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Eros e thanatos

Vive emozioni, lontani ricordi o più vicini nel tempo che siano, ansie pesanti come macigni, vissute con dolore, aspettative disattese che lasciano incolmabili vuoti, son tutti aspetti riscontrabili, nella nuova raccolta di Manuela Pana, di nazionalità italiana, residente in Inghilterra, per questo cosmopolita di sentimenti e mentalità. La raccolta è intitolata “Eros e Thanatos” che, di per sé, è già una dichiarazione di poetica, nella quale il tempo sembra non avere ordine, poiché vissuto come eterno presente e lo spazio delle visioni che creano immagini, si amalgamano tra loro, secondo un futuro pensato, agognato e sognato. Prefazione di Lia Bronzi.

Eros

Perché nei secoli filosofi, scrittori, pensatori non hanno mai dato un senso univoco alla parola amore? Perché ognuno gli attribuisce un significato diverso? Il tema è così coinvolgente che viene affrontato in modo del tutto soggettivo e interpretato con criteri personali legati inevitabilmente alla ricerca del piacere individuale. Una serie di paure hanno impedito di fare chiarezza, di dire la verità sulle dinamiche del sentimento che tutti hanno sperimentato. Igor Sibaldi mette in luce la più profonda di tali paure: quella dell’Eros, parola ancora più pericolosa di amore – che un tempo era il nome di un Dio, e indicava non soltanto un’inesauribile energia sensuale ma anche e soprattutto la straordinaria vastità della mente, il suo fiducioso impulso alla libertà e alla conoscenza, che da adulti siamo abituati a reprimere e a falsare. Quando si risveglia, l’Eros ha il potere di trasformare rapidamente la personalità. Dal timore del suo influsso nella nostra vita quotidiana derivano i nostri traumi più dolorosi; ma la riscoperta dell’eros antico può dissolverli. A tutti è accessibile (da bambini eravamo tutti erotikói): solo, occorre una buona dose di coraggio, perché a quel Dio millenario tutta la nostra civiltà è sempre stata ed è tuttora ostile. Sibaldi restituisce ai fenomeni dell’amore e dell’eros la loro portata psicologica e sociale: mostra come non temerli, come liberarli, per farli agire nei nostri progetti e nelle nostre scelte decisive.
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### Sinossi
Perché nei secoli filosofi, scrittori, pensatori non hanno mai dato un senso univoco alla parola amore? Perché ognuno gli attribuisce un significato diverso? Il tema è così coinvolgente che viene affrontato in modo del tutto soggettivo e interpretato con criteri personali legati inevitabilmente alla ricerca del piacere individuale. Una serie di paure hanno impedito di fare chiarezza, di dire la verità sulle dinamiche del sentimento che tutti hanno sperimentato. Igor Sibaldi mette in luce la più profonda di tali paure: quella dell’Eros, parola ancora più pericolosa di amore – che un tempo era il nome di un Dio, e indicava non soltanto un’inesauribile energia sensuale ma anche e soprattutto la straordinaria vastità della mente, il suo fiducioso impulso alla libertà e alla conoscenza, che da adulti siamo abituati a reprimere e a falsare. Quando si risveglia, l’Eros ha il potere di trasformare rapidamente la personalità. Dal timore del suo influsso nella nostra vita quotidiana derivano i nostri traumi più dolorosi; ma la riscoperta dell’eros antico può dissolverli. A tutti è accessibile (da bambini eravamo tutti erotikói): solo, occorre una buona dose di coraggio, perché a quel Dio millenario tutta la nostra civiltà è sempre stata ed è tuttora ostile. Sibaldi restituisce ai fenomeni dell’amore e dell’eros la loro portata psicologica e sociale: mostra come non temerli, come liberarli, per farli agire nei nostri progetti e nelle nostre scelte decisive.

Eroi e mostri: Il fantasy come macchina mitologica (Saggi Vol. 854)

Universalmente letti, i romanzi di J.R.R. Tolkien (*Lo Hobbit* e *Il signore degli anelli*) e quelli del suo amico C.S. Lewis (*Le cronache di Narnia*), anche grazie a riduzioni cinematografiche di grande successo, sono considerati pietre miliari del fantasy contemporaneo. Ma a cosa devono la loro fama sconfinata? Il cattolico Tolkien e l’anglicano Lewis, docenti a Oxford, hanno dato vita a un progetto letterario anti-moderno centrato sul ruolo degli scrittori come “sub-creatori”, ovvero collaboratori dell’opera di Dio nell’invenzione di mondi paralleli. Un progetto qui indagato con acume, risalendo alle fonti di ispirazione che per entrambi sono i cicli dell’epica medievale, con i loro eroi sterminatori di mostri, e illustrando i fondamenti mitologici, spesso apertamente reazionari, del fantasy, un genere letterario e spettacolare che conosce oggi una voga planetaria.
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### Sinossi
Universalmente letti, i romanzi di J.R.R. Tolkien (*Lo Hobbit* e *Il signore degli anelli*) e quelli del suo amico C.S. Lewis (*Le cronache di Narnia*), anche grazie a riduzioni cinematografiche di grande successo, sono considerati pietre miliari del fantasy contemporaneo. Ma a cosa devono la loro fama sconfinata? Il cattolico Tolkien e l’anglicano Lewis, docenti a Oxford, hanno dato vita a un progetto letterario anti-moderno centrato sul ruolo degli scrittori come “sub-creatori”, ovvero collaboratori dell’opera di Dio nell’invenzione di mondi paralleli. Un progetto qui indagato con acume, risalendo alle fonti di ispirazione che per entrambi sono i cicli dell’epica medievale, con i loro eroi sterminatori di mostri, e illustrando i fondamenti mitologici, spesso apertamente reazionari, del fantasy, un genere letterario e spettacolare che conosce oggi una voga planetaria.

Ernani

Libretto multilingue dell’opera in quattro atti che narra il patto fra Ernani e Silva per uccidere Re Carlo, neanche le nozze di Ernani con Elvira, nipote di Silva, placheranno la sete di vendetta di questi.