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Derek – Novella della duologia Sin and Darkness

Derek è un uomo spezzato dal suo passato e pieno di odio, che usa la violenza come riscatto, l’odio come arma e l’indifferenza come scudo. Non ama farsi vedere debole, usa ogni mezzo contro il mondo.
Tutto però cambia quando assume Roxy nel suo club. Lei è simile a lui, una ragazza priva di scrupoli con un pesante passato alle spalle; la sua vita è stata costellata dalle bugie, dai sotterfugi e dall’odio per se stessa.
Insieme percorreranno una strada pericolosa e rischieranno di farsi molto male; semineranno morte e distruzione e Derek si ritroverà a dover fare i conti con qualcosa di molto più grande, qualcosa che minaccerà di metterlo a tappeto per la prima volta nella vita.
Roxy potrà salvarlo dal baratro o sarà la persona che lo spingerà sempre più a fondo?
Una storia cruda, un viaggio dentro la parte più oscura che c’è in ognuno di noi.
Dalla stessa autrice:
Basta un istante per ritrovarsi
Non posso perderti
la duologia “Sin and darkness” disponibile in unico volume, oppure in libri separati. L’effetto del peccato e darkness il peccato ritorna.
Obession – Ossessione d’amore
I need You (una storia vera)
Per contattare l’autrice: [email protected]
**
### Sinossi
Derek è un uomo spezzato dal suo passato e pieno di odio, che usa la violenza come riscatto, l’odio come arma e l’indifferenza come scudo. Non ama farsi vedere debole, usa ogni mezzo contro il mondo.
Tutto però cambia quando assume Roxy nel suo club. Lei è simile a lui, una ragazza priva di scrupoli con un pesante passato alle spalle; la sua vita è stata costellata dalle bugie, dai sotterfugi e dall’odio per se stessa.
Insieme percorreranno una strada pericolosa e rischieranno di farsi molto male; semineranno morte e distruzione e Derek si ritroverà a dover fare i conti con qualcosa di molto più grande, qualcosa che minaccerà di metterlo a tappeto per la prima volta nella vita.
Roxy potrà salvarlo dal baratro o sarà la persona che lo spingerà sempre più a fondo?
Una storia cruda, un viaggio dentro la parte più oscura che c’è in ognuno di noi.
Dalla stessa autrice:
Basta un istante per ritrovarsi
Non posso perderti
la duologia “Sin and darkness” disponibile in unico volume, oppure in libri separati. L’effetto del peccato e darkness il peccato ritorna.
Obession – Ossessione d’amore
I need You (una storia vera)
Per contattare l’autrice: [email protected]

Dentro la devastazione

10 giugno 2014. Con la presa di Mosul, e la successiva proclamazione dello Stato Islamico in Siria e Iraq, non solo si viene a creare una vera e propria enclaveterroristica, ma ha inizio la distruzione sistematica e intenzionale della civiltà millenaria dell’antica Mesopotamia. Un drammatico atto di violenza iconoclastica che non ha paralleli nella storia moderna.Dentro la devastazione ci porta nel cuore di un’analisi approfondita e completa sulle cause ideologichee politiche che hanno generato questo buco nerodell’umanità e della sua cultura più antica, attraverso un attacco deliberato all’arte e alle identità etniche e confessionali. In Siria, alle palesate, spettacolari distruzioni compiute dall’ISIS, si aggiungono, sommessamente, gli enormi danni causati dalle forze del regime siriano e dei suoi alleati a Palmira, Aleppo, Ebla e Apamea. In Iraq, le bibliche capitali assire, da Ninive a Nimrud, da Khorsabad ad Assur, sono ormai solo la pallida ombra del loro glorioso passato. Anche i monumenti islamici, yazidi e cristiani soccombono inesorabilmente alle devastazioni dell’ISIS, cancellando in un istante gli sforzi che archeologi e restauratori hanno compiuto per cercare di farli rivivere e durare nel tempo. Nell’intrecciarsi di terrorismo, estremismi religiosie interessi economici, scorre il racconto della fine della “culla della civiltà”.
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### Sinossi
10 giugno 2014. Con la presa di Mosul, e la successiva proclamazione dello Stato Islamico in Siria e Iraq, non solo si viene a creare una vera e propria enclaveterroristica, ma ha inizio la distruzione sistematica e intenzionale della civiltà millenaria dell’antica Mesopotamia. Un drammatico atto di violenza iconoclastica che non ha paralleli nella storia moderna.Dentro la devastazione ci porta nel cuore di un’analisi approfondita e completa sulle cause ideologichee politiche che hanno generato questo buco nerodell’umanità e della sua cultura più antica, attraverso un attacco deliberato all’arte e alle identità etniche e confessionali. In Siria, alle palesate, spettacolari distruzioni compiute dall’ISIS, si aggiungono, sommessamente, gli enormi danni causati dalle forze del regime siriano e dei suoi alleati a Palmira, Aleppo, Ebla e Apamea. In Iraq, le bibliche capitali assire, da Ninive a Nimrud, da Khorsabad ad Assur, sono ormai solo la pallida ombra del loro glorioso passato. Anche i monumenti islamici, yazidi e cristiani soccombono inesorabilmente alle devastazioni dell’ISIS, cancellando in un istante gli sforzi che archeologi e restauratori hanno compiuto per cercare di farli rivivere e durare nel tempo. Nell’intrecciarsi di terrorismo, estremismi religiosie interessi economici, scorre il racconto della fine della “culla della civiltà”.

Dentro il bosco

**Inquietante come *Il collezionista di ossa*
Avvincente come* La donna di ghiaccio*
Un grande thriller**
Cornelius Teerjong è uno storico dell’arte, rimasto cieco a causa di una malattia ereditaria. Ha un carattere rigido e una certa tendenza al cinismo. Giunto a Kassel, in Germania, in occasione dell’evento culturale dOCUMENTA (13), viene informato del ritrovamento del cadavere del suo amico e collega Henk de Byl. Il delitto è reso ancora più macabro dai segni di tortura sul corpo della vittima: de Byl è stato pugnalato e gli sono state asportate le palpebre, come se l’assassino volesse lasciare un messaggio. Trentasei ore dopo, a Rotterdam, in Olanda, viene trovato il corpo di un uomo, Ruud van Bouveret, che presenta le stesse menomazioni del cadavere di de Byl. A distanza di anni Teerjong, insieme alla fidanzata, la giornalista Jenny Urban, decide di indagare sugli omicidi, per rintracciare un possibile legame tra le vittime. C’è un filo sottile, infatti, che sembra riportare al passato, a un crimine incomprensibile che aveva scosso il mondo diciassette anni prima. Passo dopo passo, Cornelius e Jenny si avvicinano sempre di più al killer… Ma più cose scoprono di lui, e meno sono sicuri di volerlo davvero incontrare.
**La caccia a un assassino spietato compone un puzzle che getta una luce sinistra sul passato delle vittime**
«Un thriller con un investigatore fuori dal comune, avvincente e interessante.»
«Avventuroso, coinvolgente, divertente e con uno sguardo critico sul reale.»
«Lo stile è fluido e i protagonisti, in particolare lo storico dell’arte Cornelius Teerjong, sono indimenticabili. Consiglio il romanzo e attendo i successivi.»
«Questo romanzo mi ha affascinato e catturato. Molto ben scritto. L’ho letto con grande entusiasmo.»
**Lukas Erler**
È nato a Bielefeld, in Germania, nel 1953. Lavora come logopedista da più di vent’anni. I suoi romanzi sono stati selezionati per il premio Friedrich Glauser e nel 2015 ha ricevuto la prestigiosa “Piuma di Sageberger” per il suo primo romanzo. Attualmente vive in Nordhessen con sua moglie.

Dentro e contro

Dentro e contro: Quando il populismo è di governo by Marco Revelli
In Italia assistiamo a un fenomeno politico inquietante: un populismo di tipo nuovo, virulento e nello stesso tempo istituzionale. Tanto più preoccupante perché emerge non dal margine ma dal centro stesso del potere. Non dal basso ma dal cuore del Governo.
Crisi di fiducia verso la politica e ripudio della sua lontananza e delle sue lentezze, crisi della rappresentanza e delle sue istituzioni, crisi dei partiti e del ceto politico. Matteo Renzi è riuscito a mettere a valore ognuna di queste diverse faglie di crisi del sistema politico italiano. Tutte trasformate, come in un gioco di prestigio ben architettato, da problemi in risorse. Una paradossale operazione che valorizza un modello di gestione del potere esplicitamente post-democratico, fondato su una forma estrema di decisionismo. Non si tratta di una questione di stile, o di comunicazione. Tutto ciò che si consuma sotto i nostri occhi allude a una vera e propria mutazione genetica del nostro assetto istituzionale e dell’immaginario politico che gli fa da contorno. È il risultato di prassi reiterate e con più protagonisti, frutto di un processo cominciato già col governo tecnico di Monti, l’exploit del Movimento Cinque Stelle, la rielezione di Napolitano, fino al suo compimento con il governo Renzi.

Dentro

Cos’è il carcere? La forma architettonica del male.
Il carcere è un muro, e «il muro è il più spaventoso strumento di violenza esistente. Non si è mai evoluto, perché è nato già perfetto». Tutti i giorni, all’ora d’aria, puoi arrivare a toccarlo col naso «per guardarlo così da vicino da non vederlo più. E il muro non è fatto per agire sul tuo corpo; se non lo tocchi tu, lui non ti tocca. Non è una cosa che fa male, è un’idea che fa male».
Sandro Bonvissuto ha un’attitudine da speleologo dell’esistenza. Che parli della pena di vivere in galera, della scoperta di quella cosa gigantesca che è l’altro da sé, o di un bambino che impara a correre il rischio di cadere, i suoi pensieri si mescolano sempre a percezioni scandagliate, felicità assaporate, umiliazioni patite, declinazioni del sentimento dell’esistere restituite con la naturalezza e la potenza dell’acqua che scava in profondità.
Così, la felicità frastornante che dà l’amicizia può sprigionarsi da tre semplici lettere («Aveva detto “noi”. E mi sembrò fosse la prima volta che risuonasse quel pronome nell’aria, riferito anche a me. Noi, detto così, ti faceva essere addirittura la metà di una cosa plurale»).
L’infanzia che non conosce la dittatura del tempo («lo sanno tutti che bambini e orologi sono due cose incompatibili»), che è insofferente agli spazi chiusi («perché l’infanzia non ha case, l’infanzia ha strade»), è «davvero l’unico momento nel quale siamo stati un altro». Un momento in cui un padre («la cosa viva più immobile che abbia mai conosciuto») può mostrare all’improvviso un potere inaspettato.
La storia di un uomo, in questo libro, è resa attraverso tante piccole rivelazioni come queste, che risuonano e durano perché chi scrive pensa davvero che la vita venga prima di tutto, anche del suo racconto. Sandro Bonvissuto insegue pensieri, immagini, intuizioni folgoranti come spinto da un’urgenza vera, assoluta, impermeabile ai luoghi comuni e ai compiacimenti stilistici. Ed è questa la prima cosa che si sente, leggendo *Dentro*: la forza d’urto di una scrittura che sa convincere ed emozionare perché è al di fuori di ogni canone. Una scrittura sorgiva e filosofica, capace di guardare dall’alto un’esistenza e di postillarla con pensieri vivi.

Dentelungo e altri estranei

Tutte le storie dell’americano Edgar Pangborn si svolgono sulla Terra, e precisamente negli Stati Uniti. Ma in tutte (salvo che nel misterioso Caso Ponsonby) accanto ai personaggi umani ci sono degli estranei. Questi estranei tuttavia, che vanno dal Dentelungo che rapisce la moglie di Harp Ryder, ai sorprendenti viaggiatori che si presentano a far benzina in una favolosa Chevrolet del 1937, questi estranei sono diversissimi dai normali extraterrestri della fantascienza tradizionale. Per cui sulle riviste americane specializzate si discute a non finire se i racconti di Pangborn siano propriamente fantascientifici o non piuttosto di fantasy. La discussione è oziosa. Come quelli di Edgar Poe, i racconti di Edgar Pangborn non hanno bisogno di una classificazione precisa: sono straordinari, e tanto basta.
Indice:
Dentelungo (Longtooth, 1970)
Buoni vicini (Good Neighbours, 1960)
La scimmia di Maxwell (Maxwell’s Monkey, 1964)
Il caso Ponsonby (The Ponsonby Case, 1972)
Vecchia “Chevvy” per l’Olimpo (Pick-up for Olympus, 1953)
Darius (Darius, 1972)
La bestiola (Wogglebeast, 1965)
Uovo d’Angela (Angel’s Egg, 1951)
Gli scriccioli nella barba di papà (The Wrens in Grampa’s Wishker, 1960)
Copertina di Karel Thole

Il denaro, il debito e la doppia crisi

Il denaro, il debito e la doppia crisi by Luciano Gallino
«Quel che vorrei provare a raccontarvi è per certi versi la storia di una sconfitta politica, sociale, morale. Abbiamo visto scomparire due idee e relative pratiche che giudicavamo fondamentali: l’idea di uguaglianza, e quella di pensiero critico».
Causa fondamentale della sconfitta dell’uguaglianza è stata, per Gallino, dagli anni Ottanta in poi, la doppia crisi, del capitalismo e del sistema ecologico, strettamente collegate tra loro. La stessa crisi del capitalismo ha molte facce: l’incapacità di vendere tutto quello che produce; la riduzione drastica dei produttori di beni e servizi; il parallelo sviluppo del sistema finanziario al di là di ogni limite. A questa crisi il capitalismo ha reagito accrescendo lo sfruttamento irresponsabile dei sistemi che sostengono la vita – il «sistema ecologico». Il tutto con il ferreo sostegno di un’ideologia, il neoliberalesimo, che riducendo tutti a mere macchine contabili dà corpo a una povertà dell’azione politica quale non si era forse mai vista nella storia.

Il demone del Dartmoor

Tre ragazze morte, un anno dopo l’altro. Precipitate di notte da uno strapiombo nelle acque di un torrente. E i testimoni oculari ogni volta certi che le vittime siano state spinte nel vuoto da un essere invisibile. L’ennesimo mistero della brughiera per gli abitanti del villaggio di Stapleford, dove le superstizioni si tramandano di padre in figlio. Però a tutto c’è un limite, che viene raggiunto quando un giovane attore precipita da una finestra sotto gli occhi della moglie, di una collega e di altri presenti. Tutti concordi: è stata una mano dal nulla a spingerlo incontro alla morte. Al criminologo Alan Twist e all’ispettore Hurst di Scotland Yard, ora, l’arduo compito di discernere la realtà dalle allucinazioni. Scoprendo se davvero una creatura demoniaca infesti le lande sperdute del Dartmoor, o se piuttosto dietro agli omicidi non si celi una mente diabolica. Perché chi è convinto di avere visto un assassino invisibile potrebbe, semplicemente, non aver visto un assassino visibile.
All’interno, il racconto ”La vedova Licitra” di Vincenzo Vizzini.
(source: Bol.com)

Il demone a Beslan

Il demone a Beslan by Andrea Tarabbia
Marat Bazarev è quello che è sopravvissuto e sopravviverà.
È l’uomo che, con i suoi compagni, una mattina di sole di settembre è entrato nella scuola numero 1 di Beslan. E lì ha dato inizio alla fine. 334 morti, di cui oltre la metà bambini: questo il bilancio dei tre giorni di sequestro in cui più di mille persone sono state tenute in ostaggio da un commando di separatisti ceceni. Marat è l’unico fra gli attentatori a essere uscito vivo dalla scuola, catturato dalla polizia russa e imprigionato in un carcere di massima sicurezza a Mosca. E qui, chiuso in una cella gelida e isolata, scrive la sua ultima confessione. È pronto ad assumersi la responsabilità che gli spetta, ma ha anche un’urgenza più forte: raccontare la sua storia.
È così che comincia: con Marat e il suo migliore amico Shamil seduti sull’erba di un anfiteatro in un pomeriggio di pace, con Shamil che ridendo si allontana nella boscaglia e dopo pochi passi lancia un urlo terrificante. Nascosti sotto un mucchio di pietre e frasche trovano sette corpi straziati: è il primo segnale. A casa li attende un villaggio saccheggiato e deserto, le porte delle case spalancate e nessuno dei familiari e degli amici.
È così che comincia: Marat in quel pomeriggio terribile capisce che non esiste più una legge e nemmeno le regole, che non c’è onore né coraggio, ma solo paura. E allora si unisce ai guerriglieri in montagna, e con loro si prepara a un’azione in grado di rimbombare da un capo all’altro del mondo. È così che comincia: in un giorno di festa pieno di fiori, in una scuola alla periferia del Caucaso e del mondo.
Facendosi carico di tutto il peso e la colpa della voce di Marat, Andrea Tarabbia immagina una storia di vento, fango, sangue e vendetta, la storia di un’amicizia che resiste a tutti gli orrori. Con delicatezza e profondità, racconta il viaggio dentro il male nella sua forma più umana e disperata, a confronto con i demoni che terrorizzano l’Occidente. E lo fa con una forza che non si dimentica.

Demon’s touch (eLit)

I Signori degli Inferi: seducenti guerrieri immortali, legati da un’antica maledizione che nessuno è mai riuscito ad annullare… Un guerriero che non si può toccare senza morire… Una donna che desidera solo averlo per sé… Torin, posseduto dall’odioso demone della Malattia, sa di essere condannato alla solitudine perché il minimo contatto con la sua pelle causa infermità e morte e scatena terribili epidemie. Il piacere carnale che tanto brama è destinato a rimanere per l’eternità una mera fantasia, un sogno irrealizzabile. Finché non incontra Keeley, la Regina Rossa, una creatura dal fascino conturbante e letale che fin dal primo incontro mette a dura prova il suo ferreo autocontrollo. Immortale e bellissima, lei è decisa a sedurlo con ogni mezzo, ma la battaglia dei sensi che ingaggia con il Signore degli Inferi potrebbe rivelarsi devastante per entrambi. E Torin può fare affidamento solo sulla propria forza di volontà per impedire a Malattia di ucciderla e strappargli così anche l’ultimo brandello di anima. In attesa dell’uscita dell’ultimo episodio della serie de I Signori degli Inferi, sempre su eLit a ottobre, non perdete l’occasione di rileggere gli altri avvincenti episodi della saga.

Demon’s destiny

I Signori degli Inferi: seducenti guerrieri immortali, legati da un’antica maledizione che nessuno è mai riuscito a infrangere…
Un guerriero intrappolato nell’oscurità… Una donna decisa a salvarlo da se stesso…
Dopo aver sopportato indicibili torture negli Inferi, Kane non vuole avere niente a che fare con la bellissima Josephina. Anche se è stata lei a salvarlo, anche se è l’unica ad accendere in lui una passione divorante e, chissà come, è riuscita a insinuarsi nel suo cuore ferito. Perché quella donna sensuale e dolcissima, per metà umana e per metà Fae, rischia di risvegliare Disastro, il demone che dorme dentro di lui. E le conseguenze sarebbero terribili. Il loro amore è proibito, il loro destino inevitabile: vivere separati o morire insieme. A meno che…
(source: Bol.com)

Demon – seconda parte (Urania)

Demon – seconda parte (Urania) by John Varley
**DEMON – seconda parte (1984)** Si conclude con questo romanzo la grande avventura cominciata sul numero scorso (*Demon – prima parte*, n. 144) e i cui antefatti si possono leggere nei nn. 107 e 121, *Titano* e *Nel segno di Titano*. In quella che è una delle più ampie saghe pubblicate su “Urania”, e oggi su “Urania Collezione”, ritroviamo Cirocco Jones e gli altri avventurosi che hanno preso parte all’esplorazione del gigantesco enigma cosmico noto come Gea, il mondo vivente: per la nostra civiltà agli sgoccioli si tratta di una sfida che può fare la differenza fra una tecnologia stagnante e la porta su nuovi mondi. Un sogno da opporre allo spettro della nuova Guerra mondiale, per impedire che sia vanificata ogni ricerca nel cosmo.

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La democrazia non esiste

La democrazia è una religione laica che identifica le proprie basiliche nei palazzi del potere, la curia nel governo, gli ordini nei partiti, il clero nei politici, le prediche nei comizi, le messe nelle elezioni, i fedeli negli elettori, i confessionali nelle cabine elettorali e i segni della croce nel voto. Ma, come in tutte le religioni, dietro alle colorite e folcloristiche apparenze dei riti e delle cerimonie, che distraggono e attraggono i cittadini, si nascondono le fosche e losche realtà dell’uso e dell’abuso del potere, che ammaliano e corrompono i politici. Piergiorgio Odifreddi dedica questo libro a svelare le contraddizioni nascoste e le distorsioni lampanti della democrazia. Inizia sezionando con il bisturi della logica concetti come la Cittadinanza (perché mai la può avere il discendente di un coevo di Cavour, ma non chi frequenta oggi le scuole in Italia?) e lo Stato, in quanto area racchiusa in confini spesso discutibili e non democratici, nel senso di non accettati dal popolo, come ha dimostrato il recente esempio della Catalogna. Prosegue poi con la Costituzione e i tentativi di manipolarla, i Diritti e i diversi modi di intendere il ”dovere” e il ”volere”, e i Candidati, candidi solo nel nome, per approdare alle odiatissime Tasse imposte dallo Stato Vampiro. Il libro procede con luciferina chiarezza per parole chiave, analizzando minuziosamente la democrazia e le istituzioni. È quindi un utile strumento per imparare a ragionare politicamente e a formulare domande indiscrete, a partire da quella primordiale: siamo cittadini di un sistema democratico e palese, o sudditi di un regime totalitario e invisibile?

(source: Bol.com)

La democrazia della vita quotidiana

Scritte nel 1968 e rimaste per molti anni inedite, queste riflessioni di Lukács sulla questione della democrazia costituiscono il vero e proprio testamento politico del filosofo, che si misura in esse con la crisi del “socialismo realizzato” di stampo sovietico e con le contraddizioni del sistema capitalistico occidentale, delineando un nuovo concetto di democrazia capace di dar forma all’intera società. Per Lukács la parola democrazia non denota solo, come nella cultura politica corrente, un complesso di istituzioni e di pratiche intese a garantire il potere d’intervento dei cittadini nelle questioni politiche. Per il pensatore ungherese democrazia è invece il nome che assume il rapporto attivo del singolo con l’intera società in cui vive, considerata in tutte le sue dimensioni. La democrazia è la “concreta forza ordinativa politica di quella particolare formazione economica sul cui terreno essa nasce, opera, diviene problematica e scompare”.
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Demenza Digitale

Demenza Digitale by Manfred Spitzer
«Se c’è un libro che va letto, tra i tanti apparsi sulla questione della società digitale, è quello di Manfred Spitzer.» Il Sole 24 Ore «L’analisi spietata di uno dei più noti e autorevoli studiosi della Rete.» La Stampa «Dalla penna di uno dei più rinomati neuroscienziati tedeschi, si tratta di un documentatissimo saggio che vuole dimostrare come i media digitali siano pericolosi per la nostra mente e il nostro corpo.» Panorama Senza computer, smartphone e Internet oggi ci sentiamo perduti. Questo vuol dire che l’uso massiccio delle tecnologie di consumo sta mandando il nostro cervello all’ammasso. E intanto la lobby delle società di software promuove e pubblicizza gli esiti straordinari delle ultime ricerche in base alle quali, grazie all’uso della tecnologia, i nostri figli saranno destinati a un radioso futuro ricco di successi. Ma se questo nuovo mondo non fosse poi il migliore dei mondi possibili? Se gli interessi economici in gioco tendessero a sminuire, se non a occultare, i risultati di altre ricerche che vanno in direzione diametralmente opposta? Sulla base di tali studi, che l’autore analizza in questo libro documentatissimo e appassionato, è lecito lanciare un allarme generale: i media digitali in realtà rischiano di indebolire corpo e mente nostri e dei nostri figli. Se ci limitiamo a chattare, twittare, postare, navigare su Google… finiamo per parcheggiare il nostro cervello, ormai incapace di riflettere e concentrarsi. L’uso sempre più intensivo del computer scoraggia lo studio e l’apprendimento e, viceversa, incoraggia i nostri ragazzi a restare per ore davanti ai giochi elettronici. Per non parlare dei social che regalano surrogati tossici di amicizie vere, indebolendo la capacità di socializzare nella realtà e favorendo l’insorgere di forme depressive. Manfred Spitzer mette politici, intellettuali, genitori, cittadini di fronte a questo scenario: è veramente quello che vogliamo per noi e per i nostri figli?