSICS opere datate più di 2000 anni. Queste opere erano in gran parte esaurite o reperibili solo come pezzi d’antiquariato. La serie di libri contribuise a preservare la letteratura e a promuovere la cultura. Essa aiuta inoltre ad evitare che migliaia di opere cadano nel dimenticatoio. L’obiettivo della serie TREDITION CLASSICS è di ripubblicare migliaia di classici della letteratura mondiale in diverse lingue… in tutto il mondo! **

I crimini dell’economia: Una lettura criminologica del pensiero economico

Spesso gli economisti hanno visitato il campo della criminologia, allo scopo di comprendere la logica razionale che si nasconde dietro i reati. Quando gli economisti esaminano l’attività criminale danno per scontato che i rei vadano trattati come qualunque altro attore sociale che compia scelte razionali. In I crimini dell’economia, Vincenzo Ruggiero restituisce la visita, passando in rassegna una varietà di scuole del pensiero economico classico secondo una prospettiva criminologica. Ciascuna di queste scuole, secondo lui, giustifica quando non incoraggia i delitti che sono il risultato dell’iniziativa economica. Ruggiero analizza, tra gli altri, John Locke e la sua nozione di proprietà privata, il mercantilismo, i fisiocrati e Malthus, nonché le argomentazioni di David Ricardo, Adam Smith, Alfred Marshall, John Maynard Keynes e del neoliberismo. In ciascuno di questi quadri teorici rintraccia la potenziale giustificazione di differenti forme di “crimini dell’economia”. Il libro, che si rivolge a chiunque si interessi di teoria sociale, di criminologia, di economia, di filosofia e di politica, compie un vero e proprio riesame della storia del pensiero economico, considerandolo alla stregua di una disciplina che, mentre si sforza di guadagnarsi la reputazione di scienza, in realtà mira a rendere accettabile la sofferenza sociale che produce. **
### Sinossi
Spesso gli economisti hanno visitato il campo della criminologia, allo scopo di comprendere la logica razionale che si nasconde dietro i reati. Quando gli economisti esaminano l’attività criminale danno per scontato che i rei vadano trattati come qualunque altro attore sociale che compia scelte razionali. In I crimini dell’economia, Vincenzo Ruggiero restituisce la visita, passando in rassegna una varietà di scuole del pensiero economico classico secondo una prospettiva criminologica. Ciascuna di queste scuole, secondo lui, giustifica quando non incoraggia i delitti che sono il risultato dell’iniziativa economica. Ruggiero analizza, tra gli altri, John Locke e la sua nozione di proprietà privata, il mercantilismo, i fisiocrati e Malthus, nonché le argomentazioni di David Ricardo, Adam Smith, Alfred Marshall, John Maynard Keynes e del neoliberismo. In ciascuno di questi quadri teorici rintraccia la potenziale giustificazione di differenti forme di “crimini dell’economia”. Il libro, che si rivolge a chiunque si interessi di teoria sociale, di criminologia, di economia, di filosofia e di politica, compie un vero e proprio riesame della storia del pensiero economico, considerandolo alla stregua di una disciplina che, mentre si sforza di guadagnarsi la reputazione di scienza, in realtà mira a rendere accettabile la sofferenza sociale che produce.

I Canali Di Marte

Siamo nel ventunesimo secolo, e gli uomini hanno raggiunto Marte. In linea di massima il pianeta rosso è quale essi si aspettavano: atmosfera rarefatta, bassa gravità, due calotte polari, zone temperate in entrambi gli emisferi, vegetazione anche se scarsa, e un vastissimo deserto che ricopre la maggior parte del mondo. E anche i canali, che restano, anche ad esplorazione avvenuta, il più grande mistero marziano insieme alle ampie cupole che sorgono nei loro punti di intersezione. La base terrestre su Marte è composta da poche centinaia di uomini, fra i quali Walter Malone. Il capitano Malone, un rosso irlandese, spicca per le sue caratteristiche doti che ne fanno tanto un uomo di valore quanto un ribelle, come tutti i suoi compatrioti. Insofferente alla disciplina, portato all’avventura, sensibile al fascino femminile, il capitano Malone rischia un giorno di combinare grossi guai andandosene tutto solo a esplorare una di quelle cupole misteriose, e scomparendo senza più dare sue notizie. Eppure è proprio per questo suo istintivo bisogno di ignorare gli ordini, che gli uomini della base terrestre su Marte potranno scoprire il segreto che per incalcolabili secoli è rimasto gelosamente nascosto nel sottosuolo del pianeta gemello.

Homo sapiens e altre catastrofi. Per una archeologia della globalizzazione

La storia di come un mammifero di grossa taglia strettamente imparentato con gli scimpanzé si sia staccato dalla sua famiglia di ominidi e abbia colonizzato l’intero pianeta potrebbe essere molto diversa da quella che avevamo sperato, immaginato e sognato guidati dall’ambizione di essere una specie in qualche modo privilegiata. È una storia ricca di discontinuità, di biforcazioni contingenti e di eventi accidentali, di migrazioni, di derive e di ibridazioni. Una storia che, in molte occasioni, avrebbe potuto benissimo prendere tutt’altra direzione e che assomiglia sempre meno a una trionfale marcia di progresso, a una scala lineare di adattamenti e di perfezionamenti dettati dalle leggi inflessibili della selezione naturale. Facendo dialogare evoluzionismo, paleoantropologia, genetica ed ecologia in una sorta di avvincente biografia “familiare” ed evoluzionistica, Telmo Pievani va alla scoperta della molteplicità delle origini della specie umana e della complessità del popolamento sulla Terra, convinto che non si possa comprendere appieno il significato dei processi di globalizzazione economica e culturale contemporanei senza una loro collocazione nel tempo profondo della planetarizzazione della nostra specie. Con una prefazione di Niles Eldredge. **

Homo Pluralis. Essere Umani Nell’era Tecnologica

Mercati finanziari automatizzati; relazioni umane mediate dai like su Facebook; un flusso d’informazioni incessante e invadente; protesi digitali che arricchiscono l’esperienza. Le macchine sembrano conquistare funzioni sempre più autonome dall’intervento dell’uomo, e le piattaforme online sulle quali ci informiamo e coordiniamo impongono i loro algoritmi, mentre raccolgono e analizzano enormi quantità di dati imparando dagli utenti. È una dinamica evolutiva digitale che richiede un drastico adattamento culturale. Con “Homo pluralis” Luca De Biase propone un approccio all’infosfera che supera la contrapposizione tra ottimismo tecnofilo e allarmismo neoluddista, e riconosce la necessità per l’uomo di diventare cittadino consapevole di questo nuovo ambiente digitale, imponendo la propria creatività, intelligenza e senso etico, e conquistando così una dimensione più autentica.[L’AUTORE]Luca De Biase è fondatore e responsabile dell’inserto “Nòva” del “Sole 24 Ore”. Insegna in diverse università e progetta piattaforme civiche. Tra i suoi libri più recenti: “Economia della felicità” (Feltrinelli, 2007), “Cambiare pagina” (Rizzoli, 2011) e “I media civici” (Apogeo, 2013). **
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Mercati finanziari automatizzati; relazioni umane mediate dai like su Facebook; un flusso d’informazioni incessante e invadente; protesi digitali che arricchiscono l’esperienza. Le macchine sembrano conquistare funzioni sempre più autonome dall’intervento dell’uomo, e le piattaforme online sulle quali ci informiamo e coordiniamo impongono i loro algoritmi, mentre raccolgono e analizzano enormi quantità di dati imparando dagli utenti. È una dinamica evolutiva digitale che richiede un drastico adattamento culturale. Con “Homo pluralis” Luca De Biase propone un approccio all’infosfera che supera la contrapposizione tra ottimismo tecnofilo e allarmismo neoluddista, e riconosce la necessità per l’uomo di diventare cittadino consapevole di questo nuovo ambiente digitale, imponendo la propria creatività, intelligenza e senso etico, e conquistando così una dimensione più autentica.[L’AUTORE]Luca De Biase è fondatore e responsabile dell’inserto “Nòva” del “Sole 24 Ore”. Insegna in diverse università e progetta piattaforme civiche. Tra i suoi libri più recenti: “Economia della felicità” (Feltrinelli, 2007), “Cambiare pagina” (Rizzoli, 2011) e “I media civici” (Apogeo, 2013).

Haiku

L’opera raccoglie l’ardita incursione dell’autore in questo genere poetico straordinariamente suggestivo. Un viaggio nella lirica orientale, nelle sue trame evocative, in poesie che sanno condensare in brevi immagini tutta la magia della vita.