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La vera vita

SOLO PER CHI CREDE CHE I GIOVANI
NON SIANO INETTI ‘SDRAIATI’
MA IL FUTURO DEL MONDO

‘Inchiniamoci all’erede di Platone: Badou è il più grande filosofo vivente.’
Slavoj Žižek

Che cos’è la giovinezza? Che cosa è stata per le innumerevoli generazioni che ci hanno preceduto? E che cosa significa essere giovani, oggi? È una condizione trionfante e privilegiata dell’esistenza, tanto che il giovanilismo è diventato il paradigma di vita nelle società neoliberiste (si è giovani finché si è in grado di consumare), oppure è qualcosa di altamente problematico e di falso? Di ‘terribile’? Sono queste le domande che si pone uno dei maggiori filosofi viventi in questo breve ma ricchissimo libro. La giovinezza vi viene considerata come quella fase cruciale della vita in cui si decide se costruire la propria esistenza o bruciarla. Se nelle società attuali, venuto meno il potere che aveva la tradizione di dare un senso alle cose, si è condannati a un’adolescenza infinita, e l’adulto diventa niente più che un adolescente con qualche mezzo in più per consumare, quale idea è ancora in grado di radicarsi nei giovani perché attingano quella ‘vera vita’ di cui Rimbaud, il poeta della giovinezza, diagnosticava l’assenza? Badiou offre una risposta paradossale: bisogna, socraticamente, corrompere i giovani, distoglierli dall’universo luccicante delle merci, creare per loro le condizioni di un nuovo pensiero che sappia farsi fratello del sogno.

(source: Bol.com)

La vera storia di Charlotte Doyle

Tredici anni, americana e di ottima famiglia, Charlotte Doyle sta per tornare a casa dopo aver completato la propria educazione in Inghilterra. Ma una volta imbarcata scopre di essere l’unica passeggera, e intuisce che il viaggio non sarà facile: lo spietato Jaggery, infatti, governa la nave con pugno di ferro, e l’equipaggio medita la rivolta. Non ci vuole molto perché la situazione precipiti, costringendo Charlotte, divisa tra il rispetto per l’autorità e il senso di giustizia, a scegliere tra il capitano e i marinai, crudelmente maltrattati. Comincia, così, la sua tumultuosa e drammatica avventura da “lupo di mare”, che è al tempo stesso una battaglia contro i pregiudizi maschili e una lotta per la sopravvivenza, in tempi (siamo nella prima metà dell’Ottocento) nei quali alle donne era negata qualsiasi autonomia.
Una storia ambientata nel passato ma straordinariamente attuale, appassionante e vivace, che certo piacerà alle ragazze d’oggi.

La Venexiana

La Venexiana, come dire la ‘commedia veneziana’, sembra indicare già fin dal titolo il posto che essa occupa nell’evoluzione del teatro veneto rinascimentale. L’ignoto veneziano che la scrisse pare affermarvi non tanto l’ambizione, quanto la consapevolezza di aver creato l’opera per eccellenza rappresentativa di una società e di un costume. Se nelle farse e nelle commedie che cronologicamente la precedono – come ad esempio l’anonima Bulesca – era ancora possibile rintracciare gli elementi costitutivi attinti alla cronaca, nella Venexiana la ricerca diventa in pratica inattuabile; la commedia – e in ciò è il suo miracolo d’arte – contamina con perfetta naturalezza schemi convenzionali e modi, per i tempi,d’avanguardia.

(source: Bol.com)

La vendetta di Mick Trewlove

Gli illegittimi Trewlove 1

Londra, 1871.
Figlio illegittimo di un duca, Mick Trewlove è stato affidato appena nato alle cure di una comune cittadina. Nonostante le modeste possibilità economiche, è diventato un uomo d’affari di successo, ma la ricchezza e la posizione ottenute non hanno soddisfatto il suo desiderio di rivalsa contro l’uomo che lo ha abbandonato e che ancora si ostina a non riconoscerlo. Per ottenere vendetta, decide allora di distruggere la vita dell’erede legittimo del duca, sfruttando la debolezza che questi mostra per il gioco d’azzardo e corteggiandone la promessa sposa, la dolce e proba Lady Aslyn Hastings. Troppo tardi, però, proprio quando il piano sta per avere successo, Mick si accorge di essere caduto nella sua stessa trappola.

(source: Bol.com)

La vendetta della rosa

L’impresa che attende Elric non solo è impegnativa, ma più che mai toccante: infatti, in gioco vi è l’anima di suo padre, che i Signori del Caos si contendono in una lotta che li vede eterni rivali. E in questa missione soprannaturale Elric trova accanto a sé dei compagni d’eccezione: Ernest Wheldrake, viaggiatore del tempo e poeta dall’ironia sottile; il principe Gaynor il Maledetto, singolare figura di mercenario che apre nuove prospettive all’arte raffinata della dannazione; i membri della Famiglia Phatt, un manipolo di bizzarri vagabondi con il potere della chiaroveggenza che sembrano usciti da un romanzo di Dickens; infine, una donna guerriera conosciuta come la Rosa, che è circondata da un alone di mistero e solca le vie del tempo in cerca di vendetta. Moorcock muove i suoi protagonisti attraverso uno splendido arazzo di paesaggi e situazioni: dall’immensa migrazione del popolo zingaro al misterioso Mar Plumbeo dove il tempo rallenta il suo corso, dalle giungle di cristallo a una seconda Torre di Babele, che appare come una gigantesca nave alla deriva, fino al supremo campo di battaglia, situato nel cuore stesso delle terre del Caos. Un’immaginazione straripante che non solo rinverdisce le gesta di Elric, ma esplora le infinite strade del Multiverso, la gigantesca cornice dentro la quale tutti gli eroi di Moorcock sono protagonisti di un’avventura letteraria fuori da ogni schema, ma appassionante come poche altre.

La vendetta del perdono

Ah, il perdono! Gesto meraviglioso grazie al quale chi perdona viene affrancato dal risentimento e chi è perdonato viene sollevato dal senso di colpa per aver compiuto il misfatto. Ma cosa accade quando il perdono si rivela una vendetta per chi lo concede e una condanna per chi lo riceve? E il tema dei quattro racconti di Eric-Emmanuel Schmitt riuniti nel volume “La vendetta del perdono”, dal titolo di uno dei quattro. Con la consueta spigliatezza e ironia l’autore ci presenta quattro situazioni in cui l’atto di bontà diventa il mezzo di una vendetta sottile, quasi sadica. Così abbiamo la storia di Lily, la gemella buona e brava che perdona alla sorella Mosetta di essere invidiosa e subdola; la storia di Mandine, che perdona a William di averla sedotta e abbandonata; la storia di Elise, che perdona a Sam Louis di aver violentato e ucciso sua figlia; e infine la storia dell’anziano aviatore Werner von Breslau, che perdona a se stesso di non essersi opposto al nazismo nel decennio che ha sconvolto il mondo. L’epilogo di ognuna delle quattro novelle ci ricorda che il risultato delle nostre azioni non è sempre quello che ci aspettiamo.
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La variante di Lüneburg

Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. E’ un incidente? Un suicidio? Un omicidio? L’esecuzione di una sentenza? E per quale colpa? La risposta vera è un’altra: è una mossa di scacchi. Dietro quel gesto si spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. Risalendo indietro, mossa per mossa, troveremo due maestri del gioco, opposti in tutto e animati da un odio inesauribile che attraversano gli anni e i cataclismi politici pensando soprattutto ad affilare le proprie armi per sopraffarsi. Che uno dei due sia l’ebreo e l’altro sia stato un ufficiale nazista è solo uno dei vari corollari del teorema.
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La vacanza ideale

Non si può scappare dal passato… 
Troppo bella per essere vera. Così sembra a Libby la proposta, del tutto inaspettata, di fare uno scambio di casa per una settimana: una splendida villa, affacciata sul mare selvaggio della Cornovaglia, in cambio del suo piccolo appartamento a Bath. Anche il tempismo non poteva essere migliore. A nove mesi dalle nozze, le cose col marito Jamie non vanno come Libby aveva sperato e pure il lavoro d’insegnante si sta rivelando più frustrante del previsto. E poi c’è quella voglia di scappare, che è diventata sempre più forte da quando una sua foto è comparsa su tutti i giornali, dopo che lei ha salvato uno dei suoi alunni da un incendio divampato a scuola. Da allora, Libby vive nel terrore che quella foto possa spalancare la porta a un passato da cui lei ha cercato disperatamente di fuggire. E i suoi sospetti trovano conferma nel momento in cui arriva in Cornovaglia con Jamie. La sequenza di piccoli incidenti e strane coincidenze è troppo lunga per essere frutto del caso. È possibile che la stiano minacciando? Che quelle presenze sinistre in giardino siano persone che la stanno spiando? Oppure è soltanto la paranoia a rendere Libby sospettosa? La risposta arriva col ritorno a Bath, e non è certo rassicurante. Gli incidenti, infatti, si fanno sempre più gravi e inquietanti. A questo punto Libby non ha più dubbi: qualcuno l’ha trovata. Qualcuno che conosce il suo segreto. E stavolta scappare non servirà a nulla…
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### Sinossi
Non si può scappare dal passato… 
Troppo bella per essere vera. Così sembra a Libby la proposta, del tutto inaspettata, di fare uno scambio di casa per una settimana: una splendida villa, affacciata sul mare selvaggio della Cornovaglia, in cambio del suo piccolo appartamento a Bath. Anche il tempismo non poteva essere migliore. A nove mesi dalle nozze, le cose col marito Jamie non vanno come Libby aveva sperato e pure il lavoro d’insegnante si sta rivelando più frustrante del previsto. E poi c’è quella voglia di scappare, che è diventata sempre più forte da quando una sua foto è comparsa su tutti i giornali, dopo che lei ha salvato uno dei suoi alunni da un incendio divampato a scuola. Da allora, Libby vive nel terrore che quella foto possa spalancare la porta a un passato da cui lei ha cercato disperatamente di fuggire. E i suoi sospetti trovano conferma nel momento in cui arriva in Cornovaglia con Jamie. La sequenza di piccoli incidenti e strane coincidenze è troppo lunga per essere frutto del caso. È possibile che la stiano minacciando? Che quelle presenze sinistre in giardino siano persone che la stanno spiando? Oppure è soltanto la paranoia a rendere Libby sospettosa? La risposta arriva col ritorno a Bath, e non è certo rassicurante. Gli incidenti, infatti, si fanno sempre più gravi e inquietanti. A questo punto Libby non ha più dubbi: qualcuno l’ha trovata. Qualcuno che conosce il suo segreto. E stavolta scappare non servirà a nulla…

La trilogia classica. Guerre stellari L’impero colpisce ancora Il ritorno dello jedi

La trilogia classica di Star Wars: dalla fuga di Luke Skywalker dal pianeta Tatooine alla distruzione della Morte Nera in “Una nuova speranza”; dalla cattura di Han Solo e Lela all’emozionante duello con Darth Vader in “L’impero colpisce ancora”; dalla tana di Jabba de’ Hutt alla battaglia finale dei Ribelli dell’Alleanza in “Il ritorno dello Jedi”. L’eterna lotta tra Bene e Male, tra la Forza e il suo Lato Oscuro, in una saga che è ormai un mito.

La tribu’ di moro seduto

Eccoli, i veri indiani metropolitani: esperti come nessun altro in segnali di fumo e fumosità di linguaggio, padroni in pianta stabile dei pascoli più pingui, navigatori acrobatici delle rapide più impetuose. Sono gli uomini della Tribù di Moro Seduto. Co

La trappola del tempo

II giovane genio non è allergico ai guai. Tutt’altro: li attira come mosche al miele. Troll mangiauomini, armati e pericolosi, demoni odia-umani, goblin sputafuoco… ne ha visti di tutti i colori. E dopo l’ultima, terribile avventura ha deciso di rinunciare alle attività criminali del tipo più magico per dedicarsi all’addestramento dei suoi fratelli. Ma ora sua madre è gravemente malata e Artemis Fowl si trova costretto a tornare indietro nel tempo per sottrarre l’unica cura possibile dalle grinfie del peggior genio criminale mai esistito: Artemis Fowl. Appunto. Con Spinella Tappo al suo fianco, Artemis deve viaggiare nel tempo per combattere contro se stesso. Età di lettura: da 10 anni.

La Trama Sottile

…e vissero felici e contenti questo era l’epilogo di “Cuore di Tela” o almeno, così sembrava, invece…
Dopo quattro anni dalla scoperta dell’identità di Lupin, tutto si complica. Il ladro gentiluomo ha ripreso a rubare quadri, Clea è coinvolta nei furti e non se ne comprende la ragione.
Gli eventi la strattonano via dall’amore e dalla tranquillità. Per fortuna, Gioele e le sue numerose identità sono sempre al suo fianco e questa volta, a darle coraggio, c’è anche un compagno d’eccezione. Sarà proprio Ettore infatti, che, prima di tutti, capisce che l’amore, quello vero, non contempla il tradimento perché è costituito da una trama sottile, fatta da una fibra antica e robusta che avvolge e protegge chi ne fa parte.
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### Sinossi
…e vissero felici e contenti questo era l’epilogo di “Cuore di Tela” o almeno, così sembrava, invece…
Dopo quattro anni dalla scoperta dell’identità di Lupin, tutto si complica. Il ladro gentiluomo ha ripreso a rubare quadri, Clea è coinvolta nei furti e non se ne comprende la ragione.
Gli eventi la strattonano via dall’amore e dalla tranquillità. Per fortuna, Gioele e le sue numerose identità sono sempre al suo fianco e questa volta, a darle coraggio, c’è anche un compagno d’eccezione. Sarà proprio Ettore infatti, che, prima di tutti, capisce che l’amore, quello vero, non contempla il tradimento perché è costituito da una trama sottile, fatta da una fibra antica e robusta che avvolge e protegge chi ne fa parte.

La trama del cosmo. Spazio, tempo, realtà

In questo libro, Brian Greene unisce le sue vaste conoscenze di fisico teorico con una straordinaria abilità narrativa per guidare il lettore in un viaggio attraverso i misteri dell’universo, raccontando un’avventura intellettuale non ancora conclusa. Secondo la relatività generale spazio e tempo sono indissolubilmente uniti in un’entità geometrica a quattro dimensioni che evolve dinamicamente; d’altra parte anche la meccanica quantistica sconvolge la nostra idea intuitiva di spazio prevedendo bizzarri fenomeni, fra cui l’*entanglement*, una sorta di correlazione a distanza che agisce in maniera istantanea. Tuttavia questi due capisaldi della scienza del Novecento sono teorie tra loro inconciliabili, che hanno eluso per decenni i tentativi dei fisici di unificarle in un quadro matematico coerente. Una soluzione a questo dilemma sembra essere offerta dalla teoria delle superstringhe, o meglio da una sua piú recente generalizzazione, la M-teoria, che contempla uno spaziotempo a dieci o undici dimensioni popolato di strani oggetti, le «brane», in perenne e frenetica vibrazione. È in questo nuovo scenario teorico, suggerisce Greene, che forse si nasconde la chiave per rispondere finalmente agli antichissimi interrogativi dell’uomo.

La trama del cosmo

Spazio e tempo sono da secoli al centro della riflessione filosofica e dell’indagine scientifica, eppure sfuggono ancora alla nostra piena comprensione. Perché il tempo sembra scorrere inesorabilmente dal passato verso il futuro? Lo spazio è continuo o discreto? È possibile realizzare il teletrasporto oppure viaggiare nel tempo?

La torre in fiamme

Al ritorno da una importante missione nell’Isola di Mon, il druido Merlino apprende che la sua torre è in fiamme e che i Tesori della Britannia sono stati rubati dai nemici del regno. Un oscuro presagio, che porterà disgrazie. Infatti mentre Artù cerca di rincondurre alla ragione Tristano, fuggito in Britannia con Isotta, Lancillotto comincia a tramare contro di lui per impossessarsi del regno. E anche Mordred, il giovanissimo re designato, tende tranelli ad Artù e al fido Derfel. Fermare il morbo della divisione e dell’odio, impedire i disegni ambiziosi e fraudolenti di Lancillotto: una difficile missione attende Artù. Mentre le forze magiche da sempre al suo fianco sembrano abbandonarlo.

La tomba del canarino

***Il sepolcro di Tutankhamon ha ancora un segreto.***
Nell’ottobre 1922 Howard Carter fa ritorno a Luxor dall’Inghilterra recando con sé un canarino affinché il canto della bestiola possa allietare le sue giornate. Il cuore dell’uomo, infatti, è colmo di preoccupazione: ad Highclere il suo magnate e finanziatore lord Carnarvon gli ha comunicato l’intenzione di terminare gli scavi in Egitto dopo quell’ultima stagione.
L’uccellino giallo, novità in quella terra, riscuote la meraviglia degli operai egiziani tanto da meritarsi l’appellativo di “uccello d’oro” e venire considerato foriero di grandi ricchezze. Quando, solo qualche giorno più tardi, uno scavatore si imbatte nel primo gradino che porterà al sepolcro di Tutankhamon con i suoi immensi tesori, per gli operai il ritrovamento non potrà essere altro che “la tomba del canarino”.
Ben presto la felicità per tale scoperta si trasforma in un incubo quando un serpente si insinua nella gabbia del piccolo pennuto, divorandolo. L’azione del cobra, simbolo per eccellenza dei faraoni, è per i nativi il chiaro messaggio dell’ira del defunto il cui sonno è stato turbato.
Da quel momento Carter si troverà a combattere contro la superstizione del popolo, le accuse di furto e l’ingerenza del governo egiziano che vede nella sensazionale scoperta un motivo per alimentare il nazionalismo. L’assillo dei giornalisti dopo la morte di Carnarvon – sempre alla ricerca di scoop per accrescere le dicerie sulla maledizione del faraone – le battaglie legali e il disperato amore per lady Evelyn, travolgeranno l’archeologo portandolo a ignorare le parole del suo fedele assistente Na’im. Quella ormai lontana notte di novembre in cui, assieme a Carnarvon e alla figlia, sono entrati per primi di nascosto nella tomba, il giovane egiziano ha visto qualcosa alla quale l’archeologo non crede. Oppure finge di non credere.
**ROMANZO SELEZIONATO DA “EXTRAVERGINE D’AUTORE – SELF PUBLISHING DI QUALITÀ SUPERIORE”** (www.extraverginedautore.it)
*”La Tomba del canarino è un ottimo romanzo, dalla struttura solida e la scrittura fluida, che riesce ad avvincere il lettore attingendo in maniera intelligente a intriganti fatti storici e riproponendoli in una forma narrativa godibile e mai scontata.”*  Extravergine d’autore.
NOTE
Questo romanzo nasce dal connubio tra fatti storici (la quasi totalità dei protagonisti della vicenda, a partire dal direttore del Dipartimento delle Antichità Gaston Maspero fino al canarino stesso, sono realmente esistiti), congetture degli egittologi (ad esempio ho abbracciato la teoria secondo la quale Howard Carter era già a conoscenza almeno dal 1919 della presenza di una tomba nel sito dove poi effettivamente è stata rinvenuta quella di Tutankhamon) e, naturalmente, la mia fantasia (espressa tramite il personaggio di Na’im, un ipotetico figlio del caposquadra e amico di Carter Ahmed Gurgar, voce narrante di questa storia).
“La tomba del canarino” è il prequel della serie thriller storica e d’avventura File JE60754 ma costituisce un romanzo autoconclusivo a sé stante.
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### Sinossi
***Il sepolcro di Tutankhamon ha ancora un segreto.***
Nell’ottobre 1922 Howard Carter fa ritorno a Luxor dall’Inghilterra recando con sé un canarino affinché il canto della bestiola possa allietare le sue giornate. Il cuore dell’uomo, infatti, è colmo di preoccupazione: ad Highclere il suo magnate e finanziatore lord Carnarvon gli ha comunicato l’intenzione di terminare gli scavi in Egitto dopo quell’ultima stagione.
L’uccellino giallo, novità in quella terra, riscuote la meraviglia degli operai egiziani tanto da meritarsi l’appellativo di “uccello d’oro” e venire considerato foriero di grandi ricchezze. Quando, solo qualche giorno più tardi, uno scavatore si imbatte nel primo gradino che porterà al sepolcro di Tutankhamon con i suoi immensi tesori, per gli operai il ritrovamento non potrà essere altro che “la tomba del canarino”.
Ben presto la felicità per tale scoperta si trasforma in un incubo quando un serpente si insinua nella gabbia del piccolo pennuto, divorandolo. L’azione del cobra, simbolo per eccellenza dei faraoni, è per i nativi il chiaro messaggio dell’ira del defunto il cui sonno è stato turbato.
Da quel momento Carter si troverà a combattere contro la superstizione del popolo, le accuse di furto e l’ingerenza del governo egiziano che vede nella sensazionale scoperta un motivo per alimentare il nazionalismo. L’assillo dei giornalisti dopo la morte di Carnarvon – sempre alla ricerca di scoop per accrescere le dicerie sulla maledizione del faraone – le battaglie legali e il disperato amore per lady Evelyn, travolgeranno l’archeologo portandolo a ignorare le parole del suo fedele assistente Na’im. Quella ormai lontana notte di novembre in cui, assieme a Carnarvon e alla figlia, sono entrati per primi di nascosto nella tomba, il giovane egiziano ha visto qualcosa alla quale l’archeologo non crede. Oppure finge di non credere.
**ROMANZO SELEZIONATO DA “EXTRAVERGINE D’AUTORE – SELF PUBLISHING DI QUALITÀ SUPERIORE”** (www.extraverginedautore.it)
*”La Tomba del canarino è un ottimo romanzo, dalla struttura solida e la scrittura fluida, che riesce ad avvincere il lettore attingendo in maniera intelligente a intriganti fatti storici e riproponendoli in una forma narrativa godibile e mai scontata.”*  Extravergine d’autore.
NOTE
Questo romanzo nasce dal connubio tra fatti storici (la quasi totalità dei protagonisti della vicenda, a partire dal direttore del Dipartimento delle Antichità Gaston Maspero fino al canarino stesso, sono realmente esistiti), congetture degli egittologi (ad esempio ho abbracciato la teoria secondo la quale Howard Carter era già a conoscenza almeno dal 1919 della presenza di una tomba nel sito dove poi effettivamente è stata rinvenuta quella di Tutankhamon) e, naturalmente, la mia fantasia (espressa tramite il personaggio di Na’im, un ipotetico figlio del caposquadra e amico di Carter Ahmed Gurgar, voce narrante di questa storia).
“La tomba del canarino” è il prequel della serie thriller storica e d’avventura File JE60754 ma costituisce un romanzo autoconclusivo a sé stante.