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Carta straccia (VINTAGE)

La faziosità politica. Gli errori a raffica. Le interviste ruffiane. Le vendette tra colleghi. Lo schierarsi in campi contrapposti, divisi da un’ostilità profonda. Dopo cinquant’anni trascorsi nei giornali, lavorando in molte testate con incarichi diversi, Giampaolo Pansa fa di quel mondo un racconto all’arma bianca, implacabile, che non fa sconti a nessuno. Tra passato e presente, mette in scena una quantità di personaggi, tutti attori di una recita spesso ingannevole e deviata: l’informazione stampata e televisiva, di volta in volta commedia o tragedia.

(source: Bol.com)

Caro signor M.

Il signor M. è uno scrittore che può al massimo produrre libri non privi di meriti, come si suole dire degli autori mediocri. Ha una moglie giovane e avvenente che indossa scarpe da ginnastica bianche, magliette bianche e jeans, e al cui cospetto lui appare cosí avanti negli anni, rigido e legnoso comè. Il signor M. probabilmente non si cura piú di tanto del suo corpo, che però, con tutte le sue pieghe e le sue rughe, annuncia già il prossimo futuro in cui cesserà di esistere. Ha scritto un libro di grande successo, Resa dei conti, lunico suo basato su fatti realmente accaduti, ma ignora che, proprio in virtú di quellopera, è spiato, osservato, misurato nei suoi passi, scrutato nei suoi gesti. Non sa che qualcuno gli rinfrescherà la memoria sugli eventi da lui narrati, cominciando da quel giorno di molti anni addietro in cui, al seguito di una strana moria di insegnanti, Jan Landzaat, il professore piú amato di tutti al liceo Spinoza, scomparve. Viso sempre abbronzato e giovanile, Landzaat faceva ridere e arrossire le ragazze. Innanzi tutto, Laura Domènech che gli si concesse per una breve, intensa, burrascosa storia, prima di gettarsi tra le braccia del giovane Herman, suo coetaneo. Quando la ragazza labbandonò, Landzaat cercò di comportarsi come se nulla fosse, ma sul suo viso apparvero i chiari segni del tracollo. Il colore della pelle passò dal marrone al giallo, gli occhi si cerchiarono di rosso e certe mattine, durante la sua ora, lodore di alcol arrivava fino alle ultime file di banchi.
Il professore sparí il giorno in cui si recò, col suo Maggiolino color crema, a Terhofstede, dove cera una casetta dei genitori di Laura, e dove la ragazza e Herman si erano rifugiati prima di partire per le vacanze di Natale. Svaní letteralmente nel nulla. Di lui non restò alcunché, nemmeno il corpo, soltanto una foto ingiallita appesa nellaula di storia e lí dimenticata. In Resa dei conti, il libro cui deve tutte le sue fortune, il signor M. non ha esitato a indicare i presunti colpevoli della scomparsa di Landzaat.
Ora, però, cè qualcuno che non esita a chiamare lui alla resa dei conti finale. Tra flashback rivelatori, false piste e colpi di scena ad alta tensione, lautore della Cena costruisce un romanzo accattivante che non risparmia niente e nessuno. Un gioco di specchi in cui tutti i personaggi sembrano essere ad un tempo innocenti e colpevoli.
Il nuovo romanzo dellautore de La cena, il bestseller tradotto in 21 paesi.
«Koch è bravo a tendere la sua tela per imprigionare il lettore».
Niccolò Ammaniti, Corriere della Sera
Un professore scomparso, due ragazzi e uno scrittore.
Quarantanni dopo, la resa dei conti.
«Un sarcastico cocktail di satira letteraria e investigazione».
Books from Holland
Hanno scritto de La cena:
«Un romanzo che è diventato un caso internazionale».
la Repubblica
**
### Sinossi
Il signor M. è uno scrittore che può al massimo produrre libri non privi di meriti, come si suole dire degli autori mediocri. Ha una moglie giovane e avvenente che indossa scarpe da ginnastica bianche, magliette bianche e jeans, e al cui cospetto lui appare cosí avanti negli anni, rigido e legnoso comè. Il signor M. probabilmente non si cura piú di tanto del suo corpo, che però, con tutte le sue pieghe e le sue rughe, annuncia già il prossimo futuro in cui cesserà di esistere. Ha scritto un libro di grande successo, Resa dei conti, lunico suo basato su fatti realmente accaduti, ma ignora che, proprio in virtú di quellopera, è spiato, osservato, misurato nei suoi passi, scrutato nei suoi gesti. Non sa che qualcuno gli rinfrescherà la memoria sugli eventi da lui narrati, cominciando da quel giorno di molti anni addietro in cui, al seguito di una strana moria di insegnanti, Jan Landzaat, il professore piú amato di tutti al liceo Spinoza, scomparve. Viso sempre abbronzato e giovanile, Landzaat faceva ridere e arrossire le ragazze. Innanzi tutto, Laura Domènech che gli si concesse per una breve, intensa, burrascosa storia, prima di gettarsi tra le braccia del giovane Herman, suo coetaneo. Quando la ragazza labbandonò, Landzaat cercò di comportarsi come se nulla fosse, ma sul suo viso apparvero i chiari segni del tracollo. Il colore della pelle passò dal marrone al giallo, gli occhi si cerchiarono di rosso e certe mattine, durante la sua ora, lodore di alcol arrivava fino alle ultime file di banchi.
Il professore sparí il giorno in cui si recò, col suo Maggiolino color crema, a Terhofstede, dove cera una casetta dei genitori di Laura, e dove la ragazza e Herman si erano rifugiati prima di partire per le vacanze di Natale. Svaní letteralmente nel nulla. Di lui non restò alcunché, nemmeno il corpo, soltanto una foto ingiallita appesa nellaula di storia e lí dimenticata. In Resa dei conti, il libro cui deve tutte le sue fortune, il signor M. non ha esitato a indicare i presunti colpevoli della scomparsa di Landzaat.
Ora, però, cè qualcuno che non esita a chiamare lui alla resa dei conti finale. Tra flashback rivelatori, false piste e colpi di scena ad alta tensione, lautore della Cena costruisce un romanzo accattivante che non risparmia niente e nessuno. Un gioco di specchi in cui tutti i personaggi sembrano essere ad un tempo innocenti e colpevoli.
Il nuovo romanzo dellautore de La cena, il bestseller tradotto in 21 paesi.
«Koch è bravo a tendere la sua tela per imprigionare il lettore».
Niccolò Ammaniti, Corriere della Sera
Un professore scomparso, due ragazzi e uno scrittore.
Quarantanni dopo, la resa dei conti.
«Un sarcastico cocktail di satira letteraria e investigazione».
Books from Holland
Hanno scritto de La cena:
«Un romanzo che è diventato un caso internazionale».
la Repubblica

Carnevale. La festa del mondo

L’origine dei riti mascherati si perde nella notte dei tempi. Corrisponde al ciclico ritorno degli antenati, che all’avvio del nuovo anno si manifestano ai vivi come figure bizzarre, inquietanti, sfarzose, esagerate per portare un augurio di prosperità e di fertilità. Cacciati dalla cittadella sacra di Natale ed epifania, questi personaggi ancestrali se ne sono andati a spasso per il calendario, trovando rifugio là dove non recavano disturbo. Così, in luoghi remoti del continente europeo e nelle date più impensate del semestre invernale, vediamo tornare alla ribalta gli scampanatori paurosi dei lupercali, i bianchi salterini degli ambarvali, i burleschi birboni dei saturnali… Da rito che era, nel regime religioso cristiano la mascherata si è trasformata in farsa, in un presunto tripudio di gola e licenziosità legittimato quale necessaria antifona della successiva espiazione quaresimale. Forte di questo salvacondotto, carnevale diviene il protagonista della cultura popolare della rinascenza europea, di cui seguirà le sorti, per prendere infine il piroscafo e andare a conquistare le grandi città della sponda orientale dell’America Latina e della Louisiana, dove avrà inizio il suo inarrestabile incedere sulla scena globale in atto ancora oggi.

Carnevale in giallo

Tra rito di rigenerazione e desiderio di trasgressione Carnevale è la festa che ogni anno sconvolge l’ordine delle cose, scompagina la gerarchia sociale, sospende ogni regola. Niente di più adatto perciò del Carnevale alla scena di un delitto: maschere dietro cui nascondersi, costumi per assumere un’altra identità sembrano, infatti, ingredienti perfetti per la scena di un «caso». Protagonisti gli investigatori di casa Sellerio.

Carnevale e altri racconti postumi

«Riuscire a trasformare le vicende della propria vita in racconti è una grande gioia, forse l’unica felicità assoluta che un essere umano possa trovare su questa terra, ma – cosa inspiegabile per i profani – è nel medesimo tempo una privazione, addirittura una sciagura»: sono parole che incontriamo in questo libro della Blixen, raccolta postuma di racconti che ci permetterà di constatare come tutta la sua vita sia stata legata a quella «felicità assoluta» che è il narrare storie. Così scopriamo in questa raccolta che novelle totalmente blixeniane come La famiglia de Cats o Zio Théodore erano già state scritte ben prima della pubblicazione delle Sette storie gotiche. Come anche potremo seguire la scrittrice fino alle sue ultime, importanti prove, innanzitutto Secondo incontro, che è di pochi mesi precedente alla morte ed è prezioso anche perché ci lascia presagire qualcosa del labirintico romanzo a lungo progettato dalla Blixen: Albondocani. Qui troviamo, infine, Carnevale, che accompagnò la Blixen per decenni e segna un vertice allucinatorio nella sua opera. Con questa raccolta, che tocca un po’ tutte le fasi della vita della Blixen e tutti i registri della sua opera – dalla leggerezza marionettistica di Zio Théodore sino alla gravità metafisica di Secondo incontro – si scopriranno tutti quei testi narrativi a cui la Blixen molto teneva ma che il tempo e le circostanze non le permisero di raccogliere in vita. La prima edizione di questa raccolta apparve nel 1975; nel 1985, in occasione del centenario della nascita della Blixen, la raccolta fu ripubblicata con l’aggiunta di quattro racconti.

Carmilla e altri racconti di fantasmi e vampiri

Avvolti in atmosfere sinistre e inquietanti, popolati da creature sospese tra la vita e la morte, assetate di sangue e portatrici di sciagure, questi 15 racconti di Joseph Sheridan Le Fanu hanno profondamente influenzato la narrativa fantastica e dell’orrore. Da Il testamento del gentiluomo Toby ai Racconti di fantasmi della Tiled House, da La cugina assassinata a Una notte alla “Locanda della Campana, fino al celebre Carmilla, la fantasia di Le Fanu risveglia invincibili paure ancestrali, creando un uniiverso oscuro e sconvolgente.

Carlo e Maria Amalia: un amore reale

Siamo nella prima metà del XVIII secolo e ogni sovrano lotta per accrescere il proprio dominio. La regina di Spagna Elisabetta Farnese è una di questi. Lungimirante e calcolatrice, opera solo per poter ottenere ciò che pensa le spetti di diritto e per farlo, utilizzerà senza tentennamenti i suoi figli, primo fra tutti il primogenito Carlo Sebastiano di Borbone. Fedele alla madre e oltremodo malleabile, l’Infante si presterà ai suoi complotti senza proferire parola, ma l’esperienza è una buona consigliera e, alla fine, lui sarà in grado di prendere in mano le redini della sua esistenza. In un altro regno, figlia di altrettante cospirazioni ci sarà Maria Amalia Wettin, una sposa bambina, intelligente, astuta e di buon cuore, che cercherà di affrontare a testa alta tutte le prove che la sua nuova vita le imporrà. Tra intrighi, tradimenti, guerre, dolori e gioie, Carlo e Maria Amalia riusciranno a trasformare il loro matrimonio di Stato in uno d’amore, dando origine a una tra le storie più emozionanti e tenere del passato.
**
### Sinossi
Siamo nella prima metà del XVIII secolo e ogni sovrano lotta per accrescere il proprio dominio. La regina di Spagna Elisabetta Farnese è una di questi. Lungimirante e calcolatrice, opera solo per poter ottenere ciò che pensa le spetti di diritto e per farlo, utilizzerà senza tentennamenti i suoi figli, primo fra tutti il primogenito Carlo Sebastiano di Borbone. Fedele alla madre e oltremodo malleabile, l’Infante si presterà ai suoi complotti senza proferire parola, ma l’esperienza è una buona consigliera e, alla fine, lui sarà in grado di prendere in mano le redini della sua esistenza. In un altro regno, figlia di altrettante cospirazioni ci sarà Maria Amalia Wettin, una sposa bambina, intelligente, astuta e di buon cuore, che cercherà di affrontare a testa alta tutte le prove che la sua nuova vita le imporrà. Tra intrighi, tradimenti, guerre, dolori e gioie, Carlo e Maria Amalia riusciranno a trasformare il loro matrimonio di Stato in uno d’amore, dando origine a una tra le storie più emozionanti e tenere del passato.

Cara Azzurra…

Azzurra ha 33 anni. Ha passato gli ultimi dieci cercando di dare un senso lavorativo alla sua vita, finendo per con il girare a vuoto. Per questo quando la Zia Agata le chiede di andare da lei per un po’ ad aiutarla, Azzurra corre. Si ritrasferisce nella città della sua infanzia e qui, poco dopo la morte della zia, comincia a mettere in discussione le sue scelte. Solo così potrà trovare la forza per ricominciare a credere nei suoi sogni e a vivere quello che la vita ha in serbo per lei.
.
Rebekka F.
•Una vacanza per ricominciare a sognare.
•Un errore splendido.
•E se ci volesse il mare?
•Sospiri nell’anima
•Tutto il tempo del mondo- le mille note di un amore.
•Non serve tempo! Quando lo sai, lo sai!
•Perché la vita mi ha portato fino a te!
•Cara Azzurra…
•E adesso? Adesso… NOI!!!
•Primavera… la rinascita del cuore
•Una rosa petali di piacere
•Della mia vita.
•“Scrivo perché…”
•Una casa, tre piani da vivere, tre piani d’amore.
•Progetto: un’estate al mare.
•Sorrisi a colazione
•Sono solo parole in libertà
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### Sinossi
Azzurra ha 33 anni. Ha passato gli ultimi dieci cercando di dare un senso lavorativo alla sua vita, finendo per con il girare a vuoto. Per questo quando la Zia Agata le chiede di andare da lei per un po’ ad aiutarla, Azzurra corre. Si ritrasferisce nella città della sua infanzia e qui, poco dopo la morte della zia, comincia a mettere in discussione le sue scelte. Solo così potrà trovare la forza per ricominciare a credere nei suoi sogni e a vivere quello che la vita ha in serbo per lei.
.
Rebekka F.
•Una vacanza per ricominciare a sognare.
•Un errore splendido.
•E se ci volesse il mare?
•Sospiri nell’anima
•Tutto il tempo del mondo- le mille note di un amore.
•Non serve tempo! Quando lo sai, lo sai!
•Perché la vita mi ha portato fino a te!
•Cara Azzurra…
•E adesso? Adesso… NOI!!!
•Primavera… la rinascita del cuore
•Una rosa petali di piacere
•Della mia vita.
•“Scrivo perché…”
•Una casa, tre piani da vivere, tre piani d’amore.
•Progetto: un’estate al mare.
•Sorrisi a colazione
•Sono solo parole in libertà

Capitano Alatriste

Diego Alatriste y Tenorio, dopo aver combattuto nei vecchi battaglioni di fanteria durante le guerre delle Fiandre, tira a campare come spadaccino al soldo nell’elegante e corrotta Madrid del diciassettesimo secolo. Non è uno dei tanti veterani che vanno a zonzo spavaldi per la capitale millantando inverosimili gesta d’eroismo, e nemmeno uno degli spregiudicati sicari pronti a qualsiasi compromesso purché ben remunerato: il capitano Alatriste segue, con coerente freddezza, un codice d’onore tutto suo. Lo sprezzante sorriso che sembra una smorfia, lo sguardo chiaro come l’acqua, i lunghi silenzi, il fare rude e sbrigativo, Alatriste si ubriaca d’azione e di vino per celare la sua metafisica disperazione. È fiero, impavido, orgoglioso, amato e rispettato da molti amici, ma mortalmente odiato da altrettanti nemici, come il sinistro e implacabile inquisitore fra Emilio Bocanegra, lo spietato assassino Gualterio Malatesta, o lo scaltro e diabolico segretario del re, Luis de Alquézar. In un suggestivo scenario storico, le imprese di Alatriste ci trascinano negli introghi di corte di una Spagna paradossale, padrona del mondo, ancora inpreda a sogni di grandezza, ma già con il presentimento di un futuro nefasto. Viottoli bui, illuminati soltanto dal luccichio delle spade sguainate negli agguati, taverne in cui si scrivono sonetti tra baruffe e bottiglie di vino, cortili dove le rappresentazioni delle commedie di Lope de Vega finiscono a coltellate: è il 1623. Cominciano le avventure del Capitano Alatriste.
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Capitalesimo

Il capitalismo è come un aereo entrato in un vuoto d’aria. Le sue ali hanno perso portanza e non si trova un sistema per tenere in volo l’apparecchio. In quindici anni, con il il tracollo delle borse asiatiche del 1998, lo scoppio della bolla della new economy del 2001 e la crisi dei mutui sub-prime del 2008, sembra proprio che il sistema economico globale sia stato messo in ginocchio. Ma quello che è successo è forse ancora più grave: il capitalismo non è finito, si sta trasformando in qualcosa di diverso, che ricorda da vicino l’avvento del Feudalesimo dopo il collasso del mondo antico. Il capitalismo sta diventando ‘Capitalesimo’, un sistema capillare e inesorabile di controllo assoluto su un territorio frammentato, una sorta di Sacro Romano Impero della finanza, coi suoi feudatari sempre più potenti, i suoi marchesi, i suoi baroni, i vassalli, i valvassori e la sua plebe sterminata, sempre più povera. La reale ricchezza prodotta da tutte le nazioni e pari a circa 70000 miliardi di dollari, ma l’ingegneria finanziaria ha creato ad arte un valore virtuale di scambi che vale trenta volte tanto. Siamo immersi in un’immensa contraffazione, ormai strutturale, che è la vera causa del vuoto d’aria dell’aereo del capitalismo, ma che viene difesa e gestita con pugno di ferro dai nuovi Signori della Terra, coloro che hanno i mezzi e le conoscenze per sfruttarla a proprio vantaggio.
(source: Bol.com)

Capitale infetta: Si può liberare Roma da mafie e corruzione?

“Sapevo che mi sarei dovuto confrontare con sepolcri imbiancati e farisei, con lecchini di corte e adulatori falsi come i soldi del Monopoli, con criminali in giacca e cravatta e con i loro pavidi servi, con funzionari corrotti e dirigenti ignavi o con dirigenti corrotti e funzionari ignavi. Però credo sempre che valga la pena di provare a cambiare questo Paese.” Così suona il bilancio di Alfonso Sabella, il giudice che nel dicembre del 2014, pochi giorni dopo la prima serie di arresti legati all’inchiesta Mafia Capitale, Ignazio Marino nomina assessore alla Legalità. In questo diario di viaggio Sabella descrive la città che ha incontrato: da una parte la malavita che tratta alla pari e spesso controlla la politica e la burocrazia e, dall’altra, le difficoltà dei rappresentanti dell’amministrazione che, anche quando non sono corrotti, mancano degli strumenti necessari a cambiare. Un libro che, con un linguaggio schietto e appassionato, è allo stesso tempo una dichiarazione d’amore per la capitale e un racconto della miscela esplosiva che da decenni alimenta il malaffare: dalla mafia del litorale alle truffe sui beni confiscati, dalle mani sull’ambiente agli affari sulle commesse pubbliche.
E sembra che la fragilità della politica sia incapace persino di comprendere le proporzioni di questo verminaio.
Un’analisi lucida di quello che Sabella ha fatto, o avrebbe voluto fare se ne avesse avuto il tempo, per cambiare le cose, e di qual è la direzione da seguire per uscire dalle sabbie mobili della corruzione.
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### Sinossi
“Sapevo che mi sarei dovuto confrontare con sepolcri imbiancati e farisei, con lecchini di corte e adulatori falsi come i soldi del Monopoli, con criminali in giacca e cravatta e con i loro pavidi servi, con funzionari corrotti e dirigenti ignavi o con dirigenti corrotti e funzionari ignavi. Però credo sempre che valga la pena di provare a cambiare questo Paese.” Così suona il bilancio di Alfonso Sabella, il giudice che nel dicembre del 2014, pochi giorni dopo la prima serie di arresti legati all’inchiesta Mafia Capitale, Ignazio Marino nomina assessore alla Legalità. In questo diario di viaggio Sabella descrive la città che ha incontrato: da una parte la malavita che tratta alla pari e spesso controlla la politica e la burocrazia e, dall’altra, le difficoltà dei rappresentanti dell’amministrazione che, anche quando non sono corrotti, mancano degli strumenti necessari a cambiare. Un libro che, con un linguaggio schietto e appassionato, è allo stesso tempo una dichiarazione d’amore per la capitale e un racconto della miscela esplosiva che da decenni alimenta il malaffare: dalla mafia del litorale alle truffe sui beni confiscati, dalle mani sull’ambiente agli affari sulle commesse pubbliche.
E sembra che la fragilità della politica sia incapace persino di comprendere le proporzioni di questo verminaio.
Un’analisi lucida di quello che Sabella ha fatto, o avrebbe voluto fare se ne avesse avuto il tempo, per cambiare le cose, e di qual è la direzione da seguire per uscire dalle sabbie mobili della corruzione.

Capire la filosofia medievale in un’ora (Capire… in un’ora Vol. 2)

Dalla vita dissoluta di Agostino alla disputa sugli universali, dalle prove dell’esistenza di Dio di Anselmo e Tommaso allo scetticismo di Occam, questo saggio offre un conciso ma esauriente quadro della filosofia medievale. Una lettura piacevole e istruttiva, che aiuta a conoscere un periodo ingiustamente sottovalutato della nostra storia intellettuale.
Questo ebook fa parte della serie “Capire… in un’ora”, che si propone di offrire in modo chiaro e comprensibile a tutti le principali informazioni su argomenti generalmente ritenuti complessi e di difficile approccio.
Arthur Lombardozzi (Ph.D), critico letterario e saggista, è autore per il marchio Velut Luna Press anche di “Capire la filosofia greca in un’ora” e del best seller “Misteri della letteratura italiana”, entrambi disponibili su www.amazon.it
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### Sinossi
Dalla vita dissoluta di Agostino alla disputa sugli universali, dalle prove dell’esistenza di Dio di Anselmo e Tommaso allo scetticismo di Occam, questo saggio offre un conciso ma esauriente quadro della filosofia medievale. Una lettura piacevole e istruttiva, che aiuta a conoscere un periodo ingiustamente sottovalutato della nostra storia intellettuale.
Questo ebook fa parte della serie “Capire… in un’ora”, che si propone di offrire in modo chiaro e comprensibile a tutti le principali informazioni su argomenti generalmente ritenuti complessi e di difficile approccio.
Arthur Lombardozzi (Ph.D), critico letterario e saggista, è autore per il marchio Velut Luna Press anche di “Capire la filosofia greca in un’ora” e del best seller “Misteri della letteratura italiana”, entrambi disponibili su www.amazon.it

Capire il potere

«Vedete, finché ci sarà il controllo privato dell’economia le forme di governo non saranno importanti, perché i governi sono impotenti. Il fatto è che il potere sta sempre altrove.»Capire il potere raccoglie gli interventi più significativi di Noam Chomsky, uno dei più importanti pensatori contemporanei. Gli argomenti spaziano dalla politica estera statunitense alla crisi del welfare sotto l’amministrazione Clinton. Tracciano una mappa illuminante delle connessioni tra la spinta imperialista verso il resto del mondo e le ripercussioni negative sulla società americana. Toccano i temi dell’attivismo politico e del ruolo dei media. Si tramutano in proposta d’intervento concreto per un rinnovamento della società e per la soluzione di questioni internazionali. Ciò che contraddistingue il pensiero di Chomsky è la padronanza di un’immensa mole di informazioni e l’abilità nello smascherare in ogni contesto i meccanismi e gli inganni del potere.

Caosmosi

Al confine tra i più diversi ambiti del sapere e le più inquietanti emergenze dell’attualità, “Caosmosi” ci conduce al punto di contatto tra l’infinita apertura di possibilità – mentali, psichiche, estetiche, sociali – e la chiusura completa, totalitaria, cioè la prospettiva in cui i percorsi dell’esperienza sono in qualche modo preformati dai soggetti comunicativi di potere. Fin dalla metà degli anni Ottanta, in polemica con l’imperante trionfalismo postmodernista, Guattari aveva iniziato a parlare di uno sbriciolamento del dominio mediatico e di una proliferazione di agenti collettivi di enunciazione. Ecco, l’attualità politica in questo libro sta anche qui: nell’aver immaginato un momento di esplosione del dominio mediatico oltre il quale il processo di enunciazione si espande incontrollabile, rovesciandosi in caosmosi.
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Caos

Nella quiete del crepuscolo di una serata di inizio settembre, Elisa Vandersteel, una ragazza di ventitré anni, muore mentre sta andando in bicicletta lungo il fiume Charles. Sembrerebbe essere stata colpita da un fulmine, ma poiché è una bellissima giornata, è evidente che la causa debba essere un’altra.
Da giorni Kay Scarpetta riceve sul suo computer ogni pomeriggio alla stessa ora un messaggio vocale con una bizzarra e inquietante filastrocca, sempre diversa, inviata da un anonimo che si firma Tailend Charlie.
E proprio quando la famosa anatomopatologa giunge sulla scena della morte della povera Elisa per dare inizio alla sua indagine le arriva la settima filastrocca.
Kay ha già messo al corrente di questi messaggi il suo collega Pete Marino, il marito Benton Wesley e la nipote Lucy. Quest’ultima, nonostante la sua straordinaria abilità informatica, non è stata in grado di rintracciare lo sfuggente Tailend Charlie, né riesce a capire come lui possa avere accesso a informazioni private. È evidente a tutti che l’anonimo molestatore sia coinvolto nella morte della ragazza.
A complicare le cose, altre due morti sospette per folgorazione sembrano convincere Kay Scarpetta dell’esistenza di un’arma letale che uccide a distanza e che potrebbe scatenare il panico tra la popolazione se la sua esistenza diventasse di dominio pubblico. Con *Caos*, Patricia Cornwell firma il ventiquattresimo thriller con protagonista l’iconica Kay Scarpetta.
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