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Dove gli uomini diventano eroi

È facile comprendere perché Jon Krakauer sia rimasto affascinato dalla figura di Pat Tillman al punto da dedicargli un libro: al pari di Chris McCandless, protagonista di Nelle terre estreme, Pat Tillman è un giovane eroe moderno, un idealista, un anticonformista, una figura avventurosa e tragica. Campione di football, a poco più di vent’anni firma un contratto da tre milioni e seicento dollari, ha i capelli lunghi, gira in bicicletta e rifiuta il telefonino. A otto mesi dall’attentato dell’undici settembre, fa la scelta della vita: si arruola nei Rangers e parte per l’Iraq. Vuole difendere il suo Paese. Lo fa ma un distacco critico dalle scelte politiche e strategiche di Bush. Dopo l’Iraq, viene mandato in Afghanistan, dove muore, a ventisette anni, ucciso da fuoco amico. Su di lui fioriranno leggende, la propaganda se ne impadronirà mettendo a tacere le reali circostanze della sua morte. Attraverso diari, lettere, interviste agli amici e ai famigliari, Krakauer indaga su una figura così complessa e sorprendente e offre al lettore un mosaico sfaccettato e straordinariamente ricco di un ragazzo che nella vita cercava qualcosa di diverso, di profondo, forse di incomprensibile…
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Dove gli angeli esitano. Verso un’epistemologia del sacro

«Il bello e il brutto, il letterale e il metaforico, il sano e il folle, il comico e il serio… perfino l’amore e l’odio, sono tutti temi che oggi la scienza evita. Ma tra pochi anni, quando la spaccatura fra i problemi della mente e i problemi della natura cesserà di essere un fattore determinante di ciò su cui è impossibile riflettere, essi diventeranno accessibili al pensiero formale. Oggi la maggior parte di questi temi sono inaccessibili e gli scienziati, anche gli antropologi e gli psichiatri, li evitano, e per ottime ragioni. I miei colleghi e io non siamo ancora in grado di indagare su temi tanto delicati. Siamo appesantiti da errori come quelli che ho menzionato e, come gli angeli, dobbiamo esitare a metter piede in queste regioni, ma non per sempre». *Non per sempre*: con questo libro, che è in certo modo il suo testamento, Bateson volle appunto avventurarsi «con circospezione e cautela su quel terreno “dove gli angeli esitano a metter piede”». La figlia Mary Catherine, collaboratrice del padre e qui coautrice, ha indicato in breve attraverso quale processo Bateson sia giunto a questa sua indagine: «Gregory si era via via reso conto che l’unità della natura da lui asserita in *Mente e natura* era comprensibile forse solo attraverso il genere di metafore cui ci ha abituato la religione, e capì anzi di essere ormai prossimo a quella dimensione integrale dell’esperienza cui dava il nome di *sacro*. Era un terreno al quale si avvicinava con grande trepidazione, sia perché era cresciuto in un ambiente familiare rigorosamente ateo sia perché ravvisava nella religione un potenziale di manipolazione, oscurantismo e divisione. Spesso è la parola stessa *religione* a scatenare da sola i fraintendimenti. Il titolo del libro esprime quindi, tra l’altro, la sua esitazione davanti a interrogativi che egli sentiva essere nuovi, perché se da un lato derivano e dipendono dal suo lavoro precedente, dall’altro richiedono una saggezza diversa e un diverso coraggio». Insofferente di ogni forma accademica, e anche di quella austera della comunicazione scientifica, Bateson sente qui chiaramente l’urgenza di raggiungere quello che egli chiamava «lo scheletro della verità». Perciò si abbandona a una forma che si avvicina a quella del monologo o della meditazione, qua e là interrotti da alcuni «metaloghi», messi insieme da Mary Catherine. Ancora una volta, Bateson ci dà la prova in questo libro che la sua missione non era quella di mettere a posto le cose, ma di scompaginarle, e di obbligarci a ripensarle. E, ancora una volta, troveremo qui illuminato il suo grande, ineludibile tema centrale: «pensare in modo sistematico al processo mentale come processo distinto dalle semplici sequenze fisiche o meccanicistiche, senza tuttavia dover pensare a due “sostanze” separate». *Dove gli angeli esitano* è apparso per la prima volta nel 1987.

Dov’è finita Audrey?

Audrey ha 14 anni ed è da tempo che non esce più di casa. Qualcosa di brutto è successo a scuola, un episodio di bullismo che l’ha profondamente segnata e ora lei è in terapia per rimettersi da gravi attacchi d’ansia e panico che non le permettono di avere contatti con il mondo esterno. Per questo indossa perennemente dei grandi occhiali scuri, il suo modo di proteggersi e sfuggire al rapporto con gli altri. Il fratello invece è un simpatico ragazzino ossessionato dai videogiochi che, con grande disperazione della madre nevrotica, non si stacca un attimo dal suo computer e dal suo amico Linus che condivide la sua stessa mania. Ma quando Audrey incontra Linus nasce in lei qualcosa di diverso… deve poter trovare un modo per comunicargli le sue emozioni e le sue paure. Sarà questa scintilla romantica ad aiutare non solo lei, ma la sua intera famiglia scombinata. *Dov’è finita Audrey?* è un romanzo caratterizzato da una grande empatia in cui si ride tanto e ci si commuove e in cui Sophie Kinsella riesce magistralmente a alternare momenti di puro humour a momenti più seri e teneri con grandissima sensibilità.
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### Sinossi
Audrey ha 14 anni ed è da tempo che non esce più di casa. Qualcosa di brutto è successo a scuola, un episodio di bullismo che l’ha profondamente segnata e ora lei è in terapia per rimettersi da gravi attacchi d’ansia e panico che non le permettono di avere contatti con il mondo esterno. Per questo indossa perennemente dei grandi occhiali scuri, il suo modo di proteggersi e sfuggire al rapporto con gli altri. Il fratello invece è un simpatico ragazzino ossessionato dai videogiochi che, con grande disperazione della madre nevrotica, non si stacca un attimo dal suo computer e dal suo amico Linus che condivide la sua stessa mania. Ma quando Audrey incontra Linus nasce in lei qualcosa di diverso… deve poter trovare un modo per comunicargli le sue emozioni e le sue paure. Sarà questa scintilla romantica ad aiutare non solo lei, ma la sua intera famiglia scombinata. *Dov’è finita Audrey?* è un romanzo caratterizzato da una grande empatia in cui si ride tanto e ci si commuove e in cui Sophie Kinsella riesce magistralmente a alternare momenti di puro humour a momenti più seri e teneri con grandissima sensibilità.
### Dalla quarta di copertina
Dov’è finita Audrey? è un romanzo caratterizzato da una grande empatia in cui si ride e ci si commuove. Sophie Kinsella riesce ad alternare momenti di puro humour ad altri più seri e teneri con grandissima sensibilità, raccontando il percorso verso la guarigione di una fantastica e coraggiosa ragazzina e parlando al cuore di tutti.

Il dottor Živago

Quando, nel 1957, l’intuizione e il coraggio della casa editrice Feltrinelli portarono alla pubblicazione de Il dottor Živago, Boris Pasternak era consapevole delle conseguenze che ciò avrebbe avuto sulla sua vita e su quella dei suoi cari: da un lato la realizzazione di un progetto artistico che l’avrebbe condotto al Nobel e alla fama mondiale, dall’altra l’espulsione dall’Unione degli Scrittori, una violenta campagna denigratoria e la morte civile. A sessant’anni di distanza il romanzo resta una straordinaria riflessione sul destino di una generazione passata attraverso due rivoluzioni e approdata a una faticosa sopravvivenza sotto il regime sovietico. Da autentico poeta, Pasternak intrecciò alla grande Storia la storia dei suoi personaggi, l’amore tra Jurij e Lara, l’incrociarsi e lo smarrirsi dei destini in un’epoca inquieta, e nel suo ragionare dolente sulle trasformazioni della terra e della parola russa alla fine arrivò ad affermare la vittoria della lingua della poesia. S.P.

(source: Bol.com)

Dottor Gräsler medico termale

Un medico termale, uomo senza qualità, lavora d’inverno in Ungheria e in estate alle Canarie. Dopo il suicidio dell’amata sorella, smarrito e tormentato, esita nell’amore per tre donne.

Il Dottor Futuro

Intitolato originariamente Time Pawn (e cioè “Pedina temporale”), questo romanzo di Philip K. Dick era assente da troppi anni dal mercato italiano perché non si sentisse il bisogno di ripubblicarlo e ritradurlo. Ecco quindi, in nuova versione, la storia tragica e assurda di un medico americano del Duemila che viene trasportato in un futuro ancora più caotico e lontano, dove è costretto a entrare nelle maglie di un complotto teso a cambiare il tempo e a rischiare la vita in modo non sempre dignitoso.
Copertina di Marco Patrito

Il dottor Faust

Il Dottor Faust racconta la drammatica vicenda di un giovane uomo con brame di onnipotenza, che desidera a tutti i costi, al punto di stipulare un patto di sangue con il demonio, al quale vende la sua anima in cambio di 24 anni di potere illimitato. In questo famosissimo dramma di Christopher Marlowe si alternano autentici momenti di terrore, ad altri goliardici, fino a punto di essere comici. La vicenda tuttavia si conclude tragicamente, con la morte e la dannazione eterna di Faust. Un ebook ideale. per una tranquilla serata ad altissima tensione. Buona lettura!
(source: Bol.com)

Dossier Freud. L’invenzione della leggenda psicoanalitica

I trionfi, si sa, non sono accidentali. E che la psicoanalisi freudiana abbia trionfato nel Novecento è fuori di dubbio. È riuscita a spodestare paradigmi epistemici rivali, ha rivoluzionato metodi di cura, ha eretto potenti istituzioni a baluardo del proprio sapere, ha pervaso capillarmente la cultura di un’epoca. Ma fu vera gloria? Se lo chiedono Mikkel Borch-Jacobsen e Sonu Shamdasani in un saggio fremente come una requisitoria e dettagliato come un faldone giudiziario. Porsi la domanda è il primo passo per istruire il procedimento d’accusa. Imputata principale, la macchina mitopoietica che ha edificato la leggenda freudiana. A giudizio di Borch-Jacobsen e Shamdasani l’impresa, orchestrata dallo stesso padre fondatore, non avrebbe assunto quell’imponenza senza la concertazione tra eredi di Freud e generazioni di allievi, attenti a presidiare il presente ostacolando l’accesso alle carte del passato, e abili nel riformattare dottrine e nel patologizzare il dissenso. Attraverso un minuzioso apparato di controllo, la compagine freudiana avrebbe dunque fatto quadrato attorno al lascito di Freud, fino a secretarne gli archivi. Le singole mosse vengono qui ricostruite con rigore documentale: l'”eroica” autocanonizzazione di Freud tra i grandi della scienza; l’avocazione alla psicoanalisi degli eventi psichici, la delegittimazione degli avversari; la politica di indisponibilità delle fonti, che ne ha trasformato la custodia in archiviazione tombale.
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Dora Bruder

Mentre sta scorrendo vecchi numeri del quotidiano parigino “Paris-Soir, Patrick Modiano si sofferma su un breve trafiletto, datato 31 dicembre 1941: due genitori chiedono notizia della loro figlia quindicenne, Dora. Mosso da una curiosità che diventa ben presto un profondo coinvolgimento emotivo, Modiano tenta di ripercorrere le vicende della ragazza, dal momento della scomparsa sino a quando, otto mesi dopo, il suo nome ricomparirà, insieme con quello del padre, in una lista di deportati su un convoglio per Auschwitz.
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Doppio nodo

In questo thriller psicologico, Joyce Carol Oates costruisce un intreccio serrato intorno alla figura di un serial killer e alle persone che vengono colpite, e trasformate, dai suoi crimini. Persone come Matt McBride. Matt aveva appena finito la scuola superiore quando il corpo mutilato della prima vittima, un’adolescente molto popolare, venne scoperto ai margini dei Pine Barrens, nel New Jersey. Anche se la conosceva appena, Matt aveva provato da allora un profondo senso di colpa per non essere riuscito a impedire quella atrocità.. Ora, un’altra giovane donna è scomparsa, e Matt conosce anche lei. E forse, anche più intimamente di quanto non sia disposto ad ammettere. A poco a poco, viene sopraffatto da un’ossessione che non riesce né a comprendere né a controllare. Il suo matrimonio, in apparenza felice, inizia a vacillare, mentre il suo strano comportamento gli attira i sospetti della polizia… Incatenato al mistero della donna scomparsa, Matt percorrerà il labirinto dei suoi ricordi sino a confrontarsi non solo con il terribile assassino, ma anche con la sua coscienza sepolta. L’autrice ha pubblicato questo romanzo utilizzando lo pseudonimo di Rosamond Smith.

(source: Bol.com)

Doppio delitto al Miramare: Le indagini del commissario Berté

**NOME**: Gigi
**COGNOME**: Berté
**CAPIGLIATURA**: già brizzolata
**TAGLIA**: (troppo) large
**PENSIERO**: sottile
**INTELLIGENZA**: spessa
**PIANTA PREFERITA**: paulonia
**PUNTUALITÀ**: lombarda
**GELOSIA**: calabra
**VIZIO CHE NON HA PIÙ**: fumo
**VIZIO CHE HA SEMPRE**: mangiare molto
**INSOFFERENZA 1**: locali affollati
**INSOFFERENZA 2**: andare per negozi
**STILE **(secondo la Patty): antiquato
**STILE **(secondo la Marzia): classico
Occhi blu pervinca che hanno visto molto, un’eleganza impeccabile e un passato misterioso. L’anziana contessa Licia van der Meer vive al Grand Hotel Miramare con una segretaria e un commercialista ‘tuttofare’. La notte di Pasqua, però, segretaria e commercialista vengono freddati a colpi di pistola mentre dormono insieme in una suite del Grand Hotel. L’indagine non è semplice per il commissario Gigi Berté.
Molti clienti, tanti segreti sepolti da da portare alla luce e rapporti torbidi da svelare. Berté deve rinunciare ai pranzi con la Marzia e cimentarsi invece in un duello di abilità con una bella collega mandata da Genova ad affiancarlo. Sul fronte personale arriveranno anche alcune determinanti sorprese per il commissario con la coda… Quelle, con Berté, non finiscono mai!
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### Sinossi
**NOME**: Gigi
**COGNOME**: Berté
**CAPIGLIATURA**: già brizzolata
**TAGLIA**: (troppo) large
**PENSIERO**: sottile
**INTELLIGENZA**: spessa
**PIANTA PREFERITA**: paulonia
**PUNTUALITÀ**: lombarda
**GELOSIA**: calabra
**VIZIO CHE NON HA PIÙ**: fumo
**VIZIO CHE HA SEMPRE**: mangiare molto
**INSOFFERENZA 1**: locali affollati
**INSOFFERENZA 2**: andare per negozi
**STILE **(secondo la Patty): antiquato
**STILE **(secondo la Marzia): classico
Occhi blu pervinca che hanno visto molto, un’eleganza impeccabile e un passato misterioso. L’anziana contessa Licia van der Meer vive al Grand Hotel Miramare con una segretaria e un commercialista ‘tuttofare’. La notte di Pasqua, però, segretaria e commercialista vengono freddati a colpi di pistola mentre dormono insieme in una suite del Grand Hotel. L’indagine non è semplice per il commissario Gigi Berté.
Molti clienti, tanti segreti sepolti da da portare alla luce e rapporti torbidi da svelare. Berté deve rinunciare ai pranzi con la Marzia e cimentarsi invece in un duello di abilità con una bella collega mandata da Genova ad affiancarlo. Sul fronte personale arriveranno anche alcune determinanti sorprese per il commissario con la coda… Quelle, con Berté, non finiscono mai!

Doppio assassino (eLit)

Sono trascorsi anni senza che nulla più accadesse. Il Killer degli Angeli, come veniva chiamato l’assassino di bambine, è sparito nel nulla.
La detective della Omicidi Kitt Lundgren incaricata del caso cinque anni prima, ne è uscita distrutta, tormentata dal senso di colpa per essersi lasciata sfuggire il bastardo.
E ora che le morti sono riprese, Kitt è perplessa, perché c’è qualcosa che non torna nell’attuale modo di agire dell’omicida.
Le indagini sono affidate a Mary Catherine Riggio, combattuta tra l’istinto di fidarsi dell’esperienza di Lundgren e il timore che questa mandi di nuovo tutto all’aria.
Finché Kitt non riceve una telefonata inquietante. È il killer in persona, l’originale, che le offre il proprio aiuto per smascherare l’assassino. Sì, perché si tratta solo di un emulatore, infatti. È lecito a questo punto scendere a patti con un mostro?
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### Sinossi
Sono trascorsi anni senza che nulla più accadesse. Il Killer degli Angeli, come veniva chiamato l’assassino di bambine, è sparito nel nulla.
La detective della Omicidi Kitt Lundgren incaricata del caso cinque anni prima, ne è uscita distrutta, tormentata dal senso di colpa per essersi lasciata sfuggire il bastardo.
E ora che le morti sono riprese, Kitt è perplessa, perché c’è qualcosa che non torna nell’attuale modo di agire dell’omicida.
Le indagini sono affidate a Mary Catherine Riggio, combattuta tra l’istinto di fidarsi dell’esperienza di Lundgren e il timore che questa mandi di nuovo tutto all’aria.
Finché Kitt non riceve una telefonata inquietante. È il killer in persona, l’originale, che le offre il proprio aiuto per smascherare l’assassino. Sì, perché si tratta solo di un emulatore, infatti. È lecito a questo punto scendere a patti con un mostro?

Doppiare il capo: saggi e interviste

“Doppiare il capo”, come ogni espressione nella scrittura di J. M. Coetzee, possiede molteplici significad. Di certo ha a che fare con l’idea di un passaggio, una svolta nella continuità: la possibilità, volgendo lo sguardo al cammino compiuto, di riflettere su se stessi. I saggi raccolti in “Doppiare il capo” affrontano argomenti molto diversi: letterari (Rousseau, Tolstoj e Dostoevskij, Beckett…) e non solo (da Capitan America al rugby, dalla pubblicità alla censura), restituendo la varietà degli interessi intellettuali e politici del premio Nobel sudafricano. Ma tutti, a ben vedere, sono tentativi di affrontare il medesimo tormentato problema: come dire la verità (anche su se stessi) quando quella verità potrebbe non essere nel nostro interesse. Ammesso poi che tale verità esista: “Tutto ciò che scrivi, incluso critica e narrativa, ti scrive mentre lo scrivi. La domanda allora è: questa massiccia impresa autobiografica che riempie una vita, questa imponente opera di costruzione di sé, produce solo finzioni? Oppure tra le varie finzioni, ce ne sono alcune più vere di altre? Come faccio a sapere che dico la verità su me stesso?”.

Doppiare Il Capo

Doppiare il capo by J. M. Coetzee
I saggi raccolti in *Doppiare il capo* affrontano argomenti molto diversi: letterari (Rousseau, Tolstoj e Dostoevskij, Beckett…) e non solo (da Capitan America al rugby, dalla pubblicità alla censura), restituendo la varietà degli interessi intellettuali e politici del premio Nobel sudafricano. Ma tutti, a ben vedere, sono tentativi di affrontare il medesimo tormentato problema: come dire la verità (anche su se stessi) quando quella verità potrebbe non essere nel nostro interesse. Ammesso poi che tale verità esista: «Tutto ciò che scrivi, incluso critica e narrativa, ti scrive mentre lo scrivi. La domanda allora è: questa massiccia impresa autobiografica che riempie una vita, questa imponente opera di costruzione di sé, produce solo finzioni? Oppure tra le varie finzioni, ce ne sono alcune piú vere di altre? Come faccio a sapere che dico la verità su me stesso?»
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«Lo sguardo di Coetzee punta al centro nervoso dell’essere umano: ciò che trova è molto di piú di quanto la maggioranza degli uomini sia disposta ad ammettere su se stessa».
**Nadine Gordimer**