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Madlands Terre Impossibili

Forse non a tutti piacerebbe svegliarsi in un mondo che somiglia violentemente, parodisticamente, follemente a una gigantesca Disneyland impazzita. Ma è questo il futuro della California, nella feroce e sempre caustica visione di K. W. Jeter, e in qualche modo bisogna ingegnarsi a sopravvivere. Finché il disastro non diventa irreparabile, finché rimane un barlume di speranza, finché l’orrendo luna-park non ci ghermirà fino all’ultimo, il problema è: affrontare la giornata. In questo sorprendente romanzo Jeter ci spiega come, dando vita a un’odissea antiutopica degna di “Arancia meccanica” o di un film di Robert Altman…

Mad: Nessun limite

Alvina Knightly non è una donna come le altre. È nata col cuore a destra, nel posto sbagliato. È per questo che tutto, nella sua vita, è andato storto? Forse. Ma ora il destino le ha offerto l’occasione di prendere il posto della sua gemella, Elizabeth. La sorella che ha il cuore al posto giusto. Che è sposata con un uomo affascinante e ha un bellissimo bambino. Che è buona, ricca, altruista. Perfetta.
Ma prendere il suo posto significa entrare completamente nella sua vita. Significa che Elizabeth non ci deve essere più… Significa che deve morire.
Per vivere l’esistenza che ha sempre desiderato, per vendicarsi di tutto il male che ha subito, Alvina è disposta a uccidere. Ma sbarazzarsi della sorella è soltanto il primo passo. Il secondo è mantenere il segreto. Ed è molto, molto più difficile…
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Le Macchine Infernali

Dalle metropoli di Blade Runner, K. W. Jeter ci trasporta nella Londra del XIX secolo, la madre di tutte le città della fantascienza. E a Londra vive George Downer, che un giorno eredita lo stranisssimo negozio di suo padre. Un negozio di infernali ordigni meccanici che nessuno sa esattamente a cosa servano. Finchè arriva uno sconosciuto con una macchina ancora più sbalorditiva da riparare… e una moneta inesistente per saldare il conto. Un romanzo movimentatissimo, un capolavoro dell’avventura steam-punk.

La macchinazione. Pasolini. La verità sulla morte

“Beati voi che siete tutti contenti quando potete mettere su un delitto la sua bella etichetta.” Con queste parole cariche di profetico sarcasmo, Pasolini liquidava i suoi colleghi giornalisti e intellettuali. E lo faceva poche ore prima di essere ucciso e diventare lui stesso uno di quei delitti etichettabili, carne da prima pagina e niente più. Infatti, all’indomani della sua morte, quasi tutti i giornali trovarono il modo più remunerativo per presentare il caso: Pasolini era stato ammazzato dal povero ragazzo che aveva tentato di violentare. L’opinione pubblica abboccò e così, quella notte del 1975, Pasolini fu ucciso due volte: prima dalle mani di chi lo aveva aggredito, poi da quelle di chi ne ha per sempre cancellato il ricordo. In “La Macchinazione” David Grieco, che di Pasolini è stato amico e collaboratore, racconta una storia che comincia proprio nel punto in cui finisce il suo omonimo film. Se la pellicola ricostruisce la spaventosa rete di complicità che si nasconde dietro al delitto, nel libro Grieco presenta le prove, le testimonianze e i documenti di un caso giudiziario complesso, abilmente ripercorso nei suoi chiaroscuri dalla postfazione di Stefano Maccioni, l’avvocato che dal 2009 lotta per fare luce sull’intera vicenda. Nel tempo, l’ombra di quel sordido delitto ha oscurato l’opera di Pasolini. Generazioni di studenti sono cresciute senza conoscere i suoi libri, le sue poesie, i suoi articoli, i suoi film.
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La macchina perfetta

Tormentato dai fantasmi del proprio passato e distrutto dall’esperienza della guerra, il reduce Byron Tibor vuole soltanto tornare a casa, dalla donna che ama. Ma il governo americano sembra determinato ad impedirglielo, facendo emergere il lato oscuro di un soldato che forse non è l’uomo che credeva di essere.
Dalle montagne insanguinate del villaggio afghano di Hindu Kush alle sfavillanti luci di Manhattan, attraverso lo scuro ventre dei sotterranei di Las Vegas, *La macchina perfetta* è la storia di un uomo che lotta per non perdere la propria umanità. Prima che sia troppo tardi.

La macchina imperfetta. Immagine e realtà dello Stato fascista

Lo Stato fascista è studiato qui nei suoi meccanismi essenziali. I cambiamenti e le continuità che lo caratterizzano: nei ministeri, nei nuovi enti pubblici, nel rapporto contraddittorio fra centro e periferia. E in primo piano il nuovo soggetto che ambiguamente penetra nello Stato e al tempo stesso se ne lascia penetrare, statalizzandosi: il Partito fascista. E poi le élites, fra continuità e innovazione: burocrazie, gerarchie politiche centrali e periferiche, magistrature ordinaria e amministrativa, podestà, sindacalisti e capi delle corporazioni, autorità scolastiche, sovrintendenti alle belle arti, uomini dell’impresa pubblica e del parastato. Uno Stato ben lontano dall’essere la «macchina perfetta» che vorrebbe sembrare. Nell’affresco, ricco di particolari, emerge una visione complessa di quel che volle e non riuscì a essere lo Stato. Stato «fascista» ma al tempo stesso Stato «nel fascismo».
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La macchina imperfetta

Quello che volle e non riuscì a essere lo Stato fascista.

Lo Stato fascista è studiato qui nei suoi meccanismi essenziali. I cambiamenti e le continuità che lo caratterizzano: nei ministeri, nei nuovi enti pubblici, nel rapporto contraddittorio fra centro e periferia. E in primo piano il nuovo soggetto che ambiguamente penetra nello Stato e al tempo stesso se ne lascia penetrare, statalizzandosi: il Partito fascista. E poi le élites, fra continuità e innovazione: burocrazie, gerarchie politiche centrali e periferiche, magistrature ordinaria e amministrativa, podestà, sindacalisti e capi delle corporazioni, autorità scolastiche, sovrintendenti alle belle arti, uomini dell’impresa pubblica e del parastato. Uno Stato ben lontano dall’essere la ”macchina perfetta” che vorrebbe sembrare. Nell’affresco, ricco di particolari, emerge una visione complessa di quel che volle e non riuscì a essere lo Stato. Stato ”fascista” ma al tempo stesso Stato ”nel fascismo”.

(source: Bol.com)

Macchie di inchiostro

Sono probabilmente alcuni dei dipinti più analizzati ed esaminati del xx secolo. Sono passati per le mani dei volontari che si sono arruolati nell’esercito statunitense dopo Pearl Harbor, dei nazisti processati a Norimberga e di alcuni viet cong durante la guerra del Vietnam. Hanno colpito l’immaginario di personalità quali Andy Warhol e Jay-Z. Ma da dove vengono le macchie di Rorschach, l’esame psicologico che da cento anni affascina il cinema, l’arte, la moda, la cultura pop? Con Macchie di inchiostro il Saggiatore presenta la storia di Hermann Rorschach, lo psichiatra svizzero inventore del test proiettivo che porta il suo nome. È il racconto di un’esistenza guidata da una curiosità famelica, che conduce Rorschach dall’anonima Sciaffusa – dove, diciottenne, rimane orfano di entrambi i genitori, con tre fratelli più piccoli da mantenere – alla Zurigo degli anni universitari, mecca della psicopatologia, dove lavorava anche un giovane Carl Gustav Jung; dall’incontro con le avanguardie futuriste nella Russia prerivoluzionaria fino all’elaborazione del test, nato tra i freddi corridoi di un remoto manicomio nei pressi di San Gallo.Damion Searls racconta la storia di un’idea che ha attraversato gli oceani e le guerre rivelando i segreti inconfessabili di milioni di persone e spalancando le porte dell’immaginazione a innumerevoli artisti e creativi. Searls segue il percorso delle macchie nelle loro varie reincarnazioni lungo tutto il Novecento e raccoglie con una prosa elegante e coinvolgente curiosità, aneddoti, vicende poco note o dimenticate: dai giochi da tavolo ‘per tutta la famiglia’ basati sul test alle vetrine di negozi in ‘stile Rorschach’, dalle animazioni simmetriche di sigle e videoclip al disegno maculare sulla maschera dell’enigmatico Rorschach, uno dei supereroi protagonisti del fumetto Watchmen. Una narrazione che si muove tra psicoanalisi e cultura di massa, tra inconscio e visione, a confermare che – come aveva intuito un secolo fa un anonimo medico svizzero animato dal desiderio di ‘leggere le persone’ – alcune macchie, quelle che raccontano davvero chi siamo, sono impossibili da cancellare.

(source: Bol.com)

Macbeth

Anni ’70, una città industriale sull’orlo del collasso fatta di fabbriche chiuse, disperazione, piazze di spaccio. Sotto l’eterna pioggia nera che la flagella, il poliziotto migliore che si muove per le sue strade è Macbeth. Un ex tossico, un uomo fragile dal passato turbolento, abbandonato da bambino, uno sbirro incline alla violenza. Ma è lui, con la sua squadra, a gestire con intelligenza una retata nell’area del porto, un’azione in grande stile che, finalmente, gli fa intravedere la possibilità di ottenere una promozione. E quindi guadagnarsi il rispetto degli altri, avere una vita migliore, e molto più potere, che è ciò che conta. Tutto questo è lì, a portata di mano: ma, pensa Macbeth, davvero mi lasceranno arrivare tanto in alto? Tormentato dalle allucinazioni, vittima di paranoie sempre più acute, Macbeth comincia, lentamente, a soccombere a se stesso e al tarlo dell’ambizione.
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Macbeth

Macbeth è tra i più conosciuti drammi di Shakespeare, nonché la tragedia più breve. Frequentemente rappresentata e riadattata nel corso dei secoli, è divenuta archetipo della brama di potere e dei suoi pericoli.

Per la trama Shakespeare si ispirò liberamente al resoconto storico del re Macbeth di Scozia di Raphael Holinshed e a quello del filosofo scozzese Hector Boece. Molto popolare è anche la versione operistica di questa tragedia, musicata da Verdi su libretto di Francesco Maria Piave.

Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare.

Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.

(source: Bol.com)

Mabel Dice Sì

‘Chiunque abbia lavorato in un hotel giurerà di avere a disposizione un’aneddotica pressoché sterminata sulla clientela’, dice il protagonista di questa vicenda ipnotica.
La sua aspirazione sarebbe quella di diventare ‘un virtuoso del pianoforte’, ma per sbarcare il lunario si vede costretto a fare il portiere di notte in un albergo. Ed è lí che conosce Mabel, una collega con ‘poco seno, pochi fianchi, nessuno slancio – capace di comunicare una morbidezza del tutto assente nelle sue forme’. Il fascino e la complicità che sprigiona ogni suo gesto sono le armi piú affilate di un personaggio disarmante e inafferrabile che – accettando ‘tutto quello che le viene incontro con arrendevolezza’ – fa infuriare ogni donna e seduce ogni uomo. Sarà proprio Mabel a illuminare lo scorrere lento delle notti del protagonista – incapace di trovare il coraggio per mettere a fuoco la sua vera identità -, e a impartirgli un’inconsapevole lezione sulle qualità che deve possedere un artista.

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‘Ricci ha il dono di tracciare con poche frasi personaggi, luoghi, atmosfere. Una prova di talento inconsueta nella narrativa italiana’.

Marco Belpoliti

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‘Con misura non comune, un modo di guardare che allarma e, soprattutto, non consola’.

Giovanni Tesio

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‘Una lingua cauterizzata, ridotta quasi al grado zero. Qualcosa di inimmaginabile, si dirà: se non ci fosse Luca Ricci, appunto, a mostrarcelo’.

Andrea Cortellessa

(source: Bol.com)

Ma chi è quella ragazza?

Edie era convinta di aver trovato l’uomo della sua vita… finché lui non le ha confessato che stava per sposare un’altra.
E il giorno del matrimonio, quando invece della sposa ha baciato *lei*, il mondo le è definitivamente crollato addosso.
Così, quando il suo capo le propone un incarico a Nottingham, la sua città natale, Edie accoglie con entusiasmo l’opportunità di andarsene per un po’ da Londra, pur sapendo che tornare a vivere con l’eccentrico padre e la sorella super-permalosa non sarà proprio una passeggiata rilassante.
Per giunta dovrà incontrare per lavoro il famoso attore Elliot Owen, idolo delle folle che di certo, con la fortuna che Edie ha avuto negli ultimi tempi, sarà un tipo altezzoso e pieno di sé.
Invece, inaspettatamente, lei ed Elliot diventano ottimi amici e continuano a trascorrere sempre più tempo insieme, al punto che di colpo tutti iniziano a chiedersi: *Ma chi è quella ragazza?*
Edie è pronta a scoprirlo…
*Una storia d’amore moderna e divertente, che al tempo stesso invita a riflettere sulla società in cui viviamo, sull’amicizia e, naturalmente, sull’amore.*
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### Sinossi
Edie era convinta di aver trovato l’uomo della sua vita… finché lui non le ha confessato che stava per sposare un’altra.
E il giorno del matrimonio, quando invece della sposa ha baciato *lei*, il mondo le è definitivamente crollato addosso.
Così, quando il suo capo le propone un incarico a Nottingham, la sua città natale, Edie accoglie con entusiasmo l’opportunità di andarsene per un po’ da Londra, pur sapendo che tornare a vivere con l’eccentrico padre e la sorella super-permalosa non sarà proprio una passeggiata rilassante.
Per giunta dovrà incontrare per lavoro il famoso attore Elliot Owen, idolo delle folle che di certo, con la fortuna che Edie ha avuto negli ultimi tempi, sarà un tipo altezzoso e pieno di sé.
Invece, inaspettatamente, lei ed Elliot diventano ottimi amici e continuano a trascorrere sempre più tempo insieme, al punto che di colpo tutti iniziano a chiedersi: *Ma chi è quella ragazza?*
Edie è pronta a scoprirlo…
*Una storia d’amore moderna e divertente, che al tempo stesso invita a riflettere sulla società in cui viviamo, sull’amicizia e, naturalmente, sull’amore.*

Lyrics 1983-2012

Bob Dylan incarna da più di mezzo secolo lo spirito dell’America – e per suo tramite lo spirito del mondo. I suoi testi, fusi con le musiche cui hanno dato anima e senso, hanno generato canzoni che sono diventate le fondamenta di un sogno collettivo. I tre volumi di “Lyrics” raccolgono tutta la produzione poetica di questa voce inimitabile e inconfondibile, organizzandola cronologicamente e arricchendola di una traduzione e un apparato di note, entrambi a cura di Alessandro Carrera, che non hanno eguali per finezza e capillarità nel panorama mondiale.

Il lupo nel furgone bianco

‘Va tutto bene, mamma’ dissi. ‘Ho paura che sarai solo’ disse lei, piangeva. ‘Sarò solo in ogni caso.’ Non intendevo dirlo con quel tono ma mi uscì così, e d’altra parte era la verità. Sfigurato da un incidente da quando aveva diciassette anni, Sean Phillips vive nel suo minuscolo appartamento in una cittadina del Sud della California. Isolato tra quelle mura, costruisce mondi possibili, orchestra avventure fantastiche per i tanti sconosciuti a cui piace perdersi nei giochi di ruolo. Traccia Italiana è la sua ultima creazione: si gioca per corrispondenza, ogni lettera una mossa, a cui Sean risponde presentando scenari sempre nuovi, avventure in un’America del futuro devastata e imbarbarita. Lo scopo del gioco è uno solo: trovare un rifugio, e conservarlo, fino a raggiungere l’ultima fortezza, il santuario, la salvezza. Lance e Carrie, invece, frequentano un liceo in Florida. Giocano a Traccia Italiana, e sono convinti che quell’universo immaginario si possa trasportare nel mondo reale. Un errore che sarà loro fatale, e di cui Sean sarà chiamato a rispondere davanti a un giudice. Da quei giorni in tribunale inizia il suo racconto, un viaggio indietro nel tempo fino al momento in cui lui stesso, per primo, decise di staccarsi dal mondo degli altri. Un romanzo innovativo, costruito con grande maestria e impreziosito da un finale che è anche climax e innesco degli eventi che hanno dato forma definitiva alla vita di Sean. Il lupo nel furgone bianco è un esordio folgorante, una storia delicata e al tempo stesso penetrante sull’emarginazione e il desiderio di fuggire dalla realtà proprio dell’adolescenza; già libro di culto in America, annovera tra i suoi più convinti estimatori il Premio Pulitzer Donna Tartt.

(source: Bol.com)

Lupo mangia cane

Non è certo colpa sua se Debora Camilli, in arte Siena 23, tassista per necessità e detective per vocazione, continua a imbattersi in morti ammazzati. E cosa mai potrebbe fare, l’intraprendente e irrequieta tassinara romana, di fronte a un caso di omicidio? Fare retromarcia e scarrozzare il prossimo cliente dall’altra parte della città oppure ficcarci il naso e non darsi per vinta finché non viene a capo del mistero?

È una sera di novembre e Debora si trova in attesa di clienti davanti alla stazione Termini quando le giunge voce che a pochi metri da lì, di fronte all’ostello della Caritas, è appena stato ritrovato un cadavere. Il suo taxi e l’auto della polizia arrivano sul luogo del delitto nello stesso istante. Il corpo accoltellato è quello di un giovane eritreo che frequentava la mensa della Caritas; mentre dalla volante scende, come per uno scherzo del destino, il commissario Edoardo Raggio, con cui Debora ha già collaborato e per cui nutre un debole, nemmeno troppo celato.

Nonostante le resistenze del commissario, la tassista – tra una corsa e l’altra e barcamenandosi tra i battibecchi con la madre e il fratello e le crisi sentimentali dell’amica Jessica – comincia la sua indagine parallela. E siccome la faccia tosta non le fa difetto, riesce a intrufolarsi come volontaria alla mensa, a fare amicizia con barboni e immigrati e a scoprire molte cose sulla vita dello straniero. Muovendosi fra Termini, piazza Vittorio, il mercato Esquilino e San Lorenzo, Debora – e noi con lei – verrà a contatto con un’umanità sommersa, fatta di senzatetto, lavoratori saltuari ed extracomunitari irregolari, che vive nascosta ed emerge solo all’ora di cena per rimediare un pasto caldo, un popolo degli invisibili tra cui può capitare che ”lupo mangi cane, ma solo perché ha fame”.

Complice l’indagine, l’attrazione fra la tassista e il commissario si farà ogni giorno più accesa, in un’altalena di scontri e complicità, e per il poliziotto resisterle sarà sempre più difficile…

Con questa seconda inchiesta al volante, Debora Camilli si conferma un personaggio formidabile, destinato a conquistare il cuore di ogni lettore, e Nora Venturini un’autrice abilissima, che sa tenerci incollati alla pagina non solo per la perfetta costruzione del giallo, ma anche per la capacità di farci ridere, arrabbiare, emozionare e arrossire insieme ai suoi adorabili antieroi.

(source: Bol.com)

Il lupo in inverno

Al centro della città di Prosperous sorgono i resti di un’antica chiesa, traslata pietra dopo pietra dall’Inghilterra dai fondatori della comunità, secoli prima. Prosperous è sempre stata un’isola felice. I suoi abitanti sono ricchi, il futuro delle nuove generazioni assicurato. Non c’è posto per chi viene da fuori, non c’è possibilità di scalfire l’ordine costituito. La granitica normalità della cittadina del Maine viene però sconvolta dalla morte violenta di un senzatetto e dalla scomparsa della figlia. L’arrivo in città del detective Charlie Parker, chiamato a far luce sulla vicenda, rischia di diventare un evento ancor più sconvolgente della violenza stessa: i rigidi schemi che regolano la vita di una comunità così protettiva nei confronti dei propri segreti stanno per essere turbati, il che potrebbe rivelarsi ben più pericoloso del crimine che imperversa. C’è qualcuno pronto a tutto pur di scongiurare che Charlie Parker arrivi alla verità, qualcuno disposto persino a sacrificare la vita del detective, purché Prosperous rimanga quello che è sempre stata: la tomba di indicibili segreti.