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Le Chiavi Del Regno

Francis Chisholm è un “prete scomodo”, un ribelle nel nome del Vangelo. Il suo cammino verso Dio è una selva di ostacoli; è come se Dio lo mettesse continuamente alla prova, seminandogli la strada di continue calamità e tentazioni. Guerre, cataclismi, pestilenze, violenze sono il prezzo che Francis Chisholm paga per le anime guadagnate alla fede e per la conquista delle “chiavi del regno”.

Le cento migliori ricette della nonna

In tempi di cibi precotti, surgelati, sotto vuoto, in scatola, che piacere riscoprire ogni tanto i sapori dell’infanzia, quando le nonne preparavano i biscotti e i dolci per i nipotini e si affaccendavano per ore intorno ai fornelli avvolte nel profumo degli stracotti e degli arrosti! La civiltà del benessere ha sostituito la pasta e il pane fatti in casa, i cibi poveri e gli ingredienti semplici e genuini di un tempo con i prodotti pronti sui banchi del supermercato. Proviamo allora a ricostruire quell’incanto perduto, a tornare indietro con la memoria e a rivivere il passato… almeno a tavola!
Laura Rangoni
sommelier, giornalista iscritta all’Associazione Stampa Agroalimentare, è tra i più conosciuti autori italiani contemporanei di cucina. Studiosa di tradizioni popolari e ricercatrice di storia dell’alimentazione e della gastronomia, ha all’attivo un centinaio di pubblicazioni tra saggistica e manualistica e ha scritto su quotidiani nazionali e su numerose riviste di settore. È presidente del Centro Studi Tradizioni Alimentari Eno Gastronomiche. Con la Newton Compton ha pubblicato, tra gli altri, Ammazzaciccia; La cucina piemontese, La cucina bolognese; La cucina toscana di mare; La cucina sarda di mare; La cucina milanese; Turisti per cacio; Kitchen Revolution; La cucina della salute; Il grande libro dell’orto e della cucina naturale; 1001 ricette di pizze, focacce e torte salate; 1001 ricette della nonna.

La scopata di Manganelli

“Per te che tendi le tue mani ancora alle radici dell’inferno in cerca di una verità assoluta che non trovi, io ti voglio raccontare a mò di triste favola la radice del tuo abbandono”. ALDA MERINIla burrascosa e appassionata storia d’amore tra la grande poetessa Alda Merini e il grande scrittore Giorgio Manganelli. scintille, fughe, travolgimenti nei racconti scanzonati e ironici che narrano con geniale maestria la bellissima vicenda.illustrato

La persecuzione del bambino

Attraverso una rassegna di testi pedagogici degli ultimi due secoli, Alice Miller illustra i raffinati metodi di persuasione occulta messi in opera nella nostra civiltà per piegare l’impetuosità e la caparbietà del bambino e indurlo a identificarsi con il progetto educativo dei genitori. Il bambino, costretto a reprimere la propria aggressività, non saprà da adulto reagire alle ingiustizie sociali e potrà accettare senza opporsi le imposizioni di sistemi totalitari: esempio estremo è il nazismo, con la caratteristica divaricazione tra la protervia dei capi e l’acquiescenza del popolo tedesco. Tratto comune a coloro che hanno subìto un’educazione repressiva è la necessità di riempire con esperienze abnormi il vuoto lasciato dalla rimozione emotiva e dalla perdita dell’identità. La Miller rievoca qui le vicende di tre personaggi a diverso titolo esemplari: Adolf Hitler; il criminale degli anni sessanta Jürgen Bartsch, assassino e seviziatore di bambini; Christiane F., autrice del libro Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, in cui racconta la propria esperienza dell’emarginazione e della droga. In definitiva, l’educazione costituisce sempre – per la Miller – un mascheramento di reali rapporti di potere e di bisogni propri dei genitori; l’unica possibilità per il bambino di crescere senza traumi e di sviluppare le proprie potenzialità creative rimane legata a un comportamento empatico e «rispettoso» dei genitori nei suoi confronti

La notte della sinistra: Da dove ripartire

Ci fu un tempo in cui sinistra e popolo erano quasi la stessa cosa. Adesso in tutto il mondo le classi lavoratrici, i mestieri operai vecchi e nuovi, cercano disperatamente protezione votando a destra. Perché per troppi anni le sinistre hanno abbracciato la causa dei top manager, dell’Uomo di Davos; hanno cantato le lodi del globalismo che impoveriva tanti in Occidente. E la sinistra italiana da quando è all’opposizione non ha corretto gli errori, anzi. È diventata il partito dello spread. Il partito che tifa per l’Europa «a prescindere», anche quando è governata dai campioni della pirateria fiscale. È una sinistra che abbraccia la religione dei parametri e delle tecnocrazie. Venera i miliardari radical chic della Silicon Valley, nuovi padroni delle nostre coscienze e manipolatori dell’informazione. Tra i guru «progressisti» vengono cooptate le star di Hollywood e gli influencer sui social media, purché pronuncino le filastrocche giuste sul cambiamento climatico o sugli immigrati. Non importa che abbiano conti in banca milionari, i media di sinistra venerano queste celebrity. Mentre trattano con disgusto quei bifolchi delle periferie che osano dubitare dei benefici promessi dal globalismo. Non rispondetemi che «quegli altri» sono peggio – scrive Federico Rampini -, non ditemi che è l’ora di fare quadrato, di arroccarsi tra noi, a contemplare con orgoglio tutte le nostre sacrosante ragioni, a dirci che siamo moralmente superiori e che là fuori ci assedia un’orda fascista. Quand’anche fosse vero che «quelli» sono la peste nera, allora dobbiamo chiederci: com’è stato possibile? Come abbiamo potuto regalare a «loro» l’Italia più gli Stati Uniti, l’Inghilterra più la Svezia e in parte la Francia? Se davvero una barbarie reazionaria sta dilagando in tutto l’Occidente, dov’eravamo noi, cosa facevamo mentre questo flagello si stava preparando? (Aiutino: spesso eravamo al governo). C’è qualcosa di malsano nel pensare che una maggioranza degli italiani sono idioti manipolati da mascalzoni: come si costruisce su queste basi una convivenza civile, un futuro migliore? Attingendo alla sua formazione giovanile nel Pci di Enrico Berlinguer, fine anni Settanta; poi alle sue esperienze successive di reporter globale a Parigi, Bruxelles, San Francisco, Pechino e ora New York, Federico Rampini prende di mira alcuni dogmi politically correct. E spiega che la sinistra può ripartire. Deve farlo. Il tracciato verso la rinascita parte dalle diseguaglianze, e abbraccia senza imbarazzi una nuova idea di nazione.

La musica del diavolo

Il blues. E’ questa la musica inventata dagli schiavi per esprimere la propria sofferenza, che Soupspoon, il vecchio bluesman, gravemente malato, ha suonato in migliaia di club e di bar. Chi tenderà la mano a questo vecchio negro che se ne sta lì come un cane? Chi ha ancora voglia di stare ad ascoltare miti e leggende in una New York dove contano solo il denaro e il profitto? Kiki, giovane donna bianca verso la quale si è rifugiato, anch’essa sfuggita a un Sud che non riesce a rinnegare, sarà la sua Provvidenza, la sua infermiera, la sua amica. Accanto a lei sarà in grado di raccontare la storia del blues, questa musica del diavolo che è tutta la sua vita.

La morte di Ivan Il’ic

In questo breve romanzo, la penna impietosa di Tolstoj descrive, con una minuzia analitica ineguagliabile, il progressivo decadimento fisico e la conseguente metamorfosi psicologica di un appagato borghese al culmine della carriera. Sorpreso dalla morte che lo incalza attraverso la malattia, costretto a confrontarsi con le piccole e grandi ipocrisie e inautenticità della sua vita, solo alla fine Ivan Il’ic trova un senso ai suoi giorni e una possibilità di pacificazione.

La missione dei draghi

Lukan è un guerriero forte e coraggioso, eppure i suoi compagni lo disprezzano e gli anziani non si fidano di lui. E tutto a causa del suo aspetto fisico: pur essendo un Mokabito di sangue puro, Lukan non ha né corna né ali, e soprattutto non ha la lunga coda di drago che contraddistingue la sua razza. Per un capriccio del destino, somiglia moltissimo a un debole essere umano e, se non avesse la straordinaria capacità di vedere attraverso le tenebre più fitte, sarebbe già stato cacciato dal clan. È quindi con un misto di gioia e di sorpresa che il giovane accoglie il responso dell’antico oracolo degli ossi: è lui il prescelto a presentarsi al cospetto della sacerdotessa Androgina per ricevere un incarico pericolosissimo. Ma, non appena gli viene svelata la natura dell’impresa, il sogno di gloria si trasforma in un incubo: Lukan dovrà infatti annientare l’esercito radunato da Gurundir, la Stella Sulfurea, che minaccia di spodestare le Tre Sorelle, custodi dell’ordine e dell’armonia. E, come se ciò non bastasse, il Mokabito scoprirà presto che c’è un solo modo per riuscirci: allearsi coi Kaaden-Bùl, i potentissimi draghi del fuoco… **

La mia casa di Montalbano

Sicilia, primi anni Novanta, una casa sul mare.
La terrazza brulica di avventori accaldati, brocche di caffè freddo e aranciata presidiano la tavola, e i bambini seminano la sabbia sul pavimento. Tra loro, anche l’autrice, Costanza, che a tinte lievi e imbevute d’infanzia ripercorre la vita dentro e fuori le stanze della casa di villeggiatura di famiglia, prima che quelle facessero spazio al set televisivo ispirato ai romanzi più amati di Andrea Camilleri.
In un valzer di ricordi, tra ospiti illustri, le corse ai ricci di mare e il confine impaziente tra l’inverno e l’estate, La mia casa di Montalbano regala personaggi insieme unici e veri: a cominciare dal nonno, chino sul pianoforte o in un baciamano, e dalla nonna, con la sua grazia decisa e i prendisole fiorati. Eppure, tutto non può che cambiare quando Punta Secca rinasce nella fittizia Vigàta, il vecchio soggiorno in una camera da letto, e l’uomo di casa in un commissario di polizia: Salvo Montalbano.
Una biografia corale e agrodolce che restituisce rughe, vita e passato a una casa che «prima era mia e poi di tutti» e ormai entrata, per rimanervi, nell’immaginario collettivo nazionale.
Fu un attimo.
La porta si chiuse alle mie spalle e io ebbi la sensazione che nessuno l’avrebbe aperta mai più.
Per molto tempo il ricordo di quella casa rimase sopito e a tratti lacerante.
Ci vollero molti anni prima che riuscissi a comprendere che stavo semplicemente condividendo con il mondo il mio posto felice. **
### Sinossi
Sicilia, primi anni Novanta, una casa sul mare.
La terrazza brulica di avventori accaldati, brocche di caffè freddo e aranciata presidiano la tavola, e i bambini seminano la sabbia sul pavimento. Tra loro, anche l’autrice, Costanza, che a tinte lievi e imbevute d’infanzia ripercorre la vita dentro e fuori le stanze della casa di villeggiatura di famiglia, prima che quelle facessero spazio al set televisivo ispirato ai romanzi più amati di Andrea Camilleri.
In un valzer di ricordi, tra ospiti illustri, le corse ai ricci di mare e il confine impaziente tra l’inverno e l’estate, La mia casa di Montalbano regala personaggi insieme unici e veri: a cominciare dal nonno, chino sul pianoforte o in un baciamano, e dalla nonna, con la sua grazia decisa e i prendisole fiorati. Eppure, tutto non può che cambiare quando Punta Secca rinasce nella fittizia Vigàta, il vecchio soggiorno in una camera da letto, e l’uomo di casa in un commissario di polizia: Salvo Montalbano.
Una biografia corale e agrodolce che restituisce rughe, vita e passato a una casa che «prima era mia e poi di tutti» e ormai entrata, per rimanervi, nell’immaginario collettivo nazionale.
Fu un attimo.
La porta si chiuse alle mie spalle e io ebbi la sensazione che nessuno l’avrebbe aperta mai più.
Per molto tempo il ricordo di quella casa rimase sopito e a tratti lacerante.
Ci vollero molti anni prima che riuscissi a comprendere che stavo semplicemente condividendo con il mondo il mio posto felice.

La mano che teneva la mia

**«Maggie O’Farrell scava nel profondo di quello che mi piace chiamare “il teatro della famiglia”.»**
*Catherine Dunne*
**«Si inserisce a pieno titolo tra le migliori voci della narrativa inglese.»**
*Literary Review*
**«Chi cerchi l’equivalente britannico di Anne Tyler lo trova in Maggie O’Farrell.»**
*The Scotsman*
**«Un talento magistrale per la narrazione.»**
*The Observer*
Nella vitale Londra del secondo dopoguerra, la giovane Lexie Sinclair, appena arrivata dalle campagne del Devon, sente che tutto è possibile. Mentre cerca di realizzare il sogno di diventare giornalista, viene in contatto con un mondo pervaso da uno straordinario fermento culturale: la Soho degli anni Cinquanta. Quartiere bohème di locali rumorosi, prostitute, immigrati, e di artisti e intellettuali, come Francis Bacon, Lucien Freud o John Deakin. Qui Lexie trova anche l’amore in un uomo più grande di lei, un importante editore. Nella Londra di oggi, Elina, una giovane artista finlandese, ha in comune con la sua coetanea di cinquant’anni prima la grande attrazione per questa città e la voglia di affermarsi nel proprio lavoro. Ma Elina è diventata mamma da poco e fatica a superare le difficoltà delle prime settimane a casa con un neonato. Ted, il padre del bambino, le sta accanto in questo momento delicato e anche lui fa i conti con la paternità. Guardando il figlio, la mente di Ted corre alla propria infanzia, ma riaffiorano immagini, ricordi, pensieri che non coincidono con quello che lui sa del proprio passato… Un romanzo cinematografico e insieme poetico che avvicina sino a fonderle due storie unite da un legame segreto.

La Lunga Marcia

Dai confini con il Canada sino a Boston a piedi, senza soste. Una sfida mortale, con un regolamento implacabile, per cento volontari: un passo falso, una caduta, un malore¿ e si viene abbattuti. Ma chi riesce a tagliare il traguardo otterrà il Premio. Tra i partecipanti, fra cui spicca il sedicenne Garraty, si creano rapporti di sfida, di solidarietà e di lucida follia, lungo il terribile percorso scandito dagli incitamenti della folla assiepata ai margini della strada. Un incubo on the road che solo King poteva concepire.

La Larga Vida De Marianna Ucrìa

Sicilia, primera mitad del siglo XVIII. Mientras en Europa se imponen las ideas de la Ilustración, en Palermo Marianna Ucrìa, hija de una familia noble, está destinada al matrimonio o a la clausura, como todas sus primas y hermanas. Los matrimonios y la vida monacal tienen que servir a los intereses de los Ucrìa, que se van emparentando de este modo con las grandes familias palermitanas.
Pero Marianna es sordomuda y para comunicarse debe aprender a expresarse a través de la escritura. A los trece años la casan con un tío suyo, hermano de la madre, y trae al mundo hijos, como de ella se espera, pero su vida sólo se enriquece gracias a la lectura. Así logra conocer el mundo más allá de los estrechos confines en que la encierra su cotidianidad.
A pesar de todo, Marianna conocerá el verdadero amor y su actitud provocará el escándalo. Es ésta la historia de una mujer extraordinaria, antepasada de Dacia Maraini, que sabe afrontar la vida con valentía y pasión en un universo fastuoso en las entrañas del cual reinan sin embargo la sordidez y la mezquindad.

La grotta di Prospero

Un meraviglioso diario attraverso cui l’autore ha dipinto l’isola di Corfù durante il suo soggiorno negli anni ’30. Il lettore è assalito dalla nostalgia di un luogo mai visitato e ormai scomparso e si insinua la certezza che ormai sia svanita la limpidezza e la spontaneità dell’isola, che non si possa più pranzare con pane e olive all’ombra di una vite.

La Governante: Drieditore Historical Romance

# “Mi occuperò di vostra figlia meglio che posso, le insegnerò le buone maniere e tutte quelle sciocchezze che servono per affrontare il vasto mondo. E poiché è una donna le insegnerò anche a non fidarsi degli uomini, soprattutto di quelli che hanno una gran parlantina e baciano come Dio comanda.”
**Londra. 1875.** Lord Moncrieff, rimasto vedovo, deve trovare una governante che si occupi di sua figlia. O meglio della figlia di sua moglie, visto che non è certo di essere lui il padre della bambina. Assume la signora Tate, una donna giovane e affascinante, con un passato non proprio cristallino. L’idea di spedire figlia e governante lontano da Londra si rivela, però, poco funzionale all’attrazione che inevitabilmente i due finiscono per provare. **Dopo lo straordinario successo di “Dita come Farfalle”, sia in termini di vendite ma anche e soprattutto di apprezzamento da parte dei lettori, Rebecca Quasi ci regala il suo attesissimo secondo romanzo storico. Non più Regency ma questa volta in epoca vittoriana.L’autrice riesce come sempre a connotare i suoi personaggi con maestria, sia dal punto di vista psicologico che emozionale, rendendoli vividi e sfaccettati, interessanti fin dal primo sguardo.Chi come noi ha amato Dita, proverà le stesse sensazioni in questo secondo interessante lavoro. ** *ROMANZO AUTOCONCLUSIVO***** **