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Grazie per quello che avete fatto

Grazie per quello che avete fatto by David Finkel
Da un conflitto all’altro. Due milioni di americani sono stati mandati a combattere in Iraq e in Afghanistan. Ora che sono tornati, quasi tutti dicono di sentirsi bene. Vanno avanti con le loro vite, mentre il ricordo della guerra sbiadisce lentamente. Ma poi ci sono gli altri, quelli per cui la guerra non è mai finita. Si calcola che di questi due milioni una percentuale tra il 20 e il 30 per cento sia rientrata con un disturbo da stress post-traumatico, cioè un problema mentale provocato dall’aver vissuto situazioni belliche particolarmente intense o drammatiche, una ferita psicologica anziché fisica. E le conseguenze sono depressione, ansia, insonnia, incubi, disturbi della memoria, cambiamenti di personalità, pensieri suicidi. Ovvero: esistenze spezzate, relazioni in frantumi, tutto un mondo da tenere insieme, con fatica, spesso in solitudine. Cinquecentomila veterani mentalmente feriti, un numero impressionante, una percentuale più alta rispetto ai conflitti precedenti. Ma come afferrare le vere dimensioni di questo numero, e tutte le sue implicazioni, in un paese che ha prestato così poca attenzione a quelle due guerre?
Per rispondere a questa domanda David Finkel, giornalista del «Washington Post» e vincitore del premio Pulitzer nel 2006, in *Grazie per quello che avete** fatto* ha scelto di raccontare le storie di alcuni reduci e dei loro familiari. Storie come quella del «grande sergente» Adam Schumann, che ha lasciato l’esercito ma continua a vivere circondato dai fantasmi dei compagni rimasti sul terreno in Iraq; o quella di Tausolo Aieti, un eroe agli occhi di molti, perseguitato dall’incubo ricorrente di non essere riuscito a mettere in salvo il suo amico; oppure quella di Nic DeNinno, che non può dimenticare l’uomo del suo plotone arso vivo in un blindato; o di Danny Holmes, tornato a casa con in tasca un congedo onorevole e lanciatosi dalle scale con una corda intorno al collo. Storie che si intrecciano inevitabilmente a quelle delle loro compagne: donne che controllano farmaci e pregano che domani vada meglio, che si chiedono come faranno a pagare le bollette e a crescere i figli, che giorno dopo giorno vedono sgretolarsi quello che resta dell’amore, del coraggio, della forza, della compassione. Sono storie di ferite mai rimarginate, di vite in bilico tra speranza e naufragio, di tentativi commoventi e tenaci di darsi un’altra possibilità. Di non pagare, da soli, tutto il prezzo della guerra.
David Finkel ha vinto il premio Pulitzer nel 2006 per i suoi articoli sui rapporti tra Stati Uniti e Yemen apparsi sul «Washington Post». Corrispondente dal Kosovo, dall’Afghanistan e dall’Iraq, nel 2009 ha pubblicato *I bravi soldati* (Mondadori 2011), vincitore del premio Alex 2010.

Granny Dan: La ballerina dello zar

Alla morte di Granny Dan, l’adorata nonna che cantava canzoni in russo e nonamava parlare del passato, alla nipote restano come unici ricordi un vecchiopaio di scarpette da ballo, un medaglione d’oro e un fascio di lettere.Ricordi di una vita fuori dal comune: ammessa nel 1902 alla prestigiosa scuoladi danza di San Pietroburgo, Granny Dan divenne la danzatrice prediletta dellozar. Ma la guerra, una terribile malattia, un uomo straordinario e infine laRivoluzione le imposero una scelta straziante…

Grandi storie di gatti vol 2

Affettuoso o sfuggente, giocherellone o schivo, ogni gatto ha una sua definita personalità, è un essere unico che elude e sconvolge ogni schema. Non è quindi un caso che da sempre l’enigmatico felino abbia attratto l’attenzione di poeti e narratori, che in lui hanno trovato il protagonista ideale di molte opere. Questo libro raccoglie testi celebri, come il gatto di Charles Baudelaire, e scritti poco noti di grandi autori, come il paradiso dei gatti di Émile Zola. Ma a dedicare il proprio tributo a un compagno di vita come pochi altri sono anche Colette e Théophile Gautier, Doris Lessing e James Herriot, ciascuno secondo un punto di vista originale che getta luce su tratti e caratteristiche sempre diversi dello straordinario animale. Accanto agli altri brani — di autori più o meno celebri, ma tutti di notevole valore letterario — spicca Lo stregatto di Lewis Carroll, uno degli episodi più inquietanti e insieme divertenti dell’immortale Alice nel paese delle meraviglie. Dunque un libro per gattofili e per amanti delle buone letture, magari da leggere con il proprio gatto accoccolato sulle ginocchia.

Grandi storie di gatti vol 1

“Animale domestico solo perché si degna di trattenersi nelle nostre case, specie comune solo perché conta numerosi esemplari, il gatto è da sempre protagonista di leggende e racconti, essere amato e insieme temuto, indifeso micino da coccolare e al tempo stesso indecifrabile custode di poteri magici. Proprio il gatto è il protagonista delle venti storie comprese in questo volume, narrate con stile e tono differenti da parte di autori di epoche e paesi diversi: dalla tradizionale il gatto con gli stivali di Perrault ai testi inediti di scrittori contemporanei, passando per i racconti di un attento studioso degli animali come Herriot e di due grandi come Kipling e Twain. Il gatto si impone all’attenzione di autore e lettore, sfuggendo a ogni definizione e sorprendendo ad ogni nuova entrata in scena.”

Grande sertão

“Favoloso altipiano del Brasile profondo, deserto-brughiera dei Campos Gerais rinverdito di improvvise palme giganti, il ‘sertào’ di Guimaràes Rosa è uno spazio magico percorso nell’intrico dei suoi sentieri da santoni e banditi, popolato di mandrie e di piccoli uomini da nomi altisonanti come di eroi di saghe remote. Un universo chiuso, con le sue leggi e le sue opposizioni manichee: Dio e il diavolo, il bene e il male, il lato chiaro e il lato oscuro, l’ordine e il disordine, la guerra e la pace, la legge e i fuorilegge, la siccità e l’abbondanza; ma dove spesso la contingenza e il punto di vista mescolano le tessere così che l’interpretazione ne appare più che stravolta, inaccessibile. ‘Vivere è molto pericoloso.’ L’affermazione scandisce come uno slogan tutto il racconto di Riobaldo il quale, più che protagonista della vicenda, si presenta a noi come lo storico, il narratore. Se, come voleva Guimaràes Rosa, ‘alle volte un libro è maggiore di un uomo’, questo libro magico e consolatorio, in cui il rimpianto dell’amore irrealizzato ha la dolcezza pungente di una colpa di inadeguatezza, è forse il dono più grande che l’America Latina del realismo magico e il Brasile della parola iridata hanno fatto in questi anni a un’Europa di disseccato cerebralismo. Un capolavoro riconosciuto della letteratura brasiliana e un classico ormai della narrativa del nostro secolo.” (Luciana Stegagno Picchio)
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Grand Hotel Riviera

Durante le vacanze estive Greta si rifugia sulla Costa Azzurra, in un piccolo appartamento all’interno di un enorme edificio-alveare: l’immensità di quel condominio le garantisce l’anonimato e la pace cui aspira. In Costa Azzurra Greta lavora, legge, nuota, si riposa, prende il sole e “guarda” gli altri, ignari attori su un palcoscenico in cui i nomi dei personaggi vengono forgiati dalla sua immaginazione. Eppure qualcuno riesce a insinuarsi oltre la lastra trasparente che Greta ha frapposto fra sé e il mondo: è Regine, una bambina mulatta incontrata sulla spiaggia. Questa creatura singolare diventa nei pensieri della poetessa una sorta di figlia adottiva. Con gli anni il rapporto fra Greta e Régine influenzerà notevolmente entrambe.
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Graffio sulla pelle

*Sfodera gli artigli e difenditi…*
Accusata di aver trasformato l’ex fidanzato in un mutaforma e di averlo ucciso per coprire le proprie tracce, Faythe si ritrova sotto processo. Mentre aspetta il verdetto, all’improvviso compare un’enigmatica ragazzina, Kaici, con la quale soltanto lei sembra in grado di stabilire un rapporto. Ma salvare quella giovane indifesa dal randagio che le dà la caccia e se stessa dalle lotte per il potere del Consiglio degli Alpha si rivelerà tutt’altro che facile. E forse questa volta nemmeno l’amore di Marc basterà a proteggerla.

Grado di colpevolezza

La giornalista Mary Carelli uccide con un colpo di pistola lo scrittore Mark Ransom e, di fronte alla polizia, invoca la legittima difesa: la vittima stava cercando di violentarla. La ricostruzione del delitto metterà invece in luce alcune contraddizioni che serviranno all’accusa per formulare l’imputazione di omicidio di primo grado a carico della donna. Si apre così un intricato e avvincente caso giudiziario, in cui si intrecciano omissioni, bugie, rivelazioni e passioni fino al sorprendente verdetto…

Governance

All’origine della mediocrità c’è, secondo Deneault, la morte stessa della politica, sostituita dalla «governance». In un sistema caratterizzato dalla governance l’azione politica è ridotta alla gestione, a ciò che nei manuali di management viene chiamato «problem solving». Cioè alla ricerca di una soluzione immediata a un problema immediato, cosa che esclude alla base qualsiasi riflessione di lungo termine fondata su principi e su una visione politica discussa e condivisa pubblicamente. Dalla politica siamo scivolati verso un sistema che tendiamo a confondere con la democrazia.
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### Sinossi
All’origine della mediocrità c’è, secondo Deneault, la morte stessa della politica, sostituita dalla «governance». In un sistema caratterizzato dalla governance l’azione politica è ridotta alla gestione, a ciò che nei manuali di management viene chiamato «problem solving». Cioè alla ricerca di una soluzione immediata a un problema immediato, cosa che esclude alla base qualsiasi riflessione di lungo termine fondata su principi e su una visione politica discussa e condivisa pubblicamente. Dalla politica siamo scivolati verso un sistema che tendiamo a confondere con la democrazia.

Gorillas

Il senso di disagio, di vaga inquietudine e di irritazione che quasi tutti abbiamo provato osservando le scimmie nelle gabbie degli zoo, specialmente quelle che «somigliano» di più all’uomo: gorilla, orangutan, ha forse ispirato questa paradossale avventura nel tempo, che vede un gruppo di esseri umani sperduti in una società completamente «scimmiesca», Ma se lo spirito del romanzo e le peripezie che ne seguono sembrano appartenere a un genere stranamente umoristico, il loro significato è in realtà di bruciante satira, a spese non dei gorilla ma dell’Homo Sapiens.

Gor

Tarl Cabot era un terrestre. O per lo meno tale si era ritenuto per tutti i venti anni della sua vita. Non gli era nemmeno mai passato per la mente che un giorno gli sarebbe occorso di affrontare una storia fantastica come quella che gli capitò in una notte d’inverno nelle terre innevate del New England. Non era in alcun modo preparato ai grandi grifoni selvaggi che volavano in un cielo alieno, ne agli onniscenti Re-Sacerdoti delle Montagne di Saidar, né infine ai Guerrieri, agli Schiavi e agli Assassini che popolavano lo strano mondo di Gor. Tarl era stato scelto – uno fra milioni di persone – per essere istruito e ammaestrato dai migliori insegnanti, spadaccini e guerrieri di Gor. Ma per quale scopo, per quale missione, per quale strano e imperscrutabile disegno? Soltanto il mondo di Gor – la Controterra – vi potrà fornire la risposta.

Goodbye sirena

Questo romanzo è indubbiamente il più forte scritto da Liala al culmine della sua carriera di narratrice. Conosceremo Vico Dairano, che pur nella sua giovane età non crede più all’amore; Mina, che invece per amore arriva al sacrificio supremo; Margaret, che simile a una sirena incanta Vico con la sua freschezza e la sua voglia d’amore, ma come il canto di una sirena sarà ingannevole e porterà nel cuore di Vico solo dubbi, delusioni, amarezze. In un piccolo paese della Valle d’Intelvi, accanto a cuori semplici, Vico troverà la forza di dare alla sua vita una svolta che lo condurrà a una sofferta ma insperata felicità.

Goodbye Jeanette

Tre donne, tre storie, tre destini. La conquista di un mondo dove bellezza, giovinezza ed eleganza hanno il valore di merce di scambio. Una sensualità cosi esuberante come solo Harold Robbins poteva concepire lì più audace dei romanzi dello scrittore americano maggiormente letto nel mondo. Storia di tre donne nel romanzo più provocante ed erotico di Robbins.

Goethe. Classicismo e rivoluzione

La proclamazione della repubblica a Parigi destò le speranze e le illusioni degli spiriti illuminati della cultura tedesca del tempo. Il fervore religioso si univa all’ideale commozione dell’umanesimo illuminista e quanti, poeti, filosofi, scrittori e pubblicisti, avevano contribuito al rinnovamento della Germania del Settecento, salutarono la Rivoluzione come l’avveramento di tutti gli ideali di libertà e di umanità del secolo. Fra questi tacque solo Goethe e tutti sanno quanto gravenente questa freddezza gli sia stata imputata. Il saggio di Giuliano Baioni costituisce una interpretazione di questo enigmatico silenzio e rappresenta un vero e proprio rovesciamento delle prospettive critiche.
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Goddess. Il destino della dea

Terzo libro della serie di Josephine Angelini aperta da Starcrossed. Dopo aver accidentalmente liberato l’intero pantheon della mitologia greca dall’esilio sull’Olimpo, Helen deve riuscire a imprigionare di nuovo tutti gli dèi senza scatenare una guerra che potrebbe essere devastante. Ma l’ira divina è violenta, così come la sete di sangue. I poteri di Helen sono aumentati e al tempo stesso è cresciuta la distanza fra lei e i suoi amici di sempre. Un oracolo infatti rivela che il male si è insinuato fra loro: c’è un traditore nella sua cerchia e i sospetti ricadono proprio sul bellissimo Orion. Helen, combattuta fra l’amore per Orion e quello per Lucas, sarà costretta a prendere difficilissime decisioni, nel disperato tentativo di evitare uno scontro finale fra dèi e mortali. Il suo destino si sta per compiere, mentre una feroce battaglia si avvicina inesorabile. Solo una dea potrà sorgere per salvare il mondo: è scritto nelle stelle. Passioni, guerre, sconfitte e vittorie si intrecciano magistralmente in questo avvincente capitolo finale di una trilogia che è già diventata un mito.

Gli Uomini Del Disonore

Questo libro è nato da un incontro tra uomini divisi in tutto: nascita, formazione, valori. Da un lato Pino Arlacchi, uno dei massimi esperti mondiali del fenomeno mafia, dall’altro Antonino Calderone, mafioso di spicco della ‘famiglia’ di Catania e poi grande pentito. In un rifugio messo a disposizione dalla polizia, Calderone ha deciso di ricordare. E raccontare. Quando uscì nel 1992 Gli uomini del disonore ebbe un grande successo. Faceva conoscere le gerarchie di Cosa Nostra, le sue lotte intestine, le trame diaboliche dei suoi capi, la sua storia tormentata. La storia di un mondo in cui tutti sono nello stesso tempo amici e nemici di tutti, professano lealtà e sono pronti all’inganno più subdolo, progettano congiure e imboscate, tradiscono e uccidono senza rimorsi. Era la prima volta che la mafia veniva descritta dal suo interno, la prima volta che veniva descritta la vita quotidiana dell’uomo d’onore, le sue amicizie, gli odi, gli affetti di un’esistenza dominata dalla paura di essere uccisi e dalla necessità di ammazzare. Il libro viene oggi ripubblicato con una nuova postfazione di Pino Arlacchi. Lo studioso, tra gli artefici della legislazione antimafia italiana degli anni ottanta, autore del progetto esecutivo della Dia, ripercorre passo dopo passo la sfida a Cosa Nostra, condotta in prima persona insieme a Chinnici, Falcone e Borsellino: dal tempo degli omicidi di La Torre e Dalla Chiesa alle confessioni di Buscetta, dagli anni della strategia stragista a oggi.

(source: Bol.com)