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Lettere matrimoniali

In un mondo di storie senza amore e di amori senza storia questo è un libro sull’amore nella nostra storia. Claudio Lolli, poeta e cantautore, cantautore e poeta, scrive con queste lettere alla moglie di amore e di storia, passando, per meglio dire volando, dall’intimità più profonda alla piazza, dalla piazza più grande alla piazza più piccola, dalle piazze al mondo. In una trama sottile di pensieri e ricordi di straordinaria delicatezza, con bagliori improvvisi di desiderio e desideri, questo libro d’amore prende per mano il lettore e lo accompagna negli ultimi quarant’anni della nostra storia. Quel camminare col caleidoscopio per città, colline e campagne – e soprattutto dentro di noi – che già rendeva uniche e preziose le sue canzoni. Scorci nitidi di poesia, emozioni individuali e collettive, ribellione e memoria. Una generazione che si scambia uno sguardo e s’intende. Una generazione che vorrebbe intendersi con i figli e prenderli per mano.
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Lettere di San Valentino

Le diverse sfumature dell’amore nelle lettere indirizzate ad un marito, ad un amore cattivo, un fidanzato, una donna speciale, una signora in avanti con gli anni, un padre da dimenticare. Ispirate da storie vere, debitamente modificate, le lettere si sottraggono alla regola del “tutto rose e fiori”.
Ho chiesto alle mie amiche il permesso di raccontare una parte delle loro storie. Le ho debitamente mascherate, rese quasi irriconoscibili. Alcuni dei fatti raccontati nelle lettere sono dunque accaduti veramente, altri ne sono il naturale completamento offerto dalla mia fantasia. Come distinguerli? Non è possibile farlo, ovviamente, ma, per dirne una, la mia amica più cara è lì lì che sta per staccare un assegno, anche se non sceglierà l’anello più costoso della gioielleria.

Lettere dall’Inferno

Nonostante Aaron Jethro, soprannominato il “Profeta”, sia rinchiuso nel Manner’s Asylum, la scia di morte da lui indotta non si ferma. Pare infatti che chi riceve una misteriosa lettera da lui inviata, sia poi spinto ad uccidere le persone che più ama, dopo aver inviato a sua volte altre lettere.

Lettere ai genitori (1931-1942)

Lévi-Strauss a Strasburgo, tra casse di libri, esperimenti con la Leica, film di Éjzenstejn e pièce di Brecht. Lévi-Strauss a Mont-de-Marsan tra insegnamento e Partito socialista. Lévi-Strauss nell’appartamento di New York, a due passi da quello dell’amico Breton, mentre osserva sul campo le mode esotiche dei newyorkesi. Lévi-Strauss, l’amicizia simbiotica con Alfred Métraux e gli scambi epistolari con Marcel Mauss. Lévi-Strauss e le serate alla scrivania, a comporre articoli e lettere ai genitori. Questo volume, curato da Monique Lévi-Strauss, raccoglie le lettere scritte dall’antropologo ai familiari tra il 1931 e il 1942 e rende pubblico l’uomo che si nascondeva dietro lo studioso, le fattezze intime dell’uomo grazie al quale quello studioso è esistito. Lo si osserva divorare e metabolizzare tutto ciò che gli incontri della vita gli offrono: la scuola etnologica di Franz Boas, la linguistica di Roman Jakobson. Lo si vede al ritorno dalla prima spedizione a sud, tra i Bororo e i Caduveo, e poi dalla missione sul Rio delle Amazzoni, dove ha scoperto le tribù incontattate del Mato Grosso. Lo si segue mentre mette a punto il metodo d’indagine strutturalista sui sistemi di parentela – mentre unisce vita e ricerca. Diario intimo, autoritratto di un’epoca, resoconto di una delle più straordinarie avventure intellettuali del Novecento: soprattutto, “Lettere ai genitori” è uno strumento unico per chi sappia cogliere, tra i bagliori improvvisi che si sprigionano dalla corrispondenza familiare, il modo in cui i miti di Lévi-Strauss sono diventati pensiero a sua insaputa; e da lì sono partiti per rivoluzionare il mondo.
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Lettere a un editore

“Le tre lettere che qui si pubblicano – precedute da un biglietto firmato da Gaston Calmette, direttore del quotidiano “Le Figaro” e futuro dedicatario, a “testimonianza di profonda e affettuosa gratitudine”, di Du côté de chez Swann – fotografano perfettamente l’atto pressoché inaugurale del passaggio all’azione di Marcel Proust.Si tratta anche di una narrazione ricca di echi e di implicazioni, di simulazioni e di dissimulazioni. Lo scrittore, intanto, si presenta al suo eventuale editore come un uomo già malato, fisicamente debole, che perlopiù vive in stato di clausura. Presenta la sua opera come indecente e scandalosa però suo malgrado, quasi il frutto di un felice corto circuito con l’alta moralità delle intenzioni. è un gioco a nascondere e a rivelare un segreto che deve essere tenuto nascosto a tutti tranne ovviamente che al destinatario della lettera. è, quella di Proust, una veloce, asciutta esegesi volta a incuriosire l’interlocutore”.dalla Prefazione di Enzo Di Mauro
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### Sinossi
“Le tre lettere che qui si pubblicano – precedute da un biglietto firmato da Gaston Calmette, direttore del quotidiano “Le Figaro” e futuro dedicatario, a “testimonianza di profonda e affettuosa gratitudine”, di Du côté de chez Swann – fotografano perfettamente l’atto pressoché inaugurale del passaggio all’azione di Marcel Proust.Si tratta anche di una narrazione ricca di echi e di implicazioni, di simulazioni e di dissimulazioni. Lo scrittore, intanto, si presenta al suo eventuale editore come un uomo già malato, fisicamente debole, che perlopiù vive in stato di clausura. Presenta la sua opera come indecente e scandalosa però suo malgrado, quasi il frutto di un felice corto circuito con l’alta moralità delle intenzioni. è un gioco a nascondere e a rivelare un segreto che deve essere tenuto nascosto a tutti tranne ovviamente che al destinatario della lettera. è, quella di Proust, una veloce, asciutta esegesi volta a incuriosire l’interlocutore”.dalla Prefazione di Enzo Di Mauro

Less is more

Apri il tuo portafoglio. Cosa vedi? Scontrini, tessere della palestra, del discount, fotografi e di tuo figlio, della donna o dell’uomo di cui sei innamorato, la patente, il documento d’identità, la carta di credito, i biglietti da visita. Tutti oggetti che descrivono perfettamente chi sei, cosa fai, che persona ambisci a essere. Anche la tua casa, se ci pensi bene, dice molto di te: hai una tv nuova, i quadri di un artista che credi ti rappresenti, sul balcone hai costruito un piccolo orto verticale – va di moda, e poi è un’ottima strategia per risparmiare qualche euro sulla spesa. Da anni desideravi avventurarti in qualche località esotica e pericolosamente sperduta: hai già ricaricato la prepagata, scelto il volo più economico, confermato la stanza di un albergo a due stelle, ma con piscina. Ricorda di chiedere le ferie, ma prima devi pagare le bollette, il mutuo, l’assicurazione, il tagliando, la benzina. Quando sarai partito, non dimenticarti di scrivere a mamma e papà: non farli preoccupare. Il prossimo mese comincia il corso di nuoto: hai fatto l’iscrizione? Hai prenotato la visita medica? Lo stipendio ha iniziato il suo inesorabile countdown: il cinema, il sushi all-you-can-eat, i giochi per i bambini, la crema per la pelle liscia, il sapone per la pelle grassa. Beni indispensabili che dicono tutto di te. Oppure no? Forse sei intrappolato dalle cose che desideri, lettore, e sfortunatamente non ho trucchi da mostrarti. Non ti insegnerò a vivere con pochi euro al giorno, e comunque non ti basterebbe. Però posso fare molto di più per te: farti conoscere l’arte di non avere niente. È una pratica antica professata da filosofi e mistici orientali, pellegrini e cantori. Ed è l’unico sentiero che può condurti a riscoprire la vita nella sua essenza, sotto il velo delle illusioni, della nostalgia, delle maschere, dei rimorsi e dei bisogni indotti. Solo così potrai riconquistare la tua libertà, vivere senza rimpianti e rispondere alla più antica e impossibile delle domande: Chi sei?

(source: Bol.com)

Less

Problema: sei uno scrittore fallito sulla soglia dei cinquant’anni. Il tuo ex fidanzato, cui sei stato legato per nove anni, sta per sposare un altro. Non puoi andare al suo matrimonio, sarebbe troppo strano, e non puoi rifiutare, sembrerebbe una sconfitta. Sulla tua scrivania intanto languono una serie di improbabili inviti da festival ed editori di tutto il mondo.
Domanda: come puoi risolvere entrambi i problemi? Soluzione: accetti tutti gli inviti, se sei Arthur Less.
Inizia così una specie di folle e fantasioso giro del mondo in 80 giorni che porterà Less in Messico, Francia, Germania, Italia, Marocco, India e Giappone, riuscendo a frapporre migliaia di chilometri tra lui e i problemi che si rifiuta di affrontare. Cosa potrebbe andare storto? Tanto per cominciare, Arthur rischierà di innamorarsi a Parigi e di morire a Berlino, sfuggirà per un pelo a una tempesta di sabbia in Marocco e arriverà in Giappone troppo tardi per la fioritura dei ciliegi. In un giorno e in un luogo imprecisati, Less compirà i fatidici cinquant’anni: questa seconda fase della vita gli arriverà addosso come un missile, trascinando con sé il suo primo amore e anche l’ultimo.
Dall’autore di Le confessioni di Max Tivoli e Storia di un matrimonio, una commedia romantica, una satira sul tipico occidentale all’estero, una riflessione sul tempo e sul cuore dell’uomo.
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### Sinossi
Problema: sei uno scrittore fallito sulla soglia dei cinquant’anni. Il tuo ex fidanzato, cui sei stato legato per nove anni, sta per sposare un altro. Non puoi andare al suo matrimonio, sarebbe troppo strano, e non puoi rifiutare, sembrerebbe una sconfitta. Sulla tua scrivania intanto languono una serie di improbabili inviti da festival ed editori di tutto il mondo.
Domanda: come puoi risolvere entrambi i problemi? Soluzione: accetti tutti gli inviti, se sei Arthur Less.
Inizia così una specie di folle e fantasioso giro del mondo in 80 giorni che porterà Less in Messico, Francia, Germania, Italia, Marocco, India e Giappone, riuscendo a frapporre migliaia di chilometri tra lui e i problemi che si rifiuta di affrontare. Cosa potrebbe andare storto? Tanto per cominciare, Arthur rischierà di innamorarsi a Parigi e di morire a Berlino, sfuggirà per un pelo a una tempesta di sabbia in Marocco e arriverà in Giappone troppo tardi per la fioritura dei ciliegi. In un giorno e in un luogo imprecisati, Less compirà i fatidici cinquant’anni: questa seconda fase della vita gli arriverà addosso come un missile, trascinando con sé il suo primo amore e anche l’ultimo.
Dall’autore di Le confessioni di Max Tivoli e Storia di un matrimonio, una commedia romantica, una satira sul tipico occidentale all’estero, una riflessione sul tempo e sul cuore dell’uomo.

Lepidezze postribolari ovvero Populorum Progressio (Super universale economica)

Molte, delle persone che ridono, in realtà non si divertono. Fingono: per educazione o per obbligo sociale. Sperano che un giorno un fulmine le colpisca e improvvisamente vengano dotate di senso dell’umorismo. È quello che accade con Daniele Luttazzi. La gente ride di gusto alle sue battute non appena le sente. C’è un buon motivo. Luttazzi è elettrizzante. Ti dà la scossa dalla pagina scritta. O dal vivo a teatro (il vero test di ogni comico che si rispetti). Un tempo potevi godertelo anche in tv, ma poi è successo qualcosa. Se vuoi essere al corrente di cosa gli passa per i fusibili di questi tempi, leggi questo libro. Battute intossicanti, commenti esplosivi, notizie, interviste, curiosità, zelo messianico e tendenze antisociali. L’umorismo di Daniele Luttazzi è una tempesta magnetica che mette fuori uso le vostre vecchie bussole.“Quella di Luttazzi certamente non è satira.” Clemente Mastella“Questo di Luttazzi è un libro molto divertente che proviene dal futuro e che io sono in grado di vedere usando tecnologia nazista trafugata.”Palmiro Togliatti“Ho riso e ho riso e ho riso finché mia moglie non mi ha colpito in testa con una sedia”Francesco Alberoni, “Corriere della Sera”“Luttazzi scrive come Bobo Vieri scopa, e viceversa”Una velina.
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### Sinossi
Molte, delle persone che ridono, in realtà non si divertono. Fingono: per educazione o per obbligo sociale. Sperano che un giorno un fulmine le colpisca e improvvisamente vengano dotate di senso dell’umorismo. È quello che accade con Daniele Luttazzi. La gente ride di gusto alle sue battute non appena le sente. C’è un buon motivo. Luttazzi è elettrizzante. Ti dà la scossa dalla pagina scritta. O dal vivo a teatro (il vero test di ogni comico che si rispetti). Un tempo potevi godertelo anche in tv, ma poi è successo qualcosa. Se vuoi essere al corrente di cosa gli passa per i fusibili di questi tempi, leggi questo libro. Battute intossicanti, commenti esplosivi, notizie, interviste, curiosità, zelo messianico e tendenze antisociali. L’umorismo di Daniele Luttazzi è una tempesta magnetica che mette fuori uso le vostre vecchie bussole.“Quella di Luttazzi certamente non è satira.” Clemente Mastella“Questo di Luttazzi è un libro molto divertente che proviene dal futuro e che io sono in grado di vedere usando tecnologia nazista trafugata.”Palmiro Togliatti“Ho riso e ho riso e ho riso finché mia moglie non mi ha colpito in testa con una sedia”Francesco Alberoni, “Corriere della Sera”“Luttazzi scrive come Bobo Vieri scopa, e viceversa”Una velina.

Leone (Supercoralli)

Un quartiere che si chiama il Bussolo e può essere ovunque, in qualsiasi città. Oggi, ai giorni nostri. Una madre e un figlio. Lei, Katia, una donna sola di trentasei anni, presa dal lavoro, separata dal marito, pochi soldi, poco tempo, sempre di corsa, appesa a sogni nebulosi che non osa sognare fino in fondo.
Lui, Leone, un bambino di sei anni solitario e timido, sottile come un giunco. Un giorno, in mezzo a tutta la gente che passa, alle auto, sotto le luci intermittenti degli alberi di Natale, si mette a pregare. E la madre scopre, con stupore e vergogna, che lo fa spesso, un po’ ovunque. Si apparta, s’inginocchia, e prega. Per strada, al cinema, in bagno. Prega quand’è preoccupato, quando gli manca la nonna e il gioco del comò. O quando vorrebbe un bacio. O quando desidera aiutare qualcuno.
La voce circola in fretta. Leone diventa «il bambino che prega», lo scandalo della scuola, del quartiere intero. Molti lo deridono, ma molti, anche, iniziano a confessargli i loro desideri.
Come fa la vita, Leone può esaudire le richieste o deluderle, avverare i sogni o lasciarli inesauditi.
Paola Mastrocola ha scritto una storia realistica e allo stesso tempo magica, in cui tutti cambiano senza sapere perché. Un romanzo essenziale e profondo, capace di sorprendere a ogni riga sul piano umano e letterario. Fino a un diluvio universale in minore, piccolo e gentile, che non distrugge niente ma rinnova e addolcisce il colore delle cose.
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### Sinossi
Un quartiere che si chiama il Bussolo e può essere ovunque, in qualsiasi città. Oggi, ai giorni nostri. Una madre e un figlio. Lei, Katia, una donna sola di trentasei anni, presa dal lavoro, separata dal marito, pochi soldi, poco tempo, sempre di corsa, appesa a sogni nebulosi che non osa sognare fino in fondo.
Lui, Leone, un bambino di sei anni solitario e timido, sottile come un giunco. Un giorno, in mezzo a tutta la gente che passa, alle auto, sotto le luci intermittenti degli alberi di Natale, si mette a pregare. E la madre scopre, con stupore e vergogna, che lo fa spesso, un po’ ovunque. Si apparta, s’inginocchia, e prega. Per strada, al cinema, in bagno. Prega quand’è preoccupato, quando gli manca la nonna e il gioco del comò. O quando vorrebbe un bacio. O quando desidera aiutare qualcuno.
La voce circola in fretta. Leone diventa «il bambino che prega», lo scandalo della scuola, del quartiere intero. Molti lo deridono, ma molti, anche, iniziano a confessargli i loro desideri.
Come fa la vita, Leone può esaudire le richieste o deluderle, avverare i sogni o lasciarli inesauditi.
Paola Mastrocola ha scritto una storia realistica e allo stesso tempo magica, in cui tutti cambiano senza sapere perché. Un romanzo essenziale e profondo, capace di sorprendere a ogni riga sul piano umano e letterario. Fino a un diluvio universale in minore, piccolo e gentile, che non distrugge niente ma rinnova e addolcisce il colore delle cose.

Leone

Un quartiere che si chiama il Bussolo e può essere ovunque, in qualsiasi città. Oggi, ai giorni nostri. Una madre e un figlio. Lei, Katia, una donna sola di trentasei anni, presa dal lavoro, separata dal marito, pochi soldi, poco tempo, sempre di corsa, appesa a sogni nebulosi che non osa sognare fino in fondo.
Lui, Leone, un bambino di sei anni solitario e timido, sottile come un giunco. Un giorno, in mezzo a tutta la gente che passa, alle auto, sotto le luci intermittenti degli alberi di Natale, si mette a pregare. E la madre scopre, con stupore e vergogna, che lo fa spesso, un po’ ovunque. Si apparta, s’inginocchia, e prega. Per strada, al cinema, in bagno. Prega quand’è preoccupato, quando gli manca la nonna e il gioco del comò. O quando vorrebbe un bacio. O quando desidera aiutare qualcuno.
La voce circola in fretta. Leone diventa ‘il bambino che prega’, lo scandalo della scuola, del quartiere intero. Molti lo deridono, ma molti, anche, iniziano a confessargli i loro desideri.
Come fa la vita, Leone può esaudire le richieste o deluderle, avverare i sogni o lasciarli inesauditi.
Paola Mastrocola ha scritto una storia realistica e allo stesso tempo magica, in cui tutti cambiano senza sapere perché. Un romanzo essenziale e profondo, capace di sorprendere a ogni riga sul piano umano e letterario. Fino a un diluvio universale in minore, piccolo e gentile, che non distrugge niente ma rinnova e addolcisce il colore delle cose.

(source: Bol.com)

Leonardo. Il romanzo di un genio ribelle

‘Quando qualcuno mi chiede se c’è una persona che vorrei intervistare, se avessi la bacchetta magica, rispondo sempre: Leonardo.’ Piero Angela

È l’alba del XVI secolo. L’Italia è divisa in una miriade di regni litigiosi e incapaci di opporsi alle mire delle grandi potenze. Tra quelle corti soggette ai capricci della guerra si aggira un personaggio bizzarro e affascinante, che sembra uscito dalla penna di uno scrittore. È un pittore e scultore che come nessun altro riesce a catturare l’anima di ciò che raffigura. È un inventore in grado di concepire monumenti di prodigiosa bellezza, architetture così ardite da superare ogni immaginazione, macchine belliche che sembrano provenire da un futuro lontano. È uno scienziato che di ogni fenomeno dell’universo vuole indagare i meccanismi profondi: il moto dei pianeti, dell’aria e dell’acqua, il volo degli uccelli, il corpo umano. Quasi non esiste disciplina in cui non dimostri una maestria senza pari.
Si chiama Leonardo da Vinci. Intorno al suo nome fioriranno leggende, miti, storie fantastiche. Eppure, sono ancora molti gli enigmi e le zone d’ombra nella sua biografia. Servirebbe una macchina del tempo o lo sguardo di un testimone oculare, per poter finalmente risolvere il rompicapo di colui che da secoli rappresenta, nell’immaginario comune dell’umanità, l’incarnazione del Rinascimento.
Il libro che avete in mano è esattamente questo. Attraverso le memorie – immaginarie, ma scrupolosamente documentate – di Francesco Melzi, 
che del maestro fu per anni amico e allievo prediletto, Massimo Polidoro ci conduce in un incredibile viaggio nella turbolenta Europa di cinquecento anni fa.
Cammineremo accanto a Leonardo, seguiremo gli stupefacenti sviluppi del suo ingegno, lo ammireremo nell’attimo irripetibile della creazione delle sue opere immortali, e ascolteremo dalla sua viva voce i pensieri e le intuizioni del più grande talento universale della storia.
Prefazione di Piero Angela.

(source: Bol.com)

Leonardo Da Vinci e il Mistero della Pietra Verde

Nell’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci è celato un mistero. Cosa nascondono le otto pietre preziose sulle vesti di Gesù e degli apostoli? Qual’era il messaggio segreto che Leonardo voleva tramandare ai posteri? In questo inedito thriller incontriamo un professore universitario e la sua bella e intelligente assistente, i quali dopo varie vicissitudini e ricerche, troveranno il filo di questa storia.
Il thriller è ispirato a una scoperta scientifica reale. Il mistero nascosto nel Cenacolo di Leonardo è stato rivelato dopo 500 anni da Elisabetta Sangalli, docente di Storia dell’arte. L’agenzia ANSA ne ha dato notizia il 14 febbraio 2017, e da quel momento la notizia è diventata virale su tutti i media del mondo.
In questo thriller il lettore è coinvolto in una trama coinvolgente ed emozionante che traccia la vera storia e le ultime scoperte sul dipinto eseguito da Leonardo nel Convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. Il lettore è accompagnato lungo questo percorso storico, che inizia il 9 febbraio 1498, e termina la domenica di Pasqua del 2019.
Tra le pagine del libro, incontreremo personaggi realmente esistiti come il duca Ludovico il Moro, il Padre priore domenicano, Ildegarda di Bingen, e Giampietrino, uno dei migliori allievi di Leonardo.
Il lettore scoprirà nuove verità sul Sacro Graal e infine avrà una visione chiara dell’associazione tra le pietre preziose (il diamante, il rubino, lo smeraldo, etc.) e le loro virtù.
Tutti i riferimenti storico-artistici, bibliografici e scientifici sono il risultato di un’analisi metodica pubblicata nel testo “Leonardo e le dodici pietre del Paradiso”.
Gli unici personaggi di fantasia, che sorprenderanno molti lettori, sono il professor J. Greenwood, la sua collega Helen Price e la giovane assistente Susan Taylor.
Questo romanzo-thriller emozionerà e sorprenderà, conducendo il lettore a una nuova visione del Capolavoro vinciano.
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### Sinossi
Nell’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci è celato un mistero. Cosa nascondono le otto pietre preziose sulle vesti di Gesù e degli apostoli? Qual’era il messaggio segreto che Leonardo voleva tramandare ai posteri? In questo inedito thriller incontriamo un professore universitario e la sua bella e intelligente assistente, i quali dopo varie vicissitudini e ricerche, troveranno il filo di questa storia.
Il thriller è ispirato a una scoperta scientifica reale. Il mistero nascosto nel Cenacolo di Leonardo è stato rivelato dopo 500 anni da Elisabetta Sangalli, docente di Storia dell’arte. L’agenzia ANSA ne ha dato notizia il 14 febbraio 2017, e da quel momento la notizia è diventata virale su tutti i media del mondo.
In questo thriller il lettore è coinvolto in una trama coinvolgente ed emozionante che traccia la vera storia e le ultime scoperte sul dipinto eseguito da Leonardo nel Convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. Il lettore è accompagnato lungo questo percorso storico, che inizia il 9 febbraio 1498, e termina la domenica di Pasqua del 2019.
Tra le pagine del libro, incontreremo personaggi realmente esistiti come il duca Ludovico il Moro, il Padre priore domenicano, Ildegarda di Bingen, e Giampietrino, uno dei migliori allievi di Leonardo.
Il lettore scoprirà nuove verità sul Sacro Graal e infine avrà una visione chiara dell’associazione tra le pietre preziose (il diamante, il rubino, lo smeraldo, etc.) e le loro virtù.
Tutti i riferimenti storico-artistici, bibliografici e scientifici sono il risultato di un’analisi metodica pubblicata nel testo “Leonardo e le dodici pietre del Paradiso”.
Gli unici personaggi di fantasia, che sorprenderanno molti lettori, sono il professor J. Greenwood, la sua collega Helen Price e la giovane assistente Susan Taylor.
Questo romanzo-thriller emozionerà e sorprenderà, conducendo il lettore a una nuova visione del Capolavoro vinciano.

Leningrado

Il lavoro forse più lungo del regista Giuseppe Tornatore è un film inesistente. Circa cinque anni in viaggi, indagini, ricerche d’archivio, incontri, interviste con testimoni, dietro alla pellicola da girare. “Leningrado” è la storia di una violoncellista e dei suoi figli e familiari durante l’assedio della città di Pietro il Grande da parte dei tedeschi nella Seconda guerra mondiale. Un film epico che attraverso il tragico individuale avrebbe messo in scena gli orribili 900 giorni dell’assalto nazista a Leningrado, per fissarli nel ricordo che ancora non le viene riconosciuto. Tutti sanno di Stalingrado e della sua difesa. Pochi hanno idea del supremo martirio di Leningrado. Hitler aveva deciso di prenderla senza spreco di armamenti, letteralmente per fame, in tre mesi di assedio secondo i calcoli dei suoi esperti nutrizionisti. E invece i leningradesi sopravvissero per tre anni vittoriosamente. Ci riuscirono lungo mesi di orrore: il cannibalismo e il sacrificio dei figli più deboli per destinare il cibo ai più forti, il feroce rigore dei controlli degli apparati di sicurezza. Ma ci riuscirono innanzitutto perché seppero nutrire lo spirito, se non potevano i corpi. La vita intellettuale della città dell’Hermitage e del teatro Kirov, di Sostakovic (che proprio in quei giorni compose la Settima Sinfonia), non si attenuò nemmeno per un giorno. Tutto questo è rappresentato in “Leningrado”, la sceneggiatura qui pubblicata del film invisibile di Tornatore. Ma il libro non è solo questo. Il regista ricostruisce in un’ampia Nota le peripezie che hanno segnato i tentativi di produzione fin dai primi momenti. L’andamento delle ricerche storico documentali, la ricognizione delle location, gli incontri con i diversi possibili finanziatori, ciascuno con il proprio interesse da far valere (non sempre e non solo economico) e con la propria tattica aziendale, in una dialettica viva con le ragioni culturali degli autori. Insomma è la concreta industria del cinema che ci passa davanti agli occhi, in una cronaca senza egocentrismi e senza gossip; come il backstage su un film mai nato.
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Lemmy Caution e il drago blu

“Nello scrivere questo romanzo mi sono ricordato, a ogni pagina, che ai lettori di storie poliziesche piace, metaforicamente, seguire le piste palmo a palmo e controllare il lavorio mentale dell’investigatore. In «Lemmy Caution e il drago blu» il lettore si trova in possesso di tutti gli elementi disponibili.
Ne sa quanto lo stesso Lemmy… e dovrebbe riuscire a risolvere il mistero. Le domande stesse che i vari personaggi rivolgono a Caution dovrebbero giovare al lettore per dare una brillante prova delle proprie facoltà deduttive.
“Lemmy la sa lunga, è vero, ma questa volta il suo cervello è messo a durissima prova. Prima di arrivare alla soluzione del problema, l’ineffabile agente federale dovrà spremersi ben bene le meningi, anche per evitare che questa sia l’ultima avventura della sua brillante carriera”.
Cosi si espresse Peter Cheyney a proposito di questo romanzo e non crediamo di dover aggiungere altro. La parola ai nostri fedeli lettori.