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Un insolito romanzo di formazione ambientato nel villaggio di Zafraniya, nei dintorni di Baghdad, in Iraq e, soprattutto, il racconto del viaggio della scrittrice Betool Khedairi attraverso le memorie della sua infanzia, spesa ad assecondare la volontà dei genitori, e la cronaca del perenne conflitto tra due culture, quella irachena del padre, chiusa e fedele alla tradizione, e quella inglese, moderna e liberale, della madre. A un certo punto l’equilibrio precario in cui vive viene stravolto dalla guerra scoppiata con il vicino Iran. Gli unici punti di riferimento per l’adolescente Betool rimangono la passione per il ballo trasmessale dalla madre e la Madame che dirige la scuola di danza: sarà lei a farle conoscere l’uomo che diventerà il suo primo amore.

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È una mattina d’autunno del **1988**. Il giovane **Philippe** , da poco stabilitosi a Bordeaux per proseguire gli studi, si scontra nei corridoi della facoltà con uno studente di qualche anno più grande. Questione di un secondo, un rapido scambio di sguardi,un turbamento fugace. Quindi un pranzo al ristorante, una passeggiata. Comincia così un rapporto tormentato, emozionante e malinconico. Il fascinoso sconosciuto si chiama **Paul Darrigrand** e ha gli occhi neri e profondi, il fisico asciutto del surfista, l’aria sicura. Ha anche una moglie, ma questo non basta a frenare la passione che si accende durante una vacanza invernale all’isola di Ré. Il resto sono momenti rubati,abbracci clandestini, dubbi e, per il più fragile Philippe, una lotta accanita contro una misteriosa malattia.
*Un certo Paul Darrigrand* è il racconto di un anno vissuto pericolosamente. **Una storia di giovinezza, di esitazioni e di desiderio. Philippe Besson, dopo l’esito felicissimo di *Non mentirmi* , apre di nuovo il baule dei ricordi, ne estrae una foto e rievoca il passato, in un continuo rimando tra realtà e finzione, tra scrittura e vita.**

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In una fredda sera d’autunno una donna viene trovata impiccata nella sua villetta estiva a Pingvellir. Tutto sembra confermare l’unica ipotesi plausibile: suicidio. Ma quando Erlendur Sveinsson, detective della polizia di Reykjavik, viene in possesso della registrazione di una seduta spiritica alla quale la donna aveva partecipato poco prima di morire, prova il bisogno irrefrenabile di conoscere la sua storia e di scoprire perché la sua vita si è conclusa in maniera tanto tragica e improvvisa. Emergono così, a poco a poco, i retroscena del suo gesto: l’annegamento del padre, avvenuto molti anni prima in circostanze poco chiare, fa da sfondo a oscuri presagi di morte e all’ossessione della donna per l’aldilà e per certe strane “presenze”. Nel frattempo, Erlendur riprende in mano alcuni vecchi casi di persone scomparse senza lasciare traccia. Un pensiero fisso percorre silenzioso le sue indagini: la nostalgia straziante per qualcuno che si è perso chissà dove e non è più tornato a casa. Vero e proprio lupo della steppa, antieroe scettico e ombroso, il detective islandese riflette sul filo sottilissimo che divide la vita dalla morte, sulla tensione fra il destino e le scelte che possono modificare per sempre la nostra esistenza. I laghi islandesi, placidi e funesti, sono gli enigmatici protagonisti di questo autunno nordico: quando si trova il coraggio di guardare oltre la superficie, nodi invisibili e lontanissimi si riallacciano, e i fantasmi trovano finalmente pace.

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### *Mi sono trasferita dopo che il mio ex mi ha lasciata, e ho fatto fatica ad accettare quanto poco gli importava di me.*
### *Ora sono qui, con un nuovo inizio davanti, e mi sono fermata a prendere un caffè e ammirare la mia nuova città, in una caffetteria adorabile che mi fa sentire meravigliosa. Ho preso un caffè per svegliarmi e attivare le mie energie, perché voglio passare la mattina a cercare un lavoro che si adatti alla mia nuova vita. Adoro l’aroma di un caffè ben fatto. Ma un uomo ha attirato la mia attenzione, e ora riesco a vedere solo lui, davanti a me, muscoloso, attraente, alto, un vero Adone. Come potrei non vederlo, quando tutto di lui è fantastico? Chiacchierare con lui è piacevole e date le dimensioni della mia nuova città, sono sicura che lo vedrò di nuovo. La sua presenza mi attrae e mi affascina.*
### *Passare le giornate con lui mi ha fatto dimenticare completamente il mio ex, e non mi importa se le cose si muovono rapidamente, perché lui mi tratta bene e a letto è incredibile. Tutto tra noi è passione e desiderio. Vuole anche che conosca una parte della sua famiglia: è stato dato in adozione, ma ha un fratello con cui condivide la stessa madre. Lo conosce da poco, e vuole che io lo accompagni ad una cena con lui, quindi credo che le cose stiano diventando serie.*
### *Cosa!? È uno scherzo, non è vero? Che ci fa il mio ex, qui? Tuo fratello? Non è possibile!*
### *E ora cosa dovrei fare?*
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## **Questo è un romanzo erotico di 61.000 parole, adatto ai maggiorenni dato che contiene scene dettagliate ed esplicite. Ad essere sinceri, questo non è un romanzo letterario. Questa è una storia romantica, piena di coincidenze e vicende uniche. Lasciati sedurre da questa avventura e goditi l’amore e il desiderio dei suoi protagonisti.**
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Bernhard scrisse per ultima questa parte dell’autobiografia che racconta i suoi primi anni, fino all’entrata nel collegio di Salisburgo. Ed è come se, tornando alle radici di angosce e orrori, egli raggiungesse uno stato di euforia, di leggerezza, di primordiale scoperta, altre volte celato o piegato alla lotta feroce con il mondo circostante. Qui tutto comincia con un bambino di otto anni che si getta in una sfrenata spedizione in bicicletta. «Sarebbe stato del tutto contrario alla mia natura scendere dalla bicicletta dopo qualche giro; come tutte le imprese che iniziavo, anche questa la spingevo *fino all’estremo* ». In questo bambino che si lancia con la bicicletta fino all’estremo c’è già tutto Bernhard. Ma in una versione più ariosa, di elementare felicità. Aspetto che ritroveremo anche nei ritratti mirabilmente nitidi del nonno, della madre e degli amici d’infanzia. Tutte le torture che il mondo tiene in serbo già si intravedono, si presagiscono o irrompono sulla scena (siamo negli anni del nazismo e della guerra) – ma anche, con grande naturalezza, l’irresistibile meraviglia del bambino davanti a una tazza di cioccolata calda, quando i nonni lo portano con loro nel vasto mondo, a pochi chilometri da casa. *Un bambino* è apparso per la prima volta nel 1982.

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Sono passati due anni da quando Alyce ha vissuto il suo amore proibito. Ora lei è una donna profondamente cambiata: ha rinunciato ai suoi sogni, accontentandosi di sopravvivere e di fare da chaperon a sua sorella. Fino al giorno in cui, ad un ballo, uno sguardo scuro la turba. La scruta, la segue dappertutto, la scuote nel profondo dell’animo. Sembra conoscerla, sapere tutto di lei. Ma è impossibile, lei non ha mai visto quell’uomo. Chi è quel duca misterioso? Perché le suscita quelle sensazioni? Può un cuore che si è piegato al gelo dell’inverno risvegliarsi e tornare a vivere? E se proprio nel profondo dell’inverno si celasse un’ineludibile primavera?
Colpi di scena, passione, intrighi e sconcertanti segreti sono pronti a dipanarsi dalle pagine di “Orgoglio”, secondo capitolo della trilogia “Un Amore proibito”.
Nato come racconto a puntate in una community, “Un amore proibito” è diventato ben presto un appuntamento fisso di migliaia di lettrici e lettori con circa 5565 commenti e oltre 119500 visite solo per il primo capitolo. Se ancora non l’hai fatto leggi la prima parte della saga “ Un amore proibito- Origini.”

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Jack non è per niente il mio tipo. Il fascino ruvido dei cowboy trasandati va bene nei film, ma nella vita reale preferisco di gran lunga uomini benvestiti e con una rasatura decente. E il fatto che lui sia bellissimo non lo rende meno scontroso o arrogante o senza buone maniere. Nemmeno Jack vuole avere niente a che fare con una “viziata ragazza di città” come me, cosa che non fa che ripetermi. Ma l’agenzia di comunicazione in cui lavoro ha ricevuto l’incarico di rimettere in sesto l’immagine della tenuta della sua famiglia, che gestisce un’impresa agricola, e io sono la fortunata vincitrice dell’incarico. Il che significa che sarò bloccata insieme a lui per chissà quanto tempo a chilometri di distanza dal primo barlume di civiltà. 
**Melanie Harlow**
è un’autrice bestseller di USA Today e ama definirsi una “Michigan girl”. Adora i cocktail, i tacchi alti e le storie d’amore. I suoi romanzi ruotano sempre intorno a personaggi moderni in cui è facile immedesimarsi, alla ricerca del più classico dei lieto fine. Vive poco fuori Detroit con il marito e le due figlie. **
### Sinossi
Jack non è per niente il mio tipo. Il fascino ruvido dei cowboy trasandati va bene nei film, ma nella vita reale preferisco di gran lunga uomini benvestiti e con una rasatura decente. E il fatto che lui sia bellissimo non lo rende meno scontroso o arrogante o senza buone maniere. Nemmeno Jack vuole avere niente a che fare con una “viziata ragazza di città” come me, cosa che non fa che ripetermi. Ma l’agenzia di comunicazione in cui lavoro ha ricevuto l’incarico di rimettere in sesto l’immagine della tenuta della sua famiglia, che gestisce un’impresa agricola, e io sono la fortunata vincitrice dell’incarico. Il che significa che sarò bloccata insieme a lui per chissà quanto tempo a chilometri di distanza dal primo barlume di civiltà. 
**Melanie Harlow**
è un’autrice bestseller di USA Today e ama definirsi una “Michigan girl”. Adora i cocktail, i tacchi alti e le storie d’amore. I suoi romanzi ruotano sempre intorno a personaggi moderni in cui è facile immedesimarsi, alla ricerca del più classico dei lieto fine. Vive poco fuori Detroit con il marito e le due figlie.

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Suzy è una maniaca del controllo. La sua vita è pianificata in ogni dettaglio e lavora sodo per trovare l’uomo giusto con cui costruire il suo lieto fine. Ma i suoi piani vengono bruscamente interrotti quando un incidente d’auto la blocca sul ciglio di una strada deserta. A salvarla arriva il più improbabile dei principi azzurri: un motociclista tatuato con una pessima reputazione.
City ha rinunciato all’amore da quando il suo cuore è stato spezzato. Chi avrebbe mai potuto immaginare che un incontro casuale nel bel mezzo di una strada buia gli avrebbe fatto rimettere tutto in discussione?
Una notte di passione potrebbe risvegliare in entrambi il desiderio di abbandonare i preconcetti e avventurarsi oltre i loro stessi limiti…
**Chelle Bliss**
è un’autrice bestseller di USA Today. Si definisce una perditempo, dipendente dai social network e dalla caffeina, con una passione smodata per i gatti e i cattivi ragazzi.

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Tessa ha trentasei anni e la sua vita è molto diversa da quella che aveva programmato. Otto anni prima, infatti, stava per sposare il suo fidanzato del liceo, lavorava in televisione e viveva in un micro-appartamento nel centro di Boston. Non faceva che chiedersi se il matrimonio con quel ragazzo che conosceva da sempre fosse la scelta giusta. Poi, un giorno, ha incontrato Nick e ha capito l’enorme differenza che c’è tra voler bene a qualcuno e amarlo. Il matrimonio è andato a monte e la sua vita è cambiata per sempre. Così, ora è sposata con un chirurgo dagli orari impossibili, ha due figli, non lavora e vive in una villetta borghese in un quartiere fuori città. Valerie ha trent’anni e con gli uomini ha chiuso da almeno sei. Da quando si è innamorata di quel maledetto scultore, Lionel, detto Lion (cosa che avrebbe dovuto metterla subito sull’avviso), e per la prima volta nella vita ha deciso di lasciarsi andare, nonostante tutti le dicessero che quell’uomo non era altro che un bugiardo egocentrico e, per giunta, neanche troppo dotato artisticamente. Certo, quello con Lion è stato il sesso migliore della sua vita, ma il fuoco si è spento velocemente, e lei si è ritrovata sola, incinta e con le prospettive di una brillante carriera da buttare. Tessa e Valerie non potrebbero essere più diverse, ma un giorno i loro destini si incrociano indissolubilmente e le loro vite si rimescolano come un mazzo di carte. Sarà l’amore a dar loro tutte le risposte che cercano. O quasi.

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Il Ciclo del “mondo piccolo” che contiene tutte le storie di don Camillo e Peppone vide la luce per la prima volta in forma di 346 racconti, dai quali poi vennero tratti libri e film. In questo volume riportiamo i primi 84 racconti

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**DIECI ROMANZI DI ELIZABETH VON ARNIM PER LA PRIMA VOLTA DISPONIBILI IN UN SOLO EBOOK.**
« *Ho letto tutti i libri di Elizabeth von Arnim … Straordinaria.* »
**Edmund de Waal, autore di Un’eredità di avorio e ambra**
« *Una folla di raffinati lettori ha scoperto a poco a poco i romanzi di questa scrittrice ironica, spregiudicata, fuori da ogni corrente letteraria, spesso crudelissima nel descrivere una società boriosa, superficiale, vecchia, ingiusta soprattutto verso le donne.* »
**la Repubblica – Natalia Aspesi**
**Volume 2** :  *Uno chalet tutto per me* , *Vera* , *Un incantevole aprile* , *Amore* , *Vi presento Sally* , *Colpa d’amore* , *Io, mio padre e la mia giovane matrigna* , *La fattoria dei gelsomini* , *I cani della mia vita* , *Mr Skeffington*. La guerra si è infilata con le sue dita gelide anche nella vita di Elizabeth von Arnim: ha perso delle persone care, ed è sfinita. Si rifugia allora nel suo chalet in Svizzera, dove, a contatto con la natura e grazie agli imprevedibili incontri che il destino le riserva, ritrova la speranza: con  *Uno chalet tutto per me* , comincia la seconda raccolta di opere di von Arnim, quelle della maturità. L’Europa sta cambiando, ma lei non ha finito di sfilettare la società moralista e ipocrita in cui vive.
In  *Vera* , un affascinante gioco di doppi anticipa le atmosfere inquietanti di  *Rebecca la prima moglie* , romanzo di Daphne du Maurier prima e celebre film di Hitchcock poi. Un ritorno alla bellezza della natura e al suo potere curativo sull’animo umano si ha nell’amatissimo  *Un incantevole aprile* , dove quattro signore si riaprono alla vita in Riviera, mentre in *Amore* una donna non più giovane osa scandalizzare i benpensanti innamorandosi di un ragazzo non certamente suo coetaneo. Sempre più affilata, von Arnim non risparmia nessuno:  *Vi presento Sally* è il trionfo della bellezza fine a se stessa, priva di ogni interiorità, e in  *Colpa d’amore*  una donna che ha tradito il marito per venticinque anni si stupisce di essere stata esclusa dal testamento.  *Io, mio padre e la mia giovane matrigna* riporta in scena il problema del destino femminile, sempre legato a una figura maschile, mentre con  *La fattoria dei gelsomini*  la critica al retaggio vittoriano che ancora infesta l’alta borghesia raggiunge il suo apice in maniera magistrale.
Autobiografia particolarissima è  *I cani della mia vita* , dove von Arnim si racconta attraverso il rapporto con i cani che ha posseduto.  *Mr Skeffington*   è infine la presa di coscienza del tempo che avanza, e della necessità di riorganizzare la percezione del sé, perché invecchiare non deve essere per forza una cosa negativa.
Nonostante una vita rocambolesca, Elizabeth von Arnim non si è mai tradita. La sua opera completa non è solo uno splendido affresco di un’intera classe sociale, ma è soprattutto la potentissima storia di una grande scrittrice, che ha sempre lottato, su tutto, per la propria indipendenza.

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Trentatré racconti, pubblicati tra il 1947 e il 1953, di un Philip K. Dick che muove i primi passi nella letteratura fantascientifica: storie che possono essere raggruppate in tre categorie principali, quella basata sul grimmick, la trovata che risolve un complesso quadro di indizi volti a porre l’enigma di una civiltà aliena, quella dei racconti di fantasia, in cui l’immaginazione dickiana può uscire dagli schemi ed esprimersi al meglio, e quella fondata sul tema della guerra, una delle sue ossessioni, che risente ancora delle visioni apocalittiche con cui l’umanità ha visto schiudersi il secondo conflitto mondiale. I principali temi cari all’autore sono quasi tutti già presenti in questa antologia: il rapporto con Dio, la diversa percezione del reale e le sue differenti sfaccettature, il conflitto tra vita biologica e artificiale, l’angoscia dell’impossibilità di comunicare con gli altri e l’attenta osservazione della società e del mondo intero.

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**«Quello che nessuno dice sul potere è che non è mai assoluto. Nell’istante esatto in cui ce l’hai, c’è già qualcuno pronto a togliertelo.»**

Tampa, 1943. Mentre il mondo intero è in guerra, la mafia americana sta vivendo la sua epoca d’oro. L’ex boss Joe Coughlin lavora come consigliere per la famiglia mafiosa dei Bartolo: gestisce i loro interessi in Florida, a Bo­ston e a Cuba e fa da intermediario tra la criminalità organizzata e l’alta società, tra morti ammazzati e fruscii di abiti da sera. Negli anni successivi alla tragica scomparsa della moglie, uccisa in un agguato, Joe si è risollevato, si è rifatto una vita insieme al figlio e ora ha tutto: soldi, potere, una nuova e bellissima amante, la garanzia dell’anonimato. Ma il successo non può da solo cancellare una vita di peccati: qualcuno lo vuole morto, e lui avrà poche settimane per capire chi e perché lo ha preso di mira, prima che sia troppo tardi.
Duro, amaro, struggente, *Tutti i miei errori* è un eccezionale romanzo di sangue, passione e vendetta, calato in un’epoca storica magistralmente ricostruita da uno degli autori americani più talentuosi della sua generazione.

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Con stile semplice e piano Hunter Lewis rilegge criticamente John Maynard Keynes, mettendone a fuoco tutti i limiti. Come scrive Francesco Forte nella sua prefazione, «la rivoluzione keynesiana ha dato luogo a risultati spesso disastrosamente negativi, come si può constatare con i consigli dati agli esperti, che se ne sono avvalsi prima e durante la grande crisi iniziata alla fine del 2008».

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Il Principe • Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio • Dell’arte della guerra • Scritti politici minori • La vita di Castruccio Castracani • Istorie fiorentine • Andria • Mandragola • Clizia • Scritti letterari in prosa e in versi • Lettere
Nella nostra epoca, la straordinaria eredità intellettuale di Machiavelli appare in tutta la sua modernità: la definizione del comportamento “doppio” dello statista e la dialettica “virtù”-“fortuna” ritornano spesso nelle elaborazioni di storici e studiosi del pensiero politico occidentale, negli articoli degli opinionisti, nei saggi degli intellettuali. Il Segretario fiorentino è noto al grande pubblico come fondatore della scienza politica moderna e fautore della filosofia del “fine che giustifica i mezzi”, espressa in quel gioiello di trattato politico che è Il Principe, testo di piacevolissima lettura che all’epoca della sua pubblicazione suscitò un vero scandalo. Il “diabolico” fiorentino vi affermava tra l’altro che, se il Principe vuole conquistare e mantenere il proprio Stato, deve adottare per necessità un modo di agire “doppio”, deve saper gestire le apparenze. Bastava questo a stravolgere la tradizione umanistica, i cui ideali di moralità e rettitudine erano sostituiti dal concetto di necessità storica. Oltre che negli scritti politici, Machiavelli si espresse come grandissimo scrittore anche nelle opere teatrali: la Mandragola va in scena ancora oggi e racconta tutta la devozione del suo autore per un’etica naturale, per la concretezza delle opere umane esaminate e vissute escludendo qualsiasi trascendenza. Questa edizione è arricchita dal saggio introduttivo di Nino Borsellino, uno dei più autorevoli studiosi di Machiavelli.