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La coscienza e la legge

Le disuguaglianze, l’immigrazione, la sicurezza, la corruzione: su queste e altre questioni nevralgiche del nostro tempo abbiamo un atteggiamento diverso a seconda dell’idea di giustizia che assumiamo. Giusto è ciò che coincide con la legge? Raffaele Cantone e Vincenzo Paglia si confrontano senza pregiudizi o ipocrisie a partire dalle loro differenti visioni del mondo. Con un fine che inseguono testardamente pagina dopo pagina: comprendere e definire cosa è giusto. Con il più onesto dei mezzi: gli esempi tratti dalle loro esperienze professionali, in particolare quelli che chiamano in causa la nostra coscienza, quelli che la legge sembra non riuscire a codificare. Dalla più attuale e controversa questione dell’accoglienza dei migranti alla questione della corruzione, dai sistemi di repressione al modo di intendere la punizione e il perdono. Il dialogo è stato curato da Emanuele Coen, giornalista de “L’Espresso”.

Cosa non farei per trovare un fidanzato. Tratto da una storia vera. La tua

In amore ti senti tutta sbagliata? Non sei la sola. A dire cosa fare son bravi tutti. Ma cosa NON fare? Quello non te lo dice mai nessuno. Finora. La soluzione che tutte aspettano finalmente c’è. In questo libro di ecologia sentimentale La Pina e Federico Giunta spiegano una volta per tutte cosa evitare se vuoi trovare un fidanzato. È un lavoro sporco, ma qualcuno doveva pur farlo.

La corte di rose e spine

«Un paio di occhi dorati brillavano nella boscaglia accanto a me. La foresta era silenziosa. Il vento non soffiava più. Persino la neve aveva smesso di scendere. Quel lupo era enorme. Il petto mi si strinse fino a farmi male. E in quell’istante mi resi conto che la mia vita dipendeva da una sola domanda: era solo? Afferrai l’arco e tirai indietro la corda. Non potevo permettermi di mancarlo. Non quando avevo una sola freccia con me.»Una volta tornata al suo villaggio dopo aver ucciso quel lupo spaventoso, però, la diciannovenne Feyre riceve la visita di una creatura bestiale che irrompe a casa sua per chiederle conto di ciò che ha appena fatto. L’animale che ha ucciso, infatti, non era un lupo comune ma un Fae e secondo la legge «ogni attacco ingiustificato da parte di un umano a un essere fatato può essere ripagato solo con una vita umana in cambio. Una vita per una vita». Ma non è la morte il destino di Feyre, bensì l’allontanamento dalla sua famiglia, dal suo villaggio, dal mondo degli umani, per finire nel Regno di Prythian, una terra magica e ingannevole di cui fino a quel momento aveva solamente sentito raccontare nelle leggende. Qui Feyre sarà libera di muoversi ma non di tornare a casa, e vivrà nel castello del suo rapitore, Tamlin, che, come ben presto scoprirà la ragazza, non è un animale mostruoso ma un essere immortale, costretto a nascondere il proprio volto dietro a una maschera. Una creatura nei confronti della quale, dopo la fredda ostilità iniziale, e nonostante i rischi che questo comporta, Feyre inizierà a provare un interesse via via più forte che si trasformerà ben presto in una passione dirompente.Quando poi un’ombra antica si allungherà minacciosa sul regno fatato, la ragazza si troverà di fronte a un bivio drammatico. Se non dovesse trovare il modo di fermarla, sancirà la condanna di Tamlin e del suo mondo…

Corri, Gummo, Corri!

Gummo, salamandra golosa e scansafatiche, sta proprio bene a casa della sorella Etta. Per forza, vive a sbafo! Ma, a rovinare tutto, c’è Benny, il cognato lucertolone e sputasentenze, che, come se non bastasse, gli trova pure un lavoro da fare: autotrasportatore di sorbetti per la Slappo Inc. Potrebbe essere una pacchia, per un poeta alimentare incompreso? Forse, ma per la nostra salamandra e il suo camion a molla cominciano i guai: una ghenga di perfidi ratti e ragni doppiogiochisti si mette alle sue calcagna. E tra inseguimenti mozzafiato e improbabili peripezie a dorso di gabbiano, comincia l’avventura!

La Consonante K

Consonante K è un febbrile generatore di storie e microstorie che si
susseguono e si intrecciano nel mondo tra gli anni Cinquanta del Novecento e
l’inizio del nuovo millennio, raccontando la fine delle ideologie e quello che
ne è seguito. Morganti mette in scena decine di personaggi e li fa muovere tra
la Germania e la Russia, l’Olanda e l’Estonia, gli Stati Uniti e il Messico.
Tutti sono legati da fili sottili, e tutti, con le loro sorprendenti
avventure, hanno a che fare con il crollo di un mondo incapace di uscire dal
suo folle cimitero chiamato Storia. Un medico estone vede ruzzolare in casa
sua i mattoni del muro di Berlino e comincia a vagabondare tra i paesi ex-
sovietici in cerca di un’impossibile ricomposizione. Un lavorante ebreo è
perseguitato da continue apparizioni della Madonna. Un teorico ne-gazionista
perde la vista, che gli torna soltanto quando si mette davanti alla
televisione. In Russia, un cane controlla lo spaccio di droga a Mosca e Lenin
risorge dal proprio mausoleo per diventare buttafuori, mafioso e, una volta
volato oltre oceano, wrestler. Predicatori televisivi lanciano messaggi
apocalittici e cittadine addormentate nella provincia americana vivono
nell’incubo dei serial killer. All’indomani dell’attacco alle Torri gemelle,
una coppia vuole fondare una nuova religione e per farlo si avvale
dell’assistenza del demonio. Questi, a bordo di una Chrysler, si ritroverà a
sfrecciare nel deserto messicano inseguito da turisti, fedeli e malavitosi di
ogni risma e nazionalità, tutti desiderosi di impossessarsi di ciò che
custodisce nel bagagliaio: il corpo di Cristo. È un mosaico complesso e
potente che mescola il bene e il male, il sacro e il profano, le vite dei
protagonisti e le umbratili biografie della massa, raccogliendo i lapilli
incandescenti di un’epoca che avrebbe voluto ricomporre il Kosmos e ha invece
riattivato il Kaos. Un libro sullo sradicamento e sulla grottesca tragedia
dell’essere uomini. Il tempo della fine delle ideologie in un romanzo
forsennato, comico, irriverente, mistico e visionario.

Il confine

Fabio Meda ha perso tutto: la moglie, l’onore, il rispetto. Ed è stata solo colpa sua. Da capitano dell’Arma è stato degradato a carabiniere semplice e trasferito da Milano nello sperduto paesino maremmano di Velianova. Ora vive le sue giornate tra turni noiosi in caserma, prostitute e serate solitarie davanti alla tv. Quando però a un rave nei boschi tra Siena e Grosseto vengono rapiti tre ragazzi, l’anonima stazione dei carabinieri di Velianova si trasforma nel centro di comando della caccia all’uomo, per catturare quello che i giornali hanno cominciato a chiamare l’Orco. Un’operazione a tappeto che vede coinvolto il miglior elemento dell’Arma: il capitano Rio. All’inizio semplice spettatore disinteressato, Meda verrà obbligato a occuparsi del caso da un vecchio debito contratto con uno strozzino. Prima sfrutterà la storia del mostro per il proprio tornaconto grazie all’incontro con lo spudorato Treanni, poi vi giocherà un ruolo da protagonista in seguito al ricatto della misteriosa Nevena. Ma più Meda porta avanti la sua indagine personale e non autorizzata, più le sue ossessioni esplodono in tutta la loro virulenza. Chi è l’Orco? Quali segreti nasconde il lussuoso resort che domina la vallata? E cos’ha fatto Meda per finire in mezzo a quell’immenso lago verde fatto di alberi e silenzio? Le risposte sembrano nascondersi nelle indecifrabili profondità del bosco. Per risolvere il caso, Meda dovrà intraprendere un doloroso viaggio dentro se stesso. Solo allora giungerà alla verità, la più terribile, inaspettata e disperata possibile.
«C’è un confine oltre il quale la vita diventa un abisso senza fine. Fabio Meda un giorno l’ha varcato e ora sta disperatamente cercando di tornare. Ma non è detto che ci riesca» Giancarlo De Cataldo
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Con Le Mani Nel Sacco ; I Misteri Di Katerina Carter

Con le Mani nel Sacco – un racconto
Quando la contabile forense e detective di frodi Katerina Carter e il suo
fidanzato giornalista Jace Burton accettano l’invito improvviso a una festa,
il crimine è l’ultima cosa che hanno in mente. Poi un investimento vincente
nel campo dei vini lascia un retrogusto amaro nella bocca di Kat e lei scopre
gli indizi che la portano a una frode vitivinicola da milioni di dollari,
tutto prima di cena!

Con i soldi degli altri: Il capitalismo per procura contro l’economia

Una massa di risparmio equivalente al Pil del mondo viene gestita, a loro esclusiva discrezione, da enti finanziari quali fondi pensione, fondi di investimento, assicurazioni e vari tipi di fondi speculativi. La maggior parte è controllata da grandi banche. Il loro mestiere consiste nell’investire quotidianamente soldi degli altri: per questo sono chiamati investitori istituzionali. In appena vent’anni il peso di questo «capitalismo per procura» nell’economia mondiale è diventato formidabile: gli investitori istituzionali hanno oggi in portafoglio oltre la metà del capitale delle imprese quotate. Nel tutelare gli interessi dei risparmiatori, sono in genere indifferenti alle conseguenze sociali degli investimenti che effettuano. Il loro unico criterio guida è la massimizzazione a breve termine del rendimento finanziario. Dalla crisi esplosa nel 2008, che ha coinvolto in diversi modi anche gli investitori istituzionali, si potrà stabilmente uscire soltanto con nuove forme di regolazione dell’economia.
Posto che controllano la metà di essa, le riforme dovranno necessariamente coinvolgere anche questi enti: se i loro capitali fossero investiti in infrastrutture, scuole, trasporti, ambiente, l’economia del mondo ne trarrebbe sicuro vantaggio. A tale scopo occorrerebbe anche ridare voce, nelle loro strategie di investimento, ai milioni di persone che a essi affidano i loro soldi. **
### Sinossi
Una massa di risparmio equivalente al Pil del mondo viene gestita, a loro esclusiva discrezione, da enti finanziari quali fondi pensione, fondi di investimento, assicurazioni e vari tipi di fondi speculativi. La maggior parte è controllata da grandi banche. Il loro mestiere consiste nell’investire quotidianamente soldi degli altri: per questo sono chiamati investitori istituzionali. In appena vent’anni il peso di questo «capitalismo per procura» nell’economia mondiale è diventato formidabile: gli investitori istituzionali hanno oggi in portafoglio oltre la metà del capitale delle imprese quotate. Nel tutelare gli interessi dei risparmiatori, sono in genere indifferenti alle conseguenze sociali degli investimenti che effettuano. Il loro unico criterio guida è la massimizzazione a breve termine del rendimento finanziario. Dalla crisi esplosa nel 2008, che ha coinvolto in diversi modi anche gli investitori istituzionali, si potrà stabilmente uscire soltanto con nuove forme di regolazione dell’economia.
Posto che controllano la metà di essa, le riforme dovranno necessariamente coinvolgere anche questi enti: se i loro capitali fossero investiti in infrastrutture, scuole, trasporti, ambiente, l’economia del mondo ne trarrebbe sicuro vantaggio. A tale scopo occorrerebbe anche ridare voce, nelle loro strategie di investimento, ai milioni di persone che a essi affidano i loro soldi.

Come una famiglia

Giampaolo Simi ci riporta in Versilia e nel mondo de ‘La ragazza sbagliata’, e traccia un affresco ambizioso e avvincente, di raffinato realismo e lancinante tensione. La storia di una famiglia costretta a guardarsi dentro per comprendere fino a che punto ci si può spingere per proteggere le persone che amiamo, e scossa dal sospetto che in un figlio si possa nascondere una creatura feroce.

Come si esce dalla società dei consumi

Latouche riprende qui tutti i principali temi e le argomentazioni della sua riflessione sulla necessità di abbandonare la via della crescita illimitata in un pianeta dalle risorse limitate. Non si tratta, a suo giudizio, di contrapporre uno sviluppo buono a uno cattivo, ma di uscire dallo sviluppo stesso, dalla sua logica e dalla sua ideologia. Per questo è anzitutto necessario «decolonizzare l’immaginario», un compito di portata storica in cui si rivela essenziale il dialogo con i maestri della tradizione «libertaria», da Ivan Illich ad André Gorz e Cornelius Castoriadis. La stessa crisi attuale può essere vista, secondo Latouche, come una «buona notizia», se servirà ad aprire gli occhi sulla insostenibilità del «progresso» che l’Occidente ha realizzato fin qui. Per Latouche, infatti, la via della decrescita serena passa in primo luogo per una presa di coscienza del fatto che lo sviluppo è un’invenzione dell’uomo, e che il rapporto tra uomo e natura può essere rimodellato in una dimensione «conviviale», nel rispetto della legge dell’entropia e all’insegna di quella che egli chiama «opulenza frugale»:meno consumi materiali e più ricchezza interiore, meno «ben essere» e più «ben vivere».

Come scegliere un PC o un notebook

L’obiettivo di questa guida è quello di aiutarti a compiere una scelta importante: quale PC, quale notebook acquistare? Ti sarà spiegato com’è fatto un Personal Computer o un notebook, in termini semplici ed intuitivi, dimodoché se tu dovessi decidere di effettuare un nuovo acquisto o aggiornare il tuo dispositivo, potrai farlo con coscienza, evitando sprechi.

Clessidra

*Clessidra* è il più sconcertante, il più audace e il più complesso fra i romanzi di Danilo Kiš. Quella realtà che in *Giardino, cenere* appariva ancora velata nei colori favolosi dell’infanzia qui si stravolge in una sorta di tranquillo delirio, divagante e lacerante. Lo stesso personaggio (il padre del narratore) che in *Giardino, cenere* si dedicava alla patetica e incongrua impresa di preparare un orario ferroviario universale qui appare subito su uno sfondo nero e desolato, quello della persecuzione degli ebrei – e di tanti altri massacri, semisommersi nell’oblio e coperti dalla neve della colpa (la neve compare più volte in queste pagine, con la stessa connotazione sinistra) – negli anni della seconda guerra mondiale. Tutto procede come in un verbale di polizia, che lascia emergere la verità scheggia per scheggia, finché tutte le schegge si ricompongono in una immagine unica, che però ha acquisito la profondità del tempo e delle sue ferite. Rare volte, in questi ultimi decenni, la letteratura ha trovato un timbro così penetrante e così puro. «Forse resteranno – se anche tutto ciò dovesse essere sommerso in un diluvio universale –, sì, resteranno la mia follia e il mio sogno, come un’aurora boreale e un’eco lontana. Forse, qualcuno scorgerà il chiarore di questa aurora, forse sentirà questa eco lontana, ombra del suono di un tempo, e comprenderà il senso di quel chiarore, di quello scintillio». *Clessidra* è apparso per la prima volta nel 1972.

Cleopatra

**EDIZIONE ESCLUSIVA CON DEDICA DELL’AUTORE**
Il mondo di oggi non sarebbe lo stesso senza Cleopatra, una donna di potere,
intelligente e abile che appartiene all’immaginario collettivo universale, ma
la cui figura storica è ancora per molti aspetti avvolta nel mistero e non
priva di risvolti enigmatici. **Alberto Angela** ha deciso di ricostruire le
vicende della regina che in un certo senso ha conquistato Roma, rintracciando
fonti storiche e accompagnandoci per mano, con il suo stile inimitabile, tra
le caotiche strade della capitale del mondo antico, l’esotico porto di
Alessandria d’Egitto e i sanguinosi campi di battaglia, alla scoperta di
persone, storie, usi e costumi. Solo un autore come lui è in grado di farci
rivivere in prima persona il ventennio che ha segnato un cambio epocale nella
storia romana, dall’uccisione di Giulio Cesare, che decreta la fine della
Repubblica, alla morte di Antonio e Cleopatra (la cui tomba non è ancora stata
ritrovata) fino alla nascita dell’Impero con Augusto al potere. Un viaggio nel
tempo in bilico tra Occidente e Oriente, per riscoprire con uno sguardo nuovo
un periodo storico affascinante e convulso, ricco di intrighi e guerre che
hanno segnato il nostro presente e contribuito a rendere il mondo il luogo che
oggi tutti noi conosciamo.