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L’uomo della cuccetta n. 10

A Lawrence Blakeley non piace correre rischi. La valigetta che ha con sé contiene prove sufficienti per incriminare un potente personaggio di Washington. Per procurarsi i documenti Blakeley ha dovuto giocare d’astuzia; ma portarli a destinazione è un’impresa molto più ardua. Tutto sembra tranquillo sul pullman in viaggio per Washington. Quando però viene il momento di coricarsi, Blakeley trova un uomo ubriaco già addormentato nella sua cuccetta, la numero 10. Così si infila in quella numero 9. Al suo risveglio, la preziosa valigetta è sparita. E, coso ancor più inquietante, l’uomo della cuccetta 10 è stato assassinato.

L’uomo del desiderio

Dopo la morte di suo marito, Cindy Becker non aveva più pensato ad altri uomini. Uno era stato più che sufficiente a rovinarle la vita e non voleva ulteriori problemi. Cindy era fermamente convinta di poter vivere da sola, anche se la sua vita sessuale era praticamente inesistente. Ma nel corso di quella disgraziata vacanza, tra le altre calamità capitò anche Raymond Walker, un uomo affascinante, sicuro di sé, tenero, allegro e maledettamente sensuale. Per Cindy fu come conoscere un altro universo, in cui si scoprì appassionata e prepotentemente donna. Come poteva, dopo quella settimana di fuoco, tornare a essere la fredda donna di sempre…?

L’uomo del Colle: il Quirinale, il ruolo politico, le forzature, la scelta del 2013

Quello del presidente della Repubblica è un potere elastico, capace di occupare gli spazi lasciati liberi da una politica sempre più debole. Sul Colle i costituenti vollero il garante dell’Unità nazionale, estraneo al gioco politico, ma pur sempre espressione della maggioranza elettorale. Le cose presero presto ad andare in modo diverso. Con il passare degli anni gli uomini del Colle hanno teso l’elastico, intervenendo sempre più spesso nella vita politica e cercando direttamente la popolarità e il consenso. La pretesa maggioritaria e bipolare della Seconda Repubblica ha portato l’elastico fino al punto di rottura, creando occasioni pericolose e deragliamenti dai binari costituzionali. Ciascuno può giudicare come crede questo o quell’intervento, l’uso sempre più disinvolto di questo o quel potere presidenziale, ma ciascuno deve riflettere sul rischio che l’elastico schizzi via di mano, compromettendo un già traballante equilibrio istituzionale. Il diritto e la storia guidano il lettore nel comprendere quel che è successo e quel che può succedere. La saggezza dovrebbe guidare il legislatore nell’affrettarsi a far nascere la Terza Repubblica, non lasciando la Costituzione del 1947 a un inesorabile svuotamento.
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L’uomo dei lupi

Uno strano incidente automobilistico in una periferia fatta di capannoni industriali e viuzze di campo. Una compagnia di ragazzi sbandati e un giro di criminalità organizzata che si dirama verso tre continenti. Non solo la Toscana, quindi. Stavolta il commissario De Giorgi dovrà vedersela con il branco criminale ma anche con i faccendieri internazionali di droga, una storia che lo porterà prima in Nigeria e poi in Colombia, tra donne bellissime e spregiudicate, affari loschi e strani intrecci. Anche stavolta ci saranno falsi indizi e coinvolgimenti personali, compresa l’affannosa e inquietante ricerca di un volto anonimo dal quale il commissario De Giorgi non si riesce proprio a liberare.
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L’uomo dal vestito grigio

Siamo negli anni Cinquanta: Tom e Betsy Rath, una giovane coppia del Connecticut, tre bambini, una casa e un reddito sicuro, hanno molti motivi per essere felici. E tuttavia non lo sono. Libro simbolo di un’intera generazione, “L’uomo dal vestito grigio” è stato uno dei primi romanzi a descrivere il disorientamento dell’uomo medio” americano negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale di fronte al nascere della società dei consumi. Uscito per la prima volta nel 1955 ottenne subito uno straordinario successo. L’anno dopo il libro divenne un film di cassetta, con Gregory Peck protagonista.
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L’uomo dai capelli rossi

Frank Dorrei, giovane autore di romanzi polizieschi, è poco abituato a lasciare libero campo alla fantasia; nelle sue descrizioni si tiene così aderente alla verità dei fatti che le sue opere sembrano dei rapporti di polizia stesi in forma letteraria. Dorrei abita in quell’enorme vivaio umano che è Londra; lavora al mattino, dorme il pomeriggio e dalla mezzanotte alle cinque del mattino si dedica all’esplorazione dei bassifondi. Una notte, mentre si aggira nei dintorni di Drury Lane, incorre in un’avventura destinata a modificare il suo destino. Due cadaveri; accanto a ognuno di essi una misteriosa statuina egiziana che rappresenta una mummia… E Frank Dorrei si trova proiettato dentro un romanzo poliziesco in cui l’intreccio è stabilito, momento per momento, dal caso.

L’uomo dagli occhi glauchi

L’uomo dagli occhi glauchi o Ritratto di giovane inglese è una splendida tela di Tiziano, dipinta intorno alla metà del Cinquecento. Ritrae un giovane biondo, bello, sicuro di sé, senz’altro aristocratico. Ma chi sia veramente, nessuno lo sa. Patrizia Debicke, abituale frequentatrice del nostro Rinascimento, ha costruito il suo nuovo romanzo attorno a questa figura misteriosa, che identifica nel giovane Lord Templeton, figlioccio del potente duca di Norfolk. Inviato in Italia per conto di quest’ultimo, rimane folgorato dal pittore veneziano al punto di chiedergli di fargli un ritratto. Ma il ritratto è in realtà anche un pretesto per coprire il vero scopo del viaggio di Lord Templeton, cattolico deciso a contrastare le follie senili di Enrico VIII e a saggiare i rapporti con il papato e la Spagna all’apertura del concilio di Trento, nel momento di massima tensione fra cattolici e protestanti. E ben presto Lord Templeton scoprirà a sue spese che le ragioni della fede e della politica non si sostengono solo con le armi della diplomazia, ma anche con la violenza e l’inganno.
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L’uomo che visse un giorno

24 agosto 1993: un uomo esce dal carcere. Erano dodici anni che non metteva piede fuori di quelle mura. Afferra la sua valigia e comincia a muoversi. È il suo primo giorno, e anche l’ultimo. Otto mesi dopo, durante una gita in campagna, una bambina di una scuola elementare ritrova il corpo di un uomo, senza testa, senza mani, senza piedi. Da questo indizio parte l’indagine del commissario Van Veeteren, che scava fino nei meandri della vita di un uomo qualunque, nella sua solitudine, nel suo passato: la sua famiglia, il villaggio in cui è nato e cresciuto, in quel paesaggio così innocente.

L’uomo che sussurra ai cani

Addestrare un cane non significa imporgli delle Tavole della legge ma stabilire con lui un Patto di amicizia, dice Graeme Sims. Egli ha creato nel corso di lunghi anni un metodo davvero rivoluzionario e ce lo racconta attraverso episodi autobiografici, a tratti commoventi, a tratti esplicativi e vere e proprie istruzioni step by step. Un libro che appassiona, un manuale che aiuta a capire come scegliere la razza più adatta alle proprie esigenze, come e quando usare i diversi comandi, come instaurare un rapporto di fiducia con il cane o come affrontare e risolvere le situazioni problematiche, per esempio con un cane difficile, nervoso, aggressivo o adottato.

L’Uomo Che Schioccava Le Dita

Nella più sordida prigione di uno stato in cui non è difficile riconoscere l’Iran, terra d’origine dell’autrice Fariba Hachtroudi, la prigioniera 455 è un mito. Ogni giorno, bendata, viene torturata crudelmente, con sadismo. Eppure non parla, resiste. Troppo, per i suoi carnefici. Crede che sia giunta la sua ora quando un uomo misterioso la libera dall’incubo con un semplice schiocco delle dita. La prigioniera 455 non lo vede in faccia, ne intuisce appena la camminata. Anni dopo, al sicuro in un paese europeo, le basterà per riconoscere l’uomo venuto a chiedere asilo politico, un ex colonnello in fuga dal loro comune paese d’origine. È l’inizio dei ricordi, due vite su fronti opposti, entrambe vittime di un grande amore spezzato. Ma è anche l’inizio della libertà.

(source: Bol.com)

L’uomo che non sapeva uccidere

Bunty la moglie dell’ispettore Felse si sente sola: sta per compiere quarant’anni, suo marito è spesso via per lavoro e per una sera avverte la sensazione che la sua vita sia finita in un vicolo cieco. Così senza pensarci troppo si ferma in un bar e decide di scambiare due chiacchiere con un avventore, solo come lei. Il giovane si offre di accompagnarla a casa ma, improvvisamente, Bunty scopre nel bagagliaio dell’auto dello sconosciuto, il cadavere di una donna. La situazione precipita: un’innocente chiacchierata si trasforma in un rapimento e poi in una drammatica fuga da un gruppo di malviventi che insegue il giovane. Bunty, però, è convinta che il giovane non possa essere un assassino…
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L’uomo che non era nessuno

Marjorie Stedman lavora come segretaria nello studio di un avvocato. La sua è una vita normale, finché un giorno non entra in scena un uomo misterioso, chiamato Pretoria Smith. Chi è questo individuo? E quali sono i suoi rapporti con lo zio sudafricano di Marjorie? Tutto si complica ancora di più il giorno in cui, in una sala di un antico maniero inglese, Marjorie si trova di fronte a un allucinante spettacolo. A terra giace il cadavere di Sir James Tynewood, ucciso con un colpo di pistola, e accanto a lui c’è Pretoria Smith che si accusa dell’assassinio. E i misteri, invece di risolversi, sembrano infittire sempre più.

L’uomo che dorme (Nero Rizzoli)

**NERO RIZZOLI È LA BUSSOLA DEL NOIR FIRMATA RIZZOLI.**
Da un po’ di tempo, **Antonio Costanza** ha preso la vita contromano: non per scelta e nemmeno per ostinazione. A quarant’anni, è vittima di un’indolenza che niente riesce a scalfire, neppure i brutali omicidi di due prostitute. Non sarebbe troppo grave se Antonio fosse solo Antonio. Invece è anche il dottor Costanza, psichiatra e consulente del Tribunale per i crimini violenti. Uno che se la vede con disadattati cronici, finti pazzi e bastardi veri. Così, quando l’ombra di **un serial killer** si allunga su Salerno, città sospesa tra vecchi sapori di provincia e vanità da metropoli sul mare, Antonio fa l’impossibile per non essere coinvolto.
Vagamente sociopatico e teneramente narcisista, se ne resta ripiegato in un guscio di piccole fobie, appresso alle scelte dell’ex compagna e a un rapporto complicato con il figlio. La sveglia però sta suonando, tanto più che di mezzo ci si mette una giornalista dal sorriso favoloso. Il sonno della svogliatezza è finito e al dottor Costanza toccherà sondare la mente omicida di uomini che odiano le donne, trascinato in un caso in cui la Legge sembra incapace di fare giustizia.
**Corrado De Rosa attinge alla sua esperienza di psichiatra, perito in vicende giudiziarie eccellenti**, per costruire una commedia nera dal tono amaro e scanzonato. La dedica a una generazione a tratti infantile, maldestra in amore, che è cresciuta con i Lego rimanendo incastrata tra i mattoncini colorati delle possibilità e le macerie del disincanto.
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### Sinossi
**NERO RIZZOLI È LA BUSSOLA DEL NOIR FIRMATA RIZZOLI.**
Da un po’ di tempo, **Antonio Costanza** ha preso la vita contromano: non per scelta e nemmeno per ostinazione. A quarant’anni, è vittima di un’indolenza che niente riesce a scalfire, neppure i brutali omicidi di due prostitute. Non sarebbe troppo grave se Antonio fosse solo Antonio. Invece è anche il dottor Costanza, psichiatra e consulente del Tribunale per i crimini violenti. Uno che se la vede con disadattati cronici, finti pazzi e bastardi veri. Così, quando l’ombra di **un serial killer** si allunga su Salerno, città sospesa tra vecchi sapori di provincia e vanità da metropoli sul mare, Antonio fa l’impossibile per non essere coinvolto.
Vagamente sociopatico e teneramente narcisista, se ne resta ripiegato in un guscio di piccole fobie, appresso alle scelte dell’ex compagna e a un rapporto complicato con il figlio. La sveglia però sta suonando, tanto più che di mezzo ci si mette una giornalista dal sorriso favoloso. Il sonno della svogliatezza è finito e al dottor Costanza toccherà sondare la mente omicida di uomini che odiano le donne, trascinato in un caso in cui la Legge sembra incapace di fare giustizia.
**Corrado De Rosa attinge alla sua esperienza di psichiatra, perito in vicende giudiziarie eccellenti**, per costruire una commedia nera dal tono amaro e scanzonato. La dedica a una generazione a tratti infantile, maldestra in amore, che è cresciuta con i Lego rimanendo incastrata tra i mattoncini colorati delle possibilità e le macerie del disincanto.

L’uomo che dorme

NERO RIZZOLI È LA BUSSOLA DEL NOIR FIRMATA RIZZOLI.Da un po’ di tempo, Antonio Costanza ha preso la vita contromano: non per scelta e nemmeno per ostinazione. A quarant’anni, è vittima di un’indolenza che niente riesce a scalfire, neppure i brutali omicidi di due prostitute. Non sarebbe troppo grave se Antonio fosse solo Antonio. Invece è anche il dottor Costanza, psichiatra e consulente del Tribunale per i crimini violenti. Uno che se la vede con disadattati cronici, finti pazzi e bastardi veri. Così, quando l’ombra di un serial killer si allunga su Salerno, città sospesa tra vecchi sapori di provincia e vanità da metropoli sul mare, Antonio fa l’impossibile per non essere coinvolto. Vagamente sociopatico e teneramente narcisista, se ne resta ripiegato in un guscio di piccole fobie, appresso alle scelte dell’ex compagna e a un rapporto complicato con il figlio. La sveglia però sta suonando, tanto più che di mezzo ci si mette una giornalista dal sorriso favoloso. Il sonno della svogliatezza è finito e al dottor Costanza toccherà sondare la mente omicida di uomini che odiano le donne, trascinato in un caso in cui la Legge sembra incapace di fare giustizia.Corrado De Rosa attinge alla sua esperienza di psichiatra, perito in vicende giudiziarie eccellenti, per costruire una commedia nera dal tono amaro e scanzonato. La dedica a una generazione a tratti infantile, maldestra in amore, che è cresciuta con i Lego rimanendo incastrata tra i mattoncini colorati delle possibilità e le macerie del disincanto.

L’uomo che allevava i gatti

È una Cina rappresentata nella crudezza, a volte nella brutalità della sua vita quotidiana, quella di Mo Yan. Ma anche una Cina toccata dalla poesia, dalla sensazione del meraviglioso. I personaggi di questi racconti sembrano sempre sul punto di soccombere, ma conservano una loro leggerezza magica. In particolare, sono i bambini a impersonare il confine tra fragilità assoluta e capacità di illuminare il mondo, di fare miracoli. E sono loro i protagonisti, orfani, miserabili ma ricchi della capacità di vedere le piú sottili efferatezze e le piú segrete meraviglie.
Secondo Mo Yan sono loro a portare sulle spalle il peso dell’anima, e cercano di traghettarla sull’altra riva del fiume: tra esseri umani che spesso hanno dimenticato di essere stati anche loro, un giorno, figli e bambini.
(source: Bol.com)