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Dio è un matematico? Sul senso del metabolismo

“Stando alla testimonianza immanente della sua creazione, il grande architetto dell’universo oggi comincia ad apparire come un puro matematico”. Così l’astronomo e filosofo della natura Sir James Jeans ha riassunto le cognizioni della cosmologia contemporanea. Ma che cosa significano matematica, creazione, universo quando il pensiero fu espresso per la prima volta? Che cosa significano o non significano più oggi? Jonas si propone di seguire le metamorfosi della fonte del pensiero di cui l’affermazione del filosofo inglese si è nutrita, dai suoi inizi greci fino al presente scientifico e di portare alla luce il senso che deve assumere nel contesto attuale.
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Dio è giovane

*«Dio è giovane, è sempre nuovo».* Testimoniando un Dio non solo Padre – e Ma­dre, come già aveva rilevato Giovanni Paolo I – ma Figlio, e per questo Fratello, il messaggio di liberazione di papa Francesco attraversa il presente e disegna il futuro, per rinnovare davvero le nostre società. Con le Sue memorabili parole, il pontefice rivendica per le giovani generazioni una centralità, le indica come protagoniste della storia comune, sottraendole dai margini in cui troppo a lungo sono state relegate: i grandi scartati del nostro tempo inquieto sono in realtà “della stessa pasta” di Dio, le loro migliori caratteristiche sono le Sue, e solo costruendo un ponte tra anziani e giovani sarà possibile dar vita a quella rivoluzione della tenerezza di cui abbiamo tutti profondamente bisogno. Nel dialogo coraggioso, intimo e diretto con Thomas Leoncini, Francesco si rivolge non solo ai giovani di tutto il mondo, dentro e fuori la Chiesa, ma anche a tutti quegli adulti che a vario titolo hanno un ruolo educativo e di guida nella famiglia, nelle parrocchie e nelle diocesi, nella scuola, nel mondo del lavoro, nell’associazionismo, nelle istituzioni più diverse. Le Sue riflessioni affrontano con forza, saggezza e passione i grandi temi dell’oggi – da quelli più intimi a quelli maggiormente legati alla sfera sociale e pubblica – mescolando ricordi personali, annotazioni teologiche e considerazioni puntuali e profetiche, senza sottrarsi a nessuna sfida della contemporaneità. Queste pagine profumano di avvenire e di speranza e, nelle parole stesse del pontefice, il Sinodo dei giovani 2018 rappresenta la cornice ideale per accoglierle e valorizzarle nel profondo. ***Dio è giovane***** viene pubblicato in tutto il mondo. Il titolo del libro è autografo di papa Francesco nelle sei principali lingue.**
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### Sinossi
*«Dio è giovane, è sempre nuovo».* Testimoniando un Dio non solo Padre – e Ma­dre, come già aveva rilevato Giovanni Paolo I – ma Figlio, e per questo Fratello, il messaggio di liberazione di papa Francesco attraversa il presente e disegna il futuro, per rinnovare davvero le nostre società. Con le Sue memorabili parole, il pontefice rivendica per le giovani generazioni una centralità, le indica come protagoniste della storia comune, sottraendole dai margini in cui troppo a lungo sono state relegate: i grandi scartati del nostro tempo inquieto sono in realtà “della stessa pasta” di Dio, le loro migliori caratteristiche sono le Sue, e solo costruendo un ponte tra anziani e giovani sarà possibile dar vita a quella rivoluzione della tenerezza di cui abbiamo tutti profondamente bisogno. Nel dialogo coraggioso, intimo e diretto con Thomas Leoncini, Francesco si rivolge non solo ai giovani di tutto il mondo, dentro e fuori la Chiesa, ma anche a tutti quegli adulti che a vario titolo hanno un ruolo educativo e di guida nella famiglia, nelle parrocchie e nelle diocesi, nella scuola, nel mondo del lavoro, nell’associazionismo, nelle istituzioni più diverse. Le Sue riflessioni affrontano con forza, saggezza e passione i grandi temi dell’oggi – da quelli più intimi a quelli maggiormente legati alla sfera sociale e pubblica – mescolando ricordi personali, annotazioni teologiche e considerazioni puntuali e profetiche, senza sottrarsi a nessuna sfida della contemporaneità. Queste pagine profumano di avvenire e di speranza e, nelle parole stesse del pontefice, il Sinodo dei giovani 2018 rappresenta la cornice ideale per accoglierle e valorizzarle nel profondo. ***Dio è giovane***** viene pubblicato in tutto il mondo. Il titolo del libro è autografo di papa Francesco nelle sei principali lingue.**

Dimmi di zi

Così bella, così sexy, così perfetta… da sembrare finta. La fulminea carriera
di Daniela Danieli tra le bugie, le seduzioni; le amarezze di un mondo effimero
di celluloide.
Breve ma splendida è la carriera cinematografica di Daniela Danieli, sotto la cui falsa identità femminile si nasconde Spartaco Meniconi, già protagonista di un precedente romanzo di Antonio Amurri: Più bello di così si muore. Marito e padre esemplare, Spartaco viene tuttavia spinto dalle circostanze, e dalla nequizia del parentado, a trasformarsi in una bionda dalla bellezza mozzafiato e dalla prorompente femminilità: brillante metamorfosi, che spingerà forse più di un lettore — padre di famiglia, metalmeccanico, ragioniere, onestuomo di mezzetà… — a chiedersi se, per avventura, una bionda non abiti segretamente anche in lui. Pur mantenendosi fedele alle abitudini sessuali della «sponda giusta» (la definizione è di Sandro Pertini), Spartaco raggiunge in questo secondo romanzo i culmini della seduzione. Cinecittà è ai suoi piedi, e ciò permette ad Amurri di offrirci un ritratto satirico, spesso irresistibile, del mondo del cinema. Ma al trionfo suole seguire la caduta, e Dimmi di zi si conclude su quel tono di amarezza, e di resa all'iniquità del mondo, che spesso è la corda segreta dei grandi umoristi.

Dimissioni d’amore

Quando Astra fu convocata nell’ufficio esecutivo di Sayre Baxendale, sapeva senza dubbio che la sua unica possibilità era quella di lasciare il lavoro. Sayre sembrava contento delle sue dimissioni, ma non aveva intenzione di lasciare che Astra scomparisse dalla sua vita. Invece insistè sul fatto di passare il fine settimana con lui nella sua casa di campagna. Era questa una proposta d’affari – o Sayre aveva qualcosa di più personale in mente …?

Dimenticare è bello

Da quando nella vita di Jack Marshall, affascinante imprenditore edile, è entrata Felicia, donna superficiale e ambigua, Hanna sta con le orecchie all’erta. I suoi sospetti sembrano trovare conferma durante la festa di fidanzamento tra Jack e Felicia, dove quest’ultima viene sorpresa da Hanna con un uomo. Come può fargli dimenticare quella donna? L’occasione si presenta prima di quanto pensa, quando perde la memoria, dopo aver ricevuto una tegola sulla testa.

Digiuno razionale

In una società ‘civilizzata’ che promuove il consumo di alimenti sempre più elaborati e industriali, è possibile tornare a un’alimentazione naturale per ritrovare la salute? In questo libro Arnold Ehret spiega con un linguaggio chiaro e diretto come ripulire il nostro corpo dai ‘rifiuti’ che vi abbiamo introdotto sin dall’infanzia, in particolar modo farmaci e cibi ricchi di amidi, proteine e grassi, che si sono accumulati nei nostri organi intasandoli e impedendone il corretto funzionamento. Prima di intraprendere una dieta più corretta è però necessario seguire il consiglio che ci dà la natura quando siamo ammalati, facendoci perdere l’appetito: il digiuno ha un valore curativo eccezionale, ma è necessario saperlo calibrare in base alle proprie condizioni. Solo se permettiamo al nostro corpo di curarsi da sé conseguiremo una vitalità e una forza mai sperimentate prima. In questo saggio ormai classico scopriamo come affrontare la ‘crisi’ dei primi giorni di digiuno e come riconoscere i veleni che vengono espulsi dal nostro corpo, dando la parola anche allo stomaco, l’organo che più di tutti è responsabile del nostro stato di salute. Il valore della dieta a base di frutta e verdure a foglia verde alternata a brevi digiuni è stato per altro dimostrato in centinaia di casi curati da Ehret, che l’ha sperimentata anzitutto su sé stesso, guarendo da una grave malattia ai reni in modo quasi miracoloso.

(source: Bol.com)

Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social

I segreti più profondi della Cia e dell’Nsa sono stati hackerati e resi pubblici, più di una volta. Ma stai certo che da nessuna parte, nemmeno nel dark web, troverai una copia dell’algoritmo di ricerca di Google o dell’algoritmo del feed di Facebook. Oggi questi algoritmi determinano l’andamento della vita umana sul nostro pianeta. Jaron Lanier, informatico della Silicon Valley, pioniere della realtà virtuale, non ha nessun account social. In Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social spiega perché non dovresti averne nemmeno tu.Google e Facebook, insieme a Instagram, WhatsApp – cioè di nuovo Facebook –, Twitter e gli altri social, costituiscono l’impero della modificazione comportamentale di massa. Tirano fuori il peggio di te, spingendoti a manifestazioni d’odio di cui non ti pensavi neppure capace; ti ingannano con una popolarità puramente illusoria; ti spacciano dopamina a suon di like, intrappolandoti nella schiavitù della dipendenza. Distorcono il tuo rapporto con la verità e degradano la tua capacità di empatia, disconnettendoti dagli altri esseri umani anche se ti senti più connesso che mai. Corrompono qualsiasi politica che ambisca a dirsi democratica e devastano qualsiasi modello economico che non sia fondato sul lavoro gratuito. Inoltre – e questa è la cosa che ti scoccia di più, se ci pensi – si arricchiscono infinitamente vendendo tutti questi dati agli inserzionisti (che sarebbe più corretto chiamare manipolatori attivi della società e della natura umana), plasmando la tua volontà attraverso pubblicità targettizzate; e lo fanno attraverso algoritmi che spiano e registrano qualunque cosa tu faccia. I benefici che ti danno i social media non controbilanceranno mai le perdite che subisci in termini di dignità personale, felicità e libertà di scelta.Jaron Lanier ci mette in guardia: questo totalitarismo cibernetico ci distruggerà. Internet non è il male, ma va ripensato profondamente. Compi un gesto che spinga le tech company a cambiare, non resterai tagliato fuori dal mondo. Riprenditi il controllo della tua vita. Cancella subito tutti i tuoi account social.

(source: Bol.com)

Dieci racconti (1993-99)

Dieci racconti – pubblicati nel tempo sulle pagine di KULT Underground e di Racconti&Letteratura e poi in una raccolta cartacea – che mostrano la capacità narrativa, il lessico moderno e ricercato, lo stile frizzante di questo autore – e la sua passione per i gialli, le atmosfere kafkiane e le tematiche giovanili.

Dieci piccoli indiani (… e poi non rimase nessuno)

Dieci persone estranee l?una all?altra sono state invitate a soggiornare in una splendida villa a Nigger Island senza sapere il nome del generoso ospite. Eppure, chi per curiosità, chi per bisogno, chi per opportunità, hanno accettato l?invito. E ora sono lì su quell?isola che sorge dal mare simile a una gigantesca testa di negro che fa rabbrividire soltanto a vederla. Non hanno trovato il padrone di casa ad aspettarli; hanno trovato invece una poesia incorniciata e appesa sopra il caminetto della loro camera. E una voce inumana e penetrante che li accusa di essere tutti assassini. Per gli ospiti intrappolati é l?inizio di un interminabile incubo. Come comincia la poesia? “Dieci piccoli negretti se ne andarono a mangiar: uno fece indigestione, solo nove ne restar.” E come finisce? “Solo il povero negretto in un bosco se ne andò: ad un pino s?impiccò, e nessuno ne restò.” Agata Christie, che si é cimentata più volte con il giallo in ambiente chiuso ? il battello sul Nilo, il favoloso Orient-Express, la villa in Cornovaglia ? con Dieci piccoli indiani, scritto nel 1939, ha sfidato se stessa: dieci assassini, isolati, vittime a loro volta di un assassino invisibile. Un geniale capolavoro dell?impossibile possibile.
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Dieci pensieri sulla politica

Politica, democrazia, responsabilità, mito, opera, parola, male, occidente, comunità e violenza: sono parole chiave della tradizione filosofica e politica occidentale sulle quali Roberto Esposito sviluppa qui le proprie riflessioni. Ciascuno di questi termini forti viene sottoposto a un’attenta analisi volta a mostrarne la stratificazione di senso e a illustrarne l’attuale costellazione di significati. Grazie alla contaminazione fra linguaggi assai diversi – letteratura, estetica, teologia, filosofia, antropologia – e all’interrogazione di alcuni fra i maggiori pensatori del ‘900, da Heidegger a Bataille, da Weber ad Hannah Arendt, l’autore fornisce un contributo di grande finezza nel ridefinire la mappa concettuale della modernità.

Dieci lezioni sui classici (Intersezioni Vol. 488)

“E dovunque si estende la potenza romana sulle terre domate, sarò letto dalla gente, e per tutti i secoli, grazie alla fama, se c’è qualcosa di vero nelle profezie dei poeti, vivrò.”
Libri che “non hanno finito mai di dire quel che hanno da dire”, i classici sono davvero “infinitamente futuri”. Qui Piero
Boitani ci consegna pagine acuminate in cui interroga fra l’altro l’*Iliade*, il poema della forza e della guerra, anzi di un conflitto cosmico, ma anche della pietà che rende l’uomo civile; l’*Odissea*, il primo e più affascinante romanzo del mondo; Lucrezio, il quale, dopo che i greci hanno scoperto la meraviglia, il pensiero e la scienza, ne ha fatto poesia straordinaria; Virgilio, che consacra la storia del piccolo villaggio divenuto capitale del mondo; Tacito, che denuncia con forza la natura imperialistica del potere romano; Ovidio, che con le *Metamorfosi*, poema del continuo divenire, crea il primo grande classico post-moderno.
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### Sinossi
“E dovunque si estende la potenza romana sulle terre domate, sarò letto dalla gente, e per tutti i secoli, grazie alla fama, se c’è qualcosa di vero nelle profezie dei poeti, vivrò.”
Libri che “non hanno finito mai di dire quel che hanno da dire”, i classici sono davvero “infinitamente futuri”. Qui Piero
Boitani ci consegna pagine acuminate in cui interroga fra l’altro l’*Iliade*, il poema della forza e della guerra, anzi di un conflitto cosmico, ma anche della pietà che rende l’uomo civile; l’*Odissea*, il primo e più affascinante romanzo del mondo; Lucrezio, il quale, dopo che i greci hanno scoperto la meraviglia, il pensiero e la scienza, ne ha fatto poesia straordinaria; Virgilio, che consacra la storia del piccolo villaggio divenuto capitale del mondo; Tacito, che denuncia con forza la natura imperialistica del potere romano; Ovidio, che con le *Metamorfosi*, poema del continuo divenire, crea il primo grande classico post-moderno.

Dieci lezioni sui classici

«E dovunque si estende la potenza romana sulle terre domate, sarò letto dalla gente, e per tutti i secoli, grazie alla fama, se c’è qualcosa di vero nelle profezie dei poeti, vivrò.»
Libri che «non hanno finito mai di dire quel che hanno da dire», i classici sono davvero «infinitamente futuri». Qui Piero Boitani ci consegna pagine acuminate in cui interroga fra l’altro l’Iliade, il poema della forza e della guerra, anzi di un conflitto cosmico, ma anche della pietà che rende l’uomo civile; l’Odissea, il primo e più affascinante romanzo del mondo; Lucrezio, il quale, dopo che i greci hanno scoperto la meraviglia, il pensiero e la scienza, ne ha fatto poesia straordinaria; Virgilio, che consacra la storia del piccolo villaggio divenuto capitale del mondo; Tacito, che denuncia con forza la natura imperialistica del potere romano; Ovidio, che con le Metamorfosi, poema del continuo divenire, crea il primo grande classico post-moderno.

Dieci Giorni in Manicomio

Nel 1887, a soli ventitré anni, la giornalista del “World” Nellie Bly finge di essere pazza e si fa rinchiudere nel manicomio femminile di New York. Inizia così il suo reportage sul trattamento e sulle condizioni delle pazienti internate da cui emerge un quadro agghiacciante di violenze e privazioni, fisiche e morali, che ha l’effetto di una denuncia.
L’inchiesta della Bly favorisce l’avvio di un’ispezione e di una conseguente indagine giudiziaria, a seguito della quale vengono presi provvedimenti per garantire una gestione più umana del manicomio.
Una testimonianza viva, drammatica e attuale sulla condizione dei pazienti psichiatrici nella società newyorkese di fine Ottocento.
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### Sinossi
Nel 1887, a soli ventitré anni, la giornalista del “World” Nellie Bly finge di essere pazza e si fa rinchiudere nel manicomio femminile di New York. Inizia così il suo reportage sul trattamento e sulle condizioni delle pazienti internate da cui emerge un quadro agghiacciante di violenze e privazioni, fisiche e morali, che ha l’effetto di una denuncia.
L’inchiesta della Bly favorisce l’avvio di un’ispezione e di una conseguente indagine giudiziaria, a seguito della quale vengono presi provvedimenti per garantire una gestione più umana del manicomio.
Una testimonianza viva, drammatica e attuale sulla condizione dei pazienti psichiatrici nella società newyorkese di fine Ottocento.

Dieci Cose Da Sapere Sull’economia Italiana

**Quale futuro dobbiamo aspettarci dal governo gialloverde per il nostro Paese?**
Quale futuro dobbiamo veramente aspettarci per il nostro Paese? Capire come funziona l’economia è fondamentale se vogliamo comprendere i meccanismi che regolano i rapporti tra noi e lo Stato e prendere le giuste decisioni per la nostra famiglia e per il nostro futuro. *Dieci + 2 cose da sapere sull’economia italiana* di Alan Friedman, arricchito di due nuovi incisivi capitoli sull’operato del governo legastellato, è un libro scritto con un linguaggio comprensibile, lontano da quello degli addetti ai lavori, indispensabile per tutti coloro che non vogliono essere più strumentalizzati dagli imbonitori della politica. Numeri, cifre e statistiche reali e nuove previsioni per rispondere con la verità dei fatti a chi promette facili soluzioni, per controbattere ai politici che lanciano proclami e mentono su questioni importantissime: perché l’Italia non cresce più? Perché non crea più posti di lavoro? Perché gli italiani sono i più tassati d’Europa? Di quale politico italiano ci si può fidare di più? Ma il cambiamento che ci aspetta porterà benefici nelle tasche degli italiani?
**Il libro di saggistica più venduto dell’anno si arricchisce di due nuovi incisivi capitoli sull’operato del governo gialloverde **
**Pochi mesi dopo l’insediamento del governo Lega-M5S, un primo, graffiante resoconto sulle misure previste dalla Legge di Bilancio, sulla battaglia con l’Europa e su cosa ci aspetta nel prossimo futuro, dalla voce più autorevole e dissacrante della politica e dell’economia italiana e internazionale. I numeri della manovra stanno in piedi? Perché il debito ci rende vulnerabili? C’è il rischio di una nuova crisi finanziaria?**
1. Il debito pubblico è una vera bomba a orologeria?
2. Perché l’Italia non cresce di più?
3. Perché l’Italia non crea più posti di lavoro?
4. Qual è la verità sul sistema bancario italiano?
5. Ma è vero che gli italiani sono i più tassati d’Europa?
6. Avrò mai una pensione?
7. Come funzionano i mercatifinanziari? E chi li manovra? Consigli per i risparmiatori.
8. L’Europa ci aiuta o ci danneggia? E l’euro ci fa bene o male?
9. Che voti diamo ai politici?
10. Cosa ci riserva il futuro?
11. La banda del buco.
12. La certezza dell’incertezza.
**Alan Friedman**
è un giornalista esperto di economia e politica, conduttore televisivo e scrittore statunitense. All’inizio della carriera fu un giovanissimo collaboratore dell’amministrazione del presidente Jimmy Carter, poi è stato per lunghi anni corrispondente del «Financial Times», in seguito inviato dell’«International Herald Tribune» e editorialista del «Wall Street Journal». È conduttore e produttore di programmi televisivi in Gran Bretagna, Stati Uniti e Italia, dove ha lavorato per testate come RAI, Sky Tg24 e La7. Celebri i suoi scoop giornalistici e i numerosi riconoscimenti (è stato insignito per quattro volte del British Press Award, e del Premio Pannunzio nel 2014). Con la Newton Compton ha pubblicato *Questa non è l’America*, che ha raggiunto il primo posto assoluto della classifica  dei libri più venduti e ha vinto il Premio Roma per la Saggistica 2017. *Dieci cose da sapere sull’economia italiana* è il libro di saggistica più venduto del 2018.

Didattica del sesso per gufi e zanzare

Incontrarsi quando il dolore è così prepotente che non concede spazio alle regole, fa sì che tra Manrico e Miriam nasca un’amicizia profonda e senza filtri, un’intimità priva di cose non dette e infine un amore straordinario.
“- Come va col sesso in generale? – chiese lei arrivando come al solito al nocciolo della questione.
– Calma piatta. E tu? –
– Calma piatta –
– Ma ti manca? –
– Mi manca mio marito. Devo ricambiare mano –
Miriam tornò sul lato destro e rioccupò la tasca destra con la mano sinistra. Manrico gliela strinse intrecciando le dita.
– Sono piuttosto riservato. Il sesso occasionale non mi ha mai interessato, diciamo non dopo i venticinque anni, prima andava benissimo anche quello, è che non ce la faccio ad andare con una donna solo per scaricarmi… –
– Sei praticamente una donna… –
– Non sfottermi –
– Scusa-
– Mi ricordo bene cosa mi hai detto tempo fa… che mi manca l’intimità. È che non riesco creare intimità. Tengo tutti, ma quello non sarebbe un ostacolo, e tutte a debita distanza –
– So cosa intendi… lo faccio anche io –
Era successo che all’improvviso tutte le persone erano diventate entità sbiadite. Come ombre cinesi su uno sfondo che non avevano niente a che fare con la realtà… solo che la realtà era stranamente deserta.
– Il mio problema Miriam – continuò Manrico – è che l’unica donna con cui ho una relazione umanamente significativa in questo momento, sei tu –
Quella frase la colpì come una raffica di vento. Il cuore pompò sangue più in fretta, il freddo diminuì rapidamente.
– Vuoto il sacco del tutto? – continuò lui.
Lei annuì, non era sicura di voler sentire la propria voce. Ma voleva sentire quella di lui.
– Diciamo che in linea teorica, se potessi, vorrei venire a letto con te –
– Andare a letto con qualcuno in linea teorica, Manrico, è un ossimoro –
– Volevo solo prenderla larga. Togli pure la linea teorica –
Miriam non rispose, gli strinse però di più la mano nella tasca.
– Ma non te lo sto chiedendo. È che casualmente tu e la sola persona con cui riesco parlare coincidete. E tengo molto di più alla tizia con cui posso parlare –
Lei gli accarezzò le dita col pollice. Guardò le stelle. Un refolo di vento le soffiò sul viso.
Forse passò del tempo. Forse ci fu un lungo silenzio perchè Miriam pensò molte cose prima di parlare, ma forse sembrò così lungo quel silenzio solo perchè lei in pochi istanti superò una distanza che aveva impiegato una vita a costruire.
– Se te lo chiedessi io, cambierebbe qualcosa? – chiese lei continuando a guardare la notte.
A quel punto fu il cuore di Manrico a fare le capriole.”
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### Sinossi
Incontrarsi quando il dolore è così prepotente che non concede spazio alle regole, fa sì che tra Manrico e Miriam nasca un’amicizia profonda e senza filtri, un’intimità priva di cose non dette e infine un amore straordinario.
“- Come va col sesso in generale? – chiese lei arrivando come al solito al nocciolo della questione.
– Calma piatta. E tu? –
– Calma piatta –
– Ma ti manca? –
– Mi manca mio marito. Devo ricambiare mano –
Miriam tornò sul lato destro e rioccupò la tasca destra con la mano sinistra. Manrico gliela strinse intrecciando le dita.
– Sono piuttosto riservato. Il sesso occasionale non mi ha mai interessato, diciamo non dopo i venticinque anni, prima andava benissimo anche quello, è che non ce la faccio ad andare con una donna solo per scaricarmi… –
– Sei praticamente una donna… –
– Non sfottermi –
– Scusa-
– Mi ricordo bene cosa mi hai detto tempo fa… che mi manca l’intimità. È che non riesco creare intimità. Tengo tutti, ma quello non sarebbe un ostacolo, e tutte a debita distanza –
– So cosa intendi… lo faccio anche io –
Era successo che all’improvviso tutte le persone erano diventate entità sbiadite. Come ombre cinesi su uno sfondo che non avevano niente a che fare con la realtà… solo che la realtà era stranamente deserta.
– Il mio problema Miriam – continuò Manrico – è che l’unica donna con cui ho una relazione umanamente significativa in questo momento, sei tu –
Quella frase la colpì come una raffica di vento. Il cuore pompò sangue più in fretta, il freddo diminuì rapidamente.
– Vuoto il sacco del tutto? – continuò lui.
Lei annuì, non era sicura di voler sentire la propria voce. Ma voleva sentire quella di lui.
– Diciamo che in linea teorica, se potessi, vorrei venire a letto con te –
– Andare a letto con qualcuno in linea teorica, Manrico, è un ossimoro –
– Volevo solo prenderla larga. Togli pure la linea teorica –
Miriam non rispose, gli strinse però di più la mano nella tasca.
– Ma non te lo sto chiedendo. È che casualmente tu e la sola persona con cui riesco parlare coincidete. E tengo molto di più alla tizia con cui posso parlare –
Lei gli accarezzò le dita col pollice. Guardò le stelle. Un refolo di vento le soffiò sul viso.
Forse passò del tempo. Forse ci fu un lungo silenzio perchè Miriam pensò molte cose prima di parlare, ma forse sembrò così lungo quel silenzio solo perchè lei in pochi istanti superò una distanza che aveva impiegato una vita a costruire.
– Se te lo chiedessi io, cambierebbe qualcosa? – chiese lei continuando a guardare la notte.
A quel punto fu il cuore di Manrico a fare le capriole.”

Dictator. L’Ombra Di Cesare

Gaio Giulio Cesare è poco più che un bambino quando, nell’88 a.C., incontra per la prima volta Tito Labieno. I due si salvano la vita a vicenda, suggellando così un’amicizia destinata a durare nel tempo. Anche quando la carriera militare del grande condottiero prende avvio, dapprima in Spagna poi in Gallia, Labieno è al suo fianco, come principale comandante subalterno. Insieme, i due elaborano strategie e compiono gesta straordinarie, agiscono in totale sintonia e sono, di fatto, invincibili. Ma mentre la Gallia, anno dopo anno, finisce sotto il tallone di Roma, nell’Urbe cresce la fazione anticesariana, che opera per separare i due indissolubili amici e anche nello stesso esercito di Cesare c’è chi agisce per screditare Labieno e prenderne il posto. Perfino il figlio di quest’ultimo, l’instabile Quinto, fa pressione sul padre perché acquisisca gloria per sé e non più solo per Cesare, mentre il suo destino si intreccia con le vite di due germani, Ortwin, fedele guardia del corpo di Cesare, e Veleda, ragazza di sangue reale finita nelle mani dei romani. Quando il futuro dittatore si dimostra pronto a tutto per difendere quelli che ritiene i propri diritti, Labieno sarà costretto a decidere da quale parte stare. L’ombra di Cesare è il primo capitolo di un’avvincente trilogia che ha come protagonista il più grande condottiero di Roma antica.
«Un grande narratore di battaglie traccia il profilo del divino Giulio nel primo capitolo di una trilogia avvincente come un film e credibile come un saggio.»
Focus Storia
«C’è verve narrativa, c’è calore e colore nelle pagine di questo avvincente romanzo storico, dove Frediani illumina di una luce obliqua la figura di Cesare.»
Francesco Fantasia, Il Messaggero
«Il fascino di Roma e di Cesare, la crudezza della guerra, amori appassionati e devoti, violenza e dignità sono gli ingredienti di un romanzo poderoso e avvincente.»
Andrea Marrone, Vero
«Se poi è la penna di Andrea Frediani a raccontare le imprese e la parabola umana di Giulio Cesare, il piacere è assicurato.»
Francesco Fantasia, Il Messaggero
Andrea Frediani
vive e lavora a Roma, dove è nato nel 1963. Laureato in Storia medievale, pubblicista, è stato collaboratore di riviste di carattere storico, tra cui «Storia e Dossier», «Medioevo» e «Focus Storia». Attualmente è consulente scientifico della rivista «Focus Wars». È autore di numerosi saggi, tra i quali ricordiamo, editi dalla Newton Compton: Gli assedi di Roma, vincitore nel 1998 del premio «Orient Express» quale miglior opera di Romanistica, Le grandi battaglie di Roma antica, I grandi generali di Roma antica, Le grandi battaglie di Giulio Cesare, Le grandi battaglie del Medioevo, I grandi condottieri che hanno cambiato la storia e L’ultima battaglia dell’impero romano. Ha scritto inoltre 101 segreti che hanno fatto grande l’impero romano e i romanzi storici 300 guerrieri, Jerusalem (tradotti in varie lingue), Un eroe per l’impero romano , oltre alla trilogia Dictator (L’ombra di Cesare, Il nemico di Cesare e Il trionfo di Cesare).
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### Sinossi
Gaio Giulio Cesare è poco più che un bambino quando, nell’88 a.C., incontra per la prima volta Tito Labieno. I due si salvano la vita a vicenda, suggellando così un’amicizia destinata a durare nel tempo. Anche quando la carriera militare del grande condottiero prende avvio, dapprima in Spagna poi in Gallia, Labieno è al suo fianco, come principale comandante subalterno. Insieme, i due elaborano strategie e compiono gesta straordinarie, agiscono in totale sintonia e sono, di fatto, invincibili. Ma mentre la Gallia, anno dopo anno, finisce sotto il tallone di Roma, nell’Urbe cresce la fazione anticesariana, che opera per separare i due indissolubili amici e anche nello stesso esercito di Cesare c’è chi agisce per screditare Labieno e prenderne il posto. Perfino il figlio di quest’ultimo, l’instabile Quinto, fa pressione sul padre perché acquisisca gloria per sé e non più solo per Cesare, mentre il suo destino si intreccia con le vite di due germani, Ortwin, fedele guardia del corpo di Cesare, e Veleda, ragazza di sangue reale finita nelle mani dei romani. Quando il futuro dittatore si dimostra pronto a tutto per difendere quelli che ritiene i propri diritti, Labieno sarà costretto a decidere da quale parte stare. L’ombra di Cesare è il primo capitolo di un’avvincente trilogia che ha come protagonista il più grande condottiero di Roma antica.
«Un grande narratore di battaglie traccia il profilo del divino Giulio nel primo capitolo di una trilogia avvincente come un film e credibile come un saggio.»
Focus Storia
«C’è verve narrativa, c’è calore e colore nelle pagine di questo avvincente romanzo storico, dove Frediani illumina di una luce obliqua la figura di Cesare.»
Francesco Fantasia, Il Messaggero
«Il fascino di Roma e di Cesare, la crudezza della guerra, amori appassionati e devoti, violenza e dignità sono gli ingredienti di un romanzo poderoso e avvincente.»
Andrea Marrone, Vero
«Se poi è la penna di Andrea Frediani a raccontare le imprese e la parabola umana di Giulio Cesare, il piacere è assicurato.»
Francesco Fantasia, Il Messaggero
Andrea Frediani
vive e lavora a Roma, dove è nato nel 1963. Laureato in Storia medievale, pubblicista, è stato collaboratore di riviste di carattere storico, tra cui «Storia e Dossier», «Medioevo» e «Focus Storia». Attualmente è consulente scientifico della rivista «Focus Wars». È autore di numerosi saggi, tra i quali ricordiamo, editi dalla Newton Compton: Gli assedi di Roma, vincitore nel 1998 del premio «Orient Express» quale miglior opera di Romanistica, Le grandi battaglie di Roma antica, I grandi generali di Roma antica, Le grandi battaglie di Giulio Cesare, Le grandi battaglie del Medioevo, I grandi condottieri che hanno cambiato la storia e L’ultima battaglia dell’impero romano. Ha scritto inoltre 101 segreti che hanno fatto grande l’impero romano e i romanzi storici 300 guerrieri, Jerusalem (tradotti in varie lingue), Un eroe per l’impero romano , oltre alla trilogia Dictator (L’ombra di Cesare, Il nemico di Cesare e Il trionfo di Cesare).