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La mite

«Immaginate un uomo la cui moglie, suicidatasi alcune ore prima gettandosi dalla finestra, sia stesa davanti a lui su un tavolo» scrive Dostoevskij nel presentare ai lettori questo racconto perfetto, che di quell’uomo restituisce, con stenografica precisione, il soliloquio delirante e sconnesso, tutto esitazioni, ripetizioni, contraddizioni, pause, balbettii, ripensamenti. Di lui sentiamo i gemiti, e perfino l’eco dei passi che tornano in continuazione al cadavere steso sul tavolo. L’uomo, quarantuno anni, ex capitano cacciato da un illustre reggimento con l’accusa di viltà e ora titolare di un banco dei pegni, non è un giusto, ma nemmeno un inveterato criminale. È semmai parente stretto dell’Uomo del sottosuolo, con cui ha in comune la rabbia dell’individuo rifiutato dalla società, l’istinto dell’animale braccato. Sragionando ad alta voce, cerca di capire e ricostruire le cause della catastrofe. Ha amato la Mite, ma torturandola con le parole e ancor più con il silenzio, con il perverso «sistema» ideato per vendicarsi di un’antica offesa e ritrovare la dignità perduta. E ora continua a chiedersi: «Perché questa donna è morta?».
Genio guastatore, maestro nel far saltare i ponti dei legami causali, Dostoevskij gli nega – e lo nega ai lettori – il sollievo di una spiegazione univoca, definitiva. E il monologo si sgretola in un dialogo con immaginari interlocutori: giudici? avvocati d’ufficio? fantasmi?
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### Sinossi
«Immaginate un uomo la cui moglie, suicidatasi alcune ore prima gettandosi dalla finestra, sia stesa davanti a lui su un tavolo» scrive Dostoevskij nel presentare ai lettori questo racconto perfetto, che di quell’uomo restituisce, con stenografica precisione, il soliloquio delirante e sconnesso, tutto esitazioni, ripetizioni, contraddizioni, pause, balbettii, ripensamenti. Di lui sentiamo i gemiti, e perfino l’eco dei passi che tornano in continuazione al cadavere steso sul tavolo. L’uomo, quarantuno anni, ex capitano cacciato da un illustre reggimento con l’accusa di viltà e ora titolare di un banco dei pegni, non è un giusto, ma nemmeno un inveterato criminale. È semmai parente stretto dell’Uomo del sottosuolo, con cui ha in comune la rabbia dell’individuo rifiutato dalla società, l’istinto dell’animale braccato. Sragionando ad alta voce, cerca di capire e ricostruire le cause della catastrofe. Ha amato la Mite, ma torturandola con le parole e ancor più con il silenzio, con il perverso «sistema» ideato per vendicarsi di un’antica offesa e ritrovare la dignità perduta. E ora continua a chiedersi: «Perché questa donna è morta?».
Genio guastatore, maestro nel far saltare i ponti dei legami causali, Dostoevskij gli nega – e lo nega ai lettori – il sollievo di una spiegazione univoca, definitiva. E il monologo si sgretola in un dialogo con immaginari interlocutori: giudici? avvocati d’ufficio? fantasmi?
### Dalla quarta di copertina
«Accogliendola nella mia casa, esigevo da lei il più totale rispetto. Volevo che stesse davanti a me in atto di preghiera per le mie sofferenze – ne ero degno. Oh, sono sempre stato orgoglioso, ho sempre volu- to tutto o niente! E proprio perché nella felicità non mi accontento di mezze mi- sure ma la voglio tutta intera, proprio per questo dovetti agire così, come per dire: “Arrivaci da sola, e apprezza!”. Giacché, ne converrete, se con lei mi fossi messo a spiegare e a suggerire, a scodinzolare e a chiedere rispetto, sarebbe stato come elemosinare…».

Mistero siciliano. Le indagini della zia Poldi

Vista mare. Sole. Riposo. La zia Poldi non cerca altro quando lascia Monaco di Baviera alla volta di Torre Archirafi, in Sicilia. Ma non ha fatto i conti con la famiglia del suo defunto ex-marito, che la vuole tutta per sé, né con un evento imprevisto, di fronte al quale dovrà dire addio alla pace che desiderava: Valentino, un ragazzo che spesso la aiuta in casa, sparisce. Figlia di un detective, Poldi capisce, grazie al suo infallibile intuito, che Valentino non si è semplicemente allontanato. Deve essergli successo qualcosa. Da sola, Poldi decide di intraprendere una vera e propria indagine. Seguendo tracce e indizi e guidata dal suo eccezionale istinto, si mette alla ricerca del ragazzo, ed è proprio lei a scoprirne, sulla spiaggia, il corpo senza vita. Ma a quel punto il caso si complica, perché sulla scena compare l’ispettore Vito Montana, poco propenso ad avere tra i piedi una Miss Marple tedesca, per giunta affascinante. Eppure dovrà ben presto ricredersi: perché Poldi diventerà un personaggio chiave per l’evolversi delle indagini.

Il mistero maschile

Dal disagio attuale in cui versa oggi il nostro essere maschi si può uscire solo prendendosi cura di sé. Cosa possibile quando impariamo a lasciarci alle spalle tradizioni, codici di comportamento, canoni cui uniformarsi e li sostituiamo con la coltivazione della nostra facoltà percettiva per arrivare a vedere ciò che siamo e soprattutto chi siamo in realtà. E quando integriamo nel nostro vivere l’insieme delle qualità che distinguono la nostra specie: quelle femminili per gli uomini e quelle maschili per le donne. Vero Maestro di realtà, Osho trasmette qualcosa che fa vibrare le corde ancestrali nel nostro animo. *Il mistero maschile* è un testo per aiutare a comprendere la necessità della liberazione, o meglio della rinascita degli uomini. Una seconda nascita che porti a uscire dalla caverna psicologica in cui viviamo rintanati. In questo senso vanno visti e letti i capitoli del libro che tratteggiano gli archetipi, le tipologie che danno forma alle singole personalità con cui di solito ci rivestiamo per muoverci nel quotidiano, nel bene e nel male: Adamo, il Robot, il Mendicante, il Playboy, il Politico, il Giocatore d’azzardo, il Creativo e via elencando. Osho si limita a descrivere delle tendenze, mettendo a fuoco condizionamenti e schemi di comportamento comuni a tutti i maschi. Ma lo fa solo per arrivare a indicare quel percorso mai preso in considerazione, un sentiero così poco battuto da risultare invisibile, inconcepibile. Una Via da percorrere soltanto direttamente, in prima persona, passo dopo passo, e al cui termine si trova l’Uomo nuovo. Un Uomo felice e realizzato.
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### Sinossi
Dal disagio attuale in cui versa oggi il nostro essere maschi si può uscire solo prendendosi cura di sé. Cosa possibile quando impariamo a lasciarci alle spalle tradizioni, codici di comportamento, canoni cui uniformarsi e li sostituiamo con la coltivazione della nostra facoltà percettiva per arrivare a vedere ciò che siamo e soprattutto chi siamo in realtà. E quando integriamo nel nostro vivere l’insieme delle qualità che distinguono la nostra specie: quelle femminili per gli uomini e quelle maschili per le donne. Vero Maestro di realtà, Osho trasmette qualcosa che fa vibrare le corde ancestrali nel nostro animo. *Il mistero maschile* è un testo per aiutare a comprendere la necessità della liberazione, o meglio della rinascita degli uomini. Una seconda nascita che porti a uscire dalla caverna psicologica in cui viviamo rintanati. In questo senso vanno visti e letti i capitoli del libro che tratteggiano gli archetipi, le tipologie che danno forma alle singole personalità con cui di solito ci rivestiamo per muoverci nel quotidiano, nel bene e nel male: Adamo, il Robot, il Mendicante, il Playboy, il Politico, il Giocatore d’azzardo, il Creativo e via elencando. Osho si limita a descrivere delle tendenze, mettendo a fuoco condizionamenti e schemi di comportamento comuni a tutti i maschi. Ma lo fa solo per arrivare a indicare quel percorso mai preso in considerazione, un sentiero così poco battuto da risultare invisibile, inconcepibile. Una Via da percorrere soltanto direttamente, in prima persona, passo dopo passo, e al cui termine si trova l’Uomo nuovo. Un Uomo felice e realizzato.

Il mistero di Villa Saturn

Il mistero di Villa Saturn by M.R.C. Kasasian
Le indagini dei detective di Gower St.
Londra, 1883.
Sidney Grice, il più famoso detective della città, ha accettato un caso nello Yorkshire e ha lasciato la sua pupilla March Middleton a occuparsi della casa in Gower Street. Ma la tranquillità della vita domestica non esercita un particolare fascino su March, che aspira a diventare la più famosa (nonché unica) detective donna di Londra. Così, quando riceve una strana lettera da un facoltoso parente che non sapeva di avere, March, incuriosita, decide di accettare l’invito a trascorrere la notte nella splendida villa Saturn per conoscere il misterioso zio Tolly. Non può certo immaginare che la mattina dopo si ritroverà sulla scena di un crimine. E questa volta la priorità di March non è indagare sul caso, ma difendersi da un’accusa di omicidio…
Intricati enigmi e humour: il detective inglese più eccentrico e affascinante dai tempi di Sherlock Holmes!
Una nuova indagine per i due detective irriverenti e scaltri più famosi di Londra: March Middleton e Sidney Grice non hanno rivali.
«Il brillante romanzo di Kasasian ci presenta un’indimenticabile nuova coppia di detective.»
Publishers Weekly
«Grice e Middleton promettono bene, conviene intercettarli adesso.»
Daily Mail
«Il libro di Kasasian offre uno sguardo deciso sul lato oscuro della Londra vittoriana, tratteggiando il ritratto di un’eroina abbastanza forte da resistere a un detective scontroso. Storia avvincente, humour sottile e personaggi vivaci: una bella sorpresa.» 
Kirkus Reviews
**M.R.C. Kasasian**
Cresciuto nel Lancashire, prima di diventare uno scrittore, ha fatto molti lavori diversi. Vive con la moglie nel Suffolk durante l’estate e a Malta d’inverno.Il mistero di villa Saturn è il terzo libro della serie investigativa dedicata al detective Sidney Grice e alla sua assistente March Middleton, di cui la Newton Compton ha pubblicato anche i primi due episodi: I delitti di Mangle Street e La maledizione di casa Foskett.

Il Mistero Di Torino

Il mistero di Torino by Vittorio Messori, Aldo Cazzullo
Esiste un “mistero di Torino”? Cosa nasconde la città della Sindone e dell’autoritratto di Leonardo, dei tecnici della Fiat e dei satanisti, di san Giuseppe Cottolengo e del re lussurioso e scomunicato? Prediletta da Nostradamus, ospita la più grande raccolta di mummie e libri egizi, eccitava Nietzsche e ispirava a De Chirico la sua pittura metafisica… L’enigma di questa “strana metropoli” è indagato nel libro da due autori diversissimi per età, opinioni, formazione, che raccontano le atmosfere e i personaggi di Torino, sempre sorprendente, a volte inquietante, da due opposte prospettive – cattolica e laica – che a volte si scontrano e a volte si mescolano. La città sabauda diviene così metafora del mondo, luogo geografico e spirituale dove luce e ombra, peccato e grazia convergono e si sfidano a duello. Sullo sfondo, il paradosso di Umberto Eco: “Senza l’Italia, Torino sarebbe più o meno la stessa. Ma senza Torino, l’Italia sarebbe molto diversa”.

Il Mistero Di Perry Lake

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Il Mistero di Perry Lake: Un thriller avvincente dalla prima all’ultima pagina
SCOPRI IL LIBRO PIÙ VENDUTO DEL 2016
N°1 EBOOK MONDIALE
PIÙ DI 400.000 LETTORI IN TUTTO IL MONDO
DIRITTI PER IL SUO ADATTAMENTO CINEMATOGRAFICO VENDUTI A HOLLYWOOD
I cadaveri di due ragazze rinvenuti nella riva di un lago quasi contemporaneamente. Una contea i cui abitanti nascondono oscuri segreti. Un promettente agente speciale dell’Unità di Analisi Comportamentale dell’FBI assegnato al caso. Un crimine simile rimasto irrisolto per quasi vent’anni… Immergiti in un’indagine intricata che appassionerà gli amanti del genere.
IL PRIMO CAPITOLO DI UNA SAGA CHE HA VENDUTO PIÙ DI 750.000 COPIE
Alla sua prima incursione nel genere poliziesco Enrique Laso sbalordisce con un romanzo affascinante, carico di suspense e mistero. Dopo aver venduto centinaia di migliaia di copie dei suoi libri in tutto il mondo grazie al successo di titoli come “El rumor de los muertos” (più di 130.000 copie vendute) o “Desde el Infierno” (adattato per il cinema in Spagna), Laso ritorna con un romanzo travolgente che ti cattura dalla prima pagina e non ti lascia fino al suo inquietante finale.
Per amanti di romanzi come “Il Silenzio degli Innocenti” e serie tv come “Twin Peaks”, “Criminal Minds”, “CSI” o “True Detective”.
I LETTORI DI TUTTO IL MONDO HANNO DETTO…
“Il miglior romanzo giallo dell’anno”
“Enrique Laso entra nel genere dalla porta principale”
“Uno dei finali migliori che abbia letto in vita mia”
“Scritto magistralmente”
“Intelligente, divertente e accattivante”
“Non son riuscito a smettere di leggere finché non l’ho finito”
“Credibile fin nei minimi dettagli. Splendido”
“La chiave di questa storia non è sapere Chi, ma Perché”
“Un Bestseller che è già diventato un classico”
“Un capolavoro”
(source: Bol.com)

Il Mistero di Perry Lake II

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Il Mistero di Perry Lake II: Un thriller avvincente dalla prima all’ultima pagina
CONTINUAZIONE DEL LIBRO PIÙ VENDUTO DEL 2016
N°1 MONDIALE KINDLE
PIÙ DI 400.000 LETTORI IN TUTTO IL MONDO
DIRITTI PER IL SUO ADATTAMENTO CINEMATOGRAFICO VENDUTI A HOLLYWOOD
CHI HA UCCISO SHARON NICHOLS?
IL SECONDO CAPITOLO DI UNA SAGA CHE HA VENDUTO PIÙ DI 750.000 COPIE
Alla sua prima incursione nel genere poliziesco Enrique Laso sbalordisce con un romanzo affascinante, carico di suspense e mistero. Dopo aver venduto centinaia di migliaia di copie dei suoi libri in tutto il mondo grazie al successo di titoli come “El rumor de los muertos” (più di 130.000 copie vendute) o “Desde el Infierno” (adattato per il cinema in Spagna), Laso ritorna con un romanzo travolgente che ti cattura dalla prima pagina e non ti lascia fino al suo inquietante finale.
Per amanti di romanzi come “Il Silenzio degli Innocenti” e serie tv come “Twin Peaks”, “Criminal Minds”, “CSI” o “True Detective”.
I LETTORI DI TUTTO IL MONDO HANNO DETTO…
“Il miglior romanzo giallo dell’anno”
“Enrique Laso entra nel genere dalla porta principale”
“Uno dei finali migliori che abbia letto in vita mia”
“Scritto magistralmente”
“Intelligente, divertente e accattivante”
“Non son riuscito a smettere di leggere finché non l’ho finito”
“Credibile fin nei minimi dettagli. Splendido”
“La chiave di questa storia non è sapere Chi, ma Perché”
“Un Bestseller che è già diventato un classico”
“Un capolavoro”
(source: Bol.com)

Il mistero di Linda

La fine di un temporale, una macchina in panne, l’istantanea di un delitto (per citare Agatha Christie) Ma fra le verdi strade della Val Pellice, la collina di Baldissero e la Torino dei salotti buoni soffia un vento esotico, un’aria di avventura. Uno scrittore viaggiatore e suo fratello disperso in Africa, nell’ombra il mistero della regina di Saba. Al commissario Martini, come sempre, il compito di far trionfare la sua idea di giustizia. Camminarono lentamente, in quella leggera coltre ovattata, forata solo ogni tanto dai punti di brace delle sigarette. – Non sei riuscito ad apprendere nulla di quella Linda con la quale Colier aveva appuntamento? – domandò a un certo punto il capo della Mobile a Martini. – Sarei curioso di saperne qualcosa.
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Il mistero di Cinecittà

Il primo detective all’italiana, il Commissario De Vincenzi, indaga tra divi e divette dei telefoni bianchi. «Soffusamente erotico, un testo da precursore: storia di delitti in serie, ossessivi, da serial killer» (Beppe Benvenuto).
Le date dei romanzi polizieschi di Augusto De Angelis, dal ’35 al ’44, cadono tutte in un’epoca che non amava il giallo. Genere «tecnico» di narrazione, manovrabile a piacimento, vi si potevano imporre regole restrittive senza tanto intaccarne «l’arte»: per esempio, come fece il Minculpop, si potevano richiedere ambienti esotici, protagonisti stranieri o in qualche modo già segnati dal vizio, trionfo immancabile della giustizia, infallibilità dell’investigatore. Regole alle quali De Angelis si atteneva senza sforzo, perché padrone assoluto del mestiere. Ma più che piegarsi, si capisce che vi adattava il suo straordinario talento letterario, sicché il prodotto finale è lontanissimo per qualità a quelli suoi contemporanei, che portano l’aroma inconfondibile della imitazione mal riuscita. Tanto da poter dire che con De Angelis siamo nella prima fucina del «giallo all’italiana», alle prime anticipazioni di quel fenomeno letterario che esploderà in tutto il suo fulgore negli anni del boom economico, così lontani da lui. E lo si vede prima di tutto nella scelta del protagonista fisso delle sue avventure, De Vincenzi, commissario, degli uffici tra Roma e Milano, ma colto, pensoso, incline a una qualche forma di malinconia dalle origini enigmatiche, prototipo dell’«umanesimo» che caratterizza tanti investigatori all’italiana. E dall’andamento sinuoso, liquido quasi delle sue storie, che si complicano infiltrandosi in ogni spazio possibile, degli ambienti, della psicologia dei personaggi, del tempo narrativo, ad anticipare ancora una volta la cura della scenografia propria della scuola italiana. E infine lo si vede dal sapore teatrale della sua organizzazione narrativa: «teatro in giallo» è stato definito il suo lavoro, che porta il gusto di commedia così caratteristico dei suoi successori. Il mistero di Cinecittà, il terzo romanzo pubblicato da questa casa editrice, capolavoro del genere, «è soffusamente erotico», come dice nella sua Nota Beppe Benvenuto, «quasi un testo da precursore: storia di delitti in serie, ossessivi, da serial killer».

Il Mistero Della Vergine

Milano, giugno 1937. La calura estiva è una cappa insopportabile che pesa sulla città. Manca una settimana al Gran Premio Ippico di San Siro, uno degli appuntamenti più importanti della stagione. Una sconosciuta cavalla americana, ignota al circuito europeo e di proprietà del Barone Verbena e di sua figlia Verità, appare come il purosangue favorito. Ma tutti i fantini in predicato di guidare “Vergine” alla vittoria, questo è il suo nome, vengono barbaramente assassinati. In una Milano d’estate, fra temporali violenti e improvvisi, “anime morte” che ritornano e locali amati dai nottambuli, De Vincenzi scoprirà a poco a poco la soluzione di un atroce mistero, uno dei più inquietanti e folli della sua carriera di Capo della Mobile. Augusto De Angelis (Roma 1888 – Bellagio,Como 1934) Incarcerato per antifascismo nel 1943, morì in seguito alle percosse subite durante un’aggressione fascista. Scrittore e giornalista, è considerato il “padre nobile” del giallo all’italiana. Protagonista di suoi romanzi scritti tra il 1935 e 1942 e ambientati a Milano degli anni trenta e il Commissario Carlo De Vincenzi, della Squadra Mobile di piazza San Fedele: “umanissimo come Maigret, romantico come Marlowe, Intellettuale come Philo Vance, eppure caparbiamente italiano”.
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Il mistero della tomba proibita

Imhotep, vissuto in Egitto nel terzo millennio a.
C., fu sacerdote, medico, sapiente, architetto, ed è ritenuto l’inventore delle piramidi. Secondo un’antichissima tradizione, la sua tomba nasconde il più grande tesoro del mondo e nei geroglifici delle pareti sono scolpite le conoscenze scientifiche da lui raggiunte e andate perdute, tali che chiunque ne venisse in possesso acquisterebbe un potere negato agli altri uomini. Eppure, della tomba di questo affascinante personaggio non esiste, a memoria d’uomo, alcuna traccia. Nei primi decenni del secolo gli europei, già altrimenti trafugatori del glorioso passato egizio, scatenano i loro servizi segreti alla sua ricerca. Un archeologo potrebbe metterli sulla strada giusta, ma anche di lui sono andate perdute le tracce.
Edward Hartfield, l’archeologo, è penetrato nella tomba di Imhotep. Lo scopre Omar Moussa, un giovane patriota egiziano che attraverso un groviglio di vicende ha infine rintracciato lo studioso inglese. Hartfield ha riconosciuto i passaggi che portano alla tomba: ha varcato la «porta della pace» e la «porta del desiderio», e dopo la terza è stato sfiorato dall’aura di Imhotep. Avrà dunque Hartfield un destino di potenza? L’ultimo passaggio, in realtà, lo ha consegnato ad arcane «ombre della morte», poiché era la «porta della follia» suicida, follia dalla quale Imhotep era stato indotto a darsi la morte in un momento di ottenebramento spirituale. Ed è in tale stato che Omar incontra l’archeologo e gli eremiti che lo tengono prigioniero in uno sperduto monastero del delta del Nilo. È la maledizione di Imhotep, che colpisce chiunque si avvicini alla sua tomba. Omar Moussa, che ne ha conosciuto il segreto, si avventurerà a sfidarla?

Il Mistero Della Gazza Ladra: Le Indagini Del Commissario Berté

Il mistero della gazza ladra: Le indagini del commissario Berté by Emilio Martini
******NOME**: Gigi
**COGNOME**: Berté
**CAPIGLIATURA**: già brizzolata
**TAGLIA**: (troppo) large
**PENSIERO**: sottile
**INTELLIGENZA**: spessa
**PIANTA PREFERITA**: paulonia
**PUNTUALITÀ**: lombarda
**GELOSIA**: calabra
**VIZIO CHE NON HA PIÙ**: fumo
**VIZIO CHE HA SEMPRE**: mangiare molto
**INSOFFERENZA 1**: locali affollati
**INSOFFERENZA 2**: andare per negozi
**STILE **(secondo la Patty): antiquato
**STILE **(secondo la Marzia): classico
Se credeva di trovarsi in una sorta di prepensionamento, si sbagliava di grosso: da quando è stato esiliato a Lungariva, «ridente» paesino ligure, il commissario Berté ha dovuto affrontare una serie di casi che lo hanno fatto lavorare più di quando era a Milano. Adesso è alle prese con l’omicidio brutale di una nota commercialista, con tutto un contorno di ex convivente, amica cartomante, amante, clienti raggirati: uno spaccato umano a suo modo interessante per Berté, poliziotto con la passione per la scrittura che, dopo l’umiliante rifiuto da parte di un editore di pubblicare i suoi racconti, si è buttato in un noir ambientato proprio nel mondo dell’editoria.
Così ha meno tempo per almanaccare sulla Marzia, sposatissima proprietaria della pensione in cui vive, e di arrabbiarsi con la sua ex, la Patty, che quell’ex non l’ha ancora digerito.

Il mistero della collana

Nell’infanzia di David Crawfurd c’è un episodio – un rito satanico, cui il ragazzo si trova ad assistere – destinato a lasciare un segno profondo. Una volta adulto, David parte per il Sudafrica, dove si trova coinvolto nella complessa vicenda che ruota intorno alla storia di una collana a cui la fantasia primitiva attribuisce eccezionali poteri… E tutto sembra un’eco del passato, di quel misterioso rituale i cui effetti perdurano nel presente…John Buchanprimo barone di Tweedsmuir, ha avuto una vita piuttosto movimentata. Nato in Scozia nel 1875, studiò a Glasgow ed esercitò la professione di avvocato. Dopo aver passato un periodo in Sudafrica rientrò in Inghilterra, dove divenne direttore di un’importante agenzia giornalistica; poi, durante la prima guerra mondiale, fu in Francia, come corrispondente di guerra. Tesoriere dell’Università di Oxford, nel 1927 entrò nel parlamento inglese come membro del partito conservatore e, nel 1935, divenne Governatore generale del Canada. Studioso di storia e autore di imponenti opere storiografiche e di varie biografie, Buchan morì nel 1940 a seguito di una caduta.
(source: Bol.com)

Mistero Buffo

*Mistero buffo*, il più noto tra i testi teatrali di Dario Fo e Franca Rame, quello che ha destato piú polemiche, viene qui presentato in “edizione integrale”, proponendo anche i cambiamenti avvenuti nel corso degli anni nelle oltre cinquemila repliche effettuate da Dario Fo in Italia e all’estero tra il 1969 e il 2003. La forza di questa giullarata sta soprattutto nel linguaggio, reinventato attingendo ai dialetti padani dei secoli XII-XV con effetti esilaranti. L’ironia, il sarcasmo, il lazzo di Resurrezione di Lazzaro, Moralità del cieco e dello storpio, Bonifacio VIII, o la drammaticità di Maria alla Croce, La strage degli innocenti (alcuni episodi dell’opera), sono la cifra di Mistero buffo, un testo rivoluzionario e un perfetto congegno teatrale che, con il gusto di dissacrare tutti i Tartufi della terra, racconta la tacita, millenaria storia delle classi subalterne esplodendo in una satira politica e di costume che mantiene intatta nel tempo la sua carica corrosiva.

I misteri di Osiride 1 – L’albero della vita

Nel cuore del tempio di Abido, un’acacia sta morendo… E insieme a lei, tutto l’Egitto è minacciato. Perché non si tratta di un albero qualunque: è nato dalla tomba del dio Osiride, per annunciarne la rinascita.Il grande faraone Sesostri III inizia una lotta contro un nemico invisibile che vuole condurre l’Egitto alla rovina. Un giovane apprendista scriba, Iker, diventa attore involontario di questo mistero. Rapito da alcuni marinai, l’adolescente non sa chi sta tentando di ucciderlo, né tanto meno chi lo protegge. Iker ha la sensazione di essere guidato e manipolato da una forza misteriosa, di avanzare lungo un cammino di cui non conosce la meta…I misteri di Osiride, oltre a narrare il tormentato percorso del giovane Iker alla ricerca della sua verità, e la lotta di Sesostri III contro le forze del Male, raccontano la storia magica e travolgente di un Egitto che non esiste più e che tuttavia permane nella nostra memoria.Christian Jacq ci fornisce le chiavi di lettura di una civiltà affascinante e i segreti della sua immutabile realtà.

I misteri di Blackstone

Blackstone, New Hampshire. Un tranquillo villaggio da cartolina con un terribile doloroso passato. Qui, sulla North Hill, sorge il vecchio Manicomio di Blackstone, antica dimora di esseri squilibrati, intrattabili, o semplicemente scomodi. Abbandonato da tempo, l’edificio è destinato alla demolizione. Ma qualcosa si oppone a questo progetto. E il Male, un male indescrivibile, una forza minacciosa, a lungo imprigionata tra le spaventose mura di pietra, si insinua nella notte. Da questo momento avvengono morti inaspettate. Incidenti terribili. Una furia assassina. Nessuno a Blackstone può sfuggire alla forza malefica che si è sprigionata nella città. Ancora una volta John Saul si conferma maestro indiscusso dell’horror.