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Florence Grace

Cornovaglia, metà Ottocento. Florence Buckley nasce a Braggenstones, un piccolo villaggio di contadini, unico nastro verde in una distesa di brughiere paludose, spazzate dal vento e dalla pioggia. Venuta al mondo in una notte carica di funesti presagi – la madre muore nel darla alla luce – Florrie cresce con la saggia Nan, ricevendo in dono dalla sorte la singolare capacità di percepire distintamente i sentimenti altrui e di riuscire a prevedere in qualche modo gli accadimenti. Divenuta una tredicenne alta e snella come una giovane betulla, in un tiepido settembre le viene offerta la possibilità di guada-gnare un po’ di denaro lavorando come cameriera al ricevimento di Mr e Mrs Beresford di Truro. La ragazza accetta con entu-siasmo, attratta dall’idea di affacciarsi a un mondo completamente sconosciuto. Mentre osserva rapita quell’universo di luci e colori in cui si muovono affabili gentiluomini e nobildonne raggianti di gioia, la sua attenzione viene catturata da due giovani uomini. Uno ha il sorriso gentile, i capelli dorati e limpidi occhi castani simili ai la-ghetti nelle brughiere. L’altro è imbronciato, con il volto pallido nascosto da un ciuffo di capelli fini e lisci come seta. Sono i fra-telli Grace, Sanderson e Turlington, eredi di una delle famiglie più ricche e discusse di Inghilterra. Qualcosa suggerisce alla ragazza che l’incontro con i Grace non è stato affatto casuale, un presentimento che non l’abbandona fino al giorno in cui Nan, sentendosi vicina alla fine della sua vita, decide di rivelarle un segreto a lungo taciuto: Florrie è una Grace. Sua madre, Elizabeth, veniva da Londra e apparteneva a quell’influente famiglia, distintasi, negli anni, per la bellezza, la temerarietà e la fortuna sfacciata dei suoi membri. Orgogliosi e litigiosi, i Grace hanno per capostipite il temibile Hawker Grace, detto Lucifero. L’uomo che, anni prima, ha ripudiato e diseredato sua figlia Elizabeth, colpevole di essersi innamorata di un giovane di umili origini. Dopo il successo di Amy Snow, Tracy Rees torna con un’altra vicenda ambientata nell’Inghilterra vittoriana, e con un’eroina che non si lascia intimorire da nulla, nemmeno da trascorsi infausti e dall’avverso destino. «Tracy Rees è la nuova, eccezionale voce del romanzo storico». Lucinda Riley «Florence è un personaggio forte e intrigante e la trama è intelligente, reale e veritiera». Joanna Courtney

Excel 2019: Formule E Analisi Dei Dati

Un libro rivolto a tutti coloro che impiegano Excel per le loro attività lavorative, che affronta in modo esaustivo l’uso delle funzioni, con una grande quantità di esempi pratici, utili per sfruttare la ricchissima collezione di operazioni di cui è dotata la nuova versione di Excel. Una risorsa preziosa per capire come trasformare i dati grezzi in informazioni utili, così da evidenziare punti di forza e punti deboli, tendenze, rischi e opportunità, estraendo dai dati quegli aspetti che rischierebbero di rimanere nascosti. Dopo aver approfondito con puntuali esempi pratici l’impiego delle varie categorie di funzioni, il libro si concentra su alcuni degli strumenti più avanzati di Excel, come le tabelle e i grafi ci pivot, l’analisi di simulazione, lo strumento Ricerca obiettivo, il Risolutore e tanti altri.

Estetica

L’esperienza estetica è sempre esperienza di una scelta e implica una valutazione che ci mette in gioco.Partendo da questo presupposto è possibile riallacciare i rapporti, da troppo tempo recisi, tra estetica e critica letteraria e artistica.

Era necessario il capitalismo?

Il capitalismo era così inevitabile come spesso si afferma e si suppone? Il modo di produzione capitalistico e la sua struttura sociale furono migliori o peggiori rispetto ad altri modi sperimentati dalle società umane? Jaffe cerca la risposta sul piano storico e su quello politico. Ripercorre a grandi tappe la storia delle maggiori aree del mondo e ne mostra le variate linee di sviluppo, interrotte tutte dall’impatto violento con il mondo dei soldati, degli amministratori, degli imprenditori, che dall’Europa e poi anche dagli Stati Uniti d’America si impadronirono dei loro commerci e della loro economia, determinandone le trasformazioni politiche e sociali. Questo dominio produsse innumerevoli vittime, distrusse città e opere d’arte, destrutturò economie e reti di commercio, con un bilancio che resta fortemente negativo per la maggior parte del mondo, che lo subì. Dall’inizio e fino ad oggi, prima il colonialismo, poi l’imperialismo alimentano in modo decisivo il capitalismo occidentale. Questo processo disegna la grande divisione tra i paesi che producono il plusvalore del mondo e i paesi che lo incassano. Marx capì l’importanza essenziale del colonialismo per la nascita del capitalismo, ma, contrariamente a Lenin, gli sfuggì il ruolo determinante che esso continuava ad avere, nella forma dell’imperialismo.

Elogio dell’invecchiamento: Viaggio alla scoperta dei dieci migliori vini italiani

“La cosa che amo del vino è quello che mi fa capire. La verità è che amo pensare alla sua vita. Il vino è un essere vivente. Amo immaginare l’anno in cui sono cresciute le sue uve: se c’era un bel sole, se pioveva. E amo immaginare le persone che hanno vendemmiato e curato quelle uve. E se un vino è di annata, penso a quante di loro sono morte.” Nelle parole che l’attrice Virginia Madsen pronuncia in un divertente film di qualche anno fa, Sideways, c’è forse la chiave per capire ciò che fa del vino qualcosa di veramente unico. “Mi piace che continui a evolversi, che se apro una bottiglia oggi avrà un gusto diverso da quello che avrebbe se la aprissi un altro giorno. Perché una bottiglia di vino ha vita: è in costante evoluzione, acquista complessità. Finché non raggiunge l’apice. E poi comincia il suo lento, inesorabile declino.” Il vino è come noi, per questo lo amiamo. E quando per il vino parliamo di invecchiamento descriviamo un processo di trasformazione che è molto simile alla nostra esperienza, un cambiamento che con il passare degli anni impariamo a riconoscere e apprezzare. Andrea Scanzi, appena ritirato il suo diploma da sommelier e il suo attestato da degustatore ufficiale, decide di partire alla scoperta dei luoghi e delle persone dalla cui storia e dalla cui passione nascono i più grandi vini italiani, con la convinzione che analizzare il mondo del vino è un modo per capire cosa proviamo per il nostro passato e cosa stiamo preparando per il futuro. E così si trova ad attraversare in lungo e in largo il Belpaese, dalle Langhe all’Alto Adige, dalla tenuta di Bolgheri a quelle di Barile (in provincia di Potenza), dalla Valpolicella a Pongelli (nelle Marche), dalla Franciacorta a Montalcino, dalle terre del Lambrusco a quelle del Picolit, per raccontare dove e per mano di chi nascono i nostri vini migliori. Scanzi ci insegna a riconoscere e a distinguere, insieme a chi li produce, il Barolo, il Pinot Nero, il Sassicaia, l’Aglianico e altri capolavori di una lunga storia fatta di lavoro, pazienza e dedizione. Non senza ironia ci svela, tra una tappa e l’altra del suo viaggio, i piccoli e grandi segreti che ogni sommelier e ogni buon intenditore hanno messo a punto nel tempo e che consentono loro di muoversi con disinvoltura in questo mondo così ricco e variegato. E soprattutto, ci insegna a riconoscere la vita segreta dei vini e ad apprezzare quella sottile arte che ne fa spesso dei capolavori: l’arte di invecchiare. **
### Sinossi
“La cosa che amo del vino è quello che mi fa capire. La verità è che amo pensare alla sua vita. Il vino è un essere vivente. Amo immaginare l’anno in cui sono cresciute le sue uve: se c’era un bel sole, se pioveva. E amo immaginare le persone che hanno vendemmiato e curato quelle uve. E se un vino è di annata, penso a quante di loro sono morte.” Nelle parole che l’attrice Virginia Madsen pronuncia in un divertente film di qualche anno fa, Sideways, c’è forse la chiave per capire ciò che fa del vino qualcosa di veramente unico. “Mi piace che continui a evolversi, che se apro una bottiglia oggi avrà un gusto diverso da quello che avrebbe se la aprissi un altro giorno. Perché una bottiglia di vino ha vita: è in costante evoluzione, acquista complessità. Finché non raggiunge l’apice. E poi comincia il suo lento, inesorabile declino.” Il vino è come noi, per questo lo amiamo. E quando per il vino parliamo di invecchiamento descriviamo un processo di trasformazione che è molto simile alla nostra esperienza, un cambiamento che con il passare degli anni impariamo a riconoscere e apprezzare. Andrea Scanzi, appena ritirato il suo diploma da sommelier e il suo attestato da degustatore ufficiale, decide di partire alla scoperta dei luoghi e delle persone dalla cui storia e dalla cui passione nascono i più grandi vini italiani, con la convinzione che analizzare il mondo del vino è un modo per capire cosa proviamo per il nostro passato e cosa stiamo preparando per il futuro. E così si trova ad attraversare in lungo e in largo il Belpaese, dalle Langhe all’Alto Adige, dalla tenuta di Bolgheri a quelle di Barile (in provincia di Potenza), dalla Valpolicella a Pongelli (nelle Marche), dalla Franciacorta a Montalcino, dalle terre del Lambrusco a quelle del Picolit, per raccontare dove e per mano di chi nascono i nostri vini migliori. Scanzi ci insegna a riconoscere e a distinguere, insieme a chi li produce, il Barolo, il Pinot Nero, il Sassicaia, l’Aglianico e altri capolavori di una lunga storia fatta di lavoro, pazienza e dedizione. Non senza ironia ci svela, tra una tappa e l’altra del suo viaggio, i piccoli e grandi segreti che ogni sommelier e ogni buon intenditore hanno messo a punto nel tempo e che consentono loro di muoversi con disinvoltura in questo mondo così ricco e variegato. E soprattutto, ci insegna a riconoscere la vita segreta dei vini e ad apprezzare quella sottile arte che ne fa spesso dei capolavori: l’arte di invecchiare.

Dopo la morte dell’arte

La questione della morte dell’arte appassiona la riflessione filosofica e le pratiche artistiche da quasi due secoli. Fu Hegel il primo a rilevare che l’arte non costituisce e nemmeno può più rappresentare la verità e il centro di una cultura. La dichiarazione dell’ultimo dei filosofi ha suscitato un incendio indomabile, le cui fiamme divampano nel Novecento e lambiscono ancora il nostro tempo. Ma è davvero morta l’arte? Sì, ma solo se si danno per buoni i presupposti hegeliani, come fece anche Benedetto Croce dando avvio al dibattito novecentesco. Da allora il tema non ha smesso di impegnare artisti e pensatori, a partire dall’avanguardia storica per giungere sino alle teorie dell’arte contemporanee. Partendo da queste premesse, il libro riconsidera l’intera vicenda e sottolinea come il quadro sia oggi radicalmente mutato per l’impatto che sull’esperienza estetica ha prodotto l’avvento delle tecnologie digitali. **

Destinazione: 31° secolo

Invasioni aliene, catastrofi a medio e lungo raggio, disastri biologici o nucleari: facili da immaginare, queste cose. La fantascienza lo ha fatto per decenni, eppure l’umanità ha continuato sulla strada di sempre, sognando un futuro diverso e migliore. C’era da fidarsi? In carattere con la sf più provocatoria, gli autori di questo volume lanciano una sfida a se stessi e ai lettori, cercando di immaginare come sarà il pianeta nel 3001, dopo che tutte le possibili minacce si saranno avverate. Ecco a voi la Terra (e lo spazio) del 31° secolo, messi alla prova da maestri come Paul McAuley, Dan Simmons, Christopher Priest, Valerio Evangelisti, Franco Ricciardiello, Robert Silverberg e Joe Haldeman. Un indispensabile manuale temporale che “Urania” è lieta di offrire ai suoi lettori
Indice:
JOE HALDEMAN – Quattro romanzi brevi – FOUR SHORT NOVELS
(2000)
VALERIO EVANGELISTI – PARADICE (2000)
ANDREAS ESCHBACH – L’UOMO DEGLI INCUBI – Der Alptraummann (2000)
ROBERT SILVERBERG – MILLENNIUM EXPRESS – The Millennium Express (2000)
AYERDHAL – TERRA NOSTRA – Notre Terre (2000)
ORSON SCOTT CARD – ANGOLI – Angles (2000)
CHRISTOPHER PRIEST – IL DISERTORE – The Discharge (2000)
FRANCO RICCIARDIELLO – L’INVERNO DI TURING (2000)
PAUL J. MCAULEY – IN CERCA DI VAN GOGH ALLA FINE DEL MONDO – Searching for Van Gogh at the End of the World (2000)
JEAN-CLAUDE DUNYACH – LE NOTTI INUTILI – Les nuits inutiles (2000)
GREGORY BENFORD – VENTO COSMICO – The Hydrogen Wall (2000)
NORMAN SPINRAD – ENTITA’ – Entities (2000)
DAN SIMMONS – IL 9 DEL MESE DI AV – The Ninth of Av (2000)
Copertina: Franco Brambilla
* Supplemento a Urania #1490

Demon’s Secret (eLit)

I Signori degli Inferi: seducenti guerrieri immortali, legati da un’antica maledizione che nessuno è mai riuscito a infrangere… Un guerriero tormentato dai demoni… Una spietata cacciatrice Custode del demone dei Segreti, Amun conosce i pensieri più oscuri di chi gli sta accanto e, per non tradire le persone che ama, ha scelto di non parlare. Ma proprio per questo ora si trova in condizioni disperate, al punto che l’unica via di scampo ormai sembra la morte. Finché non incontra Haidee, una spietata Cacciatrice prigioniera nella fortezza di Budapest. Lei è l’unica in grado di alleviare le sue sofferenze, e chissà perché, anziché odiarlo è attratta da lui. Ma oltre al corpo, sarà disposta a concedere ad Amun anche la sua anima, e ad affrontare la collera di un micidiale avversario per salvarlo?

Davis

Davis è il diamante grezzo di Hollywood.Un attore amato e corteggiato da schiere di adulatori e donne senza pudore, ma a lui piace scegliere per primo le sue prede ed esibirle come trofei, consapevole che la vita sia un eterno palcoscenico sul mondo che può cedere al suo fascino, perché lui è nato con la camicia.
Davis, figlio adottivo di una coppia di produttori cinematografici, è sempre alla ricerca di avventure, soprattutto perché le donne non gli bastano mai, proprio come la cocaina.
La sua vita sembra perfetta anche se non è tutto oro ciò che luccica perché, in realtà, non si è mai innamorato e non vuole cedere all’intricato groviglio dei sentimenti che portano i comuni mortali a disperarsi, almeno fino alla sera in cui conosce Kelly che gli cambierà l’esistenza. Kelly è stata l’amante di un uomo d’affari newyorkese che le ha dato tutto: una casa, una famiglia, un lavoro e una vita agiata, quando faceva solo la cameriera, ma lei ha deciso di lasciarlo per inseguire il sogno di fare l’attrice.
Quando una persona propone alla ragazza un affare che non può rifiutare, sembra che il destino, ancora una volta, l’abbia messa innanzi a un bivio, perché lei ha un conto in sospeso con il passato.
Davis e Kelly si trovano *vis à vis* senza immaginare in che modo siano diventati i protagonisti di una trama ben costruita oltre lo schermo, ma l’attore crede che la ragazza sia solo una delle tante *starlette* con cui divertirsi, almeno fino a quando cadrà ogni maschera e i segreti emergeranno dalle acque limpide di un film apparentemente perfetto.
**«Lasciami andare, prima che sia troppo tardi»**
**Estratto**
«Non aver paura di lasciarti andare, libera i tuoi sentimenti. Sono qui, perché voglio che dialoghino con i miei, che mi dicano quel che devono. Non me ne andrò, prima di aver sentito dalla tua voce quel che provi per me.»
Cosa si dice della storia:
«Una storia piena di colpi di scena.»
Carla (500 Sfumature di libri)
«“Davis” è un romanzo che si legge come se si stesse vedendo un film.»
Maria
«“Davis” è una storia avvincente, uno di quei romanzi in cui non si riesce a prevedere cosa accadrà nel capitolo successivo.»
Mariella
«Una storia graffiante, forte, intensa, capace di arrivare allo stomaco e al cuore.»
Tiziana (Il blog di Tiziana Cazziero)
*Romance autoconclusivo che contiene scene calde ed esplicite*

Da sola con il sergente

Serena è un avvocato di 40 anni che ha finalmente scoperto sé stessa e vive liberamente la propria sessualità. Sta tornando a casa in treno dopo un incontro deludente, quando un giovane militare entra nel suo scompartimento…
Breve ed intenso racconto erotico che vi trasporterà in un viaggio piccante e perverso. **
### Sinossi
Serena è un avvocato di 40 anni che ha finalmente scoperto sé stessa e vive liberamente la propria sessualità. Sta tornando a casa in treno dopo un incontro deludente, quando un giovane militare entra nel suo scompartimento…
Breve ed intenso racconto erotico che vi trasporterà in un viaggio piccante e perverso.

Da qui all’infinito. Una riflessione sul futuro della scienza

Un vero e proprio inno alla scienza, composto da quattro agili movimenti. Il piglio divulgativo e accattivante delle Reith Lectures tenute per la BBC radio da Martin Rees trova in “da qui all’infinito” la propria ideale declinazione: una riflessione appassionata sulla scienza, di cui viene affermata la fondamentale importanza per la società di oggi e di domani, insieme alla necessità di renderne i concetti chiari e accessibili a un pubblico il più vasto possibile. Rees affronta le problematiche e le sfide più calde della scienza contemporanea, ed esplora le frontiere del sapere in costante spostamento. E ci regala una lezione esemplare, che coniuga l’impegno dello scienziato e la passione del cittadino: nel nostro presente e nel futuro di un mondo sempre più interconnesso e complesso, la conoscenza; scientifica dovrà essere collettiva, pubblica e globale.

Cuore di tempesta

**Corina Bomann torna a stupirci con una storia avvincente sulla forza inarrestabile della passione.**
Sono anni che Alexa, brillante agente letteraria, non ha più contatti con sua madre Cornelia. La donna ha rotto completamente i rapporti con lei, per motivi mai realmente chiariti, e vive una vita appartata nella sua vecchia libreria ad Amburgo. Ma quando una telefonata le annuncia che la madre è in coma, Alexa non esita un secondo e corre al suo capezzale. Frugando nell’appartamento in cerca di alcuni documenti, non si aspetta certo di scoprire una vecchia lettera, struggente e misteriosa, che le mostra sua madre, di solito così fredda e distante, in una luce del tutto inattesa. La curiosità cresce quando un giorno, nella libreria, si presenta il celebre scrittore americano Richard Anderson, sostenendo di essere un vecchio amico di Cornelia venuto ad Amburgo per farle visita.
Attraverso la voce sognante dell’anziano gentiluomo, Alexa si lascerà trasportare nella Amburgo del 1961, all’epoca della terribile alluvione che devastò la città, sulle tracce di un grande amore perduto e mai veramente dimenticato… **
### Sinossi
**Corina Bomann torna a stupirci con una storia avvincente sulla forza inarrestabile della passione.**
Sono anni che Alexa, brillante agente letteraria, non ha più contatti con sua madre Cornelia. La donna ha rotto completamente i rapporti con lei, per motivi mai realmente chiariti, e vive una vita appartata nella sua vecchia libreria ad Amburgo. Ma quando una telefonata le annuncia che la madre è in coma, Alexa non esita un secondo e corre al suo capezzale. Frugando nell’appartamento in cerca di alcuni documenti, non si aspetta certo di scoprire una vecchia lettera, struggente e misteriosa, che le mostra sua madre, di solito così fredda e distante, in una luce del tutto inattesa. La curiosità cresce quando un giorno, nella libreria, si presenta il celebre scrittore americano Richard Anderson, sostenendo di essere un vecchio amico di Cornelia venuto ad Amburgo per farle visita.
Attraverso la voce sognante dell’anziano gentiluomo, Alexa si lascerà trasportare nella Amburgo del 1961, all’epoca della terribile alluvione che devastò la città, sulle tracce di un grande amore perduto e mai veramente dimenticato…

Conservatorio di Santa Teresa

Storia interiore dell’infanzia di Sergio tra campagna e città, “Conservatorio di Santa Teresa”, primo romanzo “definitivo e confesso” di Bilenchi e suo capolavoro, indaga e racconta la formazione impossibile del protagonista stretto fra gli affetti familiari e la scoperta prima del paesaggio e poi di una più complessa e controversa alterità.

Breve storia del neoliberismo

Un’analisi della storia e dello stato attuale del neoliberalismo, che ne esamina le contraddizioni evidenziando come le “libertà” che offre non coincidano con i bisogni reali della gente. Dati alla mano, l’autore dimostra che il neoliberalismo ha restaurato il potere di classe e minaccia le istanze democratiche. Tutto comincia negli anni tra il 1978 e il 1980, quando Deng Xiaoping dà il via alla liberalizzazione economica che condurrà alla Cina di oggi, Paul Volcker cambia drasticamente la politica monetaria americana, Margaret Thatcher diviene primo ministro e il neoeletto Ronald Regan concede maggiori libertà alle lobby finanziarie. La cosiddetta “globalizzazione” ha inizio in quei giorni, quando il benessere dell’umanità è affidato alla libertà imprenditoriale (supportata da strutture militari o paramilitari a difesa della proprietà privata). Vent’anni dopo, i sostenitori di tali strategie occupano posizioni importanti nel campo dell’educazione, dei media, della politica. **

Bambino 44

Unione Sovietica, 1953. Il regime di Stalin è al vertice, con l’entusiastica collaborazione del Ministero della Sicurezza e dell’MGB (precursore del nefando KGB), l’organismo di polizia segreta la cui brutalità e la continua pratica di torture non sono un segreto. La popolazione è costretta a credere che il crimine è stato debellato in tutto il paese, che tutti sono felici e che il governo rappresenta il punto di riferimento e di ispirazione morale per ogni cittadino modello. Quando tuttavia il cadavere di un ragazzino viene ritrovato sui binari di un treno, l’ufficiale dell’MGB Leo Demidov si sorprende che i genitori del piccolo morto siano convinti si tratti di omicidio. I superiori di Leo gli ordinano di non indagare né su questa morte né sulle altre che seguiranno. Leo obbedisce, anche se sospetta che qualcuno di molto importante possa essere implicato. Smetterà di obbedire nel momento in cui alla giovane moglie Raisa arriveranno minacce affinchè diventi lei stessa garante e spia dell’operato di Leo. Da agente inquisitore allineato con i diktat governativi, Leo diventerà un nemico pubblico da snidare, inquisire e sicuramente eliminare. Costretti a fingere di non amarsi per non nuocersi a vicenda, Leo e Raisa, dovranno proteggersi dal nemico ufficiale e potentissimo, e dai tanti nell’ombra di cui ignorano l’identità. **