6337–6352 di 66978 risultati

La malattia dell’infinito

La “malattia dell’infinito” è il tema segreto, profondo come un fiume sotterraneo, che Pietro Citati ha scelto per comporre la sua vasta e fascinosa conversazione sulle opere e sulle esistenze dei romanzieri, dei poeti, degli artisti del ventesimo secolo. Il pensiero della propria inappartenenza accompagna lo scrittore novecentesco come una musica cupa, dando eco e risonanza ai suoi libri. L’artista del Novecento – che sia uno scrittore, o un regista come Dreyer e Chaplin, o un ballerino come Nijinsky – abita la tenebra, racconta l’ombra, la follia, la debolezza, la morte. Come forse non ha fatto in nessuno dei suoi libri precedenti, nella *Malattia dell’infinito* Pietro Citati parla anche di sé. Nei saggi affettuosi, commossi, maliziosi dedicati agli amici che ha avuto e con i quali ha lavorato (fra tanti: Cioran, Fellini, Gadda, Fruttero e Lucentini, Calvino, Manganelli, Bertolucci), ci dà, sospettiamo, quanto di più prossimo a un’autobiografia sia lecito aspettarsi da questo scrittore che da sempre tenta di scomparire dietro l’impersonalità del saggista.

Il maiale: Storia di un cugino poco amato

«Del maiale non si butta via niente»: raramente proverbio è così vero. Da quando l’uomo ha iniziato ad addomesticarlo, tra il VII e il VI millennio a.C., il maiale si è rivelato una preziosa fonte di ricchezza: la sua carne è sinonimo di scorpacciata, il suo sangue e le budella sono usate per sanguinacci e salsicce, il grasso per le candele, la pelle e i tendini per fare corde di strumenti musicali, le setole spazzole e pennelli. Ciononostante, nel corso dei secoli il maiale ha conosciuto alterne fortune, che lo hanno visto animale degno di essere sacrificato agli dèi in Egitto e in Grecia, trasformato poi in simbolo di lussuria per colpa del manto rosa che lo fa sembrare nudo e addirittura condannato davanti a tribunali in piena regola con l’accusa di infanticidio. Un destino di alti e bassi, quello di questo nostro “cugino poco amato”, che attraverso lo sguardo di Michel Pastoureau diventa lo specchio della mutevole storia culturale e sociale dell’uomo, una riflessione colta e prosaica su un rapporto ambivalente e sempre passionale tra noi e l’animale biologicamente a noi più affine, a cui è sempre più legata la nostra sopravvivenza.

Il lupo dei cieli

Chi è Morgan Chane? E’ un terrestre, figlio di missionari emigrati sul pianeta Verna, un mondo nel quale gli abitanti si dedicano sistematicamente alla rapina e al saccheggio di tutti i mondi conosciuti, attaccando con le loro astronavi i pianeti più ricchi e godendosi i tesori depredati in tutti i sistemi solari. In tutto il cosmo i Lupi dei Cieli sono temuti e odiati, e Morgan Chane è un Lupo dei Cieli, anche se la sua origine è terrestre, anche se soltanto per miracolo è riuscito a sopravvivere alle tremende condizioni del gigantesco pianeta Verna. Braccato e in perenne fuga, egli incontra i Mercenari e toccherà mondi strani e fantastici attraverso travolgenti avventure e incredibili battaglie stellari.

Il linguaggio del gatto

Convivere con il gatto dà sempre notevoli gratificazioni: di natura affettuoso ma non invadente, cerca la compagnia del padrone pur mantenendo la propria indipendenza. E’ un amico fidato e discreto di cui però non è sempre facile cogliere i segnali. Questo volume è una sorta di guida per aiutarci a capirlo: un testo dedicato al gatto e alla sua vita di relazione, al modo di farsi intendere dai suoi simili e, soprattutto, ai metodi che utilizza per comunicare con gli esseri umani. Il gatto che fa le fusa emette un suono dolce a basso volume ed esprime contentezza; anche un miagolio morbido ha più o meno lo stesso significato, mentre quello più insistito solitamente viene utilizzato per domandare qualcosa. E’ vario anche il linguaggio del corpo, che si esprime con la postura e il movimento della coda, con lo sguardo o con il rizzare il pelo. Grazie a questo testo impareremo a capire la personalità del nostro compagno a quattro zampe e a riconoscere i segnali che ci manda. Interpretare correttamente il suo linguaggio ci farà apprezzare sempre di più il nostro micio e ci permetterà di vivere ancora meglio con lui, comunicando più facilmente. **
### Sinossi
Convivere con il gatto dà sempre notevoli gratificazioni: di natura affettuoso ma non invadente, cerca la compagnia del padrone pur mantenendo la propria indipendenza. E’ un amico fidato e discreto di cui però non è sempre facile cogliere i segnali. Questo volume è una sorta di guida per aiutarci a capirlo: un testo dedicato al gatto e alla sua vita di relazione, al modo di farsi intendere dai suoi simili e, soprattutto, ai metodi che utilizza per comunicare con gli esseri umani. Il gatto che fa le fusa emette un suono dolce a basso volume ed esprime contentezza; anche un miagolio morbido ha più o meno lo stesso significato, mentre quello più insistito solitamente viene utilizzato per domandare qualcosa. E’ vario anche il linguaggio del corpo, che si esprime con la postura e il movimento della coda, con lo sguardo o con il rizzare il pelo. Grazie a questo testo impareremo a capire la personalità del nostro compagno a quattro zampe e a riconoscere i segnali che ci manda. Interpretare correttamente il suo linguaggio ci farà apprezzare sempre di più il nostro micio e ci permetterà di vivere ancora meglio con lui, comunicando più facilmente.

Il libro dei gatti tuttofare

Nel 1939 Eliot pubblicava l'”Old possum’s book of practical cats”: poesie sui gatti e le loro molteplici incarnazioni. Questo libro appartiene a una precisa sfera della tradizione inglese, quella di “Alice nel paese delle meraviglie” di Carrol, di “Peter Pan”. Ne deriva così un gioco verbale da cui emerge una sorta di organica visione del mondo. Un libro sui gatti e un libro sulle parole che gattescamente rimandano a loro. Quasi una filosofia della vita in versi filtrata dall’acuto sguardo felino. l’allarme di un treno… Alla fine i genitori decidono di mandarlo in collegio. Anche qui, tuttavia, riuscirà a combinarne di tutti i colori, ottenendo anche di sostituire la solita minestra di riso con la pappa col pomodoro.

Lavare con Cura

15 racconti horror di meno di cento parole l’uno, selezionati dal curatore di Scheletri.com, tra la interessante rosa dei partecipanti a Horror T-Shirt – seconda edizione.

Jane e i fantasmi di Netley: Un’indagine per la detective Jane Austen

Netley, costa di Southampton, autunno 1808. Jane sta ammirando le rovine abbandonate dell’abbazia di Netley, quando viene raggiunta da un personaggio misterioso, avvolto in un grande mantello, che le consegna una missiva e si dilegua. Si tratta di un messaggio di Lord Harol Trowbridge, funzionario di Sua Maestŕ e amico di vecchia data di Jane, che le assegna una pericolosa missione: dovrŕ contattare e ottenere le confidenze della bella vedova Sophia Challoner, donna eccentrica e intrigante, che si sospetta essere una spia al soldo dei francesi e che al momento si trova ospite proprio nella pensione di Netley. Ma di lě a poco la situazione precipita: una fregata della Marina viene data alle fiamme nelle acque di Southampton e il maestro d’ascia č trovato morto, assassinato. Č solo l’inizio di una guerra clandestina, scandita da morte e terrore, per fermare la quale Jane dovrŕ mettere in gioco tutto, persino la sua stessa vita e quella dei suoi cari, in nome della salvezza del suo Paese.

L’industria dell’Olocausto. Lo sfruttamento della sofferenza degli ebrei

L’immane tragedia che l’Olocausto nazista ha rappresentato per la nostra civiltà è paragonabile a un vero e proprio cataclisma naturale. Ma l’Olocausto, come mostra questo libro, è ormai diventato qualcosa d’altro: una strumentalizzazione della sofferenza, un’arma ideologica impiegata in un vero e proprio racket estorsivo per arricchire le lobby ebraiche. Norman G. Finkelstein, ebreo americano e figlio di sopravvissuti ai lager nazisti, ha continuato le sue ricerche anche dopo la prima pubblicazione de *L’industria dell’Olocausto* nel 2000 (trad. it., Rizzoli 2002). E in questa nuova edizione, arricchita da un saggio inedito, ribadisce la sua denuncia, documentando la strumentalizzazione della “nuova minaccia antisemita” per giustificare l’attuale politica israeliana. Tutto, sempre, nel tentativo di rendere giustizia e “ristabilire l’Olocausto nazista come oggetto d’indagine razionale”.

Indagine sulla vita eterna

Che cosa succede dopo la morte? Tutto si riduce in polvere oppure qualcosa sopravvive e continua a esistere in un’altra forma o dimensione? Sono domande su cui ci si interroga dalla notte dei tempi.
Questa indagine, resa in forma di dialogo tra due studiosi di formazione, competenze e punti di vista assai diversi – di tipo scientifico Massimo Polidoro e di tipo filosofico Marco Vannini -, nasce dal desiderio di capire se esistano elementi sufficienti a sostegno della credenza in un possibile aldilà. Numerose sono le forme che ha assunto l¿idea di una vita oltre la morte nelle varie culture: dall’aldilà dei faraoni egizi all’oltretomba scuro per gli antichi greci e romani, dal limbo in attesa di una resurrezione per gli ebrei alla visione di inferno e paradiso per cristiani e musulmani e, parallelamente, in Oriente, un aldilà visto come luogo di transito per anime che si reincarnano fino a raggiungere la pace o l’annullamento nel nirvana.
Accanto a un’ampia e documentata ricostruzione storica, una parte significativa di queste pagine è dedicata all’analisi dello spiritismo e della parapsicologia, le cui pratiche – evocazione di fantasmi, tavolini che volano e messaggi spiritici – sono qualcosa di concreto, che è stato possibile indagare, ma dei quali ancora nessuno ha dimostrato il reale verificarsi al di là di ogni dubbio. Così come nessuno ha ancora potuto dimostrare che le visioni e i racconti di chi si trova in fin di vita siano orizzonti aperti sull’aldilà. Che cosa resta allora per rispondere alla domanda su ciò che ci attende dopo la morte? La risposta offerta da Polidoro e Vannini è suggestiva e stimola ulteriori interrogativi. Poiché l’enigma della morte riguarda il senso stesso della vita, gli autori si chiedono che cosa significhi «vita eterna»: una prosecuzione di una qualche forma di vita in un futuro infinito, o non piuttosto una diversa forma di vita che, proprio in quanto eterna, è già presente, esperienza da scoprire qui e ora? A seconda della risposta che viene data a questa domanda, i due modi di pensare prevalenti, ovvero quello che rimanda al divino e quello che vuole restare fedele all¿umano, potrebbero apparire non più opposti, ma, forse, coerenti e complementari tra loro.
Una delle inchieste più complete sul tema della vita eterna, in cui scienza, religione, antropologia, storia e filosofia si intrecciano per cercare di illuminare il più pressante e intimo interrogativo dell’uomo.

Gli incubi di Hazel

Hazel, un’allegra bambina di otto anni, è ospite della terribile zia Eugenia e del suo antipatico cuginetto Isambard. Basterebbe l’immagine del vecchio maniero dove vivono i parenti di Hazel per scoraggiare qualsiasi visitatore, eppure, dopo la prima inquietante giornata con zia Eugenia, la vita comincia a cambiare. Idambard, infatti, presenta a Hazel la sia collezione di cuccioli terrificanti: un cane con la testa di legno, un gruppo di papere che fumano sigarette, due maiali gemelli siamesi…Quando Hazel decide di esplorare il giardino, nascosti tra i cespugli scopre degli strani mostri: il pitospino (un pitone con la testa di porcospino), il gorillopardo (un gorilla con la testa di ghepardo) e lo struzzorana (una rana con il corpo di struzzo). E’ l’inizio di un’incredibile avventura in cui niente è come sembra e la realtà può diventare più stupefacente della fantasia.

Incanto

Un borgo tra i colli toscani, un’estate di sole e frinire di cicale, tre ragazzi diversissimi ma legati dall’amicizia tacita e rovente di chi vuole crescere in fretta: Greg, solitario erede della famiglia più ricca del circondario; Jacopo, genitori borghesi ai limiti della noia; e Biagio, povero, libero e strambo come Huckleberry Finn. Nel volgere di quell’estate, una vecchia motocicletta rimessa a nuovo e una pista d’asfalto comparsa magicamente nella campagna, nera e lucida come un serpente indiano, segneranno l’inizio di un’avventura destinata a portarli lontano.
Pochi mesi dopo, Biagio azzarda un’eccentrica carriera di campione internazionale delle due ruote. E Jacopo, compilando una cartolina trovata in un libro di scuola, vince una borsa di studio che lo condurrà a misurarsi con i misteri e le sfide della fisica in una delle più prestigiose università britanniche. Le tracce di Greg, invece, paiono perdersi nelle ragnatele luminose dell’alta finanza mondiale. Eppure, proprio nel momento in cui sono più lontani, a chissà quante migliaia di chilometri l’uno dall’altro, i tre amici sembrano non essere mai stati più vicini, uniti come sono – per chissà quale destino o invisibile forza cosmica – dalla quasi simultanea scoperta del sesso e dell’amore, il magnete più potente e il mistero più insondabile ed esaltante, qualcosa che “ha a che fare più con l’universo che con il mondo”. Amore, successo, felicità: di tutte le promesse che si rincorrevano nell’adolescenza lungo la “Stradaccia”, almeno una è stata mantenuta? Quale illusione ha sedotto ciascuno dei ragazzi ora diventati uomini, inducendoli a spezzare quell’incanto, quella quiete fatta di piccole cose e grandi sogni?
Vent’anni dopo, spinto da un sospetto assurdo, Jacopo incontra Greg a New York. Inattesa e liberatoria come un temporale estivo, necessaria e abbacinante come una dimostrazione matematica, è la resa dei conti di un’amicizia: tre vite in un cono di luce che ha provato a sfidare il buio tutto intorno.
Pietro Grossi torna al romanzo, e lo fa muovendo dal momento palpitante del coming of age che già era al centro della sua prima prova narrativa: ma qui il respiro si fa più ampio, il passo ambizioso, la scrittura matura e forte. Il frutto è una narrazione ricca, cesellata e insieme epica, che ci consegna la traiettoria di un destino con la sua perentoria, umanissima verità.

In Difesa Delle Cause Perse

La rivoluzione globale è una causa persa? I valori universali sono reliquie di un’età perduta o di un’epoca superata? Per paura dell’orrore totalitario che abbiamo alle spalle, siamo costretti a rassegnarci a una misera terza via fatta di liberismo in economia e di pura amministrazione dell’esistente in politica? Nella sua opera maggiore degli ultimi anni, che ha acceso feroci controversie nel mondo inglese e ne ha consacrato il successo presso un vasto pubblico, il cecchino filosofico Slavoj Žižek mira all’ideologia regnante, sostenendo che dobbiamo riappropriarci di numerose «cause perse» e cercare un nocciolo di verità nelle politiche totalitarie della modernità. Perché se è vero che i Terrori di Robespierre, di Mao e dei bolscevichi si sono rivelati catastrofici fallimenti, questo giudizio non racconta tuttavia l’intera storia: in ciascuno di essi è presente un’aspirazione di «redenzione», che va del tutto persa nelle società liberaldemocratiche, con il loro (proclamato) rifiuto dell’autoritarismo e la loro (ipocrita) esaltazione di una politica soft, consensuale e decentralizzata. Le ricette? Žižek non lesina massimalismi e ripropone in declinazioni contemporanee ma senza attenuazioni le categorie di giustizia rivoluzionaria e uguaglianza universale. Il risultato è una salutare staffilata d’utopia, un balsamo di rara forza per i nostri giorni angusti e le nostre menti rese asfittiche dal pensiero unico, un libro capace di guardare con occhi nuovi ai più vari fenomeni culturali e politici del mondo d’oggi e di farci «pensare l’impensabile» con strumenti impensati. Un libro che rischia molto, certo, e che sfida la possibilità della disfatta, in nome di quanto scriveva Samuel Beckett in Worstward Ho: «Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio».

Hotel Transilvania

Parigi, 1743. Nobiluomo, avventuriero, spia, alchimista, il Conte di Saint-Germain è tutto questo ed anche qualcosa di più… una creatura della notte, un non-morto, un vampiro! Ma quando la giovane Madelaine de Montalia si trasferisce a Parigi per rifinire la propria educazione, viene insidiata da mali ben peggiori e sarà proprio Saint-Germain ad ergersi a suo protettore, affrontando un’arcana cospirazione ordita da poteri infernali. Combinando l’erotismo tenebroso del Vampiro con il fascino dell’avventura romantica, Chelsea Quinn Yarbro inaugura con “Hotel Transilvania” la saga del conte di Saint-Germain, l’eroe tormentato che riscatta il suo fato oscuro combattendo per amore e per onore.

History & mistery. 24 storie di delitto e paura

Magie, intrighi, delitti commessi per brama di potere, superstizione, vendetta, all’ombra di re, principi, artisti, santi e soldati, protagonisti di duemila anni della nostra storia. Chi ha ucciso a Roma il cardinale che nella seconda metà del Cinquecento si ostinava a considerare i nativi americani privi di anima? E perché Guido Reni ostenta indifferenza nei confronti del giovane pittore pugnalato nel suo studio sotto il quadro della Vergine che aveva salvato Bologna dalla peste nel 1630? Ël Gamber non è un crostaceo, ma un giovane disgraziato cresciuto al Cottolengo dove è diventato amico di Aimone, figlio illegittimo di Carlo Alberto di Savoia, nato senza orecchie. Il destino li separa, ma li riunirà quando uno avrà bisogno dell’altro. E a cosa servono i cadaveri che il principe Raimondo Sangro di Sansevero nella Napoli del 1753 si fa portare dal fedele servo nei sotterranei del palazzo? Che fine faranno i quattro scugnizzi testimoni di quei lugubri traffici? Questi e altri racconti compongono “History & Mystery”, un variegato mix di storia e mistero a cui hanno partecipato molte firme del romanzo giallo italiano e del romanzo storico, da Alessandro Perissinotto a Valeria Montaldi, da Pietro Soria a Marco Vichi, da Andrea Vitali a Giuseppe Pederiali, a Danila Comastri Montanari e Ben Pastor. **