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Biplano

Bach decide di acquistare un biplano Parks del 1929: un aereo da museo, rosso cupo e giallo scuro, che deve riportare in California compiendo un viaggio nei cieli d’America di oltre quattromila chilometri. Una follia? Non per Bach, che desidera quel biplano proprio per la sua storia, per poter viaggiare nel tempo, pilotare un aereo difficile di cui non ci si può fidare, intraprendendo una sfida contro freddo, venti e tempeste. Ma il viaggio è lungo e Bach si ritroverà a combattere contro imprevisti, ali danneggiate e inquietanti frastuoni di un motore antico ma ancora coraggioso. Un’avventura tra i cieli che si trasforma, nuvola dopo nuvola, in una bellissima storia dello spirito.
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La bionda dagli occhi neri

John Banville, nato in Irlanda nel 1945, è uno dei più grandi romanzieri contemporanei. Amatissimo dalla critica (solo per fare un esempio, nel 2014 Pietro Citati sul Corriere della Sera ha definito il suo L’intoccabile ”un romanzo straordinario: certo il più bello degli ultimi quarant’anni” per ”la vastità, la ricchezza, il terribile riso”), Banville nel corso della sua carriera ha vinto i premi più prestigiosi, fra cui il Booker Prize per Il Mare, il Premio Franz Kafka, il Premio Nonino, l’Irish Book Awards, l’European Literary Award, l’Irish PEN Award e il Premio Principe delle Asturie per la sua opera. Diversi critici e giornalisti lo considerano, con Philip Roth e Haruki Murakami, come uno dei possibili vincitori del prossimo Premio Nobel per la Letteratura. Banville è conosciuto per la sua prosa precisa e fredda, caratterizzata da un’inventiva Nabokoviana, e per il suo umorismo nero. Fra le sue opere, anche una serie di “romanzi gialli” di altissima qualità, ambientati nella Dublino anni ’50, che hanno come protagonista l’anatomopatologo Quirke. Dai romanzi di Quirke la BBC e RTÉ hanno tratto una serie TV nel 2014. A Los Angeles è un sonnolento pomeriggio d’estate, non si muove una foglia e il traffico, in strada, scorre al rallentatore, come gli affari di Philip Marlowe: sì, proprio quel Philip Marlowe, il più ruvido e solitario degli investigatori privati. Ma a volte basta un istante perché gli eventi prendano una piega imprevista, basta l’ingresso in ufficio di una bellezza mozzafiato, una bionda sensuale ed elegante, per scombussolare i piani e i pensieri. Clare Cavendish, erede della Langrishe Fragrances, impero dei profumi, è alla ricerca del suo amante scomparso, tale Nico Peterson, agente di spettacolo che vivacchia grazie a divi da quattro soldi e starlet di belle speranze. Certo, una strana coppia. Lei è ben consapevole che il suo uomo non fosse un granché, poco più di un manigoldo in abiti eleganti, eppure era suo, ed è decisa a riaverlo. Strani anche i posti che frequentavano, come l’esclusivo Cahuilla Club, con il muro di cinta ricoperto di buganvillea, l’imponente cancello dorato e un impeccabile maggiordomo dal marcato accento inglese che serve il tè. Immergendosi in questo mondo traboccante di ricchezza, Marlowe si trova alle prese con personaggi stravaganti e individui loschi, come i due messicani che compaiono all’improvviso, disposti a tutto pur di ritrovare Nico: chi li manda e perché? A disorientare Marlowe, oltre all’ambigua seduttività della bionda dagli occhi neri, si insinua il tarlo del dubbio e dei sentimenti, quanto mai aggrovigliati, che lo legano a più d’uno dei personaggi della storia. Una regia magistrale, sostenuta da una scrittura raffinata, capace di continui scarti e cambi di registro, per far rivivere il mondo di Raymond Chandler e uno dei detective più amati del noir di tutti i tempi.

‘Banville è capace di una scrittura limpida e scorrevolmente pericolosa, come una lama, e possiede un talento quasi feroce nel leggere l’anima degli uomini.’
Don DeLillo

‘Un classico contemporaneo.’
La Stampa

(source: Bol.com)

Biologia della letteratura: Corpo, stile, storia

Se è vero, come ha scritto Shakespeare, che siamo fatti della stessa materia dei sogni, è la materia dei sogni a dover essere indagata. Se, come sosteneva Cézanne, «il colore è il luogo dove si incontrano il nostro cervello e l’universo», va indagato il modo in cui il nostro cervello percepisce lo stimolo dei sensi e lo rielabora in forme, miti e metafore. Va indagata la biologia delle arti e della letteratura. Solo un’ottica che superi la divisione tra natura e cultura può dare conto dei processi che hanno condotto l’essere umano a costruzioni simboliche sempre più complesse, per rispondere a esigenze di sopravvivenza, di ritualità magica e religiosa o per imporre un ordine al cosmo, ritagliando nuclei di senso dal caos del molteplice.
Guidato da questi stimoli e dalle più recenti scoperte della biologia, delle neuroscienze e dell’antropologia, Alberto Casadei individua nello stile il punto in cui avviene la mediazione decisiva fra natura e cultura: è grazie all’elaborazione stilistica che le propensioni biologiche elementari, legate alla percezione del ritmo, dell’analogia e della metafora, vengono utilizzate per dare vita ai mondi possibili della letteratura e dell’arte.
*Biologia della letteratura* unisce questa prospettiva inedita a una rigorosa analisi critica, mostrando una storia letteraria ancora più ricca, in cui lo stile diviene l’elemento capace di condensare processi emotivi e cognitivi: un filo che lega la sorprendente stratificazione mitologica dell’epica di Gilgames all’oscurità del Simbolismo, l’estasi del sublime alla rottura dei linguaggi retorici operata nel primo Novecento, fino alla svolta imposta dalle nuove tecnologie, dal Web e ancor di più dal Cloud.
Oggi, come un Ulisse che, sprofondata ormai la nave, continua il proprio viaggio di conoscenza negli abissi marini, l’uomo si ritrova immerso in una realtà in cui lo stimolo percettivo è ubiquitario e ogni separazione tradizionale tra i linguaggi è caduta. La risposta, ancora una volta, è nell’adattamento e nell’elaborazione di uno stile sempre più ibrido e complesso.

La bilancia. Pensieri sul nostro tempo

In questo libro l’autore, un maestro della filosofia contemporanea, ci offre risposte che gettano nuova luce su idee, fatti ed eventi che sembrano sfuggire a una qualsiasi logica, ci parla di come la storia stia portandoci al di fuori del nostro passato, al di fuori cioè della tradizione dell’Occidente, di come per capire il mondo sia oggi più che mai necessario un nuovo modo di affrontare e interpretare le cose. Un libro sui grandi temi del nostro tempo; una lucida analisi e interpretazione di quello che è e che potrebbe essere il nostro destino.
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Big Data Analytics

Nell’era dei big data e agli albori della data driven economy, emerge una figura professionale in grado 
di analizzare, gestire, elaborare e comunicare i dati. 
È il data scientist, lo “scienziato dei dati”, che ha solide competenze in informatica, statistica, economia ed è in grado di far fronte alla sempre crescente complessità dei dati. Questo volume si propone come una guida completa 
sia per chi intenda intraprendere questa professione emergente, sia per chi, già esperto, desideri approfondire alcune tematiche. L’autore illustra le principali conoscenze relative 
alla gestione e all’analisi avanzata dei dati; descrive i big data e gli strumenti e le architetture che permettono 
di gestirli (Hadoop in particolare) e presenta i temi 
della data ingestion e dell’elaborazione con alcuni tool di analisi (Hive, Pig, Spark e R) le cui funzionalità sono illustrate anche tramite esempi commentati. 
Una parte è dedicata alla predictive analytics e mostra le tecniche per la creazione di modelli predittivi: dalla preparazione dei dati, alla scelta dell’algoritmo più adatto, alla valutazione delle performance. Il testo è un valido supporto per la comprensione 
dei concetti relativi all’analisi dei dati (big data o dati tradizionali), anche da parte del management aziendale che, dall’analisi avanzata, può trarre le informazioni utili 
ad assumere decisioni, a valutare rischi e disegnare strategie.

(source: Bol.com)

Bici ribelle. Percorsi di fantasia, resistenza e libertà

Filosofia e pratica della bicicletta: dalla controversa storia della bici di Leonardo fino ai giorni nostri. Ecco allora i ribelli sulla bici: dall’anarchico Luigi Masetti, ciclo-viaggiatore d’inizio secolo, al patafisico Alfred Jarry, al padre della psichedelia Albert Hofmann. E poi bici resistente: da quella partigiana, a quella dei vietcong sulla pista di Ho Chi Min, fino a quella dei Provos di Amsterdam, e alle odierne della Critical mass, e alle ciclofficine italiane. L’uso quotidiano viene approfondito dal Breviario del ciclista urbano. Mentre nelle pagine dei pedalatori dei boschi c’è tutto quello che occorre: dalla scelta del mezzo all’equipaggiamento e agli itinerari. Non manca la bici dei bimbi.
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Un bicchiere di veleno. I gialli di vicolo Voltaire

Il primo caso di Annette e Fabrice sembra davvero senza soluzione. La ricca contessa Blumier infatti è morta e, per una strana coincidenza, il signor Deloffre, che ha partecipato a una vacanza insieme a lei, è accusato di duplice omicidio. Che i due misteri siano collegati? C’è materia sufficiente perché i detective di vicolo Voltaire si mettano in azione! Età di lettura: da 9 anni.
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La biblioteca delle anime

L’avventura cominciata con “Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali”, e proseguita con “Hollow City”, trova, in questo terzo libro, un finale eccitante, pieno di suspense. Jacob, il protagonista sedicenne, che ha appena scoperto di essere dotato di un nuovo, straordinario potere, intraprende un rocambolesco viaggio per andare a salvare i suoi amici Speciali tenuti prigionieri in una fortezza apparentemente inespugnabile. Con lui ci sono l’adorata Emma Bloom, la ragazza capace di creare il fuoco con la punta delle dita, e Addison MacHenry, il cane dotato del fiuto giusto per seguire la traccia lasciata dagli Speciali rapiti. Insieme, i tre si lasciano alle spalle la Londra moderna per infilarsi nei vicoli labirintici di Devil’s Acre, i bassifondi più abietti dell’Inghilterra vittoriana: infatti, sarà proprio qui che il destino dei ragazzi Speciali di ogni luogo ed epoca dovrà essere deciso una volta per tutte. Come i primi due romanzi della saga, “La biblioteca delle anime” è un fantasy ad alto tasso di emozione impreziosito da bizzarre fotografie vintage: un’esperienza di lettura irripetibile. Dal primo romanzo della serie, “Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali” – un caso letterario internazionale che ha venduto più di un milione e mezzo di copie in tutto il mondo – è tratto il film di Tim Burton, prodotto dalla Twentieth Century Fox.

Il bibliomane

Scritto intorno al 1830 da Charles Nodier (considerato da Calvino il capostipite della famiglia dei grandi scrittori-bibliotecari), Il bibliomane racconta la giornata di un bibliofilo tranquillo, in una Parigi assolata che ancora porta i segni dei drammi della rivoluzione di luglio. È l’ultima passeggiata di Monsieur Théodore, compiuta tra librai antiquari, editori e case d’aste, un cammino che con poche variazioni si potrebbe percorrere ancora oggi. L’amante dei libri, del 1841, accanto alle descrizioni del bibliofilo, delinea un futuro fosco per l’editoria: schiacciato sotto il peso dell’iperproduzione, il libro è destinato a morire. Profezie allarmate e allarmanti si mescolano ad aneddoti sul mondo del libro, tra curiosi tipi umani (tra cui il bibliofobo) e ritrovamenti avventurosi, secondo il principio per cui “meglio un libro raro che un buon libro”, in due scritti divertenti, leggeri e terribilmente pessimistici sulla sorte della lettura.

(source: Bol.com)

Biancaneve

Dimenticate Walt Disney e i fratelli Grimm: la Biancaneve di questo romanzo è una donna annoiata, che scrive poesie erotiche, ha una difficile relazione col suo psicanalista, studia letteratura italiana e, in attesa che arrivi il principe azzurro, vive (in maniera decisamente promiscua) in una comune con sette uomini. Il genio comico di Donald Barthelme scompone la fiaba tradizionale in mille pezzi e li infila tutti nel frullatore, condendo la gustosa miscela di riferimenti alla cultura trash e citazioni colte, provocazioni, parodie e irresistibili nonsense. Uscito originariamente nel 1967, questo romanzo è uno dei grandi classici “nascosti” della letteratura americana: come scrive Ivano Bariani nella sua prefazione, «stemperate in quarant’anni di contaminazioni culturali, le tecniche innovative di Barthelme sono diventate gli strumenti di sopravvivenza e affermazione per un’intera generazione di narratori».

Bianca come la luna

Bianca come la luna è la strada che porta lontano. È un drappo di luce all’interno del buio. L’unica strada da seguire per crescere e capire chi siamo noi e chi sono gli altri. Bari è una sciamana. Lei ha un dono: può conoscere il passato delle persone solo toccando il loro corpo e può parlare con le anime dei morti. La strada bianca condurrà Bari dall’inferno della Corea del Nord devastata dalla carestia fino in Cina e poi a Londra, dove abitano tutte le lingue e tutte le religioni. Una favola moderna che, attraversando le vite dei migranti e dei dimenticati, si spinge alla folle ricerca di pace e armonia fra gli uomini.
La principessa Bari è una sciamana e appartiene al mito. Nella leggenda coreana è la settima figlia femmina che viene ripudiata dal re suo padre e gettata in un fiume: il nome Bari significa, appunto, «abbandonata». Ma, una volta adulta, sarà proprio la ragazza a salvare la famiglia i cui membri si sono ammalati di un morbo misterioso e, dopo un lungo viaggio, a trovare l’acqua della vita e a guarire i suoi famigliari. Ma Bari è anche una giovane donna che fra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila, dalla Corea del Nord devastata dalla carestia dove i cadaveri scivolano nelle acque del fiume Tuman e le strade sono piene di disperati alla ricerca di cibo, fugge prima in Cina e poi a Londra. Anche lei come l’omonima principessa nasce in una famiglia di sole femmine, anche lei viene abbandonata dalla madre e salvata dalla nonna che la protegge e le dà il nome della leggendaria principessa. Con la nonna instaura il legame affettivo piú importante e da lei eredita i poteri sciamanici, che l’aiuteranno ad affrontare il mondo. Bari possiede infatti un dono: è in grado di avere visioni del passato delle persone e di entrare in contatto con le anime dei morti. Quando è ormai adolescente, dopo la dispersione della sua famiglia e la morte di molti dei suoi membri, è costretta a partire su una nave di clandestini alla volta dell’Europa. Sulla nave il racconto si muove su un piano allucinatorio in cui gli stupri, le violenze, l’orrore si confondono in un delirio visionario che permette alla ragazza di trascendere il suo corpo affamato e umiliato e quindi di sopravvivere. Una volta a Londra la ragazza trova lavoro in un centro massaggi per guarire il corpo e consolare le anime dei suoi clienti. A Londra, dove abitano tutte le lingue e tutte le religioni, conosce la fatica ma anche la solidarieta della vita degli immigrati. Ognuna delle creature che Bari incontra ha infatti una storia spaventosa alle spalle, ha lasciato il proprio paese e porta con se uno stuolo di fantasmi amati ma ingombranti. Il condominio in cui abita, popolato soltanto da stranieri e in cui tutti sono solidali e generosi sembra finalmente suggerire la «possibilita di un’armonia pluralista». E infine, pur patendo cosi tante disavventure da portarla ai limiti della follia, Bari (come ogni bella favola insegna) si salvera e capira che la vera conquista e il perdono. Ancora una volta Hwang Sok-yong, con grazia e determinazione, riesce a dar voce ai dimenticati offrendoci un’affascinante e scomoda favola moderna sulla fuga, l’esilio e i migranti. E sull’urgente bisogno di capire e di trovare nuove strade per la solidarieta fra gli uomini.
(source: Bol.com)

Bestie

Un piccolo albergo nelle valli della bergamasca. L’omicidio di un ragazzo di passaggio. Un cuoco con trascorsi da rapinatore costretto a reinventarsi investigatore. L’ombra delle Triadi cinesi e della criminalità organizzata. Tra oscuri rimedi orientali e ambientalisti arrabbiati, Sandrone Dazieri costruisce un noir appassionante e divertente, che ci racconta uno dei traffici più orrendi e redditizi del nostro presente: il traffico di animali esotici o protetti.
*“Al mondo esistono liberi meno di cento esemplari di uccello del paradiso, meno di duecento esemplari di lince pardina, meno di trecento rinoceronti di Sumatra. Questi animali, e molti, molti altri vengono uccisi dai cambiamenti climatici, dall’inquinamento, dalla distruzione del loro habitat e dal contrabbando. Vengono mangiati, scuoiati, trasformati in soprammobili e portacenere. Le loro ossa, tritate, diventano l’ingrediente base di medicinali assolutamente inutili contrabbandati anche nel nostro paese. È una strage che fa orrore perché quando una specie scom­pare non potrà essere rimpiazzata e lascerà noi, scimmie nude, un po’ più soli e miserabili su questo pianeta. Per questo ho deciso di occuparmi di zoomafia e di scrivere questo libro.”* Sandrone Dazieri

La bestia nera

La bestia nera: Una nuova inchiesta di Max Gilardi by Elda Lanza
«*Una Camilleri in gonnella!*»
**Marco Vichi**
«*La sua scrittura è sempre elegante, colta. I suoi omicidi sono in punta di penna.*»
**la Repubblica**
«*È stata il volto degli anni eroici della tv di Stato, vissuti con garbo ed eleganza. Oggi ha successo con thriller mozzafiato. Ma non ha messo via ironia e ricordi.*»
**Famiglia Cristiana**
«*Dalla sua fantasia irrompe la cronaca con delitti da risolvere su e giù per l’Italia, intrighi, il bel mondo, la vita di strada.*»
**La Stampa**
Un cane nero addestrato per uccidere, della stessa razza di Dick, il cane di Max Gilardi, è la bestia nera. Accusato di aver azzannato un uomo, e poi prosciolto dalle prove della polizia scientifica, Dick è innocente, ma resta tuttavia la domanda: è casuale la morte, identica, di una bimba nel parco dove Max Gilardi stava correndo come d’abitudine con il suo cane? O proprio Gilardi è il *fil rouge *di una catena di omicidi che sembra collegare un losco faccendiere del porto di Napoli a una facoltosa e rispettabile famiglia borghese? Per smascherare il colpevole, gli toccherà riannodare vecchie vicende dei suoi primi processi, scartare false piste, affrontare i fantasmi della paura. Con Gilardi, anche noi restiamo impigliati nelle maglie di questo giallo, scritto da Elda Lanza con passione, eleganza e ironia.

Bestia da latte

Vengono da un mondo lontano i ricordi che si sprigionano nella mente del protagonista di questo romanzo nel momento in cui apprende della morte di uno zio un tempo molto amato e poi altrettanto detestato. Per la precisione – se poi davvero precisi possono essere i ricordi dell’infanzia – vengono da un piccolo paese del Nordest, durante gli anni Sessanta, quando la coda del boom economico inizia a cambiare le abitudini e i comportamenti. È l’epoca in cui ‘le stalle hanno cominciato a puzzare’ e ‘gli animali – così come la terra – sono diventati materia per la produzione industriale’. Ma a tornare alla mente del protagonista sono soprattutto i momenti vissuti insieme al cugino Giuseppe. Perché è proprio il complesso rapporto fra i due a segnare, forse più di ogni altra cosa, la sua infanzia. Un rapporto fatto di grande complicità ma anche di violenza e di paura: sentimenti, questi, che non lo hanno più abbandonato, né mai è riuscito a sciogliere nella loro aggrovigliata natura. Oggi, il bambino di allora, arrivato alla soglia dei sessant’anni, si chiede le ragioni di quella violenza sorda, cupa, marcio frutto di altra violenza. E si chiede se la sua vita, senza quelle vicende ormai lontane, sarebbe stata diversa. Gian Mario Villalta, narratore, saggista, poeta tra i più significativi della nostra letteratura, con Bestia da latte scrive un romanzo intenso e potente, una storia di famiglia e insieme di formazione, capace di far vibrare le corde più intime e sensibili dei lettori.

(source: Bol.com)

Berta Isla

Berta Isla (versione italiana) by Javier Marías
Berta Isla ha sposato Tomás pensando di conoscerlo da sempre, che anzi fosse lui a non conoscere qualcosa di lei, a non sapere cioè della verginità perduta con un altro uomo. Eppure è proprio il buon Tomás, il prevedibile Tomás a nascondere il segreto piú grande e sconvolgente. Nessuno come Marías sa mostrare il lato oscuro e insieme quello luminoso dell’amore, nessuno meglio di lui sa che ogni cuore che batte è un mistero, persino per il cuore che gli sta piú vicino.
Berta Isla ha sposato Tomás Nevinson nel maggio del 1974, nella chiesa di San Fermín de los Navarros, vicino alla scuola che entrambi hanno frequentato e dove si sono incontrati la prima volta. Lo ha sposato dopo essere stata la sua ragazza per anni senza mai fare l’amore con lui (perché tra buoni borghesi innamorati si usava cosí) e dopo aver perso la verginità con un altro in un giorno che non smetterà mai di ricordare. Lo ha sposato conoscendolo da sempre, convinta di aver trovato il suo destino, ma senza sapere nulla di lui, nulla che fosse davvero importante. Ma Tomás qualcosa di davvero importante lo stava nascondendo e non avrebbe mai potuto dirlo, a lei come a nessun altro. Durante i suoi anni universitari a Oxford infatti, in uno stupido giorno, il caso aveva deciso di condizionare la sua esistenza, e quella della moglie, per sempre. Il nuovo romanzo di Javier Marías è la storia di un amore imperfetto, come lo sono tutti. Di una donna, Berta Isla, che ha scelto di stare accanto a un uomo che può soltanto sperare di conoscere, ma che in fondo non si rivelerà mai per ciò che è realmente. È la storia di una relazione che, finita la passione, si regge in fragile equilibrio sul segreto, sulla lealtà e sul risentimento, su quanto non si vuole o non si può dire. È la storia di due cuori da sempre sconfitti che insieme cercano di resistere nella battaglia.
«Marías ha raggiunto una precisione, un’emozione e un mistero che, oggi come oggi, non hanno pari tra i suoi contemporanei. Superbo».
**«ABC Cultural»**

Berserker: il titano d’acciaio

In un remoto angolo della galassia esiste un’entità denominata Shiva, come la divinità indù della distruzione e della morte. E’ l’ultima delle grandi macchine Berserker e può disporre di una forza bellica senza precedenti. Contro Shiva e le sue legioni di assassini cibernetici si mobilitano le squadre terrestri al comando di Claire Normandy, assistita dal pilota Harry Silver. Ma il minaccioso cervello nascosto nello spazio cela, nei suoi meandri elettronici, un’ultima sorpresa per la razza umana.
Copertina: Marco Patrito