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Caduta libera

Gli uomini del pianeta 54 – quasi simili a noi fisica-mente, ma con una mente infinitamente più sviluppata, e che hanno raggiunto una civiltà matematica superlativa, vengono un giorno sulla Terra per prelevare qualche esemplare e portarlo sul proprio pianeta per «studiarne le reazioni» e risolvere se aiutare o no il progresso scientifico della Terra, nell’ambito del suo ciclo mentale: 18.000 anni. Prelevano cinque Terrestri: un medico, un generale, un avvocato, un commerciante e un poeta col proprio gatto, che, dopo l’esame, verranno o istruiti o eliminati. L’uomo di 54 che ha il compito di portare i Terrestri sul proprio pianeta, tiene un diario su cui annota ogni azione, ogni reazione, ogni analisi psichica e mentale di questi cinque Terrestri: il romanzo è il diario di que-st’essere superiore, dalle cui osservazioni emergono, vivi, caratterizzati, parlanti, a volte meschini a volte commoventi, a volte dignitosi a volte grandi, le cinque figure dei Terrestri, che si muovono, parlano, agiscono nelle più bizzarre, divertenti, tragiche, interessanti situazioni. Il romanzo, pur essendo scritto in un tono pieno di hu-mor, è rigorosamente, diremmo quasi scientificamente logico in ogni sua parte e in ogni suo presupposto. Diverte, istruisce e fa pensare. E alla fine ci accorgiamo che l’avvocato, il generale, il commerciante, il medico, il poeta e perfino il gatto ci sono diventati cari, come amici per la cui sorte si sta in ansia dalla prima all’ultima parola di questo magnifico racconto, uno dei migliori che la nostra collezione ha presentato.

Cadavere non identificato

Al Deep Water Terminal di Richmond, in un container di un cargo proveniente da Anversa, viene rinvenuto un cadavere maschile in avanzato stato di decomposizione. L’autopsia, eseguita da Kay Scarpetta, non riesce a stabilire con precisione la causa della morte dell’uomo e la polizia non è in grado di identificarlo. Unica traccia, quella che potrebbe essere la firma dell’assassino su uno scatolone all’interno del container: Loup-Garou. Sarà proprio questa misteriosa scritta a portare Kay in Francia, dove l’Interpol sta indagando su una serie di omicidi riconducibili appunto a Loup-Garou, e che presentano raccapriccianti analogie. Strani peli ritrovati sulle vittime e rituali praticati sui loro corpi fanno pensare alla stessa mano criminale…
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Cacciatori Di Demoni

Sembrava che tutto fosse finito con la morte del giovane servo del demone Korulean. Sembrava che l’angoscia e la dannazione si fossero allontanate dal gruppo di avventurieri. Sembrava… Ma la discesa negli Inferi è appena cominciata e non è possibile fuggire al Destino del mondo! Gli avventurieri scopriranno il significato del dolore e della paura, ma, con al fianco vecchi e nuovi amici, decideranno di schierarsi contro il Male e diverranno i Cacciatori di Demoni! Affronteranno la guerra in patria, il potere malvagio di spietati stregoni e un pericoloso viaggio in una terra desolata alla ricerca della Verità. Dopo “Dei, Demoni e Uomini” ecco “Cacciatori di Demoni”; il secondo libro della Trilogia fantasy de “Il Cerchio dei Giganti”, la storia di un gruppo di uomini e donne che si scoprirono eroi.

Cacciatore di stelle

Mentre la Guerra di indipendenza imperversa, gli abitanti di Filadelfia sono affascinati dalle imprese del ribelle conosciuto come Star Rider, l'eroe noto per sabotare con il proprio vascello le truppe britanniche. Durante una feroce battaglia, però, la sua nave viene colpita e lui è gravemente ferito. Fingendosi un soldato inglese, Star Rider riesce a entrare nel ricovero di Annette Carey, ed è subito affascinato dalla donna: Annette è colei che ha sempre cercato. Ma starle accanto potrebbe significare per lui la cattura, o, addirittura, la morte…

Cacciatore

Chloe ha diciassette anni e non ha mai baciato nessuno. Approfittando delle vacanze estive e dell’assenza dei suoi, chiede aiuto all’affascinante vicino di casa, più grande di lei. Michael ha un passato ingombrante e la considera solo una ragazzina, ma Chloe sta cambiando proprio grazie a lui ed è intenzionata a non chiudere il discorso…
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### Sinossi
Chloe ha diciassette anni e non ha mai baciato nessuno. Approfittando delle vacanze estive e dell’assenza dei suoi, chiede aiuto all’affascinante vicino di casa, più grande di lei. Michael ha un passato ingombrante e la considera solo una ragazzina, ma Chloe sta cambiando proprio grazie a lui ed è intenzionata a non chiudere il discorso…

Caccia Alle Streghi: I gialli delle streghe di Westwick

Caccia alle Streghe: Un giallo delle streghe di Westwick
Serie: I gialli delle streghe di Westwick
FATE ATTENZIONE A QUELLO CHE DESIDERATE…
Un giallo paranormale delle streghe di Westwick
“…Una chicca soprannaturale che vi stregherà. Se vi piacciono i misteri e le magie adorerete Cendrine West e la sua stravagante famiglia di streghe!”
Cendrine West ha un segreto: non vuole essere una strega. D’altra parte come strega non è molto brava e sua zia Pearl non fa che ricordarglielo. Ma Cendrine non può sfuggire alla sua natura, soprattutto non nella piccola Westwick Corners, dove la famiglia di streghe West crea problemi da generazioni.
I problemi sorgono quando viene scoperto un cadavere poco prima del matrimonio di Cendrine. Le sue indagini portano alla luce una connessione soprannaturale e un segreto sul suo fidanzato che avrebbe preferito non scoprire. Cendrine è costretta a mettere alla prova la sua capacità come strega. Sarà in grado di salvare la sua famiglia e la città? 
Gli indizi sulla scena del crimine indicano l’irascibile zia Pearl, che si è votata a impedire a ogni costo il turismo, così importante per la piccola Westwick Corners. Pearl è anche determinata a mandare via Tyler Gates, il nuovo affascinante sceriffo, come ha fatto con i suoi predecessori. E se questo non bastasse, ci si mette anche il fantasma di nonna Vi, che vuole partecipare all’azione. Cendrine fa di tutto per scagionare la zia, anche se questo non andrà necessariamente a suo vantaggio.
Volano scintille tra Cendrine e Tyler, mentre si accumulano le prove contro zia Pearl. Cendrine riuscirà a spingere le indagini, e il suo cuore, nella giusta direzione?
Se vi piacciono i gialli con un pizzico di humor e di soprannaturale, quest’avventura paranormale fa per voi!!
libri italiani
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Caccia al terrestre

Arrivati dalle profondità della Galassia, gli alieni hanno trasformato la Terra in una riserva di caccia. La loro superiorità tecnologica è tale che il problema non presenta difficoltà. Il loro sadico piacere consiste nel perseguire una preda intelligente, una preda a cui è anche lasciata una certa libertà di azione e di difesa per dare alle battute quel brivido che ogni cacciatore trova così emozionante. Guidati da un Mastro di Caccia gli alieni si fanno un punto di onore nel tornare sui loro pianeti con qualche trofeo nel carniere: gli animali uomini. Tuttavia la Terra, anche se in ginocchio, non rinuncia a una disperata difesa in cui vengono dispiegate le più grandi riserve di astuzia, di inventiva, di coraggio della razza umana. Uno strano essere, un essere misterioso e insondabile, guida da lontano, con mano sicura, questa difesa, offrendo agli uomini il suo aiuto prezioso e, soltanto dopo una lunga lotta, la Terra saprà che non è solo in gioco la sua sopravvivenza ma l’intero assetto dell’universo. Philip E. High è nato e vive in Inghilterra. Ha pubblicato il suo primo racconto di fantascienza all’età di tredici anni. I suoi libri più conosciuti sono No truces with Terra, The times mercenaries, Invader in my back, tutti pubblicati dalla Are Book di New York.

Cacao City (Dalia Narrativa Vol. 1)

In una Milano distopica e contemporanea, il cacao è la droga preferita dagli anziani e spopola, fatale, in case di riposo e circoli ricreativi. Delizia, addetta agli abbracci in un megastore del centro, e suo fratello Claude, poliziotto, cercano disperatamente per la città i nonni Belinda e Costante, fuggiti da un centro di disintossicazione. Li segue Robespierre, giornalista con la vocazione del cronista d’assalto, disgraziatamente impiegato al “Gazzettino delle Buone Notizie”.
Traffici illeciti, omicidi e misteriose sparizioni: nulla è ciò che sembra sotto le oscure luci di Chinatown. Chi ha portato il cacao in città? Perché Belinda e Costante, rapinatori di professione in gioventù, sono in fuga con tutta la vecchia banda?
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### Sinossi
In una Milano distopica e contemporanea, il cacao è la droga preferita dagli anziani e spopola, fatale, in case di riposo e circoli ricreativi. Delizia, addetta agli abbracci in un megastore del centro, e suo fratello Claude, poliziotto, cercano disperatamente per la città i nonni Belinda e Costante, fuggiti da un centro di disintossicazione. Li segue Robespierre, giornalista con la vocazione del cronista d’assalto, disgraziatamente impiegato al “Gazzettino delle Buone Notizie”.
Traffici illeciti, omicidi e misteriose sparizioni: nulla è ciò che sembra sotto le oscure luci di Chinatown. Chi ha portato il cacao in città? Perché Belinda e Costante, rapinatori di professione in gioventù, sono in fuga con tutta la vecchia banda?

C’eravamo tanto amati

Anche i giovani hanno un passato. Tutti abbiamo un futuro. In C’eravamo tanto amati Bruno Vespa prende in mano un secolo per guardare al domani con le speranze di ieri. Ecco, quindi, un’affascinante cavalcata nei decenni trascorsi per mostrare gli straordinari cambiamenti avvenuti nella nostra vita quotidiana: dall’amore (corteggiamento ieri pudico, oggi sfrontato) alla cucina (raccontata insieme ai grandi chef italiani), dagli stipendi ai consumi, dalle vacanze all’abbigliamento, dal cinema alle canzoni, dall’economia prima dell’euro a quella dopo l’euro, dalla politica del Regno d’Italia a quella della Terza Repubblica. Il fascino delle lettere d’amore sostituito dai messaggini sul cellulare: come farebbe nei nostri giorni Gabriele d’Annunzio ad abbandonarsi al sublime erotismo della sua corrispondenza sentimentale? Il rivoluzionario cambiamento della sessualità femminile (enormemente più accelerato di quello maschile): dall’ingenua ‘posta del cuore’ delle nostre bisnonne all’ossessiva domanda che si rivolgono le adolescenti di oggi: ‘Hai avuto un rapporto completo?’. I matrimoni che duravano una vita e quelli che ora non superano in media i 16 anni, il boom delle nascite e le culle vuote, l’entusiasmo della ricostruzione e i vincoli che ci hanno frenato, l’esplosione di Internet e la schiavitù pericolosa del web, i viaggi in treno in terza classe e quelli in Frecciarossa e sui voli low cost, gli stipendi di una volta aumentati più dell’inflazione e ora stremati dall’euro e dalla crisi, le pensioni concesse dopo 14 anni di servizio e quelle talvolta negate anche a chi è anziano, gli emigranti di un tempo sostituiti dai ‘cervelli in fuga’ di oggi, le lunghe villeggiature ridotte ai weekend mordi e fuggi, gli Airbnb al posto degli alberghi, i Car2go al posto dei taxi, i playboy che battevano le spiagge romagnole e i bruti che violentano le ragazzine. I film e le canzoni che ci hanno commosso, divertito, accompagnato. E gli spettacoli televisivi che hanno formato la coscienza e il costume degli italiani. Per arrivare nell’ultimo capitolo alla più stretta attualità politica, raccontata conversando con Renzi, Berlusconi, Alfano, Di Maio, Salvini e il nuovo sindaco di Torino, Chiara Appendino. Quali prospettive si è dato il presidente del Consiglio? Nascerà un nuovo centrodestra? Continuerà la rivoluzione del Movimento 5 Stelle? C’eravamo tanto amati: la dolcezza del ricordo e insieme l’eccitazione di una nuova speranza.

(source: Bol.com)

C’era una volta… ma anche no!

Esiste il detto: quando il gatto non c’è i topi ballano, ed è quello che succede in un B&B alle porte di Milano. Zia Bice lascia alle nipoti, Silvia e Ambra, il casolare in cui tuttora vive, libere di farne ciò che vogliono tranne venderlo. Silvia, fresca sposa del bel Chris, avvia con entusiasmo l’attività di B&B, ma lascia tutto nelle mani della sorella per godersi la luna di miele con il suo principe azzurro, volando a Bora Bora. Per affiancarla ci sarà Mosè, fratello di Chris, in crisi dopo aver perso il lavoro, e in perenne conflitto con il mondo oltre che con se stesso. Ma cosa succede se si mettono insieme due schizzati, ognuno con le proprie paturnie esistenziali, due esseri che più diversi non si può? Potrebbe essere il caos o il preludio a una guerra. O forse non tutto il male viene per nuocere…

C’era una volta… Kelly

John Mitchell è stato il primo amore di Kelly, ma un tragico incidente lo ha lasciato in coma una settimana prima del loro matrimonio. Ignorando la prognosi dei medici, secondo la quale John non riprenderà mai più conoscenza, Kelly si ostina a sperare.
Passano i giorni, i mesi, gli anni…
Adesso, dopo più di un decennio, John è lì, davanti a lei, determinato a riprendersi l'amore che il destino gli ha rubato. Kelly, però, sa di non essere più la ragazza remissiva di una volta, ma una donna decisa a lottare con le unghie e con i denti per difendere la libertà faticosamente conquistata…

C’era una volta…

Siamo a Tebe, nell’antico Egitto, intorno al duemila avanti Cristo, all’epoca dell’XI dinastia. Renisenb, in seguito alla morte del marito, torna nella grande casa del padre Imhotep, sacerdote del Ka. La giovane, dopo la disgrazia che l’ha colpita, è in cerca di conforto e nella casa natale, vicino ai parenti e ai servi fedeli, ha l’impressione di poter riacquistare la perduta serenità. Ma la realtà in cui si imbatte è assai diversa: i suoi tre fratelli, il debole Yamhose, il prepotente Sobek e il viziato Ipy, sono sempre in contrasto tra di loro, mentre le cognate e la vecchia, malvagia Henet gettano olio sul fuoco. Ma la situazione è ancora destinata a peggiorare con l’arrivo della sensuale e affascinante Nofret, la giovanissima nuova concubina di Imhotep. In questa atmosfera di gelosia, passioni e rancori scoppia ben presto una vera e propria tempesta e incominciano a verificarsi strane morti misteriose, attribuite dalla famiglia alla oscura maledizione degli dei, ma la verità invece può nascondersi in mezzo agli uomini. C’era una volta, apparso nel 1945, è un romanzo di straordinaria suggestione, nella quale la Christie ha riversato tutte le sue conoscenze sull’antica civiltà egiziana che aveva appreso durante i suoi viaggi in compagnia del marito, il celebre archeologo Mallowan.

C’era Una Volta La Mafia

**Tra *Il padrino* e *C’era una volta in America*
Una storia vera che sembra un film
La storia mai raccontata del primo boss della mafia americana 
Come è iniziata l’ascesa della mafia in America?**
Appassionante come un romanzo, frutto di accurate e innovative ricerche basate su attendibili fonti finora inedite, *C’era una volta la mafia* racconta le vicende di Giuseppe Morello (Corleone 1867 – New York 1930), il primo boss dei boss degli Stati Uniti – soprannominato “L’artiglio” a causa della sua mano deforme – e la conquista del potere della sua spietata famiglia. L’autore segue passo passo i crimini e le attività illecite perpetrati da lui e dai suoi uomini d’onore: inizia con la cronaca dell’efferato “omicidio del barile” sul quale indaga Joe Petrosino, per proseguire con il controllo su New York da parte della Prima Famiglia, grazie all’alleanza con il boss Ignazio Lupo di Little Italy, e la nascita della “Mano nera”, il temuto racket dell’estorsione; ci svela i bizzarri rituali di iniziazione e gli ingegnosi sistemi di protezione della congrega malavitosa, e ci fa ascoltare la voce di William Flynn, capo dei Servizi segreti statunitensi a New York. Grazie alla ricostruzione rigorosa, sorprendente e appassionante di un importante tassello della nostra storia criminale, *C’era una volta la mafia* è il racconto imprescindibile per capire l’origine e lo sviluppo dell’organizzazione criminale che ha cambiato la fisionomia degli Stati Uniti.
**La storia della prima famiglia mafiosa degli Stati Uniti 
Un libro rigoroso e avvincente candidato al Premio Pulitzer**
«Un libro sorprendente che ha colmato numerose lacune… un saggio raccontato come un romanzo che si presta moltissimo a una versione cinematografica. Peccato non ci sia più Marlon Brando.»
**Aldo Forbice; storico conduttore radiofonico di *Zapping***
«Accattivante… Convincente… Irresistibile.» 
**New York Times**
«Dash ha raccolto tonnellate di materiale e ha realizzato un libro di divulgazione storica che con ogni probabilità può essere considerato il testo definitivo sull’argomento anche per gli anni a venire, scritto con uno stile vivido, lucido, con un solido impianto narrativo e la giusta dose di aneddoti e particolari violenti.» 
**Washington Post**
«Dash è inimitabile nell’illuminare i punti bui della storia e nell’inquadrare in un contesto preciso e rigoroso aneddoti che sono rimasti impressi nell’immaginario popolare. La sua ricerca è impressionante. Rimane solo un dubbio per gli appassionati di storia di mafia: chi darà il volto a Giuseppe Morello, ora che Brando non c’è più?»
**Financial Times**
**Mike Dash**
scrittore, giornalista e ricercatore di storia all’Università di Cambridge, è nato a Londra nel 1963. La sua fama è legata ai libri e agli articoli che trattano insoliti eventi storici, fenomeni anomali, strane credenze. Ha scritto per «Bizarre», «Fortean Times» e più recentemente per «The Independent» e «The Sunday Telegraph». Tra i suoi numerosi libri *Satan’s Circus* e *C’era una volta la mafia* sono stati candidati al Premio Pulitzer for History. I suoi libri sono stati tradotti in numerose lingue. Vive a Londra con la moglie e la figlia.

C’era una volta il cinema: I miei film, la mia vita

Due occhi di ghiaccio, un poncho sulle spalle, il mozzicone di un sigaro stretto nel ghigno da pistolero. uel sigaro appartiene a un uomo troppo svelto a sparare, un uomo senza nome la cui mira non conosce perdono. Ad annunciarlo, mentre si avvicina al galoppo al villaggio di San Miguel, è un fischio malinconico che sembra provenire dalla gola del tempo, dai decenni sepolti nella polvere rossastra del West.Quell’uomo spietato è l’eroe di una nuova epica, fatta di sangue e piombo, di carne, cavalli e dinamite. È la Trilogia del dollaro, canto per fucile e macchina da presa, odissea di cacciatori di taglie che ha riscritto il genere western con la lingua di Kurosawa e Céline: film costruiti con gesti ieratici, con tempi dilatati pronti a esplodere in parossismi di violenza, con un ordito di sguardi interminabili, spari improvvisi, dialoghi scarnifi cati le cui battute si dischiudono in formidabili aforismi. Il regista si chiama Sergio Leone.C’era una volta il cinema – frutto di quindici anni di dialogo ininterrotto con Noël Simsolo tra Parigi, Cannes e Roma – è il testo cui Leone ha affi dato il racconto della propria vita e di tutti i film che ha girato. I fotogrammi dei suoi ricordi portano impressi il cappello di Clint Eastwood e la barba mal rasata di Gian Maria Volonté, le melodie di Ennio Morricone, lo sguardo di Claudia Cardinale e il sorriso offuscato di Robert De Niro, gli incontri con Pier Paolo Pasolini, Klaus Kinski e Orson Welles.Leggere questo memoir-intervista, finora inedito in Italia, è come ritrovare in una vecchia cassetta una voce che si credeva smarrita. Una voce acuta, divertita, ferocemente anticonvenzionale, che fra un aneddoto di vita sul set e una riflessione sul cinema finisce per rivelare i segreti di un regista che ha saputo trasformare gli anni del proibizionismo nel romanzo struggente delle amicizie tradite, delle vendette e degli amori perduti. E che, nell’oblio di una fumeria d’oppio come sulle carrozze di un treno a vapore, ha dipinto l’immagine del tempo mentre fugge via.

C’era una volta il cinema

Due occhi di ghiaccio, un poncho sulle spalle, il mozzicone di un sigaro stretto nel ghigno da pistolero. uel sigaro appartiene a un uomo troppo svelto a sparare, un uomo senza nome la cui mira non conosce perdono. Ad annunciarlo, mentre si avvicina al galoppo al villaggio di San Miguel, è un fischio malinconico che sembra provenire dalla gola del tempo, dai decenni sepolti nella polvere rossastra del West.Quell’uomo spietato è l’eroe di una nuova epica, fatta di sangue e piombo, di carne, cavalli e dinamite. È la Trilogia del dollaro, canto per fucile e macchina da presa, odissea di cacciatori di taglie che ha riscritto il genere western con la lingua di Kurosawa e Céline: film costruiti con gesti ieratici, con tempi dilatati pronti a esplodere in parossismi di violenza, con un ordito di sguardi interminabili, spari improvvisi, dialoghi scarnifi cati le cui battute si dischiudono in formidabili aforismi. Il regista si chiama Sergio Leone.C’era una volta il cinema – frutto di quindici anni di dialogo ininterrotto con Noël Simsolo tra Parigi, Cannes e Roma – è il testo cui Leone ha affi dato il racconto della propria vita e di tutti i film che ha girato. I fotogrammi dei suoi ricordi portano impressi il cappello di Clint Eastwood e la barba mal rasata di Gian Maria Volonté, le melodie di Ennio Morricone, lo sguardo di Claudia Cardinale e il sorriso offuscato di Robert De Niro, gli incontri con Pier Paolo Pasolini, Klaus Kinski e Orson Welles.Leggere questo memoir-intervista, finora inedito in Italia, è come ritrovare in una vecchia cassetta una voce che si credeva smarrita. Una voce acuta, divertita, ferocemente anticonvenzionale, che fra un aneddoto di vita sul set e una riflessione sul cinema finisce per rivelare i segreti di un regista che ha saputo trasformare gli anni del proibizionismo nel romanzo struggente delle amicizie tradite, delle vendette e degli amori perduti. E che, nell’oblio di una fumeria d’oppio come sulle carrozze di un treno a vapore, ha dipinto l’immagine del tempo mentre fugge via.

(source: Bol.com)

C’era una volta Andreotti

È sopravvissuto a due guerre mondiali, sette papi, la monarchia, il fascismo, la Prima Repub­blica e la Seconda. E a sei processi per mafia e omicidio. Giulio Andreotti è stato un esemplare unico del potere in Italia per longevità, sopravvi­venza agli scandali, dimestichezza con gli appa­rati dello Stato e del Vaticano, consuetudine con le classi dirigenti mondiali del passato. È stato unico perfino nell’aspetto fisico, che ha nutrito generazioni di vignettisti.
A cento anni dalla nascita, il 14 gennaio del 1919, ripercorrere la sua vita e la sua epoca significa fare i conti con la distanza siderale tra la sua Italia e quella di oggi. Dopo essere stato incombente per mezzo secolo come uomo di governo e come enigma dell’Italia democristiana, Andreotti non c’è più. E non solo perché è morto, il 6 maggio del 2013. Non esistono più la sua politica, la sua cultura, il suo Vaticano. Rimane solo l’eco lonta­na e controversa del «processo del secolo», che doveva chiarire le sue responsabilità e che inve­ce si è concluso nel modo più andreottiano: con una verità sfuggente.
Nel suo libro, ampiamente rivisto e aggiornato per questa nuova edizione, Massimo Franco racconta e analizza Andreotti e il suo mondo: gli alleati, i nemici, il suo alone intatto di mistero, ma anche la famiglia invisibile per decenni, e sorprenden­te nella sua stranissima normalità. Attraverso la silhouette curva del «Divo Giulio», aiuta a capire che cosa siamo stati e non siamo più. In un’Italia che cambiava o fingeva di cambiare, Andreotti ri­mase sempre se stesso: nel bene e nel male.
Emblema e garante dello status quo nell’era della guerra fredda, ha rappresentato l’«uomo del Pur­gatorio» per antonomasia, in una nazione in bilico tra Paradiso occidentale e Inferno comunista. Ha permesso a un’Italia di specchiarsi per mezzo se­colo in lui, di sentirsi migliore, o forse solo di auto­assolversi. Le ha fornito la bussola: un pessimismo di fondo sulla natura umana, alleviato dall’ironia.
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### Sinossi
È sopravvissuto a due guerre mondiali, sette papi, la monarchia, il fascismo, la Prima Repub­blica e la Seconda. E a sei processi per mafia e omicidio. Giulio Andreotti è stato un esemplare unico del potere in Italia per longevità, sopravvi­venza agli scandali, dimestichezza con gli appa­rati dello Stato e del Vaticano, consuetudine con le classi dirigenti mondiali del passato. È stato unico perfino nell’aspetto fisico, che ha nutrito generazioni di vignettisti.
A cento anni dalla nascita, il 14 gennaio del 1919, ripercorrere la sua vita e la sua epoca significa fare i conti con la distanza siderale tra la sua Italia e quella di oggi. Dopo essere stato incombente per mezzo secolo come uomo di governo e come enigma dell’Italia democristiana, Andreotti non c’è più. E non solo perché è morto, il 6 maggio del 2013. Non esistono più la sua politica, la sua cultura, il suo Vaticano. Rimane solo l’eco lonta­na e controversa del «processo del secolo», che doveva chiarire le sue responsabilità e che inve­ce si è concluso nel modo più andreottiano: con una verità sfuggente.
Nel suo libro, ampiamente rivisto e aggiornato per questa nuova edizione, Massimo Franco racconta e analizza Andreotti e il suo mondo: gli alleati, i nemici, il suo alone intatto di mistero, ma anche la famiglia invisibile per decenni, e sorprenden­te nella sua stranissima normalità. Attraverso la silhouette curva del «Divo Giulio», aiuta a capire che cosa siamo stati e non siamo più. In un’Italia che cambiava o fingeva di cambiare, Andreotti ri­mase sempre se stesso: nel bene e nel male.
Emblema e garante dello status quo nell’era della guerra fredda, ha rappresentato l’«uomo del Pur­gatorio» per antonomasia, in una nazione in bilico tra Paradiso occidentale e Inferno comunista. Ha permesso a un’Italia di specchiarsi per mezzo se­colo in lui, di sentirsi migliore, o forse solo di auto­assolversi. Le ha fornito la bussola: un pessimismo di fondo sulla natura umana, alleviato dall’ironia.