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L’Origine Delle Specie, L’Origine Dell’uomo E Altri Scritti Sull’evoluzione

Viaggio di un naturalista intorno al mondo, L’origine delle specie, L’origine dell’uomo e la selezione sessuale; I fondamenti dell’origine delle specie; Autobiografia
Introduzioni di Pino Cacucci, Giuseppe Montalenti, Pietro Omodeo e Luca Pavolini
Traduzioni di C. Balducci, M. Di Castro, P. Fiorentini, M. Migliucci, L. Pavolini e A. Santilli.
Edizioni integrali
L’idea che gli esseri viventi abbiano trovato origine in forme elementari primordiali, dalle quali si sarebbero poi sviluppate per gradi le specie attuali, si ritrova già accennata nella storia del pensiero dai Greci in poi: ma solo con Charles Darwin questa intuizione raggiunge una struttura sistematica e una fisionomia definita. Sulla base d’un numero imponente di dati, osservazioni, raffronti sulla flora e la fauna di differenti latitudini, il giovane naturalista inglese giunse, verso la metà del secolo XIX, a conclusioni sconvolgenti, rivoluzionarie circa l’origine della vita. La pubblicazione, nel 1859, dell’Origine delle specie, che raccoglieva i risultati delle sue ricerche, procurò a Darwin la notorietà, la gloria, e il biasimo a un tempo. Il successo editoriale fu prodigioso, la prima edizione (oltre mille esemplari) fu esaurita in un giorno. Con quest’opera rigorosa e straordinaria, Darwin scardinava la tradizione biblica della creazione del mondo, introducendo il concetto di una lenta evoluzione delle specie animali e vegetali da antenati profondamente diversi.
In questo volume sono riuniti, oltre ai due testi fondamentali per la teoria dell’evoluzionismo (L’origine delle specie e L’origine dell’uomo e la selezione sessuale), Viaggio di un naturalista intorno al mondo, diario del viaggio che Darwin nel 1831 intraprese a bordo del brigantino Beagle e durante il quale, osservando e raccogliendo specie animali e vegetali ancora sconosciute, iniziò a formulare le sue teorie; i saggi, gli abbozzi e le comunicazioni che precedettero la pubblicazione della sua prima opera e l’Autobiografia, scritta da Darwin per i figli e che proprio il figlio scienziato Francis fece pubblicare nel 1887.
Charles Darwin
nacque nel 1809 a Shrewsbury da una famiglia legata per tradizione professionale alle scienze naturali. Studiò medicina a Edimburgo e teologia a Cambridge, finché nel 1831, superando le resistenze del padre, riuscì a imbarcarsi come naturalista a bordo del Beagle per un viaggio durato cinque anni che costituì l’avvenimento più importante della sua formazione. Nel 1838 la lettura del Saggio sui principi della popolazione di Malthus gli fornì l’idea per quella teoria della «selezione naturale» che tanto peso avrebbe avuto sul pensiero scientifico e filosofico. Morì nel 1882. La Newton Compton ha pubblicato L’origine delle specie, L’origine dell’uomo e la selezione sessuale; L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali; Viaggio di un naturalista intorno al mondo e il volume unico L’origine delle specie, L’origine dell’uomo e altri scritti sull’evoluzione.

L’Occhio Della Fenice

Paul Janson ha cambiato vita. Smessi i panni di agente operativo, ha votato la sua esistenza a un obiettivo ambizioso: rendere il mondo un posto migliore. Insieme alla socia (e amante) Jessica Kincaid, tiratrice scelta dalla mira infallibile, gestisce una società che permette agli ex colleghi di costruirsi una vita “normale” al di fuori dei servizi segreti. Ma quello di Janson non è semplice buon cuore: i suoi clienti costituiscono la chiave di accesso a una rete di contatti strategici indispensabile ogni volta che Paul e Jessica decidono di rientrare in azione. Accettando di provare a risolvere le crisi internazionali più spinose, a condizione che chi li paga stia dalla parte dei “buoni” e sia pronto a seguire tre regole fondamentali: 1) niente tortura 2) zero vittime civili 3) uccidi solo se in pericolo di vita. Ma quando Janson viene contattato per salvare un medico americano prigioniero di un brutale dittatore, scopre che, di fronte ai mutevoli e intricati scenari del mondo di oggi, la missione più difficile è stabilire se davvero stai dalla parte giusta.

L’Ispettore Generale

Dostoevskij affermerà, riferendosi alla propria generazione di intellettuali e narratori: “Siamo tutti usciti da Il cappotto di Gogol’”. In effetti, col senno di poi, è difficile negare a Gogol’ il ruolo di ispiratore principale di gran parte della letteratura russa (e non solo) a lui successiva. Il suo senso del grottesco, mai fine a se stesso e sempre indirizzato a una rappresentazione deformata e per questo iperrealistica della verità, è diventato un faro letterario la cui luce si è espansa ben oltre i confini della madrepatria. La produzione teatrale, spesso messa in ombra dalla fama delle Anime morte e del Cappotto, è una parte fondamentale del lascito di Gogol’. In questo volume una grande traduttrice e studiosa come Serena Prina ci permette di avvicinarci al meglio a questi capolavori dell’arte drammatica e della letteratura russa.

L’irlandese

Sono molte le ombre nell’esistenza di Don Juan Corraya, governatore di Portobello: un inconfessabile segreto da cui dipende la sua stessa vita, un rimorso che non ha mai smesso di torturarlo, e un debito che non potrà mai ripagare. Soprannominato “Spagnolo Rosso” per il colore dei suoi capelli, è uno degli uomini più potenti e chiacchierati delle colonie spagnole, famoso per le sue ardite imprese in mare e per l’odio sviscerato nei confronti dei pirati. Quando si presenta a casa della giovane Alma De Castillo per reclamarla in moglie, la fanciulla cade nella disperazione. Come può sposare questo sconosciuto, freddo e spietato, quando il suo cuore batte solo per il capitano Quintano, l’uomo a cui è promessa? Il suo futuro sposo è partito per la giungla, e lei sta attendendo con ansia il suo ritorno. Che ne sarà di lei e della creatura che porta in grembo, frutto di un’unica notte d’amore rubata?
Azione, adrenalina e sensualità: approda in libreria il quarto volume della Saga del Mar dei Caraibi. **
### Sinossi
Sono molte le ombre nell’esistenza di Don Juan Corraya, governatore di Portobello: un inconfessabile segreto da cui dipende la sua stessa vita, un rimorso che non ha mai smesso di torturarlo, e un debito che non potrà mai ripagare. Soprannominato “Spagnolo Rosso” per il colore dei suoi capelli, è uno degli uomini più potenti e chiacchierati delle colonie spagnole, famoso per le sue ardite imprese in mare e per l’odio sviscerato nei confronti dei pirati. Quando si presenta a casa della giovane Alma De Castillo per reclamarla in moglie, la fanciulla cade nella disperazione. Come può sposare questo sconosciuto, freddo e spietato, quando il suo cuore batte solo per il capitano Quintano, l’uomo a cui è promessa? Il suo futuro sposo è partito per la giungla, e lei sta attendendo con ansia il suo ritorno. Che ne sarà di lei e della creatura che porta in grembo, frutto di un’unica notte d’amore rubata?
Azione, adrenalina e sensualità: approda in libreria il quarto volume della Saga del Mar dei Caraibi.

L’inquisizione a Venezia

Basandosi su verbali dei processi portati davanti al tribunale dell’Inquisizione nella Venezia del Cinque e Seicento, Riccardo Calimani ci offre un ampio panorama storico e penetranti osservazioni teoriche sul fenomeno inquisitoriale, che per secoli coinvolse buona parte dei paesi europei, compresa la Serenissima Repubblica, che pure si distinse nei momenti più bui della storia per lo spirito libertario e laico che la pervadeva. Dalla sua narrazione emerge un quadro sofferto e vivido, insieme drammatico e grottesco, dei rapporti con l’Inquisizione – e più in generale, con la comunità veneziana – dei vari personaggi eterodossi, alchimisti, maghi, astrologi ma soprattutto eretici, ebrei e marrani, da sempre categorie scomode e “sospette”, periodicamente vittime delle ondate di intolleranza che hanno attraversato la nostra storia.

L’inganno delle religioni

Le religioni promettono pace e piena realizzazione dell’umanità; molte persino una vita ultraterrena. Eppure, una lunga scia di sangue ne segna la storia. Il loro grande inganno è stato mettere l’uomo in conflitto con la sua stessa natura, separando materia e spirito, e la pretesa di controllare la sessualità ha favorito la manipolazione di pensieri e comportamenti. Esistono però, lontane da dogmi e prescrizioni, linee di ricerca spirituale che propongono visioni rispettose del valore degli esseri viventi e dell’ambiente. Le tradizioni aborigene ci descrivono come esseri complessi e affascinanti, multidimensionali e connessi all’intero universo. L’antica filosofia indiana e la fisica contemporanea, pur così lontane nel tempo, convengono nell’affermare che osservando la realtà la possiamo modificare. Con “L’inganno delle religioni” Francesco Cavalli-Sforza ci invita a liberarci dalle fedi e ad esplorare la pienezza della natura umana. **

L’Infermiera Di Hitler

**Un’autrice bestseller di USA Today**
Germania, 1944. Prelevata dal campo di concentramento in cui era prigioniera, Anke Hoff non ha idea del destino che la attende. Quando le viene ordinato di assistere, come ostetrica, qualcuno molto vicino a Hitler è costretta ad accettare: in caso contrario tutta la sua famiglia verrebbe uccisa. Nonostante l’odio per il regime che ha perseguitato lei e i suoi cari, Anke dovrà fare del suo meglio per prendersi cura della misteriosa donna e del bambino che porta in grembo, la cui vita è legata a doppio filo alla sua. Ma nel rifugio di Berghof, la residenza segreta del Führer tra le Alpi bavaresi, niente è come sembra. Molte delle persone lì presenti, infatti, sono sottoposte allo stesso ricatto di Anke. E affezionarsi a uno di loro potrebbe complicare ancora di più le cose, mettendola davanti a una scelta impossibile da compiere. L’amore può sopravvivere agli orrori di una guerra?
**Quando Anke Hoff è condotta sotto ricatto nella residenza segreta di Adolf Hitler non immagina quale destino la attende…**
«Un esordio potente che emoziona.»
**Kate Quinn, autrice bestseller del «New York Times»**
«Incredibilmente toccante, straziante ma necessario. Non riuscivo a smettere di leggerlo.»
**Katie Fforde**
«Una storia affascinante che mi ha fatto dimenticare la finzione letteraria!»
**Kitty Neale**
**Mandy Robotham**
Ha due passioni: la scrittura e i bambini. Per questo è diventata un’ostetrica e ha completato un master in scrittura creativa alla Oxford Brookes University. Con questo romanzo ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica. **
### Sinossi
**Un’autrice bestseller di USA Today**
Germania, 1944. Prelevata dal campo di concentramento in cui era prigioniera, Anke Hoff non ha idea del destino che la attende. Quando le viene ordinato di assistere, come ostetrica, qualcuno molto vicino a Hitler è costretta ad accettare: in caso contrario tutta la sua famiglia verrebbe uccisa. Nonostante l’odio per il regime che ha perseguitato lei e i suoi cari, Anke dovrà fare del suo meglio per prendersi cura della misteriosa donna e del bambino che porta in grembo, la cui vita è legata a doppio filo alla sua. Ma nel rifugio di Berghof, la residenza segreta del Führer tra le Alpi bavaresi, niente è come sembra. Molte delle persone lì presenti, infatti, sono sottoposte allo stesso ricatto di Anke. E affezionarsi a uno di loro potrebbe complicare ancora di più le cose, mettendola davanti a una scelta impossibile da compiere. L’amore può sopravvivere agli orrori di una guerra?
**Quando Anke Hoff è condotta sotto ricatto nella residenza segreta di Adolf Hitler non immagina quale destino la attende…**
«Un esordio potente che emoziona.»
**Kate Quinn, autrice bestseller del «New York Times»**
«Incredibilmente toccante, straziante ma necessario. Non riuscivo a smettere di leggerlo.»
**Katie Fforde**
«Una storia affascinante che mi ha fatto dimenticare la finzione letteraria!»
**Kitty Neale**
**Mandy Robotham**
Ha due passioni: la scrittura e i bambini. Per questo è diventata un’ostetrica e ha completato un master in scrittura creativa alla Oxford Brookes University. Con questo romanzo ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica.

L’Indifferenza Dell’assassino

Maurizio Cucchi si imbatte nel protagonista di questo libro mentre un giorno passeggia in via Nerino, nel cuore antico di Milano. Davanti alle sue scarpe vede una specie di sbocco: un budello talmente angusto da essere chiamato, in altri tempi, Stretta. Incuriosito dalla bellezza sinistra del vicolo, viene a sapere che lì aveva il suo «laboratorio» – uno stanzino da fiaba dell’orrore – il famigerato Antonio Boggia, molto noto nell’Italia appena unita per i suoi efferati delitti. Uno strano destino, a cui inizialmente l’autore cerca di sfuggire, lo spinge sulle tracce dello scellerato: un serial killer, il primo della storia italiana, che otteneva la fiducia delle sue vittime e poi le uccideva per incamerare i loro beni. Ma quel destino, man mano ci si addentra nelle pagine del romanzo, appare tutt’altro che strano. Ridando vita alla vicenda del Boggia, Maurizio Cucchi compie una nuova «traversata» dentro una mente criminale, oltre che nella Milano tante volte descritta nei suoi versi e nelle sue prose. E il suo viaggio narrativo diventa l’occasione per riflettere sulla «disumanità dell’umano» e insieme su un secolo, l’Ottocento, che del nostro mondo è il confine e l’origine. **
### Sinossi
Maurizio Cucchi si imbatte nel protagonista di questo libro mentre un giorno passeggia in via Nerino, nel cuore antico di Milano. Davanti alle sue scarpe vede una specie di sbocco: un budello talmente angusto da essere chiamato, in altri tempi, Stretta. Incuriosito dalla bellezza sinistra del vicolo, viene a sapere che lì aveva il suo «laboratorio» – uno stanzino da fiaba dell’orrore – il famigerato Antonio Boggia, molto noto nell’Italia appena unita per i suoi efferati delitti. Uno strano destino, a cui inizialmente l’autore cerca di sfuggire, lo spinge sulle tracce dello scellerato: un serial killer, il primo della storia italiana, che otteneva la fiducia delle sue vittime e poi le uccideva per incamerare i loro beni. Ma quel destino, man mano ci si addentra nelle pagine del romanzo, appare tutt’altro che strano. Ridando vita alla vicenda del Boggia, Maurizio Cucchi compie una nuova «traversata» dentro una mente criminale, oltre che nella Milano tante volte descritta nei suoi versi e nelle sue prose. E il suo viaggio narrativo diventa l’occasione per riflettere sulla «disumanità dell’umano» e insieme su un secolo, l’Ottocento, che del nostro mondo è il confine e l’origine.

L’incontro e il caso. Narrazioni moderne e destino dell’uomo occidentale

L’incontro tra Ulisse e Nausicaa, quello tra Leopold Bloom e Gerty MacDowell, l’incontro di Lucia con l’Innominato e quello tra Emilio e Angiolina, in Svevo: nelle narrazioni di ogni genere e tempo l’incontro non è solo tema molto vitale dell’intreccio ma anche artificio della trama, contenuto e forma. Se i personaggi di Balzac e Manzoni vivono gli incontri come momenti decisivi dell’esistenza, desiderati, programmati o indotti, nel modernismo europeo e in buona parte della successiva letteratura del Novecento, con il prevalere di un senso di caos e incontrollabile casualità, la fecondità narrativa dell’incontro si ‘svuota’. Non più effetto di azioni consapevoli, si stempera nella gamma intangibile degli incontri mancati, sostituiti o impossibili, faccia a faccia perturbante con una imprendibile alterità, o prodotto di inconfessabili pulsioni. Dietro l’incontro interpersonale si percepisce, in filigrana, la condizione dello scrittore e il suo rapporto incerto e problematico con la realtà. Da Manzoni a Joyce, da Flaubert a Proust, da Maupassant a Svevo, Pirandello e Kafka, Romano Luperini guida il lettore in una suggestiva e densa indagine alle radici della rappresentazione letteraria del motore capriccioso che governa l’esistenza. **

L’impronta dell’assassino

Conseguenze nefaste possono derivare da un gesto impulsivo come lanciare un paio di scarpe dalla finestra per zittire dei gatti rumorosi: Tom Quinn se ne accorgerà quando le impronte di quelle scarpe saranno rilevate sulla scena di un delitto. Invece il signor Stapp, ossessionato dal proposito di uccidere la moglie con un’ingegnosa trappola esplosiva, vedrà il piano omicida ritorcerglisi contro. E che dire di Brains Donleavy, il cui alibi perfetto non lo proteggerà dai beffardi capricci della sorte? Quinn il contabile, Stapp l’orologiaio, Donleavy il gangster e altri ancora scopriranno, nei loro appuntamenti in nero con un destino atrocemente beffardo, che in questa nostra piccola vita senza speranza niente va mai come dovrebbe. Ogni cosa si rivolta contro di noi, fino all’ineluttabile conclusione.

L’Impero Del Cotone

Il cotone è stato il primo prodotto attraverso il quale è stata avviata la costituzione di un’economia globalizzata e il mondo ha assunto, pur tra metamorfosi e trasformazioni ancora in corso, la forma che ancora oggi possiede. Ben prima dell’avvento della produzione con le macchine nel 1780, imprenditori europei e potenti uomini politici ridisegnarono l’industria manifatturiera mondiale, la cui espansione imperialista poggiava sullo sfruttamento inumano degli schiavi nelle piantagioni e degli operai nelle fabbriche. In apparenza, il volume si propone come una storia, dalle origini ai giorni nostri, del prodotto piú importante del XVIII e del XIX secolo: la sua produzione, trasformazione, circolazione. In realtà, attraverso il prisma del cotone, è del capitalismo industriale che Sven Beckert vuole tracciare la storia globale, nelle sue dimensioni e componenti fondamentali, non solo economiche e tecnologiche, ma anche sociali, giuridiche, politiche. E il cotone può legittimamente assurgere al ruolo di prisma, poiché è proprio a partire da esso che il capitalismo industriale è nato. Beckert definisce «capitalismo di guerra» l’insieme dei processi di insediamento imperialista, conquista coloniale, espropriazione della terra, sfruttamento intensivo di forza lavoro schiavistica, che consentiranno al Regno Unito di controllare, già nei primi decenni del XIX secolo, il mercato mondiale del cotone. In seguito, dopo la Guerra di secessione del 1861-65, sarà il turno degli Stati Uniti. Fino all’apparizione di nuovi grandi protagonisti su scala globale, come la Cina, la cui egemonia sembra provenire dall’applicazione dei medesimi meccanismi, ma questa volta all’interno del paese e nel resto del Sudest asiatico.

L’Imitazione Di Cristo

Dopo la Bibbia è il secondo libro più letto e infatti, nessuna parola umana è tanto vicina alla Parola di Dio quanto “L’imitazione di Cristo”: un libro affascinante, austero e gioioso insieme, fiore e frutto dell’intensa spiritualità dei monaci del Medioevo che, dopo aver assimilato nella contemplazione gli insegnamenti del Vangelo, scendevano tra la gente a condividerne la vita e ad insaporirla di sapienza cristiana. L’Imitazione d Cristo ha il grande merito di essere una traccia di ascesi cristiana profonda, spontanea, attentissima al quotidiano dell’uomo, ma soprattutto semplice e per quanto veramente traccia “comune” per ogni cristiano, ma non solo, che vi può trovare consolazione, pace, serenità in ogni sua situazione.

L’evangelo come mi è stato rivelato

“L’evangelo come mi è stato rivelato” è un’opera in 10 volumi che narra la nascita e l’infanzia della Vergine Maria e del figlio suo Gesù, i tre anni della vita pubblica di Gesù (che ne costituiscono la parte più ampia), la sua passione, morte, resurrezione e ascensione, i primordi della Chiesa e l’assunzione di Maria. L’opera descrive paesaggi, ambienti, persone, eventi, con la vivezza di una rappresentazione; presenta caratteri e situazioni, espone gioie e drammi con il sentimento di chi vi partecipa realmente; informa su caratteristiche ambientali, usanze, riti, culture. Questo primo volume tratta della nascita e vita di Maria e di Gesù e del primo anno della vita pubblica di Gesù.
Tipo di rilegatura: Brossura fresata **

L’Europa senza ebrei: L’antisemitismo e il tradimento dell’Occidente

Ebrei uccisi o costretti a lasciare la Francia, zone in cui non sono «graditi» in Germania, simboli ebraici che scompaiono in Olanda e in Belgio, bombe molotov contro le scuole ebraiche in Svezia… È la triste realtà di un antisemitismo che è tornato a infuriare, frutto dell’islamizzazione e di altri estremismi nati dall’odio che serpeggia nel Vecchio Continente. Gli ebrei hanno ancora un futuro in quell’Europa che tanto deve loro, ma che fu anche teatro della Shoah?
Giulio Meotti ha cercato di rispondere a questo interrogativo realizzando un’inchiesta in cui alla cronaca si affiancano interviste esclusive allo storico Georges Bensoussan, al fondatore dell’Ufficio di vigilanza contro l’antisemitismo di Parigi Sammy Ghozlan, allo scrittore olandese Leon de Winter, al sociologo Danny Trom, al semiologo Ugo Volli, all’attivista svedese Annika Hernroth-Rothstein, alla studiosa tedesca Elvira Groezinger e altri.
Una cosa è certa: senza gli ebrei, l’Europa che conosciamo sarà finita. **
### Sinossi
Ebrei uccisi o costretti a lasciare la Francia, zone in cui non sono «graditi» in Germania, simboli ebraici che scompaiono in Olanda e in Belgio, bombe molotov contro le scuole ebraiche in Svezia… È la triste realtà di un antisemitismo che è tornato a infuriare, frutto dell’islamizzazione e di altri estremismi nati dall’odio che serpeggia nel Vecchio Continente. Gli ebrei hanno ancora un futuro in quell’Europa che tanto deve loro, ma che fu anche teatro della Shoah?
Giulio Meotti ha cercato di rispondere a questo interrogativo realizzando un’inchiesta in cui alla cronaca si affiancano interviste esclusive allo storico Georges Bensoussan, al fondatore dell’Ufficio di vigilanza contro l’antisemitismo di Parigi Sammy Ghozlan, allo scrittore olandese Leon de Winter, al sociologo Danny Trom, al semiologo Ugo Volli, all’attivista svedese Annika Hernroth-Rothstein, alla studiosa tedesca Elvira Groezinger e altri.
Una cosa è certa: senza gli ebrei, l’Europa che conosciamo sarà finita.

L’età dell’oro

Sullo sfondo della disastrosa rovina della piccola industria italiana, spentasi rapidamente e in silenzio nel disinteresse di una nazione senza più anima, Ivo Barrocciai, industriale tessile fallito, viene aggredito dalla notizia di essere ormai preda di un male incurabile e silenzioso, e invece di lasciarsi morire a poco a poco come morì la sua “ditta”, si lancia pieno di entusiasmo nell’ultima impresa della sua vita: usare le tecniche di fecondazione artificiale per avere un figlio da Caterina, una ragazza di bellezza formidabile rinchiusa in una clinica psichiatrica dopo essere diventata, suo malgrado, una specie di pornostar internettiana quando il suo ragazzo mise in rete i loro incontri amorosi, dopo essere stato lasciato. La ricerca del perduto ma “gagliardo sperma di cinquantenne” di Ivo si dipana in un mosaico di vertiginose sovrapposizioni temporali, ricordi e flashback, in cui si ripercorrono le tempestose vicende sentimentali della sua giovinezza, i trionfi e le débâcle dell’età matura, l’ascesa travolgente e il declino inesorabile della “ditta” fondata dal padre, mentre la sua storia personale si eleva a metafora del fallimento delle speranze degli italiani, prima illusi e poi traditi da uno sviluppo industriale tanto vertiginoso quanto irrazionale. Comico e lirico, il romanzo di Edoardo Nesi è il viaggio nella coscienza di un personaggio indimenticabile, perdutamente innamorato della vita e delle belle donne: il racconto degli ultimi giorni di un antieroe moderno in cui si rincorrono gli echi della perduta Età dell’Oro e un presente nel quale è impossibile riconoscersi, se non per apprezzarne gli ultimi sussulti di bellezza e felicità. **
### Sinossi
Sullo sfondo della disastrosa rovina della piccola industria italiana, spentasi rapidamente e in silenzio nel disinteresse di una nazione senza più anima, Ivo Barrocciai, industriale tessile fallito, viene aggredito dalla notizia di essere ormai preda di un male incurabile e silenzioso, e invece di lasciarsi morire a poco a poco come morì la sua “ditta”, si lancia pieno di entusiasmo nell’ultima impresa della sua vita: usare le tecniche di fecondazione artificiale per avere un figlio da Caterina, una ragazza di bellezza formidabile rinchiusa in una clinica psichiatrica dopo essere diventata, suo malgrado, una specie di pornostar internettiana quando il suo ragazzo mise in rete i loro incontri amorosi, dopo essere stato lasciato. La ricerca del perduto ma “gagliardo sperma di cinquantenne” di Ivo si dipana in un mosaico di vertiginose sovrapposizioni temporali, ricordi e flashback, in cui si ripercorrono le tempestose vicende sentimentali della sua giovinezza, i trionfi e le débâcle dell’età matura, l’ascesa travolgente e il declino inesorabile della “ditta” fondata dal padre, mentre la sua storia personale si eleva a metafora del fallimento delle speranze degli italiani, prima illusi e poi traditi da uno sviluppo industriale tanto vertiginoso quanto irrazionale. Comico e lirico, il romanzo di Edoardo Nesi è il viaggio nella coscienza di un personaggio indimenticabile, perdutamente innamorato della vita e delle belle donne: il racconto degli ultimi giorni di un antieroe moderno in cui si rincorrono gli echi della perduta Età dell’Oro e un presente nel quale è impossibile riconoscersi, se non per apprezzarne gli ultimi sussulti di bellezza e felicità.
### Descrizione
2010\. Ivo Barrocciai, industriale fallito, scopre di avere un cancro. Caterina è una ragazzina esaurita perché il suo fidanzato ha pubblicato su Internet un video che li ritraeva in intimità. I due partono insieme perché Ivo vuole recuperare il suo sperma, congelato nel corso dei tentativi di avere un figlio con la ex moglie. Vorrebbe ingravidare Caterina e in cambio le darebbe il ricavato della vendita all’asta di una testina di bascon salvata dal fallimento. I due procedono come in un sogno in cui passato e presente si mischiano, raccontando il declino italiano e l’età dell’oro, un passato che non può più tornare. Un passato individuale, ma anche collettivo che assomma tutte le speranze degli italiani traditi dalla crescita industriale.