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365 giorni di buona tavola

Uno zibaldone gastronomico dal più eccentrico dei protagonisti dell’enogastronomia italiana. Ogni giorno è scandito da una ricetta, un aneddoto, un ricordo legato alla tradizione culinaria, parte fondamentale del nostro patrimonio culturale. Beppe Bigazzi ci insegna e ci ribadisce che non esiste una cucina di qualità senza delle materie prime di qualità e che la cucina eccellente non è la cucina alla moda bensì quella che deriva dal rispetto per la tradizione. Un libro piacevole e utile che con umiltà e rispetto per la natura e per i suoi prodotti ci insegna non solo a cucinare piatti squisiti ma anche a vivere la quotidianità con semplicità e armonia.

300 guerrieri

Combattuta nel 480 a.C. dagli Spartani guidati da Leonida e dai loro alleati per difendere la libertà ellenica contro l’avanzata di Serse, la battaglia delle Termopili passò alla storia come esempio di eroismo. Secondo le cronache antiche uno solo dei trecento guerrieri di Sparta sopravvisse: Aristodemo, ritiratosi in seguito a una ferita e per questo disprezzato dai concittadini, fino a quando non ebbe occasione di espiare la sua presunta viltà. Seppure scettico, si era unito a Leonida con i suoi amici, ben più motivati di lui. Insofferente all’implacabile sistema spartano, reo, ai suoi occhi, di creare non uomini, ma meri strumenti per procurare gloria allo Stato, e folle d’amore per una altera femme fatale, Aristodemo disprezza Leonida, anche se il re lo prende a benvolere e gli affida gli incarichi più delicati, fino all’atteso scontro con i Persiani. Pur nella sua ideale opposizione, Aristodemo si batte valorosamente, scegliendo però di sottrarsi alla tragica fine. Il sacrificio dei compagni acquisirà anche ai suoi occhi una dimensione eroica, quando avrà appreso i retroscena che si celavano dietro l’impresa. 300 guerrieri racconta da un punto di vista assolutamente inedito la storia dell’epica battaglia, rivelando le passioni e gli intrighi, la cruda violenza e il coraggio nelle gesta leggendarie di trecento eroi. ANDREA FREDIANI vive e lavora a Roma, dove è nato nel 1963. Laureato in Storia medievale, pubblicista, è stato collaboratore di numerose riviste di carattere storico, tra cui «Storia e Dossier», «Medioevo» e «Focus Storia», è consulente scientifico di «Focus Storia Wars». Con la Newton Compton ha pubblicato Gli assedi di Roma (Premio Orient Express 1998), Le grandi battaglie di Roma antica, Le grandi battaglie di Giulio Cesare, I grandi condottieri che hanno cambiato la storia, Le grandi battaglie del Medioevo, 101 segreti che hanno fatto grande l’impero romano e i romanzi storici Jerusalem, Un eroe per l’impero romano e Dictator. L’ombra di Cesare.

25 luglio 1943

Alle 2,30 del mattino del 25 luglio, dopo dieci ore di discussione, la maggioranza dei gerarchi del Gran Consiglio vota la sfiducia nei confronti del duce. Alle 17,30 dello stesso giorno Mussolini viene arrestato dai carabinieri. Ventiquattro ore di una vicenda rimasta finora avvolta in una selva di racconti mistificanti e di domande senza risposta: la fine del regime fascista.
Dell’ultima seduta del Gran Consiglio, il 25 luglio del 1943, non fu redatto un verbale ufficiale. Non si sa, pertanto, che cosa effettivamente dissero e come si comportarono i partecipanti. Nelle tante memorie uscite negli anni successivi, il duce e i gerarchi hanno dato versioni contrastanti di quel che fu detto, come fu detto e perché fu detto. Molti sono gli interrogativi rimasti senza risposta: i gerarchi volevano veramente estromettere Mussolini dal potere? Volevano porre fine al regime per salvare la patria? Oppure furono dei traditori? Se il duce considerava l’ordine del giorno Grandi «inammissibile e vile», perché lo mise in votazione? Tutti i presenti rimasero stupiti dalla fiacca reazione del duce alle accuse che gli vennero rivolte durante la seduta. Era forse rassegnato a perdere? O addirittura voleva uscire di scena, come un attore che, dopo essere stato osannato per venti anni, alla fine era stato fischiato per aver perso la guerra? Congiura di traditori? Audacia di patrioti? O l’eutanasia di un duce? Documenti nuovi consentono finalmente di rispondere a queste domande, e a Emilio Gentile di raccontare un giorno cruciale della storia d’Italia con la suspense di un poliziesco.

23 Cose Che Non Ti Hanno Mai Detto Sul Capitalismo

23 cose che non ti hanno mai detto sul capitalismo by Ha-Joon Chang
Di fronte ai recenti tracolli finanziari dell’economia occidentale, un quesito s’impone sempre più insistentemente: com’è possibile che una crisi economica di proporzioni così ampie non sia stata prevista? Ha-Joon Chang – uno degli economisti più autorevoli a livello internazionale – ha provato a rispondere a questa domanda, rivelando ai lettori le 23 cose che gli alfieri del neoliberismo ci hanno nascosto sul capitalismo. Il libro illustra il reale funzionamento del capitalismo attraverso sette percorsi, studiati in base alle diverse esigenze di approfondimento del lettore. Con humor graffiante e una buona dose di buon senso Chang rivela i segreti e i vizi del libero mercato, suggerendo infine una strategia per rimodellare il sistema economico in modalità finalmente “sostenibile”.

2012. La fine del mondo?

Fra gli appassionati di misteri non si parla d’altro: secondo il calendario Maya, il 21 dicembre 2012 sarà la fine del mondo. O almeno di questa era, del mondo come lo conosciamo noi adesso. I segnali che sembrano avvalorare questa ipotesi arrivano da fonti e culture diverse: i seguaci della New Age segnano per quella data l’inizio della cosiddetta “Età dell’acquario”; le profezie sui papi di Malachia si fermano al pontefice attuale; proprio per quel giorno c’è chi parla di un’invasione extraterrestre. E poi le leggende cambogiane, la profezia dei teschi di cristallo, la teoria delle piramidi d’Egitto come strategia per evitare il congiungimento dei poli previsto per la fatidica data. Fino all’ultima profezia di Nostradamus, che parla di una grande rivelazione religiosa che porrà fine al mondo come lo abbiamo conosciuto finora e darà avvio a un periodo di pace lungo 400 anni. Dobbiamo davvero aspettare quella data col fiato sospeso? E cosa succederà dopo? Sarà una catastrofe o una nuova rinascita, una inaspettata rivelazione? Il conduttore di “Voyager” guida il lettore nella fascinazione di grandi misteri e nella vertigine di domande inquietanti senza mai far perdere l’orientamento. Proponendo infine una sua originale, strabiliante, ipotesi su quello che potrebbe accadere all’alba del 21 dicembre 2012.
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20 finestre sulla vita di Dante

Quello che possiamo dire sulla vita di Dante è lui stesso a raccontarlo. Ed è proprio a partire dalle tracce disseminate nelle opere, oltre che attraverso documenti e testi dell’epoca, che Marco Santagata, il massimo esperto in Italia, ricostruisce la vita del sommo poeta offrendola al lettore con stile brillante e narrativo in venti brevi capitoli.
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### Sinossi
Quello che possiamo dire sulla vita di Dante è lui stesso a raccontarlo. Ed è proprio a partire dalle tracce disseminate nelle opere, oltre che attraverso documenti e testi dell’epoca, che Marco Santagata, il massimo esperto in Italia, ricostruisce la vita del sommo poeta offrendola al lettore con stile brillante e narrativo in venti brevi capitoli.

1Q84 Libro 3. Ottobre-Dicembre

«Tengo, dove sei?»
Ci sono amori che devono attraversare universi per incontrarsi. Ci sono amori che devono superare ostacoli, difficoltà, avversari, enigmi. Amori che devono, soprattutto, vincere le paure interiori – inquietanti e terribili come piccole creature che albergano dentro di noi – per poter creare a propria volta un mondo in cui non ci sia piú la paura, un mondo nuovo in cui essere al sicuro in due.
Aomame e Tengo vivono da sei mesi in una realtà che non è la loro, un mondo «al di là dello specchio» su cui brillano due lune. Divisi e braccati, costantemente in pericolo di vita, sembra che tutto congiuri per impedire che si incontrino. Sulle loro tracce, oltre la setta Sakigake e forze ancora piú sfuggenti e misteriose, adesso c’è anche l’investigatore privato Ushikawa, un ostinato segugio il cui bizzarro aspetto fisico (guardarlo «era come trovarsi di fronte a uno specchio deformante, e tuttavia nitido in modo spiacevole») si accompagna ad un intuito strepitoso. Ushikawa, però, è anche il terzo, inedito punto di vista che, alternandosi a Tengo e Aomame, accompagna il lettore nella vertiginosa conclusione di 1Q84. Qui Murakami tira le fila di tutte le trame, i personaggi, gli enigmi con cui ha costruito la sua narrazione: le domande, le coincidenze, i misteri daranno corpo a una nuova verità, come una costellazione che all’improvviso rivela il suo disegno. Murakami ha creato un universo per raccontarci come si creano gli universi. Come a volte bastino due persone per rendere reale qualcosa che prima non lo era: Aomame e Tengo, o uno scrittore e un lettore. E facendolo ha anche mostrato ai lettori di tutto il mondo che, in un tempo apparentemente refrattario alla letteratura e alla sua saggezza, ci sono sempre delle storie nuove che devono essere raccontate, e che si può farlo in modi nuovi, con nuove regole e nuovi linguaggi. Storie capaci, come sempre ha fatto la letteratura, di parlare al cuore di tutti.
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«Al caos e alla futilità del mondo Murakami trova un antidoto teneramente antiquato: l’amore».
**«Corriere della Sera»**
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«1Q84 sta a Murakami come il White Album sta ai Beatles o come 2001: Odissea nello spazio sta a Kubrick».
**«L’Indice dei libri del mese»**
(source: Bol.com)

16 ottobre 1943

La retata nazista nel Ghetto di Roma, una mattina che si concluse con la deportazione di oltre mille ebrei: questo fu il 16 ottobre 1943, e questo è ciò che racconta Giacomo Debenedetti. Pagine brucianti dove a parlare è un coro sgomento e terribile da cui si staccano, solo per infinitesimi istanti, le voci dei protagonisti, subito sommerse e per sempre perdute.
Otto ebrei, cronaca che segue 16 ottobre 1943, evoca, invece, la figura di un commissario di Pubblica sicurezza che, dopo la guerra, per provare la sua fede antifascista, testimonia di aver salvato otto ebrei dall’eccidio delle Fosse Ardeatine.
Pubblicato per la prima volta nel dicembre ’44 sulla rivista «Mercurio» e accompagnato da una lunga fortuna editoriale, 16 ottobre 1943 è ormai considerato un classico della letteratura post-clandestina per il suo alto valore letterario e testimoniale.
«Debenedetti riesce a darci tutto ciò che avremmo potuto aspettarci da uno scrittore della famiglia di Defoe e Manzoni: sgomento della ragione di fronte alla furia irrazionale, carità religiosa, pietà storica, strazio esistenziale».
Alberto Moravia

16 modi per spezzarti il cuore

La storia d’amore tra Natalie e Dan non sarebbe potuta iniziare in modo più romantico: l’incontro-scontro nella caffetteria della scuola in cui entrambi fanno volontariato, il pomeriggio trascorso a scambiarsi sogni e confidenze, il primo appuntamento – e il primo bacio – sotto le stelle.
Tra loro è scattata subito un’intesa speciale, che a poco a poco si è trasformata in qualcosa di più. E a quel punto innamorarsi è stato facile, quasi inevitabile.
Lui trovava intriganti le trasgressive creazioni artistiche di Natalie e contagiosa la sua gioia di vivere; lei era attratta dalla sua aria da bravo ragazzo e dalla sua determinazione a raggiungere il successo come documentarista.
Ma questo era prima.
Prima che le discussioni accese si trasformassero in litigi furibondi.
Prima che una miriade di dispetti scavasse un abisso tra loro e portasse alla luce la vera natura della loro relazione.
Ora Natalie vuole che lui sappia fino a che punto l’ha ferita e glielo scrive in 16 lettere.
Leggendo nel corso di una sola, lunga giornata quella che è la sua versione della loro storia d’amore, Dan si rende conto che Natalie ha un ultimo messaggio per lui.
Un messaggio che potrebbe mandare a rotoli la sua vita accuratamente programmata…
Raccontato attraverso lettere, e-mail e SMS, *16 modi per spezzarti il cuore* è un romanzo coinvolgente, che esplora le difficoltà di una storia d’amore fra adolescenti imperfetti.
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### Sinossi
La storia d’amore tra Natalie e Dan non sarebbe potuta iniziare in modo più romantico: l’incontro-scontro nella caffetteria della scuola in cui entrambi fanno volontariato, il pomeriggio trascorso a scambiarsi sogni e confidenze, il primo appuntamento – e il primo bacio – sotto le stelle.
Tra loro è scattata subito un’intesa speciale, che a poco a poco si è trasformata in qualcosa di più. E a quel punto innamorarsi è stato facile, quasi inevitabile.
Lui trovava intriganti le trasgressive creazioni artistiche di Natalie e contagiosa la sua gioia di vivere; lei era attratta dalla sua aria da bravo ragazzo e dalla sua determinazione a raggiungere il successo come documentarista.
Ma questo era prima.
Prima che le discussioni accese si trasformassero in litigi furibondi.
Prima che una miriade di dispetti scavasse un abisso tra loro e portasse alla luce la vera natura della loro relazione.
Ora Natalie vuole che lui sappia fino a che punto l’ha ferita e glielo scrive in 16 lettere.
Leggendo nel corso di una sola, lunga giornata quella che è la sua versione della loro storia d’amore, Dan si rende conto che Natalie ha un ultimo messaggio per lui.
Un messaggio che potrebbe mandare a rotoli la sua vita accuratamente programmata…
Raccontato attraverso lettere, e-mail e SMS, *16 modi per spezzarti il cuore* è un romanzo coinvolgente, che esplora le difficoltà di una storia d’amore fra adolescenti imperfetti.

13 anni dopo

**«Un maestro del thriller.»
The Sun
13 anni fa Olivia Adams è scomparsa. Ora è tornata. O no?
Un grande thriller. Un grande bestseller.**
Una ragazza fa la sua comparsa in una cittadina inglese dicendo di essere Olivia Adams, la bambina svanita nel nulla tredici anni prima. Quando Olivia Adams, a soli sei anni, scomparve dal giardino di casa, la piccola comunità di Stoneridge venne presa dallo sgomento. Come poteva una bambina sparire semplicemente nel nulla? Tredici anni dopo, Olivia è tornata. Si è presentata al bar di sua madre, Sarah, che non ha avuto nemmeno un momento di esitazione nel riconoscere la figlia scomparsa che non ha mai smesso di cercare. La ragazza sostiene di essere stata rapita, ma dice anche che solo di recente i ricordi del passato hanno cominciato a riaffiorare. Alcuni punti del suo racconto, però, rimangono oscuri: dove e come ha vissuto per tutti quegli anni? E che cosa è accaduto esattamente in quel lontano pomeriggio assolato? Eppure c’è qualcuno che non è felice della ricomparsa di Olivia. Perché quando il passato ritorna ci sono segreti che rischiano di essere svelati, dopo essere stati sepolti per molti anni.
**«Mozzafiato.»
«Un finale inaspettato.»
«Sconvolgente.»
Un autore da 1 milione di copie
Tradotto in 12 lingue**
«Una voce unica e una scrittura potente.»
**Publishers Weekly**
«Trame intricate, alto livello di tensione e una profonda caratterizzazione dei personaggi sono elementi distintivi dei suoi thriller.»
**Lancashire Evening Post**
«Un maestro della suspense.»
**The Sun**
**Kerry Wilkinson**
È uno scrittore di thriller diventati bestseller in Inghilterra, America, Canada, Sud Africa, Singapore e Australia, con un milione di copie vendute nel mondo. È originario del Somerset, ma ha passato gran parte della sua vita nel nord dell’Inghilterra. Quando è a corto di idee per scrivere, va in bicicletta o inforna dolci. *13 anni dopo* è il primo libro pubblicato in Italia dalla Newton Compton.
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### Sinossi
**«Un maestro del thriller.»
The Sun
13 anni fa Olivia Adams è scomparsa. Ora è tornata. O no?
Un grande thriller. Un grande bestseller.**
Una ragazza fa la sua comparsa in una cittadina inglese dicendo di essere Olivia Adams, la bambina svanita nel nulla tredici anni prima. Quando Olivia Adams, a soli sei anni, scomparve dal giardino di casa, la piccola comunità di Stoneridge venne presa dallo sgomento. Come poteva una bambina sparire semplicemente nel nulla? Tredici anni dopo, Olivia è tornata. Si è presentata al bar di sua madre, Sarah, che non ha avuto nemmeno un momento di esitazione nel riconoscere la figlia scomparsa che non ha mai smesso di cercare. La ragazza sostiene di essere stata rapita, ma dice anche che solo di recente i ricordi del passato hanno cominciato a riaffiorare. Alcuni punti del suo racconto, però, rimangono oscuri: dove e come ha vissuto per tutti quegli anni? E che cosa è accaduto esattamente in quel lontano pomeriggio assolato? Eppure c’è qualcuno che non è felice della ricomparsa di Olivia. Perché quando il passato ritorna ci sono segreti che rischiano di essere svelati, dopo essere stati sepolti per molti anni.
**«Mozzafiato.»
«Un finale inaspettato.»
«Sconvolgente.»
Un autore da 1 milione di copie
Tradotto in 12 lingue**
«Una voce unica e una scrittura potente.»
**Publishers Weekly**
«Trame intricate, alto livello di tensione e una profonda caratterizzazione dei personaggi sono elementi distintivi dei suoi thriller.»
**Lancashire Evening Post**
«Un maestro della suspense.»
**The Sun**
**Kerry Wilkinson**
È uno scrittore di thriller diventati bestseller in Inghilterra, America, Canada, Sud Africa, Singapore e Australia, con un milione di copie vendute nel mondo. È originario del Somerset, ma ha passato gran parte della sua vita nel nord dell’Inghilterra. Quando è a corto di idee per scrivere, va in bicicletta o inforna dolci. *13 anni dopo* è il primo libro pubblicato in Italia dalla Newton Compton.

1111 aforismi indispensabili

1111 aforismi indispensabili by Pier Luigi Leoni (a cura di)
Aforisma è un termine che proveniente direttamente dal greco, ma per trovare aforismi adatti al gusto moderno bisogna arrivare al Millecinquecento. È in quell’epoca e in quell’ambito che gli esseri umani cominciano a non prendersi troppo sul serio e ad apprezzare i lampi dell’intelligenza che illuminano la realtà senza la pretesa di spiegarla.
Con questa convinzione, Pier Luigi Leoni ha raccolto 1111 aforismi famosi e li ha suddivisi per tema: amore, amicizia, umorismo, satira, felicità, e molti altri per offrire una raccolta di frasi da leggiucchiare in libertà e adatte ad ogni occasione.

108 metri: The new working class hero

«E quando mi troverò nel fango, triste come un altoforno spento, con le dita attaccate agli inguini strizzati o senza fiato per una pallonata della vita nello stomaco, coi miei sogni sconvolti o crollati, nel vento e nella pioggia, saprò che mai camminerò da solo.» Prendete 1/3 de L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, 1/3 di Riff-Raff di Ken Loach, 1/3 di vernacolo toscano. Mescolateli insieme, shakerate con grazia rude i giunti della sintassi. Otterrete un cocktail esplosivo che altera la vostra percezione. Un’epica stracciona scritta dai piani bassi della vita. Un vecchio cuoco tossico uscito da un libro d’avventure, uno stasatore di cessi innamorato della lirica e un anziano attore shakespeariano lobotomizzato, con un corredo di giovani assistenti dediti a piccoli crimini e decisi a sopravvivere in ogni modo a mille guai. Questa è la banda che condivide vita, avventure e lavoro con un italiano emigrato in Inghilterra. Altro che ‘cervelli in fuga’: qui si parla dei sotterranei, dalle pulizie dei bagni a Bristol a una mensa scolastica nel Dorset, fino a una pizzeria di turchi che si fingono napoletani. Sullo sfondo la Brexit e una classe operaia impoverita che cerca il proprio orgoglio. Tra risse, birre e calcio, personaggi di vecchi romanzi si rincarnano nelle cucine d’Oltremanica mentre il fantasma della Baronessa Thatcher perseguita il protagonista. Fino al ritorno in un’Italia dove le acciaierie di Piombino, quelle delle rotaie di 108 metri, rimangono come torri arrugginite a sfidare il cielo terso della Toscana.

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita by Ilaria Beltramme
Che cosa hanno in comune le rovine del Palatino e le sedie impagliate di una latteria d’epoca? E cosa unisce il sapore unico della pajata al profumo conturbante dei roseti in piena fioritura? L’eternità della capitale è il filo rosso che si srotola passo dopo passo, colle dopo colle, secolo dopo secolo abbracciando i mille volti della città, i suoi monumenti più noti, ma anche i luoghi segreti e gli angoli in cui una storia imponente svela la ricchezza di tutti i suoi anni. I centouno itinerari che in questo libro tentano di raccontare Roma invitano ad attraversare la Città Eterna passando dai capolavori di Caravaggio alle periferie raccontate da Pier Paolo Pasolini; dalla contemplazione delle architetture barocche alla degustazione dei piatti più antichi della tradizione; dalle testimonianze dell’epoca imperiale ai suoi mercati più colorati e rappresentativi. È una Roma, questa, da scovare nel grande e nel piccolo, fra i fasti di una nobiltà antichissima così come nella memoria e fra le vie appartenute al suo popolo sovrano. Una Roma immortale da conoscere in centouno mosse. Centouno passeggiate e altrettante esperienze che bisognerebbe proprio fare almeno una volta nella vita.«Leggendo questa guida originalissima ci rendiamo conto di quanto poco ci concediamo, di come abitiamo malamente il posto più bello del mondo. Basta sfogliare l’indice del libro perché ritorni quella voglia di quando eravamo ragazzi e le mattine erano piene di sorprese e rivelazioni. Regaliamoci questi centouno momenti di meraviglia.»Marco Lodoli, la Repubblica«Si tratta di un libro che riesce a tracciare un percorso originale nell’urbe restando in equilibrio fra spunti storici ed aneddoti originali.»Doriana Torriero, Corriere della SeraIlaria Beltramme è nata a Roma nel 1973 e spera di morirci vecchia e felice il più tardi possibile. Appassionata della sua città e di storia dell’arte, è anche traduttrice di fumetti e romanzi. È ancora convinta che il Tevere sia una divinità. Per Newton Compton ha pubblicato 101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita, 101 perché sulla storia di Roma che non puoi non sapere e Roma in un solo weekend.

Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo

«*Amore contagioso quello di Nicola Gardini per il latino, ogni citazione ti apre mente e cuore.*»
**Corriere della Sera – Vivian Lamarque**
Il latino – quello dei grandi autori ma anche quello quotidiano che spesso usiamo senza rendercene conto – è un tesoro di significati che continuano a parlarci e a renderci quel che siamo. Non soltanto perché attraverso questa lingua possiamo farci idee più chiare sulla provenienza di immagini, metafore, modi di dire, ma soprattutto perché il latino costantemente ci sfida a entrare in dialogo con il nostro passato, e quindi a interpretare con maggiore consapevolezza i segni del futuro che ci attende. In questo personalissimo vocabolario ideale, spaziando dalla storia alla filosofia, dai grandi classici agli scrittori moderni, Nicola Gardini sceglie dieci parole che hanno formato e tuttora formano il nostro tempo e la nostra civiltà, e attraverso cui è possibile leggere in controluce frammenti della storia di tutti noi. Il latino non può essere infatti limitato a studio delle nostre origini, di radici che sono per definizione nascoste e sotterranee: il latino è un albero, è dotato di fusto, rami, foglie che tendono verso il cielo. Il latino è una foresta che si è espansa ed è arrivata fino a noi. E che certamente non si fermerà qui.

**SIGNUM**
**ARS**
**MODUS**
**STILUS**
**VOLVO**
**MEMORIA**
**VIRTUS**
**CLARITAS**
**SPIRITUS**
**RETE**
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### Sinossi
«*Amore contagioso quello di Nicola Gardini per il latino, ogni citazione ti apre mente e cuore.*»
**Corriere della Sera – Vivian Lamarque**
Il latino – quello dei grandi autori ma anche quello quotidiano che spesso usiamo senza rendercene conto – è un tesoro di significati che continuano a parlarci e a renderci quel che siamo. Non soltanto perché attraverso questa lingua possiamo farci idee più chiare sulla provenienza di immagini, metafore, modi di dire, ma soprattutto perché il latino costantemente ci sfida a entrare in dialogo con il nostro passato, e quindi a interpretare con maggiore consapevolezza i segni del futuro che ci attende. In questo personalissimo vocabolario ideale, spaziando dalla storia alla filosofia, dai grandi classici agli scrittori moderni, Nicola Gardini sceglie dieci parole che hanno formato e tuttora formano il nostro tempo e la nostra civiltà, e attraverso cui è possibile leggere in controluce frammenti della storia di tutti noi. Il latino non può essere infatti limitato a studio delle nostre origini, di radici che sono per definizione nascoste e sotterranee: il latino è un albero, è dotato di fusto, rami, foglie che tendono verso il cielo. Il latino è una foresta che si è espansa ed è arrivata fino a noi. E che certamente non si fermerà qui.

**SIGNUM**
**ARS**
**MODUS**
**STILUS**
**VOLVO**
**MEMORIA**
**VIRTUS**
**CLARITAS**
**SPIRITUS**
**RETE**
### Dalla seconda/terza di copertina
Nicola Gardini (1965) insegna LetteraturaItaliana e comparata all’Università di Oxford ed è autore di numerosi libri. Con il romanzo le arole perdute di Amelia Lynd ha vinto il premio Viareggio-Rèpaci 2012.La sua ultima raccolta di poesie è Tradurre è un bacio. Ha curato edizioni di classici antichi e moderni, tra cui Catullo, Marco Aurelio, Ted Hughes, Emily Dickinson. Con Garzanti ha pubblicato Viva il latino (2016), in corso di pubblicazione in numerosi paesi, e con Ovidio(2017).

«Sta scherzando, Mr. Feynman!»

Richard P. Feynman, premio Nobel per la fisica nel 1965, è stato uno dei maggiori fisici teorici del XX secolo. La sua vita, lungi dal rimanere confinata entro i limiti dell’impegno strettamente scientifico, ci si presenta in questo libro come un’esplosiva miscela di eventi incredibili resi possibili da quell’impasto del tutto unico di acuta intelligenza, curiosità irrefrenabile, costante scetticismo e radicato umorismo che è stato l’uomo Feynman. È davvero straordinario poter ritrovare nella stessa persona un tal numero di esperienze diverse e talora contraddittorie. Egli ha, di volta in volta, scassinato le più sicure casseforti di Los Alamos, dove si custodivano i segreti della bomba atomica, suonato la frigideira in una scuola di samba brasiliana, illustrato la fisica a “menti mostruose” come Einstein, von Neumann e Pauli, e lavorato come suonatore di bongos con una coreografa di successo, per tacere poi della sua attività di pittore, o di biologo, o di frequentatore di case da gioco. Per dare un’idea dell’unicità del personaggio, basta pensare che il futuro premio Nobel venne scartato dall’esercito americano perché “psichicamente deficiente”. Per anni le conversazione di Richard “Dick” Feynman con l’amico musicista Ralph Leighton sono state registrate e poi trascritte senza alterarne il tono confidenziale: un tributo a un grandissimo scienziato ma prima di tutto a un uomo per il quale la vita è davvero stata un instancabile susseguirsi di ricerca e scoperta.
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