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L’ultimo testamento

Giudea, 70 d.C., Yehoshua Ben Yossef seppellisce in una grotta il proprio testamento, che racchiude un mistero destinato a restare inviolato per secoli. Duemila anni dopo, in Alaska, un’equipe di scienziati viene massacrata all’interno di un laboratorio clandestino, dove si stanno conducendo alcuni esperimenti legati al programma denominato Progetto Lazzaro. Fra le vittime, due premi Nobel, un agente FBI e una cavia umana la cui autopsia rivelerà un esito sconcertante: il decesso era già avvenuto prima della carneficina. Per fare luce sul caso l’FBI si rivolge all’ex agente Nathan Love, esperto di arti marziali e cultore dello zen.
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L’ultimo teorema

L’ultimo teorema (Urania) by Arthur C. Clarke, Frederick Pohl
Un uomo non potrà mai volare nello spazio, dicevano i saccenti. Negli stessi anni, e per lo stesso motivo, decretarono che un’astronave non potesse atterrare in Italia. Invece l’astronave Ares atterrò, “prima nave di linea regolare tra i pianeti”, e cambiò tutto. Era quella del n. 1 dei “Romanzi di Urania”, scesa su di noi il 10 ottobre 1952. Oggi, a sessant’anni di distanza e quasi 1600 numeri dopo, l’ultimo romanzo di Arthur Clarke – scritto in collaborazione con Frederik Pohl – viene a festeggiare degnamente il nostro anniversario. E se qualcuno si chiedesse: “Ma che teorema mi hai fatto?”, gli risponderemmo che si tratta del celebre teorema di Fermat, e che un giovane matematico dello Sri Lanka è il primo ad averne scoperto la dimostrazione originale. Mentre ai danni della Terra, strisciante e insidiosa, si prepara l’invasione aliena…

L’Ultimo Spartito Di Rossini

L’ultimo spartito di Rossini by Simona Baldelli
Scrivere un romanzo ispirato alla biografia di Gioacchino Rossini, nell’anno del 150esimo dalla sua morte, significa complicarsi meravigliosamente la vita.
Perché la prima domanda che ci si pone di fronte alla pagina bianca è: cosa si può scrivere di un personaggio di cui si è già detto tutto? Che appartiene all’immaginario collettivo, non solo dei melomani? È stato, probabilmente, l’artista più famoso e osannato di ogni tempo, e già nel corso della sua esistenza. Per lui venne coniato il termine Rossinimania, riferito al periodo in cui si esibì a Vienna. Ogni angolo risuonava della sua musica, le cartoline con la sua immagine andavano a ruba, gli uomini erano vestiti alla Rossini, le donne sospiravano al suo passaggio, i ristoranti avevano piatti a lui dedicati. Una simile smania pervase le altre città in cui visse e lavorò. Tutti volevano frequentare quel musicista gioviale, dalla scrittura facile –‑ compose il *Barbiere di Siviglia* in meno di due settimane ‑ la battuta pronta, amante della buona tavola. E così viene ricordato ancor oggi: un ilare opportunista, un bon vivant. Ma, di fatto, smise di scrivere opere a 37 anni, dopo il meraviglioso *Guglielmo Tell*, se si eccettuano alcuni componimenti di musica sacra e strumentale. Cosa portò il musicista più famoso del mondo al silenzio?
Da qui partii per il mio viaggio all’interno di una figura assai complessa. In punta di piedi, per non disturbare il gigante che, da 150 anni, aveva trovato quiete. Scoprii aspetti sconosciuti e dolorosi, profondamente umani, che Rossini cercò di dissimulare per tutta la vita, e lo fece tanto bene da passare alla storia come un allegro buontempone. Il suo personaggio da *opera buffa* meglio costruito, potremmo dire, la maschera dietro cui si condannò vivere.

L’ultimo segreto del tempio

Quando a Malqata, nella necropoli di Luxor, viene rinvenuto il cadavere di Piet Jansen, un anziano olandese con cittadinanza egiziana, l’ispettore della polizia di Luxor Yusuf Khalifà pensa di trovarsi di fronte a un caso di facile soluzione. Ma nel corso delle indagini si convince che non tutto è così chiaro come sembra. Alcuni inquietanti particolari sulla morte dell’olandese lo inducono a collegarla con il brutale omicidio di un donna avvenuto quindici anni prima, per il quale lui ha sempre pensato che sia stato condannato un innocente. Scontrandosi con la volontà dei suoi superiori, Khalifà riapre il caso e ben presto individua una pista assolutamente imprevedibile che lo porterà sulle tracce di un enigmatico segreto.
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L’Ultimo Mistero Di Hitler

**Per la prima volta, gli archivi del KGB rivelano tutta la verità sulla morte di Hitler. Un’inchiesta straordinaria, venduta in tutto il mondo.**
Come e quando è davvero morto **Adolf Hitler**? All’indomani dell’armistizio, riuscirono o no i russi a identificarne il corpo, nonostante fosse stato probabilmente bruciato? Nei mesi successivi, i dubbi che **Stalin **istillò nei suoi alleati si propagarono come una cancrena e continuano ancora oggi ad alimentare ogni genere di teoria. Per la prima volta dopo oltre settant’anni, il governo russo ha consentito a due giornalisti e a un illustre medico legale di consultare gli archivi segreti del **KGB**. Ne emergono centinaia di documenti, per la gran parte inediti: gli interrogatori dei testimoni degli ultimi giorni del **Führer**, la pianta del **bunker **dove **Hitler **ed **Eva Braun** si sposarono e poi si suicidarono– a quanto si ritiene – il **30 aprile 1945**, un piano di fuga, verbali ricchi e contraddittori, ma soprattutto resti umani: un pezzo di cranio che presenta un foro di pallottola, un frammento di mandibola, alcuni denti attribuiti a Eva Braun. Grazie al loro faticoso lavoro d’indagine – che rappresenta una storia all’interno della storia – i due autori ci consegnano un’inchiesta appassionante e approfondita, che riscrive gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale e l’inizio della guerra fredda, e getta una luce definitiva sul giallo storico più discusso del Novecento.
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### Sinossi
**Per la prima volta, gli archivi del KGB rivelano tutta la verità sulla morte di Hitler. Un’inchiesta straordinaria, venduta in tutto il mondo.**
Come e quando è davvero morto **Adolf Hitler**? All’indomani dell’armistizio, riuscirono o no i russi a identificarne il corpo, nonostante fosse stato probabilmente bruciato? Nei mesi successivi, i dubbi che **Stalin **istillò nei suoi alleati si propagarono come una cancrena e continuano ancora oggi ad alimentare ogni genere di teoria. Per la prima volta dopo oltre settant’anni, il governo russo ha consentito a due giornalisti e a un illustre medico legale di consultare gli archivi segreti del **KGB**. Ne emergono centinaia di documenti, per la gran parte inediti: gli interrogatori dei testimoni degli ultimi giorni del **Führer**, la pianta del **bunker **dove **Hitler **ed **Eva Braun** si sposarono e poi si suicidarono– a quanto si ritiene – il **30 aprile 1945**, un piano di fuga, verbali ricchi e contraddittori, ma soprattutto resti umani: un pezzo di cranio che presenta un foro di pallottola, un frammento di mandibola, alcuni denti attribuiti a Eva Braun. Grazie al loro faticoso lavoro d’indagine – che rappresenta una storia all’interno della storia – i due autori ci consegnano un’inchiesta appassionante e approfondita, che riscrive gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale e l’inizio della guerra fredda, e getta una luce definitiva sul giallo storico più discusso del Novecento.

L’ultimo innocente

David Nash è soprannominato l’uomo di ghiaccio: giovane e intelligente, come avvocato difensore in casi difficilissimi non ha mai perso un processo e ha sempre giocato molto pulito. Nonostante tutto, da un po’ di tempo è tormentato da dubbi riguardo una serie di imputati assolti. Quando un collega a cui è legato da profonda amicizia si trova invischiato nell’efferato omicidio di una poliziotta trovata morta travestita da prostituta in un motel, David si scuote dai propri sensi di colpa e decide di affrontare il caso de “l’ultimo innocente”.
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L’ultimo impero

Da mille anni dal cielo cadevano ceneri e il mondo era arido.Da mille anni uno spietato signore opprimeva le sue genticome un dio onnipotente e spietato.Poi, quando ormai le speranze erano perdute,l’arrivo di uno straniero parve poter cambiare ogni cosa…In una piantagione fuori dalla capitale Luthadel, gli schiavi skaa sono oppressi come in ogni parte dell’Impero. Uno strano schiavo giunto da poco, con delle cicatrici sulle braccia, una notte uccide da solo il signorotto locale e le sue guardie, liberando poi i suoi compagni. Si tratta di Kelsier, un Mistborn, un uomo dagli straordinari poteri magici. A capo dei più potenti allomanti, dotati di abilità simili alle sue, Kelsier insegue il sogno di porre fine al dominio del despota divino; ma nonostante le capacità dei suoi compagni, il suo scopo sembra irraggiungibile, finché un giorno non incontra Vin, una giovane ladruncola skaa specializzata in truffe a danno dei nobili e dei burocrati dell’Impero. La ragazza è stata provata dalla vita al punto che ha giurato a sé stessa che non si fiderà mai più di nessuno. Ma dovrà imparare a credere in Kelsier, se vorrà trovare il modo di dominare i poteri che possiede, e che vanno ben oltre la sua immaginazione…

(source: Bol.com)

L’ultimo guerriero

Bizanzio, 1035 d.C.: Thorgils è diventato membro dei Variaghi, la milizia di guerrieri nordici che garantisce la sicurezza dell’imperatore dei bizantini, ed è testimone dello splendore della più ricca città della terra, ma anche della violenza e delle congiure che avvelenano la vita della famiglia reale. Quando Harald Sigurdsson diviene capo dei Variaghi, affida a Thorgils una missione difficilissima, al limite dell’impossibile: sconfiggere i pirati che infestano il Mediterraneo, e successivamente organizzare una campagna militare per strappare la Sicilia ai Saraceni. Passano gli anni, Thorgils non è riuscito nell’impresa di riconquistare la Sicilia, ma è sempre più l’uomo di fiducia di Harald, che è diventato re di Norvegia, e vuole coronare il sogno dei suoi antenati, i Vichinghi: invadere l’Inghilterra. E sarà Thorgils, ancora una volta, a organizzare la campagna militare, accordandosi con Gugliemo di Normandia.

L’ultimo dono

Fra il 1986 e il 1987 Sándor Márai, che da più di trent’anni ormai vive negli Stati Uniti, perde i due fratelli e la sorella, e anche il figlio adottivo, appena quarantaseienne. Ma soprattutto perde Lola, la donna che è stata la sua compagna per sessantadue anni: Márai, che ha coltivato il sogno impossibile di morire insieme a lei, è costretto a vederla spegnersi lentamente e, dopo averne disperso le ceneri nell’Oceano, a proseguire un’esistenza che gli appare ormai priva di senso. Il pensiero stesso della «letteratura» gli provoca ormai solo nausea e disgusto. Eppure – e fin quasi alla vigilia della morte – il vecchio «scrittore ungherese» (ché questo egli sarà sempre, afferma, ovunque egli vada) continua, nel monologo ininterrotto che è il suo diario, a registrare annotazioni di ogni genere: aforismi perfetti (la cui acida esattezza ricorda a volte Cioran); lucide riflessioni sulla letteratura (soprattutto quella ungherese, a cui non smette di interessarsi, ma anche Conrad, James, Marco Aurelio, il duca di Sully, Caterina da Siena), sul mondo contemporaneo, sul tema dell’esilio («L’esule che non fa ritorno a casa diventa un personaggio grottesco, se ne sta accoccolato su in alto, come l’anacoreta in cima a una colonna, e aspetta che arrivino i corvi a portargli da mangiare») – e naturalmente sulla prossimità della morte: «La morte è vicinissima, ne sento l’odore. Ma ho ancora qualcosa da spartire con la vita». Sono proprio le estreme, sconvolgenti pagine dell’autore delle Braci. Sándor Márai scrive l’ultima frase il 15 gennaio del 1989. Esattamente un anno prima si era comprato una rivoltella ed era andato più volte in un poligono di tiro per imparare a usarla. Il 21 febbraio, tredici mesi e mezzo dopo la morte di Lola, si uccide.

L’ultimo dei Winnebago

Ambientato in un’America post-disastro regredita a forme di governo decisamente dittatoriali, questo romanzo parla prevalentemente di estinzioni. Nel futuro immaginato dall’autrice a causa di epidemie virali si stanno estinguendo molte razze di animali. Ed è proprio il racconto dell’uccisione dell’ultimo dei cani che dà lo spunto a Connie Willis per narrare una storia di una Terra in cui molte cose che abbiamo si stanno estinguendo, così come i “Winnebago” che oltre a esssere un modello di camper è anche il nome di una tribù pellerossa del Minnesota.
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L’ultimo dei guardiani

Jon Shannow, l’Uomo di Gerusalemme, era stato lasciato in fin di vita dai suoi nemici. Ma egli non è morto, anzi è pronto ad affrontare una nuova, drammatica sfida. Una forza potente e malefica sta distruggendo i confini fra presente e passato, minacciando l’equilibrio stesso del tempo. Solo Shannow, l’ultimo dei Guardiani, può fronteggiare questa terribile minaccia, ma per farlo deve trovare la Spada di Dio, la magica lama che nessuno sa dove si trovi e che, secondo la leggenda, è stata nascosta secoli prima fra le nubi che sovrastano la Città delle Belve, una mitica metropoli governata con pugno di ferro dall’Oscura Regina… L’Uomo di Gerusalemme riuscirà a salvare l’Universo?

L’ultimo amore di Valeria

Esiste un villaggio ungherese talmente piccolo che la Storia non si è mai degnata nemmeno di sfiorarlo. Per decenni nessuno si è mai preoccupato di fermarsi in questo borgo, neppure i nazisti, i sovietici o i capitalisti occidentali, che pure sbucano in ogni riposto angolo del mondo, avidi come sono di quattrini. Qui si continua come sempre ad amare e a imbrogliare il prossimo, a bere e a sopravvivere, con la passione e la forza che ha comunque lasciato l’impero sovietico. In questo paese vive una signora con un caratterino niente male, una donna che in sessantotto anni non ha mai smesso di essere se stessa. Valeria cammina e borbotta e trova difetti in ogni cosa che si sforza di sopravvivere sotto il cielo. I decenni di disgusto nei confronti di tutto e tutti hanno fatto di lei una pietra di paragone per la sua piccola comunità. In fondo, ciò che la infastidisce di meno sarà pur sempre il meglio. Nulla scampa alle sue critiche: le verdure avvizzite del mercato, i pigri agricoltori che si ubriacano alla taverna del paese, le persone che fischiettano senza fermarsi mai, la fauna che ha fatto la sua comparsa da quando il paese è strisciato tra le braccia dell’Occidente come una sgualdrinella qualunque: adolescenti brufolosi che spuntano al volante di berline costose e in compagnia di stangone a pagamento, donne inservibili per qualsiasi nobile cosa, a parte per il sesso… Un giorno, però, la sua anima di impenitente e incallita zitella viene trafitta da un’improbabile freccia…
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L’ultimo alchimista

“Sono tornato all’Aberdeen perché speravo potesse restituirmi quello che mi aveva sottratto tanto tempo fa. Ma mi sono accorto che luoghi del genere non rendono mai quel che hanno perso. È il pedaggio che richiedono, e quando il debito è stato saldato capisci che il tuo tempo è scaduto non dal rintocco di una campana ma dal fruscio lieve dell’apatia…”
Ed è con apatia che Eric Dunne, brillantissimo ex studente, torna dopo anni a quella piccola, prestigiosa scuola del Connecticut settentrionale per giovani ricchi e privilegiati. Con apatia lascia correre lo sguardo verso la grande casa del professore Cade, che lo aveva così impressionato, ora abbandonata e ricoperta dalla patina del tempo. Solo lo stagno lo scuote: il lampo dei ricordi è ancora troppo vivido, troppo forte la paura di veder qualcosa emergere gorgogliando dagli abissi. La memoria riporta Eric al lontano giorno del suo arrivo al college, quando si presenta al tutor perchè ha vinto la borsa di studio. A colpirlo in quei primi momenti è la strana atmosfera diffusa che si respira un po’ ovunque: nella tenebrosa biblioteca, nelle aule spoglie, nel giardino ombroso. Un’atmosfera che incombe anche sulle persone che gli vengono presentate, come il misterioso Cornelius Graves, vecchissimo bibliotecario quasi cieco sul quale girano voci strane e sconcertanti: si mormora per esempio che stia cercando la pietra filosofale, la mitica sostanza che racchiuderebbe il segreto della vita eterna. Contemporaneamente, la straordinaria attitudine di Eric per il latino attira l’attenzione di Arthur Fitch, carismatico e distaccato studente dell’ultimo anno che gli propone di diventare assistente alle ricerche del dottor William Cade, il più illustre docente dell’Aberdeen. Eric entra così nella cerchia ristretta dei pupilli che vivono tutti insieme nella grande casa del professore ai margini del campus, e non tarda ad accorgersi che i suoi nuovi amici non si limitano ad aiutare Cade nella stesura di un libro di storia: anche loro stanno cercando la pietra filosofale… Ma quando un esperimento alchemico fallisce causando conseguenze funeste la tensione fra lui e i suoi compagni minaccia di esplodere, mandando in frantumi il mondo idealizzato di Eric. L’ultimo alchimista è uno stupefacente esordio letterario, una sorta di mystery gotico sul quale aleggia, sin dal prologo, un costante presagio di sciagura. Una lettura che lascia senza respiro: si rimane stregati dalle atmosfere cupe, conturbanti, e dal mirabile ritratto degli irripetibili anni dell’adolescenza, con le sue inquietudini e aspirazioni, con gli ideali di amicizia e lealtà, con il primo, disperato amore per una ragazza irraggiungibile. Un romanzo magico.

L’Ultimatum

L’anno è il 1996. Andrew Gordon, consigliere scientifico del Presidente, riceve da una collega una notizia che ha dell’incredibile: Europa, la sesta luna di Giove, è improvvisamente svanita senza lasciare traccia, come se non fosse mai esistita. Poco tempo dopo, Edward Shaw, professore di geologia, s’imbatte in una scoperta straordinaria nella Valle della Morte, un misterioso tumulo di forma conica, alto un centinaio di metri, a prima vista il residuo di un vulcano spento. Tuttavia non è indicato su alcuna mappa, e nessuno l’aveva mai notato prima…
Già, perché si rivela subito per ciò che è realmente: un’astronave aliena. E l’avvertimento lanciato dalla creatura che si trova al suo interno è tutt’altro che rassicurante. Ma quando il governo australiano comunica l’improvvisa comparsa di una montagna di granito che sembra anch’essa di natura artificiale, è ormai chiaro che si è in presenza di un’inarrestabile catena di eventi che non hanno spiegazione e che rischiano di sconvolgere l’intero pianeta. È forse l’inizio di un’invasione aliena, la soglia di una nuova epoca di pace e prosperità, oppure il segnale di una catastrofe imminente? Una cosa è certa: qualcosa di totalmente inaspettato attende l’umanità…
In questo emozionante romanzo il tema del contatto tra umani e alieni si sviluppa secondo linee complesse e imprevedibili, tra misteri scientifici e ipotesi grandiose.
Greg Bear sa fondere tutti gli elementi della grande fantascienza, con lampi immaginativi e una sapienza spettacolare che lo consacrano come un maestro della nuova generazione.

L’ultima tentazione

In questo romanzo grandioso e di profondo impatto emotivo, Kazantzakis, uno dei più grandi scrittori del Ventesimo secolo, rivisita il Vangelo secondo una visione laica di Cristo. Kazantzakis racconta l’amore e la passione di un uomo: Gesù di Nazaret. Figlio di un falegname, l’uomo Gesù vorrebbe amare una donna e avere una famiglia, ma la voce di Dio risuona dirompente nel suo animo, lo arma di una forza superiore a quella di mille eserciti, gli impone rinunce e sofferenze. Il conflitto interiore dell’uomo, la lotta fra carne e spirito, l’istinto di ribellarsi e il desiderio insopprimibile di unirsi a Dio vengono evocati in un affresco narrativo che celebra il supremo sacrificio di Cristo. Sulla croce, ormai moribondo, Gesù ha una visione di come sarebbe stata la sua vita se non avesse seguito il richiamo di Dio. È l’ultima tentazione, quella che Cristo respinge morendo per l’intero genere umano. Per la scrittrice Michela Murgia, “un testo fondamentale per la mia formazione.”

L’ultima profezia del mondo degli uomini

La storia del Capitano Rankstrail era cominciata in una notte di fuoco e di vento. Dal buio erano arrivati gli Orchi, e le urla delle donne erano salite fino al cielo. Rankstrail è uno dei tanti figli nati dalle violenze sulle frontiere. Sua madre aveva rifiutato di annegarlo e lui aveva portato il suo coraggio e il suo furore fin sul trono del re degli Uomini, dopo essere diventato l’invincibile Capitano, colui che aveva respinto gli Orchi. Lui è il loro nemico mortale, colui che li ha fermati, conservando sempre nel cuore la vergogna e l’odio di essere un loro figlio. Disperso senza insegne durante un’inondazione, catturato casualmente, venduto come schiavo, l’irriconosciuto re degli Uomini dovrà compiere un cammino nel mondo degli Orchi che lo condurrà a diventarne l’imperatore, perché anche loro sono il suo popolo. Sarà un cammino lungo, spesso compiuto sul confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti, attraverso luoghi all’ombra della sofferenza, dove Rankstrail potrà ritrovare i figli perduti, perché a sua volta sarà guidato da luci di tenerezza che non aveva sospettato avere nella sua vita.