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Huê 1968. L’anno cruciale della sconfitta americana in Vietnam

Il 1968 segnò un passaggio cruciale della storia moderna. E non solo per i moti studenteschi e gli omicidi di Martin Luther King e Robert Kennedy. In quell’anno, secondo il generale William Westmoreland, la guerra in Vietnam sarebbe dovuta entrare in una nuova fase, perché «le speranze del nemico erano alla fine». In un certo senso il comandante delle forze statunitensi aveva ragione, ma i piani dei Viet Cong non prevedevano la resa. La notte tra il 30 e il 31 gennaio, in corrispondenza del capodanno locale, il Fronte di liberazione nazionale diede il via a una vasta operazione militare divenuta celebre come offensiva del Tè’t: alle due e trenta del mattino diecimila uomini scesero dalle montagne e conquistarono – oltre a centinaia di altri obiettivi considerati inespugnabili – la capitale intellettuale e culturale dei Paese, Huê. I comandi americani, però, rifiutarono di accettare la portata di una simile disfatta, e a lungo si ostinarono a mandare in avanscoperta piccole unità di marines, sistematicamente trucidati. Solo tempo dopo il tenente colonnello Ernest Cheatham avviò la riconquista della città, combattendo quartiere per quartiere. Ventiquattro giorni di scontri terrificanti, che alla fine costarono la vita a decine di migliaia di persone tra militari e civili. Quella di Huê fu di gran lunga la battaglia più sanguinosa dell’intera guerra, e cambiò per sempre l’approccio americano al conflitto: da allora, anziché di vittoria, si cominciò a parlare di disimpegno. Attraverso una mole di documenti senza precedenti e interviste a reduci di entrambi gli schieramenti, Mark Bowden ricostruisce con precisione ogni fase di quello scontro, raccontandoci un momento che cambiò per sempre il destino della guerra, e del mondo intero.
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Hotel Indian Subway

L’Hotel Indian Subway è un albergo a ore molto frequentato che si trova nei pressi della Stazione Centrale di una grande città. La gestione è affidata a giovani indiani che ricevono gli ospiti con un sorriso, in cambio di una banconota da cinquanta dollari. Nessun documento, nessuna formalità. Nelle stanze arredate con cura si intrecciano storie di persone alla ricerca di intimità, di trasgressione e di passione. Per alcuni l’Hotel Subway ha significato la scoperta del sesso, per altri il consolidamento di un amore o la ricerca di emozioni forti. Lasciatevi condurre nelle stanze dove si consumano incontri clandestini e fantasie ai limiti della perversione. Benvenuti nell’Hotel Indian Subway. ADATTO A UN PUBBLICO ADULTO

(source: Bol.com)

Hotel Copenaghen

**1941, DANIMARCA.**
**NIELS BOHR INCONTRA WERNER HEISENBERG. LA STORIA CAMBIERÀ PER SEMPRE. IL RACCONTO DEL FISICO QUANTISTICO, TRA FUTURI PREMI NOBEL E INESAURIBILI DISPUTE CON ALBERT EINSTEIN, VISTO DAGLI OCCHI DI UNA DONNA.**
**DOPO *L’INCREDIBILE CENA DEI FISICI QUANTISTICI*, UN NUOVO ROMANZO SULLA STORIA DELLA FISICA E SULLE VITE STRAORDINARIE DEI SUOI PROTAGONISTI.**
«*Realtà e finzione si intrecciano tra i battibecchi degli scienziati che cambiarono il mondo.*»
**La Lettura, Corriere della Sera**
«*Uno stile del tutto nuovo e più profondo di raccontare la scienza.*»
**GQ**
«*Leggermente romanzato, però attendibile, perché frutto di molte ricerche e basato su documentazioni.*»
**Il Giornale**
«*L’incredibile cena dei fisici quantistici ricostruisce il dibattito tra Einstein, Bohr e Heisenberg, tra finzione e realtà.*»
**Il Venerdì di Repubblica**
«*Greison evoca, rivela, si diverte, si preoccupa e insomma rende la fisica – materia da incubo per molti – canovaccio da romanzo e storia vera da approfondire.*»
**Il Foglio**
Hotel Copenaghen. Così veniva affettuosamente chiamata la casa di **Niels Bohr**. La porta di Niels e di sua moglie Margrethe era sempre aperta per accogliere allo stesso modo premi Nobel e giovani studenti, che lì trovarono il luogo prediletto per le discussioni e i confronti che condussero alla nascita della fisica quantistica.
È proprio la voce di Margrethe a narrare la vita straordinaria di Bohr e i retroscena delle scoperte scientifiche che hanno cambiato le sorti del mondo. In un arco di tempo che copre un’intera esistenza, il suo racconto porta alla luce il lato umano di quelle menti geniali: come bussava alla porta Paul Dirac? E come sedeva sul divano Lise Meitner? Qual era il piatto preferito di Wolfgang Pauli?
Oltre agli aneddoti e alle curiosità, però, scopriamo anche il difficile rapporto tra Bohr ed Einstein, fatto di forti contrasti ma anche stimolo fondamentale al ragionamento. E, soprattutto, entriamo in contatto con una delle figure più controverse nella storia di Niels Bohr e del Novecento in generale: Werner Heisenberg, ambizioso, brillante, adorato allievo che presto diventerà la fonte di tanti dubbi e dolori.
Nel 1941, durante l’occupazione nazista della Danimarca, Heisenberg torna all’Hotel Copenaghen, ha bisogno di parlare con Bohr. Ma l’argomento ha ben poco a che fare con il progresso della scienza: i tedeschi gli hanno chiesto di costruire la bomba atomica. Niels e Margrethe lo congedano con freddezza, ma il dubbio di non avere compreso le sue intenzioni si farà strada negli anni e condurrà a conclusioni sorprendenti.
Come già nell’***Incredibile cena dei fisici quantistici***, **Gabriella Greison** racconta la nascita della fisica quantistica in modo coinvolgente e ricchissimo di dettagli, accompagnando il lettore nella vita quotidiana dei personaggi descritti, tanto da dare l’impressione di averli conosciuti di persona.
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### Sinossi
**1941, DANIMARCA.**
**NIELS BOHR INCONTRA WERNER HEISENBERG. LA STORIA CAMBIERÀ PER SEMPRE. IL RACCONTO DEL FISICO QUANTISTICO, TRA FUTURI PREMI NOBEL E INESAURIBILI DISPUTE CON ALBERT EINSTEIN, VISTO DAGLI OCCHI DI UNA DONNA.**
**DOPO *L’INCREDIBILE CENA DEI FISICI QUANTISTICI*, UN NUOVO ROMANZO SULLA STORIA DELLA FISICA E SULLE VITE STRAORDINARIE DEI SUOI PROTAGONISTI.**
«*Realtà e finzione si intrecciano tra i battibecchi degli scienziati che cambiarono il mondo.*»
**La Lettura, Corriere della Sera**
«*Uno stile del tutto nuovo e più profondo di raccontare la scienza.*»
**GQ**
«*Leggermente romanzato, però attendibile, perché frutto di molte ricerche e basato su documentazioni.*»
**Il Giornale**
«*L’incredibile cena dei fisici quantistici ricostruisce il dibattito tra Einstein, Bohr e Heisenberg, tra finzione e realtà.*»
**Il Venerdì di Repubblica**
«*Greison evoca, rivela, si diverte, si preoccupa e insomma rende la fisica – materia da incubo per molti – canovaccio da romanzo e storia vera da approfondire.*»
**Il Foglio**
Hotel Copenaghen. Così veniva affettuosamente chiamata la casa di **Niels Bohr**. La porta di Niels e di sua moglie Margrethe era sempre aperta per accogliere allo stesso modo premi Nobel e giovani studenti, che lì trovarono il luogo prediletto per le discussioni e i confronti che condussero alla nascita della fisica quantistica.
È proprio la voce di Margrethe a narrare la vita straordinaria di Bohr e i retroscena delle scoperte scientifiche che hanno cambiato le sorti del mondo. In un arco di tempo che copre un’intera esistenza, il suo racconto porta alla luce il lato umano di quelle menti geniali: come bussava alla porta Paul Dirac? E come sedeva sul divano Lise Meitner? Qual era il piatto preferito di Wolfgang Pauli?
Oltre agli aneddoti e alle curiosità, però, scopriamo anche il difficile rapporto tra Bohr ed Einstein, fatto di forti contrasti ma anche stimolo fondamentale al ragionamento. E, soprattutto, entriamo in contatto con una delle figure più controverse nella storia di Niels Bohr e del Novecento in generale: Werner Heisenberg, ambizioso, brillante, adorato allievo che presto diventerà la fonte di tanti dubbi e dolori.
Nel 1941, durante l’occupazione nazista della Danimarca, Heisenberg torna all’Hotel Copenaghen, ha bisogno di parlare con Bohr. Ma l’argomento ha ben poco a che fare con il progresso della scienza: i tedeschi gli hanno chiesto di costruire la bomba atomica. Niels e Margrethe lo congedano con freddezza, ma il dubbio di non avere compreso le sue intenzioni si farà strada negli anni e condurrà a conclusioni sorprendenti.
Come già nell’***Incredibile cena dei fisici quantistici***, **Gabriella Greison** racconta la nascita della fisica quantistica in modo coinvolgente e ricchissimo di dettagli, accompagnando il lettore nella vita quotidiana dei personaggi descritti, tanto da dare l’impressione di averli conosciuti di persona.

Hornblower e l’Atropos: romanzo

Tutta l’Europa continentale non è più ormai che una sola provincia napoleonica, ma sui mari domina sempre incontrastata la flotta di Sua Maestà Britannica. Al comando di una delle più piccole unità, l’Atropos, ritroviamo ancora una volta il capitano Orazio Hornblower, l’immortale personaggio creato dalla fantasia di Forester. Le sue avventure questa volta hanno per sfondo il Mediterraneo, “le azzurre acque dove si è fatta la storia e dove è stato spesso deciso il futuro della civiltà”. Ai margini del grande duello franco-inglese, sotto la costa turca, Hornblower deve ricuperare un carico d’oro rimasto imprigionato nella carcassa di una nave affondata. Con enorme sangue freddo e con consumata perizia nautica, Hornblower riuscirà, sotto gli occhi dei turchi, a portare a buon fine l’impresa. La cattura di una nave corsara francese e l’epico duello con la fregata spagnola Castilla sono solo due dei tanti altri appassionanti episodi dei quali l’Atropos è il fortunato protagonista. In questo libro, come in tutti gli altri della sua celebre serie, Forester riesce a comunicare al lettore quella “poesia del mare” che egli in così alto grado possiede, e che fa di lui il degno erede di una tradizione narrativa anglosassone.

Hornblower ammiraglio l’ultima avventura

I dieci romanzi della serie di Hornblower, di Forester, coprono il periodo storico che va dal 1794 al 1823. Sono dunque trent’anni, e durante questo periodo il protagonista percorre tutti i gradi della carriera, da guardiamarina a ammiraglio. Questo romanzo ci presenta appunto Hornblower all’apice della sua fortuna. Promosso ammiraglio, ha l’opportunità di combattere i francesi, che hanno ancora velleità di conquista, anche se Napoleone è chiuso a Sant’Elena. Si tratta di nuovo di una missione isolata, dove la personalità complessa del protagonista può brillare di luce propria senza fare pensare troppo alla trasposizione letteraria del modello reale, che secondo certi esperti è Nelson. Certo, non si può negare che alcune analogie riguardanti soprattutto la vita privata di Nelson e tratte dal suo carteggio, ben noto a Forester, siano state introdotte con un’intenzione quasi maliziosa: per esempio il nome Horatio, l’essere entrambi sposati non in modo del tutto felice, il mal di mare che li tortura non appena montano a bordo di una nave, ma soprattutto il senso di umanità con cui trattano la loro gente, se non proprio rivoluzionario per quei tempi, per lo meno incauto. Infine, ambedue sono pronti a rischiare tutto, persino la reputazione, per seguire la rotta che al loro istinto appare quella giusta.

Honky Tonk Samurai (Versione Italiana)

La vita è cambiata e parecchio, per Hap e Leonard. Il loro vecchio datore di lavoro, Marvin Hanson, è diventato capo della polizia di LaBorde, e ha ceduto l’agenzia di investigazioni a Brett, la splendida infermiera rossa che ha conquistato il cuore di Hap. E se Leonard continua a lasciarsi e riprendersi con il suo compagno, John, Hap ha appena scoperto di avere, forse, una figlia di cui ignorava l’esistenza. In una sola cosa i due amici di una vita sono sempre gli stessi: «guai» è e resta il loro secondo nome. Cosí, quando una vecchia ed eccentrica signora chiede loro di ritrovare la nipote, scomparsa cinque anni prima senza lasciare traccia, Hap e Leonard si gettano a capofitto nelle indagini, scoperchiando un verminaio di corruzione e morte che li costringerà a combattere contro una masnada di motociclisti col vizio delle armi e delle metanfetamine, ma soprattutto contro il Distruttore, un misterioso e spietato killer che evira la sue vittime. Un’impresa pericolosa, per la quale dovranno chiedere aiuto a un bel po’ di amici: il giornalista Cason Statler, il detective cowboy Jim Bob Luke e la micidiale Vanilla Ride: tutti nomi che i fan di Joe Lansdale hanno imparato a conoscere e ad amare.

Homo stupidus stupidus

È possibile scongiurare l’agonia in cui sta scivolando la nostra civiltà? Che ne è dell’uomo quando smarrisce i benefici garantiti dalla parte più evoluta del suo cervello? Quando delega le sue funzioni ad appendici digitali, vere e proprie protesi, innescando una regressione che cancella ogni traccia del salto evolutivo per cui è stato definito sapiens sapiens, diventando stupidus stupidus? Quando la nostra mente perde progressivamente la razionalità e l’affettività, e intanto muore l’etica, muoiono gli dèi, che vengono sostituiti dal denaro e dal successo? Vittorino Andreoli sa che l’uomo si può “rompere”, come psichiatra ha seguito e curato molti pazienti aiutandoli a sollevarsi dalle loro cadute. Ecco perché non ha perso la fede nell’uomo e nelle sue possibilità. In queste sue nuove pagine vuole lanciare un allarme e spingerci a riflettere sulla regressione del nostro tempo, che rischia di cancellare le conquiste che hanno segnato la storia dell’Occidente. Convinto che la morte di una civiltà possa essere osservata e testimoniata, e che se ne possano indicare i segni premonitori, mette a fuoco tre comportamenti talmente diffusi da essere diventati regole: la distruttività, la caduta dei princìpi primi che sono alla base del vivere sociale e l’uomo senza misura. Intorno a questi tre grandi temi, svolge la sua analisi arrivando alla conclusione che l’uomo vada ormai escluso dall’ambito della sapienza. Il tratto che oggi lo definisce meglio è l’essere stupidus, secondo il significato etimologico, che condivide la radice con “stupore”. Lascia infatti attoniti, sbalorditi, che un uomo possa assumere gli atteggiamenti dominanti nel nostro tempo, ma ancora più incredibile è che lo possa fare una comunità intera, un popolo. Un margine per invertire la rotta ancora c’è, per farlo occorre però riaffermare i princìpi che permettono il procedere della ragione, la bellezza della cooperazione contro l’esasperato individualismo, integrando sentimenti e razionalità.
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### Sinossi
È possibile scongiurare l’agonia in cui sta scivolando la nostra civiltà? Che ne è dell’uomo quando smarrisce i benefici garantiti dalla parte più evoluta del suo cervello? Quando delega le sue funzioni ad appendici digitali, vere e proprie protesi, innescando una regressione che cancella ogni traccia del salto evolutivo per cui è stato definito sapiens sapiens, diventando stupidus stupidus? Quando la nostra mente perde progressivamente la razionalità e l’affettività, e intanto muore l’etica, muoiono gli dèi, che vengono sostituiti dal denaro e dal successo? Vittorino Andreoli sa che l’uomo si può “rompere”, come psichiatra ha seguito e curato molti pazienti aiutandoli a sollevarsi dalle loro cadute. Ecco perché non ha perso la fede nell’uomo e nelle sue possibilità. In queste sue nuove pagine vuole lanciare un allarme e spingerci a riflettere sulla regressione del nostro tempo, che rischia di cancellare le conquiste che hanno segnato la storia dell’Occidente. Convinto che la morte di una civiltà possa essere osservata e testimoniata, e che se ne possano indicare i segni premonitori, mette a fuoco tre comportamenti talmente diffusi da essere diventati regole: la distruttività, la caduta dei princìpi primi che sono alla base del vivere sociale e l’uomo senza misura. Intorno a questi tre grandi temi, svolge la sua analisi arrivando alla conclusione che l’uomo vada ormai escluso dall’ambito della sapienza. Il tratto che oggi lo definisce meglio è l’essere stupidus, secondo il significato etimologico, che condivide la radice con “stupore”. Lascia infatti attoniti, sbalorditi, che un uomo possa assumere gli atteggiamenti dominanti nel nostro tempo, ma ancora più incredibile è che lo possa fare una comunità intera, un popolo. Un margine per invertire la rotta ancora c’è, per farlo occorre però riaffermare i princìpi che permettono il procedere della ragione, la bellezza della cooperazione contro l’esasperato individualismo, integrando sentimenti e razionalità.

Homo homini lupus

Seconda, e ultima, parte dell’episodio: Dylan subisce un’influenza negativa, che lo porta a litigare con Groucho. Con un’indagine, scopre la storia del professor Boyle e tenta di smascherarlo.

Hollywood, Mi Amor!

ROMANZO AUTOCONCLUSIVORafael Canoa è il re della televisione messicana. Adorato da milioni di donne, incarna l’ideale del macho. Bello, muscoloso e con uno sguardo intenso, ha il viso di un angelo e un corpo che induce al peccato. Così, stanco dello stereotipo che gli è stato cucito addosso, Rafael sogna di sfondare a Hollywood con un ruolo da cattivo, ma la strada per il successo è in salita.Jessica Miller odia il sesso e tutto ciò che lo evoca. Così, la decisione della famiglia di affidarle la gestione della “Sensual Production”, una delle case di produzione della “Miller Company”, è già di per sé un affronto, ma lavorare con il macho per eccellenza è davvero troppo!Tra colpi di scena, proposte indecenti e momenti di estremo romanticismo, Rafael Canoa le insegnerà che l’amore e il sesso non sono incompatibili.Peccato che siamo a Hollywood, dove la realtà è spesso una grande e bellissima illusione…

Hollow City – Il ritorno dei bambini speciali di Miss Peregrine

Chi è Jacob Portman? Un ragazzo qualunque finito dentro un’avventura più grande di lui, o un predestinato, uno Speciale dai poteri prodigiosi, abilissimo investigatore dell’ombra e cacciatore di mostri terrificanti? Nessuno lo sa. L’unica cosa certa è che sembrano trascorsi secoli dal giorno in cui la misteriosa morte del nonno lo ha spinto a indagare sul suo passato, catapultandolo sull’isoletta di Cairnholm, al largo delle coste gallesi. È qui che si imbatte nella bizzarra e affascinante combriccola dei Bambini Speciali: creature dotate di poteri curiosi e irripetibili, membri superstiti di una stirpe meravigliosa, obbligati, per sfuggire alla persecuzione di un mondo ottusamente Normale, ad affidarsi alle inflessibili cure di Miss Peregrine, la donna-uccello in grado di manipolare il tempo. Ma ora che Miss Peregrine è ferita e non riesce a ritrovare le proprie sembianze umane, i Bambini Speciali e Jacob saranno costretti a vedersela da soli con coloro che minacciano di distruggerli usurpando la loro stranezza e dovranno abbandonare l’eterno presente in cui hanno vissuto per avventurarsinel mondo reale. Per settimane ai primi posti delle classifiche americane, Hollow City è l’atteso sequel di La casa per bambini speciali di Miss Peregrine, un fenomeno internazionale da un milione e mezzo di copie destinato a diventare un film prodotto dalla 20th Century Fox, scritto e diretto da Tim Burton.
(source: Bol.com)

Ho sposato una vegana: Una storia vera, purtroppo (Einaudi. Stile libero extra) (Italian Edition)

Sposare una vegana ha conseguenze imprevedibili. Puoi ritrovarti a brucare l’erba da un vaso sul terrazzo, e sentirti in colpa per tutte le telline mangiate nella tua «crudele» vita precedente. Seguire questa dieta, scopri inoltre, comporta un grande dispendio di energie e – chissà perché? – di denaro. Roba da diventare nervosi per davvero, ancor piú quando, dopo mesi di torture, con sorpresa e quasi fastidio, sei costretto ad ammettere che i tuoi esami medici sono, per la prima volta, perfetti. A ogni modo, la storia di Fausto e Claudia ha un lieto fine, nel senso che Claudia vince (stravince, sarebbe piú corretto dire) e Fausto si arrende (senza nemmeno l’onore delle armi). Le cose vanno bene. Solo che, proprio sui titoli di coda, spunta una complicazione: l’imminente arrivo di una figlia. Avrà cuore, Fausto, di farne un’erbivora fin dalla nascita?
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Ho sposato una vegana: Una storia vera, purtroppo (Einaudi. Stile libero extra)

Sposare una vegana ha conseguenze imprevedibili. Puoi ritrovarti a brucare l’erba da un vaso sul terrazzo, e sentirti in colpa per tutte le telline mangiate nella tua «crudele» vita precedente. Seguire questa dieta, scopri inoltre, comporta un grande dispendio di energie e – chissà perché? – di denaro. Roba da diventare nervosi per davvero, ancor piú quando, dopo mesi di torture, con sorpresa e quasi fastidio, sei costretto ad ammettere che i tuoi esami medici sono, per la prima volta, perfetti. A ogni modo, la storia di Fausto e Claudia ha un lieto fine, nel senso che Claudia vince (stravince, sarebbe piú corretto dire) e Fausto si arrende (senza nemmeno l’onore delle armi). Le cose vanno bene. Solo che, proprio sui titoli di coda, spunta una complicazione: l’imminente arrivo di una figlia. Avrà cuore, Fausto, di farne un’erbivora fin dalla nascita?
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### Sinossi
Sposare una vegana ha conseguenze imprevedibili. Puoi ritrovarti a brucare l’erba da un vaso sul terrazzo, e sentirti in colpa per tutte le telline mangiate nella tua «crudele» vita precedente. Seguire questa dieta, scopri inoltre, comporta un grande dispendio di energie e – chissà perché? – di denaro. Roba da diventare nervosi per davvero, ancor piú quando, dopo mesi di torture, con sorpresa e quasi fastidio, sei costretto ad ammettere che i tuoi esami medici sono, per la prima volta, perfetti. A ogni modo, la storia di Fausto e Claudia ha un lieto fine, nel senso che Claudia vince (stravince, sarebbe piú corretto dire) e Fausto si arrende (senza nemmeno l’onore delle armi). Le cose vanno bene. Solo che, proprio sui titoli di coda, spunta una complicazione: l’imminente arrivo di una figlia. Avrà cuore, Fausto, di farne un’erbivora fin dalla nascita?
### Dalla seconda/terza di copertina
Sposare una vegana ha conseguenze imprevedibili. Puoi ritrovarti a brucare l’erba da un vaso sul terrazzo, e sentirti in colpa per tutte le telline mangiate nella tua “crudele” vita precedente. Seguire questa dieta, scopri inoltre, comporta un grande dispendio di energie e – chissà perché? – di denaro. Roba da diventare nervosi per davvero, ancor più quando, dopo mesi di torture, con sorpresa e quasi fastidio, sei costretto ad ammettere che i tuoi esami medici sono, per la prima volta, perfetti. A ogni modo, la storia di Fausto e Claudia ha un lieto fine, nel senso che Claudia vince (stravince, sarebbe più corretto dire) e Fausto si arrende (senza nemmeno l’onore delle armi). Le cose vanno bene. Solo che, proprio sui titoli di coda, spunta una complicazione: l’imminente arrivo di una figlia. Avrà cuore, Fausto, di farne un’erbivora fin dalla nascita?

Ho sposato un maschilista

**La commedia romantica più divertente dell’anno**
Dopo essersi vista negare ingiustamente la meritata promozione, la giornalista Emma Fontana decide di fondare una rivista per donne, «Revolution». Ma proprio quando sta per essere eletta femminista dell’anno, Emma scopre che i suoi migliori amici l’hanno iscritta al reality show Chi vuol sposare un milionario? Per dieci giorni il giovane e ricchissimo Marco Bernardi ospiterà venti ragazze nella sua villa e sceglierà tra loro la sua fidanzata. All’inizio Emma è furiosa solo all’idea di dover competere per sedurre un maschilista fatto e finito, e parte per Como con l’obiettivo di approfittare della ghiotta occasione per screditare lo show. La sua missione si rivela però più ardua del previsto, a causa delle prove imbarazzanti, dell’atteggiamento sessista di Marco e delle concorrenti pronte a tutto pur di diventare la futura signora Bernardi. A complicare le cose ci si mette anche il fratello maggiore di Marco, Leonardo, tanto affascinante quanto sospettoso delle reali intenzioni di Emma. Mentre i suoi sentimenti nei confronti dei fratelli Bernardi si fanno ogni giorno più intricati, Emma si troverà a mettere in discussione certezze e pregiudizi: e se in fondo fosse lei stessa la sua avversaria più pericolosa?
**L’amore non è mai stato così divertente**
«L’ho letto tre volte, e ancora mi diverto. Datemi della pazza, oppure date un premio a questa Bonny.»
«Sai quando una storia si aggancia tra i neuroni e i ventricoli e tira forte? Ecco, questa è una di quelle! Che scrittura e che romantica ironia, un romanzo stupendo!»
«Era da tempo che non leggevo un libro così divertente, ironico e romantico! Mi ha strappato delle risate di gusto. Lo consiglio a tutti!»
**Joanne Bonny**
è nata a Milano nel 1986, con un altro nome. Lo pseudonimo nasce dalla sua passione per i pirati, protagonisti del primo romanzo che ha scritto tra un esame di università e l’altro. La saga piratesca non andò mai in porto (e neanche la sua laurea in Beni culturali), ma l’amore per la scrittura è sopravvissuto. È stata finalista al Premio* Il Battello a Vapore* con un libro per bambini. *Ho sposato un maschilista* segna il suo esordio nella narrativa per adulti. 
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### Sinossi
**La commedia romantica più divertente dell’anno**
Dopo essersi vista negare ingiustamente la meritata promozione, la giornalista Emma Fontana decide di fondare una rivista per donne, «Revolution». Ma proprio quando sta per essere eletta femminista dell’anno, Emma scopre che i suoi migliori amici l’hanno iscritta al reality show Chi vuol sposare un milionario? Per dieci giorni il giovane e ricchissimo Marco Bernardi ospiterà venti ragazze nella sua villa e sceglierà tra loro la sua fidanzata. All’inizio Emma è furiosa solo all’idea di dover competere per sedurre un maschilista fatto e finito, e parte per Como con l’obiettivo di approfittare della ghiotta occasione per screditare lo show. La sua missione si rivela però più ardua del previsto, a causa delle prove imbarazzanti, dell’atteggiamento sessista di Marco e delle concorrenti pronte a tutto pur di diventare la futura signora Bernardi. A complicare le cose ci si mette anche il fratello maggiore di Marco, Leonardo, tanto affascinante quanto sospettoso delle reali intenzioni di Emma. Mentre i suoi sentimenti nei confronti dei fratelli Bernardi si fanno ogni giorno più intricati, Emma si troverà a mettere in discussione certezze e pregiudizi: e se in fondo fosse lei stessa la sua avversaria più pericolosa?
**L’amore non è mai stato così divertente**
«L’ho letto tre volte, e ancora mi diverto. Datemi della pazza, oppure date un premio a questa Bonny.»
«Sai quando una storia si aggancia tra i neuroni e i ventricoli e tira forte? Ecco, questa è una di quelle! Che scrittura e che romantica ironia, un romanzo stupendo!»
«Era da tempo che non leggevo un libro così divertente, ironico e romantico! Mi ha strappato delle risate di gusto. Lo consiglio a tutti!»
**Joanne Bonny**
è nata a Milano nel 1986, con un altro nome. Lo pseudonimo nasce dalla sua passione per i pirati, protagonisti del primo romanzo che ha scritto tra un esame di università e l’altro. La saga piratesca non andò mai in porto (e neanche la sua laurea in Beni culturali), ma l’amore per la scrittura è sopravvissuto. È stata finalista al Premio* Il Battello a Vapore* con un libro per bambini. *Ho sposato un maschilista* segna il suo esordio nella narrativa per adulti.

Ho sempre voluto te

Esiste una donna che non si è mai innamorata del suo migliore amico?
Anna è oggi una giornalista molto attraente, in apparenza sicura di sé ma, nel suo intimo, fragile e imbranata, ed è la prova vivente che un uomo e una donna non possono essere amici. Neanche in un romanzo. Specialmente se il migliore amico in questione è un danese, alto uno e novanta, biondo e con il fisico da nuotatore.
Aksel e Anna sono cresciuti insieme e la timida ragazza, da sempre innamorata dell’amico, a diciott’anni si dichiara. Ma Aksel le rivela una verità scomoda e inaspettata. È gay.
I due si separano: il giovane va in Danimarca e la ragazza rimane a Torino. Passano quattordici anni e un giorno la sorte li fa incontrare di nuovo. Anna si è trasformata da brutto anatroccolo in cigno e anche Aksel è un giornalista, di successo e dal fascino ancora più marcato rispetto all’adolescenza. Ma nasconde un segreto, una realtà difficile da condividere anche con la sua migliore amica della giovinezza.
E quando l’amore non trova strade facili, quale miglior aiuto può arrivare se non la solidarietà femminile?
Elisabetta e la giovane Victoria, appartenenti a due generazioni diverse, trameranno insieme perché l’amore trionfi. E dopo svariati ostacoli, bugie e segreti, la romantica Copenaghen innevata farà da sfondo a un finale a sorpresa. Perché, come dice Anna, “l’importante, dopotutto, è il finale”.

Ho scoperto che ti amo

Ed, 16 anni, basso e con i capelli lisci come spaghetti, sistema gli scaffali in un negozio di DVD insieme alla sua migliore amica Scout. E si annoia a morte. Scout gioca a calcio, è appassionata di romanzi di Jane Austen. È segretamente innamorata di Ed. Quark, amico di Ed, è un ragazzo molto introverso e molto intelligente. Fa di tutto per farsi notare da Scout. Ellie, capelli biondo platino e fisico mozzafiato, studia canto. È la creatura più affascinante che abbia mai messo piede nel negozio di Ed. E lui è deciso a conquistarla. Ed riesce a fare colpo su Ellie raccontandole di chiamarsi Sergioe di essere brasiliano, ma quando vede Scout uscire con Quark, si accorge di provare qualcosa per la sua amica. Nel frattempo Quark ed Ellie si incontrano a una festa ed è amore a prima vista. Così, quasi senza accorgersene, i quattro ragazzi si trovano coinvolti in un complicato intreccio amoroso che metterà a dura prova amicizia e sincerità.
(source: Bol.com)

Ho incontrato il mio angelo. E ti svelo come puoi farlo anche tu

A partire dal primo incontro con il proprio angelo – il cui intervento miracoloso salva da morte sicura il figlio di 7 anni – Anna sviluppa un interesse sempre più forte per le creature celesti, cercando e incontrando nella sua indagine tante altre persone che, come lei, raccontano di aver incontrato il proprio angelo: in occasione di una guarigione inspiegabile, di uno scampato incidente mortale, di una situazione penosa e irrisolvibile. Ci sono per l’autrice circostanze e situazioni della vita di fronte alle quali l’umana ragione deve riconoscere che c’è la traccia di qualcosa – o, meglio, di qualcuno – che va “oltre” la nostra angusta sfera terrena, che ci trascende e che gratuitamente ci viene in aiuto. Una testimonianza avvincente, che si intreccia alle molte storie di persone note e meno note che affermano di aver avuto l’esperienza straordinaria di incontrare un angelo. C’è la storia di Giovanni, anche lui appassionato di angeli, che dispiaciuto per non essere riuscito ad andare a una sua presentazione, l’ha incontrata poi per caso in un’altra occasione. Ma c’è anche la vicenda dell’amica Fernanda, sicura che mai avrebbe visto il suo angelo custode. Invece un giorno, dopo aver trovato un gattino randagio a cui dava da mangiare legato a un palo con del fil di ferro, ha incontrato un vecchio dolcissimo che ha liberato il gattino e poi è scomparso. O la commovente rinascita di Antonio Galliano, convertitosi ormai ultracinquantenne alla via del cuore.