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L’ultima preda: Il ciclo dei Courteney d’Africa

Sean Courteney, pronipote del protagonista del Destino del leone, dopo aver militato nel corpo antiguerriglia degli Scout di Ballantyne, si è messo a fare il cacciatore di professione e organizza safari per ricchi in una riserva nello Zimbabwe, ai confini con il Mozambico. Accompagnato dal fedelissimo Matatu, sua guida ndorobo, Sean si trova nella valle dello Zambesi con Riccardo Monterro, multimilionario americano di origine italiana, e sua figlia, la bellissima Claudia. La ragazza sa che quello sarà per il padre l’ultimo safari, essendo Riccardo minato da un male incurabile, e soltanto per questo motivo lo ha accompagnato – lei, sempre in prima linea nelle battaglie per la salvaguardia della natura – in quella caccia. Inseguendo Tukutela, il gigantesco elefante che nel romanzo assurge a simbolo di un’Africa sul punto di scomparire per sempre, il gruppetto sconfina in Mozambico, dove è in corso una sanguinosa guerra fratricida. Presi tra i due fuochi degli opposti eserciti, ben presto i cacciatori si trasformeranno in prede, e ciò varrà soprattutto per Sean, che la sorte oppone a un nemico uscito dalle brume del suo avventuroso e burrascoso passato. Sarà una lotta all’ultimo sangue, per salvaguardare la propria vita ma anche per difendere legami d’amicizia radicati nel profondo dell’anima, una lotta dove all’odio razziale, alla bestialità della guerra si opporrà, come sempre, il potere salvifico dell’amore.ENTRA A FAR PARTE DEL CLUB DEI LETTORI DI WILBUR SMITH SU: WWW.WILBURSMITH.ITCURIOSITÀ, ANTEPRIME, GADGET E CONTENUTI GRATUITI IN ESCLUSIVA

L’ultima notte di Willie Jones

Ottobre 1943. Mentre il sole tramonta su St. Martinville, Louisiana, Willie Jones deve affrontare le ultime ore della sua vita: a mezzanotte in punto verrà giustiziato sulla sedia elettrica. Ha solo diciott’anni, la pelle nera ed è accusato di aver violentato una ragazza bianca. Qualcuno lo crede innocente, qualcun altro invece scalpita per vederlo «friggere».
Mentre le ore corrono inesorabili, il padre di Willie, Frank, cerca disperatamente di raggiungere la prigione portando a dorso di mulo una lapide che non finirà mai di pagare. Il procuratore distrettuale, che ha ottenuto la pena capitale, deve fare i conti con la propria coscienza e con sua moglie che non riesce più a guardarlo in faccia.
E una madre, il cui unico figlio combatte nel Pacifico, sfida l’autorità del marito cercando calore nel contatto con quei bimbetti straccioni, neri come la notte, che vivono ai margini della sua proprietà. Ci sono pure le famiglie e le bande di amici che per nulla al mondo vogliono perdersi lo spettacolo. C’è, soprattutto, la Feroce Gertie, la pesante sedia di legno in viaggio verso la sua cupa destinazione che, non fosse per quei lacci di cuoio e quei cavi elettrici, sembrerebbe solo una sedia.
In questa potente narrazione, Elizabeth H. Winthrop tocca magistralmente i temi eterni del razzismo, della giustizia, della colpa e del perdono. I suoi personaggi, di carne e sangue, si muovono in un ambiente infettato dal pregiudizio e compiono scelte terribili dimostrando una commovente, tragica umanità.
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### Sinossi
Ottobre 1943. Mentre il sole tramonta su St. Martinville, Louisiana, Willie Jones deve affrontare le ultime ore della sua vita: a mezzanotte in punto verrà giustiziato sulla sedia elettrica. Ha solo diciott’anni, la pelle nera ed è accusato di aver violentato una ragazza bianca. Qualcuno lo crede innocente, qualcun altro invece scalpita per vederlo «friggere».
Mentre le ore corrono inesorabili, il padre di Willie, Frank, cerca disperatamente di raggiungere la prigione portando a dorso di mulo una lapide che non finirà mai di pagare. Il procuratore distrettuale, che ha ottenuto la pena capitale, deve fare i conti con la propria coscienza e con sua moglie che non riesce più a guardarlo in faccia.
E una madre, il cui unico figlio combatte nel Pacifico, sfida l’autorità del marito cercando calore nel contatto con quei bimbetti straccioni, neri come la notte, che vivono ai margini della sua proprietà. Ci sono pure le famiglie e le bande di amici che per nulla al mondo vogliono perdersi lo spettacolo. C’è, soprattutto, la Feroce Gertie, la pesante sedia di legno in viaggio verso la sua cupa destinazione che, non fosse per quei lacci di cuoio e quei cavi elettrici, sembrerebbe solo una sedia.
In questa potente narrazione, Elizabeth H. Winthrop tocca magistralmente i temi eterni del razzismo, della giustizia, della colpa e del perdono. I suoi personaggi, di carne e sangue, si muovono in un ambiente infettato dal pregiudizio e compiono scelte terribili dimostrando una commovente, tragica umanità.

L’ultima notte di Willie Jones

Ottobre 1943. Mentre il sole tramonta su St. Martinville, Louisiana, Willie Jones deve affrontare le ultime ore della sua vita: a mezzanotte in punto verrà giustiziato sulla sedia elettrica. Ha solo diciott’anni, la pelle nera ed è accusato di aver violentato una ragazza bianca. Qualcuno lo crede innocente, qualcun altro invece scalpita per vederlo ‘friggere’. Mentre le ore corrono inesorabili, il padre di Willie, Frank, cerca disperatamente di raggiungere la prigione portando a dorso di mulo una lapide che non finirà mai di pagare. Il procuratore distrettuale, che ha ottenuto la pena capitale, deve fare i conti con la propria coscienza e con sua moglie che non riesce più a guardarlo in faccia. E una madre, il cui unico figlio combatte nel Pacifico, sfida l’autorità del marito cercando calore nel contatto con quei bimbetti straccioni, neri come la notte, che vivono ai margini della sua proprietà. Ci sono pure le famiglie e le bande di amici che per nulla al mondo vogliono perdersi lo spettacolo. C’è, soprattutto, la Feroce Gertie, la pesante sedia di legno in viaggio verso la sua cupa destinazione che, non fosse per quei lacci di cuoio e quei cavi elettrici, sembrerebbe solo una sedia. In questa potente narrazione, Elizabeth H. Winthrop tocca magistralmente i temi eterni del razzismo, della giustizia, della colpa e del perdono. I suoi personaggi, di carne e sangue, si muovono in un ambiente infettato dal pregiudizio e compiono scelte terribili dimostrando una commovente, tragica umanità.

(source: Bol.com)

L’ultima donna della sua vita

Ellery Queen e suo padre, l’ispettore Richard Queen, hanno bisogno di una vacanza e la villa che John Levering Benedict III, compagno a Harvard di Ellery, mette loro a disposizione sembra proprio il luogo giusto. Peccato che si riveli quello più sbagliato. Milionario dai molti divorzi, John ha infatti la brillante idea di modificare il proprio testamento e per questo convoca le tre ex mogli – Marzia la rossa, Rudreg la bionda, Alice la mora – lasciando loro solo una notte per riflettere sulla sua proposta. Una notte di troppo: al mattino John viene rinvenuto cadavere. Ellery sospetta di tutte e tre le donne della vita del suo vecchio compagno. Ma forse ce n’è anche una quarta. L’ultima.

L’ultima chiamata

L’Ultima Chiamata è una straordinaria e personalissima rivisitazione della storia di “Bugsy” Siegel, il gangster visionario che creò la città di Las Vegas (sulla cui vicenda è anche uscito di recente un film interpretato da Warren Beatty) alla luce di tematiche orrorifiche alla King e alla Lovecraft.
L’Ultima Chiamata è anche la vicenda di una cosmica battaglia tra il bene e il male, in cui Powers immette a piene mani trovate uniche e fantasiose, come il gioco delle carte e il mito dei tarocchi. Georges Leon ha costruito il suo regno a Las Vegas su un patto demoniaco e sul sacrificio di suo figlio, Scotty Grane: in una lotta epica, cupa e violenta, che si svolge sul palcoscenico di una Las Vegas surreale ed apocalittica, Scotty affronterà in uno scontro mortale le forze del male che si incarnano nella figura dell’uomo che lo ha generato e poi ripudiato. Una vicenda spigliata e vivace, originalissima come tutte le storie dl Powers, e a forti tinte come i romanzi di Raymond Ghandler e di Mickey Spillane. Un miscuglio ricchissimo tra fantasy, horror e giallo, in cui il fascino delle carte, la fisica del caos e la leggenda del Santo Graal si fondono in un’avventura di rara potenza.Vincitore del premio Locus nel 1993 con questo romanzo, Tim Powers ha già vinto due volte il premio Dick con l’avvincente “Le Porte di Anubis” e il poderoso “Lamia”. In Italia si è aggiudicato il premio Futuro Remoto 1991 sempre con “Le Porte di Anubis”.

L’ultima Chance per L’amore

Si può ritornare al passato? Dorrie Rodgers si è lasciata alle spalle tre uomini a New York, prima di trasferirsi a Los Angeles come prima ballerina in un film. Il fidanzamento con un potente produttore completa la sua vita, ma un incidente pone fine alla sua carriera e al suo imminente matrimonio.

Dopo aver lottato, insegnando yoga, Dorrie viene ingaggiata per fare le coreografie di un film. Volendo condividere la sua gioia per quest’opportunità di far ripartire la sua carriera, è determinata a trovare un uomo. Riuscirà a trovare la persona giusta?

Mettendo in discussione la sua decisione di lasciare i suoi ex ragazzi, Dorrie ritorna nella Grande Mela per trascorrere un giorno in più con ognuno di loro. Troverà la chiave della sua felicità con uno di loro? Il suo ritorno al passato le porterà l’amore che sta cercando o la solitudine la farà tornare tra le braccia dell’uomo che le ha spezzato il cuore?

(source: Bol.com)

L’ultima battaglia

Tutti i personaggi incontrati nel ciclo di Narnia vengono alla ribalta per salutare: il Professore, zia Polly, Edmund, Peter, Lucy, gli gnomi, il topo Ricipì, l’aquila Alidifuoco, l’unicorno Diamante. Ma i veri eroi di questo “gran finale” sono Tirian, l’ultimo discendente dei re di Narnia, e i due bambini Eustachio Scrubb e Jill Pole, che devono smascherare un assurdo impostore. Infatti lo scimmione Shift ha travestito da leone l’asino Puzzle, cercando di farlo passare per il leggendario Aslan e qualcuno ci ha creduto. E adesso le forze del bene e del male si preparano all’ultima battaglia.
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L’ultima avventura di Philo Vance

Quando il procuratore distrettuale Markham invita Philo Vance a trascorrere con lui un periodo di vacanza nella splendida tenuta del vecchio Carrington Rexon, Vance sospetta subito che quello sia un invito interessato: forse il vecchio Rexon si trova in una situazione difficile, e desidera avere presso di sé un buon investigatore, Vance non s’inganna: come Markham sa bene, la splendida collezione di smeraldi di Rexon è in grave pericolo… Naturalmente Vance accetta l’invito, e presto si trova a dover risolvere uno dei casi più intricati della sua lunga carriera, È questo l’ultimo romanzo scritto da Van Dine, ed è considerato uno dei più impeccabili.

L’ultima astronave

Che le invenzioni più meravigliose, le più grandi conquiste tecniche siano destinate a portarci soprattutto dei guai, è opinione molto diffusa tra gli scrittori di fantascienza. Qui un ingegnoso “circuito disciplinare”, vero miracolo della scienza, viene subito utilizzato per ridurre la nostra galassia in stato di schiavitù; e un altro ritrovato altrettanto rivoluzionario, la transmateria, fa retrocedere la galassia accanto a un caotico e tenebroso medioevo. La luce, la liberazione, verranno da dove meno le si aspetta: l’ultima astronave, un vecchio pezzo da museo, e il suo intraprendente pilota.

L’uccisore di seta. Anno Domini 1590

Genova, Anno del Signore 1590. La peste torna a flagellare la riviera. Anche Pimain, il Guaritore di maiali, sembra ormai destinato a morirne, ma qualcuno, forse un’allucinazione, forse una creatura in carne e ossa, interviene per salvarlo e l’uomo, smagrito e lucido, è libero di tornare alla sua vita appartata sulle colline in compagnia dei maiali e del cane Mat. È la città di Genova la prima ad avere bisogno delle doti di indagatore di Pimain: un mostro efferato miete vittime tra i tessitori della pregiata seta, ora rifugiati nel convento di Belvedere. Sarà il senso del dovere o l’amore per la bellissima Maddalena, ora pronto a trasformarsi per sempre in una passione piena e vitale, a spingere Pimain ad accettare l’incarico di fermare la violenza della Creatura Oscura? Intanto l’aiuto del Guaritore di maiali è richiesto altrove, e quando a scomparire non è solo l’oro del Doge ma qualcosa di ben più prezioso, persino i servigi di un disertore come Pimain possono fare comodo alla Serenissima Repubblica… Nel terzo e ultimo episodio della serie inaugurata dal “Guaritore di maiali” e proseguita con “II Mistero degli Incurabili”, l’ingegno del protagonista Pimain torna a risolvere enigmi sullo sfondo di una Genova a tratti lirica a tratti brulicante, una formidabile coprotagonista.
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L’uccello che girava le viti del mondo

Un gatto scomparso e la telefonata di una sconosciuta sono sufficienti a rovesciare la vita di un giovane disoccupato in un turbine di avventure. E lo spazio limitato del suo quotidiano diviene il teatro di una ricerca in cui sogni, ricordi e realtà si confondono.

L’U-Boot Scomparso

Il giovane capitano Peace, abile e audace comandante di sommergibili durante la II Guerra Mondiale, accetta l’incarico dai Servizi Segreti alleati di scoprire e distruggere un nuovo tipo di U-Boot tedesco che si nasconderebbe in un punto imprecisato della Costa degli Scheletri, nell’Africa sudoccidentale, dove, per secoli, correnti infide, scogliere e secche non segnate sulle carte nautiche hanno affondato moltissime navi. Comincia così questo romanzo che ha fatto conoscere a tutto il mondo questo scrittore di avventure e spionaggio

L’oumo ideale

Quattro amiche, durante la solita serata del venerdì al ristorante, compilano per gioco una lista ironica e alquanto osé dei requisiti pressoché irraggiungibili del loro uomo ideale: bello, fedele, divertente, ricco e, naturalmente, ben “dotato”. La mattina dopo quella lista scherzosa e imbarazzante viene pubblicata nella newsletter aziendale. E da qui rimbalza su Internet. E poi in TV. In meno di ventiquattr’ore, tutta l’America conosce i più segreti desideri delle quattro. Niente di male, se quei requisiti non pungessero sul vivo qualcuno che li interpreta come una provocazione diretta e personale. Qualcuno che comincia a compilare una propria lista, una lista di morte, in cima alla quale ci sono i nomi delle quattro amiche.
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L’Ottava Nota

Intorno a un inquietante volume dai poteri magici gravita una setta rimasta occulta per oltre ottocento anni. Spetterà a una giovane archeologa e a un brillante storico ricomporre, tassello dopo tassello, un mosaico ricco di fascino. Rebecca Brandewyne tesse con maestria i fili della Storia insieme a quelli di un intreccio denso ed emozionante e si cala nell’animo dei suoi personaggi per risalire ai misteri e alle passioni primordiali che accompagnano l’origine dell’umanità.

L’ottava confessione

È una mattina come tante, a San Francisco, e Cindy Thomas sta dirigendosi verso la redazione del Chronicle quando qualcosa attira la sua attenzione. Una piccola folla di barboni disperati si accalca intorno a un mucchio di stracci, che a un’occhiata più attenta si rivela un uomo, o meglio quel che ne resta, visto che è stato picchiato selvaggiamente e finito con numerosi colpi di pistola al volto. L’istinto di cronista di Cindy si risveglia, insieme all’angoscia per una fine così orribile. Ma nessuno sa dirle chi fosse realmente il morto. I disperati che aiutava, e che ora piangono la sua morte, lo chiamavano Bagman Jesus, e tutti hanno una bella storia su di lui da raccontare. Ma allora chi poteva volergli tanto male da fargli questo? Cindy chiama subito la sua amica Lindsay Boxer della Omicidi, ma Lidsay non può dedicare troppe energie a un caso di così basso profilo. Gli alti vertici infatti la stanno pressando, perché il jet set della città è percorso da una scia di morte. I primi sono stati Isa ed Ethan Bailey, belli, ricchi, sani, felici, trovati cadaveri nella loro villa hollywodiana. Nessun segno di effrazione, nessuna impronta e soprattutto nessuna traccia di violenza sui corpi. E l’elenco è destinato a continuare… Chi è l’assassino? E soprattutto in che modo uccide?
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