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Berserker – Il Titano d’Acciaio

In un remoto angolo della galassia esiste un’entità denominata Shiva, come la divinità indù della distruzione e della morte. E’ l’ultima delle grandi macchine Berserker e può disporre di una forza bellica senza precedenti. Contro Shiva e le sue legioni di assassini cibernetici si mobilitano le squadre terrestri al comando di Claire Normandy, assistita dal pilota Harry Silver. Ma il minaccioso cervello nascosto nello spazio cela, nei suoi meandri elettronici, un’ultima sorpresa per la razza umana.

Bersaglio mobile

Attraverso storie di vita ed esperienze di laboratorio, Alberto Mantovani racconta il complesso mondo del cancro e le varie fasi della guerra condotta da secoli dalla medicina per debellarlo.
“Il sogno dei padri della medicina, agli inizi del Novecento, era sconfiggere il cancro utilizzando le nostre difese naturali, ovvero le armi del sistema immunitario. Oggi, questo sogno è realtà.”
Nell’immaginario collettivo e nel vissuto di molti, nonostante i progressi della ricerca medica, grazie ai quali sta diventando sempre più curabile, il cancro continua a fare paura. Tanto da essere spesso definito il male del secolo, se non del millennio. E bastano pochi numeri a spiegare perché: solo in Italia, 500 morti e 1000 nuovi casi ogni giorno, più o meno equamente divisi tra uomini e donne, e degli attuali circa 3 milioni di pazienti affetti da cancro, circa il 60% sopravvive a cinque anni dalla diagnosi. Ma cos’è un tumore e come si forma? Perché ci ammaliamo? Quali sono le terapie più efficaci nella lotta contro una malattia estremamente difficile da contrastare perché, come un bersaglio mobile, evolve e si trasforma per resistere alle terapie? E quali sono le nuove frontiere della ricerca oncologica? Attraverso storie di vita ed esperienze di laboratorio, Alberto Mantovani racconta il complesso mondo del cancro e le varie fasi della guerra condotta da secoli dalla medicina per debellarlo, una straordinaria avventura fatta di alti e bassi, di successi e momenti bui, ma caratterizzata da costanti progressi nella conoscenza, nella diagnosi e nella terapia. In questo scenario, agli approcci di cura tradizionali come la chirurgia, la radioterapia, la chemioterapia e le terapie mirate, che pure hanno dato notevoli risultati, si affianca oggi l’immunoterapia. Sono infatti numerose le armi del sistema immunitario (come gli anticorpi, i vaccini e le cellule stesse dell’immunità) usate con successo nella lotta al cancro e nella prevenzione, tanto che l’immunoterapia sta cambiando e sempre più cambierà la storia naturale di molti tipi di tumore. Coronando così il sogno dei padri della medicina d’inizio Novecento di sconfiggere il cancro utilizzando le nostre difese naturali. Ma se l’obiettivo dichiarato dell’autore è condividere le sue conoscenze su un argomento di così ampio interesse, la sua «ambiziosa speranza» è quella di «riuscire a fornire al lettore gli strumenti per “autoimmunizzarsi” nei confronti di tutte quelle “fake news” che riguardano cure o tecniche di prevenzione del cancro tanto miracolose quanto prive di ogni fondamento scientifico. E che, travestite da false speranze, creano solo amare illusioni».

Berlin – 3. La battaglia di Gropius

È il dicembre del 1978 quando l’inverno cala su Berlino: il manto candido della neve diventa ghiaccio sopra i relitti di scuole e case, parchi e cortili, al di qua e al di là del Muro. Da tre anni un virus incurabile ha sterminato la popolazione adulta della città, costringendo i ragazzi e i bambini sopravvissuti a crescere all’improvviso, in attesa che, alla fine dell’adolescenza, il virus porti via anche loro.
Divisi in gruppi per organizzarsi e farsi forza, tra i ragazzi si scatena una guerra spietata. Il gruppo di Tegel mette a ferro e fuoco la città sotto la guida della feroce Wolfrun che, fiera come un’amazzone, combatte in groppa a un maestoso destriero. Dalle alte torri di Gropius, Jakob e Christa la vedono arrivare insieme ai suoi. Per portare battaglia. Niente e nessuno sembra in grado di fermarla, eppure qualcuno serba ancora nel cuore una fiammella di umanità…
C’era una ragazza a cavallo, in mezzo alla tormenta. Le vedette non avevano mai visto Wolfrun, ne avevano solo sentito parlare.
Attorno c’era la sua gente, le lingue di fuoco delle torce che il vento cercava di strappare di mano, i turbini di neve.
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### Sinossi
È il dicembre del 1978 quando l’inverno cala su Berlino: il manto candido della neve diventa ghiaccio sopra i relitti di scuole e case, parchi e cortili, al di qua e al di là del Muro. Da tre anni un virus incurabile ha sterminato la popolazione adulta della città, costringendo i ragazzi e i bambini sopravvissuti a crescere all’improvviso, in attesa che, alla fine dell’adolescenza, il virus porti via anche loro.
Divisi in gruppi per organizzarsi e farsi forza, tra i ragazzi si scatena una guerra spietata. Il gruppo di Tegel mette a ferro e fuoco la città sotto la guida della feroce Wolfrun che, fiera come un’amazzone, combatte in groppa a un maestoso destriero. Dalle alte torri di Gropius, Jakob e Christa la vedono arrivare insieme ai suoi. Per portare battaglia. Niente e nessuno sembra in grado di fermarla, eppure qualcuno serba ancora nel cuore una fiammella di umanità…
C’era una ragazza a cavallo, in mezzo alla tormenta. Le vedette non avevano mai visto Wolfrun, ne avevano solo sentito parlare.
Attorno c’era la sua gente, le lingue di fuoco delle torce che il vento cercava di strappare di mano, i turbini di neve.

Berlin – 2. L’alba di Alexanderplatz

Quando la città era ancora la città, ogni mattina le persone si svegliavano a Berlino Ovest e a Berlino Est, divise dal lungo, inesorabile Muro. Quando la città era ancora la città, Timo e Jakob e Christa non potevano immaginare che un giorno sarebbero stati costretti ad aprire gli occhi in un mondo senza più adulti, tra i quartieri di una Berlino irriconoscibile e pericolosa. Una città in cui per sopravvivere si sono divisi in gruppi: Gropiusstadt, Havel, Reichstag, Tegel, Zoo. Nonostante le lotte e le rivalità, però, tutti loro hanno qualcosa in comune: il virus che alla fine dell’adolescenza se li porterà via, come se crescere fosse una condanna.
E il virus non è l’unico pericolo. C’è una creatura misteriosa che si aggira per le strade, sbrana e uccide animali e ragazzi, e poi scompare, quasi fosse invisibile. Soltanto alleandosi è possibile scoprire chi è e difendersi.
Ma nella Berlino che non è più Berlino, è meglio affrontare la minaccia da soli o allearsi con il nemico?
Pensò che la gente, quando è in pericolo, diventa egoista.
E che l’egoismo è come legna per il fuoco.
E che il fuoco, alla fine, brucia tutto.
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### Sinossi
Quando la città era ancora la città, ogni mattina le persone si svegliavano a Berlino Ovest e a Berlino Est, divise dal lungo, inesorabile Muro. Quando la città era ancora la città, Timo e Jakob e Christa non potevano immaginare che un giorno sarebbero stati costretti ad aprire gli occhi in un mondo senza più adulti, tra i quartieri di una Berlino irriconoscibile e pericolosa. Una città in cui per sopravvivere si sono divisi in gruppi: Gropiusstadt, Havel, Reichstag, Tegel, Zoo. Nonostante le lotte e le rivalità, però, tutti loro hanno qualcosa in comune: il virus che alla fine dell’adolescenza se li porterà via, come se crescere fosse una condanna.
E il virus non è l’unico pericolo. C’è una creatura misteriosa che si aggira per le strade, sbrana e uccide animali e ragazzi, e poi scompare, quasi fosse invisibile. Soltanto alleandosi è possibile scoprire chi è e difendersi.
Ma nella Berlino che non è più Berlino, è meglio affrontare la minaccia da soli o allearsi con il nemico?
Pensò che la gente, quando è in pericolo, diventa egoista.
E che l’egoismo è come legna per il fuoco.
E che il fuoco, alla fine, brucia tutto.
### Dalla seconda/terza di copertina
Fabio Geda si è occupato per anni di disagio minorile, esperienza che ha spesso riversato nei suoi libri. *Nel mare ci sono i coccodrilli*, il suo terzo romanzo, ha venduto quattrocentomila copie, è stato tradotto in ventotto paesi, è letto nelle scuole un po’ ovunque e ne sono stati tratti diversi spettacoli teatrali. Ha sempre desiderato scrivere una saga per ragazzi. Ora l’ha fatto.
Marco Magnone è nato nel 1981 ad Asti, dov’è vissuto fino a quando si è trasferito a Torino per l’università. Berlino l’ha scoperta grazie all’Erasmus ed è stato amore a prima vista. Tornato in Italia ha iniziato a lavorare nell’editoria e ascrivere occupandosi soprattutto di narrazioni urbane. Un pezzo del suo cuore però è rimasto sotto la torre di Alexanderplatz.

Benzina

Nell’arco di un giorno e di una notte lenni e Stella, complici e amanti, girano la città per liberarsi del cadavere della madre di Lenni e raggiungere la terra promessa di un amore assoluto. Romanzo di tenera impudicizia, sensuale e innocente, Benzina è una fiaba sporca che brucia in un falò tutte le ansie dell’età giovanile: la ribellione, il disordine sentimentale, il crimine, il desiderio di fuga.

Bentornato Marx!

Marx è morto: questa l’ossessiva litania che sentiamo ripetere, e che forse cela in realtà un auspicio. Perché il “morto” in questione è ancora in forze e non cessa di seminare il panico, denunciando le contraddizioni di un mondo capovolto, fatto di alienazione, sfruttamento e mercificazione universale. Una realtà che abbiamo prodotto noi stessi, ma sembra capace di dominarci. Da queste considerazioni è bene muovere per tornare a leggere Marx e riflettere sull’attualità del suo pensiero, anche oggi che il “socialismo reale” è naufragato. Il fallimento delle sue profezie, infatti, non intacca l’esattezza delle denunce formulate, e la sua critica radicale del capitalismo rappresenta ancora lo strumentario concettuale più “forte” per analizzare la società esistente. In fondo, il progetto di Marx continua a essere la più seducente promessa di felicità di cui la filosofia moderna sia stata capace.

(source: Bol.com)

Benito Cereno

Una nave misteriosa con il suo capitano spagnolo, la bonaccia, un comandante americano che, ligio ai propri doveri, sale a bordo per portare aiuto: è l’avvio di un comune racconto di mare, si rivelerà un satanico doppio gioco narrativo. Quanto accade sulla Saint Dominick, una sorta di immensa scacchiera in cui si mescolano il bianco dei marinai e il nero degli schiavi, il lamento delle cantilene e lo strofinio delle accette, è realtà o sapiente messa in scena? Il centro nascosto del racconto, il segreto di quella nave e forse il cuore di tenebra dell’intero Occidente, sarà svelato solo alla fine. E solo alla fine al lettore sarà svelato l’inganno in cui la macchina perfetta del racconto lo ha fatalmente trascinato. Pubblicato nel volume The Piazza Tales nel 1856, “Benito Cereno” ha subito la stessa sorte del suo autore: passato quasi sotto silenzio al tempo della sua apparizione, è ora considerato un piccolo capolavoro, in cui Melville mette in scena la secolare lotta tra bene e male, Europa e America, schiavo e padrone con il vigore di un’allucinata potenza creativa e la sapienza millimetrica di uno scrittore impeccabile. Postfazione di Beniamino Placido.

Il Benefattore

Il Benefattore dall’incipit de libro IL BENEFATTORE I. Dal balcone centrale dell’Albergo del Gallo in piazza del Municipio a Settefonti, visto fermare la carrozza davanti al portoncino, l’albergatore era sceso giù in maniche di camicia, per dare il ben arrivato ai forestieri; e rimaneva un po’ deluso, scorgendo che la carrozza ne conteneva uno solo. Il quale poi non si affrettava a smontare, ma restava rannicchiato in fondo al legno, con gli occhi socchiusi, quasi non avesse ancora avuto il tempo di svegliarsi interamente dal sonno fatto lungo la strada. Invece, il viaggiatore non credeva di essere già arrivato. Udita però la voce dell’albergatore che, cavandosi il berretto di lana a maglia con fiorami rossi e verdi, gli domandava se doveva poi portar su le due valigie, balzava lesto a terra accennando col capo una risposta affermativa; e si metteva sùbito a guardare attorno, per la piazza, come persona che cercasse d’indovinare una località, un indirizzo, secondo le indicazioni ricevute.
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I benandanti

Con questo volume (apparso in prima edizione nel 1966) Carlo Ginzburg ha ricostruito una vicenda, che getta nuova luce sul problema generale della stregoneria. l «benandanti» – cosí si chiamavano nel Friuli, tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento, i portatori di un culto della fertilità – si presentarono in un primo tempo come difensori dei raccolti contro le streghe e gli stregoni. Poi, in meno di un secolo, sotto la pressione degli inquisitori, eccoli inaspettatamente assumere i tratti degli odiati antagonisti.
Questa trasformazione ha probabilmente valore esemplare. Le diramazioni al di là delle Alpi delle credenze imperniate sui «benandanti» consentono di avanzare un’ipotesi generale sul significato e le origini della stregoneria popolare.
«Il Ginzburg – ha scritto Alberto Tenenti su “Studi storici” – propone all’attenzione degli studiosi una massa di documenti che nessuno prima di lui aveva sfruttato. In un campo in cui le indagini sono cosí scarse e lo stesso ritrovamento di materiale nuovo è assai arduo, non si può non plaudire alla sua ricerca e annettere la piú grande importanza alle serie archivistiche da lui messe in luce».

Bellezza selvaggia

**L’amore fiorisce nei luoghi più misteriosi**
Per quasi due secoli le Nomeolvides sono state legate al giardino della Pradera, la splendida tenuta che incanta i visitatori di tutto il mondo, giunti appositamente per ammirare le sue piante rigogliose. La bellezza del giardino, infatti, dipende direttamente dai poteri delle donne che lo custodiscono e che sono in grado di far sbocciare i fiori più belli con un solo tocco. Ma il loro legame con la terra è connesso a una maledizione: se si innamorano, i loro amanti svaniscono nel nulla. Dopo generazioni di inspiegabili scomparse, all’improvviso nel giardino viene ritrovato uno strano ragazzo. È Estrella, una delle ragazze più giovani, a prendersi cura di lui, mentre le Nomeolvides si interrogano sul misterioso nuovo arrivato, che ricorda a malapena il suo nome: Fel. La ricerca della verità nel passato della Pradera e di Fel porterà Estrella a scoprire segreti tanto magici quanto pericolosi, che affondano le radici in eventi accaduti secoli prima.
**Da un’autrice pluripremiata
Entra nel magico giardino custodito da generazioni di donne che si tramandano una terribile maledizione**
«Romantico e misterioso, questo romanzo evocativo e lussureggiante è un vero piacere per i lettori.»
**Kirkus**
«McLemore in questo romanzo unisce suspense, folklore, romanticismo e una prosa ricca. Magia pura: feroce, luminosa e fiammeggiante.»
**Booklist**
«Un racconto vibrante e magico che non si dimentica facilmente… Questa fantastica favola delizierà i suoi lettori.» 
**Library Journal**
**Anna-Marie McLemore**
È nata ai piedi delle Montagne di San Gabriel, in California. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la sua scrittura, tra i quali una selezione per la Junior Library Guild Selection, a cui è seguito il premio YALSA Best Fiction for Young Adults. Ha vinto il premio National Book Award per Young People’s Literature, ed è stata candidata allo Stonewall Honor Book 2017. Con *Bellezza selvaggia* arriva per la prima volta in Italia.
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### Sinossi
**L’amore fiorisce nei luoghi più misteriosi**
Per quasi due secoli le Nomeolvides sono state legate al giardino della Pradera, la splendida tenuta che incanta i visitatori di tutto il mondo, giunti appositamente per ammirare le sue piante rigogliose. La bellezza del giardino, infatti, dipende direttamente dai poteri delle donne che lo custodiscono e che sono in grado di far sbocciare i fiori più belli con un solo tocco. Ma il loro legame con la terra è connesso a una maledizione: se si innamorano, i loro amanti svaniscono nel nulla. Dopo generazioni di inspiegabili scomparse, all’improvviso nel giardino viene ritrovato uno strano ragazzo. È Estrella, una delle ragazze più giovani, a prendersi cura di lui, mentre le Nomeolvides si interrogano sul misterioso nuovo arrivato, che ricorda a malapena il suo nome: Fel. La ricerca della verità nel passato della Pradera e di Fel porterà Estrella a scoprire segreti tanto magici quanto pericolosi, che affondano le radici in eventi accaduti secoli prima.
**Da un’autrice pluripremiata
Entra nel magico giardino custodito da generazioni di donne che si tramandano una terribile maledizione**
«Romantico e misterioso, questo romanzo evocativo e lussureggiante è un vero piacere per i lettori.»
**Kirkus**
«McLemore in questo romanzo unisce suspense, folklore, romanticismo e una prosa ricca. Magia pura: feroce, luminosa e fiammeggiante.»
**Booklist**
«Un racconto vibrante e magico che non si dimentica facilmente… Questa fantastica favola delizierà i suoi lettori.» 
**Library Journal**
**Anna-Marie McLemore**
È nata ai piedi delle Montagne di San Gabriel, in California. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la sua scrittura, tra i quali una selezione per la Junior Library Guild Selection, a cui è seguito il premio YALSA Best Fiction for Young Adults. Ha vinto il premio National Book Award per Young People’s Literature, ed è stata candidata allo Stonewall Honor Book 2017. Con *Bellezza selvaggia* arriva per la prima volta in Italia.

LA BELLEZZA D’ IPPOLITA

Ad uno dei bivi del Friuli, là dove le strade si aprono verso Vienna o verso Lubiana, sorge il distributore d’Ippolita. Ed è qui, nell’andirivieni del traffico, nel fracasso dei motori, tra l’odore familiare della nafta e le facili galanterie dei camionisti che Ippolita ritrova la consapevolezza e come il gusto della sua bellezza mentre, al minuto commercio della piccola stazione di servizio, si aggiunge tutto un groviglio di casi e di sentimenti. Vivendo come ai margini della vita, avvertendola appena nel segno fuggevole sopra la targa degli autotreni, Ippolita acquista una più saggia visione delle cose, una cauta furberia e una malizia sufficiente a non lasciarsi tentare da passeggere seduzioni. Barricata dietro la sua avvenenza, ella parrebbe rappresentare, qualche attimo prima che la corsa dell’autostrada si concluda nello sfavillio notturno della città, il simbolo di una inattaccabile fortezza. Basta poco invece, l’imprevisto di una festa o un incontro, perché si compia la fatalità che da sempre covava nel corpo d’Ippolita. Questo romanzo che, sin dal suo apparire, ottenne il consenso del pubblico più vasto e insieme della critica più esigente, non sembra aver perso nulla della sua vitalità, della sua energia, del suo rigore stilistico. « Esempio non comune d’equilibrio tra istinto e grazia letteraria » venne allora definito. Ed è giudizio che si può legittimamente riprendere anche a tanta distanza di anni. Da La bellezza d’Ippolita è stato tratto un film con Gina Lollobrigida, Milva ed Enrico Maria Salerno.

Bella zio

A 16 anni Beppe Bergomi, con quei folti baffi, sembrava già un adulto: lo chiamavano ”zio” e tale è rimasto nella memoria dei tifosi. La sua parabola agonistica prende avvio nella tranquilla realtà dell’hinterland milanese, in una famiglia semplice, tra le scuole dalle suore e il tempo libero all’oratorio, sempre con la palla al piede. Un’infanzia normale nell’Italia degli anni ’60. Beppe è quello che definiremmo un bravo ragazzo, non certo un bad boy che cerca nel calcio il riscatto sociale. Ha un incredibile talento naturale, eppure la sua famiglia sembra non accorgersene: neppure quando, nel 1977 – appena quattordicenne – esordisce nel campionato giovanissimi e per la prima volta firma un contratto da giocatore professionista. Il seguito è una storia nota: Beppe salirà sul podio più alto da campione del mondo a soli 18 anni, con la maglia della nazionale. Una carriera folgorante e un alquanto inusuale attaccamento alla maglia nerazzurra lo hanno fatto entrare nella mitologia del calcio italiano. Per contro, nelle parole di Andrea Vitali, cui Bergomi ha affidato il compito di raccontarla, una vita mitica si trasforma in un romanzo della commedia umana di cui egli è il maestro insuperato nella narrativa italiana. Nulla gli sfugge nel dare voce alla sobrietà e intelligenza dell’ex campione: tra ironia e paradosso, aneddoti di costume, successi e dolori, Vitali ci fa rivivere gli esordi del calciatore, ma anche una stagione passata dell’Italia, quasi fossimo lì pure noi. A distanza di anni, confrontandosi anche con un consulente in psicologia sportiva, Beppe Bergomi ha ripercorso con la memoria le vicende dell’infanzia e della formazione, realizzando quanto l’agonismo sia stato una formidabile scuola di vita. Ed è arrivato a concludere che ”alla meta non ci si arriva mai da soli, e alla fine scopri che l’obiettivo di squadra valorizza anche il tuo obiettivo individuale”.

(source: Bol.com)

La bella Storia di Silas Marner

Silas Marner è uno dei personaggi ”diffidenti la cui intera vita è guidata dalla necessità di trovare un oggetto esteriore al quale appoggiarsi.” Derubato improvvisamente del tesoro accumulato, trasforma in oggetto della sua devozione l’ orfanella Eppie. Una storia comica quanto drammatica, di sorprendente vigore.

(source: Bol.com)

La bella Rosina

Un grande racconto d’amore: la più celebre e chiacchierata storia d’amore del Risorgimento. Lui, il primo re d’Italia, lei, una piccola borghese, figlia di un tamburo maggiore dell’esercito. Un romanzo durato trent’anni. Sullo sfondo la nazione che nasce, con i suoi piccoli e grandi eroi.

La bella ingannatrice

Evaso dalla prigione, l’avventuriero Raine Merrick rischia di essere ripreso per colpa del tradimento di una donna di cui è innamorato, la bellissima e misteriosa Fortune. Sfuggito alla cattura per il rotto della cuffia, Raine salpa verso l’isola scozzese del padre con il proposito di impadronirsi delle ricchezze di famiglia e proseguire la sua vita senza tetto nè legge. All’isola, però, lo attende la più sconvolgente delle soprese: la bella ingannatrice, la donna che Raine ama disperatamente, sta per diventare la sua nuova matrigna…

Bella e innocente

Inghilterra, 1283.
Per quanto aneli a salvare l’adorato castello di Remmington dalle grinfie del crudele patrigno, la giovane e bellissima lady Tess non riesce certo ad accettare di buon grado l’unico mezzo a sua disposizione per farlo: il matrimonio con Kenric di Montagne, il più famigerato condottiero d’Inghilterra. Segnato nel corpo e nell’anima da ferite profonde, anche l’aitante Kenric, reduce dalla guerra in Terra Santa, non brama di sposarsi e acconsente alle nozze solamente per rimediare ai propri natali illegittimi con l’acquisizione di un titolo e di una tenuta. In fondo all’anima, però, ha giurato che mai lascerà il suo cuore in balia della splendida sposa che gli ha infiammato i sensi. Ma quando un sordido complotto ordito dai loro nemici minaccerà di dividerli o, peggio, giungerà per entrambi il momento di far luce fino in fondo all’anima, per scoprire la vera, dolcissima natura dei sentimenti che vi albergano ormai indissolubilmente… Tenero, romantico e sensuale, ecco un romanzo che vi conquisterà, l’ottimo esordio di un’autrice che sicuramente vi augurerete di leggere ancora.